Come costruire un piano di Destination Marketing per la tua attività e promuovere la tua destinazione turistica

Come costruire un piano di Destination Marketing per la tua attività e promuovere la tua destinazione turistica

Per una destinazione turistica, un efficace piano di marketing permette di raggiungere nuovi clienti, di consolidare il rapporto con quelli già acquisiti e di migliorare la propria brand reputation

Ad oggi, affinché una destinazione turistica sviluppi una strategia di marketing efficace è necessario comprendere quelli che sono i cambiamenti che riguardano i propri clienti e i propri prodotti.

I pilastri su cui si fondava l’efficacia di una destinazione sono cambiati in modo radicale, così come è cambiato il turista e il suo modo di viaggiare.

Il turista di oggi è un viaggiatore attento, un vero e proprio consumatore di esperienze, una persona che desidera entrare in contatto con la destinazione e stabilire con essa una relazione unica e profonda.

La destinazione è vissuta quindi nella sua globalità con le sue caratteristiche e le sue risorse.

Ed è il brand che il turista deve poter riconoscere come garanzia di un’offerta tematizzata, specifica e concreta.

Scopri insieme a me come migliorare la comunicazione online della tua destinazione attraverso la costruzione di un piano di destination marketing.

Il marketing turistico

destination marketing

Per costruire una strategia efficace di marketing turistico bisogna integrare un insieme di strategie volte a valorizzare la destinazione

 

Il marketing turistico fa riferimento all’insieme di strategie che hanno come obiettivo la definizione di progetti e programmi volti a garantire lo sviluppo di brand awareness di una destinazione nel lungo periodo.

Le componenti di cui il professionista del marketing turistico deve tener conto sono quelle proprie del sistema turistico:

  • L’elemento umano che trovi nel turista/viaggiatore;
  • L’elemento propositivo che trovi nell’offerta;
  • L’elemento geografico che trovi nell’ambiente.

Importante è inoltre integrare il marketing online con quello offline, perché ci sono ancora alcuni segmenti della domanda e alcuni mercati dove l’offline è importante.

Cerca di stimolare l’interesse del tuo potenziale visitatore portandolo a cercare informazioni, guardare in rete ed ad entrare nel tuo sito.

In tal modo guiderai il turista verso un’azione e consoliderai un contatto.

Come promuovere la tua destinazione online

 

Fare destination marketing online vuol dire:

  • Farti trovare dai tuoi clienti abituali e da quelli potenziali;
  • Costruire relazioni durevoli con gli utenti/clienti.

Clienti che saranno i primi portavoce delle proprie esperienze attraverso commenti e fotografie sui social network e i post sui blog personali.

L’idea è quella di trasformarti in un vero e proprio designer dell’esperienza della tua destinazione, per essere in grado di ideare offerte su misura.

Essenziale oggi è lo storytelling esperenziale, ovvero la capacità di narrare storie significative in grado di influenzare le scelte dei  tuoi consumatori.

Quindi, per promuovere la tua destinazione online puoi:

  • Progettare esperienze di viaggio con un valore emozionale forte;
  • Comprendere e soddisfare le nuove esigenze del turista;
  • Integrare il digitale e i social network nelle strategie di promozione del territorio;
  • Utilizzate le tecniche narrative dello storytelling applicato al turismo;
  • Individuare e programmare strategie di produzione di contenuti web in grado di coinvolgere il turista ancora prima della partenza.

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Il marketing mix

Una corretta strategia di marketing turistico deve essere strutturata e costruita su tre elementi essenziali:

  1. La destinazione/brand;
  2. I prodotti;
  3. Le esperienze.

Gli obiettivi del marketing mix, anche se diversi e differenziati, devono essere consecutivi.

Attraverso azioni di marketing online e offline devi comunicare l’esistenza della tua destinazione al mercato.

Per comunicare e promuove la tua destinazione devi utilizzare sia il marketing online sia quello offline, focalizzati sugli elementi di unicità, di differenziazione, sulla proposta di valore della tua destinazione e sui suoi punti di forza.

Quando invece devi comunicare il prodotto la segmentazione è la chiave e, quindi, il marketing online è quello più adeguato in quanto i suoi strumenti e le tattiche sono più flessibili.

Comunicando l’esperienza e le emozioni che i turisti potranno vivere lo strumento migliore che puoi utilizzare sono i social media e per scegliere i canali e i tipi di marketing più adeguati da utilizzare prima è importante che comprendi bene il mercato e i diversi target di riferimento.

Nella composizione del marketing mix ricordati che il ciclo dell’esperienza turistica del cliente con la destinazione è molto più intenso e prolungato che in passato.

La promozione e la comunicazione devono avvenire in tutte le fasi:

  • Nella ricerca di idee e suggestioni;
  • Durante la fase di decisione/scelta;
  • Nella pianificazione;
  • Durante la presenza del turista sul territorio.

Tre fasi fondamentali: analizzare, pianificare e agire

Con il termine “digitale” non si intende solo web marketing ma anche il social media marketing, ossia utilizzare i social media per creare awareness e generare engagement, facilitando così l’user generated content.

Il processo per mettere in atto una strategia di marketing digitale prevede tre diverse fasi: analizzare, pianificare e agire.

Analisi

L’analisi è propedeutica ad ogni azione. Hai bisogno di possedere tutta una serie di informazioni indispensabili per definizione di una strategia efficace.

Hai bisogno di comprendere le dinamiche della domanda e dei diversi segmenti di mercato, conoscerne le caratteristiche e i tempi di reazione.

Per esempio sapere quanto tempo prima di partire i potenziali turisti iniziano la ricerca di informazioni sul posto.

Sapere come arrivano i turisti da te è importante perché in questo modo puoi definire le partnership migliori da attivare, così come è fondamentale essere a conoscenza dei canali di informazione che utilizzano così da riuscire ad intercettarli.

La scelta stessa dei mercati strategici non è semplice, devi osservarne l’economia, verificare le tendenze e le abitudini dei turisti di ogni singolo mercato, senza dimenticare l’analisi delle motivazioni che li spingono a scegliere la tua destinazione.

Questo ultimo elemento ti permette di verificare se gli argomenti di comunicazione o di vendita che hai scelto sono in linea con quelli di interesse dei turisti.

Pianificare

Per poter pianificare hai bisogno prima di definire gli obiettivi strategici della tua destinazione, che in linea di massima consistono nel raggiungere in maggior numero di potenziali clienti/turisti e nel fidelizzare quelli già acquisiti.

Il tuo sito web deve quindi essere in grado di comunicare e valorizzare l’experience destination e di generare prenotazioni, assicurando un’efficace distribuzione dell’informazione ai potenziali turisti e visitatori.

La definizione degli obiettivi impone di fare delle scelte e di stabilire delle priorità. In base ad esse si deve poi definire la distribuzione delle risorse economiche e dei tempi di dedizione.

È ovvio che non si può stabilire una matrice lineare per tutte le destinazioni in quanto essa varia in base al numero di prodotti-destinazione e al numero di mercati sul quale si intende operare.

Non ti dimenticare che oggi il turista gode della fiducia degli altri turisti, ai cui occhi è credibile e autorevole, e che le sue recensioni sono dunque molto importanti.

Puoi quindi utilizzare a tuo favore le opinioni e i commenti dei turisti e stimolare la loro naturale capacità di promozione e raccomandazione.

Leggi: Brand Reputation: 10 consigli per migliorare la tua reputazione online

Agire

Per agire nel destination marketing devi lavorare con le 6c:

  • Cliente: è il tuo obiettivo strategico ed è fondamentale coinvolgerlo, curarlo ed incentivarlo per trasformarlo in un appassionato e promotore della tua destinazione;
  • Connessione: stimolare il contatto fra il turista e gli utenti della rete sfruttando le connessioni esistenti fra loro in modo che parlino del tuo territorio e lo raccomandino;
  • Conversazione attraverso la creazione e la diffusione di contenuti nel mercato;
  • Contenuti;
  • Community;
  • Contatto.

Una volta che hai lavorato su questi fattori puoi individuare le diverse tecniche di marketing: Inbound marketing e Content marketing.

Piano di Destination Marketing: strumenti utili

strumenti utili

Strumenti che ti possono essere d’aiuto nel costruire la tua strategia di destination marketing sono l’e-mail marketing, SEO, SEM e i social media

 

Per costruire la tua tattica di destination marketing hai a tua disposizione diversi strumenti  da utilizzare in base all’obiettivo da raggiungere: e-mail, SEO e SEM e i social media.

E-mail marketing

L’e-mail marketing utilizza la posta elettronica come mezzo per comunicare messaggi commerciali e non al pubblico ed è utile sia per fidelizzare i turisti che hanno visitato la tua destinazione sia per acquisire nuovi clienti.

Vantaggio dell’e-mail marketing è l’essere istantaneo, una e-mail arriva in pochi secondo e permette di stabilire un contatto diretto con il destinatario.

Un suo uso strategico, ad esempio con l’invio periodico di una newsletter, permette alla destinazione di incrementare la propria notorietà così come quella dei propri prodotti e servizi a costi ridotti rispetto alla posta tradizionale.

Scopri anche: Come scrivere una Newsletter efficace e impostare una strategia di E-mail marketing

SEO (Search Enginge Optimization) e SEM (Search Engine Marketing)

In un piano di destination marketing è fondamentale essere visibili e trovabili in modo facile in rete.

Il SEO permette infatti di indicizzare al meglio il sito, migliorandone sia gli aspetti interni sia quelli esterni, al fine di generare traffico proveniente dai motori di ricerca.

Altrettanto importante è il SEM, che indica tutte quelle attività di web marketing che vengono effettuate per incrementare la visibilità e la rintracciabilità di un sito tramite i motori di ricerca e che quindi costituiscono una parte fondamentale della promozione online.

Per sfruttare al meglio le possibilità offerte dalla rete è necessaria una gestione integrata sia del SEO che del SEM.

Social media

Il piano di marketing turistico deve fare molta attenzione alle reti sociali perché è proprio lì che si creano e si diffondono i giudizi.

Una destinazione oggi deve comunicare le esperienze, utilizzando le raccomandazioni degli utenti e raccontando storie attraverso la tecnica del visual storytelling.

Bisogna passare dalla comunicazione, nuda a cruda, all’engagement e in questo senso i social media, proprio per la loro natura bidirezionale sono uno strumento efficace perché permettono di costruire relazioni con gli utenti attraverso i contenuti e l’interazione.

Ciò che è fondamentale è creare contenuti di qualità, in grado di trasmettere emozioni e valori, di stimolare una reazione nel destinatario.

L’obiettivo di fondo del contenuto è essere condiviso e creare quello che viene definito il WOM (word of mouth), ossia il passaparola.

Costruire un’efficace piano di digital marketing non è un’operazione semplice e alla portata di tutti, quindi se hai bisogno di qualche consiglio o di aiuto per la tua attività online non esitare a contattarmi nel team di AEsse Communication.

Ricordati che il lavoro di squadra divide i compiti e moltiplica il successo!

Se ti interessa conoscere come applicare gli strumenti di marketing al settore turistico visita la sezione del Blog di AEsse Communication sul Marketing del Turismo: potrai trovare tanti consigli utili alla tua attività.

 

Articolo a cura di Giorgia Bozzetti
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Il Marketing della Gratitudine: fiducia, empatia e servizio per consolidare le relazioni

Il Marketing della Gratitudine: fiducia, empatia e servizio per consolidare le relazioni

Oggi il marketing, per essere efficiente, deve essere più umano. E deve basarsi su empatia, servizio e onestà, come sottolinea Seth Godin.

Siamo sempre stati portati a pensare al marketing come a una funzione aziendale che cura il rapporto tra l’azienda e il mercato in ottica esclusivamente utilitaristica.

O, più precisamente, come a un insieme di strategie che mirano a soddisfare gli obiettivi aziendali.

Ma il marketing non è solo questo, o forse lo era.

Quel che è certo è che oggi non lo è più.

“Il marketing è l’atto generoso di aiutare le persone a risolvere un problema”.

Così scrive Seth Godin nel suo ultimo libro Questo è il marketing. Non puoi essere visto finché non impari a vedere, ROI Edizioni.

Al posto del marketing utilitaristico di massa, il marketing efficace si basa oggi sulla fiducia, sull’empatia e sul servizio.

Implica pazienza, onestà e rispetto.

Dobbiamo abituarci all’idea di un marketing più umano, che non vuol dire solo un marketing fatto per le persone, ma vuol dire fatto con umanità.

Hai mai sentito parlare del marketing della gratitudine? Gli americani lo chiamano gratitude marketing.

Oggi voglio parlarti proprio di questo: dell’atto di donare e di quanto possa fare bene a te e alla tua impresa.

Gratitudine Marketing: “Io ho quel che ho donato”

Era da tempo che desideravo scrivere su questo argomento, perché ci credo molto.

Tempo fa ho letto una bellissima frase scolpita sul muro di cinta del Vittoriale degli Italiani (la residenza di Gabriele D’Annunzio a Gardone Riviera, in provincia di Brescia):

“Io ho quel che ho donato”.

Fermiamoci a riflettere, è una frase che contiene il senso di quello che voglio dirti oggi.

Anche perché sembra proprio che dietro al successo di molte persone, oltre all’impegno e alla determinazione, vi siano vite intere dedicate al donare.

Io ho quel che ho donato

Vittoriale degli Italiani, residenza del poeta Gabriele D’Annunzio a Gardone Riveria (Brescia)

 

Cerchiamo di capire se ciò risponde al vero e come sia possibile applicare al marketing il tema del dono e della gratitudine.

Allontaniamoci da quell’ideologia calcolatrice e utilitaristica, che ha come metro di parametro nulla più del do ut des, e ipotizziamo la gratuità, il dono.

“A che pro? Quale è il tornaconto?” mi dirai.

Affermare che si ha quanto si ha donato potrebbe sembrare un paradosso, ma solo se ci poniamo in una prospettiva calcolatrice e lontana dal marketing umano che ci impegniamo a costruire.

In una visione di società empatica, il dono ha un suo senso ed una sua precisa ragione.

Donare è mettere in comune, condividere è offrire una parte della nostra vita o del nostro lavoro, perchè la nostra ricompensa è già nel nostro stesso gesto di dare agli altri.

 

Il Dono nel Marketing

Il saper donare è ciò che più di ogni altra attività ti consentirà di avere dei ritorni veramente importanti.

E non avrai dei ritorni solo dalle persone a cui tu stesso hai donato, bensì dalla vita stessa.

Il dono può far ottenere grandissimi risultati proprio a chi lo attua.

Certo, inserire il dono nel marketing è fatto nell’ottica di ottenere qualcosa in cambio, e così è, anche se non è detto che il ritorno sia immediato.

Anche aspettarsi qualcosa in cambio per un regalo fatto è un sentimento umano.

Ma c’è dell’altro. I sociologi spiegano che il dono è l’oggettivazione sociale più compiuta della relazione.

Il dono, attivando il circuito sociale del donare-ricevere-ricambiare rende funzionanti le reti relazionali in cui circola e mantiene viva la relazione.

 

Il Principio della Reciprocità 

Anche Robert Cialdini, nel suo libro “Le Armi della Persuasione” mette a fuoco un principio molto importante: il principio della reciprocità.

Il principio della reciprocità è un meccanismo spontaneo, uno dei 6 principi base della comunicazione persuasiva. Gli altri sono coerenza, riprova sociale, simpatia, autorità, scarsità.

Sono tutti principi che fanno parte della nostra vita senza che ce ne rendiamo conto ma che orientano quotidianamente i nostri comportamenti, in relazione anche a decisioni e scelte d’acquisto.

È un testo che ti suggerisco di leggere: è molto utile per migliorare la tua capacità di relazionarti, anche con i tuoi clienti.

Cialdini afferma che, quando ricevi un regalo di valore e inatteso, ti senti automaticamente in dovere di ricambiare.

Non è solo il risultato dell’educazione ricevuta, ma è anche un sentimento che tutte le persone provano, una sorta di concetto del ricambio.

Inoltre, scatta immediatamente il nostro senso di colpa che ci induce a donare qualcosa all’altro o a restituire in qualche modo il favore per riportare la situazione in parità e non essere più in debito.

 

La gratitudine nel marketing

Se contestualizziamo il tema della gratitudine nel marketing, scopriremmo che donare ed esprimere gratitudine, facendo leva sulla legge della reciprocità di cui ha parlato Robert Cialdini, ci porterà a implementare un’ottima strategia di marketing.

Prova a pensarci e applicalo alla tua quotidianità professionale.

Quali azioni di marketing della gratitudine potresti fare per far sì che anche i clienti sentano una spinta motivazionale tale da ricambiare quanto fatto per loro?

Sei un ristoratore?

Offri uno stuzzichino o un assaggio di un piatto qualsiasi: i tuoi ospiti saranno propensi a spendere di più. O a ordinare una bottiglia di vino.

Vendi vino e organizzi delle degustazioni nella tua cantina?

Accogli gli ospiti offrendo loro il primo calice e vedrai che le persone saranno disposte a comprare di più dal tuo wine-shop. E se non lo fanno subito conserveranno un ricordo di te molto positivo e parleranno bene di te, magari sui canali social.

Gestisci un B&B?

Regala un buono sconto di qualche negozio a te affiliato o sul noleggio di biciclette: è un bel modo per accogliere i turisti ed è il primo passo per creare una relazione di affiliazione.

Ricorda che donare fa bene a se stessi perché rilascia endorfine e fa felice chi riceve il dono perché si sente speciale.

E tu, non vuoi che i tuoi clienti si sentano speciali grazie a te?

In questo modo vedrai che il mondo, prima o poi, si accorgerà di te.

Sono modi di agire che fanno star bene te e che, nel medio o lungo periodo, ti possono far ottenere dei risultati interessanti.

Puoi anche cominciare a compiere delle azioni più personali, ad esempio ricordarti del compleanno di un ospite, magari mandando un biglietto o un e-mail personale.

A me arrivano gli auguri di buon compleanno dalle strutture in cui ho soggiornato in vacanza d’estate e, ti assicuro, ogni volta penso di tornarci.

Essere ricordati fa piacere.

È un gesto di marketing? Lo so, ma significa lavorare nella direzione giusta, e non lo fanno in molti.

Sono queste le cose che, anno dopo anno, consolidano la relazione.

E sono comportamenti che possono favorire, in qualche modo, la legge della reciprocità.

 

Gratitude Marketing

Gratitude Marketing

Spero che ciò che ho condiviso con te possa darti degli spunti per poter cominciare a mettere in atto tutte le azioni necessarie affinché il marketing della gratitudine inizi a darti dei risultati.

Una cosa è certa: strutturare una strategia che possa considerare il marketing della gratitudine è la migliore strada da perseguire per ottenere dei risultati.

È un modo di porti che ti dà una prospettiva nuova e, soprattutto, fa percepire il tuo valore ai tuoi clienti.

Se hai bisogno di qualche suggerimento per la tua attività non esitare a contattarmi e sarò felice darti i consigli più appropriati.

 

Puoi leggere anche: Come scrivere una Newsletter efficace

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Articolo a cura di Sara Soliman
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Perché uno spot ci colpisce?

Perché uno spot ci colpisce?

Penso sia successo anche a voi che uno spot pubblicitario vi abbia particolarmente colpito, lasciandovi nella mente un’ immagine o qualche ritornello.

Certo, quando parliamo di “gusto” estetico o sensoriale entrano in ballo diverse variabili, spesso incontrallabili e difficilmente misurabili.

Gli studiosi del marketing dividono l’approccio al messaggio pubblicitario in razionale/emotivo e persuasivo/evasivo.

Il primo si basa sulla logica e porta ad evidenziare gli elementi positivi razionali: di conseguenza si sceglierà un prodotto perché percepito come migliore di un altro.

L’ approccio emotivo cerca, invece, di stimolare le emozioni e i sentimenti, enfatizzando i valori positivi del prodotto.

L’approccio emozionale, altra sfumatura, punta sul coinvolgimento empatico stimolando la percezione di sensazioni piacevoli. Di conseguenza il consumatore entra in sintonia prima con il messaggio e poi con il prodotto.

Le più recenti teorie di marketing evidenziano, inoltre, l’aspetto soggettivo e irrazionale dell’acquisto (persuasivo/evasivo) che dipendono dal momento in cui si compie l’atto dell’acquisto e lo condizionano.

Ecco che oggi la vera sfida è improntata tra le pubblicità che sanno emozionare e non tanto sulle caratteristiche del prodotto.


“Gli spot lavorano sulle percezioni (marketing emozionale) e il marketing polisensoriale arriva a proporre tecniche di vendita e di comunicazione che sollecitano tutti e cinque i sensi del consumatore”.
 (Fabris 2009)

Puntare alle sensazioni significa sollecitare i desideri psico-fisici dell’individuo (dalla fame al desiderio di possedere qualcosa) e si può parlare dunque di “manipolazione”, seppur indiretta.

“Anche con l’uso della musica  si attua quell’associazione tra messaggio pubblicitario ed emozione, identificando il brano col prodotto. Ed ecco che il motivetto della TIM, che mi ritorna spesso alla mente, si rivela efficace nel farmi provare simpatia per quel brand”.

I nostri consumi sembrano pertanto essere influenzati da fattori che sfuggono alla nostra consapevolezza, spingendoci a un comportamento e non a un altro.

Rimane, comunque, un margine decisionale sul quale nessuna strategia di marketing potrà mai incidere, per fortuna.
Siete delle stesso parere?

 

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Articolo a cura di Nicola Albi
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