Marketing Immobiliare: come consolidare la propria immagine sul web

Marketing Immobiliare: come consolidare la propria immagine sul web

Per un’agenzia immobiliare è indispensabile essere presente sul web. Scegliere la giusta comunicazione e presidiare i canali social significa consolidarsi nel mercato di riferimento

 

Il mercato immobiliare è in continua evoluzione. La comunicazione e il marketing immobiliare rivestono un ruolo fondamentale per coinvolgere il pubblico di riferimento, farsi trovare online e offrire dei servizi mirati.

Sono passati più di 40 anni dalla nascita, in Italia, di un famoso gruppo di intermediazione immobiliare che ha fatto la storia del settore.

Il suo fondatore, con la creazione di un gruppo di agenzie su strada e poi affiliate tramite il franchising, ha saputo portare in alto (con consociati e fatturato) un sistema di lavoro e una professione che ancora oggi sono un riferimento.

I numeri sono certo importanti ma dietro ai bilanci ci sono le persone e, in questo caso, gli agenti immobiliari che sono il vero traino per questa professione.

Digital marketing per il settore immobiliare

Oggi il mercato immobiliare è supportato da reti di professionisti che si aggiornano in base alle leggi in materia di vendita, locazione e acquisto degli immobili e studiano anche come rapportarsi con il marketing digitale.

L’approccio con i clienti si è mantenuto di alta specializzazione e l’aspetto digitale è entrato nel modus operandi del professionista immobiliare che intende ampliare modi e metodi di comunicazione.

La proposta dei servizi di intermediazione ai consumatori, pertanto, passa anche dal digital marketing.

Questo perché sul mercato online si rivolge la gran parte degli acquirenti che cercano la casa dei propri sogni.

Mentre per quanto riguarda gli investitori del mercato immobiliare, l’82% di loro si fida degli agenti trovati su Internet.

La Rete rimane dunque il luogo di riferimento, dove il 42% degli utenti effettua le ricerche (fonte ninjamarketing.it).

Un mercato, quello immobiliare, che registra una crescita di vendite del 15% nel secondo trimestre 2020 (fonte fiaip.it).

Digital marketing: sito web con Blog

Tenendo presente l’approccio relazionale che l’agente trasmette e coltiva nelle fasi della trattativa commerciale, il focus si sposta sulla parte digitale.

Il sito web di un’agenzia non è solo il biglietto da visita virtuale ma incorpora anche l’aspetto comunicativo.

Con la gestione e la presenza del Blog nel sito dell’agenzia si attua quella fase di coinvolgimento tanto utile per intercettare il pubblico di riferimento.

La redazione di articoli e di contenuti, che siano utili a soddisfare le domande delle persone interessate al mercato immobiliare, è un passaggio cruciale per iniziare un primo approccio.

“Content is king” (il contenuto è sovrano) è il mantra di tutti coloro che decidono di posizionarsi sulle prime pagine dei motori di ricerca.

Con una pianificazione redazionale, che richiede l’analisi del pubblico di riferimento, del tipo di contenuti da condividere e dei canali social da usare, è possibile raggiungere la visibilità necessaria.

Il Blog come medium per ottenere visibilità

Per comparire nella prima pagina di Google è necessario non solo scrivere articoli sul settore di competenza ma scriverli in un certo modo:

  1. contenuti utili per risolvere il problema del lettore,
  2. linguaggio semplice e diretto (senza giri di parole),
  3. testi di una certa lunghezza e con foto di qualità,
  4. contenuti ottimizzati graficamente per la lettura su smartphone.

Il primo punto è importante: il lettore deve trovare il contenuto davvero prezioso e risolutivo per il problema che, magari, lo assilla in quel momento.

Solo così si comincia a creare un certo seguito e le visualizzazioni sul sito iniziano ad aumentare.

Il passo successivo è quello di incoraggiare una conversazione online per coinvolgere, capire gli interessi e le preoccupazioni del proprio pubblico.

Il Marketing Digitale applicato al settore Immobiliare: tre punti su cui riflettere e agire

Tecniche di digital marketing per vendere

La presenza online nel settore immobiliare richiede di concentrarsi su 3 punti fondamentali:

  1. diffondere il proprio marchio,
  2. coinvolgere e ottenere la fiducia del lettore,
  3. proporre i servizi dell’agenzia.

Certo, questi sono obiettivi che ogni agente immobiliare intende raggiungere, e per questo richiedono una serie di azioni mirate.

Stiamo parlando di:

  • Immagine online dell’agenzia e del professionista
  • Inbound marketing con testi di approfondimento
  • Social Media Maketing con l’uso dei canali social

Quanto conta crearsi l’immagine online?

Con l’ideazione del sito web si stabilisce il primo contatto visivo e testuale della tua agenzia.

Pertanto il sito deve essere facile da consultare (leggi user experience), generare un senso di fiducia ed essere funzionale.

Da uno studio della National Association of Relators (società di intermediazione statunitense) il 44% degli acquirenti trova la casa dei propri sogni con la ricerca online.

Inoltre, è da tenere ben presente il fatto che ogni sito web può essere monitorato per conoscere quali sono le pagine/articoli più visitati e decidere su quali argomenti concentrare l’attenzione.

Con il collegamento agli strumenti di analisi come Google Analytics, Piwik, Matomo, Chartbeat o altri si riesce a determinare l’efficacia degli interventi sul sito.

Tutto questo non si può sapere, per esempio, con i cartelloni pubblicitari, i volantini o la radio. È difficile conoscere quante persone hanno visto, letto o sentito un annuncio.

L’immagine online definisce quindi l’agenzia dove la differenza è data dalla pubblicazione di “contenuti giusti nel posto giusto e al momento giusto”.

In questo caso parliamo di Inbound marketing.

Cos’è l’Inbound marketing per l’agenzia immobiliare

Dopo la creazione di contenuti specifici e di valore (sul Blog) per il lettore dell’agenzia immobiliare il passo successivo è quello di coivolgere il pubblico con promozioni su consulenze e servizi o con degli e-book scaricabili gratuitamente.

Per ottenere seguito si deve concedere al proprio pubblico qualcosa in cambio.

Leggi anche: Inbound marketing da visitatore a cliente

Nell’era digitale la maggior parte delle persone si affida ai motori di ricerca per ottenere informazioni.

Circa il 44% di chi cerca una casa controlla prima su Internet se ci sono abitazioni che possono essere adatte alla proprie esigenze.

Poi prende contatto con l’agenzia, via email o telefono, per un appuntamento e verificare dal vivo le condizioni della casa.

Per questo motivo risulta fondamentale essere presenti online e soddisfare in pieno le esigenze dei lettori attirando la loro attenzione con due concetti:

  • contenuto
  • contesto

Il “contenuto” degli articoli o delle pagine del sito web è scritto per il lettore di riferimento, ottimizzato in ottica SEO (cioè con una struttura grafica del testo e termini appropriati) e inserito nei canali comunicativi (social network) propri di quel “contesto”.

Leggi anche: Per farti trovare dai tuoi potenziali clienti devi conoscere il tuo target di riferimento: le Buyer Personas

Un sito di esempio è l’ idealista.it.

I social netwok: come sfruttarli al meglio

I canali social sono delle piattaforme ideali per entrare in contatto, coivolgere e promuovere l’attività di un’agenzia immobiliare.

Con una piattaforma social si possono pubblicare contenuti con immagini, video e storie che possono richiamare l’attenzione del pubblico alla ricerca di una casa.

Il 77% degli agenti immobiliari utilizza i canali social per proporre gli immobili.

Con il video marketing si sta sviluppando un approccio più immersivo da parte del potenziale cliente che, vedendo una proprietà tramite un contenuto visivo, trova risposte immediate a eventuali dubbi.

I video sono una chiave convincente per coloro che sono in fase di valutazione dell’immobile.

Il coivolgimento del pubblico, in questo modo, risulta diretto e la partecipazione in tempo reale dell’utente è un efficace prova della professionalità dell’agente immobiliare.

Insomma c’è una fruibilità informativa diversa dal contenuto testuale.

Pertanto l’ideale è concentrarsi su almeno due social network e sviluppare un piano di pubblicazione di post o brevi video (ricordiamo che immagini e video hanno un alto gradimento).

I social media sono perfetti, inoltre, per fare pubblicità ad un pubblico segmentato, rispondere a commenti e messaggi, creare una community.

Conclusioni

Il digitale offre opportunità che prima rientravano nella pubblicità tradizionale e che nel web risultano amplificate.

Se si considera che gli acquirenti di case chiamano gli agenti immobiliari in misura inferiore rispetto ad anni fa per chiedere informazioni, ritorna indispensabile amplificare la presenza online dell’agenzia.

I Millenial e la Gen Z navigano e cercano informazioni online, tra siti web e social (dal rapporto del National Association of Relators il 99% dei Millenials e il 90% dei Boomers utilizzano siti web per la ricerca).

Ecco perché sviluppare un’adeguata presenza sulla Rete e interagire con il proprio pubblico di riferimento è l’azione indispensabile per iniziare a diffondere la propria immagine e brand.

Condividere contenuti utili (testi, immagini e video con tour virtuali), creare offerte e ebook gratuiti su argomenti immobiliari in cambio di un indirizzo email e guardare come si comporta la concorrenza sono i consigli per ampliare le probabilità di ottenere dei contatti interessati alla tua attività (lead).

Ma soprattutto è fondamentale imparare a raccontare e raccontarsi.

L’utilizzo dello storytellling emotivo si scopre vincente nel momento in cui l’agente immobiliare si mette in prima persona e, con la parola, accende quell’interesse che, col tempo, si trasforma in fiducia.

Leggi anche:

 

Articolo a cura di Nicola Albi
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Metti in pratica il Marketing della Gratitudine e i  tuoi clienti si ricorderanno di te

Metti in pratica il Marketing della Gratitudine e i tuoi clienti si ricorderanno di te

Non spetta ai tuoi clienti ricordarsi di te. È il tuo lavoro che costantemente ricorda loro chi sei e il motivo per il quale siete entrati in relazione

Il marketing oggi, per essere efficace, deve basarsi su ascolto, empatia e servizio. 

Con il Gratitude Marketing, che implica fiducia e capacità di donare, ti farai ricordare.

Hai mai sentito parlare del marketing della gratitudine? Gli americani lo chiamano gratitude marketing.

Oggi voglio parlarti proprio di questo: di cambiare prospettiva nel tuo modo di fare marketing e di usare la gratitudine.

Vedrai quanto farà bene a te e alla tua attività.

Cos’è il Marketing della Gratitudine

In questi anni di attività ho imparato che il lavoro è dinamico e sempre in cambiamento.

E che i clienti cercano due cose: qualcuno di cui fidarsi e qualcuno su cui poter contare.

Mentre il marketing tradizionale si limita a parlare alle persone, il gratitudine marketing entra in connessione con esse in una relazione umana autentica e personale.

Ricorda che:

Le persone si dimenticano cosa hai detto o fatto ma non dimenticano come le hai fatte sentire e se hai fatto qualcosa di particolare per loro.

Anche il marketing della gratitudine è qualcosa di dinamico: dal momento che è centrato sul cliente e punta a migliorargli la vita, i ritorni non possono che essere positivi anche per te.

Come cominciare a praticare la gratitudine?

Tutti noi, con la nostra attività, possiamo fare ogni giorno qualche piccolo gesto per coltivare la gratitudine.

Le persone amano essere apprezzate: possiamo cominciare ringraziando quei clienti che già fanno parte del nostro business.

Michael F. Sciortino, “padre” del Gratitude Marketing (suo il libro Gratitude Marketing, how you can create clients for life, 2015)  scrive che sono 3 le frasi che dovremmo abituarci a usare più spesso:

  • Grazie.
  • Cosa ne pensi?
  • Sono fiero di te.

“Mostrare gratitudine è una delle cose più semplici ma anche delle più potenti che gli esseri umani possano fare l’un per l’altro.”

Randy Pausch

Dobbiamo cominciare a pensare che le relazioni sono un privilegio e che il significato della nostra vita sta non in ciò che abbiamo ma in ciò che doniamo agli altri.

Prova a vedere le cose dal punto di vista del tuo cliente e chiediti perché dovrebbe scegliere il tuo business piuttosto che scegliere altre opzioni presenti sul mercato.

La risposta è semplice.

Le competenze sul tuo campo stanno alla base del tuo lavoro, ma sono le attenzioni e la premura che fornisci che fanno la differenza.

I 5 motivi per cui dovresti introdurre il Gratitudine Marketing nel tuo lavoro

Introdurre la gratitudine nella routine lavorative porta 5 vantaggi interessanti:

  1. Quando i clienti sperimento la generosità e la gentilezza del tuo modo di lavorare parlano bene di te favorendo il passaparola.
  2. Donare agli altri è il più grande regalo che puoi fare a te stesso.
  3. Il gratitudine marketing è utile per consolidare le relazioni già acquisite. 
  4. La risorsa principale del tuo business è data dalle relazioni con il cliente e se coltivi una relazione crei il cliente per la vita.
  5. La relazione col cliente può diventare più preziosa se utilizzi una comunicazione più affidabile e significativa.

In quest’ottica il tuo obiettivo principale è quello di comprendere al meglio cosa è importante ora per i tuoi clienti e quello di determinare cosa la tua attività può fare per migliorare la vostra relazione.

Prova allora a chiederti:

  • se il tuo modo di fare marketing si fa ricordare, 
  • se produce i risultati sperati,
  • se ti impegni abbastanza affinché i tuoi clienti siano soddisfatti di te.

Marketing della gratitudine

Gratitudine come abitudine di vita. Foto di Gabrielle Handerson per Unsplash.com

Gratitude Marketing: come instaurare fiducia

Come possiamo definire la parola “fiducia”?

Utilizziamo il rispettivo in inglese: trust.

T: total

R: respect

U: understanding

S: sincerity

T: thoughtfulness

La fiducia implica il concentrarsi su ciò che è importante per l’altro e solo con il rispetto, la sincerità, la comprensione e le attenzioni verso di lui potrai distinguerti. 

La comunicazione efficace

Ricorda che il cliente deve poterti raggiungere sempre, quando ne ha bisogno.

Come deve essere la tua comunicazione?

  1. Semplice da capire.
  2. Semplice da seguire.
  3. Difficile da dimenticare.

La fiducia si basa sul modo in cui si impostano le relazioni interpersonali: coltiva le relazioni e i tuoi clienti si fideranno di te. 

Ricorda che la fiducia è il regalo più prezioso che il cliente può offrirti.

Non spetta ai tuoi clienti ricordarsi di te. È il tuo lavoro che costantemente ricorda loro chi sei e il motivo per il quali siete entrati in relazione.

“Provare gratitudine e non esprimerla è come incartare un regalo e non consegnarlo.”

William Arthur Ward

Nell’articolo Il Marketing della Gratitudine: fiducia, empatia e servizio per consolidare le relazioni condivido alcuni consigli su come mettere in pratica, con gesti semplici, la gratitudine.

1.Ricorda il compleanno dei tuoi clienti: con una telefonata, una newsletter o un messaggio personale di auguri. Essere ricordati fa piacere.

Ricorda che donare fa bene a se stessi perché rilascia endorfine e fa felice chi riceve il dono perché si sente speciale.

È un modo di agire che fa star bene te e che, nel medio o lungo periodo, ti può far ottenere dei risultati interessanti.

È un gesto di marketing? Lo so, ma significa lavorare nella direzione giusta perché sono queste le cose che, anno dopo anno, consolidano la relazione.

2.Coltiva la capacità di ascolto
La capacità di ascolto è la base di un rapporto empatico. Saper ascoltare significa non solo capire ciò che l’altro sta dicendo con le parole, ma anche riuscire a cogliere ulteriori aspetti, come una sofferenza o un bisogno, che non vengono espressi in maniera diretta.

Ascoltare una persona in modo attivo porta alla creazione di un rapporto di fiducia, di comprensione, favorendo così il formarsi di un legame autentico.

3.Ogni tanto fai un regalo inaspettato
Non servono grandi cose: un buono sconto o qualcosa di tua produzione sono sufficienti per creare affiliazione e farsi ricordare.

Gratitude Marketing: l’importanza degli apprezzamenti

Per comprendere a fondo il concetto utilizziamo di nuovo il rispettivo termine inglese: care.

C: consistent

A: appreciation

R: regurarly

E: every day

Per quanto si possa essere sicuri di sé, fa piacere ricevere dei riconoscimenti per il proprio operato, per i propri progressi, per quell’idea nuova o particolare.

È per questo che gli apprezzamenti sono importanti.

In realtà le persone fanno fatica a fare apprezzamenti e riconoscere i meriti altrui: un po’ per alcune convinzioni errate (come ad esempio “lodare troppo non va bene”) un po’ perché sono concentrate sui loro progressi.

Bisognerebbe invece capire che l’apprezzamento ti permette di entrare in sintonia con l’altro e di creare un ponte comunicativo autentico.

Cosa ne pensi di questo approccio?

Una cosa è certa: strutturare una strategia che possa considerare il marketing della gratitudine è la migliore strada da perseguire per ottenere dei risultati.

È un modo di porti che ti dà una prospettiva nuova e, soprattutto, fa percepire il tuo valore ai tuoi clienti.

Se hai bisogno di qualche suggerimento per la tua attività non esitare a contattarmi: sarò felice di aiutarti.

 

Potresti leggere anche:

Testo consigliato:

  • Michael F. Sciortino, Sr., Gratitude Marketing, how you can create clients for life, Advantage Media Group, Charleston, South Carolina (USA) 2015

 

Articolo a cura di Sara Soliman
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Come costruire un piano di Destination Marketing per la tua attività e promuovere la tua destinazione turistica

Come costruire un piano di Destination Marketing per la tua attività e promuovere la tua destinazione turistica

Per una destinazione turistica, un efficace piano di marketing permette di raggiungere nuovi clienti, di consolidare il rapporto con quelli già acquisiti e di migliorare la propria brand reputation

Ad oggi, affinché una destinazione turistica sviluppi una strategia di marketing efficace è necessario comprendere quelli che sono i cambiamenti che riguardano i propri clienti e i propri prodotti.

I pilastri su cui si fondava l’efficacia di una destinazione sono cambiati in modo radicale, così come è cambiato il turista e il suo modo di viaggiare.

Il turista di oggi è un viaggiatore attento, un vero e proprio consumatore di esperienze, una persona che desidera entrare in contatto con la destinazione e stabilire con essa una relazione unica e profonda.

La destinazione è vissuta quindi nella sua globalità con le sue caratteristiche e le sue risorse.

Ed è il brand che il turista deve poter riconoscere come garanzia di un’offerta tematizzata, specifica e concreta.

Scopri insieme a me come migliorare la comunicazione online della tua destinazione attraverso la costruzione di un piano di destination marketing.

Il marketing turistico

destination marketing

Per costruire una strategia efficace di marketing turistico bisogna integrare un insieme di strategie volte a valorizzare la destinazione

 

Il marketing turistico fa riferimento all’insieme di strategie che hanno come obiettivo la definizione di progetti e programmi volti a garantire lo sviluppo di brand awareness di una destinazione nel lungo periodo.

Le componenti di cui il professionista del marketing turistico deve tener conto sono quelle proprie del sistema turistico:

  • L’elemento umano che trovi nel turista/viaggiatore;
  • L’elemento propositivo che trovi nell’offerta;
  • L’elemento geografico che trovi nell’ambiente.

Importante è inoltre integrare il marketing online con quello offline, perché ci sono ancora alcuni segmenti della domanda e alcuni mercati dove l’offline è importante.

Cerca di stimolare l’interesse del tuo potenziale visitatore portandolo a cercare informazioni, guardare in rete ed ad entrare nel tuo sito.

In tal modo guiderai il turista verso un’azione e consoliderai un contatto.

Come promuovere la tua destinazione online

 

Fare destination marketing online vuol dire:

  • Farti trovare dai tuoi clienti abituali e da quelli potenziali;
  • Costruire relazioni durevoli con gli utenti/clienti.

Clienti che saranno i primi portavoce delle proprie esperienze attraverso commenti e fotografie sui social network e i post sui blog personali.

L’idea è quella di trasformarti in un vero e proprio designer dell’esperienza della tua destinazione, per essere in grado di ideare offerte su misura.

Essenziale oggi è lo storytelling esperenziale, ovvero la capacità di narrare storie significative in grado di influenzare le scelte dei  tuoi consumatori.

Quindi, per promuovere la tua destinazione online puoi:

  • Progettare esperienze di viaggio con un valore emozionale forte;
  • Comprendere e soddisfare le nuove esigenze del turista;
  • Integrare il digitale e i social network nelle strategie di promozione del territorio;
  • Utilizzate le tecniche narrative dello storytelling applicato al turismo;
  • Individuare e programmare strategie di produzione di contenuti web in grado di coinvolgere il turista ancora prima della partenza.

Ti potrebbe interessare anche: Instagram per il turismo: 5 consigli per raggiungere il tuo target e aumentare la visibilità

Il marketing mix

Una corretta strategia di marketing turistico deve essere strutturata e costruita su tre elementi essenziali:

  1. La destinazione/brand;
  2. I prodotti;
  3. Le esperienze.

Gli obiettivi del marketing mix, anche se diversi e differenziati, devono essere consecutivi.

Attraverso azioni di marketing online e offline devi comunicare l’esistenza della tua destinazione al mercato.

Per comunicare e promuove la tua destinazione devi utilizzare sia il marketing online sia quello offline, focalizzati sugli elementi di unicità, di differenziazione, sulla proposta di valore della tua destinazione e sui suoi punti di forza.

Quando invece devi comunicare il prodotto la segmentazione è la chiave e, quindi, il marketing online è quello più adeguato in quanto i suoi strumenti e le tattiche sono più flessibili.

Comunicando l’esperienza e le emozioni che i turisti potranno vivere lo strumento migliore che puoi utilizzare sono i social media e per scegliere i canali e i tipi di marketing più adeguati da utilizzare prima è importante che comprendi bene il mercato e i diversi target di riferimento.

Nella composizione del marketing mix ricordati che il ciclo dell’esperienza turistica del cliente con la destinazione è molto più intenso e prolungato che in passato.

La promozione e la comunicazione devono avvenire in tutte le fasi:

  • Nella ricerca di idee e suggestioni;
  • Durante la fase di decisione/scelta;
  • Nella pianificazione;
  • Durante la presenza del turista sul territorio.

Tre fasi fondamentali: analizzare, pianificare e agire

Con il termine “digitale” non si intende solo web marketing ma anche il social media marketing, ossia utilizzare i social media per creare awareness e generare engagement, facilitando così l’user generated content.

Il processo per mettere in atto una strategia di marketing digitale prevede tre diverse fasi: analizzare, pianificare e agire.

Analisi

L’analisi è propedeutica ad ogni azione. Hai bisogno di possedere tutta una serie di informazioni indispensabili per definizione di una strategia efficace.

Hai bisogno di comprendere le dinamiche della domanda e dei diversi segmenti di mercato, conoscerne le caratteristiche e i tempi di reazione.

Per esempio sapere quanto tempo prima di partire i potenziali turisti iniziano la ricerca di informazioni sul posto.

Sapere come arrivano i turisti da te è importante perché in questo modo puoi definire le partnership migliori da attivare, così come è fondamentale essere a conoscenza dei canali di informazione che utilizzano così da riuscire ad intercettarli.

La scelta stessa dei mercati strategici non è semplice, devi osservarne l’economia, verificare le tendenze e le abitudini dei turisti di ogni singolo mercato, senza dimenticare l’analisi delle motivazioni che li spingono a scegliere la tua destinazione.

Questo ultimo elemento ti permette di verificare se gli argomenti di comunicazione o di vendita che hai scelto sono in linea con quelli di interesse dei turisti.

Pianificare

Per poter pianificare hai bisogno prima di definire gli obiettivi strategici della tua destinazione, che in linea di massima consistono nel raggiungere in maggior numero di potenziali clienti/turisti e nel fidelizzare quelli già acquisiti.

Il tuo sito web deve quindi essere in grado di comunicare e valorizzare l’experience destination e di generare prenotazioni, assicurando un’efficace distribuzione dell’informazione ai potenziali turisti e visitatori.

La definizione degli obiettivi impone di fare delle scelte e di stabilire delle priorità. In base ad esse si deve poi definire la distribuzione delle risorse economiche e dei tempi di dedizione.

È ovvio che non si può stabilire una matrice lineare per tutte le destinazioni in quanto essa varia in base al numero di prodotti-destinazione e al numero di mercati sul quale si intende operare.

Non ti dimenticare che oggi il turista gode della fiducia degli altri turisti, ai cui occhi è credibile e autorevole, e che le sue recensioni sono dunque molto importanti.

Puoi quindi utilizzare a tuo favore le opinioni e i commenti dei turisti e stimolare la loro naturale capacità di promozione e raccomandazione.

Leggi: Brand Reputation: 10 consigli per migliorare la tua reputazione online

Agire

Per agire nel destination marketing devi lavorare con le 6c:

  • Cliente: è il tuo obiettivo strategico ed è fondamentale coinvolgerlo, curarlo ed incentivarlo per trasformarlo in un appassionato e promotore della tua destinazione;
  • Connessione: stimolare il contatto fra il turista e gli utenti della rete sfruttando le connessioni esistenti fra loro in modo che parlino del tuo territorio e lo raccomandino;
  • Conversazione attraverso la creazione e la diffusione di contenuti nel mercato;
  • Contenuti;
  • Community;
  • Contatto.

Una volta che hai lavorato su questi fattori puoi individuare le diverse tecniche di marketing: Inbound marketing e Content marketing.

Piano di Destination Marketing: strumenti utili

strumenti utili

Strumenti che ti possono essere d’aiuto nel costruire la tua strategia di destination marketing sono l’e-mail marketing, SEO, SEM e i social media

 

Per costruire la tua tattica di destination marketing hai a tua disposizione diversi strumenti  da utilizzare in base all’obiettivo da raggiungere: e-mail, SEO e SEM e i social media.

E-mail marketing

L’e-mail marketing utilizza la posta elettronica come mezzo per comunicare messaggi commerciali e non al pubblico ed è utile sia per fidelizzare i turisti che hanno visitato la tua destinazione sia per acquisire nuovi clienti.

Vantaggio dell’e-mail marketing è l’essere istantaneo, una e-mail arriva in pochi secondo e permette di stabilire un contatto diretto con il destinatario.

Un suo uso strategico, ad esempio con l’invio periodico di una newsletter, permette alla destinazione di incrementare la propria notorietà così come quella dei propri prodotti e servizi a costi ridotti rispetto alla posta tradizionale.

Scopri anche: Come scrivere una Newsletter efficace e impostare una strategia di E-mail marketing

SEO (Search Enginge Optimization) e SEM (Search Engine Marketing)

In un piano di destination marketing è fondamentale essere visibili e trovabili in modo facile in rete.

Il SEO permette infatti di indicizzare al meglio il sito, migliorandone sia gli aspetti interni sia quelli esterni, al fine di generare traffico proveniente dai motori di ricerca.

Altrettanto importante è il SEM, che indica tutte quelle attività di web marketing che vengono effettuate per incrementare la visibilità e la rintracciabilità di un sito tramite i motori di ricerca e che quindi costituiscono una parte fondamentale della promozione online.

Per sfruttare al meglio le possibilità offerte dalla rete è necessaria una gestione integrata sia del SEO che del SEM.

Social media

Il piano di marketing turistico deve fare molta attenzione alle reti sociali perché è proprio lì che si creano e si diffondono i giudizi.

Una destinazione oggi deve comunicare le esperienze, utilizzando le raccomandazioni degli utenti e raccontando storie attraverso la tecnica del visual storytelling.

Bisogna passare dalla comunicazione, nuda a cruda, all’engagement e in questo senso i social media, proprio per la loro natura bidirezionale sono uno strumento efficace perché permettono di costruire relazioni con gli utenti attraverso i contenuti e l’interazione.

Ciò che è fondamentale è creare contenuti di qualità, in grado di trasmettere emozioni e valori, di stimolare una reazione nel destinatario.

L’obiettivo di fondo del contenuto è essere condiviso e creare quello che viene definito il WOM (word of mouth), ossia il passaparola.

Costruire un’efficace piano di digital marketing non è un’operazione semplice e alla portata di tutti, quindi se hai bisogno di qualche consiglio o di aiuto per la tua attività online non esitare a contattarmi nel team di AEsse Communication.

Ricordati che il lavoro di squadra divide i compiti e moltiplica il successo!

Se ti interessa conoscere come applicare gli strumenti di marketing al settore turistico visita la sezione del Blog di AEsse Communication sul Marketing del Turismo: potrai trovare tanti consigli utili alla tua attività.

 

Articolo a cura di Giorgia Bozzetti
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Il Marketing della Gratitudine: fiducia, empatia e servizio per consolidare le relazioni

Il Marketing della Gratitudine: fiducia, empatia e servizio per consolidare le relazioni

Oggi il marketing, per essere efficiente, deve essere più umano. E deve basarsi su empatia, servizio e onestà, come sottolinea Seth Godin.

Siamo sempre stati portati a pensare al marketing come a una funzione aziendale che cura il rapporto tra l’azienda e il mercato in ottica esclusivamente utilitaristica.

O, più precisamente, come a un insieme di strategie che mirano a soddisfare gli obiettivi aziendali.

Ma il marketing non è solo questo, o forse lo era.

Quel che è certo è che oggi non lo è più.

“Il marketing è l’atto generoso di aiutare le persone a risolvere un problema”.

Così scrive Seth Godin nel suo ultimo libro Questo è il marketing. Non puoi essere visto finché non impari a vedere, ROI Edizioni.

Al posto del marketing utilitaristico di massa, il marketing efficace si basa oggi sulla fiducia, sull’empatia e sul servizio.

Implica pazienza, onestà e rispetto.

Dobbiamo abituarci all’idea di un marketing più umano, che non vuol dire solo un marketing fatto per le persone, ma vuol dire fatto con umanità.

Hai mai sentito parlare del marketing della gratitudine? Gli americani lo chiamano gratitude marketing.

Oggi voglio parlarti proprio di questo: dell’atto di donare e di quanto possa fare bene a te e alla tua impresa.

Gratitudine Marketing: “Io ho quel che ho donato”

Era da tempo che desideravo scrivere su questo argomento, perché ci credo molto.

Tempo fa ho letto una bellissima frase scolpita sul muro di cinta del Vittoriale degli Italiani (la residenza di Gabriele D’Annunzio a Gardone Riviera, in provincia di Brescia):

“Io ho quel che ho donato”.

Fermiamoci a riflettere, è una frase che contiene il senso di quello che voglio dirti oggi.

Anche perché sembra proprio che dietro al successo di molte persone, oltre all’impegno e alla determinazione, vi siano vite intere dedicate al donare.

Io ho quel che ho donato

Vittoriale degli Italiani, residenza del poeta Gabriele D’Annunzio a Gardone Riveria (Brescia)

 

Cerchiamo di capire se ciò risponde al vero e come sia possibile applicare al marketing il tema del dono e della gratitudine.

Allontaniamoci da quell’ideologia calcolatrice e utilitaristica, che ha come metro di parametro nulla più del do ut des, e ipotizziamo la gratuità, il dono.

“A che pro? Quale è il tornaconto?” mi dirai.

Affermare che si ha quanto si ha donato potrebbe sembrare un paradosso, ma solo se ci poniamo in una prospettiva calcolatrice e lontana dal marketing umano che ci impegniamo a costruire.

In una visione di società empatica, il dono ha un suo senso ed una sua precisa ragione.

Donare è mettere in comune, condividere è offrire una parte della nostra vita o del nostro lavoro, perchè la nostra ricompensa è già nel nostro stesso gesto di dare agli altri.

 

Il Dono nel Marketing

Il saper donare è ciò che più di ogni altra attività ti consentirà di avere dei ritorni veramente importanti.

E non avrai dei ritorni solo dalle persone a cui tu stesso hai donato, bensì dalla vita stessa.

Il dono può far ottenere grandissimi risultati proprio a chi lo attua.

Certo, inserire il dono nel marketing è fatto nell’ottica di ottenere qualcosa in cambio, e così è, anche se non è detto che il ritorno sia immediato.

Anche aspettarsi qualcosa in cambio per un regalo fatto è un sentimento umano.

Ma c’è dell’altro. I sociologi spiegano che il dono è l’oggettivazione sociale più compiuta della relazione.

Il dono, attivando il circuito sociale del donare-ricevere-ricambiare rende funzionanti le reti relazionali in cui circola e mantiene viva la relazione.

 

Il Principio della Reciprocità 

Anche Robert Cialdini, nel suo libro “Le Armi della Persuasione” mette a fuoco un principio molto importante: il principio della reciprocità.

Il principio della reciprocità è un meccanismo spontaneo, uno dei 6 principi base della comunicazione persuasiva. Gli altri sono coerenza, riprova sociale, simpatia, autorità, scarsità.

Sono tutti principi che fanno parte della nostra vita senza che ce ne rendiamo conto ma che orientano quotidianamente i nostri comportamenti, in relazione anche a decisioni e scelte d’acquisto.

È un testo che ti suggerisco di leggere: è molto utile per migliorare la tua capacità di relazionarti, anche con i tuoi clienti.

Cialdini afferma che, quando ricevi un regalo di valore e inatteso, ti senti automaticamente in dovere di ricambiare.

Non è solo il risultato dell’educazione ricevuta, ma è anche un sentimento che tutte le persone provano, una sorta di concetto del ricambio.

Inoltre, scatta immediatamente il nostro senso di colpa che ci induce a donare qualcosa all’altro o a restituire in qualche modo il favore per riportare la situazione in parità e non essere più in debito.

 

La gratitudine nel marketing

Se contestualizziamo il tema della gratitudine nel marketing, scopriremmo che donare ed esprimere gratitudine, facendo leva sulla legge della reciprocità di cui ha parlato Robert Cialdini, ci porterà a implementare un’ottima strategia di marketing.

Prova a pensarci e applicalo alla tua quotidianità professionale.

Quali azioni di marketing della gratitudine potresti fare per far sì che anche i clienti sentano una spinta motivazionale tale da ricambiare quanto fatto per loro?

Sei un ristoratore?

Offri uno stuzzichino o un assaggio di un piatto qualsiasi: i tuoi ospiti saranno propensi a spendere di più. O a ordinare una bottiglia di vino.

Vendi vino e organizzi delle degustazioni nella tua cantina?

Accogli gli ospiti offrendo loro il primo calice e vedrai che le persone saranno disposte a comprare di più dal tuo wine-shop. E se non lo fanno subito conserveranno un ricordo di te molto positivo e parleranno bene di te, magari sui canali social.

Gestisci un B&B?

Regala un buono sconto di qualche negozio a te affiliato o sul noleggio di biciclette: è un bel modo per accogliere i turisti ed è il primo passo per creare una relazione di affiliazione.

Ricorda che donare fa bene a se stessi perché rilascia endorfine e fa felice chi riceve il dono perché si sente speciale.

E tu, non vuoi che i tuoi clienti si sentano speciali grazie a te?

In questo modo vedrai che il mondo, prima o poi, si accorgerà di te.

Sono modi di agire che fanno star bene te e che, nel medio o lungo periodo, ti possono far ottenere dei risultati interessanti.

Puoi anche cominciare a compiere delle azioni più personali, ad esempio ricordarti del compleanno di un ospite, magari mandando un biglietto o un e-mail personale.

A me arrivano gli auguri di buon compleanno dalle strutture in cui ho soggiornato in vacanza d’estate e, ti assicuro, ogni volta penso di tornarci.

Essere ricordati fa piacere.

È un gesto di marketing? Lo so, ma significa lavorare nella direzione giusta, e non lo fanno in molti.

Sono queste le cose che, anno dopo anno, consolidano la relazione.

E sono comportamenti che possono favorire, in qualche modo, la legge della reciprocità.

 

Gratitude Marketing

Gratitude Marketing

Spero che ciò che ho condiviso con te possa darti degli spunti per poter cominciare a mettere in atto tutte le azioni necessarie affinché il marketing della gratitudine inizi a darti dei risultati.

Una cosa è certa: strutturare una strategia che possa considerare il marketing della gratitudine è la migliore strada da perseguire per ottenere dei risultati.

È un modo di porti che ti dà una prospettiva nuova e, soprattutto, fa percepire il tuo valore ai tuoi clienti.

Se hai bisogno di qualche suggerimento per la tua attività non esitare a contattarmi e sarò felice di darti i consigli più appropriati.

 

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Articolo a cura di Sara Soliman
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Perché uno spot ci colpisce?

Perché uno spot ci colpisce?

Penso sia successo anche a voi che uno spot pubblicitario vi abbia particolarmente colpito, lasciandovi nella mente un’ immagine o qualche ritornello.

Certo, quando parliamo di “gusto” estetico o sensoriale entrano in ballo diverse variabili, spesso incontrallabili e difficilmente misurabili.

Gli studiosi del marketing dividono l’approccio al messaggio pubblicitario in razionale/emotivo e persuasivo/evasivo.

Il primo si basa sulla logica e porta ad evidenziare gli elementi positivi razionali: di conseguenza si sceglierà un prodotto perché percepito come migliore di un altro.

L’ approccio emotivo cerca, invece, di stimolare le emozioni e i sentimenti, enfatizzando i valori positivi del prodotto.

L’approccio emozionale, altra sfumatura, punta sul coinvolgimento empatico stimolando la percezione di sensazioni piacevoli. Di conseguenza il consumatore entra in sintonia prima con il messaggio e poi con il prodotto.

Le più recenti teorie di marketing evidenziano, inoltre, l’aspetto soggettivo e irrazionale dell’acquisto (persuasivo/evasivo) che dipendono dal momento in cui si compie l’atto dell’acquisto e lo condizionano.

Ecco che oggi la vera sfida è improntata tra le pubblicità che sanno emozionare e non tanto sulle caratteristiche del prodotto.


“Gli spot lavorano sulle percezioni (marketing emozionale) e il marketing polisensoriale arriva a proporre tecniche di vendita e di comunicazione che sollecitano tutti e cinque i sensi del consumatore”.
 (Fabris 2009)

Puntare alle sensazioni significa sollecitare i desideri psico-fisici dell’individuo (dalla fame al desiderio di possedere qualcosa) e si può parlare dunque di “manipolazione”, seppur indiretta.

“Anche con l’uso della musica  si attua quell’associazione tra messaggio pubblicitario ed emozione, identificando il brano col prodotto. Ed ecco che il motivetto della TIM, che mi ritorna spesso alla mente, si rivela efficace nel farmi provare simpatia per quel brand”.

I nostri consumi sembrano pertanto essere influenzati da fattori che sfuggono alla nostra consapevolezza, spingendoci a un comportamento e non a un altro.

Rimane, comunque, un margine decisionale sul quale nessuna strategia di marketing potrà mai incidere, per fortuna.
Siete delle stesso parere?

 

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#TIM la danza che (s)fibra

Pubblicità e neuroscienze

 

 

Articolo a cura di Nicola Albi
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Il video è davvero per tutti?

Il video è davvero per tutti?

Continuo a leggere che il 2017 è l’anno del video in tutte le sue forme e per tutti, dalle aziende ai privati agli influencer.

Non nascondo la mia perplessità, anche sulla messa in rete di video in diretta su Facebook.

I video bisogna saperli fare. E questo significa che l’improvvisazione rende buoni risultati di rado.

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