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Il “contenuto di qualità” per Blog e Social: caratteristiche e differenze

Il “contenuto di qualità” per Blog e Social: caratteristiche e differenze

Il contenuto di qualità richiede un’attenta pianificazione, una profonda comprensione del pubblico e un impegno costante per offrire un’informazione che non sia solo “disponibile”, ma che sia veramente “utile” a chi la legge

Nel mondo del content marketing il concetto di contenuto di qualità è fondamentale. 

Quando si parla di contenuto di qualità non ci si riferisce solo a un testo ben scritto e privo di errori, come non basta “saper scrivere bene”.

Un contenuto di qualità è un contenuto che va oltre: porta valore reale a chi lo legge, lo guarda o lo ascolta e dipende da più fattori che insieme fanno la differenza e che vedremo a breve, rendendolo utile e prezioso per il pubblico a cui è destinato.

Il contenuto di qualità: caratteristiche essenziali

Possiamo dire, in sintesi, che un contenuto di qualità è un’informazione completa, accurata e utile che risponde a un bisogno specifico del tuo lettore.

Per approfondire vediamo allora insieme quali sono le caratteristiche che fanno la differenza e che che definiscono un contenuto di qualità come tale.

1.Valore e utilità

Essere utili significa rispondere a un bisogno, una richiesta, una necessità.

Il contenuto deve risolvere un problema, rispondere a una domanda o soddisfare un’esigenza specifica del pubblico.      

Se il tuo contenuto è utile è anche rilevante, concetto che Google tiene in considerazione per posizionare i risultati di ricerca.

2. Completezza e approfondimento

Un contenuto di qualità non si limita a un breve riassunto, ma affronta l’argomento in modo esaustivo, coprendone le varie sfaccettature.

Apporta valore aggiunto: va oltre le informazioni superficiali, offrendo approfondimenti, dettagli pratici, dati e suggerimenti concreti che il lettore può applicare.

È poi ben documentato: include dati, studi, ricerche o citazioni di fonti autorevoli per supportare le affermazioni fatte.

È dunque anche affidabile.

contenuto qualità caratteristiche

Il contenuto di qualità porta valore reale a chi lo legge, guarda o ascolta

3. Autenticità

Non è una semplice copia o una riscrittura di contenuti già esistenti.

Anche se l’argomento è già stato trattato, il contenuto di qualità offre un punto di vista unico, un’esperienza personale o un’analisi nuova.

Mostra un punto di vista originale, non copiato.

4. Autorevolezza 

È un contenuto che dimostra competenza: l’autore (e di conseguenza il brand) dà prova di essere un esperto credibile sull’argomento. 

Questo concetto si lega al principio EEAT di Google (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness) ossia, per dirla in italiano, Esperienza, Competenza, Autorevolezza, Affidabilità.

Google EEAT è da anni un pilastro delle linee guida per la valutazione dei contenuti presenti in Rete e serve a determinare se la ricerca fornisce contenuti utili e pertinenti nei risultati. 

Per essere certo dell’autorevolezza dei tuoi contenuti chiediti:

  • Ho verificato fonti e dati citati?
  • Ho evitato informazioni obsolete o imprecise?
  • Se serve, ho linkato fonti autorevoli?
  • Le immagini sono pertinenti?

5. Leggibilità

È facile da leggere: il linguaggio è semplice e comprensibile per il target, il contenuto è ben strutturato con titoli, sottotitoli (H1, H2, H3), elenchi puntati e grassetti che rendono la lettura scorrevole e piacevole.

Il testo è privo di errori grammaticali e di battitura.

Se vuoi approfondire leggi: Gli errori più comuni in italiano, anche su web e social

6. Usabilità

È un contenuto ben formattato per il web, il che significa che il testo deve essere ottimizzato per la lettura su schermi di diversi dispositivi (desktop, tablet, smartphone).

7. Ottimizzazione

Un contenuto di qualità deve essere ottimizzato per i motori di ricerca in modo che il pubblico possa trovarlo facilmente. 

Questo include il caricamento veloce, la condivisione di immagini, grafici o video a supporto, l’utilizzo strategico di parole chiave mirate e meta description curate, altri accorgimenti e tecniche che puoi trovare in questo articolo: Seo Copywriting: come scrivere per farsi amare da Google (e non solo)

8. Coinvolgimento

È un contenuto che stimola curiosità e interazione con commenti, condivisioni, o domande.

contenuto di qualità per social

Sui social il discorso cambia il contenuto di qualità è quel contenuto che raggiunge il destinatario corretto, al momento giusto, con la creatività utile per completare l’obiettivo che ci siamo prefissati

Contenuto di qualità: dal blog ai social

Il concetto di “contenuto di qualità” varia tra blog e social, perché cambiano gli obiettivi, il pubblico, il formato e le dinamiche di fruizione delle piattaforme.

Se mi riferisco a un articolo per il blog il contenuto di qualità si riferisce a un articolo approfondito, che dà tutte le informazioni necessarie, in modo completo e accattivante, con immagini ben definite, scritto in ottica SEO.

Per un Blog l’obiettivo principale è infatti quello di informare, approfondire, posizionarsi nei motori di ricerca, creare autorevolezza e la qualità di un contenuto si misura da quanto aiuta, informa e trattiene l’utente.

Per i social il concetto cambia: il contenuto di qualità è quel contenuto che raggiunge il destinatario corretto, al momento giusto, con la creatività utile per completare l’obiettivo che ci siamo prefissati.

Sui social, essendo l’obiettivo principale quello di catturare attenzione, stimolare interazione, favorire la condivisione il contenuto di qualità si caratterizza per:

  • Immediatezza visiva: immagini, video o grafiche accattivanti
  • Emozione e storytelling: messaggi che colpiscono o creano empatia
  • Sintesi: testi brevi, chiari, facili da comprendere in pochi secondi
  • Autenticità: tono personale e spontaneo, più “umano” rispetto a un blog
  • Engagement: incoraggiare commenti, reazioni o condivisioni

Qui la qualità si misura da quanto un contenuto riesce a generare attenzione, reazioni e connessione emotiva.

Come vedi, nel marketing la qualità non è un valore assoluto ma varia con l’utilizzo e con il destinatario.

Se ti occupi di scrittura per il web potresti seguire la sezione Copywriting sul mio blog oppure leggere i miei ultimi articoli:

Ti consiglio un libro:

  • Alfonso Cannavacciuolo, Manuale di copywriting e scrittura per il web. Teoria, pratica e strumenti per scrivere meglio, Hoepli Editore, 2018

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

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Come staccarsi da Booking e ottenere più prenotazioni dirette

Come staccarsi da Booking e ottenere più prenotazioni dirette

Staccarsi da Booking è un processo che necessita di interventi su più fronti, ma al contempo permette di riprendere il controllo sulla propria attività, migliorare le relazioni con i clienti e costruire alternative più sostenibili e autonome nel lungo termine

Sono sempre di più gli operatori del turismo che chiedono informazioni su come migliorare il proprio sito per staccarsi da Booking o Airbnb.

In questi mesi, ad esempio, mi sto occupando di riscrivere i testi di un sito web di una realtà alberghiera della provincia di Verona.

L’obiettivo della titolare dell’attività è quello di riuscire a ottenere un maggior numero di prenotazioni dirette dal sito ufficiale e di staccarsi dalla piattaforma di prenotazione online, della quale lamenta costi elevati e spiacevoli esperienze legate all’overbooking.

Staccarsi da Booking, dopo anni di “convivenza”, è sicuramente un processo che necessita di interventi su più fronti, ma al contempo permette di riprendere il controllo sulla propria attività, migliorare le relazioni con i clienti e costruire alternative più sostenibili e autonome nel lungo termine.

Dopo una serie di considerazioni e un’attenta analisi supportata dai dati, abbiamo concluso che ridurre la dipendenza da Booking è un processo impegnativo ma fattibile, a patto di rispettare alcune condizioni, che vedremo qui di seguito.

 

Come ridurre la dipendenza da Booking e riprendere il controllo delle proprie prenotazioni

Nella prima fase, in cui si inizia a lavorare sul sito dal punto di vista del linguaggio e della SEO, il mio consiglio è quello di mantenere comunque una presenza sulle OTA (Online Travel Agency), seppur minima.

È importate non uscire all’improvviso dalle OTA, se la maggior parte delle prenotazioni arrivano da li.

Mentre rendiamo il sito più attraente, puntiamo sull’offerta di incentivi per le prenotazioni dirette e lavoriamo per migliorare il posizionamento della struttura sui motori di ricerca.

Uscire da Booking: azioni e strategie

1. Migliora il sito web della tua struttura

Primo e importantissimo aspetto da prendere in considerazione per staccarsi da Booking è quello di migliorare il sito web, che deve essere facile da navigare, visivamente accattivante e ottimizzato per i dispositivi mobili. 

Ottimizza il tuo sito web con le tecniche di SEO copywriting  per i motori di ricerca, in modo da essere trovato facilmente dagli utenti che cercano alloggi nella tua zona. 

Questo vuol dire inserire parole chiave al punto giusto, call to action che spingono all’azione, link interni per non far mai uscire l’utente dal sito (o almeno fino a quando ha trovato ciò che lo soddisfa e lo porta a prenotare).

Migliorane il linguaggio: curalo dal punto di vista dell’empatia ed evita più che puoi lalberghese, il linguaggio settoriale tanto comodo agli addetti ai lavori per nulla originale.

Leggi: Come scrivere call to action (CTA) efficaci per la riuscita del tuo sito web

2. Sfrutta la Local SEO 

Sfrutta il canale Google Business Profile: inserisci foto aggiornate, offerte speciali, rispondi alle recensioni (positive e anche negative).

Inoltre ottimizza il sito per chi cerca “[hotel/agriturismo/B&B + città]”.

Potresti leggere questi approfondimento: Novità su Google Business Profile: la local strategy per la tua attività

3. Offri tariffe competitive

Assicurati che la tariffa a cui proponi la stanza sia la migliore tra quelle presenti su tutti i portali.

Allinea le tariffe del tuo sito web con quelle di Booking (che sono spesso vantaggiose) ma aggiungi incentivi per le prenotazioni dirette come upgrade gratuiti, drink di benvenuto o altri servizi aggiuntivi. 

Non è bello invitare a prenotare sui portali se il cliente fa notare la differenza. 

4. Sfrutta l’email marketing 

L’email marketing rimane uno strumento potentissimo per fidelizzare gli ospiti.

Raccogli le email di ospiti e dei contatti: manda loro offerte stagionali e pacchetti esclusivi per ospiti fedeli.

Informa su novità e sul dietro le quinte: ricorda che non vendi solo la camera, ma “weekend romantico”, “tour in bicicletta”, “degustazione vini inclusa”.

5. Sfrutta i social media

Promuovi il tuo sito web e le offerte speciali sui social media per raggiungere un pubblico più ampio, magari utilizzando le tecniche dello storytelling e puntando su qualche sponsorizzata.

Incentiva gli ospiti a condividere le loro immagini con un hashtag dedicato alla tua struttura (UGC) ossia User Generated Content, che si traduce in “contenuti generati dagli utenti”. È un modo per fidelizzare che funziona.

Crea Video e Reels in cui mostri camere, colazioni, esperienze: sono tecniche di copy emozionale che mirano all’acquisto d’impulso.


6. Utilizza la pubblicità online

Considera campagne pubblicitarie mirate su Google Ads per aumentare la visibilità del tuo sito. 

7. Approfitta della visibilità territoriale

Anche le collaborazioni locali (ad esempio con cantine o attrazioni turistiche) possono aumentare la visibilità e attirare clientela.

8. Fai Content Marketing e Storytelling

L’importanza del Content marketing per il turismo è qualcosa che non mi stancherò mai di spiegare e proporre. 

Creare un blog con un piano editoriale permette di portare traffico organico al sito, dà autorevolezza, permette l’utilizzo di parole chiave legate al territorio, fidelizza.

Non si tratta solo di fare marketing: si tratta di costruire un’identità accessibile, coerente e sempre viva. In un parola si lavora sul brand.

Su questo argomento e su tutti i vantaggi del Blog nel turismo puoi leggere: Tutti i vantaggi del Blog per il tuo Hotel o attività turistica

In pratica, staccarsi da Booking funziona se trasformi il tuo canale diretto nella scelta più attraente, conveniente e semplice per il cliente.

Come aumentare le prenotazioni dirette

Per aumentare le prenotazioni dirette è indispensabile tu sia un operatore eccellente! Non preoccuparti: puoi diventarlo 🙂

Come offrire un servizio eccellente?

Rendi la tua interazione con gli ospiti un punto di forza, offrendo un servizio clienti impeccabile e personalizzato.

E mi raccomando: fai attenzione al linguaggio! Leggi questo decalogo, creato ad hoc per gli operatori turistici.

Cos’altro puoi fare?

Fidelizza i clienti:
Premia i clienti abituali con sconti o offerte speciali per incoraggiarli a prenotare direttamente in futuro.

Chiedi recensioni positive:
Incoraggia i tuoi ospiti a lasciare recensioni positive sul tuo sito web e su altre piattaforme, in modo da aumentare la tua credibilità.

Ricorda di monitorare i risultati:
Ultimo, ma altrettanto importante: tieni traccia delle tue prenotazioni e analizza i dati per capire quali strategie funzionano meglio. 

Considera la disintermediazione graduale

Come ti ho anticipato in apertura: non eliminare completamente Booking. Potresti considerare una strategia di disintermediazione graduale, mantenendo Booking come canale complementare, ma aumentando progressivamente la quota di prenotazioni dirette.

Puoi sempre eliminarlo in un secondo momento.

L’obiettivo del mantenimento di Booking è quello di sfruttare la sua visibilità per raggiungere nuovi clienti e, una volta fidelizzati, provare a indirizzarli verso il tuo sito web. 

Seguendo questi passaggi, puoi ridurre la tua dipendenza da Booking e aumentare le prenotazioni dirette, ottenendo un maggiore controllo sulla tua attività e potenzialmente aumentando i tuoi profitti. 

Se ti occupi di turismo potrebbe interessarti la sezione del mio Blog: Marketing del turismo, dove trovi tanti consigli di marketing per intercettare la domanda del turista.

Corso Copy destinato al settore turistico

Sei un travel blogger, un operatore del desk alberghiero o ti occupi di scrittura nel settore del turismo?

Per iniziare a scrivere testi per il turismo capaci di aumentare le prenotazioni è necessario saper combinare le tecniche della scrittura per il web, del seo-copywriting, della scrittura persuasiva e dello storytelling.

Per questo motivo ho messo a punto un nuovo Corso di Copy turistico: l’obiettivo è quello di sostituire quella comunicazione settoriale poco informativa e tutta uguale che ancora caratterizza molta comunicazione in ambito turistico e fornire le basi per conoscere i metodi di scrittura per il web con la ricerca delle parole più adatte per un migliore approccio comunicativo con il turista. 

Se vuoi saperne di più sul copywriting turistico sono a disposizione per un corso di formazione o una consulenza dedicata. Puoi visitare qui la pagina del Corso.

Corso Copywriting Turistico

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

Il sito web della tua struttura non sta portando i risultati sperati?

Se il sito web della tua struttura non sta portando i risultati che speravi e vorresti ottenere maggiore visibilità e più conversioni la cosa migliore da fare è una revisione dei testi del tuo sito.

Il processo di revisione dei testi (editing) nell’ottica del marketing turistico prevede:

  • la scelta delle parole più adatte nella comunicazione alberghiera;
  • la correzione di eventuali errori di ortografia, grammatica, scelte lessicali non appropriate;
  • l’analisi e l’utilizzo delle keywords più usate nel mercato di riferimento;
  • l’applicazione delle tecniche di SEO copywriting allo scopo di ottenere testi ottimizzati alla ricerca e alla lettura che avviene sul web;
  • l’utilizzo di tecniche di scrittura di tipo persuasivo ed emozionale per aumentare le conversioni.

L’obiettivo è quello di migliorare quel linguaggio settoriale poco informativo e tutto uguale che ancora caratterizza molta comunicazione in ambito turistico.

Posso occuparmi anche di lettere di presentazione e fac-simile di preventivi: il tutto per migliorare l’approccio comunicativo al cliente.

Hai bisogno del mio aiuto?

Scrivimi, studierò il tipo di comunicazione e di linguaggio più adatto alla tua attività!

Inoltre, se pensi possa essere utile a te e al tuo team, ho messo a punto un nuovo corso per il web dedicato agli operatori per il turismo.
In 10 ore di lezione vedremo insieme:

  • le basi del copywriting turistico,
  • l’email marketing,
  • la gestione delle recensioni;
  • il social media marketing per iil turismo.

Per saperne di più visita la pagina del corso sul mio sito web.

Come dovrebbe utilizzare i Social Media un libero professionista?

Come dovrebbe utilizzare i Social Media un libero professionista?

Breve guida su come utilizzare i social media in modo strategico per costruire reputazione, trovare clienti, creare relazioni professionali e posizionarti come esperto nel tuo settore di attività 

Web e social sono oggi una grande opportunità per ogni tipo di attività professionale in proprio: offrono grande visibilità e la possibilità di farsi raggiungere da un pubblico ampio.

Per questo motivo un utilizzo strategico dei social media è oggi consigliato per la maggior parte dei professionisti, con le giuste declinazioni in base al tipo di attività e dunque di pubblico.

Vediamo oggi una serie di consigli su come impostare un utilizzo dei social media in modo professionale.

Gestisci i social media in modo professionale: 8 consigli pratici

Gestire i social in modo professionale ed efficace non è semplicemente “pubblicare post”, ma pianificare, creare, analizzare e ottimizzare la presenza online per ottenere risultati concreti.

Vediamo come procedere.

1. Definisci i tuoi obiettivi

Come prima cosa deve essere chiaro qual è il tuo obiettivo: vuoi trovare nuovi clienti? Vuoi aumentare la tua visibilità? Vuoi rafforzare il tuo brand?
Questo perché ogni obiettivo richiede un diverso approccio di utilizzo ai social.

Ecco una serie di suggerimenti che ti aiutano a definire obiettivi efficaci.

1. Comprendi il contesto della tua attività

Prima di tutto, analizza:

  • Chi sei (azienda, libero professionista, ente, ecc.)
  • Cosa offri (prodotti, servizi, contenuti, obiettivo)
  • Chi è il tuo pubblico (età, interessi, bisogni, comportamento online)
  • Cosa fa la concorrenza (canali usati, tono, tipo di contenuto)

In sostanza, dovresti alla base aver chiara la tua nicchia di mercato, il tuo target di riferimento in termini di buyer personas.

2. Allinea gli obiettivi ai tuoi bisogni concreti

Sei consapevole del motivo concreto per cui vuoi essere presente sui social?

Ad esempio:

  • Aumentare la brand awareness (far conoscere il marchio)
  • Generare traffico al sito web o e-commerce
  • Creare una community 
  • Migliorare il servizio clienti
  • Aumentare le vendite o i contatti (lead generation)
  • Posizionarti come esperto del settore

Ogni obiettivo richiede una diversa presenza in termini di numero di condivisioni e di scelta di testo e immagini.
Per approfondire leggi: Copywriting per Social Media: la guida completa per i testi ai tuoi post

3. Rendi SMART i tuoi obiettivi

Il marketing insegna che ogni obiettivo dovrebbe essere SMART, ossia:

  • Specifico: chiaro e definito
  • Misurabile: quantificabile (es. +20% follower in 3 mesi)
  • Attuabile: realistico rispetto alle risorse
  • Rilevante: coerente con la tua professione
  • Temporale: con una scadenza

Un esempio di obiettivo non SMART è “Voglio più visibilità”; mentre un esempio di obiettivo SMART potrebbe essere: “Voglio aumentare del 30% le visualizzazioni dei video su Instagram entro 6 mesi”.

2. Verifica risorse e strumenti

La presenza sui social richiede tempo per creare contenuti e conoscenza degli strumenti da utilizzare, sia per creare i post sia per analizzare le performance.

Non è una novità che il social media marketing, per essere efficace, abbia bisogno di risorse destinate a post sponsorizzati, fondamentali per aumentare il raggio di visibilità.

Verifica il budget che hai a disposizione e pianifica pubblicazioni sponsorizzate costanti.

social media marketing

Non serve essere presente su tutti i social ma è importante curare con attenzione il canale che ritieni più adatto alla tua attività

3. Scegli i canali da presiedere 

Non serve essere ovunque. È una perdita di energie e di soldi.

Scegli i social da presiedere in base al tuo settore: se ti occupi di design, fotografia o moda i social adatti sono Instagram e Pinterest. 

Se ti occupi di marketing, consulenza, coaching dovresti essere presente su LinkedIn, Instagram e YouTube.

Se sei un creativo o un artista Tik Tok e Instagram sono utili a trovare il tuo pubblico.

La formazione e l’educazione si presta invece a LinkedIn e Facebook, rivolgendosi a un pubblico più adulto.

4. Costruisci un’identità coerente  

Costruire un’identità coerente sul web è fondamentale per farsi riconoscere, creare fiducia e mantenere un’immagine autentica e professionale nel tempo. 

Prima di scrivere la tua biografia devi aver chiaro chi sei, cosa vuoi comunicare e a chi ti vuoi rivolgere.

La tua bio deve essere chiara: spiega cosa fai, per chi lo fai, come puoi essere utile al tuo pubblico e come contattarti.

Lo stile visivo con cui comunichi deve essere coerente: colori, font, logo e template devono essere riconoscibili su tutti i canali social.

Puoi aiutarti utilizzando strumenti come Canva o Adobe Express che ti permettono di creare asset visivi coerenti.

Importantissima è la scelta del tono di voce con cui comunichi al tuo pubblico. Usa lo stesso tono su sito, social, newsletter, commenti, biografia.

Ricorda di unificare i tuoi profili online con lo stesso nome utente (o uno molto simile) su tutte le piattaforme principali: Instagram, LinkedIn, X, TikTok, sito personale.

Inserisci gli stessi contatti e link ovunque: nella bio dei social, nella firma impostata sulle e-mail, sul tuo sito web, ecc.

5. Crea contenuti di valore (non solo pubblicità!)

Sui social puoi alternare:

  • Post educativi (consigli pratici, “come fare”)
  • Dietro le quinte (mostra come lavori)
  • Risultati o casi studio
  • Testimonianze dei clienti
  • Opinioni personali su temi del settore
  • Call to action (prenota una consulenza, contattami…)

Un buon ritmo è: 80% valore, 20% promozione.

social media marketing

Crea contenuti utili al tuo pubblico e alternali con la promozione del tuo brand in una proporzione di 80/20

Sull’importanza della creazione di un Blog per avere contenuti personali (e di proprietà) sempre a disposizione da condividere sui social ne parlo qui:

6. Interagisci, non pubblicare solamente

Sui social è fondamentale dimostrare la propria presenza, che va oltre la pubblicazione dei post: dimostra attenzione e serve a fidelizzare.
Per questo motivo:

  • Rispondi sempre ai commenti (anche se negativi) e ai messaggi
  • Commenta contenuti di altri account del tuo settore
  • Partecipa a discussioni nei gruppi
  • Segui colleghi, potenziali clienti, esperti di settore.

7. Analizza i risultati

Ogni mese chiediti:

  • Quali contenuti hanno funzionato meglio?
  • Cosa posso migliorare?


8. Una raccomandazione, anzi due!

Fai attenzione alle immagini che utilizzi nei tuoi post: la cosa migliore sarebbe usare fotografie originali, fatte da sé o da un fotografo professionista; se invece scarichi le immagini dal web fai attenzione a non violare il copyright. 

Ne parlo in questo articolo: Come scegliere le immagini per il blog, i social e le newsletter

Bonus: Autenticità

Sii professionale, ma anche umano. Racconta la tua storia, i tuoi valori, le tue difficoltà. Questo crea connessione.

Se vuoi possiamo lavorarci insieme, posso aiutarti a programmare le pubblicazioni sui social con una strategia personalizzata al tuo settore e ai tuoi obiettivi.

Oppure, se ti interessa imparare a scrivere per il web e i social dai un occhio al mio corso sul copywriting: imparerai tutte le tecniche di scrittura per il web, a creare un calendario editoriale e a gestire le tue pubblicazioni in modo professionale.

Se hai bisogno di informazioni scrivimi, mi farebbe piacere aiutarti!

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Articoli di approfondimento

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Copywriting turistico: il decalogo per una scrittura che attrae, emoziona e converte

Copywriting turistico: il decalogo per una scrittura che attrae, emoziona e converte

Nel turismo non vendi camere o voli, vendi desideri, sogni ed emozioni: sono le parole a fare la differenza tra due offerte apparentemente simili

Il copywriting turistico è quel ramo di scrittura per il web che mira a promuovere destinazioni, esperienze, strutture ricettive e servizi legati al turismo.

L’obiettivo del copy turistico è quello ispirare, coinvolgere e convincere il lettore a scegliere una determinata meta, viaggio o struttura facendo leva su emozioni, desideri e immaginazione.

È il tipo di scrittura che si utilizza nelle pagine di Siti web di hotel, resort, b&b e agenzie di viaggio, nei blog di viaggio, nei post sui social media che promuovono località turistiche, ma anche nelle newsletter, negli annunci pubblicitari, nelle guide e nelle brochure turistiche.

Copy turistico: obiettivi e tecniche di scrittura

Il copywriting turistico si basa su tecniche di scrittura precise che spaziano dallo storytelling alla scrittura persuasiva e che hanno gli obiettivi di:

  • Attirare l’attenzione del potenziale turista
  • Stimolare l’immaginazione e far desiderare l’esperienza
  • Trasmettere fiducia e professionalità
  • Spingere all’azione: prenotare, richiedere informazioni, iscriversi, acquistare  

Il Copywriting turistico non si limita a descrivere “un hotel con stanze vista mare” ma fa vivere la scena, con descrizioni dettagliate ed evocative, come questa: “Ti svegli con il suono delle onde e il profumo del mare che entra dalla finestra.”

Applicando le tecniche del copy turistico, una descrizione standardizzata come: ’L’hotel dispone di camere moderne e di un ristorante con piatti tipici locali” potrebbe diventare:

“Dopo una giornata tra le vie del borgo, rilassati in una camera luminosa con vista sui colli. E la sera, lasciati coccolare dai sapori autentici del nostro ristorante per un viaggio nel gusto toscano”.

Quale ti piace di più?

Per scrivere testi efficaci per il turismo è necessario saper combinare le tecniche della scrittura per il web, del seo-copywriting, della scrittura persuasiva e dello storytelling. Oltre ovviamente a conoscere in modo approfondito la destinazione che vogliamo proporre.

L’obiettivo principe del copywriting turistico è quello di trasformare luoghi in esperienze e informazioni in emozioni.

Vediamo qui di seguito alcuni suggerimenti utili.

Il decalogo del Copy turistico: 10 consigli per una scrittura efficace

Come suscitare interesse e fare in modo che i testi si facciano notare, leggere e ricordare?

Ecco una serie di consigli per scrivere in modo davvero efficace.

1. Racconta la tua identità

Come prima cosa, definisci i punti di forza della tua struttura e della tua destinazione e raccontali in modo chiaro e coerente.

Se il tuo obiettivo è promuovere una struttura turistica non puoi prescindere dal territorio che la ospita.

Conoscere bene il luogo che vuoi raccontare è fondamentale sia che tu voglia fare destination marketing e promuovere una struttura turistica, sia che tu voglia creare una guida turistica o un blog di viaggi.

Per raccontare le bellezze del tuo territorio devi conoscere la storia della tua zona, la geografia, le città, i paesi caratteristici e ciò che rende unica la tua proposta.

2. Utilizza un linguaggio visivo e sensoriale

Per stimolare l’immaginazione usa parole che evocano immagini, suoni, sapori e profumi.

Non limitarti a raccontare la struttura, aiuta il lettore a immaginarla. Utilizza parole che aiutano a far vedere, usa le parole per descrivere.

Ad esempio: “Senti il calore della sabbia sotto i piedi mentre esplori le spiagge del litorale.”

Punta cioè a coinvolgere il lettore: scrivi in modo che il turista immagini già di essere lì.

Esempio: “Chiudi gli occhi e immagina di camminare tra uliveti secolari, accompagnato dal canto delle cicale.”

3. Fuggi dalle accoppiate scontate

Evita accoppiate come meta ideale, vista suggestiva, design moderno o servizi esclusivi: se ci pensi, non dicono nulla di nuovo e non aiutano a visualizzare la proposta.

Sostituiscile con termini meno inflazionati e più descrittivi. Com’è la vista? In cosa consiste il design moderno? Abbonda di dettagli e descrizioni.

4. Usa il più possibile la forma attiva 

Ad esempio, sostituisci “L’accesso e l’uso della spiaggia sono garantiti ai disabili” con “La spiaggia non ha barriere architettoniche”.

La forma attiva rende la frase più diretta, chiara e scorrevole, focalizzando l’attenzione su chi compie l’azione. Questo approccio rende i contenuti più immediati e facilita l’identificazione.

5. Usa call to action specifiche

La CTA nel turismo deve essere chiara e immediata. Guida l’utente all’azione con verbi concreti e orientati al beneficio.

Ad esempio: “Prenota ora e vivi la tua estate italiana.”

Oppure: “Scopri le nostre offerte per un weekend tra i vigneti.”

Funzionano bene anche le CTA interrogative, per stimolare la prenotazione puoi scrivere ad esempio:

“Vuoi assicurarti il miglior prezzo per la tua estate?”

Per saperne di più sull’importanza delle call to action leggi: Come scrivere call to action (CTA) efficaci per la riuscita del tuo sito web

6. Scrivi i dettagli e usali come punti di forza

Nelle descrizioni sono spesso i dettagli a catturare e a fare la differenza tra due proposte apparentemente uguali.

Invece di scrivere servizi esclusivi (che poi, sono davvero esclusivi?) spiega in cosa consistono i servizi, ad esempio:

“La nostra terrazza è la più spaziosa dell’intero lungomare, un lusso da godersi su dondoli e comode chaise-long!”

Descrivi la “Cornice incantevole” che circonda la tua struttura (termine abusato e che non dice nulla).

Ad esempio: “Il borgo marinaro è lo stesso di cento anni fa: casette a un solo piano, intonaco bianco, oleandri e lavanda. Davanti il mare. In mezzo il nostro albergo”.

Abbandona il linguaggio stereotipato del turismo: non funziona perché è troppo generico e non racconta, non differenzia.

Ne parlo in questo articolo: Copywriting Turistico: rinnova così il linguaggio tutto uguale e stereotipato del turismo

7. Usa i verbi (evita le nominalizzazioni)

Il tuo obiettivo è quello di spingere l’utente a scoprire, vedere, prenotare, acquistare.

Elimina le nominalizzazioni e scegli i verbi, che sono dinamici e spingono all’azione: è un modo discreto per invogliare il pubblico ad agire, per vendere senza sembrare vendita.

Ad esempio, anziché scrivere: “A disposizione dei nostri ospiti 10 biciclette delle quali 5 elettriche” scrivi “Puoi scegliere tra 10 biciclette delle quali 5 elettriche!”.

copy turustico

Il copywriting turistico deve trasmettere felicità con immagini e descrizioni. Utilizza parole che evocano sensazioni: sole, libertà, sorriso, scoperta, leggerezza, autenticità e usa verbi al presente e imperativi dolci come scopri, vivi, lasciati sorprendere, respira, sorridi. Scegli immagini luminose che trasmettono un’idea di benessere e gioia

8. Impara a far sognare il tuo pubblico

Non è semplice, lo so. Prova utilizzando immagini d’impatto accompagnate da frasi d’effetto.

E chiediti sempre: Cosa sto facendo provare a chi legge?

Comunica felicità, è lì che le persone vogliono andare!

Per far emozionare il tuo pubblico devi innanzitutto conoscere i suoi bisogni e i suoi desideri. Ricorda che a monte di ogni strategia di comunicazione efficace deve esserci uno studio dettagliato del target di riferimento e su di esso la costruzione di un piano editoriale.

9. Scrivi in modo persuasivo

Prenotare vuol dire seguire le emozioni e lasciarsi convincere dalle sensazioni.

Fare copywriting vuol dire anche conoscere le tecniche di scrittura persuasiva, che si basano su emozioni, riprova sociale e identificazione e nel turismo mirano a:

  • trasmettere atmosfera e desiderio (più che semplici informazioni);
  • valorizzare la promessa d’esperienza;
  • creare fiducia e urgenza.

A questo proposito puoi leggere: Copywriting, psicologia e persuasione: 7 consigli di scrittura per convincere

10. Racconta storie

Usa la tecnica dello Storytelling per parlare dei servizi o delle attrazioni del luogo. Puoi descrivere la destinazione attraverso racconti locali, esperienze personali o creando una storia attorno al tuo lettore.

Ad esempio: “All’alba, i primi raggi del sole accarezzano i vigneti che visiterai nel pomeriggio.”

Oppure gioca con i sensi: “Il profumo del pane appena sfornato si mescola all’aria salmastra del porto.”

O ancora, fai leva sull’autenticità: “Ogni mattina la nostra Anna porta in tavola la marmellata preparata con le albicocche del suo orto: una delizia che ti accoglierà a colazione.”

Sull’efficacia dello Storytelling puoi leggere: L’efficacia dello Storytelling per la tua attività turistica

SEO-Copywriting e Turismo

Integra l’utilizzo di parole chiave e tecniche di Search Engine Optimization (SEO) per assicurarti che i tuoi contenuti siano facilmente trovabili dai potenziali turisti sui motori di ricerca.

Suggerimenti:

  • Usa parole chiave (es. “vacanze in Toscana”, “weekend romantico sul Lago di Como”)
  • Suddividi il testo in paragrafi brevi, con titoli accattivanti e elenchi puntati
  • Cura meta description e headline: devono invogliare al click

Per approfondire puoi leggere: Scrittura SEO-Friendly: 12 consigli per meglio posizionare i tuoi contenuti sul web

Corso Copy destinato al settore turistico

Sei un travel blogger, un operatore del desk alberghiero o ti occupi di scrittura nel settore del turismo?

Per iniziare a scrivere testi per il turismo capaci di aumentare le prenotazioni è necessario saper combinare le tecniche della scrittura per il web, del seo-copywriting, della scrittura persuasiva e dello storytelling.

Per questo motivo ho messo a punto un nuovo Corso di Copy turistico: l’obiettivo è quello di sostituire quella comunicazione settoriale poco informativa e tutta uguale che ancora caratterizza molta comunicazione in ambito turistico e fornire le basi per conoscere i metodi di scrittura per il web con la ricerca delle parole più adatte per un migliore approccio comunicativo con il turista. 

Se vuoi saperne di più sul copywriting turistico sono a disposizione per un corso di formazione o una consulenza dedicata. Puoi visitare qui la pagina del Corso.

Corso Copywriting Turistico

 

Se ti occupi di turismo potresti seguire la sezione Marketing del turismo sul mio blog oppure leggere i seguenti articoli:

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

Il sito web della tua struttura non sta portando i risultati sperati?

Se il sito web della tua struttura non sta portando i risultati che speravi e vorresti ottenere maggiore visibilità e più conversioni la cosa migliore da fare è una revisione dei testi del tuo sito.

Il processo di revisione dei testi (editing) nell’ottica del marketing turistico prevede:

  • la scelta delle parole più adatte nella comunicazione alberghiera;
  • la correzione di eventuali errori di ortografia, grammatica, scelte lessicali non appropriate;
  • l’analisi e l’utilizzo delle keywords più usate nel mercato di riferimento;
  • l’applicazione delle tecniche di SEO copywriting allo scopo di ottenere testi ottimizzati alla ricerca e alla lettura che avviene sul web;
  • l’utilizzo di tecniche di scrittura di tipo persuasivo ed emozionale per aumentare le conversioni.

L’obiettivo è quello di migliorare quel linguaggio settoriale poco informativo e tutto uguale che ancora caratterizza molta comunicazione in ambito turistico.

Posso occuparmi anche di lettere di presentazione e fac-simile di preventivi: il tutto per migliorare l’approccio comunicativo al cliente.

Hai bisogno del mio aiuto?

Scrivimi, studierò il tipo di comunicazione e di linguaggio più adatto alla tua attività!

Inoltre, se pensi possa essere utile a te e al tuo team, ho messo a punto un nuovo corso per il web dedicato agli operatori per il turismo.
In 10 ore di lezione vedremo insieme:

  • le basi del copywriting turistico,
  • l’email marketing,
  • la gestione delle recensioni;
  • il social media marketing per iil turismo.

Per saperne di più visita la pagina del corso sul mio sito web.

Gli errori più comuni in italiano, anche su web e social

Gli errori più comuni in italiano, anche su web e social

Accenti e maiuscole, congiuntivi e altri errori frequenti. Una breve guida per non aver più alcun dubbio (ed evitare figuracce)

L’italiano è tra le lingue più difficili da imparare, proprio per le tante regole grammaticali che lo caratterizzano.

Se anche tu scrivi per il web avrai notato che sono parecchi gli errori che si incontrano in rete, errori che però sarebbe meglio evitare.

Ecco una lista degli errori più frequenti che si incontrano in rete, una piccola guida per non fare quegli sbagli che potrebbero metterci in cattiva luce con chiunque si trovi a leggere un nostro testo.

Vedremo come si utilizzano apostrofi, accenti, doppie e coniugazioni; vedremo inoltre la regola dell’accento e come utilizzare la virgola in modo corretto: leggi questo articolo e non avrai più dubbi!

I 14 più comuni errori sul web

Questi ed altri solo gli errori più frequenti di ortografia, soprattutto tra gli studenti.

E se in qualche caso gli errori sono facilmente evitabili, in altri il dubbio è legittimo. O, come capita qualche volta, sono ammesse più forme diverse tra loro. Vediamoli insieme.

1.Qual è o qual’è?

Questo è un errore molto comune, a volte dovuto a una svista, altre volte alla non conoscenza della grammatica.

Se apriamo il volume “4.000 errori d’italiano” di Mauro Magni, giornalista Rai e linguista, edito nel 1990 da De Vecchi Editore, leggiamo che:

Davanti a vocale “quale” si può troncare e va scritto senza apostrofo: non è quindi corretto (ma non è neppure un errore grave!) scrivere: qual’è, qual’amica, qual’evento, ecc.

Meglio scrivere: qual è, qual amica, qual evento.

Nota bene: scriveremo qual è e non qual’è, ma qual’erano e non qual erano.

2.Da o dà?

Da o ? Dipende dai casi.

Si accenta quando è inteso come voce del verbo dare.

Esempio: Mi dà ragione.

Non si accenta invece quando è usato come proposizione semplice

Esempio: Sono appena tornato da scuola.

Vuole l’apostrofo invece nel caso in cui si utilizzi come imperativo alla seconda persona singolare.

Esempio: Da’ un aiuto a tuo fratello, per favore.

Per approfondire la regola degli accenti puoi leggere: Accento o apostrofo? I tre tipi di accento della lingua italiana e gli errori più frequenti

3.E o ed? A o ad?

L’aggiunta della D eufonica (dal greco, significa bel suono) si aggiunge solo nel caso in cui la parola che segue cominci con la stessa vocale.

Esempi: Vado ad Ancona; era felice ed entusiasta; ed ecco.

Non si dice invece: Ed ancora; od anche.

4.Si o sì?

In caso di particella affermativa, va sempre accentato, mentre in tutti gli altri casi non bisogna mettere l’accento.

Esempi: Sì, vengo con te; si stanno facendo belle.

5.Desse o dasse? Stesse o stasse?

Che problema i congiuntivi, specie quelli imperfetti!

Uno degli errori più frequenti si fa con i verbi dare e stare.

Le forme corrette per la terza persona singolare del congiuntivo imperfetto sono:
Che egli stesse e NON stasse.
Che egli desse e NON dasse.

errori comuni

Qualsiasi dubbio tu abbia, il consiglio è quello di verificare la versione corretta della parola in un buon dizionario della lingua italiana (anche online, Treccani.it) e tenere un quaderno dove segnare le nuove regole apprese

6.Fa o fà?

Verbo fare, indicativo, terza persona singolare: si usa fa o fà? La forma corretta è senza accento, quindi fa.
Esempio: Questo non fa male; un mese fa.

7.Affianco o a fianco?

Un altro frequentissimo dubbio riguarda l’utilizzo di a fianco o affianco per dire “a lato di“.
Qual è la forma giusta?
Affianco è in realtà la prima persona singolare del presente indicativo del verbo affiancare.
Esempio: Affianco quella macchina per chiedergli informazioni.

Per dire “a lato di” la forma corretta è quindi senza dubbio a fianco. Esempio: Il negozio che cerchi si trova a fianco del cartolaio.

8.Entusiasto o entusiasta?

Anche se ci si riferisce a un soggetto maschile, la forma corretta di quest’aggettivo è entusiasta. Questo vale solo quando si parla al singolare perché invece quando ci si riferisce a più soggetti si distingue nuovamente tra maschile e femminile.

Quindi si avrà entusiasti per il maschile e entusiaste per il femminile, mentre la forma entusiasto non è corretta.

9.Un po, un po’ o un pò?

La forma corretta è quella con l’apostrofo, un po’. Il motivo è molto semplice: si tratta di un troncamento della parola poco, di conseguenza l’apostrofo va messo per mettere in evidenza che in quel punto c’è stata una caduta di una sillaba.

Vietato quindi mettere accenti o scrivere un po’ senza apostrofo!

Per approfondire la regola degli accenti puoi leggere: Accento o apostrofo? I tre tipi di accento della lingua italiana e gli errori più frequenti

10.È piovuto o ha piovuto?

Sono corrette entrambe le forme. Questo vale se per piovere si intende proprio la caduta della pioggia dal cielo, sia in forma impersonale.

In tutti gli altri casi, come ad esempio nel caso di piovere critiche, si deve utilizzare il verbo essere.

Dunque si dirà sono piovute critiche e non hanno piovuto critiche.

11.Perchè o perché?

La soluzione è perché: la “e” finale deve essere scritta con l’accento acuto perché è una “e” chiusa.

Questa è una comune caratteristica dei composti di -che: dacché, poiché, sicché, affinché.

12.Se stesso o sé stesso?

Quando il se è retto da stesso, l’accento non è necessario, quindi si scrive se stesso.

Quando invece troviamo solo il se in posizione non ipotetica, bisogna mettere l’accento.

Esempi: Viene da sé, se fosse stato, essere se stesso.

13.É o è?

La “é” indica il suono chiuso, la “è” aperto. Visto che comunque quando si scrive molto spesso non si differenzia l’accento, si può adottare questa regola: si usa sempre la “è”, tranne su “perché”, che vuole la “é”.

14. C’è ne, ce n’è o ce ne?

Le due forme corrette sono ce n’è e ce ne, mentre c’è ne non significa nulla ed è un errore grammaticale.

Le due espressioni corrette hanno però un significato diverso:

  • “Ce n’è” è la forma contratta di “ce ne è” e si usa per indicare la presenza di qualcosa, ad esempio “Ce n’è ancora?”.
  • “Ce ne” invece è una combinazione di particelle pronominali e si usa in altri contesti, come “Ce ne andiamo”. 

La regola degli accenti

Ecco una semplice formula per ricordare quando una parola monosillaba è accentata e quando no:
– una parola monosillaba è accentata se può avere due significati diversi;
– si accenta sempre, delle due, quella che è un verbo;
– se nessuna delle due è un verbo, si accenta quella meno usata;
– se una parola monosillaba ha solo un significato (o anche una nota musicale) non si accenta mai;
– qui quo qua non si accentano mai.

Se vuoi approfondire puoi leggere: Accento o apostrofo? I tre tipi di accento della lingua italiana e gli errori più frequenti

La regola della virgola

I più comuni errori sull’utilizzo della virgola riguardano il mancato rispetto della sua regola di base, ossia l’utilizzo della virgola tra:

  • soggetto e predicato
  • tra predicato e oggetto
  • tra aggettivo e sostantivo

Per approfondire puoi leggere: Guida al corretto utilizzo della virgola: quando, come va usata ed errori comuni

come si usa la virgola

L’utilizzo della la lettera maiuscola

Un altro dubbio frequente riguarda la lettere maiuscola. Come norma generale, l’uso dell’iniziale maiuscola, a parte i nomi propri e le parole che seguono un punto fermo, va limitato ai casi veramente necessari.

Indicativamente, l’iniziale maiuscola va usata per:

  • nomi di stati e di continenti: Italia, Asia;
  • periodi storici e movimenti: il Rinascimento, l’Impressionismo;
  • le istituzioni: il Governo;
  • soprannomi e pseudonimi: Re Sole;
  • denominazioni antonomastiche: il Nuovo Mondo, la Grande Guerra;
  • aggettivi sostantivati che indicano territori: il Veronese, il Napoletano;
  • titoli stranieri: Sir John Franklin, Lady Mary;
  • nomi di edifici e monumenti: la Casa Bianca, Palazzo Chigi, San Marco;
  • nomi geografici costituiti da due sostantivi o da un sostantivo e un aggettivo in funzione di nomi propri: Oceano Pacifico, Australia Occidentale, Monte Bianco.

Quando usare invece la lettera minuscola?

La grammatica italiana prescrive invece l’uso della minuscola in caso di:

  • i popoli (i tedeschi);
  • i titoli onorifici e professionali (dottore, generale);
  • i mesi e i giorni della settimana, anche quando scrivi la data.

Inoltre, la grammatica non dice come regolarsi in quelle situazioni intermedie in cui la maiuscola può esserci oppure no. E in questo caso dipende dalla scelte che fai, dalle norme redazionali che decidi di applicare.

Ad esempio, puoi scrivere: l’università / l’Università; capitale/Capitale.

L’importante, in questo caso, è fare una scelta e mantenerla con coerenza fino alla fine.

Su questo argomento puoi leggere:

Che ne dici? Hai trovato altri errori comuni sul web che aggiungeresti alla mia lista?
Spero che questa guida ti possa essere utile, se hai qualche domanda non esitare a scrivermi nel box qui sotto.

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

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Sara Soliman

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