LinkedIn: 4 motivi per utilizzare il social e ampliare la tua community

LinkedIn: 4 motivi per utilizzare il social e ampliare la tua community

LinkedIn è un social dove proporsi professionalmente, pubblicare articoli e condividere approfondimenti. Con la costanza e la specificità dei tuoi contenuti puoi raggiungere l’obiettivo di entrare in relazione con i componenti della tua community.

LinkedIn dovrebbe sicuramente far parte del mix di social media marketing della tua professione e della tua azienda.

Il social, nato nel 2003 con lo slogan Relationships Matter, le relazioni contano, offre un’opportunità preziosa per entrare in contatto con leader aziendali, opinionisti e professionisti del tuo settore di competenza.

LinkedIn serve, inoltre, al tuo potenziale cliente per capire cosa puoi fare per lui in base alle competenze elencate nel curriculum vitae online della piattaforma.

Un altro aspetto utile a chi si iscrive è la presenza del Blog, dove puoi pubblicare articoli inerenti agli aspetti della tua professione o condividere scritti di altri colleghi.

Ciò rende LinkedIn un’interessante trampolino di lancio per farsi conoscere.

È una rete composta da profili personali dove chi si iscrive ha l’obiettivo di scambiare punti di vista e far sentire così la propria “voce”.

Ecco perché le Company page (profili aziendali) trovano più difficoltà ad ampliarsi su LinkedIn: il social stesso è nato per trattare con le persone. Il brand, pertanto, riscuote seguito con più difficoltà.

Il rapporto di seguito tra profilo personale e pagina aziendale è 90 a 10. Un bel divario.

Elementi essenziali di LinkedIn

In questo canale risultano essenziali 3 elementi:

  • centralità del profilo;
  • il blog;
  • creare un fattore differenziante.

Il passo fondamentale, pero’, è quello di convicere l’utente che ti segue a iscriversi alla tua newletter, scaricare un e-book o, meglio ancora, riuscire a fissare un appuntamento telefonico o una Skipe-call conoscitiva.

La relazione inizia dal social media ma si deve concretizzare fuori dal social, con l’incontro e il confronto diretto.

Vediamo ora quattro consigli su come usare al meglio LinkedIn.

1. Utilizzare LinkedIn come strumento di rete

LinkedIn è uno straordinario strumento di rete.

Per sfruttare appieno le funzionalità di rete di LinkedIn, ti consiglio di fare tre cose:

  • Crea un profilo ben strutturato (foto, nome e cognome, head line sono gli elementi visti per primi);
  • Interagisci con gli altri;
  • Connettiti con il tuo target di riferimento.

Entra in contatto con colleghi e amici che conosci, insieme ad altre persone che non conosci.

Ma ricorda che devi porti con il seguente concetto: dove c’è un problema devi cercare una soluzione che sia vantaggiosa per l’utente che ti segue.

Al tuo lettore interessa trovare una soluzione alla sua necessità che in quel momento deve essere risolta: solo così lui si ricorderà di te.

Segui il blog di qualcuno o un magazine online? Connettiti sul profilo o sulla pagina di LinkedIn.

Hai una società per cui vorresti lavorare? Inizia a connetterti e interagire con persone di quella società.

Cerchi nuove opportunità di lavoro o desideri generare contatti? Accetta tutte le nuove richieste di connessione.

Mantieni il tuo profilo impostato come pubblico e sii sempre aperto alla connessione: non sai mai quali opportunità puo’ generare la tua rete di LinkedIn.

Crea un profilo personale e/o una pagina aziendale

Non è sufficiente solo connettersi.

Dovresti anche investire tempo nel tuo profilo personale e/o della tua pagina aziendale.

In pratica, ciò significa:

  • Scrivi un’introduzione precisa ma breve e priva di tecnicismi che distingue te o il tuo business.
  • Usa una foto dall’aspetto professionale per il profilo personale e un logo leggibile per la pagina aziendale.
  • Se usi una foto di intestazione, mantienila nelle dimensioni corrette e le immagini pulite.
  • Compila tutti i campi presenti.
  • Allega file multimediali, inclusi post di blog, video, infografiche che siano interessanti e coinvolgenti.

Crea un profilo solido che offra ai lettori una chiara comprensione di chi sei, completo di informazioni di contatto e passaggi successivi (per es. come condurre il lettore al tuo sito Web).

Interagisci con i contenuti di altre persone

Utilizzare LinkedIn come una sola piattaforma di pubblicazione non è sufficiente: è essenziale interagire con gli altri e creare connessioni significative se si desidera sfruttare appieno il potenziale di rete di LinkedIn.

Oltre a condividere i tuoi contenuti, commenta attentamente i contenuti di altre persone. Quando pubblichi i tuoi contenuti, assicurati di rispondere ai commenti.

Poni domande e scatena discussioni.

Partecipa a gruppi di LinkedIn pertinenti alla tua attività.

2. Utilizzare LinkedIn come piattaforma di pubblicazione

LinkedIn è una risorsa eccellente per i creatori di contenuti.

Non solo puoi pubblicare aggiornamenti di stato e link ai contenuti del tuo sito, ma puoi anche utilizzare LinkedIn come piattaforma di pubblicazione nativa e creare contenuti esclusivi per il tuo pubblico di LinkedIn.

LinkedIn è l’unica rete di social media che puoi utilizzare come piattaforma di pubblicazione per articoli.

Ti starai chiedendo: perché pubblicare su LinkedIn invece di pubblicare direttamente sul mio blog o sito Web?

Buona domanda.

La pubblicazione di un articolo su LinkedIn riguarda il coinvolgimento social su LinkedIn e la creazione di consapevolezza del marchio, piuttosto che indirizzare il traffico sul tuo sito in particolare.

Ogni volta che pubblichi un articolo su LinkedIn, tutte le tue connessioni vengono avvisate e questo è un enorme vantaggio.

LinkedIn fornisce anche analisi per tutti gli articoli che crei, quindi è facile determinare quali articoli ottengono più visibilità.

3. Utilizzare LinkedIn per la gestione della reputazione online

La prima regola della gestione della reputazione online è quella di avere il controllo su tutti i risultati che arrivano sulla prima pagina dei risultati di ricerca di Google quando qualcuno cerca il nome della tua attività.

Ovviamente vuoi classificare i contenuti del tuo sito, ma è anche consigliabile rivendicare tutti i profili social che gestisci nel nome della tua attività, anche se non prevedi di essere estremamente attivo su di essi.

Questo perché i profili dei social media, incluso un profilo LinkedIn, vengono quasi sempre visualizzati nella prima pagina dei risultati dei motori di ricerca per il nome di un’azienda (o di una persona).

A tal fine, assicurati di creare una pagina aziendale per la tua azienda, se non altro per rivendicare quel posto prezioso sulla SERP.

In questo modo, se dovessi avere cattiva pubblicità, il tuo sito Web e i profili dei social media spingeranno qualsiasi cosa negativa nella seconda pagina.

4. Generare lead, generare conversioni

Sia che la tua attività sia B2B o B2C, puoi generare lead e generare conversioni su LinkedIn.

Considera quanto segue:

  • Gli utenti di LinkedIn hanno potere d’acquisto: il 44% guadagna più di $ 75.000 in un anno.
  • Se hai un prodotto da vendere, troverai persone che possono acquistare su LinkedIn.
  • Puoi trovare nuovi clienti tramite LinkedIn: 40 milioni di utenti di LinkedIn sono in posizioni decisionali di rilievo e potrebbero essere interessati al tuo prodotto.

Che tu stia cercando di far crescere la tua rete, gestire la tua reputazione online, indirizzare il prezioso traffico social sul tuo sito o trovare e coltivare lead, LinkedIn è uno strumento estremamente utile per la tua attività.

Anche se investi più tempo in altri social network, dovresti creare una pagina LinkedIn per la tua attività e iniziare a esplorare queste opportunità.

Il pubblico di ogni azienda è unico e potresti scoprire di avere un enorme coinvolgimento grazie a LinkedIn.

L’unico modo per scoprirlo è iniziare a investirci più tempo.

Un tuo progetto è pur sempre un momento di crescita e l’aspetto digital è oramai una parte integrante della nostra realtà quotidiana.

Buon lavoro e, se ti serve un consiglio, scrivimi pure. Il confronto genera energia positiva.

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Articolo a cura di Nicola Albi
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Costruire un Sito Web: il template DIVI di Elegant Themes

Costruire un Sito Web: il template DIVI di Elegant Themes

Scegliere un tema per un sito web è il punto di partenza per impostare la tua immagine. Qui puoi trovare alcuni dettagli su DIVI. Nuove funzionalità e agilità nell’uso dei formati sono aspetti da considerare.

L’idea di costruirsi e progettare un sito web è il primo passo per entrare in contatto con il mondo digitale.

Se ti piace scrivere, articoli di letteratura o critica cinematografica, se vuoi condividere una tua passione, uno sport, un forum di fotografia o presentare la tua attività professionale, in questo articolo puoi trovare delle utili indicazioni.

Oramai online ci sono a disposizione svariati temi (template) con diversi aspetti grafici adattabili per ogni tipo di attività, dal classico format del Blog al negozio di e-commerce e alla vetrina.

Il template scelto come esempio, e con il quale ho già implementato diversi siti web, si chiama DIVI di Elegant Themes.

Il mondo di WordPress

Il CMS (Content Management System) usato per implementare il tema di DIVI è quello di WordPress.

Lo stesso WordPress, si divide in:

  • WordPress.org: è una community dove gli utenti lavorano sul software WP open source e viene messo a disposizione gratuitamente. Questo software necessita di un server web affinché funzioni con dei temi e plugin che ne completino il funzionamento.
  • WordPress.com: è progettato dalla società Automattic fondata da Matt Mullenweg (cofondatore con Mike Little, nel 2003, di WordPress.org ora gestito dalla WordPress Foundation) e fornisce direttamente un’ampia gamma di piani di hosting (servizio di rete composto da un server sul quale collocare un sito web rendendolo così accessibile alla Rete) con temi e plugin.

“La libertà di costruire. La libertà di cambiare. La libertà di condividere.”

cit. WordPress.org community

Con l’introduzione di un nuovo strumento, chiamato Visual page builder, il tema WordPress si è evoluto.

Uno dei Visual page builder più usati e amati dagli utenti è inserito nel template di DIVI, della software house californiana Elegant Themes che opera nel settore da più di 11 anni.

DIVI è un tema multifunzione ben strutturato che si adatta a qualunque tipo di esigenza ed è usato da più di 600.000 utenti in tutto il mondo.

Rimane comunque essenziale conoscere le basi per agire su testo-grafica-immagini del sito. Font, proporzioni grafiche da adattare ai formati del desktop, tablet e smartphone e ottimizzazioni dei fotogrammi sono aspetti che si presentano in ogni parte del sito da implementare.

Cos’è il tema DIVI

In ambito WordPress il tema DIVI è uno dei temi multiuso più venduti. Con l’acquisto della licenza si possono scegliere tra più di 86 layout diversi da adattare a seconda del tipo di attività svolta.

Tra le sue caratteristiche più apprezzate c’è il page builder “Drag and drop” (backend), chiamato Divi Builder.

Divi Builder include 38 moduli di base personalizzabili, che possono essere combinati e organizzati in modi diversi per creare virtualmente qualsiasi tipo di sito web.

Gli elementi a disposizione sono vari: dai pulsanti social agli slider foto o video, dal modulo di contatto alle tabelle.

Divi Moduli personalizzabili

I moduli presenti all’interno del programma DIVI sono utili per strutturare il tuo sito web

A cosa servono i visual page builder?

Grazie ai page builder (front end) puoi inserire degli elementi pre-costruiti (sotto forma di sezioni contraddistinte da colori diversi) nelle pagine, spostarli e vedere subito come vengono visualizzati.

I page builder visuali sono stati introdotti pochi anni fa.

Un tempo con WordPress, chi non sapeva scrivere il codice, non aveva vita facile e doveva rivolgersi a degli sviluppatori anche per lanciare un semplice sito vetrina, una landing page, oppure per modificare una pagina esistente.

Con la successiva introduzione degli shortcode, il processo di sviluppo si è accorciato, permettendo anche a chi non conosceva bene l’HTML (HyperText Markup Language, il linguaggio a marcatori per ipertesti) di modificare il proprio sito.

Tuttavia rimane essenziale la figura dello sviluppatore, soprattutto nelle fasi di progettazione e di realizzazione del prodotto digitale per la conoscenze dell’aspetto semantico con la gestione del linguaggio HTML e successivo, l’HTML5.

Come scegliere un page builder

Come abbiamo visto, i page builder sono strumenti utili: permettono agli utenti di trascinare elementi nelle pagine, in modo da aggiungere caroselli, video, immagini, colonne, portfolio e gallerie di prodotti.

Il consiglio è quello di scegliere temi a pagamento poiché hanno tutte quelle funzionalità che ti permettono di personalizzare al massimo il tuo sito.

3 fattori principali da considerare quando scegli il tema da implementare:

  1. I moduli a disposizione: valuta la presenza di più elementi possibile da utilizzare per il tuo progetto.
  2. Prova a vedere l’interfaccia:  verifica se l’accesso con le parti del programma sono accessibili.
  3. Altre opzioni: la scelta migliore è quella dove il tema è personalizzabile, il più possibile.

 

Cosiderazioni

L’interfaccia di DIVI Builder si trova all’interno dell’editor degli articoli o delle sezioni ed è chiara da usare.

Per modificare la pagina, dovrai semplicemente trascinare e rilasciare righe, colonne e sezioni nella pagina per poi inserire gli elementi di contenuto.

Interessante è la libreria di DIVI che comprende molti layout da usare sul sito da costruire e dentro la quale si possono salvare dei modelli che sono replicabili in altre parti del sito.

Vantaggi

  • Tutti gli elementi supportano un CSS personalizzato.
  • Il design dei moduli, dei template e dei plugin è molto curato.
  • L’editor funziona sia per il front end che per il back end.
  • La casa madre di Elegant Themes, se acquisti il pacchetto lifetime, ti mette a disposizione 86 temi e 3 plugin ad un prezzo contenuto.

Svantaggi

  • DIVI Builder usa molti shortcode e questo rende difficile passare a un altro tema in futuro.
  • È un page builder avanzato poco immediato da usare. Devi avere pazienza e provare.
  • La scelta è limitata ai moduli disponibili su Divi.

 

Gli aggiornamenti

Gli aggiornamenti sono uno degli aspetti più importanti di WordPress e di DIVI.

Il CMS invia una notifica ogni volta che i vari plug-in e gli up-grade del template devono essere aggiornati.

Questo è un aspetto fondamentale da tenere sempre sotto controllo in quanto ne vale la sicurezza e la stabilità del tuo sito o e-commerce.

Sia il tema che i plugin (applicativi in esso contenuti) per funzionare a pieno regime devono richiamare sempre la versione più aggiornata.

Nel caso contrario il sito risulta lento, con malfunzionamenti, non compatibile con i diversi browser e, soprattutto, non sicuro.

Ricorda che aspetti quali la sicurezza, la non compatibilità con i programmi più vecchi e la velocità sono parametri che Google prende in considerazione con i suoi algoritmi.

Inoltre aggiornare con regolarità il proprio sito è di sicuro più facile ed economico rispetto a riparare i danni creati da un attacco haker o di un up-grade del codice sorgente Php rimasto a versioni troppo vecchie.

In alcuni casi si deve, purtroppo, rifare il sito con perdita di contenuti, tempo e denaro.

Queste sono solo alcune delle informazioni utili se il tuo pensiero è quello di impegnarti con la costruzione del tuo sito web.

Un tuo progetto è pur sempre un momento di crescita e l’aspetto digital è oramai una parte integrante della nostra realtà quotidiana.

Buon lavoro e, se ti serve un consiglio, scrivimi pure.

Il confronto genera energia positiva!

 

Il video ufficiale di Elegant Themes di presentazione di DIVI. Sul sito www.elegantthemesdemo.com puoi testare come funziona il Theme Divi Builder con l’ultima versione, la 4.0

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Articolo a cura di Nicola Albi
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Google annuncia i nuovi fattori di ranking: i Core Web Vitals

Google annuncia i nuovi fattori di ranking: i Core Web Vitals

Novità in casa Google. Dal 2021 i Core Web Vitals diventano un fattore di ranking del motore di ricerca più usato dalla Rete. Usabilità, interattività e stabilità saranno al centro dell’esperienza dell’utente.

L’annuncio degli sviluppatori di Chromium nei primi giorni di maggio 2020, il blog ufficiale di Google Webmaster, è riferito all’introduzione di una serie di metriche che valutano la user experience di un sito o di una pagina presente sul web.

Il motore di ricerca Google ha annunciato che i Core Web Vitals rientreranno, a partire dal prossimo anno, tra i parametri di riferimento dell’algoritmo che determina il posizionamento dei siti.

L’obiettivo è quello di rendere più semplice e precisa l’usabilità delle piattaforme presenti da parte dell’utente che effettua le sue ricerche in Rete.

E questo è il punto di partenza per ottenere dei buoni risultati dal punto di vista del web marketing.

Cosa sono i Core Web Vitals

Nella misurazione dell’esperienza dell’utente ci sono vari aspetti da considerare.

Tra questi c’è anche il metodo di scrittura con la creazione di microtesti che hanno il compito di guidare l’utente nella navigazione all’interno di un sito o di una App.

Per approfondire questo aspetto leggi l’articolo: UX Writing e l’importanza dei microtesti nella user experience

Da un punto di vista più tecnico ci sono alcuni segnali, i Core Web Vitals, fondamentali per una usabilità ottimale e comune per tutte le esperienze web.

Queste esigenze primarie degli utenti comprendono il caricamento del sito (velocità), la stabilità visiva del contenuto della pagina e l’interattività.

Questi fattori sono la base del progetto “Core Web Vitals 2020”.

Teniamo sempre presente che il complesso meccanismo, con cui gli algoritmi di Google stabiliscono il posizionamento di un sito, conta oltre 200 fattori di ranking.

Fattori dei Core Web Vitals

I fattori Core Web Vitals sono tre:

  1.  Velocità di caricamento (loading) – Largest Contentful Paint: la velocità percepita che segna il punto nella sequenza temporale del caricamento della pagina. I siti dovrebbero essere visualizzati in un LCP entro i primi 2,5 secondi di caricamento della pagina.
  2.  Interattività della pagina (interctivity) – First Imput Delay: misura il tempo di reattività dell’utente che interagisce per la prima volta su quella pagina. I siti dovrebbero avere un feed FID inferiore a 100.
  3.  Stabilità visiva del caricamento (visual stability) – Cumulative Layout Shift: stabilisce lo spostamento imprevisto del layout del contenuto della pagina che si sta caricando. L’optimun sarebbe quello di ottenere il punteggio CLS inferiore a 0,1.

Google Core Web Vitals

I tre fattori di misurazione dei Core Web Vitals (infografica di Google.com)

Tutte queste metriche sono misurabili e dispongono di strumenti già presenti come il First Contentful Paint (FCP) e il Time to First Bite (TTFB), che rimangono fondamentali per il monitoraggio e il moglioramento del tuo sito web.

Operatività dei parametri

Gli sviluppatori di Google annunciano che queste modifiche entreranno in funzione dal prossimo anno. Il preavviso è comunque di almeno sei mesi in modo da permettere ai web master e ai proprietari dei siti di prepararsi al cambiamento.

I criteri di ranking di Google sono oggetto di variazioni e tengono sulle spine coloro che intendono ottenere un buon posizionamento online.

I Core Web Vitals si riferiscono a tutte le pagine web e, con queste modifiche alle metriche, avranno un notevole impatto.

Misurazione dei Core Web Vitals

Uno strumento da tenere sotto controllo è il Chrome UX Report.

Questo metodo di analisi consente ai proprietari di siti di valutare rapidamente le prestazioni del loro sito per ogni parametro.

Il set di dati presenti nella BigQuery dispone già di istogrammi accessibili al pubblico.

Pertanto rimane importante testare le prestazioni del proprio sito per essere sicuri di soddisfare le richieste del motore di ricerca.

La page experience

Google, con i suoi sviluppatori, ha già reso disponibile una pagina con il dettaglio dei criteri presi in esame per la valutazione di un sito.

Le metriche utilizzate dall’algoritmo sono utili per capire come un utente percepisce l’usabilità di una pagina web.

Indispensabili sono alcuni fattori di posizionamento che Google richiede:

  • caricamento, il più rapido possibile
  • ottimizzazione per i dispositivi mobili
  • il Page Speed Udate con la Google page speed per la misurazione della velocità secondo il Chrome UX report
  • sicurezza dei siti con HTTPS
  • gli annunci pubblicitari con gli interstitial (pagine pubblicitarie realizzate con JavaScript o Flash) ben strutturati

Google page experience

I fattori richiesti dagli sviluppatori per una usabilità e un’esperienza ottimale della ricerca su Google

Concetto del “User First” (prima l’utente)

Il successo del motore di ricerca più utilizzato (81% a livello mondiale da settembre 2018 ad agosto 2019, dati di NetMarkerShare), cioè Google, è dovuto all’attenzione per l’utente.

Vi siete mai chiesti perché usate, in modo prevalente, solo Google?

Google, con l’ottimizzazione dei fattori sopra descritti, rende il web più piacevole e, soprattutto, risponde in modo precis e in breve tempo alle richieste dell’utente.

In pratica soddisfa le aspettative degli utenti.

Un lavoro, quello di Google, che si focalizza sulla identificazione e sulla misurazione degli aspetti dell’esperienza sulla pagina (page experience).

Usabilità, interattività e stabilità del contenuto durante il caricamento sono quindi aspetti chiave dell’esperienza offerta all’utente.

Google continua nella richiesta di migliorare l’esperienza sulla pagine perché è da un coinvolgimento più profondo delle persone che trae il suo successo e seguito.

Leggi anche: Google aggiorna l’algoritmo: parte il May 2020 Core Update

Se vuoi rimanere aggiornato oppure hai qualche dubbio e vuoi fare qualche domanda sulla gestione del tuo sito web non esitare a contattarmi.

Sono disponibile per un confronto anche via Skype.

Articolo a cura di Nicola Albi
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Foto di copertina: Stephen Bergin su Unsplash (HQ di Google a Dublino)

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L’informazione online e le ultime generazioni: il Digital News Report del Reuters Institute e il caso Reddit

L’informazione online e le ultime generazioni: il Digital News Report del Reuters Institute e il caso Reddit

Qual è il legame tra l’informazione e i Millenials? Uno studio dell’istituto inglese, collegato all’Università di Oxford, ci spiega cosa cercano e come si informano le nuove generazioni. Per i più impegnati c’è Reddit, il social news che resiste alle tendenze del momento

Oramai sono anni che il mondo dell’informazione si interroga sulle esigenze dei giovani e su come si rapportano con i media tradizionali.

Giornali, radio e televisione subiscono continui cali di audience, anche tra i giovani dai 18 ai 35 anni, le generazioni Z e i Millenials.

I giovani che si intrattengono con l’informazione sembrano delimitare un solco tra la voce di un “house organ” e i new media.

A volte il loro modo di interfacciarsi con i media tradizionali sembra sfuggente, titubante e quasi disinteressato.

Potrebbe essere la figura della struttura delle testate giornalistiche, che rispecchiano formalismi e dogmi di un tempo, il motivo distanziante nei ragazzi lettori?

Forse, ma sono anche le diverse necessità dei nuovi readers a staccarsi da una lettura dei media “vecchio stile”.

Di rilievo risulta essere la ricerca fatta nel Regno Unito dal Reuters Institute for the Study of Journalism, organizzazione che fa parte dell’Università di Oxford, con il “The Digital News Report 2019”.

Il Reuters Institute for the Study of Journalism con il Digital News Report 2019

Il Digital News Report è il più grande studio comparativo internazionale al mondo che monitora l’accesso e l’impegno delle notizie online in 38 paesi.

Come evidenziato sul sito dell’istituto inglese, il rapporto del 2019 si concentra su svariate questioni che riguardano le tendenze e le prospettive del pubblico sull’informazione:

dalla fiducia sulle fonti alla disinformazione, dalle mutevoli fortune delle piattaforme dei social media al modo in cui vengono utilizzate per le notizie e molto altro.

L’ottavo rapporto annuale sulle notizie digitali del Reuters Institute si basa su un sondaggio di 75.000 utenti di notizie in 38 paesi di tutto il mondo (tra cui Europa, Americhe, Asia-Pacifico e, per la prima volta, l’Africa).

La relazione sul 2019 si scontra con un contesto globale di populismo, instabilità politica ed economica e preoccupazione per il ruolo che hanno i giganti della tecnologia nella società.

Il sondaggio esamina, inoltre, come le notizie soddisfino le esigenze dei suoi consumatori in questo ambito.

Un’anticipazione della ricerca la troviamo nella dichiarazione introduttiva del report con i due ricercatori, Antonis Kalogeropoulos e Richard Fletcher: “I media si affidano al loro pubblico sia per la loro importanza pubblica che per la loro sostenibilità economica. Indipendentemente da quanto possano essere valide le segnalazioni, se le persone non le apprezzano, è improbabile che abbia un impatto significativo sull’opinione pubblica o sulla conoscenza pubblica.”

“Allo stesso modo – dichiarano Antonis e Richard – se le persone trovano le notizie deludenti, non importa quanto orgogliosi possano essere i giornalisti del loro lavoro, le persone potrebbero non essere disposte a pagare per questo come prodotto commerciale o come servizio pubblico. Potrebbero anche essere riluttanti a sostenere i media se i leader politici cercano di reprimersi o di intimidirli”.

Digital News Report 2019

Come i giovani passano il tempo sui loro smartphone e il ruolo delle notizie (fonte: digitalnewsreport.com)

 

Millenials e Generazione Z

Dal rapporto del Reuters Institute emerge che le generazioni Z e Y (Millenials) sono propense ad accedere alle notizie in modo “facile”, sia nella parte visuale e sia nel linguaggio, che deve essere chiaro ed esplicativo.

Soprattutto l’accesso alle news deve essere istantaneo, possibilmente dal mobile in quanto è il mezzo più usato per la fruizione dei contenuti.

Il dato che emerge è la richiesta di storie che trattano temi che li coinvolgano, quali la lotta agli stereotipi, il lifestyle o la diversità.

Dal report anglosassone si nota quanto sia determinante per i ragazzi leggere racconti divertenti e che siano “utili da sapere”.

Le notizie imposte dai giornali tradizionali sono lasciate in disparte e meno considerate.

La Generazione Z e i Millenials leggono, egoisticamente, ciò che desiderano sapere e ciò che stimola loro curiosità.

Altro fattore di allontanamento dai giornali tradizionali è il format usato. Come evidenziato nell’immagine sopra, i social vengono usati poco dalle agenzie di informazione.

Le piattaforme social come Instagram e Facebook sono le prime due App in ordine di comparsa sugli schermi degli under 35.

Modi e tempi per intercettare l’attenzione dei giovani

I giovani desiderano essere coinvolti e amano tutto ciò che è “tagliato su misura” per loro, l’informazione mirata e diretta ai loro interessi.

Ecco il successo delle Newsletter, che riscuotono la fiducia dei giovani in quanto arrivano direttamente nella casella email con una selezione di notizie pensata apposta per loro.

Anche i tempi di fruizione e di accesso alle news sono diversi. I ricercatori ne hanno individutato 4 tipologie:

  1. Dedicated, il tempo riservato all’informazione in cui l’attenzione e la concentrazione sono più alte.
  2. Updated, il tempo dedicato agli aggiornamenti.
  3. Time-filer, il tempo usato tra un’attività e l’altra.
  4. Intercepted, il tempo richiesto per leggere un messaggio o una notifica inaspettati.

Rapporto tra i giovani e l’informazione

Ecco allora che risultano evidenti tre aree da considerare:

  1. Il Tempo
  2. La Persona
  3. Il Mezzo

Ma attenzione che i ricercatori, a conclusione dello studio, sottolineano un altro fattore: la non convenzionalità del lettore giovane.

La sua scelta delle notizie dipende da un mix di curiosità, desiderio personale e divertimento. E qui risiede la capacità del redattore di muoversi su più livelli comunicativi.

 

Reuters Institute England

Il Digital News Report del Reuters Institute for the Study of Journalism dell’Università di Oxford (England), Foto di Reuters Institute – ph. Jeenah Moon)

I 5 punti suggeriti dal Reuters Institute per attrarre i Millenials

Il Reuters Institute for the Study of Journalism ha riassunto in cinque punti i consigli utili per i media ad attrarre Millenials e Generezione Z.

  1. Accesso facile a contenuti e temi. In primis l’uso di un linguaggio semplice e magari con una struttura di spiegazione del testo a step in modo da rendere più fruibile la lettura.
  2. Adattare il brand giornalistico alla piattaforma usata. Usare i social per reindirizzare il medium principale crea una distorsione nel lettore. Ogni storia dovrebbe essere adattata alla piattaforma usata, pur mantenendo la cifra stilistica del giornale. Questo aiuta a stabilire un legame più forte con i lettori.
  3. Costruire nuove abitudini. Oggi il lettore è collegato in ogni momento della giornata e quindi necessita di aggiornamenti continui. Una newsletter al mattino, un riassunto a metà giornata e uno dopo la pausa pranzo potrebbe essere una soluzione.
  4. La narrazione. Concentrarsi su racconti legati a temi caldi per le nuove generazioni, che siano stimolanti per la loro curiosità.
  5. Diversificare. L’opinione generalista espressa del singolo media è vista da Millenials e Generazione Z come una forzatura. Gli articoli d’opinione e gli editoriali devono offrire diversi punti di vista in modo da dare l’opportunità ai giovani di informarsi e formarsi un’idea, ma in maniera indipendente.

Il caso di Reddit: una piattaforma che resiste alle tendenze social

Tra Snapchat e Tik Tok c’è una piattaforma che resite alle mode social. È Reddit, che compie 15 anni a giugno (fondato il 23 giugno 2005 nel Massachusetts, Stati Uniti, da Steve Huffman e Alexis Ohanian) e in Italia molti ancora non lo conoscono.

Si tratta di un forum su cui leggere qualsiasi cosa e argomento senza filtri. Al suo interno è possibile creare e mantenere attive delle aree di interesse (chiamate subreddit) che trattano contenuti multidisciplinari.

Ogni utente è un redditor e cioè colui che legge (read) e scrive (edit).

L’utente carica o linka un contenuto sul sito, ma l’aspetto diversificante è che saranno gli altri utenti a decidere se renderlo rilevante in Homepage, anche con un voto ai commenti che seguono alla pubblicazione.

Per molti è un esempio di informazione e di giornalismo partecipativi. Viene definito un sito di social news con notizie che vengono condivise con una discussione.

Tra informazione e “filter bubble”

Negli Stati Uniti gli utenti tra i 18 e i 29 anni che utilizzano le piattaforme social almeno una volta al giorno sono oggetto di una ricerca (anno di riferimento il 2019) pubblicata su PEW Research Center (articolo di Andrew Perrin e Monica Anderson – 10 aprile 2019).

Nel caso di Reddit parliamo di una fonte informativa che la Generazione Z usa proprio perché sono gli utenti stessi che confermano il successo o meno di una news. Insomma una luogo virtuale dove stare al sicuro dai filtri dei giornali e dei social.

Era il 2011 quando Eli Parisier definisce con il nome di “filter bubble” la bolla in cui siamo rinchiusi dagli algoritmi dei social che studiano i nostri interessi.

Questo perché in base ai like rilevati dai social (con 300 like si riesce a definire la personalità di un utente meglio di un genitore) ci vengono proposti online prodotti e contenuti.

Su Reddit è l’utente che decide a quale community iscriversi (subreddit): all’interno delle singole comunità ci sono regole più o meno restrittive con dei moderatori.

Forse è una finta democratizzazione, ma in realtà è l’utente che aderisce al suo aggregatore di notizie in modo del tutto volontario.

All’estero Reddit ha iniziato a collaborare con alcune testate. Nel mondo il social news raggiunge mensilmente quasi 430 milioni di lettori e in Italia (il subreddit r/Italy) si ferma a 180mila lettori.

La parola ora passa ai lettori che valuteranno se il social news Reddit è più per nerd o si avvicina al modo di concepire l’informazione, scevra da controlli e imposizioni.

 

> Vedi il Digital News Report 2019

Articolo a cura di Nicola Albi
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Foto di copertina: Ph. Jezael Melgoza per unsplash.com

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