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Google I/O svela i nuovi scenari dell’intelligenza generativa

Google I/O svela i nuovi scenari dell’intelligenza generativa

L’universo Google è in fase di accelerazione e mette in campo progetti visionari

 

Quello di mercoledì 10 maggio 2023 è un lancio in piena regola che conferma quanto l’universo Google stia guardando avanti e, sopratutto, sia in fase di accelerazione.

L’evento di presentazione delle novità in casa Google, il Google I/O 2023, è una conferenza organizzata annualmente da Google a Mountain View, in California.

Durante lo streaming gli sviluppatori web di tutto il mondo hanno l’opportunità di conoscere le novità sulle applicazioni web e mobile di Google e relative tecnologie come Android, Chrome, Chrome OS, Google App Engine e altre.

Quest’anno l’argomento è l’AI Generativa e la diffusione e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ogni campo.

Quindi si consolida ulteriormente il concetto di “ecosistema di Google” con l’intelligenza artificiale applicata anche nella Search (con cambiamenti lato SEO) e per l’hardware.

In questo ultimo ambito Google I/O 2023 è stata l’occasione per la presentare il primo smartphone pieghevole (Pixel Fold) e del primo tablet (Pixel Tablet) della società californiana di Montain View.

Unica nota negativa è che questi dispositivi, completamente ingegnerizzati da Google, non saranno disponibili per il mercato italiano.

Ritornando allo streaming dell’evento, alta è stata l’attenzione dedicata all’intelligenza artificiale (AI) e al concetto di “responsability”.

Due ambiti che il CEO di Google, Sundar Pichai, ha più e più volte associato quasi a rimarcare una presa di distanza dai concorrenti OpenAI-ChatGPT e Microsoft.

google evento

Internet del futuro si chiama “Ecosistema Google”

Il focus su cui iniziare a ragionare sulle potenzialità di Google è l’ampiezza della sua visione.

Nel futuro che ci aspetta tutti useremo i sistemi di Google perché Google sarà presente, direttamente o indirettamente, alle diverse applicazioni di AI usate e concepite con i suoi modelli.

Android, Chorme e la stessa Search sono solo l’inizio: le porte d’entrata per un “Ecosistema liquido” (concetto di Giorgio Taverniti che risale al 12 dicembre 2019) sono aperte.

Un aspetto è stato ribadito durante lo streaming: Google continua a ritenere i contenuti di valore condivisi online come un elemento meritorio.

Questo perché ogni articolo o testo scritto con precisione è utile alle persone che lo leggono e, per questo, scelgono di usare il motore di ricerca di Google invece di altri concorrenti.

Ti sei mai chiesto perché, di solito, non usi altri motori di ricerca come Bing, Yahoo, DuckDuckGo, Gibiru o Wolfram Alfa?

Ora vediamo alcune delle novità annunciate durante l’evento.

Ultime novità in casa Google

C’è da dire che i programmatori di Google usano già l’intelligenza artificiale che, in questi ultimi mesi, è stata al centro dell’attenzione internazionale.

Con l’intelligenza generativa diversi strumenti di Google sono stati migliorati e ampliati nelle loro funzioni.

Vediamone alcuni.

GMail: entra una nuova funzionalità chiamata Help Me Write, supportata dall’intelligenza generativa

Alla ricezione di una email si risponde in base al contenuto dell’argomento e a seconda delle esigenze dell’utente.

Parliamo di un’espansione del sistema sui suggerimenti intelligenti al testo che ora è in grado di completare in modo automatico le frasi della e-mail.

Questo in base alla conoscenza acquisita di quello che scrivete abitualmente su GMail e Google Docs.

Un modello linguistico, quello di Google, usato per comporre la scrittura con 3 diversi toni adattivi: formale, elaborato e breve.

Google Maps: gli itinerari diventano immersivi

Il percorso da seguire è descritto in ogni dettaglio (tempo, distanza etc.) e raffigurato come in una realtà aumentata.

Questo nuovo sistema di navigazione (immersive views) è destinato però, per ora, a uscire solo in alcune città del mondo.

Google Photos: si aggiunge il sistema Magic Editor

Magic Editor, che usa l’intelligenza generativa, aiuta a centrare il soggetto nella foto.

A oggi è comunque già presente in Google Photos la funzione che elimina gli oggetti dallo sfondo della foto.

PaLM 2: è il nuovo modello linguistico basato su AI

Secondo Sundar Pichar è il modello “più robusto in logica e nel ragionamento” in quanto è pensato per generare e riconoscere testi in più di 100 lingue.

Un modello che include testi scientifici e pagine web in modo da ampliare la sua capacità nella logica, nella matematica e nel ragionamento.

PaLM 2, inoltre, genera una grande quantità di codici sorgente. Tra questi i più diffusi come Python e Java Script, oltre in Prolog, Fortran e Verilog.

PaLM 2 è usato in altre 25 funzionalità e prodotti di Google.

google Palm

PaLM 2 è il nuovo modello linguistico di Google in concorrenza a GPT-4 di OpenAI

 

Bard AI: novità del chatbot interattivo

Nei prossimi mesi  Bard Al diviene disponibile in inglese per 180 paesi e in altre 40 lingue (tra cui l’italiano).

Parliamo di un assistente, via AI di Google, che integra l’ecosistema di Google nella risposta dell’intelligenza artificiale.

Un sistema che parte dalla domanda e si arriva ad ottenere delle informazioni, le più dettagliate possibili (con foto, link ai siti delle fonti e non solo testo).

I risultati visivi sono simili a quelli presenti su Google Search: fruttando Google Lens e immettendo un prompt con immagine, Bard può capire quali sono i soggetti  e gli elementi presenti all’interno per dare la migliore risposta possibile.

Per esempio: se si inserisce una foto di una montagna visitata dall’utente, si può chiedere di scrivere una didascalia oppure informazioni sul luoghi simili da visitare.

C’è la possibilità, inoltre, di generare immagini con Adobe Firefly.

Un tool di terze parti che può collegarsi alle app di Google e ai servizi sul web (come avviene per Chat GPT).

Punto di arrivo di Google è quello di integrare tutto quello che riguarda l’AI, in ogni possibile aspetto!

Bard Google

Bard è l’intelligenza artificiale di Google basata sul modello di linguaggio LaMDA (Language Model for Dialogue Applications)

 

Search Generative Experience (SGE)

Con Alphabet, la società collegata a Google, tutto è pronto per lanciare la nuova versione di Search (SGE) del motore di ricerca.

SGE: un breve estratto dal documento online di Google

In una breve introduzione Srinivasan Venkatachary, VP of engeneering di Google, ci spiega cos’è SGE:

“SGE è un primo passo nella trasformazione dell’esperienza di ricerca con l’IA generativa.

Quando utilizzano SGE, le persone noteranno la loro pagina dei risultati di ricerca con risultati Web familiari, organizzati in un modo nuovo per aiutarli a ottenere di più da una singola ricerca.”

Con SGE, le persone saranno in grado di:

  • Ottenere rapidamente info su un argomento, con collegamenti e risultati pertinenti da esplorare
  • Porre domande in modo naturale in una nuova modalità di conversazione
  • Generare idee creative e bozze direttamente nella Ricerca.

La ricerca tradizionale viene ridisegnata per dare spazio a maggiori contenuti provenienti dai socialnetwork, dalle foto e video.

Con l’AI di Bard la ricerca diviene più coerente e personale alle abitudini del singolo utente, creando di fatto una pagina Google personalizzata.

Link:  A new way to search with generative AI

Verso una nuova SEO

Con lo sviluppo, l’integrazione e l’amplificazione di questi sistemi con l’AI anche la SEO (Search Engine Optimization) si adatta e diventa Search Ecosystem Optimization (cit. Giorgio Taverniti).

Google si muove con nuove modalità di ricerca e le sue fonti si basano sulle migliori risorse del settore.

Questo significa:

  • qualità delle informazioni condivise
  • un database di conoscenza, sia per le aziende che per i singoli, ben strutturato e affidabile.

Google è alla ricerca di fonti, quelle più affidabili e rigorose, perché l’esperienza dell’utente viene messa al primo posto.

E un utente soddisfatto “non ti lascia tanto facilmente”.

Pertanto ritorna il famoso motto: Content is king!

Link di approfondimento di Google sui parametri di valutazione: Core Web Vitals.

Google: inarrestabile realtà

Google è la realtà che si muove tra intelligenza generativa e la Rete.

Un agglomerato di conoscenze e progettualità concepite per raggiungere una multidimensionalità che richiede capacità di adattamento ai divesi linguaggi.

Una sfida aperta che rimane una fonte di sviluppo e studio utile al progresso.

Tenendo conto di tutte le riflessioni e analisi sull’etica. E questo non è poco.

 

Riferimenti
Giorgio Taverniti, Google liquido – Verso una nuova Internet, Ulrico Hoepli  Editore Spa 2022, Milano.

Foto di copertina:
Shubham Dhage – Unsplash

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Nicola Albi

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Il tuo sito è lento? Scopri quali soluzioni adottare per migliorare la velocità

Il tuo sito è lento? Scopri quali soluzioni adottare per migliorare la velocità

Il tuo sito è lento nel caricamento della prima pagina? Questo è un fattore importante. Scopri alcuni consigli su come migliorare la performance e adeguarti ai parametri richiesti da Google

 

Nella costruzione di un sito web, di una pagina vetrina o di un e-commerce ci sono aspetti importanti da tenere sotto controllo.

La valutazione delle performance dei siti web, e dunque della velocità di caricamento delle pagine, rientra nei parametri chiesti dai motori di ricerca, primi tra tutti Google, ed è importante applicare le loro indicazioni per non essere penalizzati.

I siti lenti infastidiscono, inoltre, i naviganti del web con una scomoda prima impressione che influisce sulla user experience (la relazione tra l’utente e il sito).

Molti sono convinti che la lentezza di caricamento delle pagine web dipenda dalla bassa efficienza delle proprie connessioni; in realtà in molti casi dipende invece dalla soluzione hosting adottata e da una programmazione poco attenta a questi aspetti.

Intervenire sui tempi di caricamento permetterebbe quindi alle aziende, con un sito web, di essere meglio raggiungibili e aumentare la visibilità online.

Ma da dove iniziare?

La velocità di caricamento è un parametro fondamentale e il sito va ottimizzato per essere più veloce.

Per Google la velocità è un parametro che influenza il posizionamento di un sito nelle pagine di ricerca.

Prima regola: ottimizzare il sito

Un sito ben strutturato e ben ottimizzato ottiene:

Più pagine viste dagli utenti: pensa che riducendo il tempo di caricamento da 7 a 2 secondi le visualizzazioni di pagina aumentano del 25%.
Più download di un’applicazione: riducendo la media di caricamento di 2,2 secondi, aumentano i download del browser del 15,4%.
Maggiori vendite degli e-commerce: ogni 100 millisecondi di ritardo nel rendering di una pagina causa una perdita delle vendite dell’1% (esempio testato su Amazon).

La velocità di caricamento delle pagine web sui siti delle aziende, pertanto, è un ambito di intervento da tenere monitorato.

Un sito lento è motivo di abbandono da parte degli utenti che, di fronte a tempi lunghi di caricamento, si comportano in questo modo:

• il 47% si aspetta il caricamento di una pagina in 2 secondi o meno;
• il 40% abbandona una pagina che carica in più di 3 secondi;
• il 75% acquista da un sito di un concorrente se il primo sito visitato è troppo lento;
• il 52% ritiene importante la velocità per decidere se ritornare su un sito.
(fonte SEMrush.com, Carlo Pandian)

Velocità del sito e conversioni

La risposta istantanea del sito porta a tassi di conversione più elevati e ogni secondo di ritardo nel caricamento della pagina:

  • riduce la soddisfazione dei clienti del 16%;
  • le visualizzazioni di pagina dell’11%;
  • i tassi di conversione del 7%.

Performance sito web

L’importanza delle prestazioni del sito web si ripercuotono sulle conversioni. Molti studi hanno dimostrato che un ritardo nel tempo di caricamento della pagina influirà negativamente sulle conversioni (infografica di loadstorm.com)

 

Una ricerca  di Radware, una società di informatica americana, mette in evidenza le performance di alcuni siti.

• Nell’E-commerce: il sito più veloce è mercadolivre.com.br, dove una pagina si carica in 1,6 secondi, seguita da amazon.com e amazon.co.uk, con un tempo di caricamento di 1,8 secondi, alla pari di ikea.com.
• Nel settore delle News: primi a pari merito sono news.google.com e theguardian.com, con un tempo di caricamento record di 1,2 secondi, seguiti dalla sezione notizie del motore di ricerca russo Yandex, news.yandex.ru.
• Nel settore dei Viaggi: il sito più veloce è bestairboattours.com, che presenta un tempo di caricamento di 1,3 secondi, seguito da priceline.com con 2,4 secondi e hotels.com con 2,5 secondi.

Pertanto la lentezza nel caricamento delle pagine nuoce sia ai risultati di business sia alla soddisfazione degli utenti, che tendono a non tornare sui siti troppo lenti.

Quali sono i fattori da valutare

Uno dei fattori più importanti che determina la velocità delle pagine web è il server su cui sono caricati i domini.

Purtroppo la prima informazione che si guarda quando si sceglie un hosting privider è il prezzo annuale, tralasciando di analizzare le caratteristiche dei servizi strutturali del server.

Prima dobbiamo capire quali sono i fattori principali che andranno ad incidere sulle prestazioni del tuo sito web:

  1. Lo spazio web che sceglierai.
  2. Il tema grafico che utilizzerai sul tuo sito web.
  3. Quanti e quali plugins andrai ad attivare sul sito.
  4. La dimensione delle immagini che andrai a caricare.

Pertanto il consiglio è quello di scegliere un hosting che disponga dei seguenti servizi:

  • Server veloce ed ottimizzato per i CMS (come WordPress).
  • Spazio del server a tua disposizione (si parte da min. 10GB in su).
  • Dischi SSD installati sul server (molto veloci).
  • Database MySQL illimitati.
  • Certificato SSL incluso nel prezzo (sicurezza).
  • CDN Cloudflare incluso nel prezzo di base dell’hosting.
  • Programmi che migliorano le prestazione del sito integrati al tuo piano annuale.

Come vedi la valutazione di un hosting provider richiede una serie di nozioni base per capire l’affidabilità della società che offre il servizio.

La valutazione del tuo sito deve passare da alcuni aspetti fondamentali. Guarda quali strumenti usare per migliorare le prestazioni

Dove agire lato server

Gestire correttamente il server su cui è ospitato il sito web è indispensabile.

Questo per migliorare l’esperienza degli utenti, garantendo loro un caricamento delle pagine rapido e reattivo, e per avere un buon potenziale di posizionamento sui motori di ricerca.

Ad esempio, se hai un server Linux lento, è necessario accertarsi di avere il webserver Apache configurato nel migliore dei modi, abilitando la compressione GZIP.

È bene disattivare, inoltre, gli ETag, evitare i redirect 301 dove non sono necessari e minimizzare le richieste a DNS esterni.

Altre operazioni da fare per velocizzare il sito web sono:

  1. Ridurre le dimensioni delle immagini caricate sul sito web.
  2. Usare un CDN: senza un CDN (Content Delivery Network è una rete di server localizzata), la distanza di connessione tra il server e l’utente è maggiore, aumenta la latenza e i tempi di caricamento sono più lunghi. L’utilizzo di una connessione CDN riduce la distanza di connessione tra il server di origine e l’utente.
  3. Usare il browser caching per le risorse presenti in più pagine. Questo fa in modo che l’utente non scarichi un’immagine, per esempio il logo, presente in 3 pagine per 3 volte immagazzinando il file nel computer ed evitando la richiesta al server.
  4. Comprimere le risorse con GZIP.
  5. Ridurre il numero di redirect da link interni o risorse web che poi vengono reindirizzate.
  6. Muovere i JavaScript e i CSS che bloccano la visualizzazione di pagina nel footer.
  7. Minimizzare i javascript e i CSS.

Come testare la velocità di siti web e server

In Rete ci sono svariati strumenti che testano la velocità di caricamento di siti web e server.

I tre tool migliori sono:

Google PageSpeed Insights: è focalizzato perlopiù su problemi di caching, ottimizzazione del peso dei JavaScript, CSS, file multimediali e problemi di reindirizzamento.

GTmetrix: rispetto al precedente esplora nel dettaglio le risorse che si caricano per una determinata pagina web, che sono visibili in un grafico.

Pingdom: specifica i KB o MB di risorse caricate da domini esterni come il proprio CDN, il numero di risorse divise per tipologia come immagini, CSS, script ed eventuali 301 e 302 interni presenti e non necessari.

Controlla le prestazioni del tuo sito e trova il giusto equilibrio

L’importanza di procedere con delle accurate valutazioni, sia dal lato server sia sul lato sviluppo, è il primo passo per ottenere una buona performance del tuo sito.

Il web, con i motori di ricerca, richiede di adeguarsi alle regole in ambito digitale. Per questo è indispensabile approfondire e ampliare le conoscenze a livello informatico, di grafica e di codici di programma.

Investire il giusto in soluzioni e servizi di ottimizzazione della velocità del sito, nella gestione e nella programmazione è essenziale per raggiungere delle prestazioni di tutto rispetto.

Le decisioni strategiche di business basate su questa consapevolezza contribuiscono al miglioramento delle prestazioni del sito che, a loro volta, portano a maggiori vendite online, maggiori conversioni e, infine, ad un maggior successo aziendale.

Se hai qualche domanda da fare su questo tema scrivimi pure. Sarà un piacere consigliarti al meglio. Oppure scrivi il tuo commento sul box qui sotto.

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Marketing Immobiliare: come consolidare la propria immagine sul web

Marketing Immobiliare: come consolidare la propria immagine sul web

Con il marketing immobiliare un’agenzia riesce a presentarsi e ampliarsi sul proprio mercato di riferimento.
In un contesto sempre più complesso trovare il giusto compromesso tra aspetto comunicativo e interazione con i social diventa la sfida da affrontare.

Nella gestione di un’agenzia immobiliare la comunicazione e il marketing sono indispensabili per trovare un punto di contatto con il pubblico di riferimento e farsi conoscere sul proprio territorio.

Professionalità, interazione con le persone e tanta tanta fantasia sono il mix vincente attraverso il quale l’agente immobiliare 4.0 si crea il proprio spazio.

Per un agente riuscire a rimanere collegato alla realtà economica, ma anche sociale della città in cui sviluppa l’attività, serve per tre motivi:

  1. Costruire legami e interagire con la popolazione
  2. Crescere dal lato professionale e personale
  3. Trovare unità immobiliari da vendere

In aiuto a questi aspetti ci sono altri ambiti da considerare, con l’obiettivo di completare e completarsi come figura professionale in costante aggiornamento.

Vediamo alcuni argomenti.

Digital marketing per il settore immobiliare

Oggi il mercato immobiliare è supportato da reti di professionisti che si aggiornano in base alle leggi in materia di vendita, locazione e acquisto degli immobili e studiano anche come rapportarsi con il marketing digitale.

L’approccio con i clienti si è mantenuto di alta specializzazione e l’aspetto digitale è entrato nel modus operandi del professionista immobiliare che intende ampliare modi e metodi di comunicazione.

La proposta dei servizi di intermediazione ai consumatori, pertanto, passa anche dal digital marketing.

Questo perché sul mercato online si rivolge la gran parte degli acquirenti che cercano la casa dei propri sogni.

Mentre per quanto riguarda gli investitori del mercato immobiliare, l’82% di loro si fida degli agenti trovati su Internet.

La Rete rimane dunque il luogo di riferimento, dove il 42% degli utenti effettua le ricerche (fonte ninjamarketing.it).

Un mercato, quello immobiliare, che registra una crescita di vendite del 15% nel secondo trimestre 2020 (fonte fiaip.it).

Digital marketing: sito web con Blog

Tenendo presente l’approccio relazionale che l’agente trasmette e coltiva nelle fasi della trattativa commerciale, il focus si sposta sulla parte digitale.

Il sito web di un’agenzia non è solo il biglietto da visita virtuale ma incorpora anche l’aspetto comunicativo.

Con la gestione e la presenza del Blog nel sito dell’agenzia si attua quella fase di coinvolgimento tanto utile per intercettare il pubblico di riferimento.

La redazione di articoli e di contenuti, che siano utili a soddisfare le domande delle persone interessate al mercato immobiliare, è un passaggio cruciale per iniziare un primo approccio.

“Content is king” (il contenuto è sovrano) è il mantra di tutti coloro che decidono di posizionarsi sulle prime pagine dei motori di ricerca.

Con una pianificazione redazionale, che richiede l’analisi del pubblico di riferimento, del tipo di contenuti da condividere e dei canali social da usare, è possibile raggiungere la visibilità necessaria.

Il Blog come medium per ottenere visibilità

Per comparire nella prima pagina di Google è necessario non solo scrivere articoli sul settore di competenza ma scriverli in un certo modo:

  1. Contenuti utili per risolvere il problema del lettore
  2. Linguaggio semplice e diretto (senza giri di parole)
  3. Testi di una certa lunghezza e con foto di qualità
  4. Contenuti ottimizzati graficamente per la lettura su smartphone

Il primo punto è importante: il lettore deve trovare il contenuto davvero prezioso e risolutivo per il problema che, magari, lo assilla in quel momento.

Solo così si comincia a creare un certo seguito e le visualizzazioni sul sito iniziano ad aumentare.

Il passo successivo è quello di incoraggiare una conversazione online per coinvolgere, capire gli interessi e le preoccupazioni del proprio pubblico.

Il Marketing Digitale applicato al settore Immobiliare: tre punti su cui riflettere e agire

Tecniche di digital marketing per vendere

La presenza online nel settore immobiliare richiede di concentrarsi su 3 punti fondamentali:

  1. Diffondere il proprio marchio
  2. Coinvolgere e ottenere la fiducia del lettore
  3. Proporre i servizi dell’agenzia

Certo, questi sono obiettivi che ogni agente immobiliare intende raggiungere, e per questo richiedono una serie di azioni mirate.

Stiamo parlando di:

  • Immagine online dell’agenzia e del professionista
  • Inbound marketing con testi di approfondimento
  • Social Media Maketing con l’uso dei canali social

Quanto conta crearsi l’immagine online?

Con l’ideazione del sito web si stabilisce il primo contatto visivo e testuale della tua agenzia.

Pertanto il sito deve essere facile da consultare (leggi user experience), generare un senso di fiducia ed essere funzionale.

Da uno studio della National Association of Relators (società di intermediazione statunitense) il 44% degli acquirenti trova la casa dei propri sogni con la ricerca online.

Inoltre, è da tenere ben presente il fatto che ogni sito web può essere monitorato per conoscere quali sono le pagine/articoli più visitati e decidere su quali argomenti concentrare l’attenzione.

Con il collegamento agli strumenti di analisi come Google Analytics, Piwik, Matomo, Chartbeat o altri si riesce a determinare l’efficacia degli interventi sul sito.

Tutto questo non si può sapere, per esempio, con i cartelloni pubblicitari, i volantini o la radio. È difficile conoscere quante persone hanno visto, letto o sentito un annuncio.

L’immagine online definisce quindi l’agenzia dove la differenza è data dalla pubblicazione di “contenuti giusti nel posto giusto e al momento giusto”.

In questo caso parliamo di Inbound marketing.

Cos’è l’Inbound marketing per l’agenzia immobiliare

Dopo la creazione di contenuti specifici e di valore (sul Blog) per il lettore dell’agenzia immobiliare il passo successivo è quello di coivolgere il pubblico con promozioni su consulenze e servizi o con degli e-book scaricabili gratuitamente.

Per ottenere seguito si deve concedere al proprio pubblico qualcosa in cambio.

Leggi anche: Inbound marketing da visitatore a cliente

Nell’era digitale la maggior parte delle persone si affida ai motori di ricerca per ottenere informazioni.

Circa il 44% di chi cerca una casa controlla prima su Internet se ci sono abitazioni che possono essere adatte alla proprie esigenze.

Poi prende contatto con l’agenzia, via email o telefono, per un appuntamento e verificare dal vivo le condizioni della casa.

Per questo motivo risulta fondamentale essere presenti online e soddisfare in pieno le esigenze dei lettori attirando la loro attenzione con due concetti:

  • contenuto
  • contesto

Il “contenuto” degli articoli o delle pagine del sito web è scritto per il lettore di riferimento, ottimizzato in ottica SEO (cioè con una struttura grafica del testo e termini appropriati) e inserito nei canali comunicativi (social network) propri di quel “contesto”.

Leggi anche: Per farti trovare dai tuoi potenziali clienti devi conoscere il tuo target di riferimento: le Buyer Personas

Un sito di esempio è l’ idealista.it.

I social netwok: come sfruttarli al meglio

I canali social sono delle piattaforme ideali per entrare in contatto, coivolgere e promuovere l’attività di un’agenzia immobiliare.

Con una piattaforma social si possono pubblicare contenuti con immagini, video e storie che possono richiamare l’attenzione del pubblico alla ricerca di una casa.

Il 77% degli agenti immobiliari utilizza i canali social per proporre gli immobili.

Con il video marketing si sta sviluppando un approccio più immersivo da parte del potenziale cliente che, vedendo una proprietà tramite un contenuto visivo, trova risposte immediate a eventuali dubbi.

I video sono una chiave convincente per coloro che sono in fase di valutazione dell’immobile.

Il coivolgimento del pubblico, in questo modo, risulta diretto e la partecipazione in tempo reale dell’utente è un efficace prova della professionalità dell’agente immobiliare.

Insomma c’è una fruibilità informativa diversa dal contenuto testuale.

Pertanto l’ideale è concentrarsi su almeno due social network e sviluppare un piano di pubblicazione di post o brevi video (ricordiamo che immagini e video hanno un alto gradimento).

I social media sono perfetti, inoltre, per fare pubblicità ad un pubblico segmentato, rispondere a commenti e messaggi, creare una community.

Conclusioni

Il digitale offre opportunità che prima rientravano nella pubblicità tradizionale e che nel web risultano amplificate.

Se si considera che gli acquirenti di case chiamano gli agenti immobiliari in misura inferiore rispetto ad anni fa per chiedere informazioni, ritorna indispensabile amplificare la presenza online dell’agenzia.

I Millenial e la Gen Z navigano e cercano informazioni online, tra siti web e social (dal rapporto del National Association of Relators il 99% dei Millenials e il 90% dei Boomers utilizzano siti web per la ricerca).

Ecco perché sviluppare un’adeguata presenza sulla Rete e interagire con il proprio pubblico di riferimento è l’azione indispensabile per iniziare a diffondere la propria immagine e brand.

Condividere contenuti utili (testi, immagini e video con tour virtuali), creare offerte e ebook gratuiti su argomenti immobiliari in cambio di un indirizzo email e guardare come si comporta la concorrenza sono i consigli per ampliare le probabilità di ottenere dei contatti interessati alla tua attività (lead).

Ma soprattutto è fondamentale imparare a raccontare e raccontarsi.

L’utilizzo dello storytellling emotivo si scopre vincente nel momento in cui l’agente immobiliare si mette in prima persona e, con la parola, accende quell’interesse che, col tempo, si trasforma in fiducia.

Se il tuo futuro professionale è nel campo immobiliare spero che questi consigli ti siano utili per ampliare la tua visione delle cose in una società sempre più complessa.

 

Leggi anche:

Articolo revisionato in data 1 novembre 2022

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Landing Page: perché sceglierla nella strategia vincente del tuo sito

Landing Page: perché sceglierla nella strategia vincente del tuo sito

Scopri come utilizzare al meglio una Landing Page e migliorare le visite del tuo sito web

Una Landing Page efficace è essenziale per la vendita e per una campagna pubblicitaria che si rispetti.

Cercare di attrarre il pubblico in Rete e proporre i propri servizi o prodotti è un’attività che richiede tempo e tecnica.

La Landing Page, quella pagina di atterraggio indispensabile per la promozione di un prodotto, servizio o evento sul web, deve generare un risultato.

E il risultato si focalizza sull’azione dell’utente arrivato al tuo sito e che dovrebbe agire subito (eh già, il secondo click determina una scelta: rimanere o uscire dal sito), magari scegliendo un prodotto o un servizio.

Prima, però, la tua Landing Page deve intercettare l’interesse delle persone che navigano online e, pertanto, deve essere concepita per dare una risposta a un loro problema o bisogno (ricordi la piramide dei bisogni di Maslow?).

Quindi, l’obiettivo primario è quello di creare una pagina web in grado di convincere gli utenti. E questo richiede la presenza di alcune caratteristiche precise.

Elementi di una Landing Page

I motivi per i quali si crea una Landing Page sono i seguenti:

  • soddisfare un’esigenza contingente (promozione di un prodotto o un servizio);
  • agire in uno specifico periodo di tempo (durata limitata);
  • raggiungere un obiettivo (indurre l’azione dell’utente).

Gli elementi da inserire per soddisfare questi tre aspetti sono:

  • Titolo e sottotitolo (H1 e H2 con parola chiave) della pagina con un testo informativo specifico ed emozionale;
  • Immagini di qualità, emozionali e professionali in linea con il prodotto/servizio proposto;
  • Sezione informativa nel corpo centrale della pagina che contenga tutte le informazioni necessarie del prodotto/servizio;
  • CTA (Call To Action) un messaggio di testo che invita l’utente a compiere un’azione nel modo più chiaro, diretto e incisivo possibile;
  • Benefits utili all’utente per conoscere alcuni approfondimenti su determinati temi e verificare così le competenze professionali. Possono essere delle ore gratuite di consulenza online, degli e-book scaricabili o dei buoni sconto da utilizzare in un secondo tempo;
  • Modulo contatti con i campi essenziali (nome, indirizzo e-mail e campo del messaggio).

Leggi anche: Come costruire una Landing Page che soddisfi la domanda dell’utente e che converta

Il tutto deve essere ben ideato tenendo conto anche dell’armonia dei colori e della coerenza del messaggio che dimostri lo stile e la personalità del professionista o dell’azienda.

A questo punto la domanda sorge spontanea: ”qual è la differenza tra la Home e la Landing Page di un sito web?”

Scopri la distinzione tra le due alternative qui di seguito.

Home vs Landing Page

Prima di elencare i punti cruciali che distinguono la Home dalla Landing Page e inserire degli esempi pratici, ti anticipo che le due pagine possono anche ben coesistere nello stesso sito.

L’importante è saperle aggiornare al bisogno.

Tra la Home e la Landing Page questi sono i punti differenzianti.

Gli elementi di una Landing page efficace

Differenze tra Home e Landing Page

Nella costruzione di una Home (qui sotto è evidenziato un esempio di un sito aziendale) si deve prediligere l’essenzialità del messaggio testuale con una struttura grafica che metta in risalto la parte fotografica.

Anche la fotografia è un linguaggio e, pertanto, è determinante per generare un primo momento di interesse.

La navigazione della Home può supportare degli elenchi puntati (tanto cercati dagli algoritmi di Google) con brevi descrizioni dell’attività aziendale con un rimando di approfondimento alle pagine interne del sito.

Un elemento differenziante, sulla Home, è una citazione da parte dell’amministratore dell’azienda che imprime una personalizzazione al contesto generale.

Ricordiamo sempre che la citazione di frasi famose dona prestigio a chi l’ha scritta e non al sito in questione.

La scelta di far conoscere invece il pensiero personale è un motivo per uscire dal “rumore generale”.

Ultimo aspetto di rilievo sono le impressioni scritte dai clienti aziendali: il giudizio di coloro che si sono serviti dei prodotti o servizi aziendali vale molto di più di tante descrizioni autocelebrative.

Infine la presenza di collegamenti con i socialnetwork (YouTube, LinkedIn, Facebook) conferma la scelta di interagire con differenti target di lettori, nelle visione di una multimedialità indispensabile ai nostri giorni.

Un esempio di Home del sito comecsolutions.com, un'azienda di carpenteria medio-pesante

Landing Page all’interno del sito web

La presenza di una Landing Page che diventa strutturata e permenente all’interno del sito web è interessante per diversi motivi.

Una parte descrittiva approfondita (nel caso del sito preso ad esempio sono dei macchinari per la movimentazione di prodotti in magazzino) assume una rilevanza evidente in un contesto dove c’è la necessità di soddisfare la richiesta di informazioni tecniche di un pubblico specifico.

Pertanto ben venga l’utilizzo di elenchi puntati tra sezioni con caratteristiche tecniche e dettagli con l’uso di tecnicismi adatti al settore di pertinenza.

Un elemento è quello di sottolineare i vantaggi, brevi e chiari, delle specificità di quel macchinario e/o servizio collegato.

Indispensabile la presenza di un breve filmato che dimostra le caratteristiche diversificanti del macchinario.

Infine una CTA (Call To Action) che invita all’azione l’utente a entrare in contatto con l’azienda.

Un esempio di Landing Page del sito comecsolutions.com, un'azienda di carpenteria medio-pesante

Una Landing Page, usata come l’esempio in questione, supera il concetto temporale collegato alle campagne di pubblicità (Google ADS).

Pertanto è opportuno sfruttare quella struttura concettuale, propria della Landing Page, per cercare maggiori possibilità di contatto con l’utente.

Nel contempo rimane sempre possibile la revisione testuale e grafica di entrambe le pagine in quanto, è bene ricordare, un sito web è in continuo aggiornamento.

Proprio come il processo produttivo aziendale o la diversificazione progettuale di un freelance, anche la comunicazione dedicata alla Rete è suscettibile di cambiamenti, sempre nel rispetto di un concetto sociologico dove “il medium è il messaggio” (cit. di Marshall McLuhan).

Scrivimi pure per ulteriori approfondimenti sul tema.

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Articolo scritto originariamente il 20.05.2021, rivisto e aggiornato il 21.02.2022

 

Nicola Albi

Consulente Marketing

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Come costruire una Landing Page che soddisfi la domanda dell’utente e che converta

Come costruire una Landing Page che soddisfi la domanda dell’utente e che converta

Per ideare una Landing Page è indispensabile mettersi nei panni del lettore, che cerca una risposta al suo problema. Deve contenere una risposta esaustiva, con immagini e grafica di qualità

 

Il termine landing page significa letteralmente “pagina di atterraggio” e identifica una pagina web alla quale gli utenti giungono dopo aver digitato un link nella serp di Google.

L’obiettivo di una landing page ottimale è indurre il lettore a rimanere sul sito e generare un risultato.

Per tale motivo la landing page va pensata e creata con accuratezza in ogni dettaglio, dal titolo al testo alle immagini e ai colori.

A seconda della tua strategia lo scopo della landing page può essere quello di ottenere le informazioni di contatto, trasformare i leads (contatti) in prospect (utenti realmente interessati al tuo prodotto) o trasformare i prospect in clienti, se punti a vendere un prodotto.

Nel caso dell’utente ci contatti possiamo parlare di marketing a risposta diretta, in quanto l’utente agisce e compie un’azione in base allo stimolo ricevuto.

Nota che questo è un tipo di marketing scientifico in quanto puoi misurare i passaggi di ogni singola azione tramite il tracciamento dei permalink del sito.

Con una landing page strutturata ci dotiamo di uno strumento pratico in cui si concretizzano le tecniche di comunicazione basate su messaggi diretti, semplici e senza giri di parole.

Solo in questo modo si riesce a portare all’azione il lettore.

Gli elementi che devono essere sempre presenti in una landing page sono questi:

  • Problema
  • Attrazione
  • Interesse
  • Fiducia
  • Desiderio
  • Azione
  • Soddisfazione

Sono sette elementi che, se ben distribuiti, possono fare la differenza e, se hai notato, sono tutti rivolti all’utente.

“Questo perché non si parte dalla promozione della soluzione ma dal problema dell’utente”.

Il concetto di landing page può essere applicato alla Home page ma anche a più pagine del tuo sito, dipende dal tuo obiettivo.

Come intercettare le persone interessate?

Gli utenti che scorrono le pagine del web, molto spesso, devono risolvere un loro problema, un bisogno o un dubbio.

Quindi la tua pagina di atterraggio deve offrire loro la migliore soluzione di quel problema, cercando di esaudire al meglio tutte le possibili obiezioni.

Se si riesce a soddisfare in pieno la loro richiesta allora l’azione successiva dell’utente sarà quella di entrare in contatto con te, tramite email o telefono oppure iscriversi alla tua newsletter.

Un altro modo è quello di intercettare le persone interessate a un argomento specifico e offrire loro delle informazioni (con articoli, e-book o video) chiedendo in cambio l’indirizzo email.

Stiamo parlando dell’email marketing, che deve rientrare nell’insieme delle attività legate al modo di fare business.

In questo modo si ha la possibilità di creare un gruppo di lettori appassionati che, con il tempo, si possono trasformare in clienti poiché interessati ai servizi presenti sulla pagina.

Landing page: struttura ed elementi principali

Ideare una landing page vincente è l’obiettivo di ogni sito web rivolto alla vendita.

Gli elementi da considerare sono quelli che seguono.

1) Titolo e sottotitolo
Scegli le parole giuste per il titolo del tuo sito web per catturare l’attenzione dell’utente.
Comunica subito al lettore e in modo chiaro i servizi o prodotti presenti nel sito. Questo lo si deve fare con solo 3/5 secondi, che è il tempo che l’utente impiega per decidere se proseguire con la navigazione o abbandonare il tuo sito.

Il titolo deve essere anche:

  • incisivo,
  • informativo,
  • specifico.

Il sottotitolo deve invece:

  • spiegare brevemente l’offerta,
  • contenere le parole chiave legate alla tua attività.

2) Immagini

Le foto scelte per la landing page devono essere di qualità e in linea con la tua attività.
Solo così potrai attrarre l’attenzione dell’utente che trova degli elementi coinvolgenti e interessanti finalizzati alla sua ricerca.

Eventuali video sono da valutare in quanto potrebbero rallentare il caricamento della landing page.

3) Sezione centrale informativa

Informare l’utente che approda al tuo sito è essenziale. Aggiungi pertanto una descrizione specifica, chiara ed esaustiva senza dilungarti troppo e senza troppi tecnincismi.

Una descrizione sintetica, ben dosata e calibrata che illustri il tuo servizio o prodotto è l’opportunità per presentarti ai tuoi potenziali clienti.

4) Sezione dedicata ai benefits

Metti in evidenza, magari nel corpo centrale della landing page, un benefit che puoi offrire ai tuoi visitatori.

Potrebbe essere un Pdf con approfondimenti su alcune tematiche o una consulenza gratuita, che sono un vantaggio da usufruire per l’utente e nel contempo ottiene un esempio concreto della tua attività o professione.

5) Call To Action

L’invito a compiere una determinata azione, come per esempio scaricare un Pdf o guardare una pagine di un prodotto o servizio, deve essere ben posizionata e in evidenza, con dei colori differenti dal colore di fondo della pagina.

Il testo deve essere breve e chiaro per far capire esattamente cosa offri e non lasciare indeciso l’utente.

6) Modulo contatti

Le informazioni ai tuoi contatti sono indispensabili. Sede legale, telefono, indirizzo email, social network sono da indircare sempre.

Gli elementi principali di una Landing page

Landing Page che converte

L’obiettivo primario del processo di vendita è quello di soddisfare le richieste di chi è vicino all’acquisto, così da ottenere contatti e vendite nell’immediato.

Ecco la necessità di creare una pagina in grado di convincere gli utenti, che hanno bisogno del prodotto o servizio disponibile nel sito, all’azione specifica.

Questo processo è chiamato conversione.

Il processo di vendita si consolida prima sulla creazione di un rapporto di fiducia. Le conversioni diventano così una conseguenza naturale del rapporto che si instaura.

Solo in questo caso possiamo parlare di landing page efficace.

La landing page (pagina di atterraggio) è diversa dalla landing page efficace (pagina di atterraggio ottimizzata).

Una landing page è rivolta a motivare l’utente a compiere una specifica azione chiamata conversione. Deve prima fornire la risposta al bisogno di una persona con un rapporto di fiducia e vantaggio reciproco.

Come impostare la comunicazione sulla Landing Page

Nel web il momento più delicato è la fase di atterraggio, cioè il primo momento in cui il lettore vede la pagina.

Il rischio è che l’utente se ne vada per un semplice motivo: si è creato un divario tra le sue aspettative e le risposte al suo bisogno che trova nella parte superiore della Landing page.

Tutta la comunicazione deve essere il più possibile naturale e familiare in modo da far agire subito il lettore senza rimandare la decisione.

E ricorda: ogni volta che presentiamo al lettore un contenuto stiamo chiedendo un piccolo prestito di attenzione. Quindi massima deve essere la cura nella stesura dei testi e del linguaggio usati.

Landing page

Un esempio di Landing page di hootsuite.com

Google: davvero bisogna comparire tra i primi della prima pagina?

Certo, un obiettivo che molti clienti chiedono è quello di “essere nelle prime posizioni della prima pagina di Google”.

La richiesta è tra le più gettonate ma, nel contempo, nessuno specifica:

  1. per quale parola chiave (Key word) vuole essere trovato,
  2. per quale motivo vuole essere primo.

In questo modo si investono risorse economiche per far arrivare un messaggio inefficace.

Il motivo di questo atteggiamento è da individuare in una distorsione cognitiva che Daniel Kahneman (Thinking Fast and Slow, Penguin, 2012) identificava nell’acronimo WYSIATI cioè “What You See Is All That Is” (quello che vedi è tutto ciò che è).

In questo senso siamo portati a considerare determinanti, per il buon fine di un progetto, solo quelle variabili che conosciamo e non considerando altri fattori, magari più importanti.

L’esempio di come Google agisce è utile per una valutazione.

Il suo successo deriva dal fatto che è il motore di ricerca con la migliore risposta alla domanda dell’utente.

Pertanto la creazione di una landing page ottimale risponde ai seguenti requisiti:

  1. il contenuto è una delle migliori risposte al bisogno di informazione,
  2. il tema è trattato in modo verticale, cioè tocca tutti i possibili aspetti,
  3. la pagina è ottimizzata dal punto di vista della velocità del caricamento, della qualità delle immagini e della grafica.

Landing Page: conclusione

La landing page di un sito web si diversifica da una Home page tradizionale.

La prima impressione sulla pagina è data dall’aspetto generale della pagina e quindi deve essere chiara, leggibile e con delle immagini di qualità.

Superata la prima impressione, che si forma nell’utente in 17-50 millisecondi, ci sono solo altri 5 secondi per far capire se il tuo sito è la soluzione al problema dell’utente.

È qui che si cela la differenza tra una Home page tradizionale e una landing page.

Fai capire all’utente che è sul sito giusto per risolvere il suo problema.

Pertanto, intercettare il bisogno/problema dell’utente e ridurre al minimo il gap tra l’aspettativa prima del click e il contenuto su cui arriva, deve essere l’obiettivo da raggiungere. Sei d’accordo?

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Landing Page: perché sceglierla nella strategia vincente del tuo sito

I vantaggi del sito web per la piccola attività

 

Nicola Albi

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