Cybersecurity: quando l’attenzione deve rimanere alta anche con WordPress

Cybersecurity: quando l’attenzione deve rimanere alta anche con WordPress

La percezione della sicurezza informatica è spesso bassa. Quando il tuo sito web è violato dagli hacker, però, ti accorgi che è meglio essere protetti. Mantenere aggiornato il tuo CMS è il primo consiglio

 

La sicurezza informatica è un aspetto che ritorna in auge quando meno la si aspetti.

In questi mesi di lockdown, dove il commercio su Internet si è ampliato a dismisura, l’incubo principale è l’intrusione nel sistema informatico da parte di hacker.

Stiamo parlando di data breach: breach, una “breccia”, una falla di sicurezza sul sistema che provoca la fuoriuscita di dati.

Dati che dovrebbero essere custoditi con cura e grande attenzione.

Il Garante per la Privacy chiama questa situazione “violazione dati”.

Oggi l’utilizzo dei big data è divenuta una realtà amplificata ma le misure di sicurezza a tutela dei dati memorizzati, molto spesso sono quelle di dieci anni fa.

La sicurezza è sottovalutata

Chi raccoglie grandi quantitativi di dati dovrebbe incorporare la sicurezza nei suoi progetti ancor prima di presentare il progetto stesso.

Incorporarla nei server. Nelle app. Negli strumenti che saranno usati. Nei siti web che dialogano con gli utenti.

Come se l’idea di sicurezza dovesse essere nello scheletro stesso del progetto.

Prima ancora di iniziare a raccogliere i dati, si dovrebbe creare un ambiente sicuro.

Questo, purtroppo, nella maggior parte dei casi non avviene.

La fretta di andare sul mercato, l’improvvisazione, il risparmio sui costi o, semplicemente, incompetenza e dilettantismo portano sovente a trovare online dei sistemi vulnerabili ancor prima di essere operativi.

In altre parole: i nostri dati finiscono spesso, sin dall’inizio, in ambienti che non sono sicuri.

Il mondo digitale: un luogo da capire

La società è colma di miliardi di dispositivi connessi: videocamere, automobili, frigoriferi, termostati, acquari, irrigatori, cancelli, braccialetti fitness, assistenti vocali.

Sono tutti prodotti che devono essere venduti a prezzi concorrenziali: di conseguenza, l’investimento per la sicurezza informatica di questi dispositivi è minimo.

Il fatto, poi, che molti dispositivi non abbiano un display porta a prendere sotto gamba il problema. L’utente medio non comprende che questi dispositivi possono essere oggetto di un’intrusione hacker.

I dati personali usati come merce in vendita

Non c’è mai stata una esposizione così diffusa, come avviene oggi, dei nostri dati sensibili o “particolari”, ossia di quei dati che possono essere usati per discriminare o ricattare una persona: salute, sesso, opinioni politiche.

Oggi i dati delle persone fanno più gola dei numeri della carta di credito.

I dati di un neonato possono essere usati per truffe e rimanere sicuri per anni e anni. Si partla di una “clean credit history”, quando i dati della giovane vittima possono essere usati per aprire conti o linee di credito fino a quando il bambino non diventa adolescente e inizia a usare i suoi dati, facendo così scoprire la truffa.

I dati intimi delle persone girano ormai ovunque: app per il fitness, siti di dating e appuntamenti, assicurazioni, banche, enti pubblici, ospedali e cliniche, piattaforme per la consultazione dei cittadini.

E tutti sono luoghi che si sono dimostrati vulnerabili.

Quando l’utente si fida a comunicare i propri dati

Il problema è che, spesso, non ci possiamo fare nulla. I nostri dati li diamo a soggetti che, pensiamo, siano ben più sicuri del nostro piccolo computer o telefono.

Ma questa garanzia, in realtà, ce la forniscono sempre meno. Sono centinaia i siti web che ogni anno subiscono attacchi e data breach.

E, spesso, i gestori non ci avvertono del breach e della improvvisa circolazione dei nostri dati.

Investire in sicurezza è la strada da percorrere

Con l’attuazione del Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati (GDPR art.93) aveva portato maggiore attenzione all’adeguamento.

Ma ora, con la crisi, la sicurezza informatica (e i costi relativi) sarà probabilmente messa da parte per risolvere contingenze economiche (spesso di vera e propria sopravvivenza sul mercato) percepite come ben più importanti.

Siamo in presenza, pertanto, di un piccolo-grande cortocircuito: vi è la corsa all’accumulo dei dati senza, però, blindarli.

Sono proprio queste vulnerabilità del sistema dovute a incuria, a fretta nella programmazione o progettazione del sito e dei servizi, a improvvisazione che rendono insicura la Rete.

WordPress: il livello di sicurezza?

La prima domanda che probabilmente vi state facendo è questa: WordPress è sicuro?

Nella maggior parte dei casi, sì.

 

Vulnerabilita wordpress

Vulnerabilità ad alta gravità nel 2019, in parte a causa dell’aumento degli attacchi mirati all’uso improprio della funzione update_option () di WordPress (fonte securi.net)

 

Tuttavia, WordPress spesso ha fama di essere vulnerabile sotto l’aspetto della sicurezza e di non essere è una piattaforma sicura per l’utilizzo aziendale.

Ma il più delle volte questo è dovuto al fatto che gli utenti seguono quelle che si sono dimostrate le peggiori pratiche per quello che riguarda la sicurezza.

Sono l’utilizzo di software WordPress obsoleto e di plugin annullati o datati, di una cattiva gestione delle credenziali e della mancanza delle necessarie conoscenze sul Web e sulla

sicurezza tra gli utenti non tecnici di WordPress a dare agli hacker il controllo del loro gioco cyber-criminale.

Per esempio il sito della testata giornalistica Reuters è stato violato perché utilizzava una versione obsoleta di WordPress.

I siti web sono attaccati dagli hacker per la scarsa protezione informatica (analisi da fonte sucuri.net)

Secondo le analisi di Sucuri, un’azienda specializzata nella sicurezza multipiattaforma, WordPress continua a guidare la classifica dei siti web infetti (83% nel 2018).

Si partiva dal 74% del 2016.

Il software vulnerabile è una delle principali cause di infezioni del sito Web e il numero di exploit immediatamente disponibili per gli hacker è vasto.

Gli script automatizzati rendono estremamente facile la scansione dei siti Web alla ricerca di vulnerabilità note.

Il team di Sucuri ha riscontrato una vulnerabilità ad alta gravità nel 2019, in parte a causa dell’aumento degli attacchi mirati all’uso improprio della funzione update_option () di WordPress.

Cosa fare per essere sicuri

Per mitigare il rischio che script automatici individuino e infettino un sito web sfruttando una vulnerabilità nota, è imperativo che i proprietari del sito web mantengano tutto il software del sito web aggiornato con le ultime patch di sicurezza.

Il team di Studio AEsse Communication collabora con professionisti di data protection per garantire un servizio di assistenza che tuteli l’utente e, in primis, il proprietario del sito web.

Se hai qualche domanda da fare su questo tema scrivimi pure.

Leggi anche:

 

Articolo a cura di Nicola Albi
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Google My Business: come utilizzarlo al meglio e rendere visibile sul web un’attività

Google My Business: come utilizzarlo al meglio e rendere visibile sul web un’attività

Con Google My Business la vostra attività si rende visibile e localizzabile online. Un ottimo strumento per comunicare cosa fate e interagire con gli utenti

 

Google è il motore di ricerca più usato e più conosciuto al mondo, il secondo è Google Immagini. Seguono Bing, DuckDuckGo e Yahoo.

Farsi trovare sulla pagina di Google con la propria attività, sia essa commerciale o professionale, risulta determinante.

Quando le persone cercano un prodotto o un servizio vicino a dove abitano è perché sono interessate ad acquistare qualcosa.

Secondo Search Engine Land (un hub di lettura specializzato sul marketing dei motori di ricerca) il 78% delle ricerche locali su mobile portano ad un acquisto in negozio oppure su e-commerce.

Per questo motivo essere presenti sul Google My Business favorisce l’attrattività della vostra azienda.

In questo articolo vediamo cos’è Google My Business e come ottimizzarlo.

Scopri Google My Business

Google My Business è un servizio messo a disposizione delle aziende locali da Google.

Parliamo di un sevizio gratuito che rende visibile la vostra attività o professione con una casella di geolocalizzazione.

Questo è l’esempio di come si presenta Google My Business se digito il nome dello Studio AEsse Communication:

Goolge my business

 

Come funziona Google My Business?

Google vi offre l’opportunità di mettere in evidenza la vostra attività.

Così facendo, quando gli utenti cercano un servizio o prodotto da voi offerto, il vostro sito web compare nei risultati di ricerca.

La struttura della pagina a voi dedicata comprende:

  1. Un elenco dei servizi che offrite;
  2. Una sezione dedicata alle domande poste dagli utenti (FAQ – frequently asked questions);
  3. Una serie di foto del luogo in cui lavorate;
  4. Recensioni sulla vostra attività scritte dai clienti.

Ma non solo. Potete ampliare il vostro Schema Markup (l’insieme di metadati che vengono aggiunti al vostro sito per dare ai motori di ricerca maggiori informazioni) a WordPress.

Con questa aggiunta all’HTML interno delle pagine del vostro sito, vengono visualizzate ulteriori informazioni che riguardano il contesto in cui operate.

Informazioni che riguardano un’organizzazione, una persona, un luogo o altro.

Ciò rende più probabile che le vostre pagine vengano trovate nei risultati di ricerca di Google.

 

Ricordate: più l’utente rimane soddisfatto della ricerca e più avete la possibilità di essere contattati.

Possiamo aiutarvi?

Le caratteristiche di una pagina di Google My Business

Perché utilizzare Google My Business?

Google è il dominatore delle ricerche online.

Secondo Net Market Share, una società di analisi che tiene traccia della percentuale di utilizzo delle tecnologie web, oltre il 93% delle ricerche avviene su Google (dati da agosto 2019- luglio 2020)

Goolge my business

Grafico che mostra la quota di mercato dei motori di ricerca da agosto 2019 a luglio 2020 (fonte netmarketshare.com)

Ai possibili clienti online piace confrontare più marchi prima di procedere con l’acquisto di un prodotto.

E la maggior parte di loro predilige Google Search per la ricerca dell’azienda produttrice di quel bene o servizio.

Inoltre:

  • il 49% degli annunti di Google My Business ottine più di 1000 ricerce ogni mese;
  • il 96% degli annunci viene visto almeno 25 volte al mese.

Pertanto sapete cosa succede quando la vostra azienda compare su Google My Business?

Le statistiche mostrano che il:

  • 56% degli utenti che vedono la vostra casella cliccheranno sul vostro sito web;
  • almeno il 24% chiama la vostra azienda.

Oltre a questi dati la presenza su Google My Business garantisce la visibilità su Google Maps e Google Search e permette di mantenere quei fattori di ranking locale tanto funzionali a Google (fonte moz.com).

 

Goolge my business

Google Maps e Google Search aiutano a mantenere quei fattori di ranking locale tanto funzionali a Google (fonte moz.com)

 

Suggerimenti per Ottimizzare l’Annuncio su Google My Business

Ricapitoliamo, ormai dovreste aver fatto quanto segue:

• Impostato l’elenco Google My Business
• Aggiunto i vostri dati aziendali
• Verificato il vostro annuncio

Tutte le operazioni da seguire le trovate sul sito ufficiale di Google My Business.

E adesso?

Beh, è il momento di ottimizzare l’annuncio!

Andate sul vostro pannello di gestione di Google My Business, cliccate sul vostro annuncio e selezionate “Info”. Poi scegliete una sezione da completare o aggiornare.

Mantenete aggiornate le Informazioni dell’Annuncio.

Uno dei modi migliori per ottimizzare il vostro annuncio su Google My Business è mantenerlo aggiornato.

Come minimo, assicuratevi che quanto segue sia sempre corretto:

  • 
Nome
  • Indirizzo
  • Numero di telefono
  • 
Sito web
  • Descrizione
  • Categoria
  • Attributi
  • Caricate Foto sul vostro Annuncio

Il vostro annuncio di Google My Business è perfetto per mostrare i vostri prodotti e servizi aggiungendo immagini, video e tour virtuali per promuovere il vostro business.

Potete caricare immagini accattivanti dei vostri prodotti e servizi o magari offrire ai visitatori la possibilità di dare un’occhiata nella vostra sede.

Ecco le migliori dimensioni delle immagini di Google My Business:

  • Immagine del profilo – 250 x 250 pixel
  • Foto di copertina – 1080 x 608 pixel
  • 
Immagini condivise – 497 x 373 pixel

Aggiungete Informazioni sui Vostri Prodotti/Servizi

A volte una delle cose migliori che si possono fare per promuovere la propria attività è mostrare ciò che si fa.

Potete personalizzare la pagina Google My Business della vostra azienda citando chiaramente i servizi che offrite e i prodotti che vendete. Questo dovrebbe aiutare i vostri clienti a capire in cosa consiste la vostra attività.

Ad esempio, i ristoranti possono aggiungere dei link ai loro menu e indicare la posizione del ristorante.

Le compagnie di assicurazione, le agenzie di marketing, gli artigiani, le agenzie di viaggio, gli agenti immobiliari, gli studi di assistenza legale, possono allestire diverse sezioni per i servizi che forniscono e offrire la possibilità di prenotare direttamente dalla pagina.

Rispondete alle Domande

Sapevate che il vostro profilo Google My Business è dotato di uno strumento integrato di FAQ (le domande poste frequentemente)?

Anticipate e chiarite eventuali dubbi che la gente potrebbe avere sulla vostra attività.

Create una sezione di FAQ online per facilitare i vostri clienti. Ad esempio, un potenziale cliente potrebbe voler conoscere le dimensioni o la fascia d’età per cui è adatto un certo prodotto.

Certo è un lavoro che vi impegna ma che contribuisce a rendere efficace l’immagine dell’attività.

Come Studio AEsse Communication siamo disponibili per una consulenza che risponda alle vostre esigenze.

Entriamo in contatto?

Pubblicate i Post di Google

Volete rendere visibile online quello che fate?

Approfittate di Google Posts.

Google Posts è una grande opportunità per connettersi direttamente con i propri potenziali clienti catturando la loro attenzione.

Questi post cointribuiscono alla vostra strategia SEO locale per generare più clic organici. Potete includere pulsanti CTA (Call To Action) nei vostri post per incoraggiare gli utenti ad agire.

Seguite le recensioni dei Clienti

I vostri clienti sono la linfa vitale della vostra attività. Assicuratevi quindi di valutare i loro commenti e le loro recensioni di feedback rispondendo in tempo.

Google My Business fa sì che i clienti possano facilmente aggiungere recensioni sulla vostra azienda al vostro profilo in modo che possano essere letti da clienti potenziali.

Le recensioni di Google My Business sono un’opportunità per coinvolgere un maggior numero di clienti fornendo maggiori informazioni sui vostri prodotti o servizi.

Ricordatevi solo di rispondere a qualsiasi recensione, anche se negativa.

Può sembrare strano (potreste voler nascondere le recensioni negative sotto il tappeto), ma prendersi il tempo di rispondere alle recensioni negative può in realtà essere più efficace che ignorarle.

Il pubblico chiede la qualità

Dimostrate che vi state impegnando con il vostro pubblico e che vi preoccupate della qualità della vostra attività.

E questo è un aspetto da tenere sempre presente.

Implementare e migliorare il vostro profilo su Google My Business è oramai fondamentale per la presenza online e per generare contatti.

Essere visibili sul primo motore di ricerca al mondo vi permette di comunicare il vostro profilo professionale e gestire le informazioni, testuali e fotografiche, indispensabili per far apparire la vostra attività.

E questo lo potete fare senza alcun costo sulla piattaforma di proprietà di Google.

Pertanto, finché non cambiano le condizioni, il consiglio è quello di utilizzare Google My Business per farsi trovare sulla Rete.

Esserci è meglio che non esserci

Cosa ne pensate?

Se avete qualche domanda da fare su questo tema scrivete pure. Sarà un piacere consigliarvi al meglio.

 

Ulteriori approfondimenti:

 

 

Articolo a cura di Nicola Albi
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Google annuncia i nuovi fattori di ranking: i Core Web Vitals

Google annuncia i nuovi fattori di ranking: i Core Web Vitals

Dal 2021 i Core Web Vitals diventano un fattore di ranking del motore di ricerca più usato dalla Rete. Usabilità, interattività e stabilità saranno al centro dell’esperienza dell’utente.

La data di partenza per l’applicazione dei nuovi parametri (Core Web Vitals) di Google è ufficiale. Il mese di maggio 2021 è il periodo entro il quale gli sviluppatori di casa Google procedono con l’introduzione di una serie di metriche legate alla user experience di un sito.

Parametri che risultano fondamentali per il posizionamento sulla SERP sulla quale comparirà uno specifico indicatore visivo che mette in rilievo il livello di usabilità di quella pagina (la Page Esperience).

Tutti i siti che rispetteranno tali parametri, inoltre, compariranno nella sezione Notizie in evidenza (Feautures Top Stories).

Il motore di ricerca Google ha annunciato che i Core Web Vitals rientreranno, a partire dal prossimo anno, tra i parametri di riferimento dell’algoritmo che determina il posizionamento dei siti.

L’obiettivo è quello di rendere più semplice e precisa l’usabilità delle piattaforme presenti da parte dell’utente che effettua le sue ricerche in Rete.

E questo è il punto di partenza per ottenere dei buoni risultati dal punto di vista del web marketing.

Cosa sono i Core Web Vitals

Nella misurazione dell’esperienza dell’utente ci sono vari aspetti da considerare.

Tra questi c’è anche il metodo di scrittura con la creazione di microtesti che hanno il compito di guidare l’utente nella navigazione all’interno di un sito o di una App.

Per approfondire questo aspetto leggi l’articolo: UX Writing e l’importanza dei microtesti nella user experience

Da un punto di vista più tecnico ci sono alcuni segnali, i Core Web Vitals, fondamentali per una usabilità ottimale e comune per tutte le esperienze web.

Queste esigenze primarie degli utenti comprendono il caricamento del sito (velocità), la stabilità visiva del contenuto della pagina e l’interattività.

Questi fattori sono la base del progetto “Core Web Vitals 2020”.

Teniamo sempre presente che il complesso meccanismo, con cui gli algoritmi di Google stabiliscono il posizionamento di un sito, conta oltre 200 fattori di ranking.

Fattori dei Core Web Vitals

I fattori Core Web Vitals sono tre:

  1.  Velocità di caricamento (loading) – Largest Contentful Paint: la velocità percepita che segna il punto nella sequenza temporale del caricamento della pagina. I siti dovrebbero essere visualizzati in un LCP entro i primi 2,5 secondi di caricamento della pagina.
  2.  Interattività della pagina (interctivity) – First Imput Delay: misura il tempo di reattività dell’utente che interagisce per la prima volta su quella pagina. I siti dovrebbero avere un feed FID inferiore a 100.
  3.  Stabilità visiva del caricamento (visual stability) – Cumulative Layout Shift: stabilisce lo spostamento imprevisto del layout del contenuto della pagina che si sta caricando. L’optimun sarebbe quello di ottenere il punteggio CLS inferiore a 0,1.

Google Core Web Vitals

I tre fattori di misurazione dei Core Web Vitals (infografica di Google.com)

Tutte queste metriche sono misurabili e dispongono di strumenti già presenti come il First Contentful Paint (FCP) e il Time to First Bite (TTFB), che rimangono fondamentali per il monitoraggio e il moglioramento del tuo sito web.

Operatività dei parametri

Gli sviluppatori di Google annunciano che queste modifiche entreranno in funzione dal prossimo anno. Il preavviso è comunque di almeno sei mesi in modo da permettere ai web master e ai proprietari dei siti di prepararsi al cambiamento.

I criteri di ranking di Google sono oggetto di variazioni e tengono sulle spine coloro che intendono ottenere un buon posizionamento online.

I Core Web Vitals si riferiscono a tutte le pagine web e, con queste modifiche alle metriche, avranno un notevole impatto.

Misurazione dei Core Web Vitals

Uno strumento da tenere sotto controllo è il Chrome UX Report.

Questo metodo di analisi consente ai proprietari di siti di valutare rapidamente le prestazioni del loro sito per ogni parametro.

Il set di dati presenti nella BigQuery dispone già di istogrammi accessibili al pubblico.

Pertanto rimane importante testare le prestazioni del proprio sito per essere sicuri di soddisfare le richieste del motore di ricerca.

La page experience

Google, con i suoi sviluppatori, ha già reso disponibile una pagina con il dettaglio dei criteri presi in esame per la valutazione di un sito.

Le metriche utilizzate dall’algoritmo sono utili per capire come un utente percepisce l’usabilità di una pagina web.

Indispensabili sono alcuni fattori di posizionamento che Google richiede:

  • caricamento, il più rapido possibile
  • ottimizzazione per i dispositivi mobili
  • il Page Speed Udate con la Google page speed per la misurazione della velocità secondo il Chrome UX report
  • sicurezza dei siti con HTTPS
  • gli annunci pubblicitari con gli interstitial (pagine pubblicitarie realizzate con JavaScript o Flash) ben strutturati

Google page experience

I fattori richiesti dagli sviluppatori per una usabilità e un’esperienza ottimale della ricerca su Google

Concetto del “User First” (prima l’utente)

Il successo del motore di ricerca più utilizzato (81% a livello mondiale da settembre 2018 ad agosto 2019, dati di NetMarkerShare), cioè Google, è dovuto all’attenzione per l’utente.

Vi siete mai chiesti perché usate, in modo prevalente, solo Google?

Google, con l’ottimizzazione dei fattori sopra descritti, rende il web più piacevole e, soprattutto, risponde in modo precis e in breve tempo alle richieste dell’utente.

In pratica soddisfa le aspettative degli utenti.

Un lavoro, quello di Google, che si focalizza sulla identificazione e sulla misurazione degli aspetti dell’esperienza sulla pagina (page experience).

Usabilità, interattività e stabilità del contenuto durante il caricamento sono quindi aspetti chiave dell’esperienza offerta all’utente.

Google continua nella richiesta di migliorare l’esperienza sulla pagine perché è da un coinvolgimento più profondo delle persone che trae il suo successo e seguito.

Leggi anche: Google aggiorna l’algoritmo: parte il May 2020 Core Update

Se vuoi rimanere aggiornato oppure hai qualche dubbio e vuoi fare qualche domanda sulla gestione del tuo sito web non esitare a contattarmi.

Sono disponibile per un confronto anche via Skype.

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Google aggiorna l’algoritmo: parte il May 2020 Core Update

Google aggiorna l’algoritmo: parte il May 2020 Core Update

Con l’annuncio di Google dell’aggiornamento di maggio 2020 molti temono ripercussioni sul posizionamento del proprio sito web.
Per ora è sufficiente monitorare il sito, con alcune accortezze.

Il Google May 2020 Core Update è stato dichiarato sul canale ufficiale di Twitter, alle 21.52 ora italiana, dal team dei programmatori di Google: “we are releasing a broad core algorithm update, as we do several times per year. It is called the May 2020 Core Update”.

Si tratta di un aggiornamento che si completerà tra circa due settimane.

Aggiornamento dell’algoritmo di Google

La compagnia, tramite l’account @searcliaison, con un tweet di Danny Sullivan, annuncia il rilascio dell’update con la struttura sintattica usata nel precedente update con il nome del mese, l’anno e la tipologia dell’aggiornamento.

Problemi di posizionamento dopo l’update?

La fonte ufficiale di Google, specifica in un articolo diretto a webmaster, web developer ed esperti SEO come rapportarsi con l’aggiornamento dell’algoritmo.

Se il sito gestito denota una perdita di posizioni questo è dovuto ad un rimescolamento generale delle classifiche che Google imputa con i nuovi modi di interpretazioni date alle query, a SERP e search intent.

Cosa fare allora?

Dopo la conclusione dell’update è indispensabile comprendere quali sono i parametri richiesti dal nuovo algoritmo e cioè:

  • capire i contenuti che Google individua come migliori,
  • studiare le nuove SERP (Search Engine Results Page significa: pagina dei risultati del motore di ricerca)

Scalare le pagine di Google

Monitorare il posizionamento del sito web in queste settimane di aggiornamento dell’algoritmo di Google

Il broad core update di Google: quali obiettivi

Il broad core update, l’aggiornamento che riguarda l’algoritmo generale della Ricerca di Google, è progettato per produrre effetti evidenti nei risultati di ricerca di tutti i Paesi e in tutte le lingue.

Questo significa che i siti web potrebbero subire forti scossoni nei posizionamenti, con cali o picchi di salite a seconda dei contesti e delle valutazioni.

Questi cambiamenti nelle classifiche di ricerca sono un riflesso della pertinenza dei contenuti alla luce delle nuove interpretazioni date ai vari parametri/fattori.

Pertanto se un contenuto acquisisce rilevanza beneficerà di una spinta in alto, oppure scenderà se per Google ha perso il focus rispetto al search intent (perché, appunto, saranno premiati siti concorrenti che mettono meglio a fuoco gli argomenti del tema trattato).

I contenuti, vecchi e nuovi, in base a questa valutazione devono essere rivalutati rispetto ai criteri precedenti.

Per questo motivo ci possono essere delle oscillazioni del sito sul ranking.

Google Update e Covid-19

Il May 2020 Core Update parte in un momento di estrema complessità in tutto il mondo a causa della pandemia.

Questa situazione risulta condizionare le ricerche organiche online di questo periodo.

COVID-19 ha cambiato ciò di cui le persone hanno bisogno dai risultati di ricerca di Google.

Sia che si stia cercando informazioni sul virus stesso o dove acquistare online prodotti tanto necessari.

Ci sono molte cose che guadagnano rilevanza che prima non erano così rilevanti per gli utenti.

Al contrario, le categorie che un tempo erano altamente rilevanti non vengono altrettanto ricercate.

Ad esempio: le ricerche relative a viaggi, turismo, spettacoli dal vivo ed eventi di persona sono meno ricercate.

Con l’aggiornamento principale di maggio 2020, Google si trova di fronte alla sfida unica di mettersi al passo con le ricerche del mondo.

Nel tempo, vedremo se le persone trovano più facile accedere alle informazioni di cui hanno bisogno tramite la Ricerca di Google.

Google update

I consigli per mantenere, dopo l’aggiornamento, la posizione ottenuta sulla pagina di Google

Aggiornamento di maggio 2020: cosa fare

Le indicazioni di Google relative a questo aggiornamento rimangono esattamente le stesse di tutti gli aggiornamenti di base in passato.

Storicamente, Google ha sempre detto che non c’è nulla da “correggere” se le classifiche scendono dopo un aggiornamento di base.

Piuttosto, i proprietari dei siti e coloro che si occupano della SEO sono regolarmente invitati a rendere il contenuto il migliore possibile.

Il significato è questo: “sforzati di rendere ogni contenuto la risorsa più completa possibile per soddisfare la ricerca dell’utente sul web”.

Esistono molte altre interpretazioni dei consigli di Google su come gestire l’impatto di un aggiornamento di base.

Il miglior consiglio su cosa fare dopo un aggiornamento “core”?

Continua a concentrarti su:

  1. Intenzione dell’utente.
  2. Contenuto di qualità.
  3. Architettura pulita.
  4. Linee guida di Google.

È molto probabile che questo aggiornamento dell’algoritmo non ti abbia “penalizzato” per qualcosa. Molto probabilmente ha appena premiato un altro sito per qualcos’altro.

Infine, non smettere di migliorare il tuo sito una volta raggiunta la prima pagina.

Sì, lo so, è la risposta che nessuno vuole sentirsi dire e sembra propaganda di Google.

È solo la realtà di cosa sia un aggiornamento. E questo Google May 2020 Core Update mantiene tutti i presupposti dei precedenti aggiornamenti: “stay tuned and work hard.”

Leggi anche: L’utilizzo della SEO nell’E-Commerce è fondamentale per comparire nella prima pagina di Google

Articolo a cura di Nicola Albi
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Foto di copertina: Mitchell Luo su unsplash.com

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