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Cos’è la GEO, in cosa si differenzia dalla SEO e come creare contenuti ottimizzati GEO

Cos’è la GEO, in cosa si differenzia dalla SEO e come creare contenuti ottimizzati GEO

SEO e GEO non sono tra loro in contrapposizione, ma hanno obiettivi diversi e si completano a vicenda. Diventa autorevole agli occhi dei motori generativi con questi consigli di scrittura

La GEO è un concetto relativamente nuovo nel marketing digitale e nasce come evoluzione della SEO in risposta all’uso crescente dell’AI generativa (come ChatGPT, Gemini o altre) da parte dell’utente nella ricerca di informazioni sul web.

Vedremo in questo approfondimento perché le due tecniche di ottimizzazione sono entrambe importanti, cosa hanno in comune e in cosa si differenziano.

Nella seconda parte vedremo poi quali sono i pilastri della scrittura GEO-oriented, ossia orientata ai motori generativi, con qualche consiglio di ottimizzazione del sito web.

Cos’è la GEO

GEO (Generative Engine Optimization) è un’insieme di strategie e tecniche per far sì che i tuoi contenuti vengano utilizzati, citati o sintetizzati dagli strumenti di AI generativa quando rispondono alle domande degli utenti.

Non si tratta più solo di “posizionarsi su Google” (obiettivo delle tecniche SEO), ma di:

  • diventare fonte di risposta per i motori generativi (ChatGPT e Google Search SGE)
  • essere “compresi” e riutilizzati dai modelli AI
  • comparire nelle risposte generate, non solo nei risultati di ricerca

In pratica, significa ottimizzare ii testi per essere la risposta scelta dalle AI, non per essere il link, come accade con l’utilizzo delle tecniche SEO.

SEO (Search Engine Optimization) vs GEO (Generative Engine Optimization)

La SEO tradizionale, l’ottimizzazione per i motori di ricerca come Google o Bing, ha invece l’obiettivio di posizionare il contenuto tra i primi risultati della serp con l’utilizzo delle keyword. Obiettivo ultimo è quello di ottenere traffico organico al sito web, più visite e più contatti.

La SEO va ottimizzata nella prospettiva che l’utente clicchi il link del risultato proposto per trovare la risposta.

Ne deriva che SEO e GEO non sono tra loro in contrapposizione, ma hanno obiettivi diversi e si completano a vicenda.

In conseguenza al diverso comportamento dell'utente, tra SEO e GEO cambiano obiettivo, focus e misura del successo

In conseguenza al diverso comportamento dell’utente, tra SEO e GEO cambiano obiettivo, focus e misura del successo

A livello operativo, mentre la SEO lavora molto su keyword, link building e ottimizzazione tecnica, la GEO lavora di più su:

  • contenuti esplicativi e ben strutturati
  • autorevolezza dell’autore o del brand
  • dati verificabili con autorevolezza delle fonti citate
  • chiarezza semantica (scrivere per essere “capiti” dall’AI)
  • concetti, non solo keyword

Entrambe hanno però finalità in comune, quella di migliorare la visibilità con la creazione di contenuti rilevanti per gli utenti.

Cosa si intende per contenuti rilevanti?

Sono rilevanti, secondo Google, i contenuti ottimizzati seguendo i criteri EEAT, acronimo di Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness. 

Oppure, per dirla in italiano, Esperienza, Competenza, Autorevolezza, Affidabilità.

Tali criteri rappresentano il quadro di valutazione utilizzato da Google per misurare la qualità dei contenuti.

Vediamoli in breve.

L’Esperienza esamina se l’autore del contenuto abbia vissuto direttamente l’argomento trattato, offrendo quindi una prospettiva autentica, personale e approfondita. È questo un aspetto a cui Google riserva un valore particolare, a sottolineare l’importanza dei contenuti creati da esseri umani.

La Competenza riguarda la profondità della conoscenza dimostrata dall’autore nel campo specifico, evidenziando la padronanza del tema. Per dimostrare competenza scrivi informazioni corrette e dettagliate.

L’Autorevolezza misura la reputazione complessiva del sito o dell’autore basata su riconoscimenti e citazioni da parte di altre fonti rispettabili.

L’Affidabilità si concentra sulla precisione e l’integrità delle informazioni fornite, assicurandosi che siano supportate da prove e fonti verificate; valuta in sostanza la capacità di guadagnare la fiducia degli utenti.

Anche un sito web va strutturato rispettando i criteri EEAT, sempre ai fini SEO e GEO. Ti lascio qualche consiglio, in estrema sintesi:

  • aggiorna i contenuti del sito web con costanza
  • fornisci informazione dettagliate sull’autore dei testi con una pagina autore dedicata
  • ottimizza la pagina Chi Siamo
  • presta attenzione alla navigazione e ai bottoni, che devono essere intuitivi
  • scegli il dominio con criterio: deve essere collegato ai contenuti
  • eventuali link esterni deveono puntare a fonti autorevoli
  • limita l’user-generate-content, ossia i contenuti creati da terzi

Perché la GEO sta diventando fondamentale

Il comportamento dell’utente è cambiato: se prima, dopo aver inserito la richiesta schematica sul motore di ricerca, ad esempio “miglior app per scaricare musica”, l’utente doveva scegliere quale pagina di sito aprire tra vari link proposti, ora chiede: “Qual è la migliore app per scaricare musica gratis” e l’AI risponde direttamente.

Questo vuol dire che se i tuoi contenuti non sono ottimizzati per GEO, sparisci dalle risposte di AI anche se sei primo su Google.

Con l’introduzione delle AI nei motori di ricerca, l’utente visita meno siti perché tende a fidarsi si della sintesi AI. Prende decisioni velocemente, senza visitare le pagine proposte nella prima pagina di Google.

Questo crea il fenomeno chiamato “zero-click knowledge”, ossia la ricerca si conclude con “zero clic” sulla pagina di ricerca, poiché l’informazione desiderata è immediatamente visibile in cima.

Google trasforma la SERP da un semplice elenco di link a una “destinazione finale”, fornendo risposte dirette con:

  • Risultati in primo piano: riquadro in alto che mostra un estratto del testo che risponde direttamente alla domanda.
  • Schede informative: schede laterali con informazioni enciclopediche (es. biografie, dati geografici).
  • AI Overviews (Risposte AI): sintesi generate dall’Intelligenza Artificiale che riassumono più fonti, posizionate in alto.

Di qui, essere citati come fonte in un snippet (risultati in primo piano) o in un AI overview (anteprime dell’AI) diventa cruciale per l’autorità del brand, anche senza traffico diretto al sito.

In sintesi:

SEO = competere per il clic
GEO = competere per essere la risposta

Nota bene: la GEO non sostituisce la SEO, ma la estende. Oggi è importante considerarle entrambe. 

Questo poiché le tecniche SEO di base (studio parole chiave, autorità, contenuti di qualità) sono fondamentali affinché l’AI stessa riesca a reperire, comprendere e citare le informazioni.

Oggi, i vantaggi competitivi offerti dalla GEO sono rilevanti. Chi ne adotta le tecniche può amplianre la propria audience, migliorare l’esperienza utente offrendo risposte più rapide e precise e rafforzare la credibilità del brand, apparendo direttamente nelle risposte generate dalle AI. 

Inoltre, studi recenti evidenziano come il GEO possa contribuire a riequilibrare la visibilità online, offrendo anche ai siti più piccoli o emergenti l’opportunità di affermarsi in mercati tradizionalmente dominati da grandi aziende.

Naturalmente, per ottenere risultati concreti sono indispensabili competenze specifiche sulle tecniche di ottimizzazione dei testi e un investimento costante nella qualità e nel valore dei contenuti.

Scrittura GEO oriente

Scrivere contenuti rispettando le tecniche swl SEO-Copywriting e al contempo scrivere contenuti GEO-oriented, per intercettare l’intelligenza generativa: questa è la sfida odierna del copywriter

Crea contenuti GEO-oreinted: 6 consigli di scrittura

Per scrivere in modo ottimizzato GEO devi mirare a costruire un forte brand semantico e, di conseguenza, diventare una fonte autorevole per Google.

1. Scrivi per rispondere, non solo per posizionarti

Abbiamo visto che i motori generativi privilegiano contenuti che rispondono in modo chiaro e diretto a una domanda e offrono spiegazioni sintetiche ma complete.

Inizia con una risposta immediata alla domanda principale, poi approfondisci con dettagli e spiegazioni.

Puoi anche redigere contenuti in formato domanda-risposta utilizzando un linguaggio semplice e diretto e cercare di rispondere così alle domande degli utenti.

A tale scopo assicurati che sul tuo sito sia presente una sezione con FAQ ben strutturate.

Inoltre, per anticipare le domande dell’utente, puoi inserire nel tuo testo paragrafi (o sezioni nel sito) con i titoli “Domande frequenti” o “Errori comuni”.

2. Struttura il contenuto in modo logico

Una buona struttura del testo aiuta l’IA a comprendere e citare il contenuto. Per esempio, quando scrivi il testo inizia con una definizione dell’argomento, così da fornire subito un contesto preciso.

Spiega poi perché il tema è rilevante, evidenziandone l’importanza e le possibili applicazioni. Descrivi infine come funziona o come si sviluppa, offrendo dettagli che facilitino la comprensione.

Questo approccio rende il testo più coerente, leggibile ed efficace sia per i lettori sia per i sistemi di intelligenza artificiale.

Ricoradati poi di:

  • Inserire Titoli chiari (H2, H3)
  • Scrivere paragrafi brevi
  • Utilizzare elenchi puntati
  • Inserire tabelle, grafici o locandine

Sono aspetti, questi, che abbiamo già visto parlando di SEO-Copywriting, e che puoi approfondire leggendo Scrittura SEO-Friendly: 12 consigli per meglio posizionare i tuoi contenuti sul web

3. Dimostra competenza e autorevolezza

La GEO valorizza contenuti che mostrano competenze reali. Riporta casi studio: più il contenuto è approfondito, personale e originale, più è probabile che venga utilizzato come riferimento.

Cita fonti autorevoli, riporta esempi pratici e la tua esperienza in merito.

4. Scrivi in modo naturale (non esagerare con le keyword)

Se per scrivere SEO-oriented si tende a inserire la parola chiave primaria e secondaria talvolta in modo eccessivo, per la GEO non serve ripetere ossessivamente le parole chiave: conta la chiarezza semantica e diventa importante usare sinonimi e concetti correlati.

Aspetto che, a dire il vero, ho sempre cercato di tener presente nella redazione di contenuti, proprio perché trovo che l’uso ripetuto di parole chiave renda il testo poco piacevole alla lettura.

5. Privilegia qualità e utilità reale

La GEO premia contenuti che educano, risolvono problemi concreti e offrono valore pratico. Non basta “riempire una pagina”: bisogna fornire informazioni realmente utili e aggiornate.

Crea contenuti chiari, semplici, facilmente compresi dagli algoritmi (ancor più per schede prodotto, FAQ o informazioni).

6. Fai attenzione al design e alla navigazione intuitiva

Design e navigazione intuitiva sono importanti per la GEO, ma devono essere funzionali alla navigazione e pensati anche per le AI, non solo per gli utenti.

Un sito con struttura chiara e navigabile permette una migliore comprensione da parte dell’AI che riesce a estrarre le risposte che cerca.

La disorganizzazione e la confusione rendono più difficile l’estrazione di informazioni da parte dell’AI, come del resto rendono la pagina poco piacecole al lettore.

L’attenzione all’user-experience è poi fondamentale perché:

Navigazione intuitiva = maggiore autorevolezza percepita

Un buon design significa migliore esperienza utente e di conseguenza più probabilità di essere usato come fonte.

Viceversa, animazioni pesanti, effetti grafici che rompono la struttura HTML o un design super creativo ma poco leggibile non sono prioritari per la GEO, anzi, possono complicare i processi di lettura dell’AI.

Se vuoi approfondire il concetto di scrittura orientata all’utente puoi leggere:  Copywriting e scrittura user-Friendly: 8 consigli per farsi leggere on-line

Ricapitolando:

La GEO premia chiarezza, struttura, autorevolezza, coerenza tematica

Se ti occupi di scrittura potresti seguire la sezione Copywriting sul mio blog oppure leggere i seguenti articoli:

Vuoi imparare a scrivere per il web?

Blogging

Scrivimi, possiamo organizzare qualche lezione via web. Oppure, se ti interessa approfondire, potresti seguire i mio corso di scrittura sulle tecniche di copywriting.

Imparerai come gestire un blog, come creare un calendario editoriale e come costruire un post. Trovi tutte le informazioni alla pagina web del corso.

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

Articoli di approfondimento

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Come convertire i PDF in Word per la SEO: guida pratica e veloce

Come convertire i PDF in Word per la SEO: guida pratica e veloce

Ti occupi di SEO e hai bisogno di avere a disposizione i testi dei PDF in modo da inserirli nel CMS in poco tempo?
La buona notizia è che Google indicizza anche i PDF, ma spesso è più conveniente modificarli per velocizzare i flussi editoriali.
Naturalmente, Word è ancora uno dei formati più diffusi, soprattutto in ambito professionale, quindi può esserti molto utile sapere come convertire un PDF in Word.

Pensare di copiare il testo di un PDF in Word ormai è follia: ci sono tanti strumenti come SmallPDF che ti permettono di fare questo passaggio in pochi secondi.

Se converti pdf in word, ottieni un file subito editabile e pronto per l’ottimizzazione on-page. I file .docx sono semplici da condividere e, spesso, sono più comodi per chi lavora nel settore della SEO.

Per esempio, se devi dare a un cliente un articolo ottimizzato, è molto più utile inviarlo al cliente in .docx piuttosto che in PDF, così lui può subito copiarlo e incollarlo sul CMS.

Cosa ti serve per iniziare se vuoi convertire un PDF in Word

  • Il PDF originale (meglio se non protetto) e, se è una scansione, la funzione OCR (riconoscimento ottico dei caratteri) di Smallpdf.
  • Un browser aggiornato su Windows, macOS o Linux, o l’app mobile se lavori in mobilità.

Procedura passo passo: da PDF a Word con SmallPDF

#1 Apri lo strumento PDF in Word di Smallpdf e carica il file trascinandolo nell’area dedicata.

Convertire PDF in Word

 

#2 Se il PDF è una scansione, attiva l’opzione con OCR (funzione Pro) per rendere il testo selezionabile e modificabile.

Converti Word in PDF con semplici operazioni

#3 Avvia la conversione e attendi pochi secondi. Mantieni il browser attivo finché non compare il pulsante di download.

#4 Scarica il file .docx e aprilo in Word o in Google Docs. Controlla i titoli, gli elenchi, le tabelle e le note. Smallpdf preserva il layout e i font grazie all’integrazione con Solid Documents.

Come convertire file Word in PDF

 

#5 Fai un controllo SEO veloce: normalizza gli heading, verifica i link, aggiungi eventuali alt text alle immagini una volta inserite nel CMS.

#6 Salva una copia e rinomina il file con una convenzione chiara per l’archiviazione.

#7 Se devi riutilizzare solo parti del contenuto, valuta anche la conversione in TXT per avere del testo grezzo da pulire rapidamente.

#8 Quando hai finito, ricorda che i file caricati su SmallPDF vengono eliminati automaticamente entro circa un’ora, a meno che tu non li salvi sul tuo account.

Consigli e best practice per migliorare i tuoi flussi nella SEO

I PDF pesanti non sono un problema se li converti, ma se li mantieni come risorsa da scaricare, comprimili con lo strumento dedicato per ridurre l’impatto sulle performance e sull’UX. Monitora con PageSpeed Insights le metriche che Google usa per valutare l’esperienza utente e segui le raccomandazioni che ti vengono fornite.

Per i testi derivati dalle scansioni, l’OCR è fondamentale perché rende ricercabili i contenuti e permette un editing accurato prima della pubblicazione. Se il documento finale resta in PDF, ad esempio come allegato, esegui comunque l’OCR per l’accessibilità e la ricercabilità interna.

Google può indicizzare i PDF, ma per avere controllo sui meta, sui dati strutturati e sul linking interno spesso conviene spostare il contenuto importante in HTML e usare il PDF come risorsa complementare. Quando un PDF non deve apparire in SERP, applica noindex via intestazione HTTP X-Robots-Tag, è il metodo consigliato da Google per le risorse non HTML.

Smallpdf usa la crittografia TLS, è conforme al GDPR e certificato ISO/IEC 27001. I server si trovano in Europa.

Magari non ti sembra importante, ma sono degli aspetti utili da citare nelle policy interne quando gestisci i documenti sensibili.

Problemi frequenti e soluzioni rapide per risparmiare tempo

Il testo del file è un’immagine che non può essere copiata? Se il PDF è una scansione, senza OCR il .docx risulta vuoto o scomposto. Per risolvere, abilita l’OCR prima della conversione.

La formattazione è disallineata dopo l’export? Capita con i layout complessi. Verifica che gli heading e gli elenchi siano coerenti. La tecnologia di SmallPDF mira a preservare la grafica e i font, ma un passaggio di editing è sempre consigliato, soprattutto in ottica SEO.

Le tabelle risultano rovinate dopo la conversione? Se le tabelle perdono la formattazione, prova un export dedicato verso Excel e poi ricostruisci la tabella nel CMS. SmallPDF supporta le conversioni verso i principali formati Office.

Il file è protetto da password? Se sei autorizzato, rimuovi la protezione con lo strumento sblocca PDF e ripeti la conversione.

Hai troppi PDF in indice? Usa l’operatore di ricerca per individuarli velocemente e decidere cosa migrare in HTML: site:tuodominio.it filetype:pdf. Poi applica X-Robots-Tag noindex dove serve.

Riepilogo: cosa hai appreso con questa guida

  • Come caricare il PDF su SmallPDF e, se serve, attivare l’OCR (riconoscimento ottico dei caratteri) per ottenere un .docx modificabile.
  • Controllare e ottimizzare i titoli, i link e le tabelle prima di pubblicare nel CMS.
  • Valutare la compressione, l’accessibilità e, se necessario, il noindex per i PDF originali.
  • Lavorare in sicurezza: crittografia, conformità GDPR/ISO e cancellazione automatica dei file entro un’ora.

Convertire i file PDF in Word ormai è diventata una semplice operazione.

Con l’uso dei tools presenti su SmallPDF la conversione è sicura e precisa.

Scopri anche tu tutti gli strumenti, presenti sulla piattaforma, per la conversione i file di diverso formato.

 

 

Mi piace muovermi tra comunicazione, tecnica e relazione.

Ogni contenuto richiede un suo modo per essere divulgato.

Per questo mi ritrovo nei testi e tra le righe dei codici.

 

Nicola Albi

Consulente Marketing

Come SEO e Copywriting per il turismo aumentano visibilità e prenotazioni

Come SEO e Copywriting per il turismo aumentano visibilità e prenotazioni

La maggior parte dei viaggi inizia con una ricerca su Google: grazie alla SEO e al copy turistico presenti la tua struttura nel modo migliore e intercetti il turista 

Nel settore turistico la ricerca online è spesso il primo passo che un viaggiatore compie prima di decidere dove prenotare.

Questo è il motivo per cui la SEO (Search Engine Optimization) è estremamente importante nel turismo, forse più che in molti altri settori.

Ricorda:

La maggior parte dei viaggi inizia con una ricerca su Google. 

E la tua struttura  deve essere presente sul web nel modo migliore, per intercettare il turista.

Vediamo oggi una guida completa per capire come applicare il SEO copywriting in ambito turistico e rendere i tuoi scritti appetibili ai motori di ricerca.


Cos’è il SEO Copywriting per il turismo    

Il SEO copywriting è l’arte di scrivere testi che, al contempo, piacciono ai motori di ricerca (Google, Bing, ecc.) e coinvolgono e convincono le persone a prenotare, iscriversi o chiedere informazioni.

Nel turismo, questo significa creare contenuti ottimizzati che valorizzano una destinazione, una struttura ricettiva, un servizio turistico o un’esperienza.

Come procedere? 

1. Cerca le parole chiave da utilizzare (Keyword Research) 

Prima di scrivere, bisogna sapere come le persone effettuano la ricerca sui motori di ricerca.

Ad esempio:

  • “hotel romantico Lago di Como”
  • “cosa fare a Matera in 3 giorni”
  • “migliori agriturismi in Toscana con piscina”
  • “escursioni guidate in Sardegna”

Ti consiglio alcuni strumenti utili per capire quali sono le parole chiave:

  • Googoe Trends, strumento gratuito di Google che analizza la popolarità delle ricerche su Google e YouTube, mostrando i termini più cercati in tempo reale, nel passato e in specifiche aree geografiche. È semplice da utilizzare e intuitivo: tramite grafici che confrontano parole ti permette di identificare le tendenze;
  • Google Keyword Planner, strumento gratuito integrato in Google Ads che aiuta a scoprire nuove parole chiave e a stimare i volumi di ricerca e i costi per le campagne sulla rete di ricerca. Permette inoltre di analizzare la concorrenza, vedere le tendenze di ricerca e le stime di costo per strategie pubblicitarie efficaci;
  • Ubersuggest, strumento SEO e di marketing digitale utile ad analizzare parole chiave, concorrenza, backlink e audit di siti web. Di semplice utilizzo anche per i principianti;
  • Semrush, piattaforma più completa e avanzata per professionisti e agenzie, con funzionalità IA e tanti altri strumenti utili per la crescita online.

Utilizza keyword ad alta intenzione di viaggio: chi le usa, spesso è vicino alla decisione di prenotare. Ricorda che le keyword di viaggio hanno volumi molto alti di ricerca.

Parole chiave come “Cosa vedere a…” “Quando andare a…” con il luogo di destinazione generano un traffico enorme e continuativo.

Posizionarsi bene grazie alla SEO significa avere un flusso costante e gratuito di potenziali clienti.

2. Scrivi il testo con una struttura ottimizzata SEO

Ogni pagina o articolo dovrebbe avere:

  • Titolo H1: contiene la keyword principale (es. Hotel sul mare a Sorrento)
  • Sottotitoli H2/H3: suddividono i contenuti e includono keyword correlate
  • Meta Title e Meta Description: scritti in ottica “click magnet”, che attirano il click
  • URL breve e descrittivo
  • Immagini ottimizzate: compresse e nominate (inserisci anche testo ALT)
  • Testo suddiviso in paragrafi brevi e ad alta leggibilità, con titoli accattivanti e utilizzo di elenchi puntati

Per approfondire leggi:

3. Utilizza Storytelling Turistico e Copy Persuasivo

Il turismo è emozione, non solo informazione. Integra sempre una narrazione coinvolgente: Ad esempio: “Immagina di svegliarti con il profumo del mare e la luce dorata del sole che entra dalla finestra…”

Unisci SEO e storytelling usando le keywords nel modo più naturale possibile. Non esagerare con il loro utilizzo ma cerca di inserirle nel titolo, sottotitolo, inizio del testo e fine.

Parla ai desideri del viaggiatore come rilassarsi, scoprire, divertirsi, connettersi con la natura o la cultura e utilizza un linguaggio provo di stereotipi e frasi tipiche del settore turistico.

Coinvolgi i sensi: vista, suono, profumo, tatto, gusto. Più il lettore riesce a immaginare l’esperienza, più sarà coinvolto.

A questo proposito puoi leggere: Copywriting turistico: il decalogo per una scrittura che attrae, emoziona e converte

Non dimenticare di inserire call to action persuasive: “Prenota ora la tua esperienza indimenticabile”.

Guida l’utente all’azione con verbi concreti e orientati al beneficio. Ad esempio: “Prenota ora e vivi la tua estate italiana.”
Oppure: “Scopri le offerte per un weekend tra i vigneti.”

Puoi leggere anche: Come scrivere call to action (CTA) efficaci per la riuscita del tuo sito web

3. Crea contenuti sempre attuali

Crea sul Blog turistico contenuti efficaci come:

  • Guide di viaggio SEO-friendly, come, ad esempio “Cosa vedere a Verona in 2 giorni”
  • Blog post stagionali ad esempio “Vacanze di Natale in Trentino”
  • Itinerari tematici “Weekend romantico in Umbria”

Questo tipo di contenuti, definiti evergreen, sono molto importanti per la visibilità di un blog in quanto sono sempre attuali e utili nel tempo e rispondono a domande e bisogni costanti del pubblico, portando traffico organico costante e costruendo autorevolezza.

Sul sito della struttura descrivi le camere e i servizi in modo invitante e ricorda l’ottimizzazione SEO.

Anche qui fai attenzione al linguaggio. Scrivi i dettagli in modo vivido e concreto: non limitarti a descrizioni generiche, ma usa dettagli precisi per rendere l’esperienza tangibile e memorabile.

Non utilizzare l’alberghese, il linguaggio tipico del turismo.

Crea landing page pubblicitarie per promuovere la struttura o un’offerta particolare.

4. Ottimizza la SEO Locale e Google Maps

Se gestisci un hotel, B&B, ristorante o agenzia, il SEO locale è fondamentale.

Ottimizza la Scheda Google Business Profile e mantienila aggiornata creando contenuti con le parole chiave.

Rispondi sempre alle recensioni, anche quelle negative.

Google Business Profie

Inserire le tue coordinate su Google è determinante per la localizzazione e per mostrare una serie di dettagli utili (immagini, recensioni, orari e numero di telefono)

A questo proposito puoi leggere: Novità su Google Business Profile: la local strategy per la tua attività

5. Analizza e ottimizza

Ogni strategia di marketing va analizzata per comprenderne l’efficacia.

Quantifica le visite organiche (Google Search Console/Google Analytics), il tempo di permanenza e il tasso di rimbalzo sulle pagine del tuo sito web.

Poi ottimizza continuamente: aggiorna i contenuti, aggiungi informazioni stagionali e nuove immagini.

Quanto è importante la SEO nel turismo? Conclusioni 

Oltre agli indubbi vantaggi dell’utilizzo corretto delle strategie SEO per il posizionamento dei contenuti sul web, è importante sottolineare che la SEO riduce la dipendenza da Ads.

Nel turismo le campagne Meta/Google Ads sono costose. Inoltre una campagna Ads dura finché paghi, poi la visibilità crolla inevitabilmente.

Una buona scrittura SEO permette di:

1. Diminuire il costo di acquisizione cliente (CAC): ed indica quanto spende un’azienda per acquisire un nuovo cliente pagante, includendo tutte le spese di marketing, vendite, stipendi e strumenti che portano un potenziale contatto a diventare cliente
2. Essere presente nei risultati di ricerca tutto il tempo dell’anno, sfruttando il posizionamento che deriva dall’indicizzazione del sito web.

SEO + contenuti = valore nel tempo

Un articolo SEO ben scritto può portare traffico per mesi o anni.

Nel turismo la concorrenza è altissima. Chi non cura la SEO sparisce dai risultati di ricerca, deve investire di più in ADS e perde opportunità durante i picchi di alta stagione.

Per una struttura turistica o un tour operator la SEO non è un optional: è un pilastro.

È la leva che permette di essere trovati dai viaggiatori mentre stanno decidendo dove andare o con chi partire.

Se hai bisogno di aiuto per creare contenuti strategici ottimizzati SEO non esitare a contattarci.

Corso Copy destinato al settore turistico

Sei un travel blogger, un operatore del desk alberghiero o ti occupi di scrittura nel settore del turismo?

Per iniziare a scrivere testi per il turismo capaci di aumentare le prenotazioni è necessario saper combinare le tecniche della scrittura per il web, del seo-copywriting, della scrittura persuasiva e dello storytelling.

Per questo motivo ho messo a punto un nuovo Corso di Copy turistico: l’obiettivo è quello di sostituire quella comunicazione settoriale poco informativa e tutta uguale che ancora caratterizza molta comunicazione in ambito turistico e fornire le basi per conoscere i metodi di scrittura per il web con la ricerca delle parole più adatte per un migliore approccio comunicativo con il turista. 

Se vuoi saperne di più sul copywriting turistico sono a disposizione per un corso di formazione o una consulenza dedicata. Puoi visitare qui la pagina del Corso.

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

Il sito web della tua struttura non sta portando i risultati sperati?

Se il sito web della tua struttura non sta portando i risultati che speravi e vorresti ottenere maggiore visibilità e più conversioni la cosa migliore da fare è una revisione dei testi del tuo sito.

Il processo di revisione dei testi (editing) nell’ottica del marketing turistico prevede:

  • la scelta delle parole più adatte nella comunicazione alberghiera;
  • la correzione di eventuali errori di ortografia, grammatica, scelte lessicali non appropriate;
  • l’analisi e l’utilizzo delle keywords più usate nel mercato di riferimento;
  • l’applicazione delle tecniche di SEO copywriting allo scopo di ottenere testi ottimizzati alla ricerca e alla lettura che avviene sul web;
  • l’utilizzo di tecniche di scrittura di tipo persuasivo ed emozionale per aumentare le conversioni.

L’obiettivo è quello di migliorare quel linguaggio settoriale poco informativo e tutto uguale che ancora caratterizza molta comunicazione in ambito turistico.

Posso occuparmi anche di lettere di presentazione e fac-simile di preventivi: il tutto per migliorare l’approccio comunicativo al cliente.

Hai bisogno del mio aiuto?

Scrivimi, studierò il tipo di comunicazione e di linguaggio più adatto alla tua attività!

Inoltre, se pensi possa essere utile a te e al tuo team, ho messo a punto un nuovo corso per il web dedicato agli operatori per il turismo.
In 10 ore di lezione vedremo insieme:

  • le basi del copywriting turistico,
  • l’email marketing,
  • la gestione delle recensioni;
  • il social media marketing per iil turismo.

Per saperne di più visita la pagina del corso sul mio sito web.

Google I/O svela i nuovi scenari dell’intelligenza generativa

Google I/O svela i nuovi scenari dell’intelligenza generativa

L’universo Google è in fase di accelerazione e mette in campo progetti visionari

 

Quello di mercoledì 10 maggio 2023 è un lancio in piena regola che conferma quanto l’universo Google stia guardando avanti e, sopratutto, sia in fase di accelerazione.

L’evento di presentazione delle novità in casa Google, il Google I/O 2023, è una conferenza organizzata annualmente da Google a Mountain View, in California.

Durante lo streaming gli sviluppatori web di tutto il mondo hanno l’opportunità di conoscere le novità sulle applicazioni web e mobile di Google e relative tecnologie come Android, Chrome, Chrome OS, Google App Engine e altre.

Quest’anno l’argomento è l’AI Generativa e la diffusione e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ogni campo.

Quindi si consolida ulteriormente il concetto di “ecosistema di Google” con l’intelligenza artificiale applicata anche nella Search (con cambiamenti lato SEO) e per l’hardware.

In questo ultimo ambito Google I/O 2023 è stata l’occasione per la presentare il primo smartphone pieghevole (Pixel Fold) e del primo tablet (Pixel Tablet) della società californiana di Montain View.

Unica nota negativa è che questi dispositivi, completamente ingegnerizzati da Google, non saranno disponibili per il mercato italiano.

Ritornando allo streaming dell’evento, alta è stata l’attenzione dedicata all’intelligenza artificiale (AI) e al concetto di “responsability”.

Due ambiti che il CEO di Google, Sundar Pichai, ha più e più volte associato quasi a rimarcare una presa di distanza dai concorrenti OpenAI-ChatGPT e Microsoft.

google evento

Internet del futuro si chiama “Ecosistema Google”

Il focus su cui iniziare a ragionare sulle potenzialità di Google è l’ampiezza della sua visione.

Nel futuro che ci aspetta tutti useremo i sistemi di Google perché Google sarà presente, direttamente o indirettamente, alle diverse applicazioni di AI usate e concepite con i suoi modelli.

Android, Chorme e la stessa Search sono solo l’inizio: le porte d’entrata per un “Ecosistema liquido” (concetto di Giorgio Taverniti che risale al 12 dicembre 2019) sono aperte.

Un aspetto è stato ribadito durante lo streaming: Google continua a ritenere i contenuti di valore condivisi online come un elemento meritorio.

Questo perché ogni articolo o testo scritto con precisione è utile alle persone che lo leggono e, per questo, scelgono di usare il motore di ricerca di Google invece di altri concorrenti.

Ti sei mai chiesto perché, di solito, non usi altri motori di ricerca come Bing, Yahoo, DuckDuckGo, Gibiru o Wolfram Alfa?

Ora vediamo alcune delle novità annunciate durante l’evento.

Ultime novità in casa Google

C’è da dire che i programmatori di Google usano già l’intelligenza artificiale che, in questi ultimi mesi, è stata al centro dell’attenzione internazionale.

Con l’intelligenza generativa diversi strumenti di Google sono stati migliorati e ampliati nelle loro funzioni.

Vediamone alcuni.

GMail: entra una nuova funzionalità chiamata Help Me Write, supportata dall’intelligenza generativa

Alla ricezione di una email si risponde in base al contenuto dell’argomento e a seconda delle esigenze dell’utente.

Parliamo di un’espansione del sistema sui suggerimenti intelligenti al testo che ora è in grado di completare in modo automatico le frasi della e-mail.

Questo in base alla conoscenza acquisita di quello che scrivete abitualmente su GMail e Google Docs.

Un modello linguistico, quello di Google, usato per comporre la scrittura con 3 diversi toni adattivi: formale, elaborato e breve.

Google Maps: gli itinerari diventano immersivi

Il percorso da seguire è descritto in ogni dettaglio (tempo, distanza etc.) e raffigurato come in una realtà aumentata.

Questo nuovo sistema di navigazione (immersive views) è destinato però, per ora, a uscire solo in alcune città del mondo.

Google Photos: si aggiunge il sistema Magic Editor

Magic Editor, che usa l’intelligenza generativa, aiuta a centrare il soggetto nella foto.

A oggi è comunque già presente in Google Photos la funzione che elimina gli oggetti dallo sfondo della foto.

PaLM 2: è il nuovo modello linguistico basato su AI

Secondo Sundar Pichar è il modello “più robusto in logica e nel ragionamento” in quanto è pensato per generare e riconoscere testi in più di 100 lingue.

Un modello che include testi scientifici e pagine web in modo da ampliare la sua capacità nella logica, nella matematica e nel ragionamento.

PaLM 2, inoltre, genera una grande quantità di codici sorgente. Tra questi i più diffusi come Python e Java Script, oltre in Prolog, Fortran e Verilog.

PaLM 2 è usato in altre 25 funzionalità e prodotti di Google.

google Palm

PaLM 2 è il nuovo modello linguistico di Google in concorrenza a GPT-4 di OpenAI

 

Bard AI: novità del chatbot interattivo

Nei prossimi mesi  Bard Al diviene disponibile in inglese per 180 paesi e in altre 40 lingue (tra cui l’italiano).

Parliamo di un assistente, via AI di Google, che integra l’ecosistema di Google nella risposta dell’intelligenza artificiale.

Un sistema che parte dalla domanda e si arriva ad ottenere delle informazioni, le più dettagliate possibili (con foto, link ai siti delle fonti e non solo testo).

I risultati visivi sono simili a quelli presenti su Google Search: fruttando Google Lens e immettendo un prompt con immagine, Bard può capire quali sono i soggetti  e gli elementi presenti all’interno per dare la migliore risposta possibile.

Per esempio: se si inserisce una foto di una montagna visitata dall’utente, si può chiedere di scrivere una didascalia oppure informazioni sul luoghi simili da visitare.

C’è la possibilità, inoltre, di generare immagini con Adobe Firefly.

Un tool di terze parti che può collegarsi alle app di Google e ai servizi sul web (come avviene per Chat GPT).

Punto di arrivo di Google è quello di integrare tutto quello che riguarda l’AI, in ogni possibile aspetto!

Bard Google

Bard è l’intelligenza artificiale di Google basata sul modello di linguaggio LaMDA (Language Model for Dialogue Applications)

 

Search Generative Experience (SGE)

Con Alphabet, la società collegata a Google, tutto è pronto per lanciare la nuova versione di Search (SGE) del motore di ricerca.

SGE: un breve estratto dal documento online di Google

In una breve introduzione Srinivasan Venkatachary, VP of engeneering di Google, ci spiega cos’è SGE:

“SGE è un primo passo nella trasformazione dell’esperienza di ricerca con l’IA generativa.

Quando utilizzano SGE, le persone noteranno la loro pagina dei risultati di ricerca con risultati Web familiari, organizzati in un modo nuovo per aiutarli a ottenere di più da una singola ricerca.”

Con SGE, le persone saranno in grado di:

  • Ottenere rapidamente info su un argomento, con collegamenti e risultati pertinenti da esplorare
  • Porre domande in modo naturale in una nuova modalità di conversazione
  • Generare idee creative e bozze direttamente nella Ricerca.

La ricerca tradizionale viene ridisegnata per dare spazio a maggiori contenuti provenienti dai socialnetwork, dalle foto e video.

Con l’AI di Bard la ricerca diviene più coerente e personale alle abitudini del singolo utente, creando di fatto una pagina Google personalizzata.

Link:  A new way to search with generative AI

Verso una nuova SEO

Con lo sviluppo, l’integrazione e l’amplificazione di questi sistemi con l’AI anche la SEO (Search Engine Optimization) si adatta e diventa Search Ecosystem Optimization (cit. Giorgio Taverniti).

Google si muove con nuove modalità di ricerca e le sue fonti si basano sulle migliori risorse del settore.

Questo significa:

  • qualità delle informazioni condivise
  • un database di conoscenza, sia per le aziende che per i singoli, ben strutturato e affidabile.

Google è alla ricerca di fonti, quelle più affidabili e rigorose, perché l’esperienza dell’utente viene messa al primo posto.

E un utente soddisfatto “non ti lascia tanto facilmente”.

Pertanto ritorna il famoso motto: Content is king!

Link di approfondimento di Google sui parametri di valutazione: Core Web Vitals.

Google: inarrestabile realtà

Google è la realtà che si muove tra intelligenza generativa e la Rete.

Un agglomerato di conoscenze e progettualità concepite per raggiungere una multidimensionalità che richiede capacità di adattamento ai divesi linguaggi.

Una sfida aperta che rimane una fonte di sviluppo e studio utile al progresso.

Tenendo conto di tutte le riflessioni e analisi sull’etica. E questo non è poco.

 

Riferimenti
Giorgio Taverniti, Google liquido – Verso una nuova Internet, Ulrico Hoepli  Editore Spa 2022, Milano.

Foto di copertina:
Shubham Dhage – Unsplash

Mi piace muovermi tra comunicazione, tecnica e relazione.

Ogni contenuto richiede un suo modo per essere divulgato.

Per questo mi ritrovo nei testi e tra le righe dei codici.

 

Nicola Albi

Consulente Marketing

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Cybersecurity: quando l’attenzione deve rimanere alta anche con WordPress

Cybersecurity: quando l’attenzione deve rimanere alta anche con WordPress

La percezione della sicurezza informatica è spesso bassa. Quando il tuo sito web è violato dagli hacker, però, ti accorgi che è meglio essere protetti. Mantenere aggiornato il tuo CMS è il primo consiglio

 

La sicurezza informatica è un aspetto che ritorna in auge quando meno la si aspetti.

In questi mesi di lockdown, dove il commercio su Internet si è ampliato a dismisura, l’incubo principale è l’intrusione nel sistema informatico da parte di hacker.

Stiamo parlando di data breach: breach, una “breccia”, una falla di sicurezza sul sistema che provoca la fuoriuscita di dati.

Dati che dovrebbero essere custoditi con cura e grande attenzione.

Il Garante per la Privacy chiama questa situazione “violazione dati”.

Oggi l’utilizzo dei big data è divenuta una realtà amplificata ma le misure di sicurezza a tutela dei dati memorizzati, molto spesso sono quelle di dieci anni fa.

La sicurezza è sottovalutata

Chi raccoglie grandi quantitativi di dati dovrebbe incorporare la sicurezza nei suoi progetti ancor prima di presentare il progetto stesso.

Incorporarla nei server. Nelle app. Negli strumenti che saranno usati. Nei siti web che dialogano con gli utenti.

Come se l’idea di sicurezza dovesse essere nello scheletro stesso del progetto.

Prima ancora di iniziare a raccogliere i dati, si dovrebbe creare un ambiente sicuro.

Questo, purtroppo, nella maggior parte dei casi non avviene.

La fretta di andare sul mercato, l’improvvisazione, il risparmio sui costi o, semplicemente, incompetenza e dilettantismo portano sovente a trovare online dei sistemi vulnerabili ancor prima di essere operativi.

In altre parole: i nostri dati finiscono spesso, sin dall’inizio, in ambienti che non sono sicuri.

Il mondo digitale: un luogo da capire

La società è colma di miliardi di dispositivi connessi: videocamere, automobili, frigoriferi, termostati, acquari, irrigatori, cancelli, braccialetti fitness, assistenti vocali.

Sono tutti prodotti che devono essere venduti a prezzi concorrenziali: di conseguenza, l’investimento per la sicurezza informatica di questi dispositivi è minimo.

Il fatto, poi, che molti dispositivi non abbiano un display porta a prendere sotto gamba il problema. L’utente medio non comprende che questi dispositivi possono essere oggetto di un’intrusione hacker.

I dati personali usati come merce in vendita

Non c’è mai stata una esposizione così diffusa, come avviene oggi, dei nostri dati sensibili o “particolari”, ossia di quei dati che possono essere usati per discriminare o ricattare una persona: salute, sesso, opinioni politiche.

Oggi i dati delle persone fanno più gola dei numeri della carta di credito.

I dati di un neonato possono essere usati per truffe e rimanere sicuri per anni e anni. Si partla di una “clean credit history”, quando i dati della giovane vittima possono essere usati per aprire conti o linee di credito fino a quando il bambino non diventa adolescente e inizia a usare i suoi dati, facendo così scoprire la truffa.

I dati intimi delle persone girano ormai ovunque: app per il fitness, siti di dating e appuntamenti, assicurazioni, banche, enti pubblici, ospedali e cliniche, piattaforme per la consultazione dei cittadini.

E tutti sono luoghi che si sono dimostrati vulnerabili.

Quando l’utente si fida a comunicare i propri dati

Il problema è che, spesso, non ci possiamo fare nulla. I nostri dati li diamo a soggetti che, pensiamo, siano ben più sicuri del nostro piccolo computer o telefono.

Ma questa garanzia, in realtà, ce la forniscono sempre meno. Sono centinaia i siti web che ogni anno subiscono attacchi e data breach.

E, spesso, i gestori non ci avvertono del breach e della improvvisa circolazione dei nostri dati.

Investire in sicurezza è la strada da percorrere

Con l’attuazione del Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati (GDPR art.93) aveva portato maggiore attenzione all’adeguamento.

Ma ora, con la crisi, la sicurezza informatica (e i costi relativi) sarà probabilmente messa da parte per risolvere contingenze economiche (spesso di vera e propria sopravvivenza sul mercato) percepite come ben più importanti.

Siamo in presenza, pertanto, di un piccolo-grande cortocircuito: vi è la corsa all’accumulo dei dati senza, però, blindarli.

Sono proprio queste vulnerabilità del sistema dovute a incuria, a fretta nella programmazione o progettazione del sito e dei servizi, a improvvisazione che rendono insicura la Rete.

WordPress: il livello di sicurezza?

La prima domanda che probabilmente vi state facendo è questa: WordPress è sicuro?

Nella maggior parte dei casi, sì.

 

Vulnerabilita wordpress

Vulnerabilità ad alta gravità nel 2019, in parte a causa dell’aumento degli attacchi mirati all’uso improprio della funzione update_option () di WordPress (fonte securi.net)

 

Tuttavia, WordPress spesso ha fama di essere vulnerabile sotto l’aspetto della sicurezza e di non essere è una piattaforma sicura per l’utilizzo aziendale.

Ma il più delle volte questo è dovuto al fatto che gli utenti seguono quelle che si sono dimostrate le peggiori pratiche per quello che riguarda la sicurezza.

Sono l’utilizzo di software WordPress obsoleto e di plugin annullati o datati, di una cattiva gestione delle credenziali e della mancanza delle necessarie conoscenze sul Web e sulla

sicurezza tra gli utenti non tecnici di WordPress a dare agli hacker il controllo del loro gioco cyber-criminale.

Per esempio il sito della testata giornalistica Reuters è stato violato perché utilizzava una versione obsoleta di WordPress.

I siti web sono attaccati dagli hacker per la scarsa protezione informatica (analisi da fonte sucuri.net)

Secondo le analisi di Sucuri, un’azienda specializzata nella sicurezza multipiattaforma, WordPress continua a guidare la classifica dei siti web infetti (83% nel 2018).

Si partiva dal 74% del 2016.

Il software vulnerabile è una delle principali cause di infezioni del sito Web e il numero di exploit immediatamente disponibili per gli hacker è vasto.

Gli script automatizzati rendono estremamente facile la scansione dei siti Web alla ricerca di vulnerabilità note.

Il team di Sucuri ha riscontrato una vulnerabilità ad alta gravità nel 2019, in parte a causa dell’aumento degli attacchi mirati all’uso improprio della funzione update_option () di WordPress.

Cosa fare per essere sicuri

Per mitigare il rischio che script automatici individuino e infettino un sito web sfruttando una vulnerabilità nota, è imperativo che i proprietari del sito web mantengano tutto il software del sito web aggiornato con le ultime patch di sicurezza.

Il team di Studio AEsse Communication collabora con professionisti di data protection per garantire un servizio di assistenza che tuteli l’utente e, in primis, il proprietario del sito web.

Se hai qualche domanda da fare su questo tema scrivimi pure.

Leggi anche:

 

Articolo a cura di Nicola Albi
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Google annuncia i nuovi fattori di ranking: i Core Web Vitals

Google annuncia i nuovi fattori di ranking: i Core Web Vitals

Dal 2021 i Core Web Vitals diventano un fattore di ranking del motore di ricerca più usato dalla Rete. Usabilità, interattività e stabilità saranno al centro dell’esperienza dell’utente.

La data di partenza per l’applicazione dei nuovi parametri (Core Web Vitals) di Google è ufficiale. Il mese di maggio 2021 è il periodo entro il quale gli sviluppatori di casa Google procedono con l’introduzione di una serie di metriche legate alla user experience di un sito.

Parametri che risultano fondamentali per il posizionamento sulla SERP sulla quale comparirà uno specifico indicatore visivo che mette in rilievo il livello di usabilità di quella pagina (la Page Esperience).

Tutti i siti che rispetteranno tali parametri, inoltre, compariranno nella sezione Notizie in evidenza (Feautures Top Stories).

Il motore di ricerca Google ha annunciato che i Core Web Vitals rientreranno, a partire dal prossimo anno, tra i parametri di riferimento dell’algoritmo che determina il posizionamento dei siti.

L’obiettivo è quello di rendere più semplice e precisa l’usabilità delle piattaforme presenti da parte dell’utente che effettua le sue ricerche in Rete.

E questo è il punto di partenza per ottenere dei buoni risultati dal punto di vista del web marketing.

Cosa sono i Core Web Vitals

Nella misurazione dell’esperienza dell’utente ci sono vari aspetti da considerare.

Tra questi c’è anche il metodo di scrittura con la creazione di microtesti che hanno il compito di guidare l’utente nella navigazione all’interno di un sito o di una App.

Per approfondire questo aspetto leggi l’articolo: UX Writing e l’importanza dei microtesti nella user experience

Da un punto di vista più tecnico ci sono alcuni segnali, i Core Web Vitals, fondamentali per una usabilità ottimale e comune per tutte le esperienze web.

Queste esigenze primarie degli utenti comprendono il caricamento del sito (velocità), la stabilità visiva del contenuto della pagina e l’interattività.

Questi fattori sono la base del progetto “Core Web Vitals 2020”.

Teniamo sempre presente che il complesso meccanismo, con cui gli algoritmi di Google stabiliscono il posizionamento di un sito, conta oltre 200 fattori di ranking.

Fattori dei Core Web Vitals

I fattori Core Web Vitals sono tre:

  1.  Velocità di caricamento (loading) – Largest Contentful Paint: la velocità percepita che segna il punto nella sequenza temporale del caricamento della pagina. I siti dovrebbero essere visualizzati in un LCP entro i primi 2,5 secondi di caricamento della pagina.
  2.  Interattività della pagina (interctivity) – First Imput Delay: misura il tempo di reattività dell’utente che interagisce per la prima volta su quella pagina. I siti dovrebbero avere un feed FID inferiore a 100.
  3.  Stabilità visiva del caricamento (visual stability) – Cumulative Layout Shift: stabilisce lo spostamento imprevisto del layout del contenuto della pagina che si sta caricando. L’optimun sarebbe quello di ottenere il punteggio CLS inferiore a 0,1.

Google Core Web Vitals

I tre fattori di misurazione dei Core Web Vitals (infografica di Google.com)

Tutte queste metriche sono misurabili e dispongono di strumenti già presenti come il First Contentful Paint (FCP) e il Time to First Bite (TTFB), che rimangono fondamentali per il monitoraggio e il moglioramento del tuo sito web.

Operatività dei parametri

Gli sviluppatori di Google annunciano che queste modifiche entreranno in funzione dal prossimo anno. Il preavviso è comunque di almeno sei mesi in modo da permettere ai web master e ai proprietari dei siti di prepararsi al cambiamento.

I criteri di ranking di Google sono oggetto di variazioni e tengono sulle spine coloro che intendono ottenere un buon posizionamento online.

I Core Web Vitals si riferiscono a tutte le pagine web e, con queste modifiche alle metriche, avranno un notevole impatto.

Misurazione dei Core Web Vitals

Uno strumento da tenere sotto controllo è il Chrome UX Report.

Questo metodo di analisi consente ai proprietari di siti di valutare rapidamente le prestazioni del loro sito per ogni parametro.

Il set di dati presenti nella BigQuery dispone già di istogrammi accessibili al pubblico.

Pertanto rimane importante testare le prestazioni del proprio sito per essere sicuri di soddisfare le richieste del motore di ricerca.

La page experience

Google, con i suoi sviluppatori, ha già reso disponibile una pagina con il dettaglio dei criteri presi in esame per la valutazione di un sito.

Le metriche utilizzate dall’algoritmo sono utili per capire come un utente percepisce l’usabilità di una pagina web.

Indispensabili sono alcuni fattori di posizionamento che Google richiede:

  • caricamento, il più rapido possibile
  • ottimizzazione per i dispositivi mobili
  • il Page Speed Udate con la Google page speed per la misurazione della velocità secondo il Chrome UX report
  • sicurezza dei siti con HTTPS
  • gli annunci pubblicitari con gli interstitial (pagine pubblicitarie realizzate con JavaScript o Flash) ben strutturati

Google page experience

I fattori richiesti dagli sviluppatori per una usabilità e un’esperienza ottimale della ricerca su Google

Concetto del “User First” (prima l’utente)

Il successo del motore di ricerca più utilizzato (81% a livello mondiale da settembre 2018 ad agosto 2019, dati di NetMarkerShare), cioè Google, è dovuto all’attenzione per l’utente.

Vi siete mai chiesti perché usate, in modo prevalente, solo Google?

Google, con l’ottimizzazione dei fattori sopra descritti, rende il web più piacevole e, soprattutto, risponde in modo precis e in breve tempo alle richieste dell’utente.

In pratica soddisfa le aspettative degli utenti.

Un lavoro, quello di Google, che si focalizza sulla identificazione e sulla misurazione degli aspetti dell’esperienza sulla pagina (page experience).

Usabilità, interattività e stabilità del contenuto durante il caricamento sono quindi aspetti chiave dell’esperienza offerta all’utente.

Google continua nella richiesta di migliorare l’esperienza sulla pagine perché è da un coinvolgimento più profondo delle persone che trae il suo successo e seguito.

Leggi anche: Google aggiorna l’algoritmo: parte il May 2020 Core Update

Se vuoi rimanere aggiornato oppure hai qualche dubbio e vuoi fare qualche domanda sulla gestione del tuo sito web non esitare a contattarmi.

Sono disponibile per un confronto anche via Skype.

Articolo a cura di Nicola Albi
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Foto di copertina: Stephen Bergin su Unsplash (HQ di Google a Dublino)

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