+39 349 80 58 016 info@aessecommunication.it
Cosa mi hanno insegnato dieci anni di copywriting, sul lavoro e sulle persone

Cosa mi hanno insegnato dieci anni di copywriting, sul lavoro e sulle persone

Nel mondo della comunicazione ogni incarico lascia qualcosa, dal punto di vista professionale ma anche umano. E negli anni si impara ad avere un approccio più empatico al proprio lavoro e con i propri clienti

AEsse Communication ha compiuto quest’anno dieci anni. 

Quando, dopo la laurea in editoria e giornalismo, io e Nicola abbiamo deciso di aprire un’agenzia di comunicazione non immaginavamo esattamente dove saremmo arrivati. Sapevamo solo che volevamo costruire qualcosa di nostro: un’agenzia fatta di idee, relazioni e passione per il nostro lavoro. 

Non avevamo tutte le risposte, ma avevamo entusiasmo, curiosità e la convinzione che una buona comunicazione potesse fare la differenza.

Dieci anni fa pensavo che fare il copywriter significasse soprattutto saper scrivere bene. Oggi so che la scrittura è solo una parte del lavoro. La parte più visibile, forse, ma non la più importante.

In questi anni abbiamo lavorato con aziende, professionisti e privati. Abbiamo scritto testi per siti web, articoli, newsletter, brochure, lavorando su progetti molto diversi tra loro. 

Ogni incarico mi ha lasciato qualcosa, non solo dal punto di vista professionale, ma anche umano.

Ci tengo a raccontarvelo.

Dieci anni di copywriting: cosa ho imparato

Se dieci anni fa qualcuno mi avesse chiesto cosa fa un copywriter, avrei risposto con sicurezza: “Scrive testi, crea pubblicità.”

Oggi risponderei in modo diverso.

Un copywriter ascolta, osserva, fa domande, cerca di capire. E solo dopo scrive.

In questi dieci anni ho avuto il privilegio di lavorare con professionisti di settori completamente diversi tra loro, con conseguenti esigenze diverse; eppure c’è una cosa che li accomuna tutti: dietro ogni richiesta c’è sempre una persona che desidera essere compresa. 

E tutto inizia da qui.

Ecco allora il mio piccolo vademecum di insegnamenti, per me molto prezioso 🙂

1.Le parole arrivano dopo l’ascolto

All’inizio pensavo che il mio compito fosse trovare subito la frase perfetta.

Con il tempo ho capito che il lavoro inizia molto prima. Inizia con le domande giuste, con l’ascolto, con la curiosità di capire davvero chi ho davanti e la sua necessità di comunicazione.

2.Ogni cliente racconta una storia diversa

Non esistono due aziende uguali e non esistono due professionisti che vivono il proprio lavoro nello stesso modo.

Dietro ogni richiesta c’è un percorso, un obiettivo o anche un momento di cambiamento. Il copywriting mi ha insegnato a non dare mai nulla per scontato e a non usare formule preconfezionate

Ogni parola e ogni messaggio devono partire da una comprensione reale di chi legge, non da ciò che potrebbe sembrare ovvio. Quello che per un’azienda è scontato, spesso per il cliente non lo è affatto.

Per questo ho imparato a mettermi continuamente nei panni del destinatario, a fare domande, a chiarire, a semplificare e a costruire una comunicazione che punta a eliminare dubbi.

Allo stesso tempo, il copywriting mi ha insegnato a diffidare delle formule preconfezionate. Le espressioni fatte, gli slogan generici e i messaggi che potrebbero adattarsi a chiunque finiscono quasi sempre per non parlare davvero a nessuno.

Una comunicazione efficace nasce dall’ascolto, dall’analisi del contesto e dalla ricerca delle parole più adatte a quella situazione specifica.

3.Dietro ogni azienda c’è una persona

Quando si parla di aziende si pensa spesso a numeri, strategie e fatturati.

La mia esperienza mi ha insegnato altro.

Dietro un logo c’è quasi sempre qualcuno che ha investito tempo, denaro, energie e spesso anche sacrifici e timori.

Competenze costruite in vent’anni di esperienza, che talvolta sono per il cliente qualcosa di scontato, vanno invece sottolineate perché possono essere un enorme valore per chi cerca proprio quella competenza.

Capire questo è fonadamentale per creare una comunicazione efficace.

4.Il cliente cerca qualcuno di cui fidarsi, non solo qualcuno che scriva i testi

Il cliente deve pensare al suo lavoro e ha bisogno di qualcuno di cui fidarsi e a cui affidare la comunicazione della sua attività sul web, la sua immagine e la sua credibilità.

E questo dobbiamo tenerlo in considerazione, ogni volta che ci rapportiamo a lui, ogni volta che ci fa una richiesta.

5.Non spetta ai tuoi clienti ricordarsi di te

È il tuo lavoro che costantemente ricorda loro chi sei e il motivo per il quale siete entrati in relazione. Cerca di fare in modo allora che il tuo lavoro ricordi loro che sei una persona di cui fidarsi e ricorda loro che metti le tue competenze al loro servizio con empatia.

6.Scrivere è semplificare

All’inizio pensavo che un testo efficace dovesse impressionare.

Poi ho capito che il mio lavoro non è scrivere in modo ricercato, ma rendere semplici concetti complessi e dare una voce chiara alle idee degli altri.

Il miglior complimento è sentirsi dire: “Hai scritto esattamente quello che volevo dire”.

7.La fiducia vale più di qualsiasi contratto

Negli anni ho capito che i progetti migliori nascono quando si crea un rapporto di fiducia reciproca.

La fiducia permette di confrontarsi con sincerità, di accettare osservazioni, di cambiare direzione quando serve e di lavorare con serenità.

È un elemento invisibile, ma spesso determina il successo di un progetto più del budget o delle tempistiche.

8.Dire qualche “no” è stato importante quanto dire tanti “sì”

Con l’esperienza ho imparato che non tutti i lavori si possono accettare.

Dire un “no” con rispetto significa proteggere la qualità del proprio lavoro e costruire rapporti più autentici: promettere risultati impossibili non fa bene né al cliente né a me.

9.L’empatia non è una competenza secondaria

Nel tempo mi sono accorta che ciò che rende un copywriter davvero utile non sta soltanto nella tecnica, sta nella capacità di mettersi nei panni del cliente, capire le sue paure, i suoi dubbi, le sue aspettative e i suoi desideri. 

La scrittura è uno strumento. L’empatia è ciò che le dà valore.

Le tecniche di scrittura e le regole si studiano; l’empatia arriva lavorando con le persone e  imparando che ognuno comunica in modo diverso.

Dietro una richiesta urgente, a volte, c’è l’ansia di chi ha investito tutto in un progetto.

Dietro una revisione infinita può esserci semplicemente la paura di esporsi.

Capire questo cambia completamente il modo di lavorare.

10. Amare il proprio lavoro significa crescere in competenze

Quando ami quello fai non ti adagi nelle competenze acquisite, ma ti impegni a migliorare, ad approfondire, per diventatare sempre più bravo e consapevole.

Ciò che all’inizio era solo un’attività diventa parte della tua identità
e dipende solo da te coltivare l’interesse che ti permette di migliorare giorno dopo giorno.

Anche perché, più diventi competente in qualcosa più quella cosa diventa interessante. È così che funziona, e, se ci pensi, è un meccanismo molto interessante: più ti impegni e più ti senti coinvolto. E tutto grazie alla competenza.

11. Non tutti i professionisti del marketing sono uguali

Negli anni ho imparato una cosa importante: non tutti i professionisti del marketing e della comunicazione sono uguali, e va bene così.

Nel mio lavoro di copywriter ci sono attività che mi vengono naturali e nelle quali riesco a dare il meglio: l’inbound marketing e la scrittura di contenuti per siti web e blog è ciò che più amo fare.

Mi piace cercare di capire cosa le persone cercano sul web, di cosa hanno bisogno, e trasformare idee, servizi e competenze in testi chiari, utili e capaci di creare connessioni.

Mi piace studiare il pubblico, trovare gli argomenti giusti, scegliere le parole che aiutano un’azienda a comunicare nel modo giusto. Mi piace lavorare dietro le quinte, studiare, scrivere, usare la creatività.

So che oggi sembra quasi obbligatorio essere sempre presenti, commentare tutto, dire la propria su qualsiasi argomento e trasformarsi nel principale promotore di sé stessi. Io faccio fatica. Proprio non è nelle mie corde.

Ma in fondo va bene così, è così che mi sento utile al cliente.

E poi, tra raccontare di essere competente ed esserlo davvero, continuo a preferire la seconda opzione.

Dopo dieci anni continuo a imparare

Forse questa è la lezione più importante.

Ogni nuovo cliente mi insegna qualcosa. Ogni progetto mi costringe a osservare un settore diverso, a fare domande migliori, a cercare nuove prospettive.

Il copywriting è un mestiere che cambia continuamente perché cambiano le persone, i loro bisogni e il modo in cui comunicano o cercano informazioni.

E probabilmente è proprio questo il motivo per cui, dopo dieci anni, continuo ad amare il mio lavoro.

Non credo di aver imparato tutto. Anzi, credo di essere diventata semplicemente più consapevole di quanto sia importante ascoltare prima di scrivere.

Continuo ad avere curiosità sul lavoro dei miei clienti, sulle sue caratteristiche e peculiarità.

Perché ogni persona ha una storia diversa e perché ogni progetto è diverso.

Conclusione

In questi dieci anni è cambiato il modo di comunicare, il linguaggio e le tecnologie. 

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale ha reso il mondo della comunicazione più accessibile: l’AI può aiutare a scrivere, tradurre, riassumere, creare immagini e produrre contenuti.

Tuttavia ciò non significa sempre professionalità. L’intervento dell’essere umano, con le sue competenza, è insostituibile.

Ciò che non è cambiato, in dieci anni, è il nostro modo di lavorare: ascoltare, capire le esigenze dei clienti e costruire strategie di comunicazione autentiche, con competenza e passione è il nostro modus operandi.

Un grazie davvero sincero a chi ha creduto in me, a chi ci ha scelto e continua a farlo, e a tutte le persone che hanno condiviso con noi questo percorso.

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

Articoli di approfondimento

Vuoi migliorare la tua immagine sul web?

servizi AEsse Communication

Cosa possiamo fare per te:

  • Implementiamo siti web responsive con soluzioni mirate a incrementare la tua visibilità on-line
  • Curiamo i contenuti del tuo sito e delle tue email, ottimizzando i testi per il web e in ottica SEO friendly
  • Curiamo i contenuti del tuo blog creando articoli mirati ad incrementare la tua visibilità online
  • Realizziamo servizi fotografici e video professionali ad alto impatto visivo
  • Seguiamo gli account social collegati al tuo sito web

Scrivimi, possiamo scegliere insieme la soluzione che meglio si adatta alla comunicazione della tua attività!

Idee, strumenti e consigli per creare contenuti per il tuo Blog

Idee, strumenti e consigli per creare contenuti per il tuo Blog

Per fare funzionare un blog serve progettualità e costanza: e se mancano le idee? Supera così il blocco creativo

Se anche ti occupi di creare contenuti per un Blog sai quanto sia importante scrivere contenuti di qualità e con costanza. 

Sito, blog e canali social devono essere basati su un progetto che parla ai tuoi lettori, di qui l’importanza del piano editoriale, che ti permette di organizzare le pubblicazioni considerando gli obiettivi di medio termine.

Pensa che stai comunicando il tuo business e dunque è fondamentale che tu abbia degli obiettivi.

Devi partire proprio da questo, dai tuoi obiettivi, e chiederti cosa vuoi ottenere dalla tua presenza online.

Quale immagine vuoi trasmettere? A chi ti vuoi rivolgere? Tutti i contenuti vanno creati pensando agli obiettivi e ai tuoi lettori.

Progettazione dei contenuti: strumenti fondamentali

Per progettare i tuoi contenuti tramite un blog gli strumenti fondamentali sono:

  • Categorie e tag del blog 
  • Piano editoriale
  • Calendario editoriale

Categorie e tag

Le categorie sono macro-aree dei tuoi contenuti, gli argomenti della tua comunicazione, suddivise in modo pertinente ed efficiente sia per Google che per i tuoi lettori.

Ad esempio, il mio blog è suddiviso nelle categorie Copywriting, Siti Web, Social Media Marketing, Email Marketing, Libri, Comunicazione e poche altre.

I tag sono invece una sorta di etichetta che decidi di utilizzare per un singolo post o per un articolo servono anche a specificare il contenuto delle categorie.

Il consiglio è quello di utilizzare un massimo di tre o quattro tag per post, costituiti a loro volta da una o due parole al massimo.

Piano editoriale

Una buona comunicazione nasce da un piano editoriale ben strutturato.

Ho già parlato di piano editoriale: puoi leggere l’approfondimento Perché è importante avere un piano editoriale per il Blog e come costruirlo.

Per riassumere possiamo dire che il piano editoriale è la definizione dei temi che vuoi trattare, del pubblico al quale vuoi rivolgerti, quali canali vuoi utilizzare per veicolare il tuo messaggio e quali sono gli obiettivi che vuoi raggiungere.

Creare iI piano editoriale comporta numerosi vantaggi:

  • aiuta a organizzare il lavoro;
  • aiuta a pianificare le pubblicazioni su blog e social media;
  • consente una visione ampia e completa delle azioni di Content Marketing nel medio e lungo periodo;
  • aiuta a gestire urgenze o imprevisti.

Calendario editoriale

A differenza del piano editoriale, il calendario editoriale prevede la data di pubblicazione per ogni post.

Puoi crearlo con apposite app, oppure puoi crearlo tu con excel o anche a mano e un quaderno a quadretti dove inserirai per ogni foglio un giorno della settimana fino a creare tutto il mese. 

Poi aggiungi le colonne Blog, Facebook, Instagram (con gli hashtag da inserire), LinkedIn, Pinterest, YouTube (e altri canali che pensi siano adatti al tuo messaggio).

Se pensi di investire in sponsorizzate inserisci anche questa voce o l’invio di newsletter se la tua strategia di comunicazione prevede anche l’email marketing.

Come avrai intuito dovrai compilare questa tabella ogni mese, programmando come e dove pubblicare i tuoi contenuti. Questo sarà il tuo calendario editoriale.

scrivere per il blog

Il piano editoriale e il calendario editoriale sono fondamentali per la riuscita del blog. Foto di Marten Bjork per unsplash.com

Scrivere per il Blog: idee per i tuoi contenuti

Quando decidi di scrivere per un blog dovresti aver chiare le categorie in cui andranno a suddividersi i contenuti e almeno un paio di idee per ognuna di esse.

Ad esempio, nella categoria Scuola di un blog che gestisco per un cliente scrivo di zaini scolastici e materiale per la scuola, ma anche di consigli per lo studio o novità del settore. Nella categoria Ufficio scrivo invece di ergonomia, di arredamento d’ufficio e altro che sia pertinente alla vita in ufficio.

Quando si crea un piano editoriale sono due i criteri da prendere in considerazione: stagionalità e argomenti di tendenza.

Poi esistono alcuni argomenti, definiti evergreen (o contenuti evergreen) che sono sempre attuali a ai quali ho dedicato un articolo di approfondimento: Contenuti Evergreen: come scriverli e perché sono importanti per il tuo blog.

Essendo sempre aggiornati, i contenuti evergreen portano traffico organico costante al tuo sito web per mesi o addirittura anni.

Per questo è importante imparare a scrivere articoli e contenuti evergreen e inserirli nel piano editoriale del blog.

Qualche idea per i tuoi post/articoli:

  • Storia dell’azienda
  • News del settore
  • Testimonianze/interviste a collaboratori
  • Suggerimenti (tips) all’uso di prodotti e servizi

Ricorda di metterti nei panni dei tuoi lettori e di scrivere qualcosa che sia loro utile.

Se sei a corto di idee leggi i post nelle community di settore o analizza i tuoi competitor.

In un secondo momento valuta quali sono gli argomenti che vengono letti maggiormente e organizza il tuo piano editoriale: la flessibilità è proprio una delle caratteristiche del piano editoriale.

Cerca di avere sempre a disposizione qualche articolo evergreen da inserire al bisogno nelle pubblicazioni e non ridurti a scrivere all’ultimo momento.

Un altro consiglio è quello di fare attenzione al tono di voce, che varia dai social al blog al sito istituzionale. Cerca il tono di voce adatto al tuo pubblico e mantienilo nelle tue pubblicazioni.

Puoi approfondire leggendo qui: Copywriting: guida alla scelta del tono di voce

Se sei a corto di idee puoi chiedere aiuto all’AI e a Chat GPT: a questo proposito leggi Scrivere testi con l’intelligenza artificiale (AI copywriting): gli errori da evitare

Vuoi imparare a fare blogging?

Blogging

Scrivimi, possiamo organizzare una consulenza o qualche lezione personalizzata.

Imparerai come gestire un blog, come creare un calendario editoriale e come costruire un post.

Se ti interessa puoi visitare la pagina corsi copy sul mio sito web.

Scrivimi!

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

Perché il tuo hotel dovrebbe avere un blog: tutti i vantaggi per aumentare visibilità e prenotazioni

Perché il tuo hotel dovrebbe avere un blog: tutti i vantaggi per aumentare visibilità e prenotazioni

Un Blog aggiornato è uno strumento strategico per una attività turistica perché permette di raccontare il territorio, valorizzare i servizi e instaurare un rapporto di fiducia con i potenziali ospiti ancora prima della prenotazione

Oggi, prima di prenotare un soggiorno, la maggior parte dei viaggiatori cerca informazioni online, confrontando le diverse strutture e lasciandosi ispirare dai contenuti che trova sul web.

Per questo motivo, avere un sito internet non basta più: è fondamentale offrire contenuti di valore che aiutino i potenziali ospiti a scegliere la tua struttura.

Un blog aziendale è uno degli strumenti di marketing digitale più efficaci per hotel, B&B, agriturismi e destinazioni turistiche. Oltre a migliorare il posizionamento del sito sui motori di ricerca, consente di intercettare nuovi clienti, raccontare il territorio, valorizzare i servizi offerti e creare un rapporto di fiducia ancora prima dell’arrivo degli ospiti.

Se desideri aumentare la visibilità online e incrementare le prenotazioni dirette sei nel posto giusto: in questo articolo scoprirai perché investire in un blog può fare la differenza e quali vantaggi concreti può portare alla tua struttura ricettiva.

Hotel, destinazioni e blog: 8 motivi per cui la tua attività turistica dovrebbe avere un blog

Le motivazioni per aprire un blog sono molte, dal momento che il blog di una struttura turistica funziona da catalizzatore dell’interesse dei potenziali clienti verso il sito e la struttura, intercettando un bisogno del target che sta organizzando la sua vacanza.

Ecco una sintesi dei vantaggi principali:

1. Migliorare la visibilità online

Il blog consente di pubblicare contenuti ottimizzati per i motori di ricerca, migliorando il posizionamento del sito web dell’hotel su Google.

Non dimenticarti inoltre che Google ama i blog, hanno un peso maggiore dei siti web nel processo di indicizzazione.

I blog permettono di utilizzare parole chiave legate a destinazioni, esperienze o tendenze, favorendo la scoperta del sito da parte di utenti interessati nel momento in cui stanno progettando la loro vacanza.

È il concetto di Inbound marketing, i cui passaggi sono: attrai, converti, chiudi e delizia.

Sono 4 momenti fondamentali dell’esperienza utente che naviga sul web per progettare la vacanza:

  • attrai, grazie ai contenuti
  • converti, ossia stimola il lettore a contattarti per un preventivo
  • chiudi, ossia concludi grazie alle call-to action poste in modo ragionato
  • delizia, fai in modo che gli ospiti diventino i tuoi primi ambasciatori. Questo avviene grazie alle condivisioni social, a una bella recensione o al passaparola.

Se vuoi approfondire puoi leggere Utilità dell’Inbound Marketing per Agriturismi, B&B e strutture che si occupano di ospitalità.

2. Attrarre nuovi clienti

Pubblicare contenuti utili e interessanti (itinerari, consigli su cosa fare nella zona o esperienze uniche offerte dall’hotel) può attrarre potenziali ospiti che ancora non conoscono la struttura e spingerli a prenotare presso il tuo hotel.

Puoi scrivere articoli su argomenti correlati (attrazioni locali, eventi, guide di viaggio) e questo può aiutare ad attirare visitatori interessati alla destinazione, aumentando le probabilità che scelgano il tuo hotel.

Inoltre, raccontare storie uniche o promuovere i servizi speciali dell’hotel può differenziare la tua struttura dai concorrenti.

La prenotazione diretta potrebbe avvenire come conseguenza di un articolo ben fatto, chiaro e accattivante; perché non provare?

3. Rafforzare il rapporto con i clienti

Nel blog vanno pubblicati articoli che rispondano alle domande comuni dei viaggiatori, come ‘Cosa mettere in valigia per una vacanza in montagna’ o ‘Le migliori spiagge della zona’.

Fornire guide locali, consigli su ristoranti, escursioni o eventi posiziona l’hotel come un esperto della destinazione.

Questo valore aggiunto aumenta la probabilità che i viaggiatori prenotino presso l’hotel che offre informazioni utili.

Raccontare e suggerire esperienze nuove non solo ti consentirà di attrarre a te i futuri clienti ma ti permetterà anche di solleticare il ricordo dei visitatori che hanno già soggiornato nella tua struttura. 

Possiamo chiamarla ‘capacità retroattiva del blog’ ed è qualcosa di sottovalutato ma di funzionale ai tuoi obiettivi, specialmente se si considera il fatto che i clienti fidelizzati  conoscono i servizi offerti e sono disposti a spendere qualcosa in più.

4. Costruzione della reputazione e della fiducia

Impostare un blog con una struttura e con contenuti di qualità ti permette di costruire fiducia e di aumentare la brand awareness della tua attività legata al mondo del turismo.

Oltre a creare e mantenere con i tuoi ospiti un rapporto trasparentediretto e di fiducia.

Offrendo contenuti di qualità, un blog posiziona l’azienda come esperta e affidabile nel settore.

Inoltre, condividere esperienze di clienti reali rafforza la credibilità.

5. Promuovere offerte speciali ed eventi

Il blog può essere uno strumento per comunicare promozioni, pacchetti esclusivi o eventi organizzati dall’hotel.

Ad esempio, un articolo che descrive un ‘Pacchetto di San Valentino’ o ‘Eventi Natalizi in Hotel’ può motivare i clienti a prenotare.

Il sito ha bisogno di essere aggiornato. Non c’è modo migliore per farlo che pubblicare al suo interno contenuti nuovi, costanti e attuali.

Il sito è la tua vetrina e il blog è la tua importante fonte di accessi: promuoverne i contenuti significa posizionare in primo piano il tuo hotel, le sue offerte e i suoi servizi.

Ciò che scrivi nel blog rimane nel sito ed è sempre valido nel tempo: puoi riutilizzarlo, modificarlo, aggiornarlo, renderlo accattivante con nuove foto o novità.

E con il tempo aumenta sempre più valore agli occhi di Google, che ti premia con maggiore visibilità.

6. Mostrare la personalità dell’hotel

Un blog consente di raccontare la storia dell’hotel, il suo staff, e le sue caratteristiche distintive.

Questo aiuta a umanizzare il marchio e a creare un legame emotivo con i potenziali ospiti, facendoli sentire parte della ‘famiglia’.

7. Incrementare il traffico e le conversioni

Ogni articolo pubblicato è un’opportunità per attirare visitatori al sito web.

Per questo motivo è importante che la call-to-action sia ben posizionate nel blog. Questi microtesti hanno una funzione importantissima e vanno inserite nel posto giusto e al momento giusto: solo così è possibile indirizzare la scelta e trasformare i lettori in ospiti.

Per approfondire puoi leggere: Come SEO e Copywriting per il turismo aumentano visibilità e prenotazioni

8. Rafforzare la presenza sui Social Media

Il blog può essere una vera e propria miniera d’oro: il post del blog va pubblicato sui social per essere promosso e portare traffico sul sito web.

Inoltre il blog può essere fonte di contenuti e idee per creare locandine e nuovi post da condividere. Ma non solo: hai pensato ai contenuti per le newsletter? Un blog aggiornato ti offre contenuti utili da inviare ai tuoi iscritti e invogliarli a prenotare.

Ricordiamoci sempre che è sul sito che vogliamo che il cliente prenoti, per cui portarlo qui è un primo passo verso la prenotazione.

A questo proposito puoi leggere: Come staccarsi da Booking e ottenere più prenotazioni dirette

Come hai visto, il blog ben curato non è solo uno strumento di marketing (di Inbound marketing, precisamente), ma anche un modo per costruire una comunità attorno al brand dell’hotel e per essere sempre più vicino ai bisogni dei clienti.

Visibilità, autorevolezza, credibilità, promozione e trasparenza: grazie al blog puoi aumentare le prenotazioni e creare fiducia intorno al tuo marchio. Immagine creata con AI

 

Ogni quanto pubblicare?

Per portare traffico al sito e aumentare la visibilità nei motori di ricerca la frequenza di pubblicazione del blog dovrebbe prevedere almeno 2 articoli a settimana. Questo sarebbe l’optimun.

Ma puoi partire con un articolo a settimana, l’importante è la costanza e la qualità dei contenuti condivisi.

È per qualità intendo la condivisione di articoli che raggiungano l’interesse del tuo pubblico, ben approfonditi e che rispettino le regole della scrittura per il web con una buona leggibilità e una scrittura chiara. 

Per approfondire puoi leggere: Scrittura SEO-Friendly: 12 consigli per meglio posizionare i tuoi contenuti sul web

Chi scrive nel blog?

Scrivere per ii web non è semplice e non è una cosa alla portata di tutti: se ti piace scrivere potresti fare un corso di copywriting e perfezionarti in modo da diventare autonomo e gestire il blog della tua attività.

Se la cosa ti interessa ho messo a punto un corso di scrittura per il web finalizzato al turismo.

È un corso che punta a fornire i metodi di scrittura per il web con la ricerca delle parole più adatte per un migliore approccio comunicativo con il cliente, cercando di evitare quella comunicazione settoriale poco informativa e tutta uguale che ancora caratterizza l’informazione in ambito turistico.

Il programma del corso di “Copywriting per il turismo” spazia dalle basi del copywriting alla scrittura ottimizzata per il web in ottica SEO, alla scelta delle parole migliori per promuovere la struttura alberghiera sui canali social.

Lo trovi qui: Corso Copywriting per il TurismoCorso Copywriting Turistico

Cerca un copywriter esperto di turismo

In alternativa, affidati a un bravo copywriter o a un blogger esperto di creazione di contenuti, che conosce le regole della scrittura per il web e sa scrivere per il tuo target, e in grado di valorizzare i contenuti che ti interessa evidenziare. 

In questo modo riuscirai a trasmettere il valore della tua azienda. E otterrai credibilità e fiducia.

Gli obiettivi strategici di posizionamento richiedono tempo, perseveranza e fiducia su un’attività che restituisce risultati nel medio/lungo termine. Considera che è necessario almeno un anno di lavoro per ottenere buoni risultati.

Per molti hotel il blog è diventato un vero e proprio punto di forza: credo molto nella potenza di questo strumento, che consiglio ogni volta che vedo un cliente interessato.

Non sottovalutare il potenziale di un blog ben gestito per far crescere la tua destinazione: inizia subito a informarti e trasforma il tuo sito-vetrina in un sito con blog ricco di contenuti interessanti e performanti.

I vantaggi li conosci 🙂

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

Web writing per il turismo

Vuoi conoscere le tecniche del copywriting turistico?

Ho messo a punto un nuovo corso per gli operatori del turismo e per chi si occupa di comunicazione nel settore dell’ospitalità.

Imparerai a scegliere le parole più adatte nella comunicazione alberghiera, dalle e-mail di offerta alle newsletter alla gestione di recensioni e ai testi per social media.

Scrivimi, possiamo organizzare le lezioni anche via Skype.

Se vuoi saperne di più visita la pagina sul corso di copywriting per il turismo sul sito web.

Il sito web della tua struttura non sta portando i risultati sperati?

Se il sito web della tua struttura non sta portando i risultati che speravi e vorresti ottenere maggiore visibilità e più conversioni la cosa migliore da fare è una revisione dei testi del tuo sito.

Il processo di revisione dei testi (editing) nell’ottica del marketing turistico prevede:

  • la scelta delle parole più adatte nella comunicazione alberghiera;
  • la correzione di eventuali errori di ortografia, grammatica, scelte lessicali non appropriate;
  • l’analisi e l’utilizzo delle keywords più usate nel mercato di riferimento;
  • l’applicazione delle tecniche di SEO copywriting allo scopo di ottenere testi ottimizzati alla ricerca e alla lettura che avviene sul web;
  • l’utilizzo di tecniche di scrittura di tipo persuasivo ed emozionale per aumentare le conversioni.

L’obiettivo è quello di migliorare quel linguaggio settoriale poco informativo e tutto uguale che ancora caratterizza molta comunicazione in ambito turistico.

Posso occuparmi anche di lettere di presentazione e fac-simile di preventivi: il tutto per migliorare l’approccio comunicativo al cliente.

Hai bisogno del mio aiuto?

Scrivimi, studierò il tipo di comunicazione e di linguaggio più adatto alla tua attività!

Inoltre, se pensi possa essere utile a te e al tuo team, ho messo a punto un nuovo corso per il web dedicato agli operatori per il turismo.
In 10 ore di lezione vedremo insieme:

  • le basi del copywriting turistico,
  • l’email marketing,
  • la gestione delle recensioni;
  • il social media marketing per iil turismo.

Per saperne di più visita la pagina del corso sul mio sito web.

È ancora importante fare SEO ai tempi di AI?

È ancora importante fare SEO ai tempi di AI?

Fare SEO oggi è utile non solo per Google, ma anche per essere citati e compresi dalle AI: 5 consigli per ottimizzare i tuoi contenuti

 

 

Con l’arrivo dell’intelligenza artificiale molti si chiedono se abbia ancora senso investire nel posizionamento organico tramite le tecniche SEO (Serch Engine Optimization). 

In realtà la SEO ha mantenuto la sua importanza, ciò che è cambiato è il modo di farla.

Google continua a essere il punto di partenza per milioni di ricerche ogni giorno, ma gli utenti cercano informazioni anche attraverso strumenti di AI come ChatGPT, Gemini e Perplexity. 

In questo nuovo scenario non basta più inserire keyword in una pagina: servono contenuti realmente utili, autorevoli e capaci di rispondere in modo chiaro alle intenzioni di ricerca.

Fare SEO oggi significa perciò creare contenuti che possano essere trovati, compresi e citati sia dagli algoritmi tradizionali sia dai sistemi di intelligenza artificiale.

In questo articolo vedremo come, con l’avvento di AI, la SEO si sta evolvendo e quali tecniche funzionano davvero nel 2026.

Come è cambiata la SEO nel 2026

La SEO è ancora fondamentale, ma non è più solo tecnica: è diventata una combinazione di contenuto di qualità, branding e tecniche di comprensione dell’utente.

Possiamo dire che la SEO oggi non riguarda solo i motori di ricerca, ma la visibilità digitale nel suo complesso.

Oggi, fare SEO senza considerare i cambiamenti portati dall’AI è un po’ come fare marketing ignorando i social nel 2010: puoi farlo, ma perdi una grande opportunità.

Ci sono alcuni aspetti su cui vale la pena soffermarsi per ottimizzare la creazione di contenuti oggi in ottica SEO, vediamoli:

1.Dalla SEO alla “Search Experience”

Non basta più posizionarsi con contenuti ottimizzati. I contenuti devono essere utili e rispondere meglio (e più velocemente) alle domande reali delle persone. 

Si parla per questo di Search Generative Experience (SGE), approccio basato sull’IA generativa che trasforma la ricerca online fornendo risposte sintetiche, interattive e contestualizzate direttamente nei risultati del motore di ricerca (SERP). 

2. Meno keyword stuffing, più contesto

L’AI capisce sinonimi, contesto e semantica.

Scrivere in modo naturale funziona meglio che ripetere spesso le parole chiave.

Anzi,  riempire eccessivamente una pagina web di parole chiave per manipolare il posizionamento sui motori di ricerca è oggi più che mai una pratica obsoleta e dannosa.

3. Autorità e fiducia contano di più

Linee guida come i criteri E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness) sono sempre più centrali. 

Viceversa, contenuti superficiali generati in massa funzionano sempre meno. 

È la qualità dei contenuti che viene premiata, non la quantità.

Ne parlo in modo approfondito qui: Cos’è la GEO, in cosa si differenzia dalla SEO e come creare contenuti ottimizzati GEO

4. Nuovi canali di visibilità

Non c’è solo Google: oggi puoi “comparire” anche nelle risposte generate da AI.

Questo introduce il concetto di ottimizzazione per AI (AEO: Answer Engine Optimization) e la necessità di creare contenuti strutturati e chiari, facili da citare per AI.

5. Contenuti più profondi e originali

I contenuti generici vengono replicati da AI facilmente. Oggi funziona meglio tutto ciò che dimostra la reale presenza di una persona dietro alla creazione di un testo.

Inserisci la tua esperienza diretta, opinione argomentate, esempi e dati originali, casi studio: tutto ciò che può servire a dimostrare competenza e autorevolezza. A tale scopo non dimenticare l’importanza di citare le fonti di approfondimento, che devono essere affidabili e autorevoli.

SEO e AI: 5 consigli per ottimizzare i tuoi contenuti

Ecco allora come creare contenuti oggi combinando SEO e AI:

1. Scrivi per essere “citato”, non solo per il click

Strumenti come ChatGPT, Perplexity AI e anche Google (con AI Overview) non mandano traffico diretto, ma sintetizzano risposte.

Obiettivo diventa dunque essere la fonte che l’AI usa e creare dunque testi in ottica AEO (Answer Engine Optimization), ossia testi facilmente estraibili e ottimizzati per motori di risposta.

Fai così:

  • Crea risposte chiare e concise rispondendo alle domande più comuni del tuo lettore (tipo FAQ)
  • Scrivi paragrafi che rispondono direttamente a una domanda
  • Scrivi definizioni semplici con approfondimento nel paragrafo successivo

2. Struttura i contenuti in modo “AI-friendly”

L’AI legge meglio contenuti ben organizzati. È così, in realtà, anche per i motori di ricerca come Google,

Per essere utile all’AI e a Google struttura i tuoi contenuti con titoli e sottotitoli (H2/H3) che corrispondano alle domande dell’utente, crea liste puntate per dare una visione schematica dell’insieme, inserisci tabelle quando ha senso, formatta il testo.

Ne parlo qui: Scrittura SEO-Friendly: 12 consigli per meglio posizionare i tuoi contenuti sul web

3. Punta su E-E-A-T (ancora più di prima)

Google spinge sempre di più su esperienza reale, competenza e autorevolezza.

Con l’AI questo pesa ancora di più, perché per citarti deve “fidarsi” di te come fonte.

Per fare in modo che si fidi di te firma gli articoli e crea una sezione del tuo sito che contenga una scheda autore. Nei tuoi testi mostra esperienza citando casi studio ed esempi concreti.

Ne parlo in modo approfondito qui: Cos’è la GEO, in cosa si differenzia dalla SEO e come creare contenuti ottimizzati GEO

4. Diventa un brand, non solo un sito

Le AI tendono a citare siti riconosciuti e brand autorevoli.

Quindi lavora su personal branding e cerca di costruire presenza e credibilità con un blog legato alla tu attività, ma costruisci autorevolezza anche fuori dal sito, sui social media, nei forum di settore. Cura la tua reputazione attraverso le recensioni e segui la scheda di Google Business Profile se hai un’attività locale.

Puoi trovare un approfondimento in questo articolo: Novità su Google Business Profile: la local strategy per la tua attività

5. Pratiche SEO classiche ma indispensabili

Rimane indispensabile che il tuo sito web sia di veloce caricamento, chiaro, di navigazione facile e intuitiva e mobile-friendly.

Fondamentale la presenza sul sito di uno schema markup, codice invisibile che aggiungi al tuo sito web per aiutare i motori di ricerca e l’AI a comprendere il significato dei tuoi contenuti.

Se hai bisogno di una valutazione del tuo sito web, per valutarne l’efficacia da questo punto di vista, contattami, ne valuteremo le performance.

scrivere con AI

Riflessione finale

L’Intelligenza Artificiale sta ridefinendo il modo in cui vengono pianificate e ottimizzate le strategie SEO, offrendo nuove opportunità per migliorare efficienza, analisi e performance.

Tuttavia, il vero valore continua a risiedere nella capacità di creare contenuti pertinenti, autorevoli e orientati alle esigenze dei lettori.

Anche se la SEO del futuro sarà sempre più guidata dall’AI, continuerà a premiare chi mette al centro le esigenze reali delle persone.

Ricorda che I testi più efficaci sono quelli che hanno una voce personale, che lasciano intravedere il tuo modo di pensare, il tuo stile, la tua sensibilità.

E il fatto che questo, almeno per ora, nessuna AI lo possa fare per te, aiuta a comprendere quanto la collaborazione tra essere umano e macchina sia più che mai indispensabile.

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

Articoli di approfondimento

 

servizi AEsse Communication

Vuoi migliorare la tua immagine sul web?

Cosa possiamo fare per te:

  • Implementiamo siti web responsive con soluzioni mirate a incrementare la tua visibilità on-line
  • Curiamo i contenuti del tuo sito e delle tue email, ottimizzando i testi per il web e in ottica SEO friendly
  • Curiamo i contenuti del tuo blog creando articoli mirati ad incrementare la tua visibilità online
  • Realizziamo servizi fotografici e video professionali ad alto impatto visivo
  • Seguiamo gli account social collegati al tuo sito web

Scrivimi, possiamo scegliere insieme la soluzione che meglio si adatta alla comunicazione della tua attività!

Cosa vuol dire umanizzare un testo scritto dall’intelligenza artificiale: guida pratica alla personalizzazione

Cosa vuol dire umanizzare un testo scritto dall’intelligenza artificiale: guida pratica alla personalizzazione

6 consigli su come dare voce umana a un testo scritto con AI e trasformarlo in qualcosa di davvero tuo

 

È innegabile quanto l’utilizzo di AI si sia oramai diffuso nella creazione di testi destinati al web.

L’AI è un assistente instancabile e molto produttiva, ma genera testi spesso troppo generici, con frasi tutte simili tra loro, che mancano perciò di personalità o emozione. 

Insomma, se hai un po’ di orecchio senti che dietro ai testi generati con l’intelligenza artificiale c’è una macchina.

Come ho scritto più volte nei miei consigli di scrittura, l’AI può essere utilizzata nel lavoro preparatorio della creazione di testi e la sua versione va ottimizzata con un lavoro di umanizzazione e di personalizzazione.

Solo così i tuoi testi saranno umani, credibili e affidabili, per i tuoi lettori ma anche per Google, che sa riconoscere un testo autentico e lo premia con un posizionamento migliore.

Puoi approfondire questo aspetto puoi leggere un mio articolo recente dove parlo di SEO, GEO e contenuti ottimizzati.

Se anche tu utilizzi l’AI per creare testi destinati al web continua a leggere questo articolo e troverai tanti consigli per personalizzare e rendere efficaci i testi generati dall’AI.

Cosa vuol dire umanizzare un testo scritto da AI

“Umanizzare un testo” significa renderlo più naturale, chiaro e vicino al modo in cui parlano o scrivono le persone rispetto alla versione fredda e standardizzata fornita dall’AI.

Significa usare un tono più conversazionale, che utilizza sfumature tipiche del linguaggio umano:

Si deve sentire che c’è una persona dietro il testo, non una macchina.

Affinché il linguaggio sia vicino a quello umano le frasi troppo lunghe e complesse vanno semplificate, le ripetizione vanno eliminate ed è importante cercare di scrivere in modo empatico, ossia immaginando cosa vuole sapere il nostro lettore.

Il tono di voce è importantissimo: devi aver chiaro chi è il tuo destinatario e quale linguaggio usa in modo da adattare il testo creato dall’AI al tuo lettore.

Ricorda: 

Più il testo è specifico, più sembra scritto “su misura”

Ad esempio, una frase generica come “il mio metodo ti permetterà di migliorare la produttività”

può essere personalizzata specificando: “il mio metodo ti permetterà di migliorare la produttività e risparmiare 2 ore al giorno sulle email”

o, ancor più semplicemente, “il mio metodo ti permetterà di risparmiare 2 ore al giorno sulle email”.

In questo modo il lettore comprende facilmente il beneficio del metodo e si sente più coinvolto.

Dall’intelligenza artificiale alla tua voce: come personalizzare i testi

Vediamo insieme una serie di consigli su come personalizzare i testi scritti da AI e renderli più umani.

1. Cambia il tono

Come prima cosa decidi chi parla, a chi parlare e in che modo vuoi avvicinarti ai tuoi lettori. 

Scrivi in modo semplice, senza tecnicismi, se stai parlando a un pubblico di principianti; scrivi in modo tecnico se il tuo pubblico è composto da lettori esperti, scrivi in modo più empatico e con qualche call to action se vuoi coinvolgere.

Il tono colloquiale è sempre una buona scelta se vuoi essere più amichevole e umana.

Ad esempio, la frase prodotta da AI “È importante considerare diversi fattori.” puoi umanizzarla scrivendo:

“Prima di decidere, vale la pena guardare un paio di cose concrete…” e fare percepire un tono più umano ai tuoi lettori.

Se vuoi approfondire puoi leggere: Copywriting: guida alla scelta del tono di voce

2. Varia la lunghezza delle frasi

Nella creazione di testi, l’intelligenza artificiale tende a usare strutture ripetitive e frasi tutte della stessa lunghezza.

Per dare un’impronta umana alterna frasi corte e lunghe, inserisci domande per coinvolgere, elenchi, qualche parentesi e tutto ciò che è normale trovare in un testo scritto da una persona.

Spezza il ritmo, vai a capo, inizia una frase con un “Eh sì”, un “E invece no…”: mettici del tuo, perché i testi scritti con AI sono maledettamente noiosi!

3. Taglia il superfluo

L’AI tende a riempire, ad allungare le frasi, ad essere ripetitiva nei concetti: capita spesso di accorgersi che scrive dieci righe per dire ciò che tu diresti in due. 

Allenati a togliere, eliminare, tagliare e lascia solo quello che serve davvero. I testi che respirano sono i più efficaci.

3. Inserisci esempi reali

Gli esseri umani ragionano per esempi. Invece di dare un elenco di indicazioni su cosa fare o non fare inserisci qualche esempio:

“Ad esempio, se stai scrivendo un’email…” e poi elenca i tuoi consigli.

Questo rende il testo più credibile e più utile, oltre che più umano.

4. Aggiungi una voce personale

Inserire la “voce personale” significa far emergere il proprio modo di pensare o vedere l’argomento, invece di scrivere in modo impersonale e descrittivo.

Può voler dire, ad esempio, aggiungere opinioni o riflessioni personali o collegare l’argomento a esperienze o emozioni.

La voce personale si riconosce dall’uso di parole quali: secondo me, in molti casi, spesso succede che.., un errore comune è…, ecc.

Ad esempio, il testo:
“L’uso dei social media è molto diffuso tra i giovani.”

Con voce personale e tono più umano può diventare:
“Secondo me i social media hanno cambiato il modo in cui i giovani costruiscono le amicizie: spesso permettono di sentirsi vicini, ma a volte rendono più difficile comunicare davvero.”

5. Elimina il linguaggio troppo generico e le frasi che non useresti mai in una conversazione

Espressioni come in conclusione, è importante sottolineare che, da sempre, si può osservare che, è interessante notare, suonano molto artificiali e sono campanelli d’allarme di una scrittura non personale.

L’AI le usa spesso. A te piacciono? Usale solo se le senti tue, se ci credi davvero. 

Ci sono alcune poi alcune parole, come fondamentale, cruciale, importante, significativo, rappresenta, ottimizzare, emerge, che compaiono molto spesso nei testi generati da AI perché sono generiche e adatte a tanti contesti. Se riesci, sostituiscile con parole meno generiche.

Esempio molto “AI”:

“In conclusione, questo tema rappresenta un aspetto fondamentale della società contemporanea e offre numerose prospettive di riflessione.”

Suona corretto, ma vago e impersonale.

Ti propongo una versione più personale e naturale:

“Questo tema mi colpisce perché riguarda situazioni che vediamo ogni giorno, anche senza rendercene conto.”

Che ne dici? Suona meglio, no?

6. Inserisci dettagli per personalizzare

L’AI ragiona per generalizzazioni, è inevitabile. Le persone però no, e tu che scrivi puoi aggiungere un esempio reale, un riferimento a una conversazione vera, un ricordo, un’esperienza.

Un altro esempio di testo scritto con AI:

“L’utilizzo dell’intelligenza artificiale consente di migliorare l’efficienza dei processi aziendali attraverso l’automazione.”

Esempio di versione personalizzata:

“Usare l’intelligenza artificiale può davvero semplificare il lavoro: automatizza alcune attività e ti fa risparmiare tempo su processi che altrimenti sarebbero ripetitivi.”

Consiglio plus: controlla la naturalezza leggendo il testo a voce alta.

Se suona strano mentre lo leggi, probabilmente non è ancora abbastanza “umano”: lavoraci con i consigli che ti ho scritto in questo articolo.

umanizzare i testi

Il valore umano nella scrittura resta centrale. È l’autore a dare profondità, sfumature, ironia, empatia e punti di vista autentici: elementi che rendono un contenuto riconoscibile ed efficace nel creare connessione con il lettore

Personalizzare un testo: cosa significa davvero

La personalizzazione di un testo scritto da AI è l’altro aspetto fondamentale di una scrittura efficace: significa adattare il testo a te, al tuo stile e al contesto in cui lo userai.

Se umanizzare significa farlo sembrare scritto da una persona, personalizzare significa farlo sembrare scritto da quella specifica persona per quel pubblico preciso.

Come abbiamo visto, umanizzare un testo significa:

  • cambiare il tono
  • inserire esempi, opinioni o dettagli utili a personalizzare
  • evitare frasi troppo standard
  • aggiungere emozione

Ma non solo. Personalizzare un testo significa anche prendere posizione ed esprimere con chiarezza il proprio punto di vista.

Non è necessario cercare di piacere a tutti: se hai un’opinione, puoi sostenerla con sincerità. Avere il coraggio di dire davvero ciò che pensi rende la scrittura più autentica, personale e credibile.

E poi: un testo personalizzato è un testo mirato, un testo scritto per un pubblico preciso. 

Ad esempio, il testo base, già umanizzato “Usare l’intelligenza artificiale può semplificare il lavoro e far risparmiare tempo.”

Puoi personalizzarlo per un imprenditore così:

“Se gestisci un’azienda, l’intelligenza artificiale può toglierti di mezzo molte attività ripetitive e liberare tempo per le decisioni strategiche.”

O personalizzarlo per uno studente:

“Se studi, l’intelligenza artificiale può aiutarti a riassumere meglio e a risparmiare ore sui compiti.”

Stessa idea, ma cambia completamente l’impatto.

Se umanizzare il testo significa farlo sembrare scritto da una persona reale, con uno stile naturale, fluido e autentico, personalizzare il testo significa farlo sembrare scritto apposta per chi legge, adattandolo ai suoi bisogni, interessi e al suo modo di comunicare.

È come se il tuo lettore dicesse: “sembra scritto per me”.

Riflessione finale

Usare l’AI per scrivere può essere molto utile, ma un buon contenuto non nasce semplicemente premendo “genera”. Perché un testo funzioni davvero, deve esserci anche qualcosa di tuo.

I testi più efficaci sono quelli che hanno una voce personale, che lasciano intravedere il tuo modo di pensare, il tuo stile, la tua sensibilità. Ed è proprio questo che, almeno per ora, nessuna AI può sostituire.

Se utilizzi l’AI per scrivere prova a rielaborare i testi, renderli più umani e personali seguendo questi consigli.

Noterai subito la differenza: il risultato sarà più autentico, più credibile e molto più vicino a te e ai tuoi lettori.

Fammi sapere 🙂

 

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

Articoli di approfondimento

 

servizi AEsse Communication

Vuoi migliorare la tua immagine sul web?

Cosa possiamo fare per te:

  • Implementiamo siti web responsive con soluzioni mirate a incrementare la tua visibilità on-line
  • Curiamo i contenuti del tuo sito e delle tue email, ottimizzando i testi per il web e in ottica SEO friendly
  • Curiamo i contenuti del tuo blog creando articoli mirati ad incrementare la tua visibilità online
  • Realizziamo servizi fotografici e video professionali ad alto impatto visivo
  • Seguiamo gli account social collegati al tuo sito web

Scrivimi, possiamo scegliere insieme la soluzione che meglio si adatta alla comunicazione della tua attività!

Copywriting: guida alla scelta del tono di voce

Copywriting: guida alla scelta del tono di voce

È sempre difficile trasmettere per iscritto il tono di voce, ma se individui quello giusto puoi raccontarti al tuo pubblico in modo efficace. Una breve guida per la scelta tra tono informale, formale e moderato

Prima di condividere i contenuti sul web (blog o social) il bravo copywriter sa che deve fare un lavoro di progettazione e pianificazione dei suoi contenuti.

Nella fase di progettazione, oltre al definire gli obiettivi della comunicazione e il destinatario, è importante scegliere tono, stile e formalità del testo.

Il tono del testo è importante almeno quanto la qualità del contenuto che decidi di condividere e quanto l’organizzazione del testo.

Non sottovalutare il tono di voce: toni diversi inviano al lettore messaggi emotivi diversi.

Usare il tono in modo opportuno ti permette di raccontare la storia del tuo brand in un modo efficace e di costruire un rapporto di fiducia con il tuo pubblico.

Vediamo insieme cos’è il tono di voce e come scegliere quello più adatto alla comunicazione della tua attività.

Tono di voce: cos’è

Il tono di voce è qualcosa di piuttosto complesso, dal momento che, se a voce è semplice da intuire, è invece difficile da trasmettere per iscritto.

Sì, perché:

Il tono non riguarda quello che dici, ma come lo dici,
il sentimento che trasmetti con le parole.

Le tre tipologie di tono di voce

Il tono di voce (o Tone of voice) è qualcosa di molto difficile da trasmettere e, se sui social grazie alle emoji riusciamo a chiarire le nostre intenzioni, su altre piattaforme di condivisione di contenuto (come il blog) la cosa non è così immediata.

Dal momento che sul blog non è sempre una buona scelta usare le emoji, è meglio se impariamo a gestire e scegliere il tono in modo corretto.

Puoi scegliere tra tre tipi di tono di voce: tono formale, moderato e informale.

1. Tono formale

È il tono che usiamo per rivolgerci a persone che non conosciamo; è un tono educato e rispettoso, adatto per comunicazioni ufficiale come e-mail, proposte, preventivi. 

Questo tono è quasi sempre accompagnato dall’impersonale o dall’uso del voi.

Nei social è il tono che dovrebbero usare alcune categorie di professionisti, come avvocati, medici, istituzioni pubbliche e ogni volta che il contenuto del post o della sponsorizzata è serio.

Anche sul web, la scrittura scientifica o tecnica è spesso formale, usa una terminologia complessa e un approccio impersonale alla materia. 

Il tono formale si caratterizza da: 

  • una grammatica molto accurata,
  • frasi più lunghe,
  • espressioni complesse e parole ricercate.

2. Tono moderato

È un tono più rilassato rispetto al precedente, ma sempre rispettoso.

Lo usiamo quando parliamo a persone conosciute e con cui abbiamo un rapporto che però non definiamo amicizia. In questi casi si utilizza l’impersonale o un tu molto rispettoso.

Il tono moderato è sempre una scelta saggia quando il pubblico non è facile da definire o è vario: non è freddo come il tono formale ma non è invasivo e confidenziale come l’informale.

3. Tono informale

È il tono che usiamo con i nostri amici, dove nessuno si offende se usiamo l’ironia, emoji o altre libertà linguistiche. 

È l’ideale per tutti i contenuti destinati a un pubblico giovane (Generazione Alpha e Zeta) e quando il prodotto lo permette: abbigliamento, notizie divertenti, bevande ecc.

Importante:

  • Non confondere il tono con la formalità (dare del tu o del lei – lo vediamo tra un po’);
  • Fai attenzione all’ironia: ricorda che ognuno la interpreta a suo modo per cui utilizzala solo se sai come reagirà il lettore;
  • Non discriminare: fai attenzione con argomenti come il sesso, la razza, le opinioni politiche o la religione. Sono argomenti sensibili e una parola fuori posto rende qualcosa di scritto in buona fede qualcosa di esplosivo;
  • Definisci con attenzione il tono di voce aziendale, stabilisci il tono standard e le deviazioni concesse (quando ad esempio usare le emoji) perché ciò segna il rapporto con i propri clienti.
  • Se vuoi optare per un tono informale e umoristico assicurati di avere una comprensione approfondita del pubblico a cui ti rivolgi.

Ricorda:

Se stai creando un contenuto, quel contenuto avrà un tono, anche se non lo usi intenzionalmente.

È un aspetto inevitabile della scrittura: imparando a sfruttarlo, puoi imparare a connetterti con il tuo pubblico, favorire le relazioni e costruire il tuo marchio.

Tone of Voice

Scegliere il tono di voce da adottare è importante quanto scegliere la forma del testo e il contenuto

Da cosa dipende la scelta del tono di voce?

Definire il tono di voce deve rappresentare una solida base su cui poi poter lavorare nella creazione di contenuti. 

Ma da cosa dipende la scelta del tono di voce?

Prima di tutto devi conoscere il tuo pubblico: in fin dei conti, il tuo prodotto è pensato per una certa categoria di persone. Per questo motivo, a monte di ogni strategia di marketing c’è l’individuazione delle buyer personas, il tuo target di riferimento, il tuo cliente tipo.

Oltre al tuo pubblico devi ovviamente conoscere bene te stesso, ciò che rappresenti (i tuoi ideali e i tuoi obiettivi), ciò che contraddistingue il tuo brand, i tuoi prodotti o servizi.

Devi poi tenere in considerazione i contenuti che hai già pubblicato, e con i quali hai già creato una connessione con i tuoi clienti.

Inizia identificando i tuoi contenuti che hanno avuto maggior successo, in base alle metriche che sono più importanti per te (possono essere il numero di like, il numero di condivisioni o di commenti al tuo post).

Poi, mentre li leggi, prova a porti queste domande: 

  • Come sono scritti questi articoli? Sono molto seri, appassionati o umoristici?
  • Questi contenuti riflettono i tuoi valori fondamentali?
  • Questi contenuti rispondono ai bisogni e agli interessi che hai identificato per il tuo target?
  • Quali contenuti sembrano funzionare meglio e quali peggio?
  • Cosa hanno in comune questi testi? Il tono? La lunghezza? La struttura? 

Usa le tue osservazioni per identificare il tono che è più efficace per te e che ti aiuta meglio a raggiungere i tuoi obiettivi.

Una volta definito cerca di mantenerlo con coerenza in ogni tua pubblicazione.

Devo dare del tu o del lei? (livello di formalità)

Negli ultimi anni i social hanno spinto tutta la comunicazione aziendale verso l’informalità e dunque all’uso generalizzato del “tu”, insieme a emoticon e abbreviazioni.

Nei social e nei blog il tu è quasi sempre una buona scelta. 

Quasi sempre, appunto. Il lei va riservato, anche sulle chat, a settori quali la finanza e ai professionisti con i quali non c’è un rapporto diretto e grandi istituzioni pubbliche o private.

Scegli il tono di voce da utilizzare con i tuoi lettori tra il tu o il voi, il noi o la forma impersonale e mantienilo in ogni tuo scritto.

Il mio consiglio: usa l’io/noi se parli per un’azienda rivolgendoti al singolo, usa io/tu se invece parli per un professionista o un freelance; usa il voi se il target non si presta a un linguaggio informale o se ti rivolgi a una community affiatata.

Ricorda che la massima personalizzazione è l’ideale, anche per quanto riguarda il genere.

Se personalizzare il genere non è possibile, ci sono modi per aggirare il maschile e il femminile come ad esempio cambiare il verbo o l’intera frase (è il caso di Pensi davvero di..? al posto di Sei certo di..? Oppure La tranquillità di viaggiare al posto di Viaggia tranquillo).

A questo proposito ti consiglio di leggere: Copywriting inclusivo: sul web e sui social usa un linguaggio che non discrimina

Fai attenzione allo stile burocratico, ai testi troppo pressanti del marketing, allo stile troppo professionale.

Il tono di voce è collegato al lettore di riferimento, alle tue buyer personas: sul tema puoi leggere Per farti trovare dai tuoi potenziali clienti devi conoscere il tuo target di riferimento: le Buyer Personas

Spero tu possa trovare in questo articolo qualche ispirazione per stabilire il tuo Tone of voice, se hai qualche domanda o curiosità non esitare a scrivermi nel box qui sotto.

Per ulteriori approfondimenti puoi leggere:

Vuoi imparare a fare blogging o a scrivere per il web?

Blogging

Scrivimi, possiamo organizzare una consulenza o qualche lezione via web.

Imparerai come gestire un blog, come creare un calendario editoriale e come costruire un post.

Se ti interessa approfondire e vuoi conoscere le tecniche di scrittura più efficaci per il web visita la pagina Corso Copywriting sul mio sito web.

Scrivimi!

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e Scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

Scopri i Servizi di AEsse Communication:

  • business blogging e testi professionali
  • copywriting
  • foto professionali
  • siti web responsive e mobile friendly
  • social media marketing

✉︎   info@aessecommunication.it