Copywriting, psicologia e persuasione: perché finiamo col dire di sì

Copywriting, psicologia e persuasione: perché finiamo col dire di sì

Le decisioni di acquisto si fondano su componenti emozionali. Per questo motivo è utile comprendere il funzionamento di quelle leve psicologiche su cui si basa il copywriting persuasivo

Il bravo copywriter deve conoscere la psicologia che sta alla base del processo di acquisto. Perché, come ho spiegato nel mio articolo Copywriting, guida alle tecniche di scrittura e alle parole che convincono il processo di acquisto ha in sé molteplici componenti emozionali.

Il concetto di leve psicologiche del copywriting deriva da Joe Sugarman (psycological triggers), indiscusso maestro del copywriting persuasivo, e racchiude tutte quelle tecniche che il buon copywriter deve saper utilizzare per raggiungere, catturare e convincere il lettore.

Vediamole una per una e proviamo a capire perché funzionano e in che modo permettono di ottenere risultati.

Vedremo poi i principi di Robert Cialdini contenuti in “Le armi della persuasione”, pilastri per il cosiddetto persuasive copywriting.

Il testo, scritto negli anni ’80, si basa su alcuni studi di psicologia sociale essenziali per chiunque si occupi di marketing e pubblicità, in quanto affronta le dinamiche della persuasione.

Le 7 leve psicologiche del copywriting

Rendi tuo il problema dei tuoi lettori

I tuoi lettori cercano qualcuno che li ascolti e sappia come risolvere il loro problema. E chi meglio di qualcuno che c’è già passato e che sa come risolverlo?

Mentre scrivi focalizzati sul problema, condividi i disagi in modo empatico e proponi una soluzione.

“La diffcoltà più grande nel tuo lavoro è quella di ascoltare. Devi ascoltare più pareri per avere successo. Devi ascoltare prima di tutto i problemi della gente e devi essere in grado di risolverli. Devi conoscere la persona così bene da essere in grado di assomigliargli.”

Eugene Schwartz

Ferma i pensieri del tuo lettore

Sfida il tuo lettore a ragionare su quello che stai scrivendo, spingilo a trovare una risposta alle tue domande. È il modo migliore per attirare la sua attenzione.

Stimola la visualizzazione

Lo sai perché nel marketing si utilizzano molte immagini?

Perché le immagini vengono elaborate dal cervello 60.000 volte più velocemente del testo. 

La comunicazione visiva è quindi più immediata, più semplice da comprendere e da ricordare.

Le immagini riescono a raccontare ciò che con le parole a volte si fatica a comunicare in modo immediato.

Utilizza immagini del tuo prodotto, ma rendilo anche immaginabile in modo credibile: se riuscirai a farlo entrare nella testa del tuo lettore non vi uscirà più.

Crea curiosità

Prima di proporre il tuo prodotto inizia con una domanda o con una frase ad effetto, qualcosa che lo induca a continuare a leggere e a concentrarsi su ciò di cui stai parlando.

Induci scarsità

Quando proponi un prodotto suggerisci al lettore che deve agire in fretta perché il prodotto sta terminando.

Oppure crea scadenze, offerte limitate o sconti temporanei: la paura di perdere questo vantaggio sarò uno stimolo per spingerlo ad acquistare.

Sii preciso

Comunica informazioni precise e concrete sul tuo prodotto. Se possibile utilizza tabelle e dati verificabili: questo ti aiuterà a ottenere la fiducia del lettore.

Racconta una storia

Il potere dello storytelling sta proprio nel riuscire a indurre nell’immedesimazione molto più di altre tecniche di marketing. Le storie favoriscono la connessione tra te e il tuo lettore e incrementano la credibilità.

La bravura di chi sa fare storytelling e proprio quella di costruire una storia intorno al prodotto o servizio che intende proporre. La narrazione che si crea deve stimolare il lato emozionale del lettore in modo da tenerlo incollato al tuo scritto.

Nello storytelling è necessario creare il giusto mix che emoziona il lettore con contenuti coerenti con il valore del tuo prodotto e l’identità della tua azienda.
I brand più famosi comunicano con lo storytelling e il loro messaggio pubblicitario non è mai asettico e standardizzato, anzi, è intriso di componenti emozionali a forte impatto emotivo.

Copywriting e psicologia

Le armi della persuasione: come e perché si finisce col dire di sì

Sono sei i principi che formano quel sistema persuasorio che ci induce a dire sì: coerenza, reciprocità, riprova sociale, autorità, simpatia, scarsità.

Stilati da Robert Cialdini nel testo “Le armi della persuasione. Come e perché si finisce col dire di sì” questi sei principi sono ben conosciuti nell’universo psicologico-sociale e rappresentano dei fattori motivazionali molto importanti, elementi portanti del comportamento umano individuale e sociale.

Quali sono dunque quei fattori che inducono una persona a dire di sì alle richieste di un’altra?

Perché una richiesta formulata in un certo modo viene respinta mentre un’altra, identica, presentata in maniera diversa ottiene il risultato desiderato?

Vediamo insieme e cerchiamo di capire il funzionamento di queste tecniche psicologiche, potenti strumenti motivazionali in mano a un bravo copywriter.

1. Reciprocità

La reciprocità è uno degli strumenti più antichi alla base del commercio: io do qualcosa a te e tu dai qualcosa a me.

I periodi di prova gratuiti, le offerte di campioni, l’accesso a contenuti riservati, i coupon di benvenuto sono tutti classici strumenti che rispondono a questa leva psicologica: a nessuno piace essere in debito

È infatti comprensibile che quando qualcuno ci fa un favore o ci aiuta, o quando riceviamo qualcosa in regalo, ci sentiamo in obbligo nei confronti di quella persona e desideriamo ricambiare.

È su questo principio che trova fondamento il marketing della gratitudine, un modo nuovo di fare marketing che permette di consolidare le relazioni.

Il principio di reciprocità viene poi molto utilizzato nel marketing on-line quando, ad esempio, in cambio del tuo indirizzo email o una iscrizione alla newsletter ti viene offerto un e-book. Indirizzi che saranno utilissimi quando inizierai la tua strategia di email marketing per vendere i tuoi prodotti o servizi.

2. Impegno e coerenza

Il principio di impegno e coerenza si utilizza nel funnel dell’inbound marketing, quella sequenza che permette di selezionare i clienti tramite pubblicazioni costanti sul blog aziendale e, gradualmente, fidelizzarli e impegnarli a nostro favore, in modo da chiudere la vendita.

Maggiore sarà il contatto tra te e il tuo potenziale cliente, maggiore sarà la sua volontà di non fare brutta figura con te.

“È più facile resistere all’inizio che alla fine.”
Leonardo Da Vinci

3. Riprova sociale

La riprova sociale è l’importanza che diamo a quello che dicono gli altri. Tendiamo a pensare infatti che “se tante persone svolgono la stessa azione, questa cosa sarà corretta”.

È una scorciatoia cognitiva tipica dell’essere umano, un po’ come il pensiero “ciò che è costoso è per forza buono”

Questo principio viene molto utilizzato nelle pagine di vendita: le persone tendono a fidarsi delle testimonianze di chi si è trovato nella loro stessa situazione.

Maggiori sono i commenti e le testimonianze positive verso un prodotto, più siamo portati a pensare che quel prodotto sia ottimo ed aumenteranno così le possibilità di acquisto.

Se ci pensi, il successo di TripAdvisor o di Amazon si fonda proprio su questo principio.

4. Simpatia

Come risultare simpatici al nostro lettore? La simpatia è un’arte non semplice da imparare. L’unico vero modo per risultare piacevoli e simpatici quando scriviamo è quello di conoscere bene il target e di usare l’empatia nel modo in cui comunichiamo.

In questo modo, parlando lo stesso linguaggio, è probabile che il lettore si riconosca in ciò che scriviamo.

5. Autorità

L’autorevolezza si crea con lo studio e l’esperienza. Tuttavia, per avere credibilità e proporti come riferimento per chi ti legge esponi dati certi e risultati: solo in questo modo i tuoi potenziali clienti sapranno che non racconti bugie.

6. Scarsità ed urgenza

È uno dei principi più utilizzati nel marketing online e offline: dalle televendite al supermercato. La scarsità crea valore e importanza attorno al prodotto di cui stai parlando e induce il cliente ad affrettarsi nel suo processo di acquisto.

Come ho scritto sopra, parlando delle leve psicologiche del copywriting, la scarsità rende il prodotto esclusivo e l’idea di una potenziale perdita gioca un ruolo molto importante nei processi decisionali della mente umana.

Un esempio classico è quello dell’offerta valida per pochi giorni o per un numero limitato, chissà quante volte avrà fatto leva anche su di te.

“Il modo migliore per amare qualcosa o qualcuno è pensare al fatto che si potrebbe perderlo.”
Gilbert K. Chesterton

Penso che la psicologia collegata al marketing permetta degli approfondimenti molto interessanti.

Lo credi anche tu?

Fammi sapere cosa ne pensi nei commenti qui sotto.

Testo consigliato:

  • Robert B. Cialdini, Le Armi della Persuasione. Come e perché si finisce col dire di sì, Giunti Editore, 2010

Leggi anche:

 

Articolo a cura di Sara Soliman
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Copywriting: guida alle parole e alle tecniche di scrittura che convincono (e convertono)

Copywriting: guida alle parole e alle tecniche di scrittura che convincono (e convertono)

Per scrivere testi efficaci è necessario prestare attenzione alle parole che si utilizzano: alcune aiutano ad entrare in empatia con il lettore, altre sono potenti leve di tipo psicologico

L’efficacia di un contenuto dipende da come lo si scrive. E il copywriting, l’arte di conoscere tutti gli accorgimenti e le tecniche della scrittura per il web, permette di arrivare al lettore in modo accattivante e convincente.

Che sia una pubblicità, una newsletter, la struttura di una pagina web o un articolo per un blog aziendale, per catturare l’attenzione dell’utente e accompagnarlo a compiere un’azione (il tuo obiettivo di conversione) è necessario conoscere le tecniche del copywriting persuasivo.

Le parole generano o stimolano emozioni che, come ben sai, ci conducono all’azione solo in un secondo momento.

Oltre alle tecniche, o modelli di copywriting persuasivo, esistono anche alcune parole che, proprio per il loro effetto sul lettore, spingono verso un’azione: sono definite parole persuasive.

Tecniche di copywriting persuasivo

Esistono alcune tecniche di scrittura che, in base al tuo target di riferimento, aiutano a impostare contenuti convincenti e che portano buoni risultati.

Prima di tutto è necessario dunque stabilre il target, che ti permette di decidere quale tono di voce adottare.

Tecnica del problema

Il concetto è quello mettere in evidenza un problema e collocarlo in un contesto in cui il lettore si identifica per fornirgli poi la soluzione a quel problema, che può essere il nostro prodotto o servizio.

Ad esempio: “Soffri di dolori alla schiena per le troppe ore alla scrivania? Puoi risolvere il tuo problema facendo attenzione alla postura e seguendo una serie di accorgimenti che riguardano l’ergonomia in ufficio come una sedia ergonomica e un supporto per monitor.”

Tecnica del beneficio

Per generare beneficio è necessario creare l’oppurtunità ed entrare in empatia con il lettore.

Mentre il lettore legge il tuo post pensa “sembra scritto proprio per me” e dunque non può che continuare a leggere per sperare di trovare una risposta.

Questa tecnica funziona solo se si sa esattamente cosa il lettore sta cercando quel determinato contenuto.

Il beneficio è il raggiungimento del suo scopo, che otterrà dopo aver letto i tuoi consigli.

Tecnica il mio problema-i tuoi vantaggi

In questa terza tecnica comunichi al lettore, che vuole cambiare qualcosa nella sua vita, che tu ci sei già passato e hai ottenuto dei buoni risultati.

In sostanza questa tecnica riprende il racconto di una storia, la tua storia, e pone l’accento sul punto di svolta che ti ha permesso di ottenere quel cambiamento (che è lo stesso che il lettore desidera).

Ad esempio: “Anch’io volevo approfondire le tecniche di copywriting e ho seguito vari corsi, ma solo con questo corso (quello che vuoi vendere) ho raggiunto dei buoni risultati.”

Tecnica della concretezza

Questa tecnica sfrutta la capacità di persuasione delle domande dirette, in modo da entrare subito in contatto con il lettore. Mettendo in luce una specifica opportunità, così da creare empatia.

A questo punto esponi i benefici dei tuoi prodotti o servizi, sottolineando come quella è una soluzione reale, semplice e ottimale.

Ad esempio: “Sei alla ricerca di uno zaino bello, robusto ed ergonomico per il tuo bambino? Prova…”

Tecnica della scarsità

Frasi come “sono gli ultimi pezzi” ,”lo sconto avrà una durata limitata” o “solo i primi 100 che si iscriveranno” fanno leva sul timore di non riuscire ad avere tempo per l’acquisto desiderato e spingono verso un acquisto d’impulso.

Tecniche e Parole persuasive

La scrittura persuasiva si basa su alcune tecniche e su parole che fanno leva sull’aspetto psicologico del lettore

Aspetto emotivo e decisioni d’acquisto: parole persuasive

Alcune parole catturano e convincono più di altre. Pensa per esempio al tuo stesso comportamento quando decidi di acquistare qualcosa.

Accade che ti lasci trasportare da toni e parole autorevoli se l’acquisto riguarda dei manuali, da toni e parole amichevoli se il tuo acquisto riguarda un capo d’abbigliamento e da toni e parole che trasmettono sensazionalismo ed entusiasmo se prenoti una vacanza in un posto nuovo.

L’aspetto emotivo è dunque centrale in ogni decisione d’acquisto.

Per questo motivo parole come Tu, gratis, perché, subito e nuovo sono considerate le migliori parole per vendere e convertire, soprattutto se inserite in una call to action o nell’oggetto della newsletter.

Sono parole dunque utili nei richiami all’azione immediati.

L’efficacia del Tu è ormai consolidata (o del nome proprio se si tratta di una newsletter): esprime fiducia e fa sentire coinvolti, quasi come si stesse parlando a un amico.

Il successo della parola gratis (o gratuito) deriva dal fatto che ognuno di noi ama ricevere qualcosa in regalo, anche se non ne abbiamo bisogno.

La parola perché è utile all’utente che è alla ricerca di una giustificazione della sua azione. Vuole cioè capire il motivo per cui dovrebbe fare ciò che consigli.

Immediatamente (o subito) è una parola che attiva una parte del nostro cervello e lo spinge a un’azione. È utile in un contesto in cui proponiamo un beneficio, un’offerta a scadenza dove vi è il rischio di perdere l’opportunità.

La parola nuovo ha potere persuasivo in quanto viene inconsciamente accostata a qualcosa di vecchio che ha sicuramente qualcosa in meno di ciò che di nuovo proponi.

Utilizzato per beni di consumo consente di far leva sul fatto che in un acquisto siamo sempre ben disposti verso le novità.

Parole che creano fiducia

Oltre alle parole persuasive, che hanno una “funzione calamita”, il copywriting persuasivo utilizza le parole che creano una connessione causa-effetto.

Sono parole che aiutano a spiegare i motivi delle azioni, legando l’azione stessa a degli obiettivi. Sono:

  • Perché
  • Quindi
  • Come risultato
  • Per questa ragione
  • Di conseguenza
  • A causa di…

Questo perché è importante creare un rapporto di fiducia con chi legge e dare una motivazione o una conseguenza a ciò che affermi.

In questa maniera si diventa più convincenti nel motivare l’acquisto di un prodotto o di un servizio.

Parole facilitano la conversione più di altre, sono:

  • Segreto
  • Testato
  • Garantito
  • Esclusivo
  • Risultati

Non dimenticare che i tuoi testi, anche se scritti con tutti gli accorgimenti necessari per farti notare da Google (Tecniche di SeoCopywriting) sono sempre rivolti a delle persone che, come tali, agiscono in base ai sentimenti, emozioni e necessità.

6 Consigli per scrivere testi che convertono

Riporto di seguito alcuni consigli di scrittura efficaci per ogni tipo di testo, proprio perché puntano sull’aspetto emotivo e sono finalizzati a trasmettere fiducia.

Ricorda di scrivere sempre in modo semplice e di utilizzare frasi brevi.

  1. Parla dei vantaggi che avrà il tuo cliente se sceglie la tua proposta o acquista il tuo prodotto.
  2. Ripeti i concetti chiave del tuo messaggio, come i punti di forza del tuo prodotto. Puoi farlo anche con degli esempi.
  3. Inserisci testimonianze, tabelle, fonti autorevoli e tutto ciò che ti aiuta a trasmettere fiducia e concretezza.
  4. Punta sull’emotività e sul potere persuasivo di alcune parole.
  5. Crea empatia: usa il tu, scrivi in modo semplice e diretto, crea un ambiente amichevole in cui il lettore possa sentirsi compreso.
  6. Utilizza le call to action: il richiamo all’azione accompagna il lettore nella scelta e incentiva la conversione.


Come vedi, per ottenere buoni risultati sul web non bisogna improvvisare. E per scrivere in modo da raggiungere degli
obiettivi è necessario conoscere il target e pianificare contenuti studiati ad hoc.

Se vuoi formulare i tuoi testi in modo più efficace per raggiungere il tuo pubblico scrivimi: possiamo cercare insieme la soluzione che fa al caso tuo.

Potresti leggere anche:

 

Articolo a cura di Sara Soliman
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Foto di copertina: Emma Matthews Digital Content Production on Unsplash

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Perché affidarsi al Copywriter per creare l’immagine del brand sul web e sui social media

Perché affidarsi al Copywriter per creare l’immagine del brand sul web e sui social media

La differenza tra la comunicazione fatta in casa e la comunicazione fatta da un professionista è che quest’ultimo sa cosa piace agli utenti e sa come farti ottenere visibilità nel web

Quando si tratta di promuovere un brand sul sito web, sui social media e nella pubblicità è necessario scegliere le parole giuste.

Le parole devono essere in grado di catturare l’attenzione, di coinvolgere il lettore e di tenerlo incollato al messaggio.

Per questo c’è bisogno del copywriter, ossia di colui che conosce l’arte di assemblare al meglio parole e immagini con una scrittura persuasiva.

Scrivere i testi per un sito o per un blog è un lavoro da affidare a un professionista. A un web writer. A una persona in grado di creare testi.

Tutti sappiamo parlare e scrivere in modo corretto, ma la differenza è che il professionista sa cosa piace agli utenti. E sa farsi amare da Google.

Copywriting

Il lavoro del copywriter richiede continuo aggiornamento, confronto e studio delle realtà commerciali di cui fa parte. Ma sono utili anche una buona conoscenza di sociologia e di psicologia

 

Il copywriter tra testo e immagini

Alcuni dizionari identificano il “copywriter” con il redattore pubblicitario, definizione corretta solo a metà poiché in questo caso il testo prodotto dal copywriter non ha, da solo, valore commerciale e non è dunque autonomo.

Lo diventa quando si unisce a un’immagine. L’immagine serve a catturare l’attenzione (l’emozione) e il testo a dare informazioni.

Il copywriter cura il testo e sceglie le immagini più appropriate per accompagnarlo.

Ma c’è modo e modo per trasmettere un messaggio e solo un bravo copywriter sa usare le parole in modo efficace e convincente.

In “La parola immaginataAnnamaria Testa, indiscussa maestra del copywriter, ci spiega come la necessità di integrare al meglio testo e immagine sia fondamentale:

“Preparate un buon testo, integratelo perfettamente con una buona immagine, controllate che entrambi siano funzionali al messaggio che il prodotto vuole trasmettere e che vengano compresi, graditi e condivisi dal target: in teoria potete esser certi di aver fatto un buon lavoro.”

I motivi per scegliere un copywriter professionista 

Sono tre i motivi per cui dovresti scegliere un copywriter professionista:

  • i clienti capiscono quando un sito web è curato da un web copywriter. Si tratta dunque di trasmettere professionalità;
  • un bravo web writer capisce le tue esigenze e lavora di conseguenza. Affidati a chi sa scrivere per le persone giuste;
  • i testi raggiungeranno i clienti nel modo giusto grazie allo studio sul target, secondo le tecniche dell’inbound marketing. 

I vantaggi del copywriting per il business

Oggi l’economia è basata non solo sugli scambi commerciali, ma in primis sulle relazioni.

Con il cliente è necessario stabilire una relazione costante, e per fare questo ci vuole impegno: bisogna ascoltarlo e proporgli soluzioni mirate al momento del bisogno.

È necessario poi definirlo per parlare il suo stesso linguaggio.

Solo in questo modo riuscirai a trasmettere il valore della tua azienda. E otterrai credibilità e fiducia.

Di qui l’importanza di una comunicazione professionale che spazia dal messaggio pubblicitario al blog aziendale, dalla newsletter al post sui social media.

Leggi anche: Utilità del Blog aziendale per siti web e per E-Commerce: scopri come incrementare le vendite 

In cosa consiste la capacità del copywriter?

Un copywriter sa che il suo lavoro richiede continuo aggiornamento, confronto e studio delle realtà commerciali di cui fa parte.

Ma sono utili anche una buona conoscenza di sociologia e di psicologia.

Il copywriter sa quanto sia importante in primo luogo scartare le soluzioni sbagliate, ossia quelle che non funzionano a livello di percezione, quelle che non emozionano.

Un bravo copywriter deve saper verificare, in breve, la presenza o l’assenza di alcune caratteristiche tecniche del messaggio:

  • Il messaggio deve risultare congruente con il prodotto e con l’immagine che si vuole trasmettere;
  • Il messaggio deve risultare comprensibile, in riferimento al livello culturale del target;
  • Il messaggio deve essere accattivante e convincente (no ai messaggi autoritari e offensivi che inducono sensazioni sgradevoli e instaurano il meccanismo di rimozione);
  • Il messaggio deve coinvolgere il destinatario in termini emotivi, estetici e di utilità.

“Le parole sono importanti e vanno scelta con cura. Le parole evocano, trasmettono emozioni, possono costruire ma anche distruggere.”

Il copywriter deve avere dunque quella sensibilità letteraria che lo rende capace di mimare stili diversi, deve riuscire a trovare parole che si integrino perfettamente con le immagini, deve saper esprimere concetti complessi in modo semplice, corretto, efficace e innovativo.

Ma come capire se parole e immagine lavorano in sinergia? 

Basta fare una verifica molto semplice: togliere il titolo all’immagine e poi l’immagine al titolo.

Solitamente succede che le parole da sole risultano poco credibili e l’immagine piuttosto fredda. Insieme invece funzionano.

Questo avviene perché l’immagine contestualizza il titolo rimandando a una realtà possibile, mentre il titolo aiuta a leggere l’immagine in modo corretto.

Questa ed altre tecniche stanno alla base della professionalità di un bravo copywriter.

Cosa posso fare per te?

Mi occupo dei testi del tuo sito web e di scrivere articoli (uno o due a settimana) per il blog della tua attività.

Quando scrivo punto sulla qualità dei contenuti e delle immagini, con un occhio di riguardo per Google e dunque per il Seo-Copywriting.

Non perdere tempo e contattami, posso realmente aiutare la tua attività a farsi notare sul web in modo da raggiungere i tuoi obiettivi.

Insieme stabiliremo un piano e un calendario editoriale per il Blog aziendale o per il Blog dell’e-commerce.

Ti ricordo che solo con una pubblicazione costante nel tempo puoi valorizzare la tua attività posizionandola sulla prima pagina di Google.

Perché come ben sai: “il luogo più sicuro dove nascondere un cadavere è la seconda pagina di Google”.

 

Per capire come lavoro potresti leggere: Web Copywriting: come scrivere sul web in modo efficace e catturare l’attenzione dell’utente

Se ti interessa il tema del Copywriting segui la sezione del Blog su AEsse Communication.it

 

Articolo a cura di Sara Soliman
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Copywriting: guida all’utilizzo delle principali figure retoriche

Copywriting: guida all’utilizzo delle principali figure retoriche

Quali sono le principali figure retoriche? Come si utilizzano? Scrivere per il web non è solo tecnica: conoscere la lingua italiana al meglio e usare la creatività aiuta a rendere il messaggio efficace

Quando penso alla scrittura creativa e all’uso delle figure retoriche penso al libro di Queneau, che ben insegna come scrivere in modo fantasioso con l’utilizzo di stili diversi.

Queneau, in Exercises of Style racconta novantanove volte lo stesso episodio utilizzando figure retoriche e generi letterari diversi (dall’epico al drammatico, dal discorso volgare a quello ingiurioso, dal sonetto all’ode), giocando con il lessico e con la sintassi.

A dimostrazione delle infinite possibilità della lingua.

Ma quali sono le principali figure retoriche? E come si utilizzano? 

Seguimi in questo articolo: vedremo insieme le principali figure retoriche e come utilizzarle nei tuoi scritti di copywriter.

Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.

Umberto Eco

Figure retoriche: perché è importante conoscerle

Scrivere per il web non è semplice. Il messaggio deve esser comunicato nel miglior modo possibile.

Ma non solo: è necessario essere convincenti, riuscendo nel contempo a trovare un proprio stile.

È importante poi essere efficaci e precisi, e prendere in considerazione l’aspetto relativo al SEO copywriting.

Ma la scrittura online non è solo questione di tecnica.

A fare la differenza c’è la creatività, c’è la conoscenza perfetta dell’uso della lingua italiana.

Per questo ho deciso di approfondire il tema delle principali figure retoriche.

Le figure retoriche sono un artificio linguistico molto utile perché hanno la straordinaria capacità di incantare il lettore e rendere piacevole la lettura.

Credo che la loro conoscenza sia oggi indispensabile non solo per il critico letterario ma anche per il lettore, per l’amante del cinema e del teatro, e anche per chi scrive per professione.

Figure retoriche: cosa sono e suddivisione

Le figure retoriche riguardano il cosiddetto linguaggio figurato, quel linguaggio cioè che utilizza immagini inattese per creare una visione nuova e suggestiva di ciò che si intende raccontare.

Le figure retoriche si dividono in quattro grossi gruppi:

  1. Metaplasmi
  2. Metatassi
  3. Metasemi
  4. Metalogismi

Il nome di ognuno di essi deriva dalla radice -meta, che significa:

parte riconducibile all’intero con suffissi diversi a seconda che le figure interessino la parola, la proposizione, il significato o l’intera frase. 

Di ogni gruppo vediamo le più utilizzate, con qualche esempio preso dalla letteratura.

# Metaplasmi

I metaplasmi sono, semplificando, mutazioni del significante all’interno della parola.

I più utilizzati sono:

Anacoluto

È la costruzione irregolare della frase per mancanza parziale o totale di collegamenti sintattici: l’effetto voluto è di dare efficacia e immediatezza alla frase:

“Quelli che muoiono bisogna pregare Iddio per loro” (Alessandro Manzoni).

Anticlimax

Consiste nel posizionare parole o concetti in ordine decrescente, è il contrario del “climax”:

“E mi dicono, dormi/ mi cantano, dormi/ sussurrano, dormi/ bisbigliano, dormi!” (G.Pascoli).

Antonomasia

E l’uso di un nome comune al posto di un nome proprio, per connotare la persona di tali caratteristiche o viceversa:

Dante parla di Virgilio come “cantor de’ buccolici Carmi”.

Oppure, si può denotare la bellezza di una donna con: “ E’ una Venere”.

Apocope

Troncamento a fine parola di una sillaba o vocale:

buon-buono, fra-frate, san-santo, cinema-cinematografo”.

Climax

Disposizione crescente di parole in intensità. Serve quando vuoi puntare al massimo.

“La vittoria ci costò sudore lacrime e sangue” (Churchill).

Ellissi

Salti di una o più parole al fine di ottenere l’effetto di concitazione o di brevità.

“Donna danno”. “Quanto (costa)?”. “Buona idea!”.

Onomatopea

Imitazione fonetica di cose, animali etc.

“Intanto sopraveniva davvero il feffe feffe, a tutta faffa” (Carlo Emilio Gadda).

# Metatassi

Riguarda sintagmi afferenti la parola o la proposizione che danno una curvatura particolare all’articolazione della frase.

I più comuni sono:

Asindeto

Riguarda l’eliminazione della congiunzione sintattica (e) tra le parti.

“veni,vidi,vici”  (Cesare)

Oppure: “detto fatto”.

O anche “Le donne, i cavalier, l’arme e gli amori” (L.Ariosto).

Chiasmo

Inversione sintattica o semantica di uno o più termini di un sintagma con un minimo di quattro termini:

“Io solo combatterò, procomberò sol io” (Giacomo Leopardi).

Domanda retorica 

È quella domanda che non presuppone una risposta, ma esprime ironia.

“Quale sarebbe questo tuo bel pensiero?”

“Non sarai mica un genio in incognito?”

Epifonema 

Costrutto più o meno enfatico inserito al fine di una decisa esclamazione.

“Ecco come il giudizio umano spesso erra” (Ludovico Ariosto). 

Eufemismo

È l’utilizzo con valore figurato di un termine meno duro del termine proprio:

“Fatal quiete” al posto di morte (Ugo Foscolo) 

Ipotassi

È un sillogismo con i primi termini e/o conclusioni errate.

Nasce dalla scuola dei Sofisti.

“Socrate è un uomo, Aristotele è mortale, Socrate è immortale”.

Parallelismo

È il contrario del chiasmo. In questo caso il sintagma di una o più unità sintattiche reitera una parte dei suoi elementi distintivi nel sintagma che lo segue, mantenendo la stessa struttura primaria. 

È il contrario del chiasmo.

“Occhi verdi, capelli biondi”.

“Treno in orario, viaggiatore soddisfatto”

Paratassi

Discorso dove le varie parti hanno un rapporto sintattico/logico coordinato. Un esempio è il sillogismo.

“Socrate è un uomo, tutti gli uomini sono mortali, Socrate è mortale”

# Metasemi

Figure retoriche che implicano un mutamento di significato.

Sono la metafora, la metonimia, la sineddoche, l’ossimoro, la sinestesia, la similitudine e l’ironia.

Nella maggior parte della letteratura sull’argomento le figure ritenute più importanti sono:

  • la metafora: sostituzione di un semema con un altro semema, ovvero una unità conchiusa di significato con un’ altra;
  • la metonimia: sostituzione di un semema con un sema, ovvero di una unità conchiusa di significato con una unità subordinata allo stesso semema od ad un altro.

L’Ossimoro ,la Sinestesia e la Similitudine sono in realtà delle metafore, che presentano però caratteristiche peculiari.

Ironia

L’ironia si utilizza con intento esclamativo e per derisione, da quella più leggera al più duro sarcasmo.

Si costruisce con l’utilizzo di un discorso piano che assume un significato diverso da quello proprio:

“Vieni a veder la gente quanto s’ama!” (Dante Alighieri).

Metafora 

E’ la più usata delle figure retoriche, sia in ambito artistico che quotidiano. Due sememi diversi vengono posti a confronto creando un aumento di significato.

La si potrebbe considerare una similitudine senza somiglianza tra i termini.

“Antonio è un pezzo di pane”, che vorrebbe dire: “ E’ buono come un pezzo di pane”.

Metonimia

Il costrutto sostituisce termini che abbiano rapporti logici:

  •      contenente per contenuto : “Passami la borraccia”,
  •      della materia all’oggetto: “Gli hanno rubato tutti gli ori” (per gioielli),
  •      l’autore per l’opera: “Mi piace Verdi”,
  •      la causa per l’effetto “soffre il mare”,
  •      il concreto per l’astratto: “avere fegato”,
  •      l’astratto per il concreto: “avere poco cervello”,
  •      il nome al posto di un toponimo o marca “non so se preferire il tuo Panama o il tuo Borsalino” ,
  •      l’effetto per la causa: “ha una bella mano” (bella scrittura).

Ossimoro

Questa figura retorica è molto utilizzata e consiste nell’utilizzo di due elementi discordanti inseriti in una frase come se fossero perfettamente compatibili. 

“Ghiaccio caldo”.

“Con le braccia colme di nulla” (Ungaretti).

Similitudine

È una metafora dove è presente la marca dell’accostamento.

“La memoria,/ amica come l’edera alle tombe” (Umberto Saba).

Sineddoche 

È utilissima per la sintesi. E’ la parte per il tutto ovvero un sintagma con una delle sue proprietà:

“Vedo le vele all’orizzonte” (vele per navi).

Sinestesia

E’ una metafora che sposta da uno all’altro dei nostri sensi l’oggetto:

“Ce la mangiammo con gli occhi appena entrò”.

# Metalogismi

Sono sintagmi che cambiano l’intera struttura della frase. Gli esempi chiariranno il concetto.

Antitesi 

Costrutto che accosta elementi di significato opposto:

“Pace non trovo e non ho da far guerra”. (Petrarca)

“Guerra e pace”. (Tolstoi)

Iperbole

Costrutto che ricerca volutamente l’esagerazione:

“Sono suo dai piedi fino al capo”  (Arnaut Daniel).

Litote

Frase costruita da un sintagma che nega il suo contrario:

“Non è molto intelligente”.

“Mica scemo”.

 

È un lungo elenco e non del tutto esaustivo, lo so. D’altra parte la lingua italiana è talmente ricca e complessa che per conoscerla a fondo è necessario studiare su libri di testo.

E tu cosa ne pensi? Credi che le figure retoriche possano aiutare la buona scrittura online? 

Un copywriter dovrebbe essere abile in questo settore?

Mi farebbe piacere leggere la tua opinione nei commenti.

Se ti interessa approfondire l’argomento delle figure retoriche ti consiglio un volume ben scritto:

  • Il parlar figurato, Manualetto di figure retoriche, Bice Mortara Garavelli, Edizioni Laterza 2010

 

Potresti leggere anche:

 

Bibliografia:

  • ENCICLOPEDIA EINAUDI: voce Retorica
  • ENCICLOPEDIA RIZZOLI LAROUSSE
  • AA.VV., “La Retorica”

 

Articolo a cura di Sara Soliman
AEsse Communication

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Perché è importante avere un piano editoriale per il Blog e come costruirlo

Perché è importante avere un piano editoriale per il Blog e come costruirlo

Un piano editoriale permette di organizzare le pubblicazioni considerando gli obiettivi di medio termine. Importante conoscere il target di riferimento e scrivere contenuti di qualità e con costanza

Nella redazione di contenuti per i blog aziendali è importante creare un piano editoriale che ti permetta di essere online con costanza e qualità.

Il piano editoriale è quel documento che programma quando, cosa, perché, come e per chi pubblicare.

Ma non solo. È uno strumento che deve lavorare in sinergia con gli obiettivi di marketing e deve intercettare i bisogni informativi del tuo pubblico di riferimento, le buyer personas.

Vuoi saperne di più?

Continua a leggere e scoprirai come impostare al meglio un piano editoriale.

Cos’è un piano editoriale e quali sono i suoi obiettivi

Il piano editoriale è quel documento organizzativo che sta alla base dell’attività di Content marketing ed è utile al Copywriter per svolgere al meglio il suo lavoro editoriale nel blog e nei social media che gestisce.

I parametri da indicare in un piano editoriale del blog sono i seguenti:

  • data di pubblicazione del post;
  • titolo del post (anche provvisorio);
  • categoria;
  • argomento con breve descrizione del post;
  • intento di ricerca o bisogno informativo che si vuole soddisfare, e quindi l’obiettivo di un certo post;
  • stato di approvazione da parte del cliente.

Perché è necessario creare un piano editoriale per il Blog

È impensabile oggi creare contenuti per il web in modo efficiente e organizzato senza aver prima impostato un piano editoriale.

I vantaggi del piano editoriale

  • aiuta a organizzare il lavoro;
  • aiuta a pianificare le pubblicazioni su blog e social media;
  • consente una visione ampia e completa delle azioni di Content Marketing nel medio e lungo periodo;
  • aiuta a gestire urgenze o imprevisti.
Aspetti da considerare nella costruzione di un piano editoriale

Come costruire un Piano editoriale: quali regole seguire

In primo luogo è giusto sapere che il piano editoriale si presenta come un documento cartaceo o digitale nel quale inserire una serie di informazioni. 

In aggiunta si allega un file o un foglio con caselle che gestiscono le date di pubblicazione dei post.

Questi sono gli spazi dedicati alla pubblicazione dei contenuti, che si trovano nel calendario editoriale, documento che fa parte del piano editoriale.

Quando costruiamo un piano editoriale dobbiamo porci alcuni domande.

Occorre sempre chiedersi: “Quanto spesso voglio pubblicare?”

Bisogna rispondere in modo realistico, considerano che la cosa importante non è la quantità ma la costanza, unita alla qualità dei testi prodotti.

Un’altra domanda fondamentale è: “A chi mi rivolgo?”. 

La prima risposta è: ai clienti, a lettori interessati e ai potenziali clienti. Quali sono i bisogni informativi di questo pubblico? 

Dopo aver chiarito questo punto occorre iniziare a strutturare gli argomenti e chiedersi: quali saranno le aree tematiche che tratteremo? 

Molto importante è stabilire poi le categorie del blog e raccogliere almeno 5 idee per ogni categoria di contenuto.

La categoria è fondamentale perché ci permette di avere un quadro generale degli argomenti trattati e ci aiuta a mixarli nella giusta misura nei progetti di medio termine, costruendo una vera e propria linea editoriale.

Inseriamo anche Keyword, Tag e il prodotto di riferimento, che ci tornano utili nel momento in cui occorre puntare a prodotti stagionali, oppure a lanci particolari.

Infine, possiamo inserire le note: servono a segnare modifiche o integrazioni da parte del cliente, a cui si consegna un piano editoriale trimestrale che egli dovrà analizzare ed approvare.

Il piano editoriale deve inoltre prevedere le date di pubblicazione.

Ovviamente tutto dipende dal tipo di piano che stai costruendo: se riguarda i social media è necessario inserire anche immagini e video che si intendono pubblicare e hashtags.

Il calendario editoriale

È quel documento (cartaceo o digitale, come preferisci) che ti ricorda quando e come pubblicare.

Il calendario è perfetto per segnare con cura le date delle pubblicazioni.

Ricorda che l’aggiornamento costante del calendario editoriale è fondamentale per il successo di un blog: serve a portare traffico e a creare una buona community.

Fasi di creazione del piano editoriale: ideazione, progettazione, approvazione e pubblicazione

Facciamo un esempio. Gestiamo un blog che ha come obiettivo quello di portare visite al sito principale, un E-commerce che vende prodotti per scuola e ufficio.

Per gestire un blog connesso a e-commerce è importantissimo impostare prima di tutto un accurato lavoro SEO che prevede di intercettare intenzioni di ricerca, bisogni informativi e dunque keyword specifiche in un’ottica di imbound marketing. 

Dopodiché, le fasi di creazione di un piano editoriale sono:

  1. Ideazione
  2. Progettazione
  3. Approvazione
  4. Pubblicazione

Vediamole una per una.

Ideazione dei contenuti e prima composizione del piano editoriale

In questa fase dobbiamo considerare:

  • gli obiettivi aziendali,
  • la stagionalità,
  • le esigenze del cliente, che dovrà indicarci quali sono i prodotti su cui puntare in quel momento. 

Continuando nell’esempio del blog per e-shop di materiale per la scuola e l’ufficio. In questo caso si sfrutteranno i mesi di luglio e agosto per puntare alla vendita di zaini, astucci, maxi quaderni e tutto il necessario per la scuola.

Ottobre sarà invece dedicato maggiormente alla promozione di prodotti per l’ufficio, essendo la scuola già avviata.

Progettazione dei contenuti del piano

La fase di progettazione è composta di alcune fasi intermedie.

Prima di tutto si analizzano gli argomenti di tendenza nel settore di riferimento, considerando interessi ed esigenze del target. 

Poi si analizzano gli intenti di ricerca degli utenti, le parole chiave legate a un prodotto o servizio e si iniziano a progettare gli articoli attorno a quegli argomenti. 

A questo punto si prepara una bozza di piano editoriale che verrà inviata al cliente per una prima approvazione. 

Si aggiunge al piano editoriale anche il calendario editoriale, con le date di presunta pubblicazione dei post.

Durante quest’ultima fase è bene considerare di tutti gli imprevisti che possono interferire con la produzione di contenuti.

È buona regola evitare di lavorare con scadenze troppo ravvicinate, sotto data, come si suol dire.

Approvazione delle proposte contenute nel piano editoriale

Quando i testi sono pronti vengono inviati al cliente per approvazione, che decide se gli argomenti scelti e il contenuto del piano è adeguato.

In assenza di modifiche il piano può essere considerato ufficiale e dunque può essere pubblicato.

Pubblicazione dei contenuti prodotti 

Ricorda che pubblicare un contenuto non è affatto l’atto finale, ma un atto intermedio suo del ciclo di vita, che solo ora acquista visibilità e va promosso sui social media o con altri canali quali la newsletter.

E tu, come crei il tuo piano editoriale? Se d’accordo con i mie suggerimenti? Fammi sapere cosa ne pensi nel box qui sotto!

Potresti leggere: Come scrivere una Newsletter efficace e impostare una strategia di Email Marketing

 

 

Articolo a cura di Sara Soliman
AEsse Communication

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Web Copywriting: come scrivere sul web in modo efficace e catturare l’attenzione dell’utente

Web Copywriting: come scrivere sul web in modo efficace e catturare l’attenzione dell’utente

L’attenzione sul web è molto bassa: la sfida del copywriter è oggi quella di catturare e mantenere l’interesse dell’utente

Chi si occupa di scrivere contenuti online sa bene che creare contenuti nuovi, originali e di valore è la base da cui partire per farsi leggere e catturare l’attenzione di Google e degli utenti.

Ma scrivere sul web non è così semplice. I contenuti di valore non sono sufficienti, da soli, a catturare l’attenzione.

Per fare un buon lavoro è necessario prima di tutto studiare il target di riferimento e avere una precisa strategia di content marketing che comprenda un piano editoriale per il Blog.

Sul web, poi, l’attenzione dell’utente è ridotta al minimo.

Complici forse la fretta e la necessità di reperire immediatamente le informazioni di cui si ha bisogno, se non si soddisfa velocemente la richiesta dell’utente, questo cambia pagina.

A sua disposizione sulla serp di Google ci sono molti altri risultati e pagine da consultare.

Come ottenere, e soprattutto mantenere, l’interesse dell’utente?

Questa è la vera sfida per chi si occupa di web copywriting.

Vediamo insieme alcuni accorgimenti che ti saranno d’aiuto nello scrivere i tuoi contenuti in modo da farti leggere dagli utenti ma anche da Google.

Web Copywriting: consigli utili per farsi leggere online

Il web copywriting riguarda tutti i contenuti online: dai testi di un sito web agli articoli sui blog aziendali all’advertising sui social, e il tutto va ottimizzato in ottica SEO.

Riporto qui di seguito alcuni accorgimenti che tengo bene a mente quando scrivo i testi sul web e gli articoli per i blog.

Non scrivere contenuti troppo lunghi

I lettori sono alla ricerca di contenuti utili, ma sono disposti a leggere fino in fondo se esso è esaustivo ma non troppo lungo.

Cerca di eliminare avverbi, aggettivi inutili e tutto ciò che non è indispensabile alla comprensione del testo.

I testi lunghi sono troppo “impegnativi” per un utente che ha esigenze di rapidità.

Sui social si legge spesso l’acronimo TL,DR, che significa “Too long, didn’t read”, ossia: “troppo lungo, non l’ho letto”.

Per quanto riguarda invece i contenuti di un sito web o gli articoli considera che Google ama i contenuti non troppo brevi: pagine 600-800 parole circa sono il giusto compromesso.

Attenzione al Tone of Voice

Il Tone of Voice che usi per scrivere i tuoi contenuti serve a intercettare il tuo target di riferimento, i tuoi lettori.

Per scoprire quale tono di voce usare devi imparare ad ascoltare la Rete, pratica fondamentale per studiare il target.

Chi sono i tuoi lettori? Quali sono i loro interessi? Di cosa parlano online e dove?

Relativamente a un brand, sulla Rete può così conoscere chi ne parla, dove ne parla, perché ne parla, quando e come ne parla.

Sui forum e sui social network  può conoscere il suo target e anche il linguaggio che usa e quali sono i suoi bisogni.

Scrivi in modo empatico

Ho già scritto di quanto l’empatia sia importante per entrare in relazione con il lettore. L’empatia è un modo di rapportarsi che crea fiducia valorizzando l’altro e capendo i suoi bisogni.

Non è per nulla scontato riuscire a mettersi nei panni degli altri, abituati come siamo a vedere le cose solo dal nostro punto di vista.

Se riesci a comunicare con empatia e a mostrare il tuo lato umano e il tuo lettore non potrà che apprezzarti.

Se vuoi approfondire il tema dell’empatia leggi Formazione, creatività ed empatia: come far amare ciò che scrivi e diventare un Copywriter professionista.

Scrivi contenuti utili al lettore

Il principio è il seguente: il mio target ha un bisogno? Il mio lettore ha un problema?

Bene, io devo cercare di soddisfarlo nel migliore dei modi. Se il mio lettore sta cercando informazioni su un determinato prodotto, io devo essere in grado di fornirgli contenuti esaustivi in linea con le sue esigenze.

Cerca la keyword su Google Trends

Ogni contenuto va costruito tenendo presente la keyword di riferimento che va inserita nell’articolo, nella didascalia di eventuali fotografie e ripresa più volte nel testo.

Cerca la parola chiave e confrontala con altre simili su Google Trends (oppure puoi usare Answer ThePublic e Ubbersuggest) e fai attenzione anche al singolare e al plurale.

Un suggerimento: concentrarsi sulle keyword secondarie (tralasciate dai concorrenti) è una buona strategia, in quanto consente di godere di un posizionamento più facile e di una buona visibilità.

Lo studio delle keyword ti permette anche di individuare gli argomenti dei prossimi post o articoli: che cosa interessa maggiormente al mio pubblico? Che cosa cercano gli utenti online su un determinato argomento?

Comunica subito il fulcro dell’argomento (Piramide rovesciata)

La piramide rovesciata è una tecnica sfruttata nel web copywriting che consiste nel comunicare subito i fatti salienti, il fulcro dell’argomento, per poi passare ai dettagli e, infine, agli approfondimenti.

È uno stile di scrittura che deriva dalle tecniche di giornalismo e dalla necessità di comunicare subito dati e informazioni rispondendo alle 5 W (Who? What? When? Where? Why?), ossia chi, cosa, quando, dove e perché.

È la giusta risposta a quella domanda di rapidità di lettura dell’utente online.

In questo modo si attira subito l’attenzione del lettore con il contenuto più significativo, ciò che voglio venga veramente letto da chi mi segue.

Scrittura efficace

La Piramide rovesciata è un metodo da seguire per l’inserimento dei contenuti di una efficace scrittura online

Solo successivamente aggiungo link e dettagli, verso la fine del mio contenuto: si tratta di un surplus che spero venga letto, ma, se così non fosse sono sicura che il mio lettore ha letto almeno il fulcro della questione.

Scrivi in modo corretto

È buona pratica controllare e ricontrollare il proprio testo prima di pubblicarlo, onde evitare refusi o errori grammaticali.

Online si vedono alcuni errori molto comuni. Ricorda che:

  • il punto interrogativo ed esclamativo deve essere uno (metterne tre o quattro, alla fine della frase, trasmette arroganza);
  • i punti di sospensione sono solo tre;
  • attenzione alla differenza tra lettere accentate e apostrofate;
  • non scrivere frasi intere in maiuscolo (sul web equivale ad urlare).

Alcuni errori grammaticali frequenti nel web e da evitare assolutamente sono:

  1. Ne voglio un po’ si scrive con l’apostrofo perché po’ è una troncatura e pò non significa nulla.
  2. Si scrive d’accordo e non daccordo.
  3. In “qual è” non si usa l’apostrofo, rappresenta un troncamento e non un’elisione.
  4. Dopo ogni segno di punteggiatura si inserisce lo spazio.
  5. Su qui e su qua l’accento non va, su lì e su là l’accento ci va.”.
  6. Su “va” l’accento non va mai.
  7. Sta” (del verbo stare) e “fa” (del verbo fare) non vogliono l’accento con all’indicativo presente, mentre è corretto scrivere “fà” o “stà” con la seconda persona dell’imperativo presente.
  8. ” come particella affermativa si accenta sempre.
  9. Affianco” è la prima persona singolare del presente indicativo del verbo affiancare. Per esprimere qualcosa che è al lato di qualcosa, si scrive “a fianco”.
  10. Apposto“ è la forma del participio passato del verbo apporre (es.: “Ho apposto la mia firma per la petizione”). Se vogliamo intendere “tutto in ordine”, dobbiamo scrivere tutto a posto staccato.
  11. Accelerare” si scrive con una sola elle.
  12. Uscire” è un verbo intransitivo per cui non regge il complemento oggetto. In parole semplici, non puoi “uscire le cose dalla borsa”, ma puoi uscire da un ingorgo o uscire con Anna.
  13. Si scrive “A parte tutto” e non “Apparte tutto”.
  14. Non si scrive “non c’è la posso fare”, ma non “ce” la posso fare.

Se hai dubbi su una parola cerca conferme su un vocabolario online (il migliore a mio avviso è il Treccani) o sul forum dell’Accademia della Crusca.

Inserisci immagini, infografiche o tabelle

Inserire immagini, tabelle e infografiche è molto importante per aiutare a comprendere i concetti e a memorizzarli.

Creare delle tabelle aiuta soprattutto ad avere uno sguardo di insieme di valori e dati e confrontarli facilmente tra loro.

Le infografiche invece sono particolarmente utili per avere una rappresentazione visuale di dati o di informazioni.

Esistono molti tool online per la creazione di infografiche. Personalmente utilizzo Canva che permette di creare delle infografiche molto carine ed efficaci anche ai non esperti di grafica.

Inserisci una call to action

Cerca di inserire una specifica call to action (CTA) nei tuoi contenuti, siano essi un articolo per il blog o un post sui social, in modo da coinvolgere l’utente o portarlo a compiere un’azione.

La call to action va scritta in modo che catturi l’attenzione, solitamente alla fine del testo.

Alcuni esempi di call to action:

  • Che ne pensi?
  • Se vuoi maggiori informazioni scrivimi…
  • Dimmi cosa ne pensi nel box dei commenti!
  • Iscriviti alla mia newsletter e riceverai…(di solito si promette qualcosa in cambio)
  • Continua a leggere.

 

call to action

Esempio di call to action nel web copywriting

La call to action è molto spesso scritta all’interno di un bottone, che deve essere evidente e di colori vivaci, proprio per attirare l’attenzione.

Alcuni esempi call to action scritta in un bottone:

  • Leggi il Blog
  • Scopri di più
  • Scopri il catalogo
  • Vai al form
  • Scopri l’offerta
  • Prenota subito!

Usa Bitly per i link

Quando inserisci un link nel tuo testo, ti consiglio di usare Bitly, uno strumento gratuito che ti consente di:

  • accorciare il link;
  • rinominare il link, per renderlo più appetibile e comprensibile all’utente;
  • monitorare il numero di clic ricevuti sul link.

Facilita la lettura del testo

Per facilitare la lettura del testo devi formattarlo e utilizzare il titolo H1 e i sottotitoli H2, H3, H4 ecc, molto utile nel web copywriting in ottica SEO. 

Dividi il testo in paragrafi, scrivi frasi brevi e lascia qualche spazio bianco, che agevolano la lettura a schermo evitando il cosiddetto “muro di testo”.

Considera che ogni paragrafo deve essere al massimo 3 righe su schermo (che diventano 6 su smartphone).

Usa l’elenco puntato e l’elenco numerato, che permettono un lettura schematica e veloce.

Utilizza il grassetto per le keyword significative. Evita invece il sottolineato, che essendo usato per i link, può confondere il lettore.

 

Il tempo di caricamento della pagina

Credo sia capitato anche a te che, digitato un link dalla serp Google, il caricamento della pagina richiede un tempo lungo. È spiacevole.

Considera che iI 48% delle persone si aspetta che la pagina si apra in meno di 2 secondi e se ciò non avviene puoi considerare questo utente perso.

La velocità di caricamento della pagina è un parametro che Google ritiene prioritario e che valorizza nella valutazione del tuo sito.

Ti suggerisco di verificare la velocità di visualizzazione con 3 tools gratuiti:

  1. Google Page Speed Insight,
  2. GT Metrix,
  3. Pingdom.

In questo modo potrai renderti conto quali sono gli interventi da fare per migliorare questo aspetto.

Se vuoi approfondire il tema del caricamento delle pagine online e capire da cosa deriva leggi: Il tuo sito è lento a caricare: scopri quali soluzioni adottare per migliorare la velocità.

Questi sono gli accorgimenti che metto in pratica anch’io quando scrivo i testi o gli articoli per i blog che seguo.

Sempre sulla scrittura efficace per il web potresti leggere:


Cosa ne pensi di questi consigli di
web copywriting e scrittura efficace?

Se ti va fammi sapere la tua opinione, aspetto i tuoi commenti nel box qui sotto!

O, se preferisci, contattami nel Team di AEsse Communication.

 

Articolo a cura di Sara Soliman
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