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Nell’era dell’AI, imparare a scrivere per il web serve ancora?

Nell’era dell’AI, imparare a scrivere per il web serve ancora?

L’intelligenza artificiale ha cambiato il nostro rapporto con la scrittura ed è per molti un aiuto irrinunciabile. Cerchiamo di capirne utilità e confini di utilizzo.

Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale ha cambiato radicalmente il nostro rapporto con la scrittura. Oggi basta digitare una richiesta e, in pochi secondi, compare un testo ben formattato e pronto all’uso, per il web o per la carta.

Quello che un tempo richiedeva competenze, esperienza e tempo, ora è accessibile a chiunque in modo semplice.

E allora la domanda è inevitabile:

Ha ancora senso insegnare a scrivere per il web nell’era dell’AI?

Me lo chiedo da tempo, soprattutto pensando al mio Blog, che da oltre dieci anni condivide consigli di scrittura per il web con chi vuole imparare a gestire un Blog o si occupa di comunicazione aziendale.

Eh, a un certo punto ho pensato: forse oggi il mio Blog non serve più. 

Poi ho capito alcune cose.

Scrivere nell’era delle macchine

Prima di tutto è evidente come oggi scrivere non sia affatto difficile, anzi, l’AI crea apparentemente testi approfonditi e corretti.

Grammatica, struttura, chiarezza del testo: tutto questo è ormai “automatizzabile”.

Ciò che è difficile è scrivere qualcosa che abbia valore.

Il grosso limite dall’Ai è che non sa scrivere di esperienza, contesto, sensibilità. Ed è questo che rende un contenuto davvero efficace: avere qualcosa di autentico da dire.

Perché il problema oggi non è generare testo. Il problema è evitare di generare l’ennesimo testo uguale a mille altri.

E allora non ha più senso insegnare solo come scrivere. Ha senso insegnare anche cosa vale la pena scrivere, come sviluppare un punto di vista, come riconoscere un buon testo da uno generico e anche come usare l’AI senza diventare invisibili dentro testi tutti uguali.

Il fulcro è l’autenticità

Oggi chi legge è esposto a una quantità enorme di contenuti corretti (più o meno) e apparentemente ben fatti, anche se un occhio attento capisce al volo qual è il testo scritto dall’AI: brillante, confidenziale, con frasi brevi e con la classica chiusura stile aforisma.

Un testo perfetto ma generico si dimentica subito. Il testo che si ricorda è quel testo personale, pensato, autentico.

Quel testo in cui sono condivise esperienze, sensazioni, punti di vista.

E questo l’AI non lo può creare per te.

Allora penso che sì: ha ancora senso condividere consigli di scrittura, tecnici e non solo.

Un pò perché, anche dal punto di vista tecnico, con l’avvento dei motori di ricerca generativi, tante regole di scrittura sono cambiate (e probabilmente varieranno ancora). E ci sono tanti aspetti da conoscere, oggi come ieri, per scalare la serp di Google e per farci citare dall’AI.

E poi perché, in un mondo in cui tutti possono scrivere, la differenza la fa chi sa farlo bene e chi ha davvero qualcosa da dire.

L’AI come moltiplicatore di competenze

La sfida, oggi, non è quella di produrre più contenuti, ma quella di produrre contenuti che le persone e le AI vogliano leggere: contenuti personali, dai quali trasuda esperienza e umanità.

Superare quindi l’AI in qualità e connessione umana. 

Tornando al mio Blog, penso che sì, i miei consigli di scrittura possano ancora rivelarsi utili a chi sa distinguere i contenuti mediocri (fatti interamente dall’AI) dai contenuti di valore e vuole impegnarsi a crearli; testi creati da chi ha capito che l’AI va utilizzata come strumento, non come sostituto. 

Sappiamo che l’AI non può replicare l’esperienza diretta, quell’esperienza che Google premia quando deve scegliere quale contenuto proporre nella serp. E non è un caso.

Ed ecco che torna importante parlare di tecniche di scrittura e della loro evoluzione. Questo perché i consigli di scrittura si sono evoluti per ottimizzare i testi in modo che il contenuto sia leggibile dalle macchine e utile agli esseri umani.

Parliamo di GEO (Generative Engine Optimization), puoi trovare un approfondimento nel mio recente articolo: Cos’è la GEO, in cosa si differenzia dalla SEO e come creare contenuti ottimizzati GEO.

Di conseguenza, i migliori contenuti derivano da un approccio mediato: l’AI gestisce la bozza iniziale, mentre l’umano rifinisce il tono, verifica l’accuratezza e inserisce la personalizzazione. 

In conclusione, credo proprio che, parafrasando le parole del filosofo Luciano Floridi:

“L’intelligenza artificiale aiuta chi le cose le sa fare”

Mi piace vedere l’AI come un moltiplicatore di competenze, non un sostituto di preparazione e talento.

Se sai già dove vuoi arrivare, l’Ai è come un’assistente instancabile che ti semplifica il lavoro preparatorio, velocizza la ricerca e ti offre spunti per superare il blocco creativo. 

Se invece non conosci la materia e ti improvvisi scrittore rischi di non accorgerti degli errori o di produrre risultati piatti e mediocri.

Insomma,

Se per l’esperto l’AI è un superpotere, per il neofita è una stampella che aiuta a camminare, ma non insegna a correre.

Il valore vero oggi non è più solo nel “saper fare”, ma nel saper guidare la macchina per ottenere il massimo.

Ed è questo che insegno nei miei corsi di scrittura e condivido nel Blog di AEsse.

Se ti interessa saperne di più sulla scrittura mediata dall’intelligenza artificiale puoi leggere:

Nell’interessante approfondimento di RSI (Radiotelevisione Svizzera) La scrittura umana è destinata all’estinzione? si evidenzia come “nell’85% dei casi dietro ai contenuti in testa alle liste dei motori di ricerca ci sia la mano di un essere umano”, a conferma che l’esperienza umana non è sostituibile.

Insomma, anche nell’era delle macchine il web ha bisogno di noi 🙂

 

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Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

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Cos’è la GEO, in cosa si differenzia dalla SEO e come creare contenuti ottimizzati GEO

Cos’è la GEO, in cosa si differenzia dalla SEO e come creare contenuti ottimizzati GEO

SEO e GEO non sono tra loro in contrapposizione, ma hanno obiettivi diversi e si completano a vicenda. Diventa autorevole agli occhi dei motori generativi con questi consigli di scrittura

La GEO è un concetto relativamente nuovo nel marketing digitale e nasce come evoluzione della SEO in risposta all’uso crescente dell’AI generativa (come ChatGPT, Gemini o altre) da parte dell’utente nella ricerca di informazioni sul web.

Vedremo in questo approfondimento perché le due tecniche di ottimizzazione sono entrambe importanti, cosa hanno in comune e in cosa si differenziano.

Nella seconda parte vedremo poi quali sono i pilastri della scrittura GEO-oriented, ossia orientata ai motori generativi, con qualche consiglio di ottimizzazione del sito web.

Cos’è la GEO

GEO (Generative Engine Optimization) è un’insieme di strategie e tecniche per far sì che i tuoi contenuti vengano utilizzati, citati o sintetizzati dagli strumenti di AI generativa quando rispondono alle domande degli utenti.

Non si tratta più solo di “posizionarsi su Google” (obiettivo delle tecniche SEO), ma di:

  • diventare fonte di risposta per i motori generativi (ChatGPT e Google Search SGE)
  • essere “compresi” e riutilizzati dai modelli AI
  • comparire nelle risposte generate, non solo nei risultati di ricerca

In pratica, significa ottimizzare ii testi per essere la risposta scelta dalle AI, non per essere il link, come accade con l’utilizzo delle tecniche SEO.

SEO (Search Engine Optimization) vs GEO (Generative Engine Optimization)

La SEO tradizionale, l’ottimizzazione per i motori di ricerca come Google o Bing, ha invece l’obiettivio di posizionare il contenuto tra i primi risultati della serp con l’utilizzo delle keyword. Obiettivo ultimo è quello di ottenere traffico organico al sito web, più visite e più contatti.

La SEO va ottimizzata nella prospettiva che l’utente clicchi il link del risultato proposto per trovare la risposta.

Ne deriva che SEO e GEO non sono tra loro in contrapposizione, ma hanno obiettivi diversi e si completano a vicenda.

In conseguenza al diverso comportamento dell'utente, tra SEO e GEO cambiano obiettivo, focus e misura del successo

In conseguenza al diverso comportamento dell’utente, tra SEO e GEO cambiano obiettivo, focus e misura del successo

A livello operativo, mentre la SEO lavora molto su keyword, link building e ottimizzazione tecnica, la GEO lavora di più su:

  • contenuti esplicativi e ben strutturati
  • autorevolezza dell’autore o del brand
  • dati verificabili con autorevolezza delle fonti citate
  • chiarezza semantica (scrivere per essere “capiti” dall’AI)
  • concetti, non solo keyword

Entrambe hanno però finalità in comune, quella di migliorare la visibilità con la creazione di contenuti rilevanti per gli utenti.

Cosa si intende per contenuti rilevanti?

Sono rilevanti, secondo Google, i contenuti ottimizzati seguendo i criteri EEAT, acronimo di Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness. 

Oppure, per dirla in italiano, Esperienza, Competenza, Autorevolezza, Affidabilità.

Tali criteri rappresentano il quadro di valutazione utilizzato da Google per misurare la qualità dei contenuti.

Vediamoli in breve.

L’Esperienza esamina se l’autore del contenuto abbia vissuto direttamente l’argomento trattato, offrendo quindi una prospettiva autentica, personale e approfondita. È questo un aspetto a cui Google riserva un valore particolare, a sottolineare l’importanza dei contenuti creati da esseri umani.

La Competenza riguarda la profondità della conoscenza dimostrata dall’autore nel campo specifico, evidenziando la padronanza del tema. Per dimostrare competenza scrivi informazioni corrette e dettagliate.

L’Autorevolezza misura la reputazione complessiva del sito o dell’autore basata su riconoscimenti e citazioni da parte di altre fonti rispettabili.

L’Affidabilità si concentra sulla precisione e l’integrità delle informazioni fornite, assicurandosi che siano supportate da prove e fonti verificate; valuta in sostanza la capacità di guadagnare la fiducia degli utenti.

Anche un sito web va strutturato rispettando i criteri EEAT, sempre ai fini SEO e GEO. Ti lascio qualche consiglio, in estrema sintesi:

  • aggiorna i contenuti del sito web con costanza
  • fornisci informazione dettagliate sull’autore dei testi con una pagina autore dedicata
  • ottimizza la pagina Chi Siamo
  • presta attenzione alla navigazione e ai bottoni, che devono essere intuitivi
  • scegli il dominio con criterio: deve essere collegato ai contenuti
  • eventuali link esterni deveono puntare a fonti autorevoli
  • limita l’user-generate-content, ossia i contenuti creati da terzi

Perché la GEO sta diventando fondamentale

Il comportamento dell’utente è cambiato: se prima, dopo aver inserito la richiesta schematica sul motore di ricerca, ad esempio “miglior app per scaricare musica”, l’utente doveva scegliere quale pagina di sito aprire tra vari link proposti, ora chiede: “Qual è la migliore app per scaricare musica gratis” e l’AI risponde direttamente.

Questo vuol dire che se i tuoi contenuti non sono ottimizzati per GEO, sparisci dalle risposte di AI anche se sei primo su Google.

Con l’introduzione delle AI nei motori di ricerca, l’utente visita meno siti perché tende a fidarsi si della sintesi AI. Prende decisioni velocemente, senza visitare le pagine proposte nella prima pagina di Google.

Questo crea il fenomeno chiamato “zero-click knowledge”, ossia la ricerca si conclude con “zero clic” sulla pagina di ricerca, poiché l’informazione desiderata è immediatamente visibile in cima.

Google trasforma la SERP da un semplice elenco di link a una “destinazione finale”, fornendo risposte dirette con:

  • Risultati in primo piano: riquadro in alto che mostra un estratto del testo che risponde direttamente alla domanda.
  • Schede informative: schede laterali con informazioni enciclopediche (es. biografie, dati geografici).
  • AI Overviews (Risposte AI): sintesi generate dall’Intelligenza Artificiale che riassumono più fonti, posizionate in alto.

Di qui, essere citati come fonte in un snippet (risultati in primo piano) o in un AI overview (anteprime dell’AI) diventa cruciale per l’autorità del brand, anche senza traffico diretto al sito.

In sintesi:

SEO = competere per il clic
GEO = competere per essere la risposta

Nota bene: la GEO non sostituisce la SEO, ma la estende. Oggi è importante considerarle entrambe. 

Questo poiché le tecniche SEO di base (studio parole chiave, autorità, contenuti di qualità) sono fondamentali affinché l’AI stessa riesca a reperire, comprendere e citare le informazioni.

Oggi, i vantaggi competitivi offerti dalla GEO sono rilevanti. Chi ne adotta le tecniche può amplianre la propria audience, migliorare l’esperienza utente offrendo risposte più rapide e precise e rafforzare la credibilità del brand, apparendo direttamente nelle risposte generate dalle AI. 

Inoltre, studi recenti evidenziano come il GEO possa contribuire a riequilibrare la visibilità online, offrendo anche ai siti più piccoli o emergenti l’opportunità di affermarsi in mercati tradizionalmente dominati da grandi aziende.

Naturalmente, per ottenere risultati concreti sono indispensabili competenze specifiche sulle tecniche di ottimizzazione dei testi e un investimento costante nella qualità e nel valore dei contenuti.

Scrittura GEO oriente

Scrivere contenuti rispettando le tecniche swl SEO-Copywriting e al contempo scrivere contenuti GEO-oriented, per intercettare l’intelligenza generativa: questa è la sfida odierna del copywriter

Crea contenuti GEO-oreinted: 6 consigli di scrittura

Per scrivere in modo ottimizzato GEO devi mirare a costruire un forte brand semantico e, di conseguenza, diventare una fonte autorevole per Google.

1. Scrivi per rispondere, non solo per posizionarti

Abbiamo visto che i motori generativi privilegiano contenuti che rispondono in modo chiaro e diretto a una domanda e offrono spiegazioni sintetiche ma complete.

Inizia con una risposta immediata alla domanda principale, poi approfondisci con dettagli e spiegazioni.

Puoi anche redigere contenuti in formato domanda-risposta utilizzando un linguaggio semplice e diretto e cercare di rispondere così alle domande degli utenti.

A tale scopo assicurati che sul tuo sito sia presente una sezione con FAQ ben strutturate.

Inoltre, per anticipare le domande dell’utente, puoi inserire nel tuo testo paragrafi (o sezioni nel sito) con i titoli “Domande frequenti” o “Errori comuni”.

2. Struttura il contenuto in modo logico

Una buona struttura del testo aiuta l’IA a comprendere e citare il contenuto. Per esempio, quando scrivi il testo inizia con una definizione dell’argomento, così da fornire subito un contesto preciso.

Spiega poi perché il tema è rilevante, evidenziandone l’importanza e le possibili applicazioni. Descrivi infine come funziona o come si sviluppa, offrendo dettagli che facilitino la comprensione.

Questo approccio rende il testo più coerente, leggibile ed efficace sia per i lettori sia per i sistemi di intelligenza artificiale.

Ricoradati poi di:

  • Inserire Titoli chiari (H2, H3)
  • Scrivere paragrafi brevi
  • Utilizzare elenchi puntati
  • Inserire tabelle, grafici o locandine

Sono aspetti, questi, che abbiamo già visto parlando di SEO-Copywriting, e che puoi approfondire leggendo Scrittura SEO-Friendly: 12 consigli per meglio posizionare i tuoi contenuti sul web

3. Dimostra competenza e autorevolezza

La GEO valorizza contenuti che mostrano competenze reali. Riporta casi studio: più il contenuto è approfondito, personale e originale, più è probabile che venga utilizzato come riferimento.

Cita fonti autorevoli, riporta esempi pratici e la tua esperienza in merito.

4. Scrivi in modo naturale (non esagerare con le keyword)

Se per scrivere SEO-oriented si tende a inserire la parola chiave primaria e secondaria talvolta in modo eccessivo, per la GEO non serve ripetere ossessivamente le parole chiave: conta la chiarezza semantica e diventa importante usare sinonimi e concetti correlati.

Aspetto che, a dire il vero, ho sempre cercato di tener presente nella redazione di contenuti, proprio perché trovo che l’uso ripetuto di parole chiave renda il testo poco piacevole alla lettura.

5. Privilegia qualità e utilità reale

La GEO premia contenuti che educano, risolvono problemi concreti e offrono valore pratico. Non basta “riempire una pagina”: bisogna fornire informazioni realmente utili e aggiornate.

Crea contenuti chiari, semplici, facilmente compresi dagli algoritmi (ancor più per schede prodotto, FAQ o informazioni).

6. Fai attenzione al design e alla navigazione intuitiva

Design e navigazione intuitiva sono importanti per la GEO, ma devono essere funzionali alla navigazione e pensati anche per le AI, non solo per gli utenti.

Un sito con struttura chiara e navigabile permette una migliore comprensione da parte dell’AI che riesce a estrarre le risposte che cerca.

La disorganizzazione e la confusione rendono più difficile l’estrazione di informazioni da parte dell’AI, come del resto rendono la pagina poco piacecole al lettore.

L’attenzione all’user-experience è poi fondamentale perché:

Navigazione intuitiva = maggiore autorevolezza percepita

Un buon design significa migliore esperienza utente e di conseguenza più probabilità di essere usato come fonte.

Viceversa, animazioni pesanti, effetti grafici che rompono la struttura HTML o un design super creativo ma poco leggibile non sono prioritari per la GEO, anzi, possono complicare i processi di lettura dell’AI.

Se vuoi approfondire il concetto di scrittura orientata all’utente puoi leggere:  Copywriting e scrittura user-Friendly: 8 consigli per farsi leggere on-line

Ricapitolando:

La GEO premia chiarezza, struttura, autorevolezza, coerenza tematica

Se ti occupi di scrittura potresti seguire la sezione Copywriting sul mio blog oppure leggere i seguenti articoli:

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Scrivimi, possiamo organizzare qualche lezione via web. Oppure, se ti interessa approfondire, potresti seguire i mio corso di scrittura sulle tecniche di copywriting.

Imparerai come gestire un blog, come creare un calendario editoriale e come costruire un post. Trovi tutte le informazioni alla pagina web del corso.

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

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I vantaggi del Blog per il tuo Hotel: visibilità, autorevolezza e prenotazioni

I vantaggi del Blog per il tuo Hotel: visibilità, autorevolezza e prenotazioni

Un Blog aggiornato è uno strumento strategico per una attività turistica perché permette di raccontare il territorio, valorizzare i servizi e instaurare un rapporto di fiducia con i potenziali ospiti ancora prima della prenotazione

Un hotel, un B&B o una destinazione turistica può trarre grandi benefici dall’avere un blog collegato al sito web per diversi motivi, soprattutto in termini di marketing, visibilità e rapporto con i clienti. 

Se desideri promuovere la tua struttura in modo efficace aumentando visibilità e prenotazioni seguimi in questo articolo, vediamo insieme i motivi per cui il tuo hotel dovrebbe avere un blog: in un’epoca in cui la presenza online è fondamentale, il blog può rivelarsi uno strumento potente per promuovere il tuo hotel e attirare ospiti.

Hotel, destinazioni e blog: 8 motivi per cui la tua attività turistica dovrebbe avere un blog

Le motivazioni per aprire un blog sono molte, dal momento che il blog di una struttura turistica funziona da catalizzatore dell’interesse dei potenziali clienti verso il sito e la struttura, intercettando un bisogno del target che sta organizzando la sua vacanza.

Ecco una sintesi dei vantaggi principali:

1. Migliorare la visibilità online

Il blog consente di pubblicare contenuti ottimizzati per i motori di ricerca, migliorando il posizionamento del sito web dell’hotel su Google.

Non dimenticarti inoltre che Google ama i blog, hanno un peso maggiore dei siti web nel processo di indicizzazione.

I blog permettono di utilizzare parole chiave legate a destinazioni, esperienze o tendenze, favorendo la scoperta del sito da parte di utenti interessati nel momento in cui stanno progettando la loro vacanza.

È il concetto di Inbound marketing, i cui passaggi sono: attrai, converti, chiudi e delizia.

Sono 4 momenti fondamentali dell’esperienza utente che naviga sul web per progettare la vacanza:

  • attrai, grazie ai contenuti
  • converti, ossia stimola il lettore a contattarti per un preventivo
  • chiudi, ossia concludi grazie alle call-to action poste in modo ragionato
  • delizia, fai in modo che gli ospiti diventino i tuoi primi ambasciatori. Questo avviene grazie alle condivisioni social, a una bella recensione o al passaparola.

Se vuoi approfondire puoi leggere Utilità dell’Inbound Marketing per Agriturismi, B&B e strutture che si occupano di ospitalità.

2. Attrarre nuovi clienti

Pubblicare contenuti utili e interessanti (itinerari, consigli su cosa fare nella zona o esperienze uniche offerte dall’hotel) può attrarre potenziali ospiti che ancora non conoscono la struttura e spingerli a prenotare presso il tuo hotel.

Puoi scrivere articoli su argomenti correlati (attrazioni locali, eventi, guide di viaggio) e questo può aiutare ad attirare visitatori interessati alla destinazione, aumentando le probabilità che scelgano il tuo hotel.

Inoltre, raccontare storie uniche o promuovere i servizi speciali dell’hotel può differenziare la tua struttura dai concorrenti.

La prenotazione diretta potrebbe avvenire come conseguenza di un articolo ben fatto, chiaro e accattivante; perché non provare?

3. Rafforzare il rapporto con i clienti

Nel blog vanno pubblicati articoli che rispondano alle domande comuni dei viaggiatori, come ‘Cosa mettere in valigia per una vacanza in montagna’ o ‘Le migliori spiagge della zona’.

Fornire guide locali, consigli su ristoranti, escursioni o eventi posiziona l’hotel come un esperto della destinazione.

Questo valore aggiunto aumenta la probabilità che i viaggiatori prenotino presso l’hotel che offre informazioni utili.

Raccontare e suggerire esperienze nuove non solo ti consentirà di attrarre a te i futuri clienti ma ti permetterà anche di solleticare il ricordo dei visitatori che hanno già soggiornato nella tua struttura. 

Possiamo chiamarla ‘capacità retroattiva del blog’ ed è qualcosa di sottovalutato ma di funzionale ai tuoi obiettivi, specialmente se si considera il fatto che i clienti fidelizzati  conoscono i servizi offerti e sono disposti a spendere qualcosa in più.

4. Costruzione della reputazione e della fiducia

Impostare un blog con una struttura e con contenuti di qualità ti permette di costruire fiducia e di aumentare la brand awareness della tua attività legata al mondo del turismo.

Oltre a creare e mantenere con i tuoi ospiti un rapporto trasparentediretto e di fiducia.

Offrendo contenuti di qualità, un blog posiziona l’azienda come esperta e affidabile nel settore.

Inoltre, condividere esperienze di clienti reali rafforza la credibilità.

5. Promuovere offerte speciali ed eventi

Il blog può essere uno strumento per comunicare promozioni, pacchetti esclusivi o eventi organizzati dall’hotel.

Ad esempio, un articolo che descrive un ‘Pacchetto di San Valentino’ o ‘Eventi Natalizi in Hotel’ può motivare i clienti a prenotare.

Il sito ha bisogno di essere aggiornato. Non c’è modo migliore per farlo che pubblicare al suo interno contenuti nuovi, costanti e attuali.

Il sito è la tua vetrina e il blog è la tua importante fonte di accessi: promuoverne i contenuti significa posizionare in primo piano il tuo hotel, le sue offerte e i suoi servizi.

Ciò che scrivi nel blog rimane nel sito ed è sempre valido nel tempo: puoi riutilizzarlo, modificarlo, aggiornarlo, renderlo accattivante con nuove foto o novità.

6. Mostrare la personalità dell’hotel

Un blog consente di raccontare la storia dell’hotel, il suo staff, e le sue caratteristiche distintive.

Questo aiuta a umanizzare il marchio e a creare un legame emotivo con i potenziali ospiti, facendoli sentire parte della ‘famiglia’.

7. Incrementare il traffico e le conversioni

Ogni articolo pubblicato è un’opportunità per attirare visitatori al sito web.

Per questo motivo è importante che la call-to-action sia ben posizionate nel blog (es.“Prenota ora la tua camera per un soggiorno indimenticabile!”).

Questi microtesti hanno una funzione importantissima e vanno inserite nel posto giusto e al momento giusto: solo così è possibile indirizzare la scelta e trasformare i lettori in ospiti.

Per approfondire puoi leggere: Come SEO e Copywriting per il turismo aumentano visibilità e prenotazioni

8. Rafforzare la presenza sui Social Media

Il blog può essere una vera e propria miniera d’oro: il post del blog va pubblicato sui social per essere promosso e portare traffico sul sito web. 

Ricordiamoci sempre che è sul sito che il cliente prenota, per cui portarlo qui è un primo passo verso la prenotazione.

Come hai visto, il blog ben curato non è solo uno strumento di marketing (di Inbound marketing, precisamente), ma anche un modo per costruire una comunità attorno al brand dell’hotel e per essere sempre più vicino ai bisogni dei clienti.

Visibilità, autorevolezza, credibilità, promozione e trasparenza: grazie al blog puoi aumentare le prenotazioni e creare fiducia intorno al tuo marchio

 

Ogni quanto pubblicare?

Per portare traffico al sito e aumentare la visibilità nei motori di ricerca la frequenza di pubblicazione del blog dovrebbe prevedere almeno 2 articoli a settimana. Questo sarebbe l’optimun.

Ma puoi partire con un articolo a settimana, l’importante è la costanza e la qualità dei contenuti condivisi.

È per qualità intendo la condivisione di articoli che raggiungano l’interesse del tuo pubblico, ben approfonditi e che rispettino le regole della scrittura per il web con una buona leggibilità e una scrittura chiara. 

Per approfondire puoi leggere: Scrittura SEO-Friendly: 12 consigli per meglio posizionare i tuoi contenuti sul web

Chi scrive nel blog?

Scrivere per ii web non è semplice e non è una cosa alla portata di tutti: se ti piace scrivere potresti fare un corso di copywriting e perfezionarti in modo da diventare autonomo e gestire il blog della tua attività.

Se la cosa ti interessa ho messo a punto un corso di scrittura per il web finalizzato al turismo.

È un corso che punta a fornire i metodi di scrittura per il web con la ricerca delle parole più adatte per un migliore approccio comunicativo con il cliente, cercando di evitare quella comunicazione settoriale poco informativa e tutta uguale che ancora caratterizza l’informazione in ambito turistico.

Il programma del corso di “Copywriting per il turismo” spazia dalle basi del copywriting alla scrittura ottimizzata per il web in ottica SEO, alla scelta delle parole migliori per promuovere la struttura alberghiera sui canali social.

Lo trovi qui: Corso Copywriting per il Turismo

In alternativa, affidati a un bravo copywriter o a un blogger esperto di creazione di contenuti, che conosce le regole della scrittura per il web e sa scrivere per il tuo target, e in grado di valorizzare i contenuti che ti interessa evidenziare. 

In questo modo riuscirai a trasmettere il valore della tua azienda. E otterrai credibilità e fiducia.

Gli obiettivi strategici di posizionamento richiedono tempo, perseveranza e fiducia su un’attività che restituisce risultati nel medio/lungo termine.

Considera che è necessario almeno un anno di lavoro per ottenere buoni risultati.

Per molti hotel il blog è diventato un vero e proprio punto di forza: credo molto nella potenza di questo strumento, che consiglio ogni volta che vedo un cliente interessato.

Non sottovalutare il potenziale di un blog ben gestito per far crescere la tua destinazione: inizia subito a informarti e trasforma il tuo sito-vetrina in un sito con blog ricco di contenuti interessanti e performanti. I vantaggi li conosci 🙂

Se vuoi approfondire puoi leggere questi libri:

  • Lavoro, dunque scrivo!, Luisa Carrada, Zanichelli Editore
  • Web marketing turistico, Michela Mazzotti, Hoepli Editore
  • Paroline e paroloni, Luisa Carrada, Zanichelli Editore

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

Web writing per il turismo

Vuoi conoscere le tecniche del copywriting turistico?

Ho messo a punto un nuovo corso per gli operatori del turismo e per chi si occupa di comunicazione nel settore dell’ospitalità.

Imparerai a scegliere le parole più adatte nella comunicazione alberghiera, dalle e-mail di offerta alle newsletter alla gestione di recensioni e ai testi per social media.

Scrivimi, possiamo organizzare le lezioni anche via Skype.

Se vuoi saperne di più visita la pagina sul corso di copywriting per il turismo sul sito web.

Il sito web della tua struttura non sta portando i risultati sperati?

Se il sito web della tua struttura non sta portando i risultati che speravi e vorresti ottenere maggiore visibilità e più conversioni la cosa migliore da fare è una revisione dei testi del tuo sito.

Il processo di revisione dei testi (editing) nell’ottica del marketing turistico prevede:

  • la scelta delle parole più adatte nella comunicazione alberghiera;
  • la correzione di eventuali errori di ortografia, grammatica, scelte lessicali non appropriate;
  • l’analisi e l’utilizzo delle keywords più usate nel mercato di riferimento;
  • l’applicazione delle tecniche di SEO copywriting allo scopo di ottenere testi ottimizzati alla ricerca e alla lettura che avviene sul web;
  • l’utilizzo di tecniche di scrittura di tipo persuasivo ed emozionale per aumentare le conversioni.

L’obiettivo è quello di migliorare quel linguaggio settoriale poco informativo e tutto uguale che ancora caratterizza molta comunicazione in ambito turistico.

Posso occuparmi anche di lettere di presentazione e fac-simile di preventivi: il tutto per migliorare l’approccio comunicativo al cliente.

Hai bisogno del mio aiuto?

Scrivimi, studierò il tipo di comunicazione e di linguaggio più adatto alla tua attività!

Inoltre, se pensi possa essere utile a te e al tuo team, ho messo a punto un nuovo corso per il web dedicato agli operatori per il turismo.
In 10 ore di lezione vedremo insieme:

  • le basi del copywriting turistico,
  • l’email marketing,
  • la gestione delle recensioni;
  • il social media marketing per iil turismo.

Per saperne di più visita la pagina del corso sul mio sito web.

Scrivere con l’AI: le regole per non sbagliare e creare testi efficaci

Scrivere con l’AI: le regole per non sbagliare e creare testi efficaci

L’AI può essere un aiuto interessante per scrivere testi destinati al proprio pubblico, a patto di seguire alcuni accorgimenti quali l’approfondimento, la personalizzazione e la verifica delle fonti

Nell’ultimo mese mi sono occupata del restyling del sito web di un cliente che, nel corso degli anni, ha variato e ampliato la sua attività.

Il figlio del titolare aveva già creato con l’AI  e inserito parte dei testi sul sito web, ma il tutto era da rivedere, migliorare e ottimizzare.

Come ho scritto nell’articolo Scrivere testi con l’intelligenza artificiale (AI copywriting): gli errori da evitare, l’AI può essere un aiuto interessante se utilizzata nel modo giusto, ossia come un supporto che ti aiuta a produrre contenuti utili e originali.

Se invece viene considerata come un metodo semplice ed economico per creare testi risparmiando tempo o l’aiuto di un copywriter, il rischio è quello di compromettere la qualità dei contenuti e la visibilità nei motori di ricerca con conseguente penalizzazione del sito web da parte di Google.

Trovi un approfondimento, in inglese, su linee guida e parametri di riferimento di Google inerenti alla pubblicazione di contenuti a  questo link.

Vediamo in questo articolo alcuni consigli su come usare l’AI per creare testi efficaci e non commettere errori grossolani.

Infine, ultimo ma non meno importante, vedremo un approfondimento sull’importanza delle fonti

Questo perché c’è un dato che non puoi ignorare: uno studio recente di NewsGuard (Fonte SEOZoom) ha svelato che i principali modelli di Intelligenza Artificiale generano informazioni false o inesatte su argomenti specifici nel 35% dei casi.

Insomma, se chiedi un’informazione a ChatGPT o Gemini, c’è una probabilità su tre che la risposta contenga errori.

Ma bada bene: non parliamo di errori interpretativi, ma di errori fattuali, ossia errori che riguardano aspetti concreti, reali e verificabili. 

Come usare l’AI per creare testi

Se ben utilizzato, l’AI è uno strumento utile per scrivere testi. 

Personalmente la utilizzo come strumento di brainstorming, ossia come fonte di ispirazione e raccolta di idee: mi serve in sostanza per la creazione di una scaletta di scrittura da rivedere e approfondire.

Come procedere?

Vediamo insieme un buon metodo di utilizzo, per sfruttare appieno le potenzialità dell’AI.

Come prima cosa inserisci nel prompt ciò che vuoi sapere.

Parti da una richiesta chiara: più la domanda è specifica migliori saranno i risultati.

Ti spiego come procedo io. In sostanza, inserisco la domanda di cui voglio conoscere la visione che già esiste sul web, ne verifico le fonti di provenienza, trascrivo e approfondisco.

Recupero le parti di testo che reputo interessanti, faccio poi una sorta di editing eliminando giri di parole, ripetizioni o errori (fidati, ci sono).

Lavoro sul testo per renderlo più umano, empatico e in sintonia con i miei lettori: aspetto importantissimo, che approfondisco nel paragrafo che segue.

Modifico quelle frasi che non sono scritte con il mio stile e utilizzo il tono di voce che uso abitudinariamente in quel contesto.

Integro il testo con approfondimenti cercando di rispondere a dubbi o domande. 

Inserisco la mia esperienza diretta in merito e cito esempi.

Alcuni utilizzano l’AI anche per la fase di revisione del testo, io preferisco investirci più tempo e fare un controllo minuzioso, verificando personalmente ogni dubbio anche con l’utilizzo del dizionario.

Solo se utilizzata in questo modo l’AI copywriting consente di migliorare il proprio lavoro di scrittura e di creare testi persuasivi e coinvolgenti destinati ai propri lettori. 

Come “umanizzare il testo”

Come ho scritto poco sopra è fondamentale “umanizzare il testo” creato dall’intelligenza artificiale. Ma cosa significa in pratica?

“Umanizzare un testo” significa renderlo più naturale, chiaro e vicino al modo in cui parlano o scrivono le persone rispetto alla versione fredda e standardizzata fornita dall’AI.

In pratica vuol dire:

  • usare un tono più conversazionale
  • semplificare frasi troppo complesse
  • togliere ripetizioni
  • rendere le frasi più scorrevoli (l’AI tende a schematizzare fornendo le risposte in elenchi)
  • aggiungere empatia

Si deve sentire che c’è una persona dietro il testo, non una macchina.

Ti faccio un esempio di testo freddo: Il presente documento ha l’obiettivo di fornire informazioni utili all’utente finale.

Testo più umano: Questo testo serve a darti informazioni utili in modo semplice e chiaro.

Meglio la seconda versione, non credi?

Se vuoi approfondire il tema della scrittura empatica ti consiglio di leggere: Come scrivere (e comunicare) con empatia

Come personalizzare un testo scritto dall’intelligenza artificiale

La personalizzazione di un testo scritto da AI è l’altro aspetto fondamentale di una scrittura efficace: significa adattare il testo a te, al tuo stile e al contesto in cui lo userai.

In pratica significa:

  • cambiare il tono (utilizza il tuo tono abituale, ossia formale, amichevole, professionale, ironico…)
  • inserire esempi, opinioni o dettagli utili a personalizzare
  • rendere il testo coerente con chi sei e con chi lo leggerà
  • evitare frasi troppo standard o impersonali

Sull’importanza del tono di voce puoi leggere: Copywriting: guida alla scelta del tono di voce

Ecco un paio di  esempi.

Testo di base ChatGPT: Sono lieto di presentare questo progetto, che mira a migliorare l’esperienza dell’utente.
Testo personalizzato: Voglio raccontarti questo progetto, nato dall’idea di rendere tutto più semplice e utile per chi lo usa ogni giorno.

Prima: Il servizio offre soluzioni efficienti e innovative.
Dopo: Con questo servizio cerco soluzioni pratiche che funzionino davvero, senza complicazioni inutili.

Ricorda:

Personalizzare significa far sembrare il testo tuo, non solo corretto da te.

L’AI per migliorare testi già scritti

L’AI può essere utile anche per migliorare lo stile di scrittura, superare il blocco creativo o riformulare un testo che ti sembra scritto male.

Infatti puoi anche copiare (incollare) nel prompt un testo che non ti convince e chiedere, ad esempio:

  • scrivilo in modo più persuasivo
  • adattalo ai social
  • adattalo a una email

Se ti mancano le idee puoi chiedere, ad esempio:

  • Dammi 10 idee per post su nutrizione e fitness.
  • Crea una scaletta per un articolo su…

Quello che ti raccomando è di fare attenzione agli errori comuni e di non copiare la versione dell’AI senza leggere.
Fai attenzione anche alle maiuscole messe ovunque e, infine, verifica le informazioni importanti.

Puoi approfondire leggendo il mio articolo: Scrivere testi con l’intelligenza artificiale (AI copywriting): gli errori da evitare

Se ti trovi in difficoltà con lo scrivere un titolo puoi chiedere suggerimenti all’AI, specificando contesto e tematica.

Se vuoi qualche consiglio su come scrivere titoli efficaci puoi leggere: Come scrivere un buon titolo ai tuoi post per il Blog: le tecniche più efficaci

Come capire se le fonti sono affidabili?

Dipende un po’ da cosa devi cercare. In linea di massima la scuola di giornalismo insegna che sono affidabili le fonti che riporto qui sotto.

Per dati, leggi, salute, economia affidati alle Istituzioni ufficiali: Governo (.gov), ISTAT, OMS, Ministero della Salute, Unione Europea.

Per tematiche che rigurdano scienza, storia e tecnologia affidati a PubMed o Siti di Università.

Al giornalismo serio per attualità: BBC, Reuters, ANSA, Il Sole 24 Ore, The Guardian. Meglio se la notizia è confermata da più testate.

Puoi fidarti di enciclopedie come Treccani o anche Wikipedia (buona base, ma controlla sempre le fonti sotto).

Fai invece attenzione agli articoli di blog senza autore, post social come unica fonte, video senza riferimenti e quei siti pieni di pubblicità o titoli “acchiappaclic”, tecnica di marketing online che utilizza titoli sensazionalistici, fuorvianti o emotivi per spingere gli utenti a cliccare su un link. Il suo scopo principale è generare traffico e aumentare le rendite pubblicitarie.

Ricapitolando, per capire se il contenuto è affidabile chiediti:

  • Chi l’ha scritto?
  • È aggiornato?
  • Cita fonti autorevoli?
  • Vuole informare o vendere/spaventare?
  • È confermato altrove?

Bene, abbiamo visto in questo articolo come puoi utilizzare l’AI in modo utile e corretto e come fare un’attenta verifica delle fonti.

Spero sia tutto chiaro. In caso contrario scrivimi nel box qui sotto, ti risponderò con piacere.

 Se ti occupi di scrittura potresti seguire la sezione Copywriting sul mio blog oppure leggere i seguenti articoli:

Vuoi imparare a fare blogging o a scrivere per il web?

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Se ti interessa approfondire e vuoi conoscere le tecniche di scrittura più efficaci per il web visita la pagina Corso Copywriting sul mio sito web.

Scrivimi!

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

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Come scrivere un buon titolo ai tuoi post per il Blog: le tecniche più efficaci

Come scrivere un buon titolo ai tuoi post per il Blog: le tecniche più efficaci

Informa, incuriosisce e parla con i motori di ricerca: 8 consigli per scrivere un titolo efficace per i post su blog e web

Il titolo di un post per il blog è importante tanto quanto il testo: è il biglietto da visita del nostro articolo e deve convincere il lettore a cliccarci sopra per saperne di più.

Ma ti dirò di più. Scrivere un buon titolo ai tuoi blog post è fondamentale per due motivi:

1. È uno dei fattori che concorre al posizionamento della pagina sui motori di ricerca. Contiene infatti la parole chiave che si riferisce al contenuto della pagina stessa, articolo di un blog o pagina di vendita che sia.

2. Il titolo, assieme alla descrizione, può convincere l’utente a cliccare sul risultato nelle serp (pagine dei risultati dei motori di ricerca). È la prima cosa che gli utenti vedono sulla serp e che li porta a decidere se continuare a leggere cliccando il link o se passare oltre e cercare qualcosa che li convinca di più.

Al titolo devi dedicare tempo e impegno: puoi abbozzarlo quando inizi a scrivere se ciò ti aiuta a riordinare le idee, ma ricorda di rivederlo e ottimizzarlo alla fine, dopo aver completato la stesura del tuo articolo.

Continua a leggere e vediamo insieme quali sono le tecniche per scrivere un buon titolo per il web e 8 consigli efficaci.

Come scrivere un buon titolo per il web

Le tre caratteristiche del titolo ideale: informa, incuriosisce e suona bene.

E contiene la parola chiave (perché parliamo ai nostri lettori ma anche a Google).

Più precisamente, il titolo deve soddisfare tre caratteristiche:

  1. Deve dare le informazioni al lettore
  2. Deve saper attirare l’attenzione
  3. Deve comunicare con i motori di ricerca

Dare informazioni

Chi legge il tuo titolo deve capire subito qual è l’argomento dell’articolo. Le persone navigano con un intento: informarsi e trovare risposte ai loro problemi. Per questo motivo il titolo che informa è sempre una buona scelta.

Ma come attirare l’attenzione?

Attirare l’attenzione

Questo è il compito forse più difficile per chi deve pensare al titolo del suo nuovo articolo. 

Riuscire a farsi notare nella miriade di contenuti che affollano il web è una vera sfida. È necessario dare personalità al titolo, usare quelle “parole grilletto” (chiamate anche trigger word) che fanno scattare alcuni meccanismi nella mente di chi legge e che li porta a cliccare nel link. 

Devi intercettare un bisogno, una paura, fare leva su un dubbio, utilizzare la psicologia.

Vedremo qualche esempio più avanti.

Parlare con i motori di ricerca

Le parole che inserisci nel titolo sono importanti per il posizionamento del tuo articolo sui motori di ricerca (tag title).

È anche per questo motivo che dobbiamo usare la parole chiave nel titolo e fare in modo che sia breve (al massimo 70 battute spazi compresi per Google).

Abbiamo visto però che non dobbiamo scrivere un titolo pensando solo ai motori di ricerca, altrimenti ne uscirebbe qualcosa di freddo e per niente invitante per il lettore. E siccome è il lettore l’attore ultimo, colui cioè che deve decidere di cliccarlo per aprire la pagina, dobbiamo imparare a scrivere i titoli coniugando le due necessità.

Le caratteristiche del buon titolo per il blog post

8 consigli per scrivere un titolo convincente

1. Scrivi un titolo breve e diretto

Per essere efficace, un titolo deve comunicare subito l’argomento al lettore. E deve aver un senso anche da solo, riuscire a farsi notare e incuriosire al punto da farsi cliccare.

È importante sapere che, nei risultati di ricerca:

  • Google taglia i titoli che superano i 70 caratteri,
  • Yahoo arriva a 62 caratteri,
  • Bing taglia i titoli di oltre 65 caratteri,
  • Nel conteggio sono considerati anche gli spazi e la punteggiatura.

Cerca perciò di non superare questi valori: un titolo che si presenta tagliato nella serp trasmette un senso di incompletezza che non invita a cliccare.

Inoltre devi chiederti: dove verrà visualizzato il titolo? 

Sia nei risultati dei motori di ricerca sia nei post social (dove condividi il tuo articolo) hai pochi caratteri a disposizione per la visualizzazione del titolo: motivo in più per essere breve e comunicare subito l’argomento.

2. Parti dalla query e usa le parole chiave

Chiediti quali sono le parole che l’utente digita nella tastiera per cercare sul web l’argomento di cui stai scrivendo.
Posiziona la parola chiave preferibilmente all’inizio del titolo.

3. Suggerisci soluzioni utilizzando il “come”

Sul web le persone cercano soprattutto soluzioni ai loro problemi e ai loro desideri. Cercano delle guide su come fare qualcosa. Il titolo deve dare l’informazione che serve, deve stimolare la loro curiosità.

L’avverbio come suggerisce una soluzione al lettore, il verbo e il sostantivo sono le parole chiave che fanno comprendere subito l’argomento: scegli questi tre elementi con cura.

Qualche esempio di titolo in quest’ottica:

  • Come rispondere alle e-mail e ottenere più prenotazioni
  • Come viaggiare con pochi bagagli

4. Utilizza una domanda

Una domanda nel titolo richiama l’attenzione dell’utente interessato a quell’argomento, che si sente chiamato in causa.

Esempio: Vuoi aumentare il traffico al tuo blog? 

Inoltre, le domande piacciono tanto ai motori di ricerca: si chiama indicizzazione semantica. 

Oggi, tramite smartphone, sono molto frequenti le ricerche vocali. Nel linguaggio naturale le persone formulano frasi intere, per cui, titoli scritti sotto forma di domanda, aiutano Google a comprendere la richiesta.

5. Usa i numeri e gli elenchi

I numeri nei titoli funzionano perché la schematicità aiuta a immaginare e ricordare meglio i concetti. Inoltre un articolo organizzato con gli elenchi è più facile da affrontare e da memorizzare.

Quando scrivi un articolo con consigli e suggerimenti crea una lista e utilizza il numero nel titolo: funziona di più 5 consigli su cosa vedere a Trieste in due giorni che Cosa vedere a Trieste in due giorni.

Inoltre, è statisticamente provato che i titoli contenenti numeri e cifre sono quelli con i più alti tassi di apertura. Questo perché danno l’idea che il testo sia supportato da una ricerca approfondita.

Vale anche per le date: qualunque numero aumenta la visibilità del titolo.

Per esempio:

  • Instagram: la guida completa con le novità del 2024
  • 10 idee per il calendario editoriale estivo dei tuoi social

6. Evidenzia il risultato

Se vuoi proporre una guida, un metodo o una soluzione puoi puntare sul risultato finale.

Ad esempio:

  • Vuoi ottenere più conversione con l-email marketing in quattro mesi? Scopri come fare
  • Vuoi dimagrire 5 kili in un mese senza grosse rinunce? Scopri come fare

7. Usa le paroline magiche del marketing e le parole grilletto

Alcune parole invitano la lettura più di altre, sono parole che puntano alla persuasione e all’aspetto emotivo del lettore.
Eccone alcune:

  • Segreto
  • Trucco
  • Testato
  • Garantito
  • Gratis/gratuito
  • Esclusivo
  • Risultati
  • Nuovo

Usale nei tuoi titoli per renderli più accattivanti e convincenti.

Alcuni esempi:

  • Copywriting: ti svelo il segreto per scrivere di più e meglio
  • Scopri il Franciacorta con un esclusivo pic-nic in vigna 
  • Il nuovo metodo XYZ, per dimagrire e non recuperare peso. Testato e affidabile.

Le paroline magiche del marketing funzionano perché creano un rapporto di fiducia con chi legge e danno una motivazione o una conseguenza a ciò che affermi.

Il successo della parola gratis (o gratuito) deriva dal fatto che ognuno di noi ama ricevere qualcosa in regalo (anche quando non ne abbiamo bisogno).

La parola nuovo ha potere persuasivo in quanto viene inconsciamente accostata a qualcosa di vecchio che ha sicuramente qualcosa in meno di ciò che di nuovo proponi. Inoltre siamo sempre ben disposti verso le novità.

In questa maniera si diventa più convincenti nel proporsi all’utente.

Se vuoi approfondire il tema della comunicazione persuasiva puoi leggere: Copywriting, psicologia e persuasione: 7 consigli di scrittura per convincere

8. Inserisci la novità o il vantaggio già nel titolo

Se devi comunicare una novità o un vantaggio inseriscili già nel titolo, il lettore sarà incuriosito a proseguire la lettura

Ad esempio:

Ufficio green: la nuova stampante che coniuga praticità e attenzione all’ambiente

Ti lascio infine altre due dritte per scrivere un buon titolo:

  1. Utilizza Yoast Seo: è un plugin WordPress che ti aiuta a migliorare il posizionamento del tuo sito sul web, con consigli su come ottimizzare le parole chiave e i contenuti del sito, titoli compresi.
    Ti aiuta a creare un titolo SEO ad hoc, diverso dal titolo dell’articolo, così da massimizzare l’indicizzazione;
  2. Fai attenzione all’url: assicurati che sia “parlante”, cioè che sia composto dalle parole principali del titolo e quindi leggibile dai motori di ricerca. Togli articoli e aggettivi e lascia al massimo le 4 o 5 parole principali.

Finisce qui la mia lista di tecniche che utilizzo per scrivere i titoli e che ti consiglio di utilizzare.

Spero tu possa trovare funzionali questi suggerimenti. Prova a sperimentare e poi fammi sapere nei commenti se hai ottenuto buoni risultati.

Se invece hai bisogno del mio aiuto contattami, mi farebbe piacere esserti d’aiuto!

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Le 40 regole di scrittura di Umberto Eco per scrivere bene in italiano

Le 40 regole di scrittura di Umberto Eco per scrivere bene in italiano

Dalle Bustine di Minerva una lezione linguistica senza tempo per la letteratura, ma anche per scrivere sul web

Umberto Eco ha pubblicato, nella sua famosissima rubrica de l’Espresso “La bustina di Minerva”, le celebri 40 regole di scrittura, conosciute da tutti coloro che si occupano di scrittura e di letteratura.

Si tratta di 40 regole per scrivere bene in italiano: alcune riguardano la sintassi della frase, altre l’aspetto grammaticale e altre ancora l’utilizzo dei termini corretti; ma tutte vengono presentate in modo particolare poiché ogni regola viene spiegata infrangendo la regola stessa.

“La bustina di Minerva” è la rubrica che Eco iniziò a scrivere nel marzo del 1985 e che seguì con regolarità settimanale fino a marzo 1998 quando è diventata quindicinale, e poi fino alla sua morte (avvenuta nel 2016).

Proviamo a pensare a come scriviamo oggi nei blog e nei social: questa famosa lista ci torna utile per migliorare la nostra scrittura con l’obiettivo di scrivere in modo chiaro, comprensibile ma non banale o retorico.

Le 40 regole di scrittura di Umberto Eco

Veniamo alle famose 40 regole di Umberto Eco per scrivere bene in italiano. I termini di uso poco comune li trovi nel glossario a fine articolo.
Eccole:

1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.

2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.

3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.

4. Esprimiti siccome ti nutri.

5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.

6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.

7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.

8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.

9. Non generalizzare mai.

10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.

11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu. ”

12. I paragoni sono come le frasi fatte.

13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).

14. Solo gli stronzi usano parole volgari.

15. Sii sempre più o meno specifico.

16. L’iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.

17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.

18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.

19. Metti, le virgole, al posto giusto.

20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.

21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso.

22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.

23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?

24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe – o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento – affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.

25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.

26. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.

27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!

28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.

29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.

30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.

31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).

32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.

33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.

34. Non andare troppo sovente a capo.
Almeno, non quando non serve.

35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.

36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.

37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.

38. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.

39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.

40. Una frase compiuta deve avere.

Regole di scrittura

Umberto Eco nella sua casa. Fonte dell’immagine: wikimedia.org

Sono divertenti, non trovi? Ma come utilizzare oggi queste regole di scrittura?

Il mio consiglio è quello di non prendere questi eufemismi come una lista da rispettare alla lettera, ma di conoscere queste regole e farle tue, riflettendo sul tuo modo di scrivere.

Sicuramente vanno considerate come un esperimento letterario ben riuscito, da cui prendere esempio di stile e ironia.

Trasgredire non è detto che sia un errore, anzi, come ha scritto Eco:

“Allenarsi a rischiare errori, con la speranza che alcuni siano fecondi. […]
Certe volte temo che chi non scopre mai niente sia colui che parla solo quando è sicuro di aver ragione.
È mica vero quel che ci raccomandavano i genitori: “Prima di parlare pensa!”. Pensa, certo, ma pensa anche ad altro.
Le idee migliori vengono per caso. Per questo, se sono buone, non sono mai del tutto tue.”

La bustina di Minerva: libro e origini del titolo

Nel 2000 Bompiani, storico editore di Eco, raccolse alcune delle migliori “bustine” pubblicate fino ad allora sul settimanale e ne fece un libro intitolato, appunto, La bustina di Minerva.

Nel libro Eco spazia da riflessioni sul mondo contemporaneo alla società italiana, dalla stampa al destino del libro all’epoca di Internet, sino ad alcune caute previsioni sul terzo Millennio e a una serie di raccontini o “divertimenti”.

Nella prima delle sue “bustine” (pubblicata il 31 marzo del 1985) lo stesso Umberto Eco spiego che, anche se il nome Minerva porterebbe a pensare alla dea della sapienza, lui si ispirò invece, per il titolo della sua rubrica, alla confezione di cartone dei fiammiferi Minerva, sul cui lembo interno molti fumatori avevano l’abitudine di prendere note e appunti.

Eco stesso infatti ricorda che:

“Valentino Bompiani scriveva (e forse scrive ancora) le idee che gli passavano per la testa sul retro delle scatole di raffinatissime sigarette turche. Credo conservi migliaia di ritagli di scatole nei suoi archivi, e molte delle sue iniziative editoriali sono cominciate così. Dal numero delle schede accumulate felicemente, direi che il fumo non fa male.”

Origine delle 40 regole di scrittura

Sembra proprio che, anche se la stesura di questi quaranta consigli sia frutto dell’intelletto linguistico e dell’ironia di Umberto Eco, le regole in sé non siano frutto della sua penna. 

Si tratta di un elenco tratto da alcuni manuali di scrittura della tradizione anglosassone che, in questo modo, vengono un po’ presi in giro da Eco, rendendo le regole stesse un gioco umoristico e linguistico.

Dobbiamo sicuramente a Umberto Eco il fatto di averle riprese e diffuse con ironia nel nostro paese.

Glossario

Allitterazione: formulazione che consiste ripetizione, spontanea o ricercata (per finalità stilistiche o come aiuto mnemonico), di un suono o di una serie di suoni, acusticamente uguali o simili, all’inizio di due o più vocaboli successivi.

Lilote: figura retorica che si ottiene mediante la negazione del contrario (ad esempio: risultato non cattivo per dire buono).

Metafora: figura retorica che consiste nella sostituzione di un termine proprio con uno figurato, in seguito a una trasposizione simbolica di immagini (ad esempio: sei un leone).

Preterizioni: figura retorica che consiste nell’affermare di voler tacere qualcosa di cui tuttavia si parla o comunque si fa cenno (ad esempio: meglio non parlare di…).

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