
Errori grammaticali ma anche di contenuto, tono di voce non personale e generalizzazioni. Con l’AI puoi creare testi convincenti, ma fai attenzione
L’AI copywriting è l’utilizzo di intelligenza artificiale per la creazione di testi destinati al marketing e alla comunicazione online e offline.
Parliamo di testi da inserire nelle pagine di siti web, testi per articoli di blog e newsletter o per social media, ma anche di testi destinati alla stampa di brochure o PDF.
Tra gli strumenti più utilizzati che ti permettono di creare testi troviamo Chat GPT e Claude AI.
Vediamo in cosa si differenziano e qualche consiglio di utilizzo per non cadere in errore.
Argomenti del post
Scrivere con la AI: i limiti e utilizzi
Prima di tutto ci tengo a sottolineare che l’utilizzo di questi strumenti può servire da supporto alla fase di creazione e scrittura dei testi, non sostituire completamente il processo di scrittura.
Il mio consiglio è quello di utilizzarli in una sorta di brainstorming, per raccogliere e valutare idee o per fornire una scaletta di stesura di cui però approfondire fonti e informazioni.
La propria esperienza e la propria creatività rimangono alla base di ogni processo di scrittura, tanto più nella pubblicità dove la personalizzazione e il tono di voce sono indispensabili.
Claude vs Chat GPT
Claude AI e Chat GPT sono due tra gli strumenti più utilizzati per scrivere testi: sono molto simili come utilizzo, ma con qualche differenza di risultato.
Claude scrive testi con uno stile conciso ma anche personalizzato, ChatGPT si caratterizza invece per uno stile didascalico, meno incisivo e più piatto ma versatile e intuitivo.
Claude AI è progettato per offrire risposte ben strutturate e approfondite, con una forte enfasi sulla sicurezza e l’affidabilità delle risposte restituite.
Inoltre dispone una finestra contestuale molto ampia che gli consente di analizzare testi molto lunghi e complessi e si presta dunque anche alla creazione PDF.
Chat GPT è invece noto per la sua capacità di produrre contenuti creativi in diversi stili, immagini comprese, offrendo più flessibilità di utilizzo.
In sostanza, scegli ClaudeAI se:
- Hai bisogno di elaborare e analizzare lunghi documenti o PDF
- Preferisci la fluidità e la naturalezza del linguaggio
- La sicurezza è per te una priorità (Claude è stato progettato con un forte accento su etica e sicurezza, utilizzando la Constitutional AI per guidare le sue risposte e ridurre i contenuti dannosi)
Scegli ChatGPT se:
- Hai bisogno di un testo versatile, da utilizzare ad esempio su social diversi
- Desideri creare immagini, navigare sul web o utilizzare funzioni vocali
- La creatività è fondamentale per il tuo lavoro (ma non è il tuo forte)
Personalmente, utilizzo Claude AI per la creazione di testi scientifici e che necessitano di informazioni approfondite e dettagliate; scelgo invece Chat GPT per creare didascalie o testi brevi per i social media.
Errori che commette l’AI (ossia errori che commetti tu, se fai copia-incolla)
L’AI è senza dubbio un aiuto prezioso nella scrittura di testi e, anche se produce contenuti a prima vista ben strutturati e scorrevoli, commette una serie di errori grossolani ed evidenti che nulla hanno a che vedere con il mestiere del copywriter.
Vediamoli insieme.

I più comuni errori che compie l’intelligenza artificiale nella scrittura di un testo
1.Errori di contenuto
Forse non sai che l’AI non distingue tra fonti affidabili e fonti non affidabili, finendo così per mescolare informazioni vere con informazioni false. Il problema è che lo fa in modo convincente e tu ti accorgi dell’errore solo se di quell’argomento sei informato.
Talvolta inserisce testi tra loro in contraddizione (tra un paragrafo e l’altro) o commette errori grammaticali.
Inoltre l’AI può inventare statistiche, citazioni o interi casi studio.
Fidarsi è un grosso rischio, dal momento che abbiamo a che fare con la credibilità del nostro brand.
Per questo motivo, ricorda di verificare sempre le fonti.
C’è anche il rischio che l’AI possa fornire informazioni non aggiornate. Dal momento che l’archivio base di molti modelli non è aggiornato in tempo reale, le informazioni su trend del momento o su nuove normative potrebbero non essere corrette.
Ricorda che se l’IA genera un testo con consigli sbagliati o pericolosi la responsabilità finale ricade su chi pubblica.
Google stesso condivide una serie di suggerimenti da seguire per il controllo delle informazioni che si trovano in rete.
2.Stile poco naturale
L’AI ( e ChatGPT in particolare) struttura i paragrafi in modo uniforme, molto spesso con elenchi puntati e senza il minimo approfondimento, risultando poco naturale.
È insomma troppo formale, mancando della spontaneità tipica della scrittura umana.
Ad esempio, nei testi creati con l’intelligenza artificiale non troverai mai una frase che inizia con ma, con un se o con una domanda: tutti i contenuti hanno la classica struttura composta da un’introduzione, una spiegazione, l’indicazione di punti di vista alterativi e una conclusione.
3.Tono di voce non personale
L’AI produce testi generici e privi di personalità, con un tono di voce piatto e banale. E questa cosa si nota: il tono di voce è unico per ogni brand e l’AI non potrà mai sostituirlo.
4.Superficialità
L’AI si limita a riassumere e riportare ciò che trova in rete e manca perciò di originalità.
Di ogni informazione si ferma in superficie: non sviluppa argomentazioni complesse.
Per fare la differenza in rete, come ho scritto più volte, è necessario farsi ricordare. E per farsi ricordare è necessario scrivere testi coinvolgenti, approfonditi, testi con una propria personalità.
5.Errori d’interpretazione
Nei testi complessi, l’AI non sempre coglie sfumature, ironie e giri di parole, riportando di conseguenza un testo non chiaro nel contenuto.
6.Generalizzazione
Utilizza spesso termini quali “in linea generale”, “generalizzando”, “molti pensano che” evitando posizioni nette e risultando poco incisiva e per niente convincente.
7.Penalizzazione
Ultimo aspetto ma non meno importante, anzi!
Forse non lo sai, ma Google penalizza i contenuti duplicati.
E che, se da un lato non vieta di pubblicare testi scritti con l’intelligenza artificiale, dall’altro parla di di penalizzazione per i contenuti di bassa qualità. E sottolinea che il lavoro svolto dall’AI è a rischio.
Pur non vietando la pubblicazione di testi generati dall’intelligenza artificiale, Google evidenzia che i contenuti di scarsa qualità possono essere penalizzati, mettendo così a rischio il lavoro prodotto dall’AI.
Le pagine e i siti web che non contengono contenuti originali ricevono una valutazione bassa secondo Google, e questo rappresenta un ostacolo per una pagina o un sito web che cerca di ottenere visibilità online.
In sostanza:
Se consideri l’AI come un supporto che ti aiuta a produrre contenuti utili e originali, può diventare uno strumento interessante.
Se invece la consideri come un metodo semplice ed economico per creare testi risparmiando tempo, sei fuori strada: rischi solo di compromettere la qualità dei tuoi testi e la visibilità nei motori di ricerca.
Come usare l’IA per creare testi
Personalmente utilizzo l’IA come strumento di brainstorming e di creazione di scaletta di scrittura: inserisco la domanda di cui voglio conoscere la visione che già esiste sul web e ne verifico le fonti di provenienza.
Controllo termini tecnici che non conosco e acronimi.
Recupero le parti di testo che reputo interessanti, faccio poi una sorta di editing eliminando giri di parole e ripetizioni.
Cerco poi di umanizzare il testo e di renderlo più empatico.
Modifico quelle frasi che non sono scritte con il mio stile e utilizzo il tono di voce che uso abitudinariamente in quel contesto.
Integro il testo con approfondimenti cercando di rispondere a dubbi o domande.
Se è il caso inserisco la mia esperienza diretta in merito e cito esempi.
Alcuni utilizzano l’AI anche per la fase di revisione del testo, io preferisco investirci più tempo e fare un controllo minuzioso, come del resto ho sempre fatto.
Solo se utilizzata in questo modo l’AI copywriting consente di migliorare il proprio lavoro di scrittura e di creare testi persuasivi e coinvolgenti destinati al proprio pubblico.
Tu cosa ne pensi? Usi anche tu l’AI per creare i testi?
Siamo giunti alla fine. Se mi hai seguita fin qui significa che anche tu scrivi testi e ti interessa approfondire il tema dell’AI copywriting.
Potresti seguire la sezione Copywriting sul mio blog oppure leggere i seguenti articoli:
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