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È ancora importante fare SEO ai tempi di AI?

È ancora importante fare SEO ai tempi di AI?

Fare SEO oggi è utile non solo per Google, ma anche per essere citati e compresi dalle AI: 5 consigli per ottimizzare i tuoi contenuti

 

 

Con l’arrivo dell’intelligenza artificiale molti si chiedono se abbia ancora senso investire nel posizionamento organico tramite le tecniche SEO (Serch Engine Optimization). 

In realtà la SEO ha mantenuto la sua importanza, ciò che è cambiato è il modo di farla.

Google continua a essere il punto di partenza per milioni di ricerche ogni giorno, ma gli utenti cercano informazioni anche attraverso strumenti di AI come ChatGPT, Gemini e Perplexity. 

In questo nuovo scenario non basta più inserire keyword in una pagina: servono contenuti realmente utili, autorevoli e capaci di rispondere in modo chiaro alle intenzioni di ricerca.

Fare SEO oggi significa perciò creare contenuti che possano essere trovati, compresi e citati sia dagli algoritmi tradizionali sia dai sistemi di intelligenza artificiale.

In questo articolo vedremo come, con l’avvento di AI, la SEO si sta evolvendo e quali tecniche funzionano davvero nel 2026.

Come è cambiata la SEO nel 2026

La SEO è ancora fondamentale, ma non è più solo tecnica: è diventata una combinazione di contenuto di qualità, branding e tecniche di comprensione dell’utente.

Possiamo dire che la SEO oggi non riguarda solo i motori di ricerca, ma la visibilità digitale nel suo complesso.

Oggi, fare SEO senza considerare i cambiamenti portati dall’AI è un po’ come fare marketing ignorando i social nel 2010: puoi farlo, ma perdi una grande opportunità.

Ci sono alcuni aspetti su cui vale la pena soffermarsi per ottimizzare la creazione di contenuti oggi in ottica SEO, vediamoli:

1.Dalla SEO alla “Search Experience”

Non basta più posizionarsi con contenuti ottimizzati. I contenuti devono essere utili e rispondere meglio (e più velocemente) alle domande reali delle persone. 

Si parla per questo di Search Generative Experience (SGE), approccio basato sull’IA generativa che trasforma la ricerca online fornendo risposte sintetiche, interattive e contestualizzate direttamente nei risultati del motore di ricerca (SERP). 

2. Meno keyword stuffing, più contesto

L’AI capisce sinonimi, contesto e semantica.

Scrivere in modo naturale funziona meglio che ripetere spesso le parole chiave.

Anzi,  riempire eccessivamente una pagina web di parole chiave per manipolare il posizionamento sui motori di ricerca è oggi più che mai una pratica obsoleta e dannosa.

3. Autorità e fiducia contano di più

Linee guida come i criteri E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness) sono sempre più centrali. 

Viceversa, contenuti superficiali generati in massa funzionano sempre meno. 

È la qualità dei contenuti che viene premiata, non la quantità.

Ne parlo in modo approfondito qui: Cos’è la GEO, in cosa si differenzia dalla SEO e come creare contenuti ottimizzati GEO

4. Nuovi canali di visibilità

Non c’è solo Google: oggi puoi “comparire” anche nelle risposte generate da AI.

Questo introduce il concetto di ottimizzazione per AI (AEO: Answer Engine Optimization) e la necessità di creare contenuti strutturati e chiari, facili da citare per AI.

5. Contenuti più profondi e originali

I contenuti generici vengono replicati da AI facilmente. Oggi funziona meglio tutto ciò che dimostra la reale presenza di una persona dietro alla creazione di un testo.

Inserisci la tua esperienza diretta, opinione argomentate, esempi e dati originali, casi studio: tutto ciò che può servire a dimostrare competenza e autorevolezza. A tale scopo non dimenticare l’importanza di citare le fonti di approfondimento, che devono essere affidabili e autorevoli.

SEO e AI: 5 consigli per ottimizzare i tuoi contenuti

Ecco allora come creare contenuti oggi combinando SEO e AI:

1. Scrivi per essere “citato”, non solo per il click

Strumenti come ChatGPT, Perplexity AI e anche Google (con AI Overview) non mandano traffico diretto, ma sintetizzano risposte.

Obiettivo diventa dunque essere la fonte che l’AI usa e creare dunque testi in ottica AEO (Answer Engine Optimization), ossia testi facilmente estraibili e ottimizzati per motori di risposta.

Fai così:

  • Crea risposte chiare e concise rispondendo alle domande più comuni del tuo lettore (tipo FAQ)
  • Scrivi paragrafi che rispondono direttamente a una domanda
  • Scrivi definizioni semplici con approfondimento nel paragrafo successivo

2. Struttura i contenuti in modo “AI-friendly”

L’AI legge meglio contenuti ben organizzati. È così, in realtà, anche per i motori di ricerca come Google,

Per essere utile all’AI e a Google struttura i tuoi contenuti con titoli e sottotitoli (H2/H3) che corrispondano alle domande dell’utente, crea liste puntate per dare una visione schematica dell’insieme, inserisci tabelle quando ha senso, formatta il testo.

Ne parlo qui: Scrittura SEO-Friendly: 12 consigli per meglio posizionare i tuoi contenuti sul web

3. Punta su E-E-A-T (ancora più di prima)

Google spinge sempre di più su esperienza reale, competenza e autorevolezza.

Con l’AI questo pesa ancora di più, perché per citarti deve “fidarsi” di te come fonte.

Per fare in modo che si fidi di te firma gli articoli e crea una sezione del tuo sito che contenga una scheda autore. Nei tuoi testi mostra esperienza citando casi studio ed esempi concreti.

Ne parlo in modo approfondito qui: Cos’è la GEO, in cosa si differenzia dalla SEO e come creare contenuti ottimizzati GEO

4. Diventa un brand, non solo un sito

Le AI tendono a citare siti riconosciuti e brand autorevoli.

Quindi lavora su personal branding e cerca di costruire presenza e credibilità con un blog legato alla tu attività, ma costruisci autorevolezza anche fuori dal sito, sui social media, nei forum di settore. Cura la tua reputazione attraverso le recensioni e segui la scheda di Google Business Profile se hai un’attività locale.

Puoi trovare un approfondimento in questo articolo: Novità su Google Business Profile: la local strategy per la tua attività

5. Pratiche SEO classiche ma indispensabili

Rimane indispensabile che il tuo sito web sia di veloce caricamento, chiaro, di navigazione facile e intuitiva e mobile-friendly.

Fondamentale la presenza sul sito di uno schema markup, codice invisibile che aggiungi al tuo sito web per aiutare i motori di ricerca e l’AI a comprendere il significato dei tuoi contenuti.

Se hai bisogno di una valutazione del tuo sito web, per valutarne l’efficacia da questo punto di vista, contattami, ne valuteremo le performance.

scrivere con AI

Riflessione finale

L’Intelligenza Artificiale sta ridefinendo il modo in cui vengono pianificate e ottimizzate le strategie SEO, offrendo nuove opportunità per migliorare efficienza, analisi e performance.

Tuttavia, il vero valore continua a risiedere nella capacità di creare contenuti pertinenti, autorevoli e orientati alle esigenze dei lettori.

Anche se la SEO del futuro sarà sempre più guidata dall’AI, continuerà a premiare chi mette al centro le esigenze reali delle persone.

Ricorda che I testi più efficaci sono quelli che hanno una voce personale, che lasciano intravedere il tuo modo di pensare, il tuo stile, la tua sensibilità.

E il fatto che questo, almeno per ora, nessuna AI lo possa fare per te, aiuta a comprendere quanto la collaborazione tra essere umano e macchina sia più che mai indispensabile.

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

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Cosa vuol dire umanizzare un testo scritto dall’intelligenza artificiale: guida pratica alla personalizzazione

Cosa vuol dire umanizzare un testo scritto dall’intelligenza artificiale: guida pratica alla personalizzazione

6 consigli su come dare voce umana a un testo scritto con AI e trasformarlo in qualcosa di davvero tuo

 

È innegabile quanto l’utilizzo di AI si sia oramai diffuso nella creazione di testi destinati al web.

L’AI è un assistente instancabile e molto produttiva, ma genera testi spesso troppo generici, con frasi tutte simili tra loro, che mancano perciò di personalità o emozione. 

Insomma, se hai un po’ di orecchio senti che dietro ai testi generati con l’intelligenza artificiale c’è una macchina.

Come ho scritto più volte nei miei consigli di scrittura, l’AI può essere utilizzata nel lavoro preparatorio della creazione di testi e la sua versione va ottimizzata con un lavoro di umanizzazione e di personalizzazione.

Solo così i tuoi testi saranno umani, credibili e affidabili, per i tuoi lettori ma anche per Google, che sa riconoscere un testo autentico e lo premia con un posizionamento migliore.

Puoi approfondire questo aspetto puoi leggere un mio articolo recente dove parlo di SEO, GEO e contenuti ottimizzati.

Se anche tu utilizzi l’AI per creare testi destinati al web continua a leggere questo articolo e troverai tanti consigli per personalizzare e rendere efficaci i testi generati dall’AI.

Cosa vuol dire umanizzare un testo scritto da AI

“Umanizzare un testo” significa renderlo più naturale, chiaro e vicino al modo in cui parlano o scrivono le persone rispetto alla versione fredda e standardizzata fornita dall’AI.

Significa usare un tono più conversazionale, che utilizza sfumature tipiche del linguaggio umano:

Si deve sentire che c’è una persona dietro il testo, non una macchina.

Affinché il linguaggio sia vicino a quello umano le frasi troppo lunghe e complesse vanno semplificate, le ripetizione vanno eliminate ed è importante cercare di scrivere in modo empatico, ossia immaginando cosa vuole sapere il nostro lettore.

Il tono di voce è importantissimo: devi aver chiaro chi è il tuo destinatario e quale linguaggio usa in modo da adattare il testo creato dall’AI al tuo lettore.

Ricorda: 

Più il testo è specifico, più sembra scritto “su misura”

Ad esempio, una frase generica come “il mio metodo ti permetterà di migliorare la produttività”

può essere personalizzata specificando: “il mio metodo ti permetterà di migliorare la produttività e risparmiare 2 ore al giorno sulle email”

o, ancor più semplicemente, “il mio metodo ti permetterà di risparmiare 2 ore al giorno sulle email”.

In questo modo il lettore comprende facilmente il beneficio del metodo e si sente più coinvolto.

Dall’intelligenza artificiale alla tua voce: come personalizzare i testi

Vediamo insieme una serie di consigli su come personalizzare i testi scritti da AI e renderli più umani.

1. Cambia il tono

Come prima cosa decidi chi parla, a chi parlare e in che modo vuoi avvicinarti ai tuoi lettori. 

Scrivi in modo semplice, senza tecnicismi, se stai parlando a un pubblico di principianti; scrivi in modo tecnico se il tuo pubblico è composto da lettori esperti, scrivi in modo più empatico e con qualche call to action se vuoi coinvolgere.

Il tono colloquiale è sempre una buona scelta se vuoi essere più amichevole e umana.

Ad esempio, la frase prodotta da AI “È importante considerare diversi fattori.” puoi umanizzarla scrivendo:

“Prima di decidere, vale la pena guardare un paio di cose concrete…” e fare percepire un tono più umano ai tuoi lettori.

Se vuoi approfondire puoi leggere: Copywriting: guida alla scelta del tono di voce

2. Varia la lunghezza delle frasi

Nella creazione di testi, l’intelligenza artificiale tende a usare strutture ripetitive e frasi tutte della stessa lunghezza.

Per dare un’impronta umana alterna frasi corte e lunghe, inserisci domande per coinvolgere, elenchi, qualche parentesi e tutto ciò che è normale trovare in un testo scritto da una persona.

Spezza il ritmo, vai a capo, inizia una frase con un “Eh sì”, un “E invece no…”: mettici del tuo, perché i testi scritti con AI sono maledettamente noiosi!

3. Taglia il superfluo

L’AI tende a riempire, ad allungare le frasi, ad essere ripetitiva nei concetti: capita spesso di accorgersi che scrive dieci righe per dire ciò che tu diresti in due. 

Allenati a togliere, eliminare, tagliare e lascia solo quello che serve davvero. I testi che respirano sono i più efficaci.

3. Inserisci esempi reali

Gli esseri umani ragionano per esempi. Invece di dare un elenco di indicazioni su cosa fare o non fare inserisci qualche esempio:

“Ad esempio, se stai scrivendo un’email…” e poi elenca i tuoi consigli.

Questo rende il testo più credibile e più utile, oltre che più umano.

4. Aggiungi una voce personale

Inserire la “voce personale” significa far emergere il proprio modo di pensare o vedere l’argomento, invece di scrivere in modo impersonale e descrittivo.

Può voler dire, ad esempio, aggiungere opinioni o riflessioni personali o collegare l’argomento a esperienze o emozioni.

La voce personale si riconosce dall’uso di parole quali: secondo me, in molti casi, spesso succede che.., un errore comune è…, ecc.

Ad esempio, il testo:
“L’uso dei social media è molto diffuso tra i giovani.”

Con voce personale e tono più umano può diventare:
“Secondo me i social media hanno cambiato il modo in cui i giovani costruiscono le amicizie: spesso permettono di sentirsi vicini, ma a volte rendono più difficile comunicare davvero.”

5. Elimina il linguaggio troppo generico e le frasi che non useresti mai in una conversazione

Espressioni come in conclusione, è importante sottolineare che, da sempre, si può osservare che, è interessante notare, suonano molto artificiali e sono campanelli d’allarme di una scrittura non personale.

L’AI le usa spesso. A te piacciono? Usale solo se le senti tue, se ci credi davvero. 

Ci sono alcune poi alcune parole, come fondamentale, cruciale, importante, significativo, rappresenta, ottimizzare, emerge, che compaiono molto spesso nei testi generati da AI perché sono generiche e adatte a tanti contesti. Se riesci, sostituiscile con parole meno generiche.

Esempio molto “AI”:

“In conclusione, questo tema rappresenta un aspetto fondamentale della società contemporanea e offre numerose prospettive di riflessione.”

Suona corretto, ma vago e impersonale.

Ti propongo una versione più personale e naturale:

“Questo tema mi colpisce perché riguarda situazioni che vediamo ogni giorno, anche senza rendercene conto.”

Che ne dici? Suona meglio, no?

6. Inserisci dettagli per personalizzare

L’AI ragiona per generalizzazioni, è inevitabile. Le persone però no, e tu che scrivi puoi aggiungere un esempio reale, un riferimento a una conversazione vera, un ricordo, un’esperienza.

Un altro esempio di testo scritto con AI:

“L’utilizzo dell’intelligenza artificiale consente di migliorare l’efficienza dei processi aziendali attraverso l’automazione.”

Esempio di versione personalizzata:

“Usare l’intelligenza artificiale può davvero semplificare il lavoro: automatizza alcune attività e ti fa risparmiare tempo su processi che altrimenti sarebbero ripetitivi.”

Consiglio plus: controlla la naturalezza leggendo il testo a voce alta.

Se suona strano mentre lo leggi, probabilmente non è ancora abbastanza “umano”: lavoraci con i consigli che ti ho scritto in questo articolo.

umanizzare i testi

Il valore umano nella scrittura resta centrale. È l’autore a dare profondità, sfumature, ironia, empatia e punti di vista autentici: elementi che rendono un contenuto riconoscibile ed efficace nel creare connessione con il lettore

Personalizzare un testo: cosa significa davvero

La personalizzazione di un testo scritto da AI è l’altro aspetto fondamentale di una scrittura efficace: significa adattare il testo a te, al tuo stile e al contesto in cui lo userai.

Se umanizzare significa farlo sembrare scritto da una persona, personalizzare significa farlo sembrare scritto da quella specifica persona per quel pubblico preciso.

Come abbiamo visto, umanizzare un testo significa:

  • cambiare il tono
  • inserire esempi, opinioni o dettagli utili a personalizzare
  • evitare frasi troppo standard
  • aggiungere emozione

Ma non solo. Personalizzare un testo significa anche prendere posizione ed esprimere con chiarezza il proprio punto di vista.

Non è necessario cercare di piacere a tutti: se hai un’opinione, puoi sostenerla con sincerità. Avere il coraggio di dire davvero ciò che pensi rende la scrittura più autentica, personale e credibile.

E poi: un testo personalizzato è un testo mirato, un testo scritto per un pubblico preciso. 

Ad esempio, il testo base, già umanizzato “Usare l’intelligenza artificiale può semplificare il lavoro e far risparmiare tempo.”

Puoi personalizzarlo per un imprenditore così:

“Se gestisci un’azienda, l’intelligenza artificiale può toglierti di mezzo molte attività ripetitive e liberare tempo per le decisioni strategiche.”

O personalizzarlo per uno studente:

“Se studi, l’intelligenza artificiale può aiutarti a riassumere meglio e a risparmiare ore sui compiti.”

Stessa idea, ma cambia completamente l’impatto.

Se umanizzare il testo significa farlo sembrare scritto da una persona reale, con uno stile naturale, fluido e autentico, personalizzare il testo significa farlo sembrare scritto apposta per chi legge, adattandolo ai suoi bisogni, interessi e al suo modo di comunicare.

È come se il tuo lettore dicesse: “sembra scritto per me”.

Riflessione finale

Usare l’AI per scrivere può essere molto utile, ma un buon contenuto non nasce semplicemente premendo “genera”. Perché un testo funzioni davvero, deve esserci anche qualcosa di tuo.

I testi più efficaci sono quelli che hanno una voce personale, che lasciano intravedere il tuo modo di pensare, il tuo stile, la tua sensibilità. Ed è proprio questo che, almeno per ora, nessuna AI può sostituire.

Se utilizzi l’AI per scrivere prova a rielaborare i testi, renderli più umani e personali seguendo questi consigli.

Noterai subito la differenza: il risultato sarà più autentico, più credibile e molto più vicino a te e ai tuoi lettori.

Fammi sapere 🙂

 

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È possibile riconoscere un testo scritto dall’intelligenza artificiale?

È possibile riconoscere un testo scritto dall’intelligenza artificiale?

I motivi per cui oggi cerchiamo di riconoscere i testi scritti dall’AI non sono da sottovalutare. L’ obiettivo non è penalizzare l’uso dell’AI in sé, ma verificare che i contenuti siano davvero utili e originali per chi legge

Sono moltissimi oggi i testi per il web scritti con l’intelligenza artificiale e saperli riconoscere non è sempre facile (e spesso nemmeno possibile con certezza), ma ci sono alcuni segnali tipici che puoi osservare. 

Bada bene però, guarda a questi segnali come delle indicazioni, non come prove definitive.

Tuttavia, quando si presentano congiuntamente nello stesso testo, vedremo che possono rendere più plausibile l’ipotesi di un utilizzo dell’AI.

Sappiamo inoltre che i programmi per il riconoscimento di testi scritti con AI (ad esempio GPTZero o Turnitin AI detector) possono sbagliare sia in negativo sia in positivo, rilevando la presenza della scrittura con AI anche dove non c’è.

Sono programmi che analizzano prevedibilità dei testi e stile linguistico ed essendo il linguaggio dei chatbot costruito su enormi dataset di testi umani, ha imparato a simulare stili, sfumature e persino errori tipici della scrittura umana, rendendo la distinzione sempre più difficile.

Riconoscere un testo autentico da uno scritto con l’AI rimane però importante per alcuni aspetti che andremo a vedere nella seconda parte di questo articolo, dopo aver analizzato i segnali della scrittura “robotica” di Chat GPT e simili.

Segnali comuni nei testi scritti da AI     

Aspetti che riguardano il contenuto, la sintassi e l’organizzazione del testo possono aiutarti a riconoscere i testi scritti con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Ecco i principali.

1.Stile molto uniforme e “pulito”

Non v’è dubbio che le frasi scritte da AI siano ben costruite e non presentino errori grammaticali. 

Sono testi piacevoli da leggere sembrano scritti “allo stesso livello”, senza cambiamenti di voce o ritmo. Manca un tono personale, emozionale e lo stile risulta piuttosto piatto.

Inoltre non ci sono sbavature e imperfezioni tipiche della scrittura spontanea. Non troverai mai, ad esempio, una e dopo la virgola (che non è sempre un errore) o una frase che inizia con un ma o un beh.

2.Struttura molto ordinata, quasi scolastica

L’AI tende a seguire schemi testuali con introduzioni, svolgimenti e conclusioni. Spesso, questi testi generati con Gemini, Claude o ChatGPT iniziano con una definizione e terminano con un riassunto che inizia con In conclusione o In sintesi. 

Anche la punteggiatura è ripetitiva e le frasi hanno spesso una lunghezza simile. Non trovi l’alternanza tra periodi lunghi e frasi brevi tipica della scrittura umana.

3.Utilizzo eccessivo degli elenchi

L’AI tende a proporre gli argomenti in modo schematizzato, con liste puntate o numerati, anche quando un discorso fluido sarebbe più naturale.

Utilizzare gli elenchi puntati o numerati non è un errore, anch’io ne faccio uso sia nella creazione di testi per pagine web sia nella redazione di articoli per il blog: la viualizzazione schematica della informazioni aiuta la comprensione e a memorizzare.

Gli elenchi proposti da AI sono però fin troppo schematici, spesso uguali come numero di parole impiegate e non vi è un minimo approfondimento, anche dove sarebbe necessario.

4.Utilizzo di parole di transizione e connettivi logici

Nei testi generati con l’AI abbondano di solito anche i connettivi testuali, cioè parole come perciò, inoltre, dunque, tuttavia, insomma, quindi, di conseguenza, usate per stabilire una relazione tra due parti e dare un senso a due frasi che apparentemente potrebbero sembrare sconnesse.

I connettivi conferiscono fluidità al testo e guidano il lettore attraverso il ragionamento, evidenziando relazioni di causa-effetto, di contrasto, o dii tempo. AI però ne fa un uso eccessivo, prova a farci caso.

5.L’uso continuo delle avversative

Questo è un altro aspetto tipico che ti permette di riconoscere e scovare i testi generati dall’AI sul web: l’uso continuo di proposizioni avversative. 

Parliamo di quelle frasi introdotte da congiunzioni come ma, però, tuttavia, anziché e che hanno la funzione di limitare o correggere quanto affermato nella coordinata principale.

L’uso delle avversative è normale in un testo approfondito, ciò che emerge qui è la frequenza con cui vengono utilizzate (molto spesso più volte nella parte centrale di un testo).

L’AI dimostra la sua neutralità (e non potrebbe essere diversamente) usando con costanza la struttura:

  • idea positiva + MA + limitazione o ridimensionamento

Ad esempio: L’idea è buona, ma manca di approfondimento

  • idea negativa + MA + integrazione

Ad esempio: Il testo non è molto approfondito, ma le idee sono buone

Possiamo parlare di una coerenza quasi sospetta: tutto sembra molto equilibrato, senza opinioni o prese di posizione, nessuna riflessione o dubbio, nessuna contraddizione tipica delle affermazioni umane.

6.Generalizzazioni e vaghezza

A livello di contenuto si nota come l’AI spesso eviti dettagli specifici e le sue risposte, anche se corrette, sono spesso generiche.

Usa frasi tipo: “È importante considerare che…” senza però citare esempi concreti.

Mancano riferimenti all’esperienza personale, aneddoti, opinioni. 

Non potendo attingere a esperienze di vita reale, gli esempi prodotti da AI risultano generici o stereotipati.

7.Ripetitività

Una caratteristica che viene sempre più spesso attribuita ai testi prodotti con strumenti come ChatGPT o software simili è la tendenza a ripetere lo stesso concetto con parole diverse.

Talvolta questa ripetizione riguarda persino la stessa frase, riformulata più volte con l’obiettivo di rafforzare il messaggio.

8.Gusto per l’enfasi

Nei testi generati da Chat GPT c’è in generale un gran gusto per l’enfasi: è tutto epocale, clamoroso e importantissimo.

Il linguaggio è particolarmente carico, intenso ed espressivo, con l’obiettivo di dare maggiore forza a ciò che si sostiene.

Con l’obiettivo di rafforzare un concetto è comune l’uso di parole forti o assolute come straordinario, fondamentale, incredibile.

Di conseguenza il testo risulta spesso artificiale o esagerato e i contenuti sembrano “gonfiati” e per niente naturali.

Molte sono poi le frasi d’effetto, soprattutto in chiusura di paragrafo.

Se poi ci si limita al copia-incolla…

Vediamo altri campanelli d’allarme di scrittura eseguita da AI, classici indizi di testi copiati senza aver eseguito nemmeno un minimo di editing (controloo del testo):

  • Titoli scritti con la maiuscola a ogni parola
  • Maiuscola dopo l’apertura dei due punti
  • Apostrofo dritto al posto di quello curvo
  • Uso abbondante del trattino lungo (—), un comune segno d’interpunzione usato per gli incisi e i dialoghi, molto diffuso nei testi anglosassoni ma meno in quelli italiani.

Inoltre, a quanto pare, i chatbot, amano usare gli emoji: il 70 per cento dei messaggi creati con ChatGPT ne contiene almeno uno, secondo un’analisi del Washington Post.

Insomma, se consideriamo questi segnali tutti insieme non è poi impossibile riconoscere un testo scritto da AI: certo non è qualcosa che si può provare con certezza ma in caso di necessità, come si suol dire, “più indizi fanno una prova”.

Per utilizzare l’AI in modo corretto, come aiuto nella creazione di testi, pui leggere: Scrivere con l’AI: le regole per non sbagliare e creare testi efficaci

Riconoscere testi scritti con AI

L’AI può essere un aiuto interessante per la scrittura dei testi, ma va considerata come un assistente e non come un sostituto del lavoro umano

 

Perché cercare di capire quali sono i testi scritti dall’AI?

Capire se un testo online è stato generato con l’Intelligenza Artificiale è diventato sempre più importante per garantire qualità, affidabilità e posizionamento sui motori di ricerca.

L’obiettivo non è penalizzare l’uso dell’AI in sé, ma verificare che i contenuti siano davvero utili, accurati e originali per chi li legge.

Evitare dunque la diffusione di contenuti generici, banali e “robotici” che non offrono un reale valore aggiunto.

Abbiamo visto che Google premia i contenuti che dimostrano Experience, Expertise, Authoritativeness, and Trustworthiness (E-E-A-T): di conseguenza garantire autenticità dei testi significa garantirne la qualità.

Puoi trovare un approfondimento a questo concetto all’articolo Cos’è la GEO, in cosa si differenzia dalla SEO e come creare contenuti ottimizzati GEO

Altro importante obiettivo è quello di assicurarsi che il sito non venga percepito dai motori di ricerca come un produttore di spam, il che porterebbe a una riduzione della visibilità danneggiando l’autorevolezza del dominio.

Ultimo ma non meno importante motivo riguarda la fiducia dei lettori, che amano sapere se stanno leggendo qualcosa di autentico o qualcosa di creato da una macchina. Se parliamo poi di settori delicati come la finanza o la salute conoscere la fonte delle informazioni e sapere che dietro allo schermo c’è un essere umano diventa ancora più importante.

Tutti gli aspetti che abbiamo visto, e che caratterizzano la scrittura dei chatbot, dovrebbero aiutare a far capire che nulla può sostituire la scrittura umana in termini di qualità.

Chi si occupa di comunicazione deve impegnarsi a migliorare l’approccio con i testi, pur utilizzando l’AI nel proprio lavoro.

Se si considera la questione in un contesto più ampio, che include correttezza, attribuzione delle idee, capacità di scrittura e valutazione delle competenze, emerge chiaramente che l’uso dell’AI dovrebbe essere consapevole, mediato e trasparente, così da valorizzarne il potenziale senza compromettere l’autenticità e la responsabilità individuale.

Non si tratta dunque di una caccia alle streghe, ma di un approccio consapevole a questi mezzi innovativi dalle tante facce.

 Se ti occupi di scrittura potresti seguire la sezione Copywriting sul mio blog oppure leggere i seguenti articoli:

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Nell’era dell’AI, imparare a scrivere per il web serve ancora?

Nell’era dell’AI, imparare a scrivere per il web serve ancora?

L’intelligenza artificiale ha cambiato il nostro rapporto con la scrittura ed è per molti un aiuto irrinunciabile. Cerchiamo di capirne utilità e confini di utilizzo.

Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale ha cambiato radicalmente il nostro rapporto con la scrittura. Oggi basta digitare una richiesta e, in pochi secondi, compare un testo ben formattato e pronto all’uso, per il web o per la carta.

Quello che un tempo richiedeva competenze, esperienza e tempo, ora è accessibile a chiunque in modo semplice.

E allora la domanda è inevitabile:

Ha ancora senso insegnare a scrivere per il web nell’era dell’AI?

Me lo chiedo da tempo, soprattutto pensando al mio Blog, che da oltre dieci anni condivide consigli di scrittura per il web con chi vuole imparare a gestire un Blog o si occupa di comunicazione aziendale.

Eh, a un certo punto ho pensato: forse oggi il mio Blog non serve più. 

Poi ho capito alcune cose.

Scrivere nell’era delle macchine

Prima di tutto è evidente come oggi scrivere non sia affatto difficile, anzi, l’AI crea apparentemente testi approfonditi e corretti.

Grammatica, struttura, chiarezza del testo: tutto questo è ormai “automatizzabile”.

Ciò che è difficile è scrivere qualcosa che abbia valore.

Il grosso limite dall’Ai è che non sa scrivere di esperienza, contesto, sensibilità. Ed è questo che rende un contenuto davvero efficace: avere qualcosa di autentico da dire.

Perché il problema oggi non è generare testo. Il problema è evitare di generare l’ennesimo testo uguale a mille altri.

E allora non ha più senso insegnare solo come scrivere. Ha senso insegnare anche cosa vale la pena scrivere, come sviluppare un punto di vista, come riconoscere un buon testo da uno generico e anche come usare l’AI senza diventare invisibili dentro testi tutti uguali.

Il fulcro è l’autenticità

Oggi chi legge è esposto a una quantità enorme di contenuti corretti (più o meno) e apparentemente ben fatti, anche se un occhio attento capisce al volo qual è il testo scritto dall’AI: brillante, confidenziale, con frasi brevi e con la classica chiusura stile aforisma.

Un testo perfetto ma generico si dimentica subito. Il testo che si ricorda è quel testo personale, pensato, autentico.

Quel testo in cui sono condivise esperienze, sensazioni, punti di vista.

E questo l’AI non lo può creare per te.

Allora penso che sì: ha ancora senso condividere consigli di scrittura, tecnici e non solo.

Un pò perché, anche dal punto di vista tecnico, con l’avvento dei motori di ricerca generativi, tante regole di scrittura sono cambiate (e probabilmente varieranno ancora). E ci sono tanti aspetti da conoscere, oggi come ieri, per scalare la serp di Google e per farci citare dall’AI.

E poi perché, in un mondo in cui tutti possono scrivere, la differenza la fa chi sa farlo bene e chi ha davvero qualcosa da dire.

L’AI come moltiplicatore di competenze

La sfida, oggi, non è quella di produrre più contenuti, ma quella di produrre contenuti che le persone e le AI vogliano leggere: contenuti personali, dai quali trasuda esperienza e umanità.

Superare quindi l’AI in qualità e connessione umana. 

Tornando al mio Blog, penso che sì, i miei consigli di scrittura possano ancora rivelarsi utili a chi sa distinguere i contenuti mediocri (fatti interamente dall’AI) dai contenuti di valore e vuole impegnarsi a crearli; testi creati da chi ha capito che l’AI va utilizzata come strumento, non come sostituto. 

Sappiamo che l’AI non può replicare l’esperienza diretta, quell’esperienza che Google premia quando deve scegliere quale contenuto proporre nella serp. E non è un caso.

Ed ecco che torna importante parlare di tecniche di scrittura e della loro evoluzione. Questo perché i consigli di scrittura si sono evoluti per ottimizzare i testi in modo che il contenuto sia leggibile dalle macchine e utile agli esseri umani.

Parliamo di GEO (Generative Engine Optimization), puoi trovare un approfondimento nel mio recente articolo: Cos’è la GEO, in cosa si differenzia dalla SEO e come creare contenuti ottimizzati GEO.

Di conseguenza, i migliori contenuti derivano da un approccio mediato: l’AI gestisce la bozza iniziale, mentre l’umano rifinisce il tono, verifica l’accuratezza e inserisce la personalizzazione. 

In conclusione, credo proprio che, parafrasando le parole del filosofo Luciano Floridi:

“L’intelligenza artificiale aiuta chi le cose le sa fare”

Mi piace vedere l’AI come un moltiplicatore di competenze, non un sostituto di preparazione e talento.

Se sai già dove vuoi arrivare, l’Ai è come un’assistente instancabile che ti semplifica il lavoro preparatorio, velocizza la ricerca e ti offre spunti per superare il blocco creativo. 

Se invece non conosci la materia e ti improvvisi scrittore rischi di non accorgerti degli errori o di produrre risultati piatti e mediocri.

Insomma,

Se per l’esperto l’AI è un superpotere, per il neofita è una stampella che aiuta a camminare, ma non insegna a correre.

Il valore vero oggi non è più solo nel “saper fare”, ma nel saper guidare la macchina per ottenere il massimo.

Ed è questo che insegno nei miei corsi di scrittura e condivido nel Blog di AEsse.

Se ti interessa saperne di più sulla scrittura mediata dall’intelligenza artificiale puoi leggere:

Nell’interessante approfondimento di RSI (Radiotelevisione Svizzera) La scrittura umana è destinata all’estinzione? si evidenzia come “nell’85% dei casi dietro ai contenuti in testa alle liste dei motori di ricerca ci sia la mano di un essere umano”, a conferma che l’esperienza umana non è sostituibile.

Insomma, anche nell’era delle macchine il web ha bisogno di noi 🙂

 

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Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

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Scrivere con l’AI: le regole per non sbagliare e creare testi efficaci

Scrivere con l’AI: le regole per non sbagliare e creare testi efficaci

L’AI può essere un aiuto interessante per scrivere testi destinati al proprio pubblico, a patto di seguire alcuni accorgimenti quali l’approfondimento, la personalizzazione e la verifica delle fonti

Nell’ultimo mese mi sono occupata del restyling del sito web di un cliente che, nel corso degli anni, ha variato e ampliato la sua attività.

Il figlio del titolare aveva già creato con l’AI  e inserito parte dei testi sul sito web, ma il tutto era da rivedere, migliorare e ottimizzare.

Come ho scritto nell’articolo Scrivere testi con l’intelligenza artificiale (AI copywriting): gli errori da evitare, l’AI può essere un aiuto interessante se utilizzata nel modo giusto, ossia come un supporto che ti aiuta a produrre contenuti utili e originali.

Se invece viene considerata come un metodo semplice ed economico per creare testi risparmiando tempo o l’aiuto di un copywriter, il rischio è quello di compromettere la qualità dei contenuti e la visibilità nei motori di ricerca con conseguente penalizzazione del sito web da parte di Google.

Trovi un approfondimento, in inglese, su linee guida e parametri di riferimento di Google inerenti alla pubblicazione di contenuti a  questo link.

Vediamo in questo articolo alcuni consigli su come usare l’AI per creare testi efficaci e non commettere errori grossolani.

Infine, ultimo ma non meno importante, vedremo un approfondimento sull’importanza delle fonti

Questo perché c’è un dato che non puoi ignorare: uno studio recente di NewsGuard (Fonte SEOZoom) ha svelato che i principali modelli di Intelligenza Artificiale generano informazioni false o inesatte su argomenti specifici nel 35% dei casi.

Insomma, se chiedi un’informazione a ChatGPT o Gemini, c’è una probabilità su tre che la risposta contenga errori.

Ma bada bene: non parliamo di errori interpretativi, ma di errori fattuali, ossia errori che riguardano aspetti concreti, reali e verificabili. 

Come usare l’AI per creare testi

Se ben utilizzato, l’AI è uno strumento utile per scrivere testi. 

Personalmente la utilizzo come strumento di brainstorming, ossia come fonte di ispirazione e raccolta di idee: mi serve in sostanza per la creazione di una scaletta di scrittura da rivedere e approfondire.

Come procedere?

Vediamo insieme un buon metodo di utilizzo, per sfruttare appieno le potenzialità dell’AI.

Come prima cosa inserisci nel prompt ciò che vuoi sapere.

Parti da una richiesta chiara: più la domanda è specifica migliori saranno i risultati.

Ti spiego come procedo io. In sostanza, inserisco la domanda di cui voglio conoscere la visione che già esiste sul web, ne verifico le fonti di provenienza, trascrivo e approfondisco.

Recupero le parti di testo che reputo interessanti, faccio poi una sorta di editing eliminando giri di parole, ripetizioni o errori (fidati, ci sono).

Lavoro sul testo per renderlo più umano, empatico e in sintonia con i miei lettori: aspetto importantissimo, che approfondisco nel paragrafo che segue.

Modifico quelle frasi che non sono scritte con il mio stile e utilizzo il tono di voce che uso abitudinariamente in quel contesto.

Integro il testo con approfondimenti cercando di rispondere a dubbi o domande. 

Inserisco la mia esperienza diretta in merito e cito esempi.

Alcuni utilizzano l’AI anche per la fase di revisione del testo, io preferisco investirci più tempo e fare un controllo minuzioso, verificando personalmente ogni dubbio anche con l’utilizzo del dizionario.

Solo se utilizzata in questo modo l’AI copywriting consente di migliorare il proprio lavoro di scrittura e di creare testi persuasivi e coinvolgenti destinati ai propri lettori. 

Come “umanizzare il testo”

Come ho scritto poco sopra è fondamentale “umanizzare il testo” creato dall’intelligenza artificiale. Ma cosa significa in pratica?

“Umanizzare un testo” significa renderlo più naturale, chiaro e vicino al modo in cui parlano o scrivono le persone rispetto alla versione fredda e standardizzata fornita dall’AI.

In pratica vuol dire:

  • usare un tono più conversazionale
  • semplificare frasi troppo complesse
  • togliere ripetizioni
  • rendere le frasi più scorrevoli (l’AI tende a schematizzare fornendo le risposte in elenchi)
  • aggiungere empatia

Si deve sentire che c’è una persona dietro il testo, non una macchina.

Ti faccio un esempio di testo freddo: Il presente documento ha l’obiettivo di fornire informazioni utili all’utente finale.

Testo più umano: Questo testo serve a darti informazioni utili in modo semplice e chiaro.

Meglio la seconda versione, non credi?

Se vuoi approfondire il tema della scrittura empatica ti consiglio di leggere: Come scrivere (e comunicare) con empatia

Come personalizzare un testo scritto dall’intelligenza artificiale

La personalizzazione di un testo scritto da AI è l’altro aspetto fondamentale di una scrittura efficace: significa adattare il testo a te, al tuo stile e al contesto in cui lo userai.

In pratica significa:

  • cambiare il tono (utilizza il tuo tono abituale, ossia formale, amichevole, professionale, ironico…)
  • inserire esempi, opinioni o dettagli utili a personalizzare
  • rendere il testo coerente con chi sei e con chi lo leggerà
  • evitare frasi troppo standard o impersonali

Sull’importanza del tono di voce puoi leggere: Copywriting: guida alla scelta del tono di voce

Ecco un paio di  esempi.

Testo di base ChatGPT: Sono lieto di presentare questo progetto, che mira a migliorare l’esperienza dell’utente.
Testo personalizzato: Voglio raccontarti questo progetto, nato dall’idea di rendere tutto più semplice e utile per chi lo usa ogni giorno.

Prima: Il servizio offre soluzioni efficienti e innovative.
Dopo: Con questo servizio cerco soluzioni pratiche che funzionino davvero, senza complicazioni inutili.

Ricorda:

Personalizzare significa far sembrare il testo tuo, non solo corretto da te.

L’AI per migliorare testi già scritti

L’AI può essere utile anche per migliorare lo stile di scrittura, superare il blocco creativo o riformulare un testo che ti sembra scritto male.

Infatti puoi anche copiare (incollare) nel prompt un testo che non ti convince e chiedere, ad esempio:

  • scrivilo in modo più persuasivo
  • adattalo ai social
  • adattalo a una email

Se ti mancano le idee puoi chiedere, ad esempio:

  • Dammi 10 idee per post su nutrizione e fitness.
  • Crea una scaletta per un articolo su…

Quello che ti raccomando è di fare attenzione agli errori comuni e di non copiare la versione dell’AI senza leggere.
Fai attenzione anche alle maiuscole messe ovunque e, infine, verifica le informazioni importanti.

Puoi approfondire leggendo il mio articolo: Scrivere testi con l’intelligenza artificiale (AI copywriting): gli errori da evitare

Se ti trovi in difficoltà con lo scrivere un titolo puoi chiedere suggerimenti all’AI, specificando contesto e tematica.

Se vuoi qualche consiglio su come scrivere titoli efficaci puoi leggere: Come scrivere un buon titolo ai tuoi post per il Blog: le tecniche più efficaci

Come capire se le fonti sono affidabili?

Dipende un po’ da cosa devi cercare. In linea di massima la scuola di giornalismo insegna che sono affidabili le fonti che riporto qui sotto.

Per dati, leggi, salute, economia affidati alle Istituzioni ufficiali: Governo (.gov), ISTAT, OMS, Ministero della Salute, Unione Europea.

Per tematiche che rigurdano scienza, storia e tecnologia affidati a PubMed o Siti di Università.

Al giornalismo serio per attualità: BBC, Reuters, ANSA, Il Sole 24 Ore, The Guardian. Meglio se la notizia è confermata da più testate.

Puoi fidarti di enciclopedie come Treccani o anche Wikipedia (buona base, ma controlla sempre le fonti sotto).

Fai invece attenzione agli articoli di blog senza autore, post social come unica fonte, video senza riferimenti e quei siti pieni di pubblicità o titoli “acchiappaclic”, tecnica di marketing online che utilizza titoli sensazionalistici, fuorvianti o emotivi per spingere gli utenti a cliccare su un link. Il suo scopo principale è generare traffico e aumentare le rendite pubblicitarie.

Ricapitolando, per capire se il contenuto è affidabile chiediti:

  • Chi l’ha scritto?
  • È aggiornato?
  • Cita fonti autorevoli?
  • Vuole informare o vendere/spaventare?
  • È confermato altrove?

Bene, abbiamo visto in questo articolo come puoi utilizzare l’AI in modo utile e corretto e come fare un’attenta verifica delle fonti.

Spero sia tutto chiaro. In caso contrario scrivimi nel box qui sotto, ti risponderò con piacere.

 Se ti occupi di scrittura potresti seguire la sezione Copywriting sul mio blog oppure leggere i seguenti articoli:

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Imparerai come gestire un blog, come creare un calendario editoriale e come costruire un post.

Se ti interessa approfondire e vuoi conoscere le tecniche di scrittura più efficaci per il web visita la pagina Corso Copywriting sul mio sito web.

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Scrivere testi con l’intelligenza artificiale (AI copywriting): gli errori da evitare

Scrivere testi con l’intelligenza artificiale (AI copywriting): gli errori da evitare

Errori grammaticali ma anche di contenuto, tono di voce non personale e generalizzazioni. Con l’AI puoi creare testi convincenti, ma fai attenzione

L’AI copywriting è l’utilizzo di intelligenza artificiale per la creazione di testi destinati al marketing e alla comunicazione online e offline. 

Parliamo di  testi da inserire nelle pagine di siti web, testi per articoli di blog e newsletter o per social media, ma anche di testi destinati alla stampa di brochure o PDF. 

Tra gli strumenti più utilizzati che ti permettono di creare testi troviamo Chat GPT e Claude AI. 

Vediamo in cosa si differenziano e qualche consiglio di utilizzo per non cadere in errore.

Scrivere con la AI: i limiti e utilizzi

Prima di tutto ci tengo a sottolineare che l’utilizzo di questi strumenti può servire da supporto alla fase di creazione e scrittura dei testi, non sostituire completamente il processo di scrittura.

Il mio consiglio è quello di utilizzarli in una sorta di brainstorming, per raccogliere e valutare idee o per fornire una scaletta di stesura di cui però approfondire fonti e informazioni.

La propria esperienza e la propria creatività rimangono alla base di ogni processo di scrittura, tanto più nella pubblicità dove la personalizzazione e il tono di voce sono indispensabili. 

Claude vs Chat GPT

Claude AI e Chat GPT sono due tra gli strumenti più utilizzati per scrivere testi: sono molto simili come utilizzo, ma con qualche differenza di risultato.

Claude scrive testi con uno stile conciso ma anche personalizzato, ChatGPT si caratterizza invece per uno stile didascalico, meno incisivo e più piatto ma versatile e intuitivo.

Claude AI è progettato per offrire risposte ben strutturate e approfondite, con una forte enfasi sulla sicurezza e l’affidabilità delle risposte restituite.

Inoltre  dispone una finestra contestuale molto ampia che gli consente di analizzare testi molto lunghi e complessi e si presta dunque anche alla creazione PDF.

Chat GPT è invece noto per la sua capacità di produrre contenuti creativi in diversi stili, immagini comprese, offrendo più flessibilità di utilizzo.

In sostanza, scegli ClaudeAI se:

  • Hai bisogno di elaborare e analizzare lunghi documenti o PDF
  • Preferisci  la fluidità e la naturalezza del linguaggio 
  • La sicurezza è per te una priorità (Claude è stato progettato con un forte accento su etica e sicurezza, utilizzando la Constitutional AI per guidare le sue risposte e ridurre i contenuti dannosi)

Scegli ChatGPT se:

  • Hai bisogno di un testo versatile, da utilizzare ad esempio su social diversi
  • Desideri creare immagini, navigare sul web o utilizzare funzioni vocali
  • La creatività è fondamentale per il tuo lavoro (ma non è il tuo forte)

Personalmente, utilizzo Claude AI per la creazione di testi scientifici e che necessitano di informazioni approfondite e dettagliate; scelgo invece Chat GPT per creare didascalie o testi brevi per i social media.

Errori che commette l’AI (ossia errori che commetti tu, se fai copia-incolla)

L’AI è senza dubbio un aiuto prezioso nella scrittura di testi e, anche se produce contenuti a prima vista ben strutturati e scorrevoli, commette una serie di errori grossolani ed evidenti che nulla hanno a che vedere con il mestiere del copywriter. 

Vediamoli insieme.

errori AI copywriting

I più comuni errori che compie l’intelligenza artificiale nella scrittura di un testo

 

1.Errori di contenuto

Forse non sai che l’AI non distingue tra fonti affidabili e fonti non affidabili, finendo così per mescolare informazioni vere con informazioni false. Il problema è che lo fa in modo convincente e tu ti accorgi dell’errore solo se di quell’argomento sei informato.

Talvolta inserisce testi tra loro in contraddizione (tra un paragrafo e l’altro) o commette errori grammaticali.

Inoltre l’AI può inventare statistiche, citazioni o interi casi studio. 

Fidarsi è un grosso rischio, dal momento che abbiamo a che fare con la credibilità del nostro brand. 

Per questo motivo, ricorda di verificare sempre le fonti.

C’è anche il rischio che l’AI possa fornire informazioni non aggiornate. Dal momento che l’archivio base di molti modelli non è aggiornato in tempo reale, le informazioni su trend del momento o su nuove normative potrebbero non essere corrette. 

Ricorda che se l’IA genera un testo con consigli sbagliati o pericolosi la responsabilità finale ricade su chi pubblica.

Google stesso condivide una serie di suggerimenti da seguire per il controllo delle informazioni che si trovano in rete.

2.Stile poco naturale

L’AI ( e ChatGPT in particolare) struttura i paragrafi in modo uniforme, molto spesso con elenchi puntati e senza il minimo approfondimento, risultando poco naturale.

È insomma troppo formale, mancando della spontaneità tipica della scrittura umana. 

Ad esempio, nei testi creati con l’intelligenza artificiale non troverai mai una frase che inizia con ma, con un se o con una domanda: tutti i contenuti hanno la classica struttura composta da un’introduzione, una spiegazione, l’indicazione di punti di vista alterativi e una conclusione.

3.Tono di voce non personale

L’AI produce testi generici e privi di personalità, con un tono di voce piatto  e banale. E questa cosa si nota: il tono di voce è unico per ogni brand e l’AI non potrà mai sostituirlo.

4.Superficialità 

L’AI si limita a riassumere e riportare ciò che trova in rete e manca perciò di originalità.

Di ogni informazione si ferma in superficie: non sviluppa argomentazioni complesse. 

Per fare la differenza in rete, come ho scritto più volte, è necessario farsi ricordare. E per farsi ricordare è necessario scrivere testi coinvolgenti, approfonditi, testi con una propria personalità.

5.Errori d’interpretazione

Nei testi complessi, l’AI non sempre coglie sfumature, ironie e giri di parole, riportando di conseguenza un testo non chiaro nel contenuto.

6.Generalizzazione

Utilizza spesso termini quali “in linea generale”, “generalizzando”, “molti pensano che” evitando posizioni nette e risultando poco incisiva e per niente convincente.

7.Penalizzazione

Ultimo aspetto ma non meno importante, anzi!

Forse non lo sai, ma Google penalizza i contenuti duplicati. 

E che, se da un lato non vieta di pubblicare testi scritti con l’intelligenza artificiale, dall’altro parla di di penalizzazione per i contenuti di bassa qualità. E sottolinea che il lavoro svolto dall’AI è a rischio.

Pur non vietando la pubblicazione di testi generati dall’intelligenza artificiale, Google evidenzia che i contenuti di scarsa qualità possono essere penalizzati, mettendo così a rischio il lavoro prodotto dall’AI.

Le pagine e i siti web che non contengono contenuti originali ricevono una valutazione bassa secondo Google, e questo rappresenta un ostacolo per una pagina o un sito web che cerca di ottenere visibilità online.

In sostanza:

Se consideri l’AI come un supporto che ti aiuta a produrre contenuti utili e originali, può diventare uno strumento interessante.
Se invece la consideri come un metodo semplice ed economico per creare testi risparmiando tempo, sei fuori strada: r
ischi solo di compromettere la qualità dei tuoi testi e la visibilità nei motori di ricerca.

Come usare l’IA per creare testi

Personalmente utilizzo l’IA come strumento di brainstorming e di creazione di scaletta di scrittura: inserisco la domanda di cui voglio conoscere la visione che già esiste sul web e ne verifico le fonti di provenienza.

Controllo termini tecnici che non conosco e acronimi.

Recupero le parti di testo che reputo interessanti, faccio poi una sorta di editing eliminando giri di parole e ripetizioni.

Cerco poi di umanizzare il testo e di renderlo più empatico.

Modifico quelle frasi che non sono scritte con il mio stile e utilizzo il tono di voce che uso abitudinariamente in quel contesto.

Integro il testo con approfondimenti cercando di rispondere a dubbi o domande. 

Se è il caso inserisco la mia esperienza diretta in merito e cito esempi.

Alcuni utilizzano l’AI anche per la fase di revisione del testo, io preferisco investirci più tempo e fare un controllo minuzioso, come del resto ho sempre fatto.

Solo se utilizzata in questo modo l’AI copywriting consente di migliorare il proprio lavoro di scrittura e di creare testi persuasivi e coinvolgenti destinati al proprio pubblico. 

Tu cosa ne pensi? Usi anche tu l’AI per creare i testi?

Siamo giunti alla fine. Se mi hai seguita fin qui significa che anche tu scrivi testi e ti interessa approfondire il tema dell’AI copywriting.

Potresti allora leggere il mio ultimo articolo: Scrivere con l’AI: le regole per non sbagliare e creare testi efficaci

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