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Nell’era dell’AI, imparare a scrivere per il web serve ancora?

Nell’era dell’AI, imparare a scrivere per il web serve ancora?

L’intelligenza artificiale ha cambiato il nostro rapporto con la scrittura ed è per molti un aiuto irrinunciabile. Cerchiamo di capirne utilità e confini di utilizzo.

Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale ha cambiato radicalmente il nostro rapporto con la scrittura. Oggi basta digitare una richiesta e, in pochi secondi, compare un testo ben formattato e pronto all’uso, per il web o per la carta.

Quello che un tempo richiedeva competenze, esperienza e tempo, ora è accessibile a chiunque in modo semplice.

E allora la domanda è inevitabile:

Ha ancora senso insegnare a scrivere per il web nell’era dell’AI?

Me lo chiedo da tempo, soprattutto pensando al mio Blog, che da oltre dieci anni condivide consigli di scrittura per il web con chi vuole imparare a gestire un Blog o si occupa di comunicazione aziendale.

Eh, a un certo punto ho pensato: forse oggi il mio Blog non serve più. 

Poi ho capito alcune cose.

Scrivere nell’era delle macchine

Prima di tutto è evidente come oggi scrivere non sia affatto difficile, anzi, l’AI crea apparentemente testi approfonditi e corretti.

Grammatica, struttura, chiarezza del testo: tutto questo è ormai “automatizzabile”.

Ciò che è difficile è scrivere qualcosa che abbia valore.

Il grosso limite dall’Ai è che non sa scrivere di esperienza, contesto, sensibilità. Ed è questo che rende un contenuto davvero efficace: avere qualcosa di autentico da dire.

Perché il problema oggi non è generare testo. Il problema è evitare di generare l’ennesimo testo uguale a mille altri.

E allora non ha più senso insegnare solo come scrivere. Ha senso insegnare anche cosa vale la pena scrivere, come sviluppare un punto di vista, come riconoscere un buon testo da uno generico e anche come usare l’AI senza diventare invisibili dentro testi tutti uguali.

Il fulcro è l’autenticità

Oggi chi legge è esposto a una quantità enorme di contenuti corretti (più o meno) e apparentemente ben fatti, anche se un occhio attento capisce al volo qual è il testo scritto dall’AI: brillante, confidenziale, con frasi brevi e con la classica chiusura stile aforisma.

Un testo perfetto ma generico si dimentica subito. Il testo che si ricorda è quel testo personale, pensato, autentico.

Quel testo in cui sono condivise esperienze, sensazioni, punti di vista.

E questo l’AI non lo può creare per te.

Allora penso che sì: ha ancora senso condividere consigli di scrittura, tecnici e non solo.

Un pò perché, anche dal punto di vista tecnico, con l’avvento dei motori di ricerca generativi, tante regole di scrittura sono cambiate (e probabilmente varieranno ancora). E ci sono tanti aspetti da conoscere, oggi come ieri, per scalare la serp di Google e per farci citare dall’AI.

E poi perché, in un mondo in cui tutti possono scrivere, la differenza la fa chi sa farlo bene e chi ha davvero qualcosa da dire.

L’AI come moltiplicatore di competenze

La sfida, oggi, non è quella di produrre più contenuti, ma quella di produrre contenuti che le persone e le AI vogliano leggere: contenuti personali, dai quali trasuda esperienza e umanità.

Superare quindi l’AI in qualità e connessione umana. 

Tornando al mio Blog, penso che sì, i miei consigli di scrittura possano ancora rivelarsi utili a chi sa distinguere i contenuti mediocri (fatti interamente dall’AI) dai contenuti di valore e vuole impegnarsi a crearli; testi creati da chi ha capito che l’AI va utilizzata come strumento, non come sostituto. 

Sappiamo che l’AI non può replicare l’esperienza diretta, quell’esperienza che Google premia quando deve scegliere quale contenuto proporre nella serp. E non è un caso.

Ed ecco che torna importante parlare di tecniche di scrittura e della loro evoluzione. Questo perché i consigli di scrittura si sono evoluti per ottimizzare i testi in modo che il contenuto sia leggibile dalle macchine e utile agli esseri umani.

Parliamo di GEO (Generative Engine Optimization), puoi trovare un approfondimento nel mio recente articolo: Cos’è la GEO, in cosa si differenzia dalla SEO e come creare contenuti ottimizzati GEO.

Di conseguenza, i migliori contenuti derivano da un approccio mediato: l’AI gestisce la bozza iniziale, mentre l’umano rifinisce il tono, verifica l’accuratezza e inserisce la personalizzazione. 

In conclusione, credo proprio che, parafrasando le parole del filosofo Luciano Floridi:

“L’intelligenza artificiale aiuta chi le cose le sa fare”

Mi piace vedere l’AI come un moltiplicatore di competenze, non un sostituto di preparazione e talento.

Se sai già dove vuoi arrivare, l’Ai è come un’assistente instancabile che ti semplifica il lavoro preparatorio, velocizza la ricerca e ti offre spunti per superare il blocco creativo. 

Se invece non conosci la materia e ti improvvisi scrittore rischi di non accorgerti degli errori o di produrre risultati piatti e mediocri.

Insomma,

Se per l’esperto l’AI è un superpotere, per il neofita è una stampella che aiuta a camminare, ma non insegna a correre.

Il valore vero oggi non è più solo nel “saper fare”, ma nel saper guidare la macchina per ottenere il massimo.

Ed è questo che insegno nei miei corsi di scrittura e condivido nel Blog di AEsse.

Se ti interessa saperne di più sulla scrittura mediata dall’intelligenza artificiale puoi leggere:

Nell’interessante approfondimento di RSI (Radiotelevisione Svizzera) La scrittura umana è destinata all’estinzione? si evidenzia come “nell’85% dei casi dietro ai contenuti in testa alle liste dei motori di ricerca ci sia la mano di un essere umano”, a conferma che l’esperienza umana non è sostituibile.

Insomma, anche nell’era delle macchine il web ha bisogno di noi 🙂

 

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Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

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Scrivere con l’AI: le regole per non sbagliare e creare testi efficaci

Scrivere con l’AI: le regole per non sbagliare e creare testi efficaci

L’AI può essere un aiuto interessante per scrivere testi destinati al proprio pubblico, a patto di seguire alcuni accorgimenti quali l’approfondimento, la personalizzazione e la verifica delle fonti

Nell’ultimo mese mi sono occupata del restyling del sito web di un cliente che, nel corso degli anni, ha variato e ampliato la sua attività.

Il figlio del titolare aveva già creato con l’AI  e inserito parte dei testi sul sito web, ma il tutto era da rivedere, migliorare e ottimizzare.

Come ho scritto nell’articolo Scrivere testi con l’intelligenza artificiale (AI copywriting): gli errori da evitare, l’AI può essere un aiuto interessante se utilizzata nel modo giusto, ossia come un supporto che ti aiuta a produrre contenuti utili e originali.

Se invece viene considerata come un metodo semplice ed economico per creare testi risparmiando tempo o l’aiuto di un copywriter, il rischio è quello di compromettere la qualità dei contenuti e la visibilità nei motori di ricerca con conseguente penalizzazione del sito web da parte di Google.

Trovi un approfondimento, in inglese, su linee guida e parametri di riferimento di Google inerenti alla pubblicazione di contenuti a  questo link.

Vediamo in questo articolo alcuni consigli su come usare l’AI per creare testi efficaci e non commettere errori grossolani.

Infine, ultimo ma non meno importante, vedremo un approfondimento sull’importanza delle fonti

Questo perché c’è un dato che non puoi ignorare: uno studio recente di NewsGuard (Fonte SEOZoom) ha svelato che i principali modelli di Intelligenza Artificiale generano informazioni false o inesatte su argomenti specifici nel 35% dei casi.

Insomma, se chiedi un’informazione a ChatGPT o Gemini, c’è una probabilità su tre che la risposta contenga errori.

Ma bada bene: non parliamo di errori interpretativi, ma di errori fattuali, ossia errori che riguardano aspetti concreti, reali e verificabili. 

Come usare l’AI per creare testi

Se ben utilizzato, l’AI è uno strumento utile per scrivere testi. 

Personalmente la utilizzo come strumento di brainstorming, ossia come fonte di ispirazione e raccolta di idee: mi serve in sostanza per la creazione di una scaletta di scrittura da rivedere e approfondire.

Come procedere?

Vediamo insieme un buon metodo di utilizzo, per sfruttare appieno le potenzialità dell’AI.

Come prima cosa inserisci nel prompt ciò che vuoi sapere.

Parti da una richiesta chiara: più la domanda è specifica migliori saranno i risultati.

Ti spiego come procedo io. In sostanza, inserisco la domanda di cui voglio conoscere la visione che già esiste sul web, ne verifico le fonti di provenienza, trascrivo e approfondisco.

Recupero le parti di testo che reputo interessanti, faccio poi una sorta di editing eliminando giri di parole, ripetizioni o errori (fidati, ci sono).

Lavoro sul testo per renderlo più umano, empatico e in sintonia con i miei lettori: aspetto importantissimo, che approfondisco nel paragrafo che segue.

Modifico quelle frasi che non sono scritte con il mio stile e utilizzo il tono di voce che uso abitudinariamente in quel contesto.

Integro il testo con approfondimenti cercando di rispondere a dubbi o domande. 

Inserisco la mia esperienza diretta in merito e cito esempi.

Alcuni utilizzano l’AI anche per la fase di revisione del testo, io preferisco investirci più tempo e fare un controllo minuzioso, verificando personalmente ogni dubbio anche con l’utilizzo del dizionario.

Solo se utilizzata in questo modo l’AI copywriting consente di migliorare il proprio lavoro di scrittura e di creare testi persuasivi e coinvolgenti destinati ai propri lettori. 

Come “umanizzare il testo”

Come ho scritto poco sopra è fondamentale “umanizzare il testo” creato dall’intelligenza artificiale. Ma cosa significa in pratica?

“Umanizzare un testo” significa renderlo più naturale, chiaro e vicino al modo in cui parlano o scrivono le persone rispetto alla versione fredda e standardizzata fornita dall’AI.

In pratica vuol dire:

  • usare un tono più conversazionale
  • semplificare frasi troppo complesse
  • togliere ripetizioni
  • rendere le frasi più scorrevoli (l’AI tende a schematizzare fornendo le risposte in elenchi)
  • aggiungere empatia

Si deve sentire che c’è una persona dietro il testo, non una macchina.

Ti faccio un esempio di testo freddo: Il presente documento ha l’obiettivo di fornire informazioni utili all’utente finale.

Testo più umano: Questo testo serve a darti informazioni utili in modo semplice e chiaro.

Meglio la seconda versione, non credi?

Se vuoi approfondire il tema della scrittura empatica ti consiglio di leggere: Come scrivere (e comunicare) con empatia

Come personalizzare un testo scritto dall’intelligenza artificiale

La personalizzazione di un testo scritto da AI è l’altro aspetto fondamentale di una scrittura efficace: significa adattare il testo a te, al tuo stile e al contesto in cui lo userai.

In pratica significa:

  • cambiare il tono (utilizza il tuo tono abituale, ossia formale, amichevole, professionale, ironico…)
  • inserire esempi, opinioni o dettagli utili a personalizzare
  • rendere il testo coerente con chi sei e con chi lo leggerà
  • evitare frasi troppo standard o impersonali

Sull’importanza del tono di voce puoi leggere: Copywriting: guida alla scelta del tono di voce

Ecco un paio di  esempi.

Testo di base ChatGPT: Sono lieto di presentare questo progetto, che mira a migliorare l’esperienza dell’utente.
Testo personalizzato: Voglio raccontarti questo progetto, nato dall’idea di rendere tutto più semplice e utile per chi lo usa ogni giorno.

Prima: Il servizio offre soluzioni efficienti e innovative.
Dopo: Con questo servizio cerco soluzioni pratiche che funzionino davvero, senza complicazioni inutili.

Ricorda:

Personalizzare significa far sembrare il testo tuo, non solo corretto da te.

L’AI per migliorare testi già scritti

L’AI può essere utile anche per migliorare lo stile di scrittura, superare il blocco creativo o riformulare un testo che ti sembra scritto male.

Infatti puoi anche copiare (incollare) nel prompt un testo che non ti convince e chiedere, ad esempio:

  • scrivilo in modo più persuasivo
  • adattalo ai social
  • adattalo a una email

Se ti mancano le idee puoi chiedere, ad esempio:

  • Dammi 10 idee per post su nutrizione e fitness.
  • Crea una scaletta per un articolo su…

Quello che ti raccomando è di fare attenzione agli errori comuni e di non copiare la versione dell’AI senza leggere.
Fai attenzione anche alle maiuscole messe ovunque e, infine, verifica le informazioni importanti.

Puoi approfondire leggendo il mio articolo: Scrivere testi con l’intelligenza artificiale (AI copywriting): gli errori da evitare

Se ti trovi in difficoltà con lo scrivere un titolo puoi chiedere suggerimenti all’AI, specificando contesto e tematica.

Se vuoi qualche consiglio su come scrivere titoli efficaci puoi leggere: Come scrivere un buon titolo ai tuoi post per il Blog: le tecniche più efficaci

Come capire se le fonti sono affidabili?

Dipende un po’ da cosa devi cercare. In linea di massima la scuola di giornalismo insegna che sono affidabili le fonti che riporto qui sotto.

Per dati, leggi, salute, economia affidati alle Istituzioni ufficiali: Governo (.gov), ISTAT, OMS, Ministero della Salute, Unione Europea.

Per tematiche che rigurdano scienza, storia e tecnologia affidati a PubMed o Siti di Università.

Al giornalismo serio per attualità: BBC, Reuters, ANSA, Il Sole 24 Ore, The Guardian. Meglio se la notizia è confermata da più testate.

Puoi fidarti di enciclopedie come Treccani o anche Wikipedia (buona base, ma controlla sempre le fonti sotto).

Fai invece attenzione agli articoli di blog senza autore, post social come unica fonte, video senza riferimenti e quei siti pieni di pubblicità o titoli “acchiappaclic”, tecnica di marketing online che utilizza titoli sensazionalistici, fuorvianti o emotivi per spingere gli utenti a cliccare su un link. Il suo scopo principale è generare traffico e aumentare le rendite pubblicitarie.

Ricapitolando, per capire se il contenuto è affidabile chiediti:

  • Chi l’ha scritto?
  • È aggiornato?
  • Cita fonti autorevoli?
  • Vuole informare o vendere/spaventare?
  • È confermato altrove?

Bene, abbiamo visto in questo articolo come puoi utilizzare l’AI in modo utile e corretto e come fare un’attenta verifica delle fonti.

Spero sia tutto chiaro. In caso contrario scrivimi nel box qui sotto, ti risponderò con piacere.

 Se ti occupi di scrittura potresti seguire la sezione Copywriting sul mio blog oppure leggere i seguenti articoli:

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Se ti interessa approfondire e vuoi conoscere le tecniche di scrittura più efficaci per il web visita la pagina Corso Copywriting sul mio sito web.

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Scrivere testi con l’intelligenza artificiale (AI copywriting): gli errori da evitare

Scrivere testi con l’intelligenza artificiale (AI copywriting): gli errori da evitare

Errori grammaticali ma anche di contenuto, tono di voce non personale e generalizzazioni. Con l’AI puoi creare testi convincenti, ma fai attenzione

L’AI copywriting è l’utilizzo di intelligenza artificiale per la creazione di testi destinati al marketing e alla comunicazione online e offline. 

Parliamo di  testi da inserire nelle pagine di siti web, testi per articoli di blog e newsletter o per social media, ma anche di testi destinati alla stampa di brochure o PDF. 

Tra gli strumenti più utilizzati che ti permettono di creare testi troviamo Chat GPT e Claude AI. 

Vediamo in cosa si differenziano e qualche consiglio di utilizzo per non cadere in errore.

Scrivere con la AI: i limiti e utilizzi

Prima di tutto ci tengo a sottolineare che l’utilizzo di questi strumenti può servire da supporto alla fase di creazione e scrittura dei testi, non sostituire completamente il processo di scrittura.

Il mio consiglio è quello di utilizzarli in una sorta di brainstorming, per raccogliere e valutare idee o per fornire una scaletta di stesura di cui però approfondire fonti e informazioni.

La propria esperienza e la propria creatività rimangono alla base di ogni processo di scrittura, tanto più nella pubblicità dove la personalizzazione e il tono di voce sono indispensabili. 

Claude vs Chat GPT

Claude AI e Chat GPT sono due tra gli strumenti più utilizzati per scrivere testi: sono molto simili come utilizzo, ma con qualche differenza di risultato.

Claude scrive testi con uno stile conciso ma anche personalizzato, ChatGPT si caratterizza invece per uno stile didascalico, meno incisivo e più piatto ma versatile e intuitivo.

Claude AI è progettato per offrire risposte ben strutturate e approfondite, con una forte enfasi sulla sicurezza e l’affidabilità delle risposte restituite.

Inoltre  dispone una finestra contestuale molto ampia che gli consente di analizzare testi molto lunghi e complessi e si presta dunque anche alla creazione PDF.

Chat GPT è invece noto per la sua capacità di produrre contenuti creativi in diversi stili, immagini comprese, offrendo più flessibilità di utilizzo.

In sostanza, scegli ClaudeAI se:

  • Hai bisogno di elaborare e analizzare lunghi documenti o PDF
  • Preferisci  la fluidità e la naturalezza del linguaggio 
  • La sicurezza è per te una priorità (Claude è stato progettato con un forte accento su etica e sicurezza, utilizzando la Constitutional AI per guidare le sue risposte e ridurre i contenuti dannosi)

Scegli ChatGPT se:

  • Hai bisogno di un testo versatile, da utilizzare ad esempio su social diversi
  • Desideri creare immagini, navigare sul web o utilizzare funzioni vocali
  • La creatività è fondamentale per il tuo lavoro (ma non è il tuo forte)

Personalmente, utilizzo Claude AI per la creazione di testi scientifici e che necessitano di informazioni approfondite e dettagliate; scelgo invece Chat GPT per creare didascalie o testi brevi per i social media.

Errori che commette l’AI (ossia errori che commetti tu, se fai copia-incolla)

L’AI è senza dubbio un aiuto prezioso nella scrittura di testi e, anche se produce contenuti a prima vista ben strutturati e scorrevoli, commette una serie di errori grossolani ed evidenti che nulla hanno a che vedere con il mestiere del copywriter. 

Vediamoli insieme.

errori AI copywriting

I più comuni errori che compie l’intelligenza artificiale nella scrittura di un testo

 

1.Errori di contenuto

Forse non sai che l’AI non distingue tra fonti affidabili e fonti non affidabili, finendo così per mescolare informazioni vere con informazioni false. Il problema è che lo fa in modo convincente e tu ti accorgi dell’errore solo se di quell’argomento sei informato.

Talvolta inserisce testi tra loro in contraddizione (tra un paragrafo e l’altro) o commette errori grammaticali.

Inoltre l’AI può inventare statistiche, citazioni o interi casi studio. 

Fidarsi è un grosso rischio, dal momento che abbiamo a che fare con la credibilità del nostro brand. 

Per questo motivo, ricorda di verificare sempre le fonti.

C’è anche il rischio che l’AI possa fornire informazioni non aggiornate. Dal momento che l’archivio base di molti modelli non è aggiornato in tempo reale, le informazioni su trend del momento o su nuove normative potrebbero non essere corrette. 

Ricorda che se l’IA genera un testo con consigli sbagliati o pericolosi la responsabilità finale ricade su chi pubblica.

Google stesso condivide una serie di suggerimenti da seguire per il controllo delle informazioni che si trovano in rete.

2.Stile poco naturale

L’AI ( e ChatGPT in particolare) struttura i paragrafi in modo uniforme, molto spesso con elenchi puntati e senza il minimo approfondimento, risultando poco naturale.

È insomma troppo formale, mancando della spontaneità tipica della scrittura umana. 

Ad esempio, nei testi creati con l’intelligenza artificiale non troverai mai una frase che inizia con ma, con un se o con una domanda: tutti i contenuti hanno la classica struttura composta da un’introduzione, una spiegazione, l’indicazione di punti di vista alterativi e una conclusione.

3.Tono di voce non personale

L’AI produce testi generici e privi di personalità, con un tono di voce piatto  e banale. E questa cosa si nota: il tono di voce è unico per ogni brand e l’AI non potrà mai sostituirlo.

4.Superficialità 

L’AI si limita a riassumere e riportare ciò che trova in rete e manca perciò di originalità.

Di ogni informazione si ferma in superficie: non sviluppa argomentazioni complesse. 

Per fare la differenza in rete, come ho scritto più volte, è necessario farsi ricordare. E per farsi ricordare è necessario scrivere testi coinvolgenti, approfonditi, testi con una propria personalità.

5.Errori d’interpretazione

Nei testi complessi, l’AI non sempre coglie sfumature, ironie e giri di parole, riportando di conseguenza un testo non chiaro nel contenuto.

6.Generalizzazione

Utilizza spesso termini quali “in linea generale”, “generalizzando”, “molti pensano che” evitando posizioni nette e risultando poco incisiva e per niente convincente.

7.Penalizzazione

Ultimo aspetto ma non meno importante, anzi!

Forse non lo sai, ma Google penalizza i contenuti duplicati. 

E che, se da un lato non vieta di pubblicare testi scritti con l’intelligenza artificiale, dall’altro parla di di penalizzazione per i contenuti di bassa qualità. E sottolinea che il lavoro svolto dall’AI è a rischio.

Pur non vietando la pubblicazione di testi generati dall’intelligenza artificiale, Google evidenzia che i contenuti di scarsa qualità possono essere penalizzati, mettendo così a rischio il lavoro prodotto dall’AI.

Le pagine e i siti web che non contengono contenuti originali ricevono una valutazione bassa secondo Google, e questo rappresenta un ostacolo per una pagina o un sito web che cerca di ottenere visibilità online.

In sostanza:

Se consideri l’AI come un supporto che ti aiuta a produrre contenuti utili e originali, può diventare uno strumento interessante.
Se invece la consideri come un metodo semplice ed economico per creare testi risparmiando tempo, sei fuori strada: r
ischi solo di compromettere la qualità dei tuoi testi e la visibilità nei motori di ricerca.

Come usare l’IA per creare testi

Personalmente utilizzo l’IA come strumento di brainstorming e di creazione di scaletta di scrittura: inserisco la domanda di cui voglio conoscere la visione che già esiste sul web e ne verifico le fonti di provenienza.

Controllo termini tecnici che non conosco e acronimi.

Recupero le parti di testo che reputo interessanti, faccio poi una sorta di editing eliminando giri di parole e ripetizioni.

Cerco poi di umanizzare il testo e di renderlo più empatico.

Modifico quelle frasi che non sono scritte con il mio stile e utilizzo il tono di voce che uso abitudinariamente in quel contesto.

Integro il testo con approfondimenti cercando di rispondere a dubbi o domande. 

Se è il caso inserisco la mia esperienza diretta in merito e cito esempi.

Alcuni utilizzano l’AI anche per la fase di revisione del testo, io preferisco investirci più tempo e fare un controllo minuzioso, come del resto ho sempre fatto.

Solo se utilizzata in questo modo l’AI copywriting consente di migliorare il proprio lavoro di scrittura e di creare testi persuasivi e coinvolgenti destinati al proprio pubblico. 

Tu cosa ne pensi? Usi anche tu l’AI per creare i testi?

Siamo giunti alla fine. Se mi hai seguita fin qui significa che anche tu scrivi testi e ti interessa approfondire il tema dell’AI copywriting.

Potresti allora leggere il mio ultimo articolo: Scrivere con l’AI: le regole per non sbagliare e creare testi efficaci

Se vuoi, segui la sezione Copywriting sul mio blog oppure leggi i seguenti articoli:

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