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Il “contenuto di qualità” per Blog e Social: caratteristiche e differenze

Il “contenuto di qualità” per Blog e Social: caratteristiche e differenze

Il contenuto di qualità richiede un’attenta pianificazione, una profonda comprensione del pubblico e un impegno costante per offrire un’informazione che non sia solo “disponibile”, ma che sia veramente “utile” a chi la legge

Nel mondo del content marketing il concetto di contenuto di qualità è fondamentale. 

Quando si parla di contenuto di qualità non ci si riferisce solo a un testo ben scritto e privo di errori, come non basta “saper scrivere bene”.

Un contenuto di qualità è un contenuto che va oltre: porta valore reale a chi lo legge, lo guarda o lo ascolta e dipende da più fattori che insieme fanno la differenza e che vedremo a breve, rendendolo utile e prezioso per il pubblico a cui è destinato.

Il contenuto di qualità: caratteristiche essenziali

Possiamo dire, in sintesi, che un contenuto di qualità è un’informazione completa, accurata e utile che risponde a un bisogno specifico del tuo lettore.

Per approfondire vediamo allora insieme quali sono le caratteristiche che fanno la differenza e che che definiscono un contenuto di qualità come tale.

1.Valore e utilità

Essere utili significa rispondere a un bisogno, una richiesta, una necessità.

Il contenuto deve risolvere un problema, rispondere a una domanda o soddisfare un’esigenza specifica del pubblico.      

Se il tuo contenuto è utile è anche rilevante, concetto che Google tiene in considerazione per posizionare i risultati di ricerca.

2. Completezza e approfondimento

Un contenuto di qualità non si limita a un breve riassunto, ma affronta l’argomento in modo esaustivo, coprendone le varie sfaccettature.

Apporta valore aggiunto: va oltre le informazioni superficiali, offrendo approfondimenti, dettagli pratici, dati e suggerimenti concreti che il lettore può applicare.

È poi ben documentato: include dati, studi, ricerche o citazioni di fonti autorevoli per supportare le affermazioni fatte.

È dunque anche affidabile.

contenuto qualità caratteristiche

Il contenuto di qualità porta valore reale a chi lo legge, guarda o ascolta

3. Autenticità

Non è una semplice copia o una riscrittura di contenuti già esistenti.

Anche se l’argomento è già stato trattato, il contenuto di qualità offre un punto di vista unico, un’esperienza personale o un’analisi nuova.

Mostra un punto di vista originale, non copiato.

4. Autorevolezza 

È un contenuto che dimostra competenza: l’autore (e di conseguenza il brand) dà prova di essere un esperto credibile sull’argomento. 

Questo concetto si lega al principio EEAT di Google (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness) ossia, per dirla in italiano, Esperienza, Competenza, Autorevolezza, Affidabilità.

Google EEAT è da anni un pilastro delle linee guida per la valutazione dei contenuti presenti in Rete e serve a determinare se la ricerca fornisce contenuti utili e pertinenti nei risultati. 

Per essere certo dell’autorevolezza dei tuoi contenuti chiediti:

  • Ho verificato fonti e dati citati?
  • Ho evitato informazioni obsolete o imprecise?
  • Se serve, ho linkato fonti autorevoli?
  • Le immagini sono pertinenti?

5. Leggibilità

È facile da leggere: il linguaggio è semplice e comprensibile per il target, il contenuto è ben strutturato con titoli, sottotitoli (H1, H2, H3), elenchi puntati e grassetti che rendono la lettura scorrevole e piacevole.

Il testo è privo di errori grammaticali e di battitura.

Se vuoi approfondire leggi: Gli errori più comuni in italiano, anche su web e social

6. Usabilità

È un contenuto ben formattato per il web, il che significa che il testo deve essere ottimizzato per la lettura su schermi di diversi dispositivi (desktop, tablet, smartphone).

7. Ottimizzazione

Un contenuto di qualità deve essere ottimizzato per i motori di ricerca in modo che il pubblico possa trovarlo facilmente. 

Questo include il caricamento veloce, la condivisione di immagini, grafici o video a supporto, l’utilizzo strategico di parole chiave mirate e meta description curate, altri accorgimenti e tecniche che puoi trovare in questo articolo: Seo Copywriting: come scrivere per farsi amare da Google (e non solo)

8. Coinvolgimento

È un contenuto che stimola curiosità e interazione con commenti, condivisioni, o domande.

contenuto di qualità per social

Sui social il discorso cambia il contenuto di qualità è quel contenuto che raggiunge il destinatario corretto, al momento giusto, con la creatività utile per completare l’obiettivo che ci siamo prefissati

Contenuto di qualità: dal blog ai social

Il concetto di “contenuto di qualità” varia tra blog e social, perché cambiano gli obiettivi, il pubblico, il formato e le dinamiche di fruizione delle piattaforme.

Se mi riferisco a un articolo per il blog il contenuto di qualità si riferisce a un articolo approfondito, che dà tutte le informazioni necessarie, in modo completo e accattivante, con immagini ben definite, scritto in ottica SEO.

Per un Blog l’obiettivo principale è infatti quello di informare, approfondire, posizionarsi nei motori di ricerca, creare autorevolezza e la qualità di un contenuto si misura da quanto aiuta, informa e trattiene l’utente.

Per i social il concetto cambia: il contenuto di qualità è quel contenuto che raggiunge il destinatario corretto, al momento giusto, con la creatività utile per completare l’obiettivo che ci siamo prefissati.

Sui social, essendo l’obiettivo principale quello di catturare attenzione, stimolare interazione, favorire la condivisione il contenuto di qualità si caratterizza per:

  • Immediatezza visiva: immagini, video o grafiche accattivanti
  • Emozione e storytelling: messaggi che colpiscono o creano empatia
  • Sintesi: testi brevi, chiari, facili da comprendere in pochi secondi
  • Autenticità: tono personale e spontaneo, più “umano” rispetto a un blog
  • Engagement: incoraggiare commenti, reazioni o condivisioni

Qui la qualità si misura da quanto un contenuto riesce a generare attenzione, reazioni e connessione emotiva.

Come vedi, nel marketing la qualità non è un valore assoluto ma varia con l’utilizzo e con il destinatario.

Se ti occupi di scrittura per il web potresti seguire la sezione Copywriting sul mio blog oppure leggere i miei ultimi articoli:

Ti consiglio un libro:

  • Alfonso Cannavacciuolo, Manuale di copywriting e scrittura per il web. Teoria, pratica e strumenti per scrivere meglio, Hoepli Editore, 2018

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

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Novità su Google Business Profile: la local strategy per la tua attività

Novità su Google Business Profile: la local strategy per la tua attività

La presenza della tua attività su Google è determinante per la visibilità locale. Diversi sono gli aspetti da considerare per ottenere quell’evidenza necessaria ed essere scelti nel mare magnum dell’offerta commerciale online

L’utilizzo della pagina di Google, il Google Business Profile dedicato alle attività commerciali, è un elemento di comunicazione oramai indispensabile.

Che tu sia un hotel, un B&B, una pizzeria o ristorante, un bar o un concessionario d’auto, l’implementazione della pagina è la seconda cosa che devi fare dopo la messa online del sito web.

Devi sapere che Google è il motore di ricerca più usato al mondo (circa 40 milioni di utilizzatori giornalieri solo in Italia), secondo a Google Immagini. Altri motori di ricerca hanno percentuali minime a confronto con il colosso di Mountain View.

Inserire le tue coordinate su Google è determinante per la localizzazione e per mostrare una serie di dettagli (immagini, recensioni, orari e numero di telefono).

Il tutto è finalizzato a migliorare la Local strategy dell’attività e presentarsi nel momento in cui l’utente è alla ricerca di un determinato servizio/oggetto.

Le ricerche di mercato dimostrano che il 76% delle persone prima cercano (poche ore prima o il giorno precedente l’acquisto) e il 28% acquista successivamente.

È il concetto di ricerca Near me now.

Quindi è meglio farsi trovare in questo momento che lasciare ai concorrenti lo spazio di visibilità.

Cos’è Google Business Profile (ex Google My Business)

Google Business Profile è un servizio messo a disposizione da Google alle aziende locali.

Parliamo di un sevizio gratuito che rende visibile la tua attività o professione con una casella di geolocalizzazione.

Questo è l’esempio di come si presenta la pagina se digito il nome dello Studio AEsse Communication:

 

Come funziona Google Business Profile

Google ti offre l’opportunità di mettere in evidenza la tua attività.

Così facendo, quando gli utenti cercano un servizio o prodotto che anche tu offri, il tuo sito web compare nei risultati di ricerca.

La struttura della pagina comprende:

  1. Un elenco dei servizi;
  2. Una sezione dedicata ai Post;
  3. Una sezione per domande e risposte;
  4. Una serie di foto/video del luogo di lavoro;
  5. Recensioni sulla tua attività scritte dai clienti;
  6. WhatsApp nella scheda.

Ma non solo. Puoi ampliare il tuo Schema Markup (l’insieme di metadati che vengono aggiunti al tuo sito per dare ai motori di ricerca maggiori informazioni) a WordPress.

Con questa aggiunta all’HTML interno delle pagine del tuo sito, vengono visualizzate ulteriori informazioni che riguardano il contesto in cui lavori: informazioni che riguardano un’organizzazione, una persona, un luogo o altro.

Ciò rende più probabile che le tue pagine vengano trovate nei risultati di ricerca di Google.

 

geolocalizzazione

La geolocalizzazione di Google è l’elemento che può fare la differenza nella scelta dell’utente. Per approfondire puoi leggere anche SEO Local: cos’è e perché è fondamentale per il tuo negozio

Metodo di verifica dell’attività

In questi ultimi mesi Google chiede al nuovo utente che apre la pagina dell’attività di registrare un breve video che deve contenere le seguenti informazioni:

  • mostrare la sede dell’attività magari riprendendo la via e il numero civico,
  • la ripresa deve durare almeno 30 secondi e deve mostrare l’esterno (con l’insegna del locale) e l’interno (con le attrezzature o elementi di arredo),
  • mostrare dei documenti che provino l’esistenza dell’attività come bollette telefoniche, fatture di utenze varie o copia della visura camerale.

Queste informazioni sono necessarie per dimostrare l’esistenza dell’attività.

Dopo un massimo di 5 giorni lavorativi, necessari a Google per effettuare la verifica, la pagina diventa visibile e geolocalizzabile.

Ricorda: più l’utente rimane soddisfatto della ricerca e più hai la possibilità di essere contattato.

Possiamo aiutarti?

 

Perché utilizzare Google Business Profile?

Google è il dominatore delle ricerche online.

Secondo gs.statcounter.com, una società di analisi che tiene traccia della percentuale di utilizzo delle tecnologie web, oltre il 94% delle ricerche avviene su Google.

Google in Italia è il motore di ricerca più usato. Ecco le statistiche da nov.2022 a nov.2023 (fonte: gs.statcounter.com)

 

Ai possibili clienti online piace confrontare più marchi prima di procedere con l’acquisto di un prodotto.

E la maggior parte di loro predilige Google Search per la ricerca dell’azienda produttrice di quel bene o servizio.

Inoltre:

  • il 49% degli annunti di Google Business Profile ottiene più di 1000 ricerce ogni mese;
  • il 96% degli annunci viene visto almeno 25 volte al mese.

Sai cosa succede quando la tua azienda compare su Google Business Profile?

Le statistiche mostrano che:

  • il 56% degli utenti che vedono la tua casella cliccheranno sul sito web;
  • almeno il 24% chiama la tua azienda.

Oltre a questi dati la presenza su Google Business Profile garantisce la visibilità su Google Maps e Google Search e permette di mantenere quei fattori di ranking locale tanto funzionali a Google (fonte moz.com).

 

Goolge my business

Google Maps e Google Search aiutano a mantenere quei fattori di ranking locale tanto funzionali a Google (fonte moz.com)

 

Google Business Profile: 4 suggerimenti per ottimizzare l’annuncio

Ricapitolando, ormai dovresti aver fatto quanto segue:

• Impostato l’elenco Google Business Profile
• Aggiunto i dati aziendali
• Verificato l’annuncio

Tutte le operazioni da seguire le trovi sul sito ufficiale di Google Business Profile.

E adesso?

Beh, è il momento di ottimizzare l’annuncio!

Vai sul pannello di gestione di Google Business Profile, clicca sul tuo annuncio e seleziona “Info”. Poi scegli una sezione da completare o aggiornare.

Ricorda che uno dei modi migliori per ottimizzare il tuo annuncio su Google Business Profile è mantenerlo aggiornato.

Come minimo, assicurati che quanto segue sia sempre corretto:

  • Nome
  • Indirizzo
  • Numero di telefono
  • Sito web
  • Descrizione
  • Categoria
  • Attributi
  • Foto

Il tuo annuncio di Google Business Profile è perfetto per mostrare i tuoi prodotti e servizi aggiungendo immagini, video e tour virtuali.

Puoi caricare immagini accattivanti dei prodotti e servizi o magari offrire ai visitatori la possibilità di dare un’occhiata alla sede della tua attività.

Ecco le migliori dimensioni delle immagini:

  • Immagine del profilo – 250 x 250 pixel
  • Foto di copertina – 1080 x 608 pixel
  • Immagini condivise – 497 x 373 pixel

1. Aggiungi informazioni sui prodotti/servizi

Una delle cose migliori che si possono fare per promuovere la propria attività è mostrare ciò che si fa.

Puoi personalizzare la pagina Google Business Profile della vostra azienda citando chiaramente i servizi che offri e i prodotti che vendi. Ad esempio, i ristoranti possono aggiungere dei link ai loro menu e indicare la posizione del ristorante.

Le compagnie di assicurazione, le agenzie di marketing, gli artigiani, le agenzie di viaggio, gli agenti immobiliari, gli studi di assistenza legale, possono allestire diverse sezioni per i servizi che forniscono e offrire la possibilità di prenotare direttamente dalla pagina.

2. Rispondi alle domande

Sapevi che il profilo Google Business Profile è dotato di uno strumento integrato di FAQ (le domande poste frequentemente)?

Anticipa e chiarisci eventuali dubbi che l’utente potrebbe avere sulla tua attività.

Crea una sezione di FAQ online per facilitare i tuoi clienti. Ad esempio, un potenziale cliente potrebbe voler conoscere le dimensioni o la fascia d’età per cui è adatto un certo prodotto.

Certo, è un lavoro che impegna ma che contribuisce a rendere efficace l’immagine dell’attività.

Come Studio AEsse Communication siamo disponibili per una consulenza che risponda a ciò di cui hai bisogno.

Entriamo in contatto?

3. Pubblica i Post di Google

Vuoi rendere visibile online quello che fai? Approfitta di Google Posts.

Google Posts è una grande opportunità per connettersi direttamente con i propri potenziali clienti catturando la loro attenzione.

Questi post cointribuiscono alla tua strategia SEO locale per generare più clic organici. Puoi aggiungere pulsanti CTA (Call To Action) nei post per incoraggiare gli utenti ad agire.

4. Segui le recensioni dei clienti

I clienti sono la linfa vitale della tua attività. Assicurati quindi di valutare i loro commenti e le loro recensioni di feedback rispondendo velocemente.

Google Business Profile fa sì che i clienti possano facilmente aggiungere recensioni sulla tua azienda al tuo profilo in modo che possano essere letti da clienti potenziali.

Le recensioni sono un’opportunità per coinvolgere un maggior numero di clienti fornendo maggiori informazioni sui tuoi prodotti o servizi.

Ricordati solo di rispondere a qualsiasi recensione, anche se negativa.

Può sembrare strano (potresti voler nascondere le recensioni negative sotto il tappeto), ma prendersi il tempo di rispondere alle recensioni negative può in realtà essere più efficace che ignorarle.

Altro consiglio: ottieni più recensioni possibili e sempre recenti perché Google premia le nuove recensioni posizionando la tua attività in testa alla lista locale.

Ultimo suggerimento: pubblica testi, foto e video di qualità

Dimostra che la tua pagina è aggiornata con nuove foto/video, post, recensioni o nuovi progetti della tua attività.

E questo è un aspetto da tenere sempre presente.

Implementare e migliorare il tuo profilo su Google Business Profile è oramai fondamentale per generare contatti.

Essere visibili sul primo motore di ricerca al mondo permette di comunicare il tuo profilo professionale e gestire le informazioni, testuali e fotografiche, indispensabili per diffondere l’immagine della tua attività.

E questo si può fare senza alcun costo sulla piattaforma di proprietà di Google.

Pertanto, finché non cambiano le condizioni, il consiglio è quello di utilizzare Google Business Profile per farsi trovare sulla Rete.

Esserci è meglio che non esserci.

Cosa ne pensi?

Se hai qualche domanda su questo tema scrivimi pure. Sarà un piacere consigliarti al meglio.

Ulteriori approfondimenti:


Articolo scritto nel mese di agosto 2020 e aggiornato in aprile 2025

Mi piace muovermi tra comunicazione, tecnica e relazione.

Ogni contenuto richiede un suo modo per essere divulgato.

Per questo mi ritrovo nei testi e tra le righe dei codici.

Nicola Albi

Consulente Marketing

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E-commerce Blog: come funziona e perché è la scelta giusta per il tuo sito web

E-commerce Blog: come funziona e perché è la scelta giusta per il tuo sito web

Gli e-commerce supportati da un blog sono in continuo aumento perché i vantaggi di questo strumento di marketing sono numerosi

Attivare un blog a sostegno del proprio e-commerce rimane il migliore strumento di web marketing, sia per fare conoscere un nuovo brand che per fare aumentare le vendite.

Il blog a supporto del proprio e-commerce è molto utile per vari motivi:

  • È un mezzo per attrarre nuovi visitatori al sito (e potenzialmente aumentare le vendite);
  • È un modo per costruire fiducia, credibilità e autorevolezza del marchio;
  • Consente di creare contenuti rilevanti per i propri clienti fornendo al contempo informazioni utili e approfondite;
  • Mettere a disposizione contenuti di valore ai motori di ricerca che così migliorano il posizionamento del sito;
  • Permette di programmare e condividere i contenuti sui social media e nelle newsletter aziendali.

Le aziende che utilizzano il blog ottengono il 68% in più di nuovi clienti rispetto alle aziende che hanno un sito privo di blog, ricevendo il 97% in più di link al loro sito web (ricerca di Hub Spot).

Vediamo in dettaglio come funziona il blog a supporto di un e-commerce e in cosa consiste la sua utilità.

E-commerce Blog: 4 ottimi motivi per attivarlo

Il Blog per e-commerce è un metodo di comunicazione oramai indispensabile per ottenere seguito e autorevolezza. Vediamo come.

1. È un mezzo per attrarre nuovi visitatori al sito

Avere uno spazio dedicato al blog collegato al proprio e-commerce, in cui vengono approfonditi argomenti che riguardato i prodotti in vendita, è un incentivo per il lettore a navigare, a comprare sull’e-shop e a diventare un cliente fidelizzato.

Proporre articoli approfonditi ed esaurienti, che rispondono a ogni potenziale domanda dei clienti porta sul blog chi cerca informazioni specifiche; e in più invoglia i lettori a tornare, per la sua utilità.

Vi porto un esempio. Come copywriter, curo da tempo il blog collegato a un e-commerce di articoli per l’ufficio.

Sono molti gli articoli di approfondimento che creo sull’argomento ergonomia sul posto di lavoro, che significa cercare di risolvere il problema o almeno dare consigli utili a chi soffre di patologie collegate alle troppe ore trascorse alla scrivania, quali dolori cervicali, dolori alla schiena o al polso a causa dell’uso intenso del mouse.

Il piano editoriale che ho messo a punto contiene articoli di tipo informativo, redatti nell’ottica problema-consiglio-soluzione, a cui affianco ulteriori articoli di tipo promozionale sui prodotti delle-commerce.

Questo perché il format più efficace è quello che mentre ti dà l’informazione ti invoglia all’acquisto, nella la logica dell’inbound marketing: farsi trovare nel momento in cui le persone hanno bisogno di te.

Il blog è perfetto per intercettare query informative. Un articolo è collegato all’altro tramite una strategia di link interni che fa sì che il lettore trovi velocemente ciò che cerca e, al contempo, trascorra più tempo sul blog.

2. Permette di costruire fiducia, credibilità e autorevolezza

Grazie al blog collegato al sito web (e questo vale non solo per un e-commerce ma per ogni attività che intende promuoversi in rete) si dimostra la propria competenza e si trasmettono i valori aziendali lavorando così sulla visibilità (brand awareness) e sulla reputazione (brand reputation).

Questo perché, anche se finalizzato alla vendita dei prodotti, l’obiettivo diretto di un blog non è la vendita, ma la costruzione della fiducia grazie ai contenuti di valore che condividi e che contribuiscono a dare autorevolezza al tuo brand.

Ricorda, il primo obiettivo della tua attività deve essere quello di creare fiducia e autorevolezza, le vendite arriveranno poi, grazie al passaparola di clienti soddisfatti.

Sarà proprio questa fiducia a produrre poi la conversione dei tuoi lettori, ossia il passaggio da utente a cliente.

Di qui l’importanza della creazione di contenuti utili e che rispondano alle domande (query) di chi cerca notizie, idee, soluzioni on-line.

3. Permette di creare contenuti rilevanti per i propri clienti e scalare la serp dei motori di ricerca

Un blog ben strutturato crea valore aggiunto.

I contenuti di qualità, oltre a interessare il nostro pubblico e creare fidelizzazione, vengono riconosciuti da Google che ci premia posizionandoci, con il tempo, nella prima pagina di ricerca.

Il blog però richiede di essere aggiornato con costanza. Se puoi pubblicare anche un solo un articolo al mese va bene; purché il blog sia aggiornato con cadenza regolare.

4. Permette di avere a disposizione contenuti di qualità da utilizzare nei social e nelle newsletter

Un blog ben strutturato e aggiornato permette di avere a disposizione contenuti interessanti e di qualità da condividere sui social media: dalle immagini a parti di testo degli articoli del blog.

Favorisce inoltre la condivisione spontanea tra i contatti o gli amici dei nostri profili.

Gli stessi contenuti possono essere utilizzati anche nelle newsletter aziendali, nella strategia di e-mail marketing.

Vantaggi del blog per l'e-commerce

Come non deve essere un blog

Il blog non deve sembrare una presentazione di vendita e contenere solo le foto dei prodotti con una descrizione tecnica.

Certo, gli utenti visitano il sito per guardare i prodotti, ma se desiderano più informazioni su quel prodotto, visiteranno la pagina del prodotto sull’e-shop; se leggono l’articolo sul blog sicuramente sono alla ricerca di informazioni di tipo diverso. Ed è a questo che serve un blog.

I prodotti sul blog vanno raccontati con il punto di vista della loro utilità e con tecniche di racconto (lo storytelling); ciò non esclude che i post possano contenere link ai prodotti, anzi, il carrellino per invitare all’acquisto è sempre un ottimo gancio per indirizzare il cliente all’e-shop.

Ma ricorda: c’è solo un modo per creare connessione emotiva con il lettore: immagini e testo devono essere dosate in modo da creare un unicum. Ed è qui che torna utile la competenza di un copywriter esperto.

Altro aspetto importante: l’ordine e la coerenza.

Il blog non deve apparire disordinato o, peggio, incoerente. Pubblicare contenuti diversificati può aiutare ad attrarre lettori di varie tipologie; ma a patto che vi sia una certa coerenza, legata sia ai prodotti che alle esigenze del pubblico.

Conclusione

Avere un blog richiede impegno, per tre motivi principali:

  1. Richiede molti contenuti tra testi, foto e video (ricorda che le immagini devono essere di qualità e del formato richiesto dal tuo tema di WordPress, compresse e ottimizzate con Photoshop o un plugin prima di essere caricate);
  2. Richiede un piano editoriale ben strutturato con articoli di tipo informativo, redatti nell’ottica problema-consiglio-soluzione, a cui affiancare ulteriori articoli di tipo promozionale sui prodotti dell’e-commerce; 
  3. Deve essere seguito da qualcuno con competenza ed esperienza di scrittura per il web come un blogger o un copywriter, professionisti della scrittura per il web che rispettino le logiche SEO.

È però un investimento a lungo termine che premia se l’obiettivo di partenza è chiaro: ossia quello di puntare ad attrarre lettori dai motori di ricerca e dai social media, lavorando sulla propria reputazione e costruendo un rapporto di fiducia con loro, per poi generare eventuali vendite.

Attenzione però: solo i blog creati nel modo giusto e aggiornati in modo costante ottengono ottimi risultati.

Un blog che può fare affidamento su contenuti studiati, pianificati e ben scritti diventa dunque un ottimo strumento di vendita.

Ricorda che tutti i blog di successo hanno in comune un elemento, che è il segreto del loro seguito: mettono le esigenze del pubblico al primo posto.

Spero tu abbia capito quanto il blog possa essere prezioso per la tua attività.

Affidati a persone competenti in materia e otterrai, ne sono certa, dei buoni risultati.

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Imparerai come gestire un blog, come creare un calendario editoriale e come costruire un post.

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Sara Soliman

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Brand Reputation: 10 consigli per migliorare la tua reputazione online e fidelizzare i tuoi clienti

Brand Reputation: 10 consigli per migliorare la tua reputazione online e fidelizzare i tuoi clienti

Costruire una buona reputazione è un investimento a lungo termine dove intervengono più fattori: dalle aspettative create alla fiducia sul brand al rapporto che si crea con le persone

La Brand Reputation (o web reputation) rappresenta ciò che si dice del tuo brand sulla rete.

Avere una buona reputazione su internet ti permette di distinguerti nel “rumore della Rete”dunque aumentare le opportunità di orientare una scelta in modo che la tua attività ne tragga vantaggio.

Per conoscere come si forma, cosa influisce sulla tua reputazione e quanto sia importante monitorarla leggi il mio articolo: Brand Reputation: come monitorare la propria reputazione nell’era delle rencensioni online.

Oggi voglio andare oltre e darti alcuni consigli utili per costruire al meglio la tua Brand reputation: tecniche e strategie che ti permettono di migliorare la reputazione del brand sia online che offline.

Autorevolezza e Brand Reputation

La parola autorevolezza ha come sinonimi, sul vocabolario, le parole credibilità e prestigio.

L’autorevolezza è una conquista, è la base della reputazione: ma come si raggiunge la credibilità rispetto al proprio lavoro?

È necessario prima di tutto dimostrare le proprie capacità creando contenuti utili e originali.

Pubblica contenuti educativi e mostra al pubblico i vantaggi della tua attività.

Come migliorare la Brand Reputation

Lavorare sulla tua immagine aziendale è un vero e proprio investimento a lungo termine.

Una buona reputazione online ti consente di ottenere degli enormi vantaggi nei confronti dei tuoi competitors ma anche di affrontare eventuali momenti di difficoltà.

Una reputazione positiva permette di rafforzare la fiducia dei consumatori nei tuoi confronti e fiidelizzare i tuoi ospiti.

Quando le persone associano il tuo brand a un bel ricordo o a dei valori positivi si sentono normalmente attratte verso la tua direzione.

Ecco dunque alcuni consigli che dovresti iniziare a seguire per migliorare la tua Brand Reputation.

I tanti aspetti della reputazione

I tanti aspetti della Brand reputation

1. Pubblica contenuti sul blog e sui social media

Per rafforzare la tua brand reputation è necessario produrre con costanza contenuti di qualità sul blog del tuo sito web: articoli utili all’utente e originali, che interessino il tuo target di riferimento.

Lo stesso vale per i social che hai deciso di presidiare. Scegli tu il “luogo” migliore per diffondere i tuoi contenuti. Lo scopo è quello di trasmettere valore ai tuoi utenti, affinché questi ti possano vederti come un riferimento.

Con l’uso delle parole chiave, lo studio della SEO e la tecnica di Inbound Marketing ti presenterai a Google nel migliore dei modi e intercetterai gli utenti interessati alla tua attività.

Cerca poi di sfruttare in modo efficace quante più risorse possibili (mi riferisco ai diversi social media) così da incrementare la tua visibilità e aprirti a fasce di mercato di età diverse.

2. Invita gli utenti a lasciare delle recensioni online sul tuo servizio o sul tuo prodotto

Incentiva i consumatori o i tuoi ospiti a lasciare una recensione sui portali di acquisto o prenotazione, a partecipare a votazioni su pagine social, blog o forum. Le recensioni positive faranno aumentare il valore della tua Brand reputation.

Non preoccuparti troppo per eventuali recensioni negative: rispondi con educazione e metti in atto dei cambiamenti per migliorare i tuoi prodotti o servizi.

Potresti leggere: Il Marketing della Gratitudine: fiducia, empatia e servizio per consolidare le relazioni

3. Non sottovalutare la tua comunicazione

Nelle Newsletter, nella pubblicità, nell’Advertising sui Social media invia un segnale coerente con quello che esprime il tuo brand, dal punto di vista grafico ma soprattutto di contenuti.

4. Monitora la tua Brand Reputation in rete e risolvi i problemi

Come abbiamo visto, il primo passaggio per migliorare la Brand reputation è monitorarla in rete, ovvero analizzare cosa pensa il pubblico della tua azienda. 

Puoi farlo grazie a delle piattaforme disponibili in rete create appositamente per il brand management.

Questo vuol dire che, molto probabilmente, verrai a conoscenza di alcune cose spiacevoli o negative e alle quali tu forse non avevi mai fatto caso, o che tu avevi in qualche modo sottovalutato.

A questo scopo prova a metterti nei panni del tuo ospite (nel caso di una struttura ricettiva) e per un giorno vivi il tuo B&B da esterno pensando cosa vorresti ti fosse messo a disposizione.

Gli utenti si lamentano dalla disorganizzazione del tuo e-commerce? Fai ordine nelle schede dei prodotti.

I tuoi ospiti vorrebbero trovare in camera di qualcosa che non c’è? Provvedi subito.

Insomma, risolvi tutti i problemi segnalati dalla rete.

5. Interagisci con il tuo pubblico

È fondamentale interagire direttamente con le persone e, grazie ai social media, oggi puoi parlare direttamente con il tuo pubblico.

Un’azienda attenta alla propria brand reputation dovrebbe farlo spesso per dimostrare che dietro un brand esistono persone con le quali poter confrontarsi o chiedere informazioni.

Grazie ai social puoi condividere inoltre le immagini dei tuoi ospiti nella tua struttura: è una forma indiretta di pubblicità molto efficace e che li gratifica.

In questo modo, inoltre, l’ospite soddisfatto diventerà probabilmente uno dei tuoi migliori ambasciatori.

6. Crea fiducia

Dal momento che la reputazione si basa sul feedback dei clienti (o ospiti), per costruire una buona e solida reputazione il primo passo consiste nel creare un rapporto di fiducia, presentando in maniera veritiera il prodotto o il servizio che offri.

Non sottovalutare l’effetto delle aspettative: un cliente le cui aspettative sono maggiori del valore effettivo del tuo servizio invierà un feedback negativo, con le conseguenze che ben conosci.

7. Controlla la Brand Reputation della concorrenza

Anche se il tuo brand è apprezzato e sai che i tuoi clienti sono soddisfatti, devi sempre controllare la brand reputation dei tuoi principali competitor: se il tuo competitor ha una brand reputation migliore della tua questo potrebbe diventare in un problema per la crescita della tua attività.

Analizzando la brand reputation dei tuoi concorrenti puoi capire inoltre quali sono i loro punti di forza e scoprire perché alcuni utenti preferiscono loro a te.

Di conseguenza dovresti attivare anche tu qualche punto di forza o almeno cercare di eliminare il gap con il tuo competitor migliorandoti in ciò che ti manca.

8. Valorizza il tuo punto di forza

Alla base di una buona reputazione deve esserci un prodotto/servizio che ti consenta di differenziarti dai tuoi competitor.

Questo punto di forza rappresenta un vantaggio competitivo che ti permetterà di puntare al tuo target di riferimento.

Prodotti o servizi in qualche modo unici saranno maggiormente apprezzati e ti consentiranno di costruire la tua reputazione partendo dai tuoi tratti distintivi.

9. Collabora con degli esperti di settore

Gli esperti di settore (che personalmente preferisco agli influencer, ossia coloro che lavorano sul migliorare la propria immagine online così da poter poi influenzare positivamente quella di altri brand influenzando a loro volta gli utenti che li seguono) sono un ottimo strumento di web marketing.

Contatta quelli più importanti del tuo settore e chiedi un’intervista o un guest post. Queste pubblicazioni ti permetteranno di aumentare la visibilità, di aumentare in autorevolezza e di scalare la serp di Google.

Nel settore dell’enoturismo puoi rivolgerti anche agli wine blogger, mentre nel settore turistico a qualche noto travel blogger.

10. Allarga la tua rete di contatti

Condividi i tuoi contenuti nelle pagine social di altre autorevoli piattaforme del settore, come le associazioni di categoria, i consorzi e le associazioni di industriali.

Ora sai come migliorare la tua brand reputation. 

Ricorda che prima di acquistare i tuoi prodotti e i tuoi servizi, le persone comprano le opinioni e le idee che gli altri utenti hanno del tuo brand.

Se hai bisogno di ulteriori informazioni contattami pure, sarò felice di aiutarti a costruire la tua Brand reputation.

 

Articolo scritto a febbraio 2021 e aggiornato nel mese di luglio 2023

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

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Google I/O svela i nuovi scenari dell’intelligenza generativa

Google I/O svela i nuovi scenari dell’intelligenza generativa

L’universo Google è in fase di accelerazione e mette in campo progetti visionari

 

Quello di mercoledì 10 maggio 2023 è un lancio in piena regola che conferma quanto l’universo Google stia guardando avanti e, sopratutto, sia in fase di accelerazione.

L’evento di presentazione delle novità in casa Google, il Google I/O 2023, è una conferenza organizzata annualmente da Google a Mountain View, in California.

Durante lo streaming gli sviluppatori web di tutto il mondo hanno l’opportunità di conoscere le novità sulle applicazioni web e mobile di Google e relative tecnologie come Android, Chrome, Chrome OS, Google App Engine e altre.

Quest’anno l’argomento è l’AI Generativa e la diffusione e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ogni campo.

Quindi si consolida ulteriormente il concetto di “ecosistema di Google” con l’intelligenza artificiale applicata anche nella Search (con cambiamenti lato SEO) e per l’hardware.

In questo ultimo ambito Google I/O 2023 è stata l’occasione per la presentare il primo smartphone pieghevole (Pixel Fold) e del primo tablet (Pixel Tablet) della società californiana di Montain View.

Unica nota negativa è che questi dispositivi, completamente ingegnerizzati da Google, non saranno disponibili per il mercato italiano.

Ritornando allo streaming dell’evento, alta è stata l’attenzione dedicata all’intelligenza artificiale (AI) e al concetto di “responsability”.

Due ambiti che il CEO di Google, Sundar Pichai, ha più e più volte associato quasi a rimarcare una presa di distanza dai concorrenti OpenAI-ChatGPT e Microsoft.

google evento

Internet del futuro si chiama “Ecosistema Google”

Il focus su cui iniziare a ragionare sulle potenzialità di Google è l’ampiezza della sua visione.

Nel futuro che ci aspetta tutti useremo i sistemi di Google perché Google sarà presente, direttamente o indirettamente, alle diverse applicazioni di AI usate e concepite con i suoi modelli.

Android, Chorme e la stessa Search sono solo l’inizio: le porte d’entrata per un “Ecosistema liquido” (concetto di Giorgio Taverniti che risale al 12 dicembre 2019) sono aperte.

Un aspetto è stato ribadito durante lo streaming: Google continua a ritenere i contenuti di valore condivisi online come un elemento meritorio.

Questo perché ogni articolo o testo scritto con precisione è utile alle persone che lo leggono e, per questo, scelgono di usare il motore di ricerca di Google invece di altri concorrenti.

Ti sei mai chiesto perché, di solito, non usi altri motori di ricerca come Bing, Yahoo, DuckDuckGo, Gibiru o Wolfram Alfa?

Ora vediamo alcune delle novità annunciate durante l’evento.

Ultime novità in casa Google

C’è da dire che i programmatori di Google usano già l’intelligenza artificiale che, in questi ultimi mesi, è stata al centro dell’attenzione internazionale.

Con l’intelligenza generativa diversi strumenti di Google sono stati migliorati e ampliati nelle loro funzioni.

Vediamone alcuni.

GMail: entra una nuova funzionalità chiamata Help Me Write, supportata dall’intelligenza generativa

Alla ricezione di una email si risponde in base al contenuto dell’argomento e a seconda delle esigenze dell’utente.

Parliamo di un’espansione del sistema sui suggerimenti intelligenti al testo che ora è in grado di completare in modo automatico le frasi della e-mail.

Questo in base alla conoscenza acquisita di quello che scrivete abitualmente su GMail e Google Docs.

Un modello linguistico, quello di Google, usato per comporre la scrittura con 3 diversi toni adattivi: formale, elaborato e breve.

Google Maps: gli itinerari diventano immersivi

Il percorso da seguire è descritto in ogni dettaglio (tempo, distanza etc.) e raffigurato come in una realtà aumentata.

Questo nuovo sistema di navigazione (immersive views) è destinato però, per ora, a uscire solo in alcune città del mondo.

Google Photos: si aggiunge il sistema Magic Editor

Magic Editor, che usa l’intelligenza generativa, aiuta a centrare il soggetto nella foto.

A oggi è comunque già presente in Google Photos la funzione che elimina gli oggetti dallo sfondo della foto.

PaLM 2: è il nuovo modello linguistico basato su AI

Secondo Sundar Pichar è il modello “più robusto in logica e nel ragionamento” in quanto è pensato per generare e riconoscere testi in più di 100 lingue.

Un modello che include testi scientifici e pagine web in modo da ampliare la sua capacità nella logica, nella matematica e nel ragionamento.

PaLM 2, inoltre, genera una grande quantità di codici sorgente. Tra questi i più diffusi come Python e Java Script, oltre in Prolog, Fortran e Verilog.

PaLM 2 è usato in altre 25 funzionalità e prodotti di Google.

google Palm

PaLM 2 è il nuovo modello linguistico di Google in concorrenza a GPT-4 di OpenAI

 

Bard AI: novità del chatbot interattivo

Nei prossimi mesi  Bard Al diviene disponibile in inglese per 180 paesi e in altre 40 lingue (tra cui l’italiano).

Parliamo di un assistente, via AI di Google, che integra l’ecosistema di Google nella risposta dell’intelligenza artificiale.

Un sistema che parte dalla domanda e si arriva ad ottenere delle informazioni, le più dettagliate possibili (con foto, link ai siti delle fonti e non solo testo).

I risultati visivi sono simili a quelli presenti su Google Search: fruttando Google Lens e immettendo un prompt con immagine, Bard può capire quali sono i soggetti  e gli elementi presenti all’interno per dare la migliore risposta possibile.

Per esempio: se si inserisce una foto di una montagna visitata dall’utente, si può chiedere di scrivere una didascalia oppure informazioni sul luoghi simili da visitare.

C’è la possibilità, inoltre, di generare immagini con Adobe Firefly.

Un tool di terze parti che può collegarsi alle app di Google e ai servizi sul web (come avviene per Chat GPT).

Punto di arrivo di Google è quello di integrare tutto quello che riguarda l’AI, in ogni possibile aspetto!

Bard Google

Bard è l’intelligenza artificiale di Google basata sul modello di linguaggio LaMDA (Language Model for Dialogue Applications)

 

Search Generative Experience (SGE)

Con Alphabet, la società collegata a Google, tutto è pronto per lanciare la nuova versione di Search (SGE) del motore di ricerca.

SGE: un breve estratto dal documento online di Google

In una breve introduzione Srinivasan Venkatachary, VP of engeneering di Google, ci spiega cos’è SGE:

“SGE è un primo passo nella trasformazione dell’esperienza di ricerca con l’IA generativa.

Quando utilizzano SGE, le persone noteranno la loro pagina dei risultati di ricerca con risultati Web familiari, organizzati in un modo nuovo per aiutarli a ottenere di più da una singola ricerca.”

Con SGE, le persone saranno in grado di:

  • Ottenere rapidamente info su un argomento, con collegamenti e risultati pertinenti da esplorare
  • Porre domande in modo naturale in una nuova modalità di conversazione
  • Generare idee creative e bozze direttamente nella Ricerca.

La ricerca tradizionale viene ridisegnata per dare spazio a maggiori contenuti provenienti dai socialnetwork, dalle foto e video.

Con l’AI di Bard la ricerca diviene più coerente e personale alle abitudini del singolo utente, creando di fatto una pagina Google personalizzata.

Link:  A new way to search with generative AI

Verso una nuova SEO

Con lo sviluppo, l’integrazione e l’amplificazione di questi sistemi con l’AI anche la SEO (Search Engine Optimization) si adatta e diventa Search Ecosystem Optimization (cit. Giorgio Taverniti).

Google si muove con nuove modalità di ricerca e le sue fonti si basano sulle migliori risorse del settore.

Questo significa:

  • qualità delle informazioni condivise
  • un database di conoscenza, sia per le aziende che per i singoli, ben strutturato e affidabile.

Google è alla ricerca di fonti, quelle più affidabili e rigorose, perché l’esperienza dell’utente viene messa al primo posto.

E un utente soddisfatto “non ti lascia tanto facilmente”.

Pertanto ritorna il famoso motto: Content is king!

Link di approfondimento di Google sui parametri di valutazione: Core Web Vitals.

Google: inarrestabile realtà

Google è la realtà che si muove tra intelligenza generativa e la Rete.

Un agglomerato di conoscenze e progettualità concepite per raggiungere una multidimensionalità che richiede capacità di adattamento ai divesi linguaggi.

Una sfida aperta che rimane una fonte di sviluppo e studio utile al progresso.

Tenendo conto di tutte le riflessioni e analisi sull’etica. E questo non è poco.

 

Riferimenti
Giorgio Taverniti, Google liquido – Verso una nuova Internet, Ulrico Hoepli  Editore Spa 2022, Milano.

Foto di copertina:
Shubham Dhage – Unsplash

Mi piace muovermi tra comunicazione, tecnica e relazione.

Ogni contenuto richiede un suo modo per essere divulgato.

Per questo mi ritrovo nei testi e tra le righe dei codici.

 

Nicola Albi

Consulente Marketing

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Il tuo sito è lento? Scopri quali soluzioni adottare per migliorare la velocità

Il tuo sito è lento? Scopri quali soluzioni adottare per migliorare la velocità

Il tuo sito è lento nel caricamento della prima pagina? Questo è un fattore importante. Scopri alcuni consigli su come migliorare la performance e adeguarti ai parametri richiesti da Google

 

Nella costruzione di un sito web, di una pagina vetrina o di un e-commerce ci sono aspetti importanti da tenere sotto controllo.

La valutazione delle performance dei siti web, e dunque della velocità di caricamento delle pagine, rientra nei parametri chiesti dai motori di ricerca, primi tra tutti Google, ed è importante applicare le loro indicazioni per non essere penalizzati.

I siti lenti infastidiscono, inoltre, i naviganti del web con una scomoda prima impressione che influisce sulla user experience (la relazione tra l’utente e il sito).

Molti sono convinti che la lentezza di caricamento delle pagine web dipenda dalla bassa efficienza delle proprie connessioni; in realtà in molti casi dipende invece dalla soluzione hosting adottata e da una programmazione poco attenta a questi aspetti.

Intervenire sui tempi di caricamento permetterebbe quindi alle aziende, con un sito web, di essere meglio raggiungibili e aumentare la visibilità online.

Ma da dove iniziare?

La velocità di caricamento è un parametro fondamentale e il sito va ottimizzato per essere più veloce.

Per Google la velocità è un parametro che influenza il posizionamento di un sito nelle pagine di ricerca.

Prima regola: ottimizzare il sito

Un sito ben strutturato e ben ottimizzato ottiene:

Più pagine viste dagli utenti: pensa che riducendo il tempo di caricamento da 7 a 2 secondi le visualizzazioni di pagina aumentano del 25%.
Più download di un’applicazione: riducendo la media di caricamento di 2,2 secondi, aumentano i download del browser del 15,4%.
Maggiori vendite degli e-commerce: ogni 100 millisecondi di ritardo nel rendering di una pagina causa una perdita delle vendite dell’1% (esempio testato su Amazon).

La velocità di caricamento delle pagine web sui siti delle aziende, pertanto, è un ambito di intervento da tenere monitorato.

Un sito lento è motivo di abbandono da parte degli utenti che, di fronte a tempi lunghi di caricamento, si comportano in questo modo:

• il 47% si aspetta il caricamento di una pagina in 2 secondi o meno;
• il 40% abbandona una pagina che carica in più di 3 secondi;
• il 75% acquista da un sito di un concorrente se il primo sito visitato è troppo lento;
• il 52% ritiene importante la velocità per decidere se ritornare su un sito.
(fonte SEMrush.com, Carlo Pandian)

Velocità del sito e conversioni

La risposta istantanea del sito porta a tassi di conversione più elevati e ogni secondo di ritardo nel caricamento della pagina:

  • riduce la soddisfazione dei clienti del 16%;
  • le visualizzazioni di pagina dell’11%;
  • i tassi di conversione del 7%.

Performance sito web

L’importanza delle prestazioni del sito web si ripercuotono sulle conversioni. Molti studi hanno dimostrato che un ritardo nel tempo di caricamento della pagina influirà negativamente sulle conversioni (infografica di loadstorm.com)

 

Una ricerca  di Radware, una società di informatica americana, mette in evidenza le performance di alcuni siti.

• Nell’E-commerce: il sito più veloce è mercadolivre.com.br, dove una pagina si carica in 1,6 secondi, seguita da amazon.com e amazon.co.uk, con un tempo di caricamento di 1,8 secondi, alla pari di ikea.com.
• Nel settore delle News: primi a pari merito sono news.google.com e theguardian.com, con un tempo di caricamento record di 1,2 secondi, seguiti dalla sezione notizie del motore di ricerca russo Yandex, news.yandex.ru.
• Nel settore dei Viaggi: il sito più veloce è bestairboattours.com, che presenta un tempo di caricamento di 1,3 secondi, seguito da priceline.com con 2,4 secondi e hotels.com con 2,5 secondi.

Pertanto la lentezza nel caricamento delle pagine nuoce sia ai risultati di business sia alla soddisfazione degli utenti, che tendono a non tornare sui siti troppo lenti.

Quali sono i fattori da valutare

Uno dei fattori più importanti che determina la velocità delle pagine web è il server su cui sono caricati i domini.

Purtroppo la prima informazione che si guarda quando si sceglie un hosting privider è il prezzo annuale, tralasciando di analizzare le caratteristiche dei servizi strutturali del server.

Prima dobbiamo capire quali sono i fattori principali che andranno ad incidere sulle prestazioni del tuo sito web:

  1. Lo spazio web che sceglierai.
  2. Il tema grafico che utilizzerai sul tuo sito web.
  3. Quanti e quali plugins andrai ad attivare sul sito.
  4. La dimensione delle immagini che andrai a caricare.

Pertanto il consiglio è quello di scegliere un hosting che disponga dei seguenti servizi:

  • Server veloce ed ottimizzato per i CMS (come WordPress).
  • Spazio del server a tua disposizione (si parte da min. 10GB in su).
  • Dischi SSD installati sul server (molto veloci).
  • Database MySQL illimitati.
  • Certificato SSL incluso nel prezzo (sicurezza).
  • CDN Cloudflare incluso nel prezzo di base dell’hosting.
  • Programmi che migliorano le prestazione del sito integrati al tuo piano annuale.

Come vedi la valutazione di un hosting provider richiede una serie di nozioni base per capire l’affidabilità della società che offre il servizio.

La valutazione del tuo sito deve passare da alcuni aspetti fondamentali. Guarda quali strumenti usare per migliorare le prestazioni

Dove agire lato server

Gestire correttamente il server su cui è ospitato il sito web è indispensabile.

Questo per migliorare l’esperienza degli utenti, garantendo loro un caricamento delle pagine rapido e reattivo, e per avere un buon potenziale di posizionamento sui motori di ricerca.

Ad esempio, se hai un server Linux lento, è necessario accertarsi di avere il webserver Apache configurato nel migliore dei modi, abilitando la compressione GZIP.

È bene disattivare, inoltre, gli ETag, evitare i redirect 301 dove non sono necessari e minimizzare le richieste a DNS esterni.

Altre operazioni da fare per velocizzare il sito web sono:

  1. Ridurre le dimensioni delle immagini caricate sul sito web.
  2. Usare un CDN: senza un CDN (Content Delivery Network è una rete di server localizzata), la distanza di connessione tra il server e l’utente è maggiore, aumenta la latenza e i tempi di caricamento sono più lunghi. L’utilizzo di una connessione CDN riduce la distanza di connessione tra il server di origine e l’utente.
  3. Usare il browser caching per le risorse presenti in più pagine. Questo fa in modo che l’utente non scarichi un’immagine, per esempio il logo, presente in 3 pagine per 3 volte immagazzinando il file nel computer ed evitando la richiesta al server.
  4. Comprimere le risorse con GZIP.
  5. Ridurre il numero di redirect da link interni o risorse web che poi vengono reindirizzate.
  6. Muovere i JavaScript e i CSS che bloccano la visualizzazione di pagina nel footer.
  7. Minimizzare i javascript e i CSS.

Come testare la velocità di siti web e server

In Rete ci sono svariati strumenti che testano la velocità di caricamento di siti web e server.

I tre tool migliori sono:

Google PageSpeed Insights: è focalizzato perlopiù su problemi di caching, ottimizzazione del peso dei JavaScript, CSS, file multimediali e problemi di reindirizzamento.

GTmetrix: rispetto al precedente esplora nel dettaglio le risorse che si caricano per una determinata pagina web, che sono visibili in un grafico.

Pingdom: specifica i KB o MB di risorse caricate da domini esterni come il proprio CDN, il numero di risorse divise per tipologia come immagini, CSS, script ed eventuali 301 e 302 interni presenti e non necessari.

Controlla le prestazioni del tuo sito e trova il giusto equilibrio

L’importanza di procedere con delle accurate valutazioni, sia dal lato server sia sul lato sviluppo, è il primo passo per ottenere una buona performance del tuo sito.

Il web, con i motori di ricerca, richiede di adeguarsi alle regole in ambito digitale. Per questo è indispensabile approfondire e ampliare le conoscenze a livello informatico, di grafica e di codici di programma.

Investire il giusto in soluzioni e servizi di ottimizzazione della velocità del sito, nella gestione e nella programmazione è essenziale per raggiungere delle prestazioni di tutto rispetto.

Le decisioni strategiche di business basate su questa consapevolezza contribuiscono al miglioramento delle prestazioni del sito che, a loro volta, portano a maggiori vendite online, maggiori conversioni e, infine, ad un maggior successo aziendale.

Se hai qualche domanda da fare su questo tema scrivimi pure. Sarà un piacere consigliarti al meglio. Oppure scrivi il tuo commento sul box qui sotto.

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