+39 349 80 58 016 info@aessecommunication.it
Brand Reputation: come monitorare la propria reputazione sul web nell’era delle rencensioni online

Brand Reputation: come monitorare la propria reputazione sul web nell’era delle rencensioni online

Tenere sotto controllo la reputazione online è il primo passo per far parlare bene di sé

Parlare di reputazione vuol dire oggi tener conto del potere delle conversazioni sul web e della velocità con cui si diffondono le notizie in rete. 

L’85% dei consumatori si fida delle recensioni online proprio come se si trattasse di un consiglio di un amico, tanto per i prodotti quanto per la prenotazione di soggiorni.

Da questa premessa puoi intuire quanto tenere sotto controllo la Brand reputation online sia un fattore da non sottovalutare.

Grazie all’uso di strumenti come Google Alert, o di altri che ti consiglierò, che consentono di rintracciare le conversazioni e le menzioni del tuo brand in rete, puoi avere la situazione sotto controllo.

Una certa rilevanza sulla reputazione, per quanto riguarda il settore turistico, hanno le piattaforme come Booking o Trip Advisor, dove le recensioni hanno un forte impatto sulla scelta dei viaggiatori.

La stessa cosa vale per Amazon nella scelta dei prodotti da acquistare.

Oggi vorrei attirare la tua attenzione su cosa sia e come si costruisce una Brand reputation e su quali tool utilizzare per sapere come parla di te la Rete.

Ricorda però che il primo e più importante aspetto da non sottovalutare è il rapporto con il cliente, sia per quanto riguarda le promesse fatte sia nell’immagine che trasmetti tramite la tua comunicazione.

Brand Reputation: un concetto complesso

La Brand reputation è il risultato dell’insieme di percezioni, valutazioni e aspettative che i diversi consumatori hanno nei confronti di un’azienda o di un brand. 

Ma è anche il grado di fiducia e di stima che i consumatori hanno nei confronti di quell’azienda o attività.

È il frutto di fattori come la storia, la comunicazione e i comportamenti assunti da quel brand (anche in Rete) nel corso del tempo.

Al centro rimane il concetto di rapporto umano, che si trasforma in un giudizio di valore da parte del pubblico nei confronti di un’attività.

Il rapporto umano, soprattutto per le piccole imprese, è sicuramente l’aspetto su cui investire tanto sia per promuoversi sia per non deludere le aspettative degli utenti.

La reputazione aziendale o personale rientrano nell’area di web marketing reputazionale, che si occupa di attivare e gestire i tool di monitoraggio per la valutazione delle opinioni, in modo da sfruttare il tutto a proprio vantaggio.

Avere una buona reputazione sul web vuol dire aumentare le possibilità di orientare una scelta verso di te.

 

Nel settore turistico le recensioni hanno un forte impatto sulle scelte dei viaggiatori

 

I tool per monitorare e gestire la Web Reputation

Hai verificato qual è l’opinione online del tuo pubblico sul tuo brand? 

Per monitorare la tua immagine sul web e capire quali passaggi compiere per migliorarla puoi fare affidamento su degli appositi strumenti, delle utility che puoi trovare in rete. 

Gli strumenti di monitoraggio a disposizioni sono molti, alcuni gratuiti e altri a pagamento. Ti elenco i più diffusi e semplici da utilizzare, utili sia per i social network che per il web in generale.

Google Alert 

È uno strumento molto utile che ti permette di ricevere email di notifica ogni volta che il motore di ricerca trova risultati relativi all’argomento di tuo interesse e che hai segnalato tra virgolette. 

Google Alert è intuitivo e molto semplice da usare, ed è gratuito.

Su Google Alert, oltre a monitorare chi scrive sul tuo brand, puoi monitorare e rimanere informato sugli eventi sul territorio, segnalando ad esempio “eventi+nome località”.

Quando il motore di ricerca di Google rileverà un contenuto (all’interno dei tipi di sito che hai segnalato nella scelta) in linea con le parole che tu hai segnalato e di cui vuoi essere informato, riceverai una email di avviso nella tua casella di posta.

Puoi scegliere la frequenza di avviso (alert), la quantità di risultati da mostrare, i tipi di sito/blog su cui cercare, le zone geografiche di interesse.

Hootsuite

È considerato uno dei migliori tool per il social media marketing. Hootsuite ti permette di organizzare, programmare e monitorare tutti i post che pubblichi nei tuoi social media.

Puoi creare una social media dashboard (pannello di controllo dei tuoi social) attraverso la quale coordinare in un unico luogo ogni canale di comunicazione.

L’impostazione è a colonne, immediata e intuitiva.

Dal post su Facebook di una lista di profili, ai tweet o keyword che si vorranno monitorare, pagine dei concorrenti e altro ancora. Dipende dalle tue esigenze.

Con un account Hootsuite free si ottiene la gestione fino a 3 canali social, con le versioni a pagamento si ha il controllo di più profili social e l’accesso a report e funzionalità più dettagliate.

Mention e Social mention

Se invece vuoi tenere sotto controllo tutte le piattaforme social, ma anche i blog e le pagine web con un unico strumento, quello che ti serve è Mention.

Il funzionamento di Mention è abbastanza semplice e simile a quello di Google Alert.

Per iniziare, devi indicare il termine che vuoi che sia individuato nel web: il nome del tuo brand, quello del tuo servizio di punta, il nome del tuo blog. 

Mention ti mostrerà tutti i luoghi in cui quel termine è stato usato. 

Starà a te, una volta che avrai i risultati, decidere come comportarti di fronte a ogni singola social mention. 

Potrai ignorarla, potrai usarla per migliorare la tua strategia di web marketing, oppure potrai decidere di rispondere alla persona che ti ha menzionato, ringraziandola, o scusandoti per eventuali errori.

Ancora più semplice è lo strumento SocialMention, che presenta un’interfaccia del tutto simile a quella di Google, e restituisce tutti i contenuti generati negli ultimi 30 giorni contenenti le parola chiave da te cercata.

TalkWalker

TalkWalker è un ottimo strumento di monitoraggio della reputazione. È la utility più usata dai professionisti.

Racchiude, in un unico prodotto, le funzionalità di ascolto delle conversazioni (è in grado di effettuare la scansione di tutti i principali media con una copertura di 180 nazioni), analisi dei risultati in tempo reale, report semplici ed immediati. 

Tutte funzionalità che ti consentono, una volta analizzate, di mettere in atto strategie concrete di intervento.

TalkWalker ti permette di controllare (nella sua versione a pagamento) anche fonti cartacee, programmi televisivi e immagini in oltre 180 lingue. 

Puoi anche tracciare gli hashtag più performanti del tuo settore e scoprire le conversazioni di tendenza sul tuo pubblico di riferimento.

Ci sono molti altri strumenti di monitaroggio a disposizione, ti ho elencato i più noti e semplici da utilzzare. 

Ti consiglio di visitare i siti web delle diverse piattaforme (delle quali ti ho inserito i link) e iniziare a utilizzare lo strumento che ti sembra il più adatto a te.

Monitoraggio delle recensioni nel settore del turismo

Avere una buona reputazione è fondamentale per una struttura ricettiva.

Secondo il modello ZMOT (Zero Moment Of Truth, o momento zero della verità) l’esperienza vissuta da alcuni viaggiatori rappresenta lo stimolo e il punto di partenza per l’acquisto di una vacanza da parte di altre.

Gli utenti inoltre attribuiscono un forte peso alle informazioni consultate, che influiscono molto sulle loro scelte di acquisto.

Una buona reputazione dunque, che si basa sui feedback positivi, ti permette dii aumentare le richieste di prenotazione e può consertiti di aumentare le tariffe delle camere.

Brand Reputation

Il Modello ZMOT (Momento zero della verità) evidenzia come nel processo decisionale per la scelta di un servizo abbia un gran peso la fase di informazione sul web (blog, siti, recensioni su TripAdvisor)

Ma come si costruisce la reputazione di una struttura turistica?

Anche qui, la reputazione si forma sui feedback e sulle opinioni degli ospiti che hanno soggiornato nella tua struttura.

È per questo che devi creare un rapporto di fiducia con i futuri ospiti (per evitare delusioni e feedback negativi) e fare il possibile per far vivere loro un’esperienza indimenticabile.

Piccoli gesti di cortesia, quali l’acqua o della frutta in omaggio, un piccolo set di shampoo per il bagno o la possibilità di farsi un tè a qualsiasi ora grazie a un piccolo bollitore elettrico, aiuteranno l’ospite a sentirsi coccolato e a parlare bene di te.

Se ti occupi di turismo, oltre a Google Alert e Talkwalker, gli strumenti per monitorare le recensioni della tua struttura sono tanti.

Di seguito ti segnalo i più semplici da utilizzare.

TrustYou

Ti permette di pubblicare sul tuo sito le recensioni verificate. In base all’analisi delle recensioni rilascia un punteggio, favorendo così la riprova sociale.

TrustYou ti consente di chattare direttamente con il cliente. Analizza blog, siti web e social in cui si parla della tua struttura segnalando quando il feedback negativo.

Brand Reputation

Brand reputation: TrustYou. La valutazione sulla struttura può essere condivisa sul sito web e essere riportata dai portali di prenotazione turistici a cui ti affidi con un buon vantaggio per la tua immagine

ReviewPro

Ti permette di agire sul feedback dell’ospite in modo rapido ed efficiente da una chat interna alla piattaforma. Assegna un punteggio-qualità al tuo B&B facendo un’analisi semantica delle recensioni.

Review Pro perrmette di raccogliere preziosi feedback attraverso questionari personalizzabili. Grazie a un accordo con TripAdvisor ti permette di inserire all’interno del questionario il modulo da compilare per lasciare automaticamente la recensione su TripAdvisor.

Qualitando

Ha piani tariffari a pagamento che offrono diverse servizi. Qualitando comprende soluzioni per alberghi, ristoranti e aziende.

Contiene un blog interno con sondaggi e consigli utili per la tua attività. Ti permette inoltre di scaricare un e-book focalizzato proprio su come migliorare la reputazione online.

CustomerAlliance

Prevede un questionario qualità personalizzabile e integrabile sul sito della tua struttura.

Customer Alliance confronta le recensioni con 10 tuoi competitor studiandone la semantica.

Ti permette inoltre di inviare automaticamente email agli ospiti prima e durante il soggiorno per fornire informazioni e per verificare le prime impressioni.

Per altre funzionalità delle diverse piattaforme ti consiglio di visitare il sito web di riferimento e scegliere quella che fa al caso tuo.

Un’ottima reputazione è un fattore che tutte le aziende desiderano, ma va costruita nel corso del tempo e le attività di Brand management si occupano proprio di questo.

Non sottovalutare l’importanza della tua immagine aziendale: è un vero e proprio investimento a breve e a lungo termine.

Significa rafforzare la fiducia dei consumatori nei tuoi confronti, incoraggiare nuovi acquisti, fidelizzare i tuoi ospiti.

Ti segnalo un testo molto interessante:

  • Web marketing turistico e oltre. Strategie per rilanciare la tua struttura e raggiungere il successo. L’ha scritto Michela Mazzotti, esperta di web marketing turistico, consulente e formatrice per strutture ricettive.

Vuoi dei consigli per migliorare la tua web reputation? Leggi Brand reputation:10 consigli per migliorare la tua reputazione online.

Sei vuoi iniziare a studiare e a lavorare sulla tua immagine non esitare a contattarmi. Mi farebbe piacere confrontarmi con te e studiare la soluzione più adatta alla tua attività.

Potresti leggere anche: Utilità dell’Inbound Marketing per agriturismi, B&B e strutture che si occupano di ospitalità

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per un migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

Scopri i Servizi di AEsse Communication:

  • business blogging e testi professionali
  • copywriting
  • foto professionali
  • siti web responsive e mobile friendly
  • social media marketing

✉︎   info@aessecommunication.it

Servizi di Comunicazione digitale:
Nicola   ☏   +393498058016

Seguici sui social

LinkedIn  Facebook

Come progettare i contenuti per il blog: strumenti e idee

Come progettare i contenuti per il blog: strumenti e idee

Obiettivi chiari, costanza e progettualità: cosa serve per fare funzionare un blog

Se anche tu scrivi per il web sai quanto sia importante scrivere contenuti di qualità e con costanza. 

Sito, blog e canali social devono essere basati su un progetto, di qui l’importanza del piano editoriale, che ti permette di organizzare le pubblicazioni considerando gli obiettivi di medio termine.

Pensa che stai comunicando il tuo business e dunque è fondamentale che tu abbia degli obiettivi.

Devi partire proprio da questo, dai tuoi obiettivi, e chiederti cosa vuoi ottenere dalla tua presenza online. Quale immagine vuoi trasmettere? A chi ti vuoi rivolgere?

Progettazione dei contenuti: strumenti fondamentali

Per progettare i tuoi contenuti gli strumenti fondamentali sono:

  • Categorie e tag del blog 
  • Piano editoriale
  • Calendario editoriale

Categorie e tag

Le categorie sono macro-aree dei tuoi contenuti, gli argomenti della tua comunicazione, suddivise in modo pertinente ed efficiente sia per Google che per i tuoi lettori.

Ad esempio, il mio blog è suddiviso nelle categorie Copywriting, Siti Web, Social Media Marketing, Email Marketing, Libri, Comunicazione, Giornalismo e poche altre.

I tag sono invece una sorta di etichetta che decidi di utilizzare per un singolo post o per un articolo e corrispondono alle parole di ricerca di quell’argomento. Sono quelle parole che decidi di utilizzare per far trovare dall’utente del web il tuo post o il tuo articolo. Possono essere gli stessi in più articoli o possono cambiare completamente.

E tu, come hai organizzato il tuo blog? Hai bisogno di aiuto per progettare la struttura dei contenuti?

Se vuoi possiamo parlarne assieme, scrivimi!

Piano editoriale

Una buona comunicazione nasce da in piano editoriale ben strutturato.

Ho già parlato di piano editoriale: puoi leggere l’approfondimento Perché è importante avere un piano editoriale per il Blog e come costruirlo.

Per riassumere possiamo dire che il piano editoriale è la definizione dei temi che vuoi trattare, del pubblico al quale vuoi rivolgerti, quali canali vuoi utilizzare per veicolare il tuo messaggio e quali sono gli obiettivi che vuoi raggiungere.

Creare iI piano editoriale comporta numerosi vantaggi:

  • aiuta a organizzare il lavoro;
  • aiuta a pianificare le pubblicazioni su blog e social media;
  • consente una visione ampia e completa delle azioni di Content Marketing nel medio e lungo periodo;
  • aiuta a gestire urgenze o imprevisti.

Calendario editoriale

A differenza del piano editoriale, il calendario editoriale prevede la data di pubblicazione per ogni post.

Puoi crearlo con apposite app, oppure puoi crearlo tu con excel o anche a mano e un quaderno a quadretti dove inserirai per ogni foglio un giorno della settimana fino a creare tutto il mese. 

Poi aggiungi le colonne Blog, Facebook, Instagram (con gli hashtag da inserire), LinkedIn, Pinterest, YouTube (e altri canali che pensi siano adatti al tuo messaggio).

Se pensi di investire in sponsorizzate inserisci anche questa voce o l’invio di newsletter se la tua strategia di comunicazione prevede anche l’email marketing.

Come avrai intuito dovrai compilare questa tabella ogni mese, programmando come e dove pubblicare i tuoi contenuti. Questo sarà il tuo calendario editoriale.

scrivere per il blog

Il piano editoriale e il calendario editoriale sono fondamentali per la riuscita del blog. Foto di Marten Bjork per unsplash.com

Idee per i tuoi contenuti

Quando decidi di scrivere per un blog dovresti aver chiare le categorie in cui andranno a suddividersi i contenuti e almeno un paio di idee per ognuna di esse.

Ad esempio, nella categoria Scuola di un blog che gestisco per un cliente scrivo di zaini scolastici e materiale per la scuola, ma anche di consigli per lo studio o novità del settore. Nella categoria Ufficio scrivo invece di ergonomia, di arredamento d’ufficio e altro che sia pertinente.

Quando si crea un piano editoriale sono due i criteri da prendere in considerazione: stagionalità e argomenti di tendenza.

Poi esistono alcuni argomenti, definiti evergreen (o contenuti evergreen) che sono sempre attuali a ai quali ho dedicato un articolo di approfondimento: Contenuti Evergreen: come scriverli e perché sono importanti per il tuo blog.

Essendo sempre aggiornati, i contenuti evergreen portano traffico organico costante al tuo sito web per mesi o addirittura anni.

Per questo è importante imparare a scrivere articoli e contenuti evergreen e inserirli nel piano editoriale del blog.

Qualche idea per i tuoi post/articoli:

  • Storia dell’azienda
  • News del settore
  • Argomenti di tendenza 
  • Testimonianze/interviste a collaboratori
  • Suggerimenti (tips) all’uso di prodotti e servizi

Ricorda di metterti nei panni dei tuoi lettori e di scrivere qualcosa che sia loro utile. Se sei a corto di idee leggi i post nelle community di settore o analizza i tuoi competitor.

In un secondo momento valuta quali sono gli argomenti che vengono letti maggiormente e organizza il tuo piano editoriale: la flessibilità è proprio una delle caratteristiche del piano editoriale.

Cerca di avere sempre a disposizione qualche articolo evergreen da inserire al bisogno nelle pubblicazioni e non ridurti a scrivere all’ultimo momento.

Un altro consiglio è quello di fare attenzione al tono di voce, che varia dai social al blog al sito istituzionale. Cerca il tono di voce adatto al tuo pubblico e mantienilo nelle tue pubblicazioni.

Servizio di Editing

Revisione del testo scritto

Se hai un blog o scrivi da te gli articoli del tuo blog aziendale posso darti supporto nella fase della revisione con il servizio di editing.

Se hai articoli di cui vuoi verificare l’impostazione, se vuoi mettere a punto un calendario editoriale o sei alla ricerca di consulenza per i testi del tuoi sito web posso aiutarti, contattami!

Possiamo anche accordarci per sentirci online, via Skype.

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per un migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

Scopri i Servizi di AEsse Communication:

  • testi professionali per siti web e blog aziendali
  • e-mail marketing
  • foto professionali
  • siti web responsive e mobile friendly
  • social media marketing

✉︎   info@aessecommunication.it

Seguici sui social

LinkedIn  FacebookPinterest social

Perché è importante avere un piano editoriale per il Blog e come costruirlo

Perché è importante avere un piano editoriale per il Blog e come costruirlo

Conoscere il target di riferimento, scrivere contenuti di qualità e con costanza e organizzare le pubblicazioni considerando gli obiettivi di medio termine.
Grazie al piano editoriale organizzi al meglio le tue pubblicazioni

Nella redazione di contenuti per i blog aziendali è importante creare un piano editoriale che ti permetta di essere online con costanza e qualità.

Il piano editoriale è quel documento che programma quando, cosa, perché, come e per chi pubblicare.

Ma non solo. È uno strumento che deve lavorare in sinergia con gli obiettivi di marketing e deve intercettare i bisogni informativi del tuo pubblico di riferimento, le buyer personas.

Vuoi saperne di più?

Continua a leggere e scoprirai come impostare al meglio un piano editoriale.

Cos’è un piano editoriale e quali sono i suoi obiettivi

Il piano editoriale è quel documento organizzativo che sta alla base dell’attività di Content marketing ed è utile al Copywriter per svolgere al meglio il suo lavoro editoriale nel blog e nei social media che gestisce.

I parametri da indicare in un piano editoriale del blog sono i seguenti:

  • data di pubblicazione del post;
  • titolo del post (anche provvisorio);
  • categoria;
  • argomento con breve descrizione del post;
  • intento di ricerca o bisogno informativo che si vuole soddisfare, e quindi l’obiettivo di un certo post;
  • stato di approvazione da parte del cliente.

Perché è necessario creare un piano editoriale per il Blog

È impensabile oggi creare contenuti per il web in modo efficiente e organizzato senza aver prima impostato un piano editoriale.

I vantaggi del piano editoriale

  • aiuta a organizzare il lavoro;
  • aiuta a pianificare le pubblicazioni su blog e social media;
  • consente una visione ampia e completa delle azioni di Content Marketing nel medio e lungo periodo;
  • aiuta a gestire urgenze o imprevisti.
Aspetti da considerare nella costruzione di un piano editoriale

Come costruire un Piano editoriale: quali regole seguire

In primo luogo è giusto sapere che il piano editoriale si presenta come un documento cartaceo o digitale nel quale inserire una serie di informazioni. 

In aggiunta si allega un file o un foglio con caselle che gestiscono le date di pubblicazione dei post.

Questi sono gli spazi dedicati alla pubblicazione dei contenuti, che si trovano nel calendario editoriale, documento che fa parte del piano editoriale.

Quando costruiamo un piano editoriale dobbiamo porci alcuni domande.

Occorre sempre chiedersi: “Quanto spesso voglio pubblicare?”

Bisogna rispondere in modo realistico, considerano che la cosa importante non è la quantità ma la costanza, unita alla qualità dei testi prodotti.

Un’altra domanda fondamentale è: “A chi mi rivolgo?”. 

La prima risposta è: ai clienti, a lettori interessati e ai potenziali clienti. Quali sono i bisogni informativi di questo pubblico? 

Dopo aver chiarito questo punto occorre iniziare a strutturare gli argomenti e chiedersi: quali saranno le aree tematiche che tratteremo? 

Molto importante è stabilire poi le categorie del blog e raccogliere almeno 5 idee per ogni categoria di contenuto.

La categoria è fondamentale perché ci permette di avere un quadro generale degli argomenti trattati e ci aiuta a mixarli nella giusta misura nei progetti di medio termine, costruendo una vera e propria linea editoriale.

Inseriamo anche Keyword, Tag e il prodotto di riferimento, che ci tornano utili nel momento in cui occorre puntare a prodotti stagionali, oppure a lanci particolari.

Infine, possiamo inserire le note: servono a segnare modifiche o integrazioni da parte del cliente, a cui si consegna un piano editoriale trimestrale che egli dovrà analizzare ed approvare.

Il piano editoriale deve inoltre prevedere le date di pubblicazione.

Ovviamente tutto dipende dal tipo di piano che stai costruendo: se riguarda i social media è necessario inserire anche immagini e video che si intendono pubblicare e hashtags.

Il calendario editoriale

È quel documento (cartaceo o digitale, come preferisci) che ti ricorda quando e come pubblicare.

Il calendario è perfetto per segnare con cura le date delle pubblicazioni.

Ricorda che l’aggiornamento costante del calendario editoriale è fondamentale per il successo di un blog: serve a portare traffico e a creare una buona community.

Fasi di creazione del piano editoriale: ideazione, progettazione, approvazione e pubblicazione

Facciamo un esempio. Gestiamo un blog che ha come obiettivo quello di portare visite al sito principale, un E-commerce che vende prodotti per scuola e ufficio.

Per gestire un blog connesso a e-commerce è importantissimo impostare prima di tutto un accurato lavoro SEO che prevede di intercettare intenzioni di ricerca, bisogni informativi e dunque keyword specifiche in un’ottica di imbound marketing. 

Dopodiché, le fasi di creazione di un piano editoriale sono:

  1. Ideazione
  2. Progettazione
  3. Approvazione
  4. Pubblicazione

Vediamole una per una.

Ideazione dei contenuti e prima composizione del piano editoriale

In questa fase dobbiamo considerare:

  • gli obiettivi aziendali,
  • la stagionalità,
  • le esigenze del cliente, che dovrà indicarci quali sono i prodotti su cui puntare in quel momento. 

Continuiamo nell’esempio del blog per e-shop di materiale per la scuola e l’ufficio.

In questo caso si sfrutteranno i mesi di luglio e agosto per puntare alla vendita di zaini, astucci, maxi quaderni e tutto il necessario per la scuola.

Ottobre sarà invece dedicato maggiormente alla promozione di prodotti per l’ufficio, essendo la scuola già avviata.

Progettazione dei contenuti del piano

La fase di progettazione è composta di alcune fasi intermedie.

Prima di tutto si analizzano gli argomenti di tendenza nel settore di riferimento, considerando interessi ed esigenze del target. 

Poi si analizzano gli intenti di ricerca degli utenti, le parole chiave legate a un prodotto o servizio e si iniziano a progettare gli articoli attorno a quegli argomenti. 

A questo punto si prepara una bozza di piano editoriale che verrà inviata al cliente per una prima approvazione. 

Si aggiunge al piano editoriale anche il calendario editoriale, con le date di presunta pubblicazione dei post.

Durante quest’ultima fase è bene considerare di tutti gli imprevisti che possono interferire con la produzione di contenuti.

È buona regola evitare di lavorare con scadenze troppo ravvicinate, sotto data, come si suol dire.

Approvazione delle proposte contenute nel piano editoriale

Quando i testi sono pronti vengono inviati al cliente per approvazione, che decide se gli argomenti scelti e il contenuto del piano è adeguato.

In assenza di modifiche il piano può essere considerato ufficiale e dunque può essere pubblicato.

Pubblicazione dei contenuti prodotti 

Ricorda che pubblicare un contenuto non è affatto l’atto finale, ma un atto intermedio suo del ciclo di vita, che solo ora acquista visibilità e va promosso sui social media o con altri canali quali la newsletter.

E tu, come crei il tuo piano editoriale? Se d’accordo con i miei suggerimenti? Fammi sapere cosa ne pensi nel box qui sotto!

Se invece hai bisogno di supporto per la creazione di articoli per il tuo blog aziendale e per ideare un piano editoriale strategico scrivimi: cercheremo insieme la soluzione migliore per la promozione della tua attività.

 

Se vuoi approfondire il ruolo del blog per la promozione della tua attività sul web leggi:

Utilità del Blog aziendale per siti web e per E-Commerce: scopri come incrementare le vendite

Scopri l’efficacia del blog turistico per il successo della tua attività legata al mondo dei viaggi

 

blog

Tutti i vantaggi del blog

Servizio di Editing

Revisione del testo scritto

Se hai un blog o scrivi da te gli articoli del tuo blog aziendale posso darti supporto nella fase della revisione con il servizio di editing.

Se hai articoli di cui vuoi verificare l’impostazione, se vuoi mettere a punto un calendario editoriale o sei alla ricerca di consulenza per i testi del tuoi sito web posso aiutarti, contattami!

Possiamo anche accordarci per sentirci online, via Skype.

Sara Soliman

Copywriter

Scopri i Servizi di AEsse Communication:

  • business blogging e testi professionali
  • copywriting
  • foto professionali
  • siti web responsive e mobile friendly
  • social media marketing

✉︎   info@aessecommunication.it

Servizi di Comunicazione digitale:
Nicola   ☏   +39 349 8058 016

Seguici sui social

LinkedIn  FacebookPinterest social

Brand Reputation: 10 consigli per migliorare la tua reputazione online e fidelizzare i tuoi clienti

Brand Reputation: 10 consigli per migliorare la tua reputazione online e fidelizzare i tuoi clienti

Costruire una buona reputazione è un investimento a lungo termine dove intervengono vari fattori: dalle aspettative create alla fiducia sul brand al rapporto che si crea con le persone. 

La Brand Reputation (o web reputation) rappresenta ciò che si dice del tuo brand sulla rete.

Avere una buona reputazione su internet ti permette di distinguerti nel “rumore della Rete”dunque aumentare le opportunità di orientare una scelta in modo che la tua attività ne tragga vantaggio.

Per conoscere come si forma, cosa influisce sulla tua reputazione e quanto sia importante monitorarla leggi: Brand Reputation: come monitorare la propria reputazione nell’era delle rencensioni online.

Oggi voglio andare oltre e darti alcuni consigli utili per costruire al meglio la tua Brand reputation.

Quando avrai capito quali sono le opinioni degli utenti sul tuo brand (cosa scrivono di te sui vari forum, sui social e magari sui media del tuo settore) avrai anche le basi su cui costruire la strategia per migliorare la tua brand reputation.

Come migliorare la Brand Reputation

Lavorare intorno alla tua immagine aziendale è un vero e proprio investimento a lungo termine.

Una buona reputazione online ti consente di ottenere degli enormi vantaggi nei confronti dei tuoi competitors ma anche di affrontare eventuali momenti di difficoltà.

Quando le persone associano il tuo brand a un bel ricordo o a dei valori positivi si sentono normalmente attratte verso la tua direzione.

Una reputazione positiva permette di rafforzare la fiducia dei consumatori nei tuoi confronti e fiidelizzare i tuoi ospiti.

Ecco dunque alcuni consigli che dovresti iniziare a seguire per migliorare la tua Brand Reputation.

Brand Reputation

I tanti aspetti della Brand Reputation

 

Contenuti sul blog e sui social media

Per rafforzare la tua brand reputation è necessario produrre con costanza contenuti di qualità sul blog del tuo sito web: articoli utili all’utente e originali, che interessino il tuo target di riferimento.

Lo stesso vale per i social che hai deciso di presidiare. Scegli tu il “luogo” migliore per diffondere i tuoi contenuti.

Lo scopo è quello di trasmettere valore ai tuoi utenti, affinché questi ti possano vedere come un riferimento nella tua community, una vera e propria autorità del settore.

Con l’uso delle parole chiave, lo studio della SEO e la tecnica di Inbound Marketing ti presenterai a Google nel migliore dei modi e intercetterai gli utenti interessati alla tua attività.

Cerca poi di sfruttare in modo efficace quante più risorse possibili (mi riferisco ai diversi social media) così da incrementare la tua visibilità e aprirti a fasce di mercato di età diverse.

Incentiva gli utenti a lasciare delle recensioni online sul tuo servizio o sul tuo prodotto

Incentiva i consumatori o i tuoi ospiti a lasciare dei suggerimenti sui portali di acquisto o prenotazione, a partecipare a votazioni su pagine social, blog o forum.

Se necessario prometti in cambio un coupon o uno sconto sulla prossima prenotazione.

Le recensioni positive faranno aumentare il valore della tua Brand reputation.

Inoltre, in questo modo verrai a conoscenza delle eventuali carenze dei tuoi prodotti o servizi e metterai in atto dei cambiamenti per migliorarti.

Potresti leggere: Il Marketing della Gratitudine: fiducia, empatia e servizio per consolidare le relazioni

Non sottovalutare la tua comunicazione

Nelle Newsletter, nella pubblicità, nell’Advertising sui Social media invia un segnale coerente con quello che esprime il tuo brand.

Monitora la tua Brand reputation in rete e risolvi i problemi

Come abbiamo visto, il primo passaggio per migliorare la Brand reputation è monitorarla in rete, ovvero analizzare cosa pensa il pubblico della tua azienda. 

Puoi farlo grazie a delle piattaforme disponibili in rete create appositamente per il brand management.

Questo vuol dire che, molto probabilmente, verrai a conoscenza di alcune cose spiacevoli o negative e alle quali tu forse non avevi mai fatto caso, o che tu avevi in qualche modo sottovalutato.

A questo scopo prova a metterti nei panni del tuo ospite (nel caso di una struttura ricettiva) e per un giorno vivi il tuo B&B da esterno pensando cosa vorresti ti fosse messo a disposizione.

Bene, ora che sai che i clienti notano alcune mancanze è necessario rimboccarsi le maniche e provvedere.

Gli utenti si lamentano dalla disorganizzazione del tuo e-commerce? Fai ordine nelle schede dei prodotti.

I tuoi ospiti vorrebbero trovare in camera di qualcosa che non c’è? Provvedi subito.

Insomma, risolvi tutti i problemi segnalati dalla rete.

Parla con le persone

È fondamentale interagire direttamente con le persone e, grazie ai social media, oggi puoi parlare direttamente con il tuo pubblico.

Un’azienda attenta alla propria brand reputation dovrebbe farlo spesso per dimostrare che dietro un brand esistono persone con le quali poter confrontarsi o chiedere informazioni.

Grazie ai social puoi condividere le immagini dei tuoi ospiti nella tua struttura: è una forma indiretta di pubblicità molto efficace e che li gratifica.

In questo modo, inoltre, l’ospite (o il cliente) soddisfatto diventerà probabilmente uno dei tuoi migliori ambasciatori.

Mantieni le promesse

Nessuna azienda dovrebbe fare promesse che poi non è in grado di mantenere. 

Questo perché piuttosto che ricordare le promesse fatte, i consumatori tendono a ricordare quelle mancate.

Dal momento che la reputazione si basa sul feedback dei clienti (o ospiti), per costruire una buona e solida reputazione il primo passo consiste nel creare un rapporto di fiducia, presentando in maniera veritiera il prodotto o il servizio che offri.

Non sottovalutare l’effetto delle aspettative: un cliente le cui aspettative sono maggiori del valore effettivo del tuo servizio invierà un feedback negativo, con le conseguenze che ben conosci.

Controlla la Brand reputation della concorrenza

Anche se il tuo brand è apprezzato e sai che i tuoi clienti sono soddisfatti, devi sempre controllare la brand reputation dei tuoi principali competitor.

Perché se il tuo competitor ha una brand reputation migliore della tua questo potrebbe diventare in un problema per la crescita della tua attività.

Oltre a monitorare la tua immagine online, dunque, devi analizzare anche quella dei tuoi concorrenti, così da capire quali sono i loro punti di forza e scoprire perché alcuni utenti preferiscono loro a te.

Di conseguenza dovresti attivare anche tu qualche punto di forza o almeno cercare di eliminare il gap con il tuo competitor.

Valorizza il tuo punto di forza

Alla base di una buona reputazione deve esserci un prodotto/servizio che ti consenta di differenziarti dai tuoi competitor.

Questo punto di forza rappresenta un vantaggio competitivo che ti permetterà di puntare al tuo target di riferimento.

Prodotti o servizi in qualche modo unici saranno maggiormente apprezzati e ti consentiranno di costruire la tua reputazione partendo dai tuoi tratti distintivi: è il concetto della user experience, l’esperienza dell’utente, che tanto influenza il processo decisionale di acquisto.

Raccogli e valorizza il feedback dei tuoi clienti

Il rapporto tra brand e cliente deve essere strutturato come un dialogo in cui lo staff sia sempre pronto a rispondere in maniera tempestiva e adeguata a richieste, dubbi o critiche.

Valuta attentamente ogni risposta perché ogni post ritenuto poco adeguato può essere oggetto di uno screenshot e in pochi secondi fare il giro del web.

Un feedback negativo può essere occasione per crescere e migliorare la tua attività, per cui ringrazia in ogni caso e cerca piuttosto di scusarti creando una comunicazione di tipo empatico.

Collabora con degli esperti di settore

Gli esperti di settore (che personalmente preferisco agli influenze generici, ossia coloro che lavorano sul migliorare la propria immagine online così da poter poi influenzare positivamente quella di altri brand influenzando a loro volta gli utenti che li seguono) sono un ottimo strumento di web marketing.

Contatta quelli più importanti del tuo settore e chiedi un’intervista o un guest post. Queste pubblicazioni ti permetteranno di aumentare la visibilità, di aumentare in autorevolezza e di scalare la serp di Google.

Nel settore dell’enoturismo puoi rivolgerti anche agli wine blogger, mentre nel settore turistico sono molto importanti i “blog tour”, tour per la cui promozione vengono invitati famosi travel blogger.

Ora sai come migliorare la tua brand reputation. 

Ricorda che prima di acquistare i tuoi prodotti e i tuoi servizi, le persone comprano le opinioni e le idee che gli altri utenti hanno del tuo brand.

Se hai bisogno di ulteriori iinformazioni contattami pure, sarò felice di aiutarti a costruire la tua Brand reputation.

 

Articolo a cura di Sara Soliman
AEsse Communication

Seguimi

LinkedIn

Sara Soliman

Copywriter

Scopri i Servizi di AEsse Communication:

  • business blogging e testi professionali
  • copywriting
  • foto professionali
  • siti web responsive e mobile friendly
  • social media marketing

✉︎   info@aessecommunication.it

Servizi di Comunicazione digitale:
Nicola   ☏   +393498058016

Seguici sui social

LinkedIn  Facebook

Come costruire una Landing Page che soddisfi la domanda dell’utente e che converta

Come costruire una Landing Page che soddisfi la domanda dell’utente e che converta

Per ideare una Landing Page è indispensabile mettersi nei panni del lettore, che cerca una risposta al suo problema. Deve contenere una risposta esaustiva, con immagini e grafica di qualità

 

Il termine landing page significa letteralmente “pagina di atterraggio” e identifica una pagina web alla quale gli utenti giungono dopo aver digitato un link nella serp di Google.

L’obiettivo di una landing page ottimale è indurre il lettore a rimanere sul sito e generare un risultato.

Per tale motivo la landing page va pensata e creata con accuratezza in ogni dettaglio, dal titolo al testo alle immagini e ai colori.

A seconda della tua strategia lo scopo della landing page può essere quello di ottenere le informazioni di contatto, trasformare i leads (contatti) in prospect (utenti realmente interessati al tuo prodotto) o trasformare i prospect in clienti, se punti a vendere un prodotto.

Nel caso dell’utente ci contatti possiamo parlare di marketing a risposta diretta, in quanto l’utente agisce e compie un’azione in base allo stimolo ricevuto.

Nota che questo è un tipo di marketing scientifico in quanto puoi misurare i passaggi di ogni singola azione tramite il tracciamento dei permalink del sito.

Con una landing page strutturata ci dotiamo di uno strumento pratico in cui si concretizzano le tecniche di comunicazione basate su messaggi diretti, semplici e senza giri di parole.

Solo in questo modo si riesce a portare all’azione il lettore.

Gli elementi che devono essere sempre presenti in una landing page sono questi:

  • Problema
  • Attrazione
  • Interesse
  • Fiducia
  • Desiderio
  • Azione
  • Soddisfazione

Sono sette elementi che, se ben distribuiti, possono fare la differenza e, se hai notato, sono tutti rivolti all’utente.

“Questo perché non si parte dalla promozione della soluzione ma dal problema dell’utente”.

Il concetto di landing page può essere applicato alla Home page ma anche a più pagine del tuo sito, dipende dal tuo obiettivo.

Come intercettare le persone interessate?

Gli utenti che scorrono le pagine del web, molto spesso, devono risolvere un loro problema, un bisogno o un dubbio.

Quindi la tua pagina di atterraggio deve offrire loro la migliore soluzione di quel problema, cercando di esaudire al meglio tutte le possibili obiezioni.

Se si riesce a soddisfare in pieno la loro richiesta allora l’azione successiva dell’utente sarà quella di entrare in contatto con te, tramite email o telefono oppure iscriversi alla tua newsletter.

Un altro modo è quello di intercettare le persone interessate a un argomento specifico e offrire loro delle informazioni (con articoli, e-book o video) chiedendo in cambio l’indirizzo email.

Stiamo parlando dell’email marketing, che deve rientrare nell’insieme delle attività legate al modo di fare business.

In questo modo si ha la possibilità di creare un gruppo di lettori appassionati che, con il tempo, si possono trasformare in clienti poiché interessati ai servizi presenti sulla pagina.

Landing page: struttura ed elementi principali

Ideare una landing page vincente è l’obiettivo di ogni sito web rivolto alla vendita.

Gli elementi da considerare sono quelli che seguono.

1) Titolo e sottotitolo
Scegli le parole giuste per il titolo del tuo sito web per catturare l’attenzione dell’utente.
Comunica subito al lettore e in modo chiaro i servizi o prodotti presenti nel sito. Questo lo si deve fare con solo 3/5 secondi, che è il tempo che l’utente impiega per decidere se proseguire con la navigazione o abbandonare il tuo sito.

Il titolo deve essere anche:

  • incisivo,
  • informativo,
  • specifico.

Il sottotitolo deve invece:

  • spiegare brevemente l’offerta,
  • contenere le parole chiave legate alla tua attività.

2) Immagini

Le foto scelte per la landing page devono essere di qualità e in linea con la tua attività.
Solo così potrai attrarre l’attenzione dell’utente che trova degli elementi coinvolgenti e interessanti finalizzati alla sua ricerca.

Eventuali video sono da valutare in quanto potrebbero rallentare il caricamento della landing page.

3) Sezione centrale informativa

Informare l’utente che approda al tuo sito è essenziale. Aggiungi pertanto una descrizione specifica, chiara ed esaustiva senza dilungarti troppo e senza troppi tecnincismi.

Una descrizione sintetica, ben dosata e calibrata che illustri il tuo servizio o prodotto è l’opportunità per presentarti ai tuoi potenziali clienti.

4) Sezione dedicata ai benefits

Metti in evidenza, magari nel corpo centrale della landing page, un benefit che puoi offrire ai tuoi visitatori.

Potrebbe essere un Pdf con approfondimenti su alcune tematiche o una consulenza gratuita, che sono un vantaggio da usufruire per l’utente e nel contempo ottiene un esempio concreto della tua attività o professione.

5) Call To Action

L’invito a compiere una determinata azione, come per esempio scaricare un Pdf o guardare una pagine di un prodotto o servizio, deve essere ben posizionata e in evidenza, con dei colori differenti dal colore di fondo della pagina.

Il testo deve essere breve e chiaro per far capire esattamente cosa offri e non lasciare indeciso l’utente.

6) Modulo contatti

Le informazioni ai tuoi contatti sono indispensabili. Sede legale, telefono, indirizzo email, social network sono da indircare sempre.

Gli elementi principali di una Landing page

Landing Page che converte

L’obiettivo primario del processo di vendita è quello di soddisfare le richieste di chi è vicino all’acquisto, così da ottenere contatti e vendite nell’immediato.

Ecco la necessità di creare una pagina in grado di convincere gli utenti, che hanno bisogno del prodotto o servizio disponibile nel sito, all’azione specifica.

Questo processo è chiamato conversione.

Il processo di vendita si consolida prima sulla creazione di un rapporto di fiducia. Le conversioni diventano così una conseguenza naturale del rapporto che si instaura.

Solo in questo caso possiamo parlare di landing page efficace.

La landing page (pagina di atterraggio) è diversa dalla landing page efficace (pagina di atterraggio ottimizzata).

Una landing page è rivolta a motivare l’utente a compiere una specifica azione chiamata conversione. Deve prima fornire la risposta al bisogno di una persona con un rapporto di fiducia e vantaggio reciproco.

Come impostare la comunicazione sulla Landing Page

Nel web il momento più delicato è la fase di atterraggio, cioè il primo momento in cui il lettore vede la pagina.

Il rischio è che l’utente se ne vada per un semplice motivo: si è creato un divario tra le sue aspettative e le risposte al suo bisogno che trova nella parte superiore della Landing page.

Tutta la comunicazione deve essere il più possibile naturale e familiare in modo da far agire subito il lettore senza rimandare la decisione.

E ricorda: ogni volta che presentiamo al lettore un contenuto stiamo chiedendo un piccolo prestito di attenzione. Quindi massima deve essere la cura nella stesura dei testi e del linguaggio usati.

Landing page

Un esempio di Landing page di hootsuite.com

Google: davvero bisogna comparire tra i primi della prima pagina?

Certo, un obiettivo che molti clienti chiedono è quello di “essere nelle prime posizioni della prima pagina di Google”.

La richiesta è tra le più gettonate ma, nel contempo, nessuno specifica:

  1. per quale parola chiave (Key word) vuole essere trovato,
  2. per quale motivo vuole essere primo.

In questo modo si investono risorse economiche per far arrivare un messaggio inefficace.

Il motivo di questo atteggiamento è da individuare in una distorsione cognitiva che Daniel Kahneman (Thinking Fast and Slow, Penguin, 2012) identificava nell’acronimo WYSIATI cioè “What You See Is All That Is” (quello che vedi è tutto ciò che è).

In questo senso siamo portati a considerare determinanti, per il buon fine di un progetto, solo quelle variabili che conosciamo e non considerando altri fattori, magari più importanti.

L’esempio di come Google agisce è utile per una valutazione.

Il suo successo deriva dal fatto che è il motore di ricerca con la migliore risposta alla domanda dell’utente.

Pertanto la creazione di una landing page ottimale risponde ai seguenti requisiti:

  1. il contenuto è una delle migliori risposte al bisogno di informazione,
  2. il tema è trattato in modo verticale, cioè tocca tutti i possibili aspetti,
  3. la pagina è ottimizzata dal punto di vista della velocità del caricamento, della qualità delle immagini e della grafica.

Landing Page: conclusione

La landing page di un sito web si diversifica da una Home page tradizionale.

La prima impressione sulla pagina è data dall’aspetto generale della pagina e quindi deve essere chiara, leggibile e con delle immagini di qualità.

Superata la prima impressione, che si forma nell’utente in 17-50 millisecondi, ci sono solo altri 5 secondi per far capire se il tuo sito è la soluzione al problema dell’utente.

È qui che si cela la differenza tra una Home page tradizionale e una landing page.

Fai capire all’utente che è sul sito giusto per risolvere il suo problema.

Pertanto, intercettare il bisogno/problema dell’utente e ridurre al minimo il gap tra l’aspettativa prima del click e il contenuto su cui arriva, deve essere l’obiettivo da raggiungere. Sei d’accordo?

Potresti leggere anche:

Landing Page: perché sceglierla nella strategia vincente del tuo sito

I vantaggi del sito web per la piccola attività

 

Nicola Albi

Consulente Marketing

Scopri i Servizi di AEsse Communication:

  • business blogging e testi professionali
  • copywriting
  • foto professionali
  • siti web responsive e mobile friendly
  • social media marketing

✉︎   info@aessecommunication.it

Servizi di Comunicazione digitale:
Nicola   ☏   +39 349 8058 016

Seguici sui social

LinkedIn  FacebookPinterest social

Cybersecurity: quando l’attenzione deve rimanere alta anche con WordPress

Cybersecurity: quando l’attenzione deve rimanere alta anche con WordPress

La percezione della sicurezza informatica è spesso bassa. Quando il tuo sito web è violato dagli hacker, però, ti accorgi che è meglio essere protetti. Mantenere aggiornato il tuo CMS è il primo consiglio

 

La sicurezza informatica è un aspetto che ritorna in auge quando meno la si aspetti.

In questi mesi di lockdown, dove il commercio su Internet si è ampliato a dismisura, l’incubo principale è l’intrusione nel sistema informatico da parte di hacker.

Stiamo parlando di data breach: breach, una “breccia”, una falla di sicurezza sul sistema che provoca la fuoriuscita di dati.

Dati che dovrebbero essere custoditi con cura e grande attenzione.

Il Garante per la Privacy chiama questa situazione “violazione dati”.

Oggi l’utilizzo dei big data è divenuta una realtà amplificata ma le misure di sicurezza a tutela dei dati memorizzati, molto spesso sono quelle di dieci anni fa.

La sicurezza è sottovalutata

Chi raccoglie grandi quantitativi di dati dovrebbe incorporare la sicurezza nei suoi progetti ancor prima di presentare il progetto stesso.

Incorporarla nei server. Nelle app. Negli strumenti che saranno usati. Nei siti web che dialogano con gli utenti.

Come se l’idea di sicurezza dovesse essere nello scheletro stesso del progetto.

Prima ancora di iniziare a raccogliere i dati, si dovrebbe creare un ambiente sicuro.

Questo, purtroppo, nella maggior parte dei casi non avviene.

La fretta di andare sul mercato, l’improvvisazione, il risparmio sui costi o, semplicemente, incompetenza e dilettantismo portano sovente a trovare online dei sistemi vulnerabili ancor prima di essere operativi.

In altre parole: i nostri dati finiscono spesso, sin dall’inizio, in ambienti che non sono sicuri.

Il mondo digitale: un luogo da capire

La società è colma di miliardi di dispositivi connessi: videocamere, automobili, frigoriferi, termostati, acquari, irrigatori, cancelli, braccialetti fitness, assistenti vocali.

Sono tutti prodotti che devono essere venduti a prezzi concorrenziali: di conseguenza, l’investimento per la sicurezza informatica di questi dispositivi è minimo.

Il fatto, poi, che molti dispositivi non abbiano un display porta a prendere sotto gamba il problema. L’utente medio non comprende che questi dispositivi possono essere oggetto di un’intrusione hacker.

I dati personali usati come merce in vendita

Non c’è mai stata una esposizione così diffusa, come avviene oggi, dei nostri dati sensibili o “particolari”, ossia di quei dati che possono essere usati per discriminare o ricattare una persona: salute, sesso, opinioni politiche.

Oggi i dati delle persone fanno più gola dei numeri della carta di credito.

I dati di un neonato possono essere usati per truffe e rimanere sicuri per anni e anni. Si partla di una “clean credit history”, quando i dati della giovane vittima possono essere usati per aprire conti o linee di credito fino a quando il bambino non diventa adolescente e inizia a usare i suoi dati, facendo così scoprire la truffa.

I dati intimi delle persone girano ormai ovunque: app per il fitness, siti di dating e appuntamenti, assicurazioni, banche, enti pubblici, ospedali e cliniche, piattaforme per la consultazione dei cittadini.

E tutti sono luoghi che si sono dimostrati vulnerabili.

Quando l’utente si fida a comunicare i propri dati

Il problema è che, spesso, non ci possiamo fare nulla. I nostri dati li diamo a soggetti che, pensiamo, siano ben più sicuri del nostro piccolo computer o telefono.

Ma questa garanzia, in realtà, ce la forniscono sempre meno. Sono centinaia i siti web che ogni anno subiscono attacchi e data breach.

E, spesso, i gestori non ci avvertono del breach e della improvvisa circolazione dei nostri dati.

Investire in sicurezza è la strada da percorrere

Con l’attuazione del Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati (GDPR art.93) aveva portato maggiore attenzione all’adeguamento.

Ma ora, con la crisi, la sicurezza informatica (e i costi relativi) sarà probabilmente messa da parte per risolvere contingenze economiche (spesso di vera e propria sopravvivenza sul mercato) percepite come ben più importanti.

Siamo in presenza, pertanto, di un piccolo-grande cortocircuito: vi è la corsa all’accumulo dei dati senza, però, blindarli.

Sono proprio queste vulnerabilità del sistema dovute a incuria, a fretta nella programmazione o progettazione del sito e dei servizi, a improvvisazione che rendono insicura la Rete.

WordPress: il livello di sicurezza?

La prima domanda che probabilmente vi state facendo è questa: WordPress è sicuro?

Nella maggior parte dei casi, sì.

 

Vulnerabilita wordpress

Vulnerabilità ad alta gravità nel 2019, in parte a causa dell’aumento degli attacchi mirati all’uso improprio della funzione update_option () di WordPress (fonte securi.net)

 

Tuttavia, WordPress spesso ha fama di essere vulnerabile sotto l’aspetto della sicurezza e di non essere è una piattaforma sicura per l’utilizzo aziendale.

Ma il più delle volte questo è dovuto al fatto che gli utenti seguono quelle che si sono dimostrate le peggiori pratiche per quello che riguarda la sicurezza.

Sono l’utilizzo di software WordPress obsoleto e di plugin annullati o datati, di una cattiva gestione delle credenziali e della mancanza delle necessarie conoscenze sul Web e sulla

sicurezza tra gli utenti non tecnici di WordPress a dare agli hacker il controllo del loro gioco cyber-criminale.

Per esempio il sito della testata giornalistica Reuters è stato violato perché utilizzava una versione obsoleta di WordPress.

I siti web sono attaccati dagli hacker per la scarsa protezione informatica (analisi da fonte sucuri.net)

Secondo le analisi di Sucuri, un’azienda specializzata nella sicurezza multipiattaforma, WordPress continua a guidare la classifica dei siti web infetti (83% nel 2018).

Si partiva dal 74% del 2016.

Il software vulnerabile è una delle principali cause di infezioni del sito Web e il numero di exploit immediatamente disponibili per gli hacker è vasto.

Gli script automatizzati rendono estremamente facile la scansione dei siti Web alla ricerca di vulnerabilità note.

Il team di Sucuri ha riscontrato una vulnerabilità ad alta gravità nel 2019, in parte a causa dell’aumento degli attacchi mirati all’uso improprio della funzione update_option () di WordPress.

Cosa fare per essere sicuri

Per mitigare il rischio che script automatici individuino e infettino un sito web sfruttando una vulnerabilità nota, è imperativo che i proprietari del sito web mantengano tutto il software del sito web aggiornato con le ultime patch di sicurezza.

Il team di Studio AEsse Communication collabora con professionisti di data protection per garantire un servizio di assistenza che tuteli l’utente e, in primis, il proprietario del sito web.

Se hai qualche domanda da fare su questo tema scrivimi pure.

Leggi anche:

 

Articolo a cura di Nicola Albi
AEsse Communication

**************************

Foto di copertina: rawpixel.com

Seguimi

LinkedIn

Nicola Albi

Consulente Marketing

Scopri i Servizi di AEsse Communication:

  • business blogging e testi professionali
  • copywriting
  • foto professionali
  • siti web responsive e mobile friendly
  • social media marketing

✉︎   info@aessecommunication.it

Servizi di Comunicazione digitale:
Nicola   ☏   +39 349 8058 016

Seguici sui social

LinkedIn  FacebookPinterest social