Come costruire una Landing Page che soddisfi la domanda dell’utente e che converta

Come costruire una Landing Page che soddisfi la domanda dell’utente e che converta

Per ideare una Landing Page è indispensabile mettersi nei panni del lettore, che cerca una risposta al suo problema. Deve contenere una risposta esaustiva, con immagini e grafica di qualità

 

Il termine landing page significa letteralmente “pagina di atterraggio” e identifica una pagina web alla quale gli utenti giungono dopo aver digitato un link nella serp di Google.

L’obiettivo di una landing page ottimale è indurre il lettore a rimanere sul sito e generare un risultato.

Per tale motivo la landing page va pensata e creata con accuratezza in ogni dettaglio, dal titolo al testo alle immagini e ai colori.

A seconda della tua strategia lo scopo della landing page può essere quello di ottenere le informazioni di contatto, trasformare i leads (contatti) in prospect (utenti realmente interessati al tuo prodotto) o trasformare i prospect in clienti, se punti a vendere un prodotto.

Nel caso dell’utente ci contatti possiamo parlare di marketing a risposta diretta, in quanto l’utente agisce e compie un’azione in base allo stimolo ricevuto.

Nota che questo è un tipo di marketing scientifico in quanto puoi misurare i passaggi di ogni singola azione tramite il tracciamento dei permalink del sito.

Con una landing page strutturata ci dotiamo di uno strumento pratico in cui si concretizzano le tecniche di comunicazione basate su messaggi diretti, semplici e senza giri di parole.

Solo in questo modo si riesce a portare all’azione il lettore.

Gli elementi che devono essere sempre presenti in una landing page sono questi:

  • Problema
  • Attrazione
  • Interesse
  • Fiducia
  • Desiderio
  • Azione
  • Soddisfazione

Sono sette elementi che, se ben distribuiti, possono fare la differenza e, se hai notato, sono tutti rivolti all’utente.

“Questo perché non si parte dalla promozione della soluzione ma dal problema dell’utente”.

Il concetto di landing page può essere applicato alla Home page ma anche a più pagine del tuo sito, dipende dal tuo obiettivo.

Come intercettare le persone interessate?

Gli utenti che scorrono le pagine del web, molto spesso, devono risolvere un loro problema, un bisogno o un dubbio.

Quindi la tua pagina di atterraggio deve offrire loro la migliore soluzione di quel problema, cercando di esaudire al meglio tutte le possibili obiezioni.

Se si riesce a soddisfare in pieno la loro richiesta allora l’azione successiva dell’utente sarà quella di entrare in contatto con te, tramite email o telefono oppure iscriversi alla tua newsletter.

Un altro modo è quello di intercettare le persone interessate a un argomento specifico e offrire loro delle informazioni (con articoli, e-book o video) chiedendo in cambio l’indirizzo email.

Stiamo parlando dell’email marketing, che deve rientrare nell’insieme delle attività legate al modo di fare business.

In questo modo si ha la possibilità di creare un gruppo di lettori appassionati che, con il tempo, si possono trasformare in clienti poiché interessati ai servizi presenti sulla pagina.

Landing page: struttura ed elementi principali

Ideare una landing page vincente è l’obiettivo di ogni sito web rivolto alla vendita.

Gli elementi da considerare sono quelli che seguono.

1) Titolo e sottotitolo
Scegli le parole giuste per il titolo del tuo sito web per catturare l’attenzione dell’utente.
Comunica subito al lettore e in modo chiaro i servizi o prodotti presenti nel sito. Questo lo si deve fare con solo 3/5 secondi, che è il tempo che l’utente impiega per decidere se proseguire con la navigazione o abbandonare il tuo sito.

Il titolo deve essere anche:

  • incisivo,
  • informativo,
  • specifico.

Il sottotitolo deve invece:

  • spiegare brevemente l’offerta,
  • contenere le parole chiave legate alla tua attività.

2) Immagini

Le foto scelte per la landing page devono essere di qualità e in linea con la tua attività.
Solo così potrai attrarre l’attenzione dell’utente che trova degli elementi coinvolgenti e interessanti finalizzati alla sua ricerca.

Eventuali video sono da valutare in quanto potrebbero rallentare il caricamento della landing page.

3) Sezione centrale informativa

Informare l’utente che approda al tuo sito è essenziale. Aggiungi pertanto una descrizione specifica, chiara ed esaustiva senza dilungarti troppo e senza troppi tecnincismi.

Una descrizione sintetica, ben dosata e calibrata che illustri il tuo servizio o prodotto è l’opportunità per presentarti ai tuoi potenziali clienti.

4) Sezione dedicata ai benefits

Metti in evidenza, magari nel corpo centrale della landing page, un benefit che puoi offrire ai tuoi visitatori.

Potrebbe essere un Pdf con approfondimenti su alcune tematiche o una consulenza gratuita, che sono un vantaggio da usufruire per l’utente e nel contempo ottiene un esempio concreto della tua attività o professione.

5) Call To Action

L’invito a compiere una determinata azione, come per esempio scaricare un Pdf o guardare una pagine di un prodotto o servizio, deve essere ben posizionata e in evidenza, con dei colori differenti dal colore di fondo della pagina.

Il testo deve essere breve e chiaro per far capire esattamente cosa offri e non lasciare indeciso l’utente.

6) Modulo contatti

Le informazioni ai tuoi contatti sono indispensabili. Sede legale, telefono, indirizzo email, social network sono da indircare sempre.

Gli elementi principali di una Landing page

Landing Page che converte

L’obiettivo primario del processo di vendita è quello di soddisfare le richieste di chi è vicino all’acquisto, così da ottenere contatti e vendite nell’immediato.

Ecco la necessità di creare una pagina in grado di convincere gli utenti, che hanno bisogno del prodotto o servizio disponibile nel sito, all’azione specifica.

Questo processo è chiamato conversione.

Il processo di vendita si consolida prima sulla creazione di un rapporto di fiducia. Le conversioni diventano così una conseguenza naturale del rapporto che si instaura.

Solo in questo caso possiamo parlare di landing page efficace.

La landing page (pagina di atterraggio) è diversa dalla landing page efficace (pagina di atterraggio ottimizzata).

Una landing page è rivolta a motivare l’utente a compiere una specifica azione chiamata conversione. Deve prima fornire la risposta al bisogno di una persona con un rapporto di fiducia e vantaggio reciproco.

Come impostare la comunicazione sulla Landing Page

Nel web il momento più delicato è la fase di atterraggio, cioè il primo momento in cui il lettore vede la pagina.

Il rischio è che l’utente se ne vada per un semplice motivo: si è creato un divario tra le sue aspettative e le risposte al suo bisogno che trova nella parte superiore della Landing page.

Tutta la comunicazione deve essere il più possibile naturale e familiare in modo da far agire subito il lettore senza rimandare la decisione.

E ricorda: ogni volta che presentiamo al lettore un contenuto stiamo chiedendo un piccolo prestito di attenzione. Quindi massima deve essere la cura nella stesura dei testi e del linguaggio usati.

Landing page

Un esempio di Landing page di hootsuite.com

Google: davvero bisogna comparire tra i primi della prima pagina?

Certo, un obiettivo che molti clienti chiedono è quello di “essere nelle prime posizioni della prima pagina di Google”.

La richiesta è tra le più gettonate ma, nel contempo, nessuno specifica:

  1. per quale parola chiave (Key word) vuole essere trovato,
  2. per quale motivo vuole essere primo.

In questo modo si investono risorse economiche per far arrivare un messaggio inefficace.

Il motivo di questo atteggiamento è da individuare in una distorsione cognitiva che Daniel Kahneman (Thinking Fast and Slow, Penguin, 2012) identificava nell’acronimo WYSIATI cioè “What You See Is All That Is” (quello che vedi è tutto ciò che è).

In questo senso siamo portati a considerare determinanti, per il buon fine di un progetto, solo quelle variabili che conosciamo e non considerando altri fattori, magari più importanti.

L’esempio di come Google agisce è utile per una valutazione.

Il suo successo deriva dal fatto che è il motore di ricerca con la migliore risposta alla domanda dell’utente.

Pertanto la creazione di una landing page ottimale risponde ai seguenti requisiti:

  1. il contenuto è una delle migliori risposte al bisogno di informazione,
  2. il tema è trattato in modo verticale, cioè tocca tutti i possibili aspetti,
  3. la pagina è ottimizzata dal punto di vista della velocità del caricamento, della qualità delle immagini e della grafica.

Landing Page: conclusione

La landing page di un sito web si diversifica da una Home page tradizionale.

La prima impressione sulla pagina è data dall’aspetto generale della pagina e quindi deve essere chiara, leggibile e con delle immagini di qualità.

Superata la prima impressione, che si forma nell’utente in 17-50 millisecondi, ci sono solo altri 5 secondi per far capire se il tuo sito è la soluzione al problema dell’utente.

È qui che si cela la differenza tra una Home page tradizionale e una landing page.

Fai capire all’utente che è sul sito giusto per risolvere il suo problema.

Pertanto, intercettare il bisogno/problema dell’utente e ridurre al minimo il gap tra l’aspettativa prima del click e il contenuto su cui arriva, deve essere l’obiettivo da raggiungere. Sei d’accordo?

 

> Leggi anche: Per fati trovare dai tuoi potenziali clienti devi conoscere il tuo targhet di riferimento: le Buyers Personas

 

Articolo a cura di Nicola Albi
AEsse Communication

Seguimi

LinkedIn

Nicola Albi

Consulente Marketing

Scopri i Servizi di AEsse Communication:

  • business blogging e testi professionali
  • copywriting
  • foto professionali
  • siti web responsive e mobile friendly
  • social media marketing

✉︎   info@aessecommunication.it

Servizi di Comunicazione digitale:
Nicola   ☏   +39 349 8058 016

Seguici sui social

LinkedIn  FacebookPinterest social

Cosa possiamo fare per te?

Ti aiutiamo a comunicare con empatia, a gestire un sito web e a scrivere con passione.
Sara & Team

Contattaci!

E-Mail
info@aessecommunication.it

Cybersecurity: quando l’attenzione deve rimanere alta anche con WordPress

Cybersecurity: quando l’attenzione deve rimanere alta anche con WordPress

La percezione della sicurezza informatica è spesso bassa. Quando il tuo sito web è violato dagli hacker, però, ti accorgi che è meglio essere protetti. Mantenere aggiornato il tuo CMS è il primo consiglio

 

La sicurezza informatica è un aspetto che ritorna in auge quando meno la si aspetti.

In questi mesi di lockdown, dove il commercio su Internet si è ampliato a dismisura, l’incubo principale è l’intrusione nel sistema informatico da parte di hacker.

Stiamo parlando di data breach: breach, una “breccia”, una falla di sicurezza sul sistema che provoca la fuoriuscita di dati.

Dati che dovrebbero essere custoditi con cura e grande attenzione.

Il Garante per la Privacy chiama questa situazione “violazione dati”.

Oggi l’utilizzo dei big data è divenuta una realtà amplificata ma le misure di sicurezza a tutela dei dati memorizzati, molto spesso sono quelle di dieci anni fa.

La sicurezza è sottovalutata

Chi raccoglie grandi quantitativi di dati dovrebbe incorporare la sicurezza nei suoi progetti ancor prima di presentare il progetto stesso.

Incorporarla nei server. Nelle app. Negli strumenti che saranno usati. Nei siti web che dialogano con gli utenti.

Come se l’idea di sicurezza dovesse essere nello scheletro stesso del progetto.

Prima ancora di iniziare a raccogliere i dati, si dovrebbe creare un ambiente sicuro.

Questo, purtroppo, nella maggior parte dei casi non avviene.

La fretta di andare sul mercato, l’improvvisazione, il risparmio sui costi o, semplicemente, incompetenza e dilettantismo portano sovente a trovare online dei sistemi vulnerabili ancor prima di essere operativi.

In altre parole: i nostri dati finiscono spesso, sin dall’inizio, in ambienti che non sono sicuri.

Il mondo digitale: un luogo da capire

La società è colma di miliardi di dispositivi connessi: videocamere, automobili, frigoriferi, termostati, acquari, irrigatori, cancelli, braccialetti fitness, assistenti vocali.

Sono tutti prodotti che devono essere venduti a prezzi concorrenziali: di conseguenza, l’investimento per la sicurezza informatica di questi dispositivi è minimo.

Il fatto, poi, che molti dispositivi non abbiano un display porta a prendere sotto gamba il problema. L’utente medio non comprende che questi dispositivi possono essere oggetto di un’intrusione hacker.

I dati personali usati come merce in vendita

Non c’è mai stata una esposizione così diffusa, come avviene oggi, dei nostri dati sensibili o “particolari”, ossia di quei dati che possono essere usati per discriminare o ricattare una persona: salute, sesso, opinioni politiche.

Oggi i dati delle persone fanno più gola dei numeri della carta di credito.

I dati di un neonato possono essere usati per truffe e rimanere sicuri per anni e anni. Si partla di una “clean credit history”, quando i dati della giovane vittima possono essere usati per aprire conti o linee di credito fino a quando il bambino non diventa adolescente e inizia a usare i suoi dati, facendo così scoprire la truffa.

I dati intimi delle persone girano ormai ovunque: app per il fitness, siti di dating e appuntamenti, assicurazioni, banche, enti pubblici, ospedali e cliniche, piattaforme per la consultazione dei cittadini.

E tutti sono luoghi che si sono dimostrati vulnerabili.

Quando l’utente si fida a comunicare i propri dati

Il problema è che, spesso, non ci possiamo fare nulla. I nostri dati li diamo a soggetti che, pensiamo, siano ben più sicuri del nostro piccolo computer o telefono.

Ma questa garanzia, in realtà, ce la forniscono sempre meno. Sono centinaia i siti web che ogni anno subiscono attacchi e data breach.

E, spesso, i gestori non ci avvertono del breach e della improvvisa circolazione dei nostri dati.

Investire in sicurezza è la strada da percorrere

Con l’attuazione del Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati (GDPR art.93) aveva portato maggiore attenzione all’adeguamento.

Ma ora, con la crisi, la sicurezza informatica (e i costi relativi) sarà probabilmente messa da parte per risolvere contingenze economiche (spesso di vera e propria sopravvivenza sul mercato) percepite come ben più importanti.

Siamo in presenza, pertanto, di un piccolo-grande cortocircuito: vi è la corsa all’accumulo dei dati senza, però, blindarli.

Sono proprio queste vulnerabilità del sistema dovute a incuria, a fretta nella programmazione o progettazione del sito e dei servizi, a improvvisazione che rendono insicura la Rete.

WordPress: il livello di sicurezza?

La prima domanda che probabilmente vi state facendo è questa: WordPress è sicuro?

Nella maggior parte dei casi, sì.

 

Vulnerabilita wordpress

Vulnerabilità ad alta gravità nel 2019, in parte a causa dell’aumento degli attacchi mirati all’uso improprio della funzione update_option () di WordPress (fonte securi.net)

 

Tuttavia, WordPress spesso ha fama di essere vulnerabile sotto l’aspetto della sicurezza e di non essere è una piattaforma sicura per l’utilizzo aziendale.

Ma il più delle volte questo è dovuto al fatto che gli utenti seguono quelle che si sono dimostrate le peggiori pratiche per quello che riguarda la sicurezza.

Sono l’utilizzo di software WordPress obsoleto e di plugin annullati o datati, di una cattiva gestione delle credenziali e della mancanza delle necessarie conoscenze sul Web e sulla

sicurezza tra gli utenti non tecnici di WordPress a dare agli hacker il controllo del loro gioco cyber-criminale.

Per esempio il sito della testata giornalistica Reuters è stato violato perché utilizzava una versione obsoleta di WordPress.

I siti web sono attaccati dagli hacker per la scarsa protezione informatica (analisi da fonte sucuri.net)

Secondo le analisi di Sucuri, un’azienda specializzata nella sicurezza multipiattaforma, WordPress continua a guidare la classifica dei siti web infetti (83% nel 2018).

Si partiva dal 74% del 2016.

Il software vulnerabile è una delle principali cause di infezioni del sito Web e il numero di exploit immediatamente disponibili per gli hacker è vasto.

Gli script automatizzati rendono estremamente facile la scansione dei siti Web alla ricerca di vulnerabilità note.

Il team di Sucuri ha riscontrato una vulnerabilità ad alta gravità nel 2019, in parte a causa dell’aumento degli attacchi mirati all’uso improprio della funzione update_option () di WordPress.

Cosa fare per essere sicuri

Per mitigare il rischio che script automatici individuino e infettino un sito web sfruttando una vulnerabilità nota, è imperativo che i proprietari del sito web mantengano tutto il software del sito web aggiornato con le ultime patch di sicurezza.

Il team di Studio AEsse Communication collabora con professionisti di data protection per garantire un servizio di assistenza che tuteli l’utente e, in primis, il proprietario del sito web.

Se hai qualche domanda da fare su questo tema scrivimi pure.

Leggi anche:

 

Articolo a cura di Nicola Albi
AEsse Communication

**************************

Foto di copertina: rawpixel.com

Seguimi

LinkedIn

Nicola Albi

Consulente Marketing

Scopri i Servizi di AEsse Communication:

  • business blogging e testi professionali
  • copywriting
  • foto professionali
  • siti web responsive e mobile friendly
  • social media marketing

✉︎   info@aessecommunication.it

Servizi di Comunicazione digitale:
Nicola   ☏   +39 349 8058 016

Seguici sui social

LinkedIn  FacebookPinterest social

Cosa possiamo fare per te?

Ti aiutiamo a comunicare con empatia, a gestire un sito web e a scrivere con passione.
Sara & Team

Contattaci!

E-Mail
info@aessecommunication.it

Google My Business: come utilizzarlo al meglio e rendere visibile sul web un’attività

Google My Business: come utilizzarlo al meglio e rendere visibile sul web un’attività

Con Google My Business la vostra attività si rende visibile e localizzabile online. Un ottimo strumento per comunicare cosa fate e interagire con gli utenti

 

Google è il motore di ricerca più usato e più conosciuto al mondo, il secondo è Google Immagini. Seguono Bing, DuckDuckGo e Yahoo.

Farsi trovare sulla pagina di Google con la propria attività, sia essa commerciale o professionale, risulta determinante.

Quando le persone cercano un prodotto o un servizio vicino a dove abitano è perché sono interessate ad acquistare qualcosa.

Secondo Search Engine Land (un hub di lettura specializzato sul marketing dei motori di ricerca) il 78% delle ricerche locali su mobile portano ad un acquisto in negozio oppure su e-commerce.

Per questo motivo essere presenti sul Google My Business favorisce l’attrattività della vostra azienda.

In questo articolo vediamo cos’è Google My Business e come ottimizzarlo.

Scopri Google My Business

Google My Business è un servizio messo a disposizione delle aziende locali da Google.

Parliamo di un sevizio gratuito che rende visibile la vostra attività o professione con una casella di geolocalizzazione.

Questo è l’esempio di come si presenta Google My Business se digito il nome dello Studio AEsse Communication:

Goolge my business

 

Come funziona Google My Business?

Google vi offre l’opportunità di mettere in evidenza la vostra attività.

Così facendo, quando gli utenti cercano un servizio o prodotto da voi offerto, il vostro sito web compare nei risultati di ricerca.

La struttura della pagina a voi dedicata comprende:

  1. Un elenco dei servizi che offrite;
  2. Una sezione dedicata alle domande poste dagli utenti (FAQ – frequently asked questions);
  3. Una serie di foto del luogo in cui lavorate;
  4. Recensioni sulla vostra attività scritte dai clienti.

Ma non solo. Potete ampliare il vostro Schema Markup (l’insieme di metadati che vengono aggiunti al vostro sito per dare ai motori di ricerca maggiori informazioni) a WordPress.

Con questa aggiunta all’HTML interno delle pagine del vostro sito, vengono visualizzate ulteriori informazioni che riguardano il contesto in cui operate.

Informazioni che riguardano un’organizzazione, una persona, un luogo o altro.

Ciò rende più probabile che le vostre pagine vengano trovate nei risultati di ricerca di Google.

 

Ricordate: più l’utente rimane soddisfatto della ricerca e più avete la possibilità di essere contattati.

Possiamo aiutarvi?

Le caratteristiche di una pagina di Google My Business

Perché utilizzare Google My Business?

Google è il dominatore delle ricerche online.

Secondo Net Market Share, una società di analisi che tiene traccia della percentuale di utilizzo delle tecnologie web, oltre il 93% delle ricerche avviene su Google (dati da agosto 2019- luglio 2020)

Goolge my business

Grafico che mostra la quota di mercato dei motori di ricerca da agosto 2019 a luglio 2020 (fonte netmarketshare.com)

Ai possibili clienti online piace confrontare più marchi prima di procedere con l’acquisto di un prodotto.

E la maggior parte di loro predilige Google Search per la ricerca dell’azienda produttrice di quel bene o servizio.

Inoltre:

  • il 49% degli annunti di Google My Business ottine più di 1000 ricerce ogni mese;
  • il 96% degli annunci viene visto almeno 25 volte al mese.

Pertanto sapete cosa succede quando la vostra azienda compare su Google My Business?

Le statistiche mostrano che il:

  • 56% degli utenti che vedono la vostra casella cliccheranno sul vostro sito web;
  • almeno il 24% chiama la vostra azienda.

Oltre a questi dati la presenza su Google My Business garantisce la visibilità su Google Maps e Google Search e permette di mantenere quei fattori di ranking locale tanto funzionali a Google (fonte moz.com).

 

Goolge my business

Google Maps e Google Search aiutano a mantenere quei fattori di ranking locale tanto funzionali a Google (fonte moz.com)

 

Suggerimenti per Ottimizzare l’Annuncio su Google My Business

Ricapitoliamo, ormai dovreste aver fatto quanto segue:

• Impostato l’elenco Google My Business
• Aggiunto i vostri dati aziendali
• Verificato il vostro annuncio

Tutte le operazioni da seguire le trovate sul sito ufficiale di Google My Business.

E adesso?

Beh, è il momento di ottimizzare l’annuncio!

Andate sul vostro pannello di gestione di Google My Business, cliccate sul vostro annuncio e selezionate “Info”. Poi scegliete una sezione da completare o aggiornare.

Mantenete aggiornate le Informazioni dell’Annuncio.

Uno dei modi migliori per ottimizzare il vostro annuncio su Google My Business è mantenerlo aggiornato.

Come minimo, assicuratevi che quanto segue sia sempre corretto:

  • 
Nome
  • Indirizzo
  • Numero di telefono
  • 
Sito web
  • Descrizione
  • Categoria
  • Attributi
  • Caricate Foto sul vostro Annuncio

Il vostro annuncio di Google My Business è perfetto per mostrare i vostri prodotti e servizi aggiungendo immagini, video e tour virtuali per promuovere il vostro business.

Potete caricare immagini accattivanti dei vostri prodotti e servizi o magari offrire ai visitatori la possibilità di dare un’occhiata nella vostra sede.

Ecco le migliori dimensioni delle immagini di Google My Business:

  • Immagine del profilo – 250 x 250 pixel
  • Foto di copertina – 1080 x 608 pixel
  • 
Immagini condivise – 497 x 373 pixel

Aggiungete Informazioni sui Vostri Prodotti/Servizi

A volte una delle cose migliori che si possono fare per promuovere la propria attività è mostrare ciò che si fa.

Potete personalizzare la pagina Google My Business della vostra azienda citando chiaramente i servizi che offrite e i prodotti che vendete. Questo dovrebbe aiutare i vostri clienti a capire in cosa consiste la vostra attività.

Ad esempio, i ristoranti possono aggiungere dei link ai loro menu e indicare la posizione del ristorante.

Le compagnie di assicurazione, le agenzie di marketing, gli artigiani, le agenzie di viaggio, gli agenti immobiliari, gli studi di assistenza legale, possono allestire diverse sezioni per i servizi che forniscono e offrire la possibilità di prenotare direttamente dalla pagina.

Rispondete alle Domande

Sapevate che il vostro profilo Google My Business è dotato di uno strumento integrato di FAQ (le domande poste frequentemente)?

Anticipate e chiarite eventuali dubbi che la gente potrebbe avere sulla vostra attività.

Create una sezione di FAQ online per facilitare i vostri clienti. Ad esempio, un potenziale cliente potrebbe voler conoscere le dimensioni o la fascia d’età per cui è adatto un certo prodotto.

Certo è un lavoro che vi impegna ma che contribuisce a rendere efficace l’immagine dell’attività.

Come Studio AEsse Communication siamo disponibili per una consulenza che risponda alle vostre esigenze.

Entriamo in contatto?

Pubblicate i Post di Google

Volete rendere visibile online quello che fate?

Approfittate di Google Posts.

Google Posts è una grande opportunità per connettersi direttamente con i propri potenziali clienti catturando la loro attenzione.

Questi post cointribuiscono alla vostra strategia SEO locale per generare più clic organici. Potete includere pulsanti CTA (Call To Action) nei vostri post per incoraggiare gli utenti ad agire.

Seguite le recensioni dei Clienti

I vostri clienti sono la linfa vitale della vostra attività. Assicuratevi quindi di valutare i loro commenti e le loro recensioni di feedback rispondendo in tempo.

Google My Business fa sì che i clienti possano facilmente aggiungere recensioni sulla vostra azienda al vostro profilo in modo che possano essere letti da clienti potenziali.

Le recensioni di Google My Business sono un’opportunità per coinvolgere un maggior numero di clienti fornendo maggiori informazioni sui vostri prodotti o servizi.

Ricordatevi solo di rispondere a qualsiasi recensione, anche se negativa.

Può sembrare strano (potreste voler nascondere le recensioni negative sotto il tappeto), ma prendersi il tempo di rispondere alle recensioni negative può in realtà essere più efficace che ignorarle.

Il pubblico chiede la qualità

Dimostrate che vi state impegnando con il vostro pubblico e che vi preoccupate della qualità della vostra attività.

E questo è un aspetto da tenere sempre presente.

Implementare e migliorare il vostro profilo su Google My Business è oramai fondamentale per la presenza online e per generare contatti.

Essere visibili sul primo motore di ricerca al mondo vi permette di comunicare il vostro profilo professionale e gestire le informazioni, testuali e fotografiche, indispensabili per far apparire la vostra attività.

E questo lo potete fare senza alcun costo sulla piattaforma di proprietà di Google.

Pertanto, finché non cambiano le condizioni, il consiglio è quello di utilizzare Google My Business per farsi trovare sulla Rete.

Esserci è meglio che non esserci

Cosa ne pensate?

Se avete qualche domanda da fare su questo tema scrivete pure. Sarà un piacere consigliarvi al meglio.

 

Ulteriori approfondimenti:

 

 

Articolo a cura di Nicola Albi
AEsse Communication

**************************

Seguimi

LinkedIn

Nicola Albi

Consulente Marketing

Scopri i Servizi di AEsse Communication:

  • business blogging e testi professionali
  • copywriting
  • foto professionali
  • siti web responsive e mobile friendly
  • social media marketing

✉︎   info@aessecommunication.it

Servizi di Comunicazione digitale:
Nicola   ☏   +39 349 8058 016

Seguici sui social

LinkedIn  FacebookPinterest social

Cosa possiamo fare per te?

Ti aiutiamo a comunicare con empatia, a gestire un sito web e a scrivere con passione.
Sara & Team

Contattaci!

E-Mail
info@aessecommunication.it

Il tuo sito è lento a caricare? Scopri quali soluzioni adottare per migliorare la velocità

Il tuo sito è lento a caricare? Scopri quali soluzioni adottare per migliorare la velocità

Sia l’utente che i motori di ricerca chiedono un tempo di caricamento veloce. Scegli un hosting provider performante, comprimi le foto e installa un template di qualità

 

Nella costruzione di un sito web, di una pagina vetrina o di un e-commerce ci sono aspetti importanti da tenere sotto controllo.

La valutazione delle performance dei siti web, e dunque della velocità di caricamento delle pagine, rientra nei parametri chiesti dai motori di ricerca, primi tra tutti Google, ed è importante applicare le loro indicazioni per non essere penalizzati.

I siti lenti infastidiscono, inoltre, i naviganti del web con una scomoda prima impressione che influisce sulla user experience (la relazione tra l’utente e il sito).

Molti sono convinti che la lentezza di caricamento delle pagine web dipenda dalla bassa efficienza delle proprie connessioni; in realtà in molti casi dipende invece dalla soluzione hosting adottata e da una programmazione poco attenta a questi aspetti.

Intervenire sui tempi di caricamento permetterebbe quindi alle aziende, con un sito web, di essere meglio raggiungibili e aumentare i propri guadagni online.

Ma da dove iniziare?

La velocità di caricamento è un parametro fondamentale e il sito va ottimizzato per essere più veloce.

Inoltre, dal 2010 Google ritiene la velocità un parametro che influenza il posizionamento di un sito nelle pagine di ricerca.

Prima regola: ottimizzare il sito

Un sito ben strutturato e ben ottimizzato ottiene:

Più pagine viste dagli utenti: pensa che riducendo il tempo di caricamento da 7 a 2 secondi le visualizzazioni di pagina aumentano del 25%.
Più download di un’applicazione: riducendo la media di caricamento di 2,2 secondi, aumentano i download del browser del 15,4%.
Maggiori vendite degli e-commerce: ogni 100 millisecondi di ritardo nel rendering di una pagina causa una perdita delle vendite dell’1% (esempio testato su Amazon).

La velocità di caricamento delle pagine web sui siti delle aziende, pertanto, è un ambito di intervento da tenere monitorato.

Un sito lento è motivo di abbandono da parte degli utenti che, di fronte a tempi lunghi di caricamento, si comportano in questo modo:

• il 47% si aspetta il caricamento di una pagina in 2 secondi o meno;
• il 40% abbandona una pagina che carica in più di 3 secondi;
• il 75% acquista da un sito di un concorrente se il primo sito visitato è troppo lento;
• il 52% ritiene importante la velocità per decidere se ritornare su un sito.
(fonte SEMrush.com, Carlo Pandian)

Velocità del sito e conversioni

La risposta istantanea del sito porta a tassi di conversione più elevati e ogni secondo di ritardo nel caricamento della pagina:

  • riduce la soddisfazione dei clienti del 16%;
  • le visualizzazioni di pagina dell’11%;
  • i tassi di conversione del 7%.

Sono i dati di una recente ricerca del Gruppo Aberdeen.

Performance sito web

L’importanza delle prestazioni del sito web si ripercuotono sulle conversioni. Molti studi hanno dimostrato che un ritardo nel tempo di caricamento della pagina influirà negativamente sulle conversioni (infografica di loadstorm.com)

 

Una ricerca di qualche anno fa di Radware, una società di informatica americana, metteva in evidenza le performance di alcuni siti.

• Nell’E-commerce: il sito più veloce è mercadolivre.com.br, dove una pagina si carica in 1,6 secondi, seguita da amazon.com e amazon.co.uk, con un tempo di caricamento di 1,8 secondi, alla pari di ikea.com.
• Nel settore delle News: primi a pari merito sono news.google.com e theguardian.com, con un tempo di caricamento record di 1,2 secondi, seguiti dalla sezione notizie del motore di ricerca russo Yandex, news.yandex.ru.
• Nel settore dei Viaggi: il sito più veloce è bestairboattours.com, che presenta un tempo di caricamento di 1,3 secondi, seguito da priceline.com con 2,4 secondi e hotels.com con 2,5 secondi.

Pertanto la lentezza nel caricamento delle pagine nuoce sia ai risultati di business sia alla soddisfazione degli utenti, che tendono a non tornare sui siti troppo lenti.

Quali sono i fattori da valutare

Uno dei fattori più importanti che determina la velocità delle pagine web è il server su cui sono caricati i domini.

Purtroppo la prima informazione che si guarda quando si sceglie un hosting privider è il prezzo annuale, tralasciando di analizzare le caratteristiche dei servizi strutturali del server.

Prima dobbiamo capire quali sono i fattori principali che andranno ad incidere sulle prestazioni del tuo sito web:

  1. Lo spazio web che sceglierai.
  2. Il tema grafico che utilizzerai sul tuo sito web.
  3. Quanti e quali plugins andrai ad attivare sul sito.
  4. La dimensione delle immagini che andrai a caricare.

Pertanto il consiglio è quello di scegliere un hosting che disponga dei seguenti servizi:

  • Server veloce ed ottimizzato per i CMS (come WordPress).
  • Spazio del server a tua disposizione (si parte da min. 10GB in su).
  • Dischi SSD installati sul server (molto veloci).
  • Database MySQL illimitati.
  • Certificato SSL incluso nel prezzo (sicurezza).
  • 1 backup giornaliero automatico.
  • Un riconoscimento dell’hosting privider da parte degli esperti programmatori e degli utenti.
  • Dominio Gratis. Se acquisti l’hosting il tuo dominio ti viene regalato per un anno.
  • Assistenza tecnica in italiano disponibile 24h/24h.
  • CDN Cloudflare incluso nel prezzo di base dell’hosting.
  • Programmi che migliorano le prestazione del sito integrati al tuo piano annuale.
  • Moltissime recensioni positive da parte dei loro clienti.
  • Condizioni di prova: 30 giorni soddisfatto o rimborsato.

Come vedi la valutazione di un hosting provider richiede una serie di nozioni base per capire l’affidabilità della società che offre il servizio.

La valutazione del tuo sito deve passare da alcuni aspetti fondamentali. Guarda quali strumenti usare per migliorare le prestazioni

Dove agire lato server

Gestire correttamente il server su cui è ospitato il sito web è indispensabile.

Questo per migliorare l’esperienza degli utenti, garantendo loro un caricamento delle pagine rapido e reattivo, e per avere un buon potenziale di posizionamento sui motori di ricerca.

Ad esempio, se hai un server Linux lento, è necessario accertarsi di avere il webserver Apache configurato nel migliore dei modi, abilitando la compressione GZIP.

È bene disattivare, inoltre, gli ETag, evitare i redirect 301 dove non sono necessari e minimizzare le richieste a DNS esterni.

Altre operazioni da fare per velocizzare il sito web sono:

  1. Ridurre le dimensioni delle immagini caricate sul sito web.
  2. Usare un CDN: senza un CDN, la distanza di connessione tra il server e l’utente è maggiore, aumenta la latenza e i tempi di caricamento sono più lunghi. L’utilizzo di una connessione CDN riduce la distanza di connessione tra il server di origine e l’utente.
  3. Usare il browser caching per le risorse presenti in più pagine. Questo fa in modo che l’utente non scarichi un’immagine, per esempio il logo, presente in 3 pagine per 3 volte immagazzinando il file nel computer ed evitando la richiesta al server.
  4. Comprimere le risorse con GZIP.
  5. Ridurre il numero di redirect da link interni o risorse web che poi vengono reindirizzate.
  6. Muovere i JavaScript e i CSS che bloccano la visualizzazione di pagina nel footer.
  7. Minimizzare i javascript e i CSS.

Come testare la velocità di siti web e server

In Rete ci sono svariati strumenti che testano la velocità di caricamento di siti web e server.

I tre tool migliori sono:

Google PageSpeed Insights: è focalizzato perlopiù su problemi di caching, ottimizzazione del peso dei JavaScript, CSS, file multimediali e problemi di reindirizzamento.

GTmetrix: rispetto al precedente esplora nel dettaglio le risorse che si caricano per una determinata pagina web, che sono visibili in un grafico.

Pingdom: specifica i KB o MB di risorse caricate da domini esterni come il proprio CDN, il numero di risorse divise per tipologia come immagini, CSS, script ed eventuali 301 e 302 interni presenti e non necessari.

Controlla le prestazioni del tuo sito e trova il giusto equilibrio

L’importanza di procedere con delle accurate valutazioni, sia dal lato server sia sul lato sviluppo, è il primo passo per ottenere una buona performance del tuo sito.

Il web, con i motori di ricerca, richiede di adeguarsi alle regole in ambito digitale. Per questo è indispensabile approfondire e ampliare le conoscenze a livello informatico, di grafica e di codici di programma.

Investire il giusto in soluzioni e servizi di ottimizzazione della velocità del sito, nella gestione e nella programmazione è essenziale per raggiungere delle prestazioni di tutto rispetto.

Le decisioni strategiche di business basate su questa consapevolezza contribuiscono al miglioramento delle prestazioni del sito che, a loro volta, portano a maggiori vendite online, maggiori conversioni e, infine, ad un maggior successo aziendale.

Se hai qualche domanda da fare su questo tema scrivimi pure. Sarà un piacere consigliarti al meglio. Oppure scrivi il tuo commento sul box qui sotto.

Leggi anche:

 

Articolo a cura di Nicola Albi
AEsse Communication

**************************

Seguimi

LinkedIn

Nicola Albi

Consulente Marketing

Scopri i Servizi di AEsse Communication:

  • business blogging e testi professionali
  • copywriting
  • foto professionali
  • siti web responsive e mobile friendly
  • social media marketing

✉︎   info@aessecommunication.it

Servizi di Comunicazione digitale:
Nicola   ☏   +39 349 8058 016

Seguici sui social

LinkedIn  FacebookPinterest social

Cosa possiamo fare per te?

Ti aiutiamo a comunicare con empatia, a gestire un sito web e a scrivere con passione.
Sara & Team

Contattaci!

E-Mail
info@aessecommunication.it

Brand Reputation: 10 consigli per migliorare la tua reputazione online

Brand Reputation: 10 consigli per migliorare la tua reputazione online

Costruire una buona reputazione è un investimento a lungo termine dove intervengono vari fattori: dalle aspettative create alla fiducia sul brand al rapporto che si crea con le persone. 

La Brand reputation (o web reputation) rappresenta ciò che si dice del tuo brand sul web.

Avere una buona reputazione su internet significa dunque aumentare le opportunità di orientare una scelta in modo che la tua attività ne tragga vantaggio.

Per conoscere come si forma, cosa influisce sulla tua reputazione e quanto sia importante monitorarla leggi: Brand Reputation: come monitorare la propria reputazione nell’era delle rencensioni online.

Oggi voglio andare oltre e darti alcuni consigli utili per costruire al meglio la tua Brand reputation.

Quando avrai capito quali sono le opinioni degli utenti sul tuo brand (cosa scrivono di te sui vari forum, sui social e magari sui media del tuo settore) avrai anche le basi su cui costruire la strategia per migliorare la tua brand reputation.

Come migliorare la Brand reputation

Lavorare intorno alla tua immagine aziendale è un vero e proprio investimento a lungo termine.

Una buona reputazione online ti consente di ottenere degli enormi vantaggi nei confronti dei tuoi competitors ma anche di affrontare eventuali momenti di difficoltà.

Quando le persone associano il tuo brand a un bel ricordo o a dei valori positivi si sentono normalmente attratte verso la tua direzione.

Una reputazione positiva permette di rafforzare la fiducia dei consumatori nei tuoi confronti e fiidelizzare i tuoi ospiti.

Ecco dunque alcuni consigli che dovresti iniziare a seguire per migliorare la tua Brand reputation.

Contenuti sul blog e sui social media

Per rafforzare la tua brand reputation è necessario produrre con costanza contenuti di qualità sul tuo blog: articoli utili all’utente e originali, che interessino il tuo target di riferimento.

Lo stesso vale per i social che hai deciso di presidiare. Scegli tu il “luogo” migliore per diffondere i tuoi contenuti.

Lo scopo è quello di trasmettere valore ai tuoi utenti, affinché questi ti possano vedere come un riferimento nella tua community, una vera e propria autorità del settore.

Con l’uso delle parole chiave, lo studio della SEO e la tecnica di Inbound Marketing ti presenterai a Google nel migliore dei modi e intercetterai gli utenti interessati alla tua attività.

Cerca poi di sfruttare in modo efficace quante più risorse possibili, così da incrementare la tua visibilità e aprirti a fasce di mercato di età diverse.

Incentiva gli utenti a lasciare delle recensioni online sul tuo servizio o sul tuo prodotto

Incentiva i consumatori o i tuoi ospiti a lasciare dei suggerimenti sui portali di acquisto o prenotazione, a partecipare a votazioni su pagine social, blog o forum.

Se necessario prometti in cambio un coupon o uno sconto sulla prossima prenotazione.

Le recensioni positive faranno aumentare il valore della tua Brand reputation.

Inoltre, in questo modo verrai a conoscenza delle eventuali carenze dei tuoi prodotti o servizi e metterai in atto dei cambiamenti per migliorarti.

Potresti leggere: Il Marketing della Gratitudine: fiducia, empatia e servizio per consolidare le relazioni

Non sottovalutare la tua comunicazione

Nelle Newsletter, nella pubblicità, nell’Advertising sui Social media invia un segnale coerente con quello che esprime il tuo brand.

Monitora la tua Brand reputation in rete e risolvi i problemi

Come abbiamo visto, il primo passaggio per migliorare la Brand reputation è monitorarla in rete, ovvero analizzare cosa pensa il pubblico della tua azienda. 

Puoi farlo grazie a delle piattaforme disponibili in rete create appositamente per il brand management.

Questo vuol dire che, molto probabilmente, verrai a conoscenza di alcune cose spiacevoli o negative e alle quali tu forse non avevi mai fatto caso, o che tu avevi in qualche modo sottovalutato.

A questo scopo prova a metterti nei panni del tuo ospite (nel caso di una struttura ricettiva) e per un giorno vivi il tuo B&B da esterno pensando cosa vorresti ti fosse messo a disposizione.

Bene, ora che sai che i clienti notano alcune mancanze è necessario rimboccarsi le maniche e provvedere.

Gli utenti si lamentano dalla disorganizzazione del tuo e-commerce? Fai ordine nelle schede dei prodotti.

I tuoi ospiti vorrebbero trovare in camera di qualcosa che non c’è? Provvedi subito.

Insomma, risolvi tutti i problemi segnalati dalla rete.

Web Reputation

La web reputation ti permette di distinguerti nel “rumore della Rete”

Parla con le persone

È fondamentale interagire direttamente con le persone e, grazie ai social media, oggi puoi parlare direttamente con il tuo pubblico.

Un’azienda attenta alla propria brand reputation dovrebbe farlo spesso per dimostrare che dietro un brand esistono persone con le quali poter confrontarsi o chiedere informazioni.

Grazie ai social puoi condividere le immagini dei tuoi ospiti nella tua struttura: è una forma indiretta di pubblicità molto efficace e che li gratifica.

Una comunicazione efficace ti consente di fare in modo che l’ospite (o il cliente) soddisfatto diventi uno dei tuoi migliori ambasciatori.

Mantieni le promesse

Nessuna azienda dovrebbe fare promesse che poi non è in grado di mantenere.

Questo perché piuttosto che ricordare le promesse fatte dai brand, i consumatori ricorderanno sicuramente quelle mancate.

Le parole d’ordine per proteggere il brand da una cattiva reputazione sono dunque la consistenza e la capacità di mantenere le promesse fatte.

Dal momento che la reputazione si basa sul feedback dei clienti (o ospiti), per costruire una buona e solida reputazione il primo passo consiste nel creare un rapporto di fiducia, presentando in maniera veritiera il prodotto o il servizio che offrite.

Non sottovalutare l’effetto delle aspettative: un cliente le cui aspettative sono maggiori del valore effettivo del tuo servizio invierà un feedback negativo, con le conseguenze che ben conosci.

Controlla la Brand reputation della concorrenza

Anche se il tuo brand è apprezzato e sai che i tuoi clienti sono soddisfatti, devi sempre controllare la brand reputation dei tuoi principali competitor.

Perché se il tuo competitor ha una brand reputation migliore della tua questo si traduce in un problema per la crescita della tua attività.

Oltre a monitorare la tua immagine online, dunque, devi analizzare anche quella dei tuoi concorrenti, così da capire quali sono i loro punti di forza e scoprire perché alcuni utenti preferiscono loro a te.

Di conseguenza dovresti attivare anche tu qualche punto di forza o almeno cercare di eliminare il gap con il tuo competitor.

Valorizza il tuo punto di forza

Alla base di una buona reputazione deve esserci un prodotto/servizio che ti consenta di differenziarti dai tuoi competitor. Questo punto di forza rappresenta un vantaggio competitivo che ti permetterà di puntare al tuo target di riferimento.

Prodotti o servizi in qualche modo unici saranno maggiormente apprezzati e ti consentiranno di costruire la tua reputazione partendo dai tuoi tratti distintivi: è il concetto della user experience, l’esperienza dell’utente, che tanto influenza il processo decisionale di acquisto.

Raccogli e valorizza il feedback dei tuoi clienti

Il rapporto tra brand e cliente deve essere strutturato come un dialogo in cui lo staff sia sempre pronto a rispondere in maniera tempestiva e adeguata a richieste, dubbi o critiche.

Valuta attentamente ogni risposta perché ogni post ritenuto poco adeguato può essere oggetto di uno screenshot e in pochi secondi fare il giro del web.

Un feedback negativo può essere occasione per crescere e migliorare la tua attività, per cui ringrazia in ogni caso e cerca piuttosto di scusarti creando una comunicazione di tipo empatico.

Collabora con degli influencer di settore

Gli influencer lavorano sul migliorare la propria immagine online, così da poter poi influenzare positivamente quella di altri brand influenzando a loro volta gli utenti che li seguono.

Gli influencer sono uno strumento di web marketing: contatta quelli più importanti del tuo settore e chiedi un’intervista o un guest post. Queste pubblicazioni ti permetteranno di aumentare la visibilità e di scalare la serp di Google.

Nel settore dell’enoturismo puoi rivolgerti anche agli wine blogger, mentre nel settore turistico sono molto importanti i “blog tour”, tour per la cui promozione vengono invitati famosi travel blogger.

Ora sai come migliorare la tua brand reputation. 

Ricorda che prima di acquistare i tuoi prodotti e i tuoi servizi, le persone comprano le opinioni e le idee che gli altri utenti hanno del tuo brand.

Se hai bisogno di ulteriori iinformazioni contattami pure, sarò felice di aiutarti a costruire la tua Brand reputation.

 

Articolo a cura di Sara Soliman
AEsse Communication

**************************

Seguimi

LinkedIn

Sara Soliman

Copywriter

Scopri i Servizi di AEsse Communication:

  • business blogging e testi professionali
  • copywriting
  • foto professionali
  • siti web responsive e mobile friendly
  • social media marketing

✉︎   info@aessecommunication.it

Servizi di Comunicazione digitale:
Nicola   ☏   +393498058016

Seguici sui social

LinkedIn  Facebook

Cosa possiamo fare per te?

Ti aiutiamo a comunicare con empatia, a gestire un sito web e a scrivere con passione.
Sara & Team

Contattaci!

E-Mail
info@aessecommunication.it

Google annuncia i nuovi fattori di ranking: i Core Web Vitals

Google annuncia i nuovi fattori di ranking: i Core Web Vitals

Dal 2021 i Core Web Vitals diventano un fattore di ranking del motore di ricerca più usato dalla Rete. Usabilità, interattività e stabilità saranno al centro dell’esperienza dell’utente.

La data di partenza per l’applicazione dei nuovi parametri (Core Web Vitals) di Google è ufficiale. Il mese di maggio 2021 è il periodo entro il quale gli sviluppatori di casa Google procedono con l’introduzione di una serie di metriche legate alla user experience di un sito.

Parametri che risultano fondamentali per il posizionamento sulla SERP sulla quale comparirà uno specifico indicatore visivo che mette in rilievo il livello di usabilità di quella pagina (la Page Esperience).

Tutti i siti che rispetteranno tali parametri, inoltre, compariranno nella sezione Notizie in evidenza (Feautures Top Stories).

Il motore di ricerca Google ha annunciato che i Core Web Vitals rientreranno, a partire dal prossimo anno, tra i parametri di riferimento dell’algoritmo che determina il posizionamento dei siti.

L’obiettivo è quello di rendere più semplice e precisa l’usabilità delle piattaforme presenti da parte dell’utente che effettua le sue ricerche in Rete.

E questo è il punto di partenza per ottenere dei buoni risultati dal punto di vista del web marketing.

Cosa sono i Core Web Vitals

Nella misurazione dell’esperienza dell’utente ci sono vari aspetti da considerare.

Tra questi c’è anche il metodo di scrittura con la creazione di microtesti che hanno il compito di guidare l’utente nella navigazione all’interno di un sito o di una App.

Per approfondire questo aspetto leggi l’articolo: UX Writing e l’importanza dei microtesti nella user experience

Da un punto di vista più tecnico ci sono alcuni segnali, i Core Web Vitals, fondamentali per una usabilità ottimale e comune per tutte le esperienze web.

Queste esigenze primarie degli utenti comprendono il caricamento del sito (velocità), la stabilità visiva del contenuto della pagina e l’interattività.

Questi fattori sono la base del progetto “Core Web Vitals 2020”.

Teniamo sempre presente che il complesso meccanismo, con cui gli algoritmi di Google stabiliscono il posizionamento di un sito, conta oltre 200 fattori di ranking.

Fattori dei Core Web Vitals

I fattori Core Web Vitals sono tre:

  1.  Velocità di caricamento (loading) – Largest Contentful Paint: la velocità percepita che segna il punto nella sequenza temporale del caricamento della pagina. I siti dovrebbero essere visualizzati in un LCP entro i primi 2,5 secondi di caricamento della pagina.
  2.  Interattività della pagina (interctivity) – First Imput Delay: misura il tempo di reattività dell’utente che interagisce per la prima volta su quella pagina. I siti dovrebbero avere un feed FID inferiore a 100.
  3.  Stabilità visiva del caricamento (visual stability) – Cumulative Layout Shift: stabilisce lo spostamento imprevisto del layout del contenuto della pagina che si sta caricando. L’optimun sarebbe quello di ottenere il punteggio CLS inferiore a 0,1.

Google Core Web Vitals

I tre fattori di misurazione dei Core Web Vitals (infografica di Google.com)

Tutte queste metriche sono misurabili e dispongono di strumenti già presenti come il First Contentful Paint (FCP) e il Time to First Bite (TTFB), che rimangono fondamentali per il monitoraggio e il moglioramento del tuo sito web.

Operatività dei parametri

Gli sviluppatori di Google annunciano che queste modifiche entreranno in funzione dal prossimo anno. Il preavviso è comunque di almeno sei mesi in modo da permettere ai web master e ai proprietari dei siti di prepararsi al cambiamento.

I criteri di ranking di Google sono oggetto di variazioni e tengono sulle spine coloro che intendono ottenere un buon posizionamento online.

I Core Web Vitals si riferiscono a tutte le pagine web e, con queste modifiche alle metriche, avranno un notevole impatto.

Misurazione dei Core Web Vitals

Uno strumento da tenere sotto controllo è il Chrome UX Report.

Questo metodo di analisi consente ai proprietari di siti di valutare rapidamente le prestazioni del loro sito per ogni parametro.

Il set di dati presenti nella BigQuery dispone già di istogrammi accessibili al pubblico.

Pertanto rimane importante testare le prestazioni del proprio sito per essere sicuri di soddisfare le richieste del motore di ricerca.

La page experience

Google, con i suoi sviluppatori, ha già reso disponibile una pagina con il dettaglio dei criteri presi in esame per la valutazione di un sito.

Le metriche utilizzate dall’algoritmo sono utili per capire come un utente percepisce l’usabilità di una pagina web.

Indispensabili sono alcuni fattori di posizionamento che Google richiede:

  • caricamento, il più rapido possibile
  • ottimizzazione per i dispositivi mobili
  • il Page Speed Udate con la Google page speed per la misurazione della velocità secondo il Chrome UX report
  • sicurezza dei siti con HTTPS
  • gli annunci pubblicitari con gli interstitial (pagine pubblicitarie realizzate con JavaScript o Flash) ben strutturati

Google page experience

I fattori richiesti dagli sviluppatori per una usabilità e un’esperienza ottimale della ricerca su Google

Concetto del “User First” (prima l’utente)

Il successo del motore di ricerca più utilizzato (81% a livello mondiale da settembre 2018 ad agosto 2019, dati di NetMarkerShare), cioè Google, è dovuto all’attenzione per l’utente.

Vi siete mai chiesti perché usate, in modo prevalente, solo Google?

Google, con l’ottimizzazione dei fattori sopra descritti, rende il web più piacevole e, soprattutto, risponde in modo precis e in breve tempo alle richieste dell’utente.

In pratica soddisfa le aspettative degli utenti.

Un lavoro, quello di Google, che si focalizza sulla identificazione e sulla misurazione degli aspetti dell’esperienza sulla pagina (page experience).

Usabilità, interattività e stabilità del contenuto durante il caricamento sono quindi aspetti chiave dell’esperienza offerta all’utente.

Google continua nella richiesta di migliorare l’esperienza sulla pagine perché è da un coinvolgimento più profondo delle persone che trae il suo successo e seguito.

Leggi anche: Google aggiorna l’algoritmo: parte il May 2020 Core Update

Se vuoi rimanere aggiornato oppure hai qualche dubbio e vuoi fare qualche domanda sulla gestione del tuo sito web non esitare a contattarmi.

Sono disponibile per un confronto anche via Skype.

Articolo a cura di Nicola Albi
AEsse Communication

**************************

Foto di copertina: Stephen Bergin su Unsplash (HQ di Google a Dublino)

LinkedIn

Nicola Albi

Consulente Marketing

Scopri i Servizi di AEsse Communication:

  • business blogging e testi professionali
  • copywriting
  • foto professionali
  • siti web responsive e mobile friendly
  • social media marketing

✉︎   info@aessecommunication.it

Servizi di Comunicazione digitale:
Nicola   ☏   +393498058016

Seguici sui social

LinkedIn  Facebook

Cosa possiamo fare per te?

Ti aiutiamo a comunicare con empatia, a gestire un sito web e a scrivere con passione.
Sara & Team

Contattaci!

E-Mail
info@aessecommunication.it

Show Buttons
Hide Buttons