+39 349 80 58 016 info@aessecommunication.it
Copywriting, psicologia e persuasione: 7 consigli di scrittura per convincere

Copywriting, psicologia e persuasione: 7 consigli di scrittura per convincere

Le decisioni di acquisto si fondano su componenti emozionali. È per questo motivo che è utile comprendere il funzionamento di quelle leve psicologiche su cui si basa il copywriting persuasivo

Il bravo copywriter deve conoscere la psicologia che sta alla base del processo di acquisto.

Questo perché, come ho spiegato nel mio articolo Copywriting, guida alle tecniche di scrittura e alle parole che convincono il processo di acquisto ha in sé molteplici componenti emozionali.

Il concetto di leve psicologiche del copywriting deriva da Joe Sugarman (psycological triggers), indiscusso maestro del copywriting persuasivo, e racchiude tutte quelle tecniche che il buon copywriter deve saper utilizzare per raggiungere, catturare e convincere il lettore.

Vediamole una per una e proviamo a capire perché funzionano e in che modo permettono di ottenere risultati.

Vedremo poi i principi di Robert Cialdini contenuti in “Le armi della persuasione”, i pilastri del cosiddetto persuasive copywriting.

Il testo, scritto negli anni ’80, si basa su alcuni studi di psicologia sociale essenziali per chiunque si occupi di marketing e pubblicità, in quanto affronta le dinamiche della persuasione e spiega le dinamiche di acquisto.

Le 7 leve psicologiche del copywriting

1. Rendi tuo il problema dei tuoi lettori

I tuoi lettori cercano qualcuno che li ascolti e sappia come risolvere il loro problema. E chi meglio di qualcuno che c’è già passato e che sa come risolverlo?

Mentre scrivi focalizzati sul problema, condividi i disagi in modo empatico e proponi una soluzione. Ricorda che (la citazione è di E.Swartz):

“La diffcoltà più grande nel tuo lavoro è quella di ascoltare. Devi ascoltare più pareri per avere successo. Devi ascoltare prima di tutto i problemi della gente e devi essere in grado di risolverli. Devi conoscere la persona così bene da essere in grado di assomigliargli.”

2. Ferma i pensieri del tuo lettore

Sfida il tuo lettore a ragionare su quello che stai scrivendo, spingilo a trovare una risposta alle tue domande. È il modo migliore per attirare la sua attenzione.

3. Stimola la visualizzazione

Lo sai perché nel marketing si utilizzano molte immagini?

Perché le immagini vengono elaborate dal cervello 60.000 volte più velocemente del testo. 

La comunicazione visiva è quindi più immediata, più semplice da comprendere e da ricordare.

Le immagini riescono a raccontare ciò che con le parole a volte si fatica a comunicare in modo immediato.

Utilizza immagini del tuo prodotto, ma rendilo anche immaginabile in modo credibile: se riuscirai a farlo entrare nella testa del tuo lettore non vi uscirà più.

4. Crea curiosità

Prima di proporre il tuo prodotto inizia con una domanda o con una frase ad effetto, qualcosa che lo induca a continuare a leggere e a concentrarsi su ciò di cui stai parlando.

5. Induci scarsità

Quando proponi un prodotto suggerisci al lettore che deve agire in fretta perché il prodotto sta terminando.

Oppure crea scadenze, offerte limitate o sconti temporanei: la paura di perdere questo vantaggio sarò uno stimolo per spingerlo ad acquistare.

6. Sii preciso

Comunica informazioni precise e concrete sul tuo prodotto. Se possibile utilizza tabelle e dati verificabili: questo ti aiuterà a essere credibile e a ottenere la fiducia del lettore.

7. Racconta una storia

Il potere dello storytelling sta proprio nel riuscire a indurre nell’immedesimazione molto più di altre tecniche di marketing. Le storie favoriscono la connessione tra te e il tuo lettore e incrementano la credibilità.

La bravura di chi sa fare storytelling e proprio quella di costruire una storia intorno al prodotto o servizio che intende proporre. La narrazione che si crea deve stimolare il lato emozionale del lettore in modo da tenerlo incollato al tuo scritto.

Nello storytelling è necessario creare il giusto mix che emoziona il lettore con contenuti coerenti con il valore del tuo prodotto e l’identità della tua azienda.

I brand più famosi comunicano con lo storytelling e il loro messaggio pubblicitario non è mai freddo e standardizzato, anzi, è intriso di componenti emozionali a forte impatto emotivo.

Copywriting e psicologia

Le armi della persuasione: come e perché si finisce col dire di sì

Sono sei i principi che formano quel sistema persuasorio che ci induce a dire sì: coerenza, reciprocità, riprova sociale, autorità, simpatia, scarsità.

Stilati da Robert Cialdini nel testo “Le armi della persuasione. Come e perché si finisce col dire di sì” questi sei principi sono ben conosciuti nell’universo psicologico-sociale e rappresentano dei fattori motivazionali molto importanti, elementi portanti del comportamento umano individuale e sociale.

Quali sono dunque quei fattori che inducono una persona a dire di sì alle richieste di un’altra?

Perché una richiesta formulata in un certo modo viene respinta mentre un’altra, identica ma presentata in maniera diversa ottiene il risultato desiderato?

Vediamo insieme e cerchiamo di capire il funzionamento di queste tecniche psicologiche, potenti strumenti motivazionali in mano a un bravo copywriter.

1. Reciprocità

La reciprocità è uno degli strumenti più antichi alla base del commercio: io do qualcosa a te e tu dai qualcosa a me.

I periodi di prova gratuiti, le offerte di campioni, l’accesso a contenuti riservati, i coupon di benvenuto sono tutti classici strumenti che rispondono a questa leva psicologica: a nessuno piace essere in debito.

È infatti comprensibile che quando qualcuno ci fa un favore o ci aiuta, o quando riceviamo qualcosa in regalo, ci sentiamo in obbligo nei confronti di quella persona e desideriamo ricambiare.

È su questo principio che trova fondamento il marketing della gratitudine, un modo nuovo di fare marketing che permette di consolidare le relazioni.

Il principio di reciprocità viene poi molto utilizzato nel marketing on-line quando, ad esempio, in cambio del tuo indirizzo email o una iscrizione alla newsletter ti viene offerto un e-book.

Indirizzi che saranno utilissimi quando inizierai la tua strategia di email marketing per vendere i tuoi prodotti o servizi.

2. Impegno e coerenza

Il principio di impegno e coerenza si utilizza nel funnel dell’inbound marketing, quella sequenza che permette di selezionare i clienti tramite pubblicazioni costanti sul blog aziendale e, gradualmente, fidelizzarli e impegnarli a nostro favore, in modo da chiudere la vendita.

Maggiore sarà il contatto tra te e il tuo potenziale cliente, maggiore sarà la sua volontà di non fare brutta figura con te. Leonardo Da Vinci ci ricorda:

“È più facile resistere all’inizio che alla fine.”

3. Riprova sociale

La riprova sociale è l’importanza che diamo a quello che dicono gli altri. Tendiamo a pensare infatti che “se tante persone svolgono la stessa azione, questa cosa sarà corretta”.

È una scorciatoia cognitiva tipica dell’essere umano, un po’ come il pensiero “ciò che è costoso è per forza buono”.

Questo principio viene molto utilizzato nelle pagine di vendita: le persone tendono a fidarsi delle testimonianze di chi si è trovato nella loro stessa situazione.

Maggiori sono i commenti e le testimonianze positive verso un prodotto, più siamo portati a pensare che quel prodotto sia ottimo ed aumenteranno così le possibilità di acquisto.

Se ci pensi, il successo di TripAdvisor o di Amazon si fonda proprio su questo principio.

4. Simpatia

Come risultare simpatici al nostro lettore? La simpatia è un’arte non semplice da imparare. L’unico vero modo per risultare piacevoli e simpatici quando scriviamo è quello di conoscere bene il target e di usare l’empatia nel modo in cui comunichiamo.

In questo modo, parlando lo stesso linguaggio, è probabile che il lettore si riconosca in ciò che scriviamo.

5. Autorità

L’autorevolezza si crea con lo studio e l’esperienza. Tuttavia, per avere credibilità e proporti come riferimento per chi ti legge esponi dati certi e risultati: solo in questo modo i tuoi potenziali clienti sapranno che non racconti bugie e ti considereranno una persona affidabile.

6. Scarsità ed urgenza

È uno dei principi più utilizzati nel marketing online e offline: dalle televendite al supermercato. La scarsità crea valore e importanza attorno al prodotto di cui stai parlando e induce il cliente ad affrettarsi nel suo processo di acquisto.

Come ho scritto sopra, parlando delle leve psicologiche del copywriting, la scarsità rende il prodotto esclusivo e l’idea di una potenziale perdita gioca un ruolo molto importante nei processi decisionali della mente umana.

Un esempio classico è quello dell’offerta valida per pochi giorni o per un numero limitato, chissà quante volte avrà fatto leva anche su di te.

Una nota citazione ci ricorda che:

“Il modo migliore per amare qualcosa o qualcuno è pensare al fatto che si potrebbe perderlo”.

Penso che la psicologia collegata al marketing permetta degli approfondimenti molto interessanti.

Lo credi anche tu? Fammi sapere cosa ne pensi nei commenti qui sotto.

Testo consigliato per un approfondimento:

  • Robert B. Cialdini, Le Armi della Persuasione. Come e perché si finisce col dire di sì, Giunti Editore, 2010

Leggi anche:

 

Articolo scritto nel mese di settembre 2021 e aggiornato nel mese di dicembre 2022

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

Servizio di Editing

Revisione del testo scritto

Se hai un blog o scrivi da te gli articoli del tuo blog aziendale posso darti supporto nella fase della revisione con il servizio di editing.

Se hai articoli di cui vuoi verificare l’impostazione, se vuoi mettere a punto un calendario editoriale o sei alla ricerca di consulenza per i testi del tuoi sito web posso aiutarti, contattami!

Possiamo anche accordarci per sentirci online, via Skype.

Scopri i Servizi di AEsse Communication:

  • business blogging e testi professionali
  • copywriting
  • foto professionali
  • siti web responsive e mobile friendly
  • social media marketing

✉︎   info@aessecommunication.it

Seguici sui social

LinkedIn  FacebookPinterest social

Copywriting emozionale: la metafora dell’iceberg e il desiderio di acquisto

Copywriting emozionale: la metafora dell’iceberg e il desiderio di acquisto

Molto utilizzato nelle pagine di vendita, il copywriting emozionale ti permette di entrare in sintonia con il tuo lettore

Il copywriting emozionale è un copywriting che, come il termine stesso suggerisce, fa leva sulle emozioni del lettore. 

Per alcuni versi può essere definito anche copywriting empatico, in quanto permette al copywriter di entrare in empatia con chi legge facendo leva su emozioni come la paura, il successo o il desiderio di migliorare una situazione.

In questo articolo vediamo insieme quali sono le caratteristiche del copywriting emozionale e come utilizzarlo, in modo etico e senza manipolazioni, per una comunicazione efficace.

I bisogni che guidano i nostri comportamenti

Il copywriting emozionale è molto utile quando si deve vendere un prodotto in quanto in genere le persone, quando devono acquistare un prodotto o un servizio agiscono facendosi guidare dalle emozioni.

È raro che un acquisto avvenga su base razionale, spesso ci lasciamo condizionare da stimoli e sensazioni.

L’aspetto emotivo è dunque centrale in ogni decisione d’acquisto.

Il modello dell’iceberg

Come vedi dal modello dell’iceberg qui sotto, dietro a un comportamento c’è sempre di più di quanto vediamo.

Modello dell'iceberg

La metafora dell’iceberg trae le sue origini dal piccolo libro di Hemingway ”Il principio dell’Iceberg” ed è un’immagine che è stata applicata a diversi ambiti, da letterario e a quello delle risorse umane.

È nota però soprattutto per l’uso che se ne fa in psicologia: per spiegare cioè la struttura della nostra mente.

Il Modello Iceberg descrive come i nostri comportamenti, ossia la parte di noi più visibile, siano in realtà la punta di un processo molto più complesso che ha inizio nella soddisfazione o meno dei nostri bisogni di base.

Quindi il nostro agire, osservabile dagli altri, nasconde, subito sotto il livello dell’acqua i “pensieri ed emozioni” che muovono le nostre azioni.

Scendendo al di sotto dei pensieri e delle emozioni troviamo i nostri “valori” e le nostre “priorità” che influiscono pensieri ed emozioni. Sotto a questi, ossia alla base di tutto: i “bisogni” soddisfatti o insoddisfatti.

Sono i bisogni a creare i filtri con i quali coloriamo il nostro modo di vedere e leggere noi stessi, il mondo e gli eventi che ci capitano.

Sono i nostri bisogni a creare i valori che a loro volta danno origine al modo in cui pensiamo e proviamo emozioni, le quali a loro volta generano i comportamenti. E questo vale anche per gli acquisti.

Per scrivere in modo efficace quindi non devi solo saper scrivere bene, ma devi per prima cosa intercettare e analizzare tutti quei fattori che influenzano un comportamento.

Come utilizzare il copywriting emozionale

In che modo possiamo utilizzare il copywritng emozionale nella comunicazione? Vediamo insieme qualche consiglio pratico.

1. Analizza il tuo target e individua emozioni positive e negative

Il primo e importante aspetto per utilizzare un copywriting emozionale, è comprendere chi è il tuo target, operazione che deve sempre essere fatta in una strategia di creazione di contenuti.

Analizzando il tuo target potrai capire quali sono le paure comuni, cosa preoccupa il tuo lettore (emozioni negative) e quali i suoi desideri e bisogni (emozioni positive).

Fai visualizzare l’esperienza del tuo prodotto o servizio al lettore e spiega in cosa il tuo prodotto funziona o è migliore rispetto ad altri, in modo da farlo diventare una soluzione desiderabile.

Quando analizzi il tuo target di riferimento, nella creazione della tua buyer persona inserisci tutti quegli elementi capaci di emozionare il tuo potenziale cliente e fargli capire che il tuo prodotto o servizio è proprio quello che stava cercando.

Copywriting Emozionale

2. Scrivi in modo chiaro, diretto e preciso

Se il tuo intento è quello di emozionare chi legge, usare paroloni, metafore, allusioni e termini troppo difficili, non è per niente una buona strategia.

Comunica informazioni precise e concrete sul tuo prodotto. Se possibile utilizza tabelle e dati verificabili: questo ti aiuterà a essere credibile e a ottenere la fiducia del lettore.

Inoltre, per creare empatia, fai immediatamente capire a chi legge che comprendi in pieno il suo stato d’animo.

3. Usa le parole giuste

Utilizzare un gergo comune al tuo target è la chiave per entrare in empatia con chi legge.

Il motivo è semplice: immagina di vendere un prodotto a un target principalmente giovane. In questo caso utilizzare un gergo troppo professionale potrebbe creare un vero e proprio muro tra te e il tuo lettore: usa parole semplice e diffuse in quella fascia d’età.

Inoltre, ricorda che uno tra i fattori che influenza le scelte delle persone è sicuramente il senso di appartenenza.

Tutti noi abbiamo bisogno di sentirci parte di un gruppo.

Oggi soprattutto online, le persone chiedono ai brand qualcosa che va oltre il prodotto. Acquistando i prodotti o i servizi vogliono sempre più entrare a far parte di una community formata da persone con cui possono scambiarsi opinioni, consigli e condividere le emozioni che provano grazie al prodotto o servizio.

Un esempio di brand che utilizza delle parole ad alta carica emotiva è Nike, che chiama i suoi clienti atleti. Come puoi immaginare, sentirsi chiamare così da Nike, brand che realizza articoli sportivi per campioni di varie discipline, infonde emozioni molto positive nel lettore e infonde un senso di appartenenza.

4. Fornisci una soluzione concreta per le emozioni negative

Non tutti i prodotti servono per migliorare e rendere più appagante la vita alle persone, alcuni prodotti o servizi servono per risolvere dei problemi più o meno gravi.

Nel copywriting emozionale, dopo essere entrato in empatia con il tuo lettore, devi anche essere in grado di offrirgli una soluzione reale e concreta.

Ti faccio un esempio. Come copywriter mi occupo da qualche anno di creare contenuti per un blog collegato a un e-shop di prodotti per l’ufficio.

Se voglio risolvere il problema di chi, dopo aver passato un’intera giornata alla scrivania soffre di mal di schiena, devo proporre dei prodotti ergonomici e spiegare quali sono gli aspetti a cui far attenzione per mantenere una posizione corretta alla scrivania.

Devo dimostrargli cioè che ho capito quale è il suo problema e offrirgli un soluzione concreta.

Parole efficaci nel copywriting emozionale

Il copywriting emozionale utilizza una terminologia precisa. Ci sono infatti alcune parole che, molto più di altre, possono suscitare delle emozioni nel tuo pubblico.

Un termine che ti suggerisco di usare è capisco, che ha una valenza enorme in quanto ti permette di entrare in empatia con il tuo lettore, facendogli capire che sai bene ciò che prova. Puoi scrivere allora: Capisco come ti senti, Capisco che per te è un problema.

Poi, parole come tu, gratis, perché e subito sono considerate le migliori parole per vendere e convertire, soprattutto se inserite in una call to action o nell’oggetto della newsletter.

L’efficacia del tu è ormai consolidata (o del nome proprio se si tratta di una newsletter): esprime fiducia e fa sentire coinvolti, quasi come si stesse parlando ad un amico.

Il successo della parola gratis (o gratuito) deriva dal fatto che ognuno di noi ama ricevere qualcosa in regalo (anche quando non ne abbiamo bisogno).

La parola perché è utile all’utente che è alla ricerca di una giustificazione della sua azione. Vuole cioè capire il motivo per cui dovrebbe fare ciò che consigli.

Immediatamente (o subito) è una parola che attiva una parte del nostro cervello e lo spinge a un’azione. È utile in un contesto in cui proponiamo un beneficio o un’offerta a scadenza dove vi è il rischio di perdere l’opportunità..

Copywriting: emozioni più razionalità 

Per descrivere auto e moto spesso si usa un copywriting che fa leva su queste due emozioni: emozioni e razionalità.

Guarda ad esempio la Landing Page di vendita della Mini: i produttori sanno bene che le caratteristiche differenzianti dei loro prodotti sono anche emozionali e che la Mini viene acquistata anche perché fa sentire la persona in un modo particolare: giovane, avventurosa, di buon gusto, diversa da tutti gli altri.

copywriting emozionale

Questo per dirti che la combinazione di elementi emotivi e razionali ti aiuta a scrivere una pagina web completa, che tocca il cuore e la mente delle persone.

Ora tocca a te: per scrivere pagine che tocchino sia la parte razionale che quella emotiva del tuo lettore, ricerca quali sono le emozioni che provano e quali sono le trasformazioni che vogliono raggiungere o i problemi che vogliono risolvere.

Lasciati coinvolgere e scrivi in modo empatico.

Se hai bisogno di qualche consiglio contattami pure, oppure scrivi un commento nel box qui sotto.

Per approfondire puoi leggere:

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

Servizio di Editing

Revisione del testo scritto

Se hai un blog o scrivi da te gli articoli del tuo blog aziendale posso darti supporto nella fase della revisione con il servizio di editing.

Se hai articoli di cui vuoi verificare l’impostazione, se vuoi mettere a punto un calendario editoriale o sei alla ricerca di consulenza per i testi del tuoi sito web posso aiutarti, contattami!

Possiamo anche accordarci per sentirci online, via Skype.

Scopri i Servizi di AEsse Communication:

  • business blogging e testi professionali
  • copywriting
  • foto professionali
  • siti web responsive e mobile friendly
  • social media marketing

✉︎   info@aessecommunication.it

Seguici sui social

LinkedIn  FacebookPinterest social

UX Writing: l’importanza dei microtesti nella comunicazione

UX Writing: l’importanza dei microtesti nella comunicazione

L’UX Writing si basa su concetti quali l’usabilità, la buona scrittura per il web e la SEO. Ma chi è l’UX Writer e quali sono le sue competenze?

L’aumento dei canali di comunicazione ci espone ad un continuo flusso di informazioni e di stimoli, allargando la nostra possibilità di decidere chi e cosa seguire.

È in questo contesto che si inserisce l’importanza dell’UX writing e di quei testi brevi, i microtesti, che fanno la differenza nell’esperienza dell’utente.

Cos’è l’UX Writing

Il termine UX writing ha iniziato a diffondersi tra il 2017 e il 2018 e il ruolo dello UX writer era inizialmente appannaggio solamente delle grandi aziende americane.

Spesso le persone a cui è affidato il compito di pensare e scrivere le parole dei microtesti all’interno di un sito web sono programmatori o designer, ma possono essere anche esperti di marketing o copywriter.

L’UX writer si occupa di creare microtesti che hanno il compito di guidare l’utente nella navigazione all’interno di un sito o di una App.

Mi riferisco a quei testi che troviamo ad esempio in un pulsante, in una newsletter, in una pagina contatti o in un messaggio di errore.

Sono testi brevi, di qui il nome microtesti, ma, come vedremo, il loro impatto nella navigazione è ciò che fa la differenza.

Sono dunque importanti tanto per gli utenti quanto per gli obiettivi di conversione. 

Vantaggi UX Writing

Esempio di efficacia del micro testo. Fonte uxdesign.com

In questo esempio, basta sostituire la parola “prenotazioni” con “verifica la disponibilità” in un modulo di prenotazione per aumentare l’engagement (il coinvolgimento) del 17%.

Questo, per chi vende o si occupa di prenotazioni online, significa guadagnare di più.

Altri esempi di approcci utili sono utilizzare “Unisciti anche tu alla nostra community” anziché “Iscriviti!” o “Hai bisogno di un consiglio?” al posto di “Richiedi un preventivo”.

Ciò che fa la differenza tra il scegliere una App al posto di un’altra apparentemente simile o navigare su un sito al posto di un altro è oggi la piacevolezza, la semplicità d’uso e la sensazione di sentirci a casa.

Scegliere le parole giuste è il mestiere di chi scrive, nella consapevolezza che le parole possono far avvicinare ma anche allontanare, possono far riflettere ed emozionare o spaventare e ferire.

Ogni singola parola che decidiamo di utilizzare è una scelta e per ognuna di esse ne scartiamo una decina.

Ma in base a cosa scegliamo? Il nostro target di riferimento è anche in questo caso la chiave di volta.

Cosa sono i microtesti

UX writing significa microtesti e si riferisce a quella scrittura per il web che punta all’ottimizzazione delle interfacce di siti web, blog, portali, applicazioni e tutto ciò che riguarda la comunicazione on-line.

UX Writing

Esempi di microtesto all’interno di un sito web

Dai messaggi d’errore alla pagina 404 (che viene visualizzata quando un utente cerca di visitare una pagina inesistente del sito), dalla schermata di caricamento ai messaggi di conferma, al form di iscrizione alla newsletter e alla CTA (Call to action): sono solo alcuni degli esempi di microtesti.

Di conseguenza l’UX writer è specializzato nella stesura di contenuti brevi che aiutano le persone a muoversi sul sito e a capire cosa devono fare.

Chi si occupa dei micro-contenuti (o microcopy) deve produrre i seguenti testi:

  • Bottoni call to action.
  • Headline e sottotitoli.
  • Tag title delle pagine.
  • Meta description.
  • Didascalie.
  • Campi dei moduli.
  • Istruzioni e FAQ.
  • Messaggi di errore.
  • Messaggi di conferma.
  • Pagina 404.

Microtesti: poche parole cariche di significato

L’UX writing, nel definire un metodo di scrittura per siti, portali, App ecc. deve essere in grado di far sentire l’utente a casa sua.

Le persone quando navigano per soddisfare un loro bisogno sono curiose, impazienti ed esigenti. Testi lunghi sono controproducenti: il messaggio deve essere chiaro, conciso e mirato.

Ne “Il Piccolo Principe” Antoine de Saint-Exupéry scrive:

La perfezione è raggiunta non quando non c’è più niente da aggiungere, ma quando non c’è più niente da togliere.

Dunque l’imperativo è “togliere”, per riuscire a trasmettere l’essenziale.

Serena Just, nel suo libro UX Writing. Micro testi, macro impatto, traccia L’UX Writing Manifesto, una serie di regole da seguire per scrivere testi che guidino le persone all’interno di un sito verso un’azione che soddisfi un loro bisogno.

A tale scopo i micro testi devono essere:

  • Chiari. Vuol dire usare parole e verbi semplici, la forma attiva e non quella passiva.
  • Concisi. Vuol dire usare poche parole ma cariche di significato.
  • Coerenti, per non confondere le persone.
  • Informativi, perché il sito deve essere funzionale e la navigazione semplice.
  • Naturali. Ciò significa non usare tecnicismi o, se è proprio necessario, specificarne il significato.
  • Umani, scegliendo di usare il tu ove possibile.
  • Strutturati. Significa chiarire l’obiettivo sin da subito e dare prima le informazioni più importanti.
  • Mirati, ridurre la confusione (gli spazi vuoti aiutano a focalizzare).
  • Ponderati, significa fare attenzione al Tone of Voice.
  • Inclusivi, significa usare un linguaggio accessibile a chiunque, facile da capire per tutti.

Hai mai letto “testi che parlano”? Sono quei testi che non si limitano a comunicare informazioni, ma trasmettono personalità, empatia, rassicurano. Hanno un Tone of Voice riconoscibile, un po’ come l’Editoriale di un quotidiano dove riconosci il giornalista che scrive ancor prima di leggere il nome.

Per questo anche per scrivere microtesti è importante lo studio delle Buyer Personas e dell’appropriato Tone of Voice. Come lo sono lo studio dei dati del customer journey (il viaggio del consumatore) all’interno del nostro sito web.

Copywriter e UX Writer

Il copywriter è una figura professionale che lavora in molte realtà diverse e la cui attività copre vari aspetti: dagli articoli sui blog aziendali alla SEO, dalle newslwtter per l’email marketing ai post sui social media.

L’ UX writer invece si occupa di tutti quei testi che non si notano ma sono fondamentali per l’usabilità del sito e perché guidano l’esperienza utente.

Tuttavia l’UX writer, come il copywriter, costruisce la strategia partendo dall’utente e cercando di capire quale siano la sua esigenza e le sue emozioni.

Potrebbero interessarti i seguenti articoli:

Formazione, creatività ed empatia: come far amare ciò che scrivi e diventare un Copywriter professionista
Vuoi imparare a scrivere come un copywriter professionista? Segui questi consigli
Copywriting: 8 consigli per aumentare efficacia e credibilità dei testi

user experience

L’User Interface (UI) è l’insieme degli elementi visivi e interattivi che permettono all’utente di interagire con il sistema, eseguendo azioni, navigando e accedendo alle sue funzionalità

Competenze UX Writer

La maggior parte degli UX Writer ha un passato con studi umanistici in Comunicazione, Giornalismo, Lettere ed esperienze nei media.

Negli annunci di lavoro troviamo infatti le seguenti caratteristiche richieste:

  1. Studi umanistici legati alla scrittura, come Comunicazione, Editoria, Giornalismo o Lettere;
  2. Abilità nella scrittura. Le aziende cercano scrittori o web writers che sappiano spiegare la scelta delle parole usate.
  3. Flessibilità. Il ruolo dell’UX Writer è relativamente nuovo, almeno in Italia. Avere  buone conoscenze sulla user experience, le interfacce utente, il design, l’architettura dell’informazione ed essere in grado di muoversi in modo flessibile in un ambiente e in continuo cambiamento sono sicuramente competenze preziose.
  4. Predisposizione a lavorare in team. L’UX writer, proprio per il suo ruolo, è una figura che collabora con diverse figure, quali gli Sviluppatori, gli Web Designer o i Responsabili marketing.

Come diventare UX Writer

In Italia la figura dell’UX writer è ancora poco riconosciuta e solo le grandi realtà e aziende internazionali come Google e Booking lavorano con specialisti nei microtesti.

Di fatto, a occuparsi di microtesti sono spesso il copywriter o un web writer che curano il sito web ora comunicazione che lo riguarda.

Servono competenze tanto nella scrittura per il web quanto nei campi del web design, dello sviluppo e delle tecniche di CRO (conversion rate optimization) ed è dunque necessario specializzarsi in tali settori.

È un linguaggio specifico, quello degli UX Writers: è necessario conoscere il linguaggio della User Experience e altra terminologia tipiche di chi lavora con Google Analytics.

Tre sono i libri da leggere che ti consiglio:

  1. Don’t Make Me Think di Steve Krug, Pearson Education.
  2. Microcopy.The Complete Guide, Kinneret Yifrah,
  3. UX Writing. Micro testi, macro impatto. Come parole ed emozioni guidano gli utenti nella navigazione di Serena Giust, Hoepli.

 

UX Writing e piccole imprese

La cura dei micro testi è forse più importante per una PMI che per una grande impresa.

Questo perché per le PMI le occasioni di comunicazione non sono numerose e pervasive come per le grandi aziende e la cura dei microtesti è un’occasione importante.

Per esempio, la pagina dei Contatti del sito di una piccola impresa è fondamentale, essendo l’unica occasione per entrare in contatto con i potenziali clienti. Non deve essere standardizzata e fredda.

“Raccontaci cosa possiamo fare per te”, “ Possiamo esserti d’aiuto?” sono esempi di UX writing da inserire prima del modulo di contatto e che fanno la differenza.

Ancora una volta è l’empatia al centro della comunicazione.

Potresti leggere anche: Perché comunicare con Empatia è uno strumento vincente

Glossario della User Experience

A/B Testing (o split testing): si riferisce a un esperimento in cui due versioni del tuo prodotto vengono sottoposte ad un gruppo di user per scoprire quale preferiscono.

Adaptive web design: approccio al web design che si prefigge di creare siti con esperienze di visualizzazione e interazione perfette da svariati device.

Agile: metodologia di sviluppo che prevede interazioni e feedback continui per rifinire un sistema software.

Card sorting: tecnica in cui gli utenti creano una gerarchia di contenuti che formano la base dell’architettura informativa (o menù di navigazione).

Collaborative design: modo di lavorare che facilita la collaborazione tra user, stakeholder e altri membri del progetto, nello sviluppo di un software o prodotto.

Experience Map (o user journey map): rappresentazione visiva delle interazioni che gli utenti hanno con la tua organizzazione.

Ergonomia: disciplina scientifica che si occupa dei problemi relativi alle interazioni tra persone e sistemi esterni, per ottimizzare benessere delle persone e performance del sistema.

Human Computer Interaction (HCI): include lo studio, la pianificazione e il design dell’interazione tra persone (users) e computer.

Information architecture (IA): la struttura informativa di una piattaforma.

Iterative design: procedimento ciclico che prevede lo studio di un prototipo, test, analisi e affinamento di un prodotto con lo scopo di migliorarne qualità e funzionalità.

Lean UX: si basa sull’assunto che le tradizionali tecniche di UX  non possono essere integrate in un sistema agile e rapido di sviluppo.
La lean UX si propone di raggiungere un’ottima user experience, ma lo fa in modo da ottenere un feedback il prima possibile e prendere decisioni velocemente. In particolare, pone maggiore enfasi sull’esperienza e meno enfasi sul prodotto finale.

MVP (Minimum Viable Product): da non confondere con il Prototipo, questa versione del prodotto contiene il numero minore possibile di features (o solo alcune). Solitamente si ricorre al MVP per testare delle ipotesi senza bisogno di sviluppare l’intero progetto nella sua interezza.

Personas: identità costruita che riflette una tipologia di utenti per i quali si sta progettando il prodotto/servizio.

Prototipo: la versione a fedeltà medio-alta di app o prodotto. Spesso include elementi grafici e una prima bozza di interattività, quindi può essere utilizzato per condurre test di usabilità.

Scrum: il più noto framework Agile, solitamente adottato per completare progetti complessi. Si tratta di un processo iter-attivo che pone al centro lo sprint.

Sprint: unità di misura temporale di lunghezza variabile (in genere da 2 a 4 settimane) durante la quale viene creato un avanzamento del lavoro effettivo.

UI Elements : oggetti virtuali che servono per costruire un’interfaccia: bottoni, campi di ricerca, menu, ecc.

UX Assets: i materiali che servono per creare la app o progetto. Sono UX assets le immagini, i testi, UI elements, grafici, file audio, database, ecc.

Usabilità: la facilità con cui un sito o una app vengono utilizzati. L’usabilità non è una proprietà intrinseca e oggettiva del sito web, ma caratterizza la semplicità dell’interazione fra uno specifico utente e il sito stesso.

User-centred design (UCD): processo di progettazione di un software o un sito basato sul punto di vista e sulle esigenze degli utenti. In questo caso gli users vengono coinvolti direttamente nelle diverse fasi del processo attraverso strumenti quali i test di usabilità, le interviste.

User research: insieme di tecniche di osservazione, analisi e feedback utilizzate per comprendere comportamenti, bisogni e motivazioni degli user.

Wireframe: lo scheletro della App o del prodotto. Si tratta di una rappresentazione statica senza immagini né contenuto e indica a grandi linee dove ciascun asset sarà posizionato sullo schermo. Si utilizza perché rende più snello organizzare e riorganizzare più volte i diversi elementi.

Negli ultimi anni i siti web e la comunicazione on-line sono diventati meno freddi e più emozionali.

Progettare siti web significa prendere in considerazione anche le aspettative dell’utente e riuscire ad anticiparne le sensazioni. Più riusciamo a connetterci a livello emozionale con i nostri utenti attraverso le parole che scegliamo per i prodotti, più ci faremo amare. E scegliere.

Sei d’accordo? Se vuoi parlarne con me o se hai bisogno di informazioni per curare i microtesti del tuo sito web non esitare a scrivermi.

 

Articolo scritto nell’ottobre 2020 e aggiornato a luglio 2025

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

Servizio di Editing

Revisione del testo scritto

Se hai un blog o scrivi da te gli articoli del tuo blog aziendale posso darti supporto nella fase della revisione con il servizio di editing.

Se hai articoli di cui vuoi verificare l’impostazione, se vuoi mettere a punto un calendario editoriale o sei alla ricerca di consulenza per i testi del tuoi sito web posso aiutarti, contattami!

Possiamo anche accordarci per sentirci online, via Skype.

Scopri i Servizi di AEsse Communication:

  • business blogging e testi professionali
  • copywriting
  • foto professionali
  • siti web responsive e mobile friendly
  • social media marketing

✉︎   info@aessecommunication.it

Servizi di Comunicazione digitale:
Nicola   ☏   +393498058016

Seguici sui social

LinkedIn  Facebook

Copywriting: 8 consigli per scrivere in modo efficace sul web e arrivare al cuore del lettore

Copywriting: 8 consigli per scrivere in modo efficace sul web e arrivare al cuore del lettore

Sul web, per arrivare al lettore è necessario scrivere in modo semplice, diretto e preciso. No a paroloni e a frasi fatte. Attenzione alle parole straniere

L’impresa, sul web come sui social, deve comunicare in modo coinvolgente, umano ed emozionale. E allo stesso tempo semplice e diretto, in modo che il lettore percepisca che dietro al marchio ci sono persone con cui potersi confrontare.

Il mercato non è più un luogo dove puntare solo alla vendita, il mercato oggi è anche conversare con il lettore. Non a caso la parola conversare deriva dal latino conversari, che significa trovarsi insieme in uno stesso posto. 

Vedremo di seguito alcuni consigli di scrittura per il web utili a comunicare in modo efficace, ossia evitando giri di parole, frasi fatte, verbi pesanti e autocelebrativi che tanto infastidiscono chi legge.

Scrivi in modo da produrre immagini

Il modo migliore per scrivere e arrivare cuore del lettore è quello di combinare parole semplici e utilizzare un linguaggio concreto, senza giri di parole e senza parole astratte.

È questo il modo che stimola l’immaginazione. Perché funziona così: mentre noi leggiamo un testo la nostra mente immagina.

Vediamo di seguito come fare.

1. Scegli con cura le parole

Le parole sono potenti: possono convincere ed entusiasmare ma possono anche allontanare o far arrabbiare.

Ciò che il lettore vede dipende solo dalle nostre scelte linguistiche. 

Nessuna parola è uguale all’altra, ognuna ha un significato e un suono, ognuna esprime qualcosa di preciso e unico.

Per scegliere le parole giuste bisogna conoscerne tante: di qui l’importanza del dizionario, che non a caso sin dal medioevo è definito anche thesaurus.

Nel lavoro del copywriter è un amico insostituibile.

Un vocabolario ricco è proprio come un tesoro: possiamo spenderlo senza mai rimanerne privi.

Il vocabolario ricco ci aiuta anche a farci premiare dai motori di ricerca, che identifica i testi anche in base a precisione e pertinenza delle parole scelte.

Copywriting

Vocabolario cartaceo e altri vocabolari utili al copywriter

Se scriviamo per lavoro o se stiamo scrivendo un testo importante e impegnativo è meglio dedicare alla ricerca delle parole il giusto tempo.

Di qui l’importanza dell’aver a disposizione un buon vocabolario della lingua italiana da consultare al bisogno.

Buona abitudine sarebbe anche quella di sfogliarlo e imparare ogni giorno una o due parole nuove: il nostro lessico si arricchirà giorno dopo giorno.

Oltre al vocabolario della lingua italiana sono utili:

1. Il Vocabolario di base della lingua italiana di Tullio De Mauro, che contiene le 7500 parole più usate e comprese dai parlanti italiani. È dunque un riferimento importante per scrivere testi comprensibili a tutti.

L’ultima edizione (del 2016), il “Nuovo Vocabolario di base della lingua italiana” a cura di Tullio De Mauro, Isabella Chiari e Francesca Ferrucci, contiene anche nuove parole che oggi utilizziamo di più e parole straniere di uso comune che ormai sentiamo nostre, quali ad esempio cardigan, premaman, community, master, network ecc.

Il vocabolario è disponibile anche su Internet, gratuitamente, sul link di Internazionale.

2. Il Dizionario dei sinonimi e dei contrari, utilissimo per evitare ripetizioni o cercare quella parola il cui significato “assomiglia a…” ma che ci sfugge.

3. Il Dizionario delle collocazioni, a cui ricorrere se vogliamo evitare di riproporre le stesse coppie aggettivo-sostantivo o verbo-avverbio di uso comune e spesso automatico (come ad esempio la coppia avanzo di galera, tavoletta di cioccolato, tessere le lodi, costare una fortuna, ecc).

Le collocazioni sono infatti parole che, per uso e consuetudine, sono collocate insieme e non è possibile sostituire una delle due mantenendo lo stesso significato (ad esempio si utilizza avanzo di galera e non resto di galera, si utilizza costare una fortuna e non costare un tesoro).

Il dizionario delle collocazioni diventa allora utile se lavoriamo a testi dove la varietà di lessico è importante come in una brochure o uno slogan.
O anche per evitare ripetizioni in pagine di siti web simili, come le pagine per cataloghi.

4. Il Dizionario analogico, che propone liste di parole collegate tra loro non solo per uso ma anche per significato o analogia tra i diversi concetti che esprimono.

Consultare un dizionario analogico vuol dire “partire per un lungo viaggio dalla meta sconosciuta”, un viaggio che arricchisce e che permette di vedere tutto in modo molto più chiaro.

2. Scegli parole precise

Il modo migliore per scrivere in modo efficace è essere sintetici e utilizzare parole precise.

Spesso usiamo più parole di quelle che servono, ma se valutiamo con attenzione ci accorgeremo che la parola giusta è sufficiente a identificare e scrivere in modo accurato.

Ad esempio: dal balcone di ogni stanza del nostro albergo è possibile vedere il mare.

Molto meglio se scrivo: ogni stanza del nostro albergo ha un balcone che si affaccia sul mare.

Scegliere le parole giuste ci aiuta a scrivere meno e a far capire, vedere e ricordare meglio.

La scala dell’astrazione

Alcune parole sono precise e concrete: sono quelle che quando leggiamo vediamo nella mente l’esatto concetto di ciò che designano. Altre rappresentano concetti.

Quando leggo la parola specchio, ad esempio, io immagino il grande specchio di casa mia, che ho appeso in entrata. C’è chi potrebbe immaginare lo specchio del bagno, chi quello della camera.

Questo perché la visualizzazione mentale dipende sempre dal proprio vissuto.

Altre parole sono più difficili da visualizzare perché rimandano a concetti astratti. Ne sono un esempio parole come idea, valore, bellezza, pensiero.

Per scrivere bene dobbiamo saperle collocare nella scala dell’astrazione per poi salirvi e scendere secondo le necessità espressive.

Un esempio di parola astratta è dono. La scala potrebbe essere questa:

Dono>regalo>omaggio>anello>brillante>solitario.

Solitario è una parola precisa, tanto che la nostra mente la visualizza all’istante.

Sui pioli più bassi della scala ci sono cose che possiamo vedere e toccare (identificate da parole precise), sui pioli più alti ci sono parole che esprimono idee o concetti.

Nel mezzo ci sono le parole generiche e del parlato comune.

La scala dell'astrazione

 

Chiediamoci sempre cosa il lettore riesce a vedere dalle parole che abbiamo scelto.

Una parola molto utilizzata nel marketing digitale è utente. Va bene sempre, ma è fredda e troppo generica. 

Sostituiamola con lettori, cittadini, clienti, ospiti, pazienti o altro, a seconda del target a cui ci rivolgiamo.

Per approfondire puoi leggere: Copywriting e comunicazione efficace: la scala dell’astrazione

3. Evita le bare verbali

Il concetto di bara verbale è stato creato da Steven Pirker, psicologo del linguaggio all’Università di Harvard (Stati Uniti), che la definisce come:

Una parola altisonante e astratta che avvolge e soffoca le parole precise.

Quando scriviamo, ad esempio è un problema di natura delicata, potremmo invece benissimo scrivere è un problema delicato.

Oppure: ho richiesto un’azione di maggior coinvolgimento può essere sostituito da: ho richiesto un maggiore coinvolgimento.

O anche: un discorso di rispetto delle gerarchie può essere sostituito da: per rispettare le gerarchie.

Sono tutte parole astratte che non creano un’immagine e appesantiscono il discorso in modo inutile.

Le parole sono efficaci se riescono a far vedere qualcosa.

4. Fai attenzione ai verbi

lI verbo è il motore di ogni storia, attira e organizza intorno a sé gli elementi della frase.

Il verbo è qualcosa di dinamico rispetto al sostantivo che invece è fermo.

Prima di tutto impariamo a sostituire tutti i sostantivi che finiscano in -zione con il relativo verbo: la frase risulterà più naturale.

E poi scegliere di usare i verbi al posto della nominalizzazione vuol dire avvicinare il testo al parlato e quindi alle persone.

Esempi quali la realizzazione di o l’eliminazione di possono benissimo essere sostituiti con per realizzare e per eliminare.

Secondo aspetto è quello di scegliere verbi energici, forti, precisi.

Il verbo generico è scontato, non dà indizi precisi. Il verbo preciso aiuta invece a capire in modo chiaro l’azione che si intende trasmettere.

Un esempio è il verbo scoprire, molto utilizzato nelle call to action del marketing digitale e al posto del quale sarebbe molto più adatto usare ad esempio il verbo leggere (se si tratta di un articolo), sfogliare (se stiamo parlando di un catalogo), guardare (se si tratta di immagini o di video).

Più il verbo è preciso più riesce a descrivere e dunque coinvolgere il lettore.

Il terzo aspetto riguarda i verbi paternalistici, che sarebbe meglio non utilizzare mai. 

Verbi quali permettere, consentire, mettere in grado o mettere a disposizione trasmettono un senso di superiorità e autoreferenzialità per nulla piacevole per chi legge.

Sono pesanti anche i verbi pomposi come rappresenta, costituiscono, vanta: sono tutti verbi sostituibili con il semplicissimo ed efficace verbo essere.

Evitiamo i verbi del linguaggio burocratico e i verbi antiquati: ne guadagneremo in leggerezza.

5. Usa aggettivi e avverbi solo se aggiungono qualcosa

Aggettivi e avverbi sono utili solo se aggiungono qualcosa che ci aiuta a delineare meglio l’immagine nella nostra mente.

In caso contrario gli avverbi sono superflui perché invece di aggiungere energia (che è la loro funzione: ad verbum significa proprio aggiungere energia) la tolgono appesantendo la lettura.

Gli aggettivi poi, quando sono uniti ad un sostantivo, appesantiscono il testo.

Coppie di uso comune come aiuto concreto, apposito modulo, meta ideale, obiettivo ambizioso o offerta imperdibile sono un’accoppiata scontata e da evitare.

Aggettivi e avverbi sono invece utili quando rafforzano il testo, ossia quando lo mettono a fuoco con dettagli precisi e descrizioni potenti.

Per quanto riguarda la posizione dell’aggettivo, in italiano ci sono molte eccezioni: fermiamoci ad ascoltare la frase e scegliamo in base all’effetto voluto ricordando che l’aggettivo prima del nome trasmette senso di distacco mentre invertendo l’ordine avviciniamo lo scritto alla lingua parlata.

Teniamo d’occhio gli avverbi di intensità (come molto, proprio, pienamente) e gli aggettivi possessivi: il rischio è quello di produrre troppa enfasi e creare testi innaturali.

Per approfondire leggi Verbi e avverbi nel copywriting: 5 consigli su come utilizzarli

6. Usa bene le paroline di servizio

Le parole di servizio (articoli, preposizioni, pronomi e congiunzioni) sono parole brevi ma molto potenti. Se ben utilizzate servono infatti a valorizzare, delimitare, connettere e orientare, avvicinare o allontanare.

Utilizziamo l’articolo determinativo se vogliamo trasmettere unicità e valore, eliminiamo i partitivi (dei, delle), scegliamo le preposizioni semplici e le alternative più brevi (al posto di in seguito a scegliamo dopo, al posto di in assenza di usiamo senza, e via dicendo).

Prestiamo attenzione all’uso del perché, però, infatti e di tutte quelle congiunzioni che servono a connettere frasi e anticipano una spiegazione o un ostacolo.

Sono parole potenti: la mente che vede una congiunzione deve scegliere se proseguire dritta o fermarsi.

7. Scrivi in modo empatico

Cosa significa scrivere con empatia? Scrivere in modo empatico significa mettersi nei panni del lettore e creare con lui una relazione.

Alcuni semplici consigli: non usare l’imperativo, usa il tono di voce appropriato, non usare parole complesse o toni accademici.  

Alla comunicazione empatica ho dedicato qualche articolo interessante:

Come scrivere (e comunicare) con empatia

Formazione, creatività ed empatia: come far amare ciò che scrivi e diventare un Copywriter professionista

8. Usa le parole straniere con moderazione

La regola consigliata dai linguisti sarebbe quella di ammettere solo le parole che non hanno una buona alternativa in italiano e che sono ben comprese da un grande numero di persone.

Un altro discorso è inserire una parola straniera quando è più precisa di quella in italiano e il contesto è appropriato, come nel settore della moda o della tecnologia.

E che articolo inserire davanti a una parola straniera?

Di solito si usa l’articolo che si userebbe davanti a una parola italiana che inizia con lo stesso suono.

Se questo argomento potresti leggere anche: Parole straniere nei testi in italiano? Sì, ma con moderazione

Spero di averti trasmesso l’importanza di saper scegliere le parole giuste.

Se hai bisogno di aiuto per comunicare la tua attività sui social o sul web contattami: sarò felice di aiutarti.

 

Fonti del testo: Paroline&Paroloni, Luisa Carrada, Zanichelli Editore, 2018

Articolo scritto il 21.09.2021 rivisto e aggiornato il 22.09.2022

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

Servizio di Editing

Revisione del testo scritto

Se hai un blog o scrivi da te gli articoli del tuo blog aziendale posso darti supporto nella fase della revisione con il servizio di editing.

Se hai articoli di cui vuoi verificare l’impostazione, se vuoi mettere a punto un calendario editoriale o sei alla ricerca di consulenza per i testi del tuoi sito web posso aiutarti, contattami!

Possiamo anche accordarci per sentirci online, via Skype.

Scopri i Servizi di AEsse Communication:

  • business blogging e testi professionali
  • copywriting
  • foto professionali
  • siti web responsive e mobile friendly
  • social media marketing

✉︎   info@aessecommunication.it

Seguici sui social

LinkedIn  FacebookPinterest social

Perché affidarsi al Copywriter per creare l’immagine del brand sul web e sui social media

Perché affidarsi al Copywriter per creare l’immagine del brand sul web e sui social media

La differenza tra la comunicazione fatta in casa e la comunicazione fatta da un professionista è che quest’ultimo sa come farti ottenere visibilità nel web

Quando si tratta di promuovere un brand sul sito web, sui social media e nella pubblicità è necessario scegliere le parole giuste.

Le parole devono essere in grado di catturare l’attenzione, di coinvolgere il lettore e di tenerlo incollato al messaggio.

Per questo c’è bisogno del copywriter, ossia di colui che conosce l’arte di assemblare al meglio parole e immagini con una scrittura persuasiva.

Scrivere i testi per un sito o per un blog è un lavoro da affidare a un professionista. A un web writer. A una persona in grado di creare testi finalizzati a un determinato pubblico.

Tutti sappiamo parlare e scrivere in modo corretto, ma la differenza è che il professionista sa cosa piace agli utenti. E sa farsi amare da Google.

Il copywriter tra testo e immagini

Alcuni dizionari identificano il “copywriter” con il redattore pubblicitario, definizione corretta solo a metà poiché in questo caso il testo prodotto dal copywriter non ha, da solo, valore commerciale e non è dunque autonomo.

Lo diventa quando si unisce a un’immagine. L’immagine serve a catturare l’attenzione (l’emozione) e il testo a dare informazioni.

Il copywriter cura il testo e sceglie le immagini più appropriate per accompagnarlo.

Ma c’è modo e modo per trasmettere un messaggio e solo un bravo copywriter sa usare le parole in modo efficace e convincente.

In “La parola immaginata” Annamaria Testa, indiscussa maestra del copywriter, ci spiega come la necessità di integrare al meglio testo e immagine sia fondamentale:

“Preparate un buon testo, integratelo perfettamente con una buona immagine, controllate che entrambi siano funzionali al messaggio che il prodotto vuole trasmettere e che vengano compresi, graditi e condivisi dal target: in teoria potete esser certi di aver fatto un buon lavoro.”

I motivi per scegliere un copywriter professionista 

Sono tre i motivi per cui dovresti scegliere un copywriter professionista:

  • i clienti capiscono quando un sito web è curato da un web copywriter. Si tratta dunque di trasmettere professionalità;
  • un bravo web writer capisce le tue esigenze e lavora di conseguenza. Affidati a chi sa scrivere per le persone giuste;
  • i testi raggiungeranno i clienti nel modo giusto grazie allo studio sul target, secondo le tecniche dell’inbound marketing. 

I vantaggi del copywriting per il business

Oggi l’economia è basata non solo sugli scambi commerciali, ma in primis sulle relazioni.

Con il cliente è necessario stabilire una relazione costante, e per fare questo ci vuole impegno: bisogna ascoltarlo e proporgli soluzioni mirate al momento del bisogno.

È necessario poi definirlo per parlare il suo stesso linguaggio.

Solo in questo modo riuscirai a trasmettere il valore della tua azienda. E otterrai credibilità e fiducia.

Di qui l’importanza di una comunicazione professionale che spazia dal messaggio pubblicitario al blog aziendale, dalla newsletter al post sui social media.

In cosa consiste l’attività del copywriter?

Un copywriter sa che il suo lavoro richiede continuo aggiornamento, confronto e studio delle realtà commerciali di cui fa parte.

Ma sono utili anche una buona conoscenza di sociologia e di psicologia.

Il copywriter sa quanto sia importante in primo luogo scartare le soluzioni sbagliate, ossia quelle che non funzionano a livello di percezione, quelle che non emozionano.

Un bravo copywriter deve saper verificare, in breve, la presenza o l’assenza di alcune caratteristiche tecniche del messaggio:

  • Il messaggio deve risultare congruente con il prodotto e con l’immagine che si vuole trasmettere;
  • Il messaggio deve risultare comprensibile, in riferimento al livello culturale del target;
  • Il messaggio deve essere accattivante e convincente (no ai messaggi autoritari e offensivi che inducono sensazioni sgradevoli e instaurano il meccanismo di rimozione);
  • Il messaggio deve coinvolgere il destinatario in termini emotivi, estetici e di utilità.

“Le parole sono importanti e vanno scelta con cura. Le parole evocano, trasmettono emozioni, possono costruire ma anche distruggere.”

Il copywriter deve avere dunque quella sensibilità letteraria che lo rende capace di mimare stili diversi, deve riuscire a trovare parole che si integrino perfettamente con le immagini, deve saper esprimere concetti complessi in modo semplice, corretto, efficace e innovativo.

Ma come capire se parole e immagine lavorano in sinergia? 

Basta fare una verifica molto semplice: togliere il titolo all’immagine e poi l’immagine al titolo.

Solitamente succede che le parole da sole risultano poco credibili e l’immagine piuttosto fredda. Insieme invece funzionano.

Questo avviene perché l’immagine contestualizza il titolo rimandando a una realtà possibile, mentre il titolo aiuta a leggere l’immagine in modo corretto.

Questa ed altre tecniche stanno alla base della professionalità di un bravo copywriter.

Cosa posso fare per te?

Mi occupo dei testi del tuo sito web e di scrivere articoli (uno o due a settimana) per il blog della tua attività.

Quando scrivo punto sulla qualità dei contenuti e delle immagini, con un occhio di riguardo per Google e dunque per il Seo-Copywriting.

Non perdere tempo e contattami, posso realmente aiutare la tua attività a farsi notare sul web in modo da raggiungere i tuoi obiettivi.

Insieme stabiliremo un piano e un calendario editoriale per il Blog aziendale o per il Blog del tuo e-commerce.

Ti ricordo che solo con una pubblicazione costante nel tempo puoi valorizzare la tua attività posizionandola sulla prima pagina di Google.

Perché come ben sai: “il luogo più sicuro dove nascondere un cadavere è la seconda pagina di Google”.

 

Per capire come lavoro potresti leggere: Web Copywriting: come scrivere sul web in modo efficace e catturare l’attenzione dell’utente

Se ti interessa il tema del Copywriting segui la sezione del Blog su AEsse Communication.it

 

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

Servizio di Copywriting

servizi copywriting

Hai un sito web e vorresti riscrivere la pagina del Chi Sono perché non ti sembra abbastanza personale?

Vorresti aprire un blog per parlare con il tuo target o hai bisogno di supporto per la gestione dei tuoi social?

Contattami, possiamo accordarci per sentirci anche via Skype e decidere insieme come procedere per migliorare la tua comunicazione.

Scopri i Servizi di AEsse Communication:

  • business blogging e testi professionali,
  • copywriting,
  • foto servizi professionali,
  • siti web responsive e mobile friendly,
  • gestione social media.


Contattaci a questi recapiti:

✉︎   info@aessecommunication.it

Servizi di Comunicazione digitale:

Nicola   ☏   +393498058016

Seguici sui social

Icona Facebook LinkedIn

Perché è importante avere un piano editoriale per il Blog e come costruirlo

Perché è importante avere un piano editoriale per il Blog e come costruirlo

Conoscere il target di riferimento, scrivere contenuti di qualità e con costanza e organizzare le pubblicazioni considerando gli obiettivi di medio termine.
Grazie al piano editoriale organizzi al meglio le tue pubblicazioni

Nella redazione di contenuti per i blog aziendali è importante creare un piano editoriale che ti permetta di essere online con costanza e qualità.

Il piano editoriale è quel documento che programma quando, cosa, perché, come e per chi pubblicare.

Ma non solo. È uno strumento che deve lavorare in sinergia con gli obiettivi di marketing e deve intercettare i bisogni informativi del tuo pubblico di riferimento, le buyer personas.

Vuoi saperne di più?

Continua a leggere e scoprirai come impostare al meglio un piano editoriale.

Cos’è un piano editoriale e quali sono i suoi obiettivi

Il piano editoriale è quel documento organizzativo che sta alla base dell’attività di Content marketing ed è utile al Copywriter per svolgere al meglio il suo lavoro editoriale nel blog e nei social media che gestisce.

I parametri da indicare in un piano editoriale del blog sono i seguenti:

  • data di pubblicazione del post;
  • titolo del post (anche provvisorio);
  • categoria;
  • argomento con breve descrizione del post;
  • intento di ricerca o bisogno informativo che si vuole soddisfare, e quindi l’obiettivo di un certo post;
  • stato di approvazione da parte del cliente.

Perché è necessario creare un piano editoriale per il Blog

È impensabile oggi creare contenuti per il web in modo efficiente e organizzato senza aver prima impostato un piano editoriale.

I vantaggi del piano editoriale

  • aiuta a organizzare il lavoro;
  • aiuta a pianificare le pubblicazioni su blog e social media;
  • consente una visione ampia e completa delle azioni di Content Marketing nel medio e lungo periodo;
  • aiuta a gestire urgenze o imprevisti.
Aspetti da considerare nella costruzione di un piano editoriale

Come costruire un Piano editoriale: quali regole seguire

In primo luogo è giusto sapere che il piano editoriale si presenta come un documento cartaceo o digitale nel quale inserire una serie di informazioni. 

In aggiunta si allega un file o un foglio con caselle che gestiscono le date di pubblicazione dei post.

Questi sono gli spazi dedicati alla pubblicazione dei contenuti, che si trovano nel calendario editoriale, documento che fa parte del piano editoriale.

Quando costruiamo un piano editoriale dobbiamo porci alcuni domande.

Occorre sempre chiedersi: “Quanto spesso voglio pubblicare?”

Bisogna rispondere in modo realistico, considerano che la cosa importante non è la quantità ma la costanza, unita alla qualità dei testi prodotti.

Un’altra domanda fondamentale è: “A chi mi rivolgo?”. 

La prima risposta è: ai clienti, a lettori interessati e ai potenziali clienti. Quali sono i bisogni informativi di questo pubblico? 

Dopo aver chiarito questo punto occorre iniziare a strutturare gli argomenti e chiedersi: quali saranno le aree tematiche che tratteremo? 

Molto importante è stabilire poi le categorie del blog e raccogliere almeno 5 idee per ogni categoria di contenuto.

La categoria è fondamentale perché ci permette di avere un quadro generale degli argomenti trattati e ci aiuta a mixarli nella giusta misura nei progetti di medio termine, costruendo una vera e propria linea editoriale.

Inseriamo anche Keyword, Tag e il prodotto di riferimento, che ci tornano utili nel momento in cui occorre puntare a prodotti stagionali, oppure a lanci particolari.

Infine, possiamo inserire le note: servono a segnare modifiche o integrazioni da parte del cliente, a cui si consegna un piano editoriale trimestrale che egli dovrà analizzare ed approvare.

Il piano editoriale deve inoltre prevedere le date di pubblicazione.

Ovviamente tutto dipende dal tipo di piano che stai costruendo: se riguarda i social media è necessario inserire anche immagini e video che si intendono pubblicare e hashtags.

Il calendario editoriale

È quel documento (cartaceo o digitale, come preferisci) che ti ricorda quando e come pubblicare.

Il calendario è perfetto per segnare con cura le date delle pubblicazioni.

Ricorda che l’aggiornamento costante del calendario editoriale è fondamentale per il successo di un blog: serve a portare traffico e a creare una buona community.

Fasi di creazione del piano editoriale: ideazione, progettazione, approvazione e pubblicazione

Facciamo un esempio. Gestiamo un blog che ha come obiettivo quello di portare visite al sito principale, un E-commerce che vende prodotti per scuola e ufficio.

Per gestire un blog connesso a e-commerce è importantissimo impostare prima di tutto un accurato lavoro SEO che prevede di intercettare intenzioni di ricerca, bisogni informativi e dunque keyword specifiche in un’ottica di imbound marketing. 

Dopodiché, le fasi di creazione di un piano editoriale sono:

  1. Ideazione
  2. Progettazione
  3. Approvazione
  4. Pubblicazione

Vediamole una per una.

Ideazione dei contenuti e prima composizione del piano editoriale

In questa fase dobbiamo considerare:

  • gli obiettivi aziendali,
  • la stagionalità,
  • le esigenze del cliente, che dovrà indicarci quali sono i prodotti su cui puntare in quel momento. 

Continuiamo nell’esempio del blog per e-shop di materiale per la scuola e l’ufficio.

In questo caso si sfrutteranno i mesi di luglio e agosto per puntare alla vendita di zaini, astucci, maxi quaderni e tutto il necessario per la scuola.

Ottobre sarà invece dedicato maggiormente alla promozione di prodotti per l’ufficio, essendo la scuola già avviata.

Progettazione dei contenuti del piano

La fase di progettazione è composta di alcune fasi intermedie.

Prima di tutto si analizzano gli argomenti di tendenza nel settore di riferimento, considerando interessi ed esigenze del target. 

Poi si analizzano gli intenti di ricerca degli utenti, le parole chiave legate a un prodotto o servizio e si iniziano a progettare gli articoli attorno a quegli argomenti. 

A questo punto si prepara una bozza di piano editoriale che verrà inviata al cliente per una prima approvazione. 

Si aggiunge al piano editoriale anche il calendario editoriale, con le date di presunta pubblicazione dei post.

Durante quest’ultima fase è bene considerare di tutti gli imprevisti che possono interferire con la produzione di contenuti.

È buona regola evitare di lavorare con scadenze troppo ravvicinate, sotto data, come si suol dire.

Approvazione delle proposte contenute nel piano editoriale

Quando i testi sono pronti vengono inviati al cliente per approvazione, che decide se gli argomenti scelti e il contenuto del piano è adeguato.

In assenza di modifiche il piano può essere considerato ufficiale e dunque può essere pubblicato.

Pubblicazione dei contenuti prodotti 

Ricorda che pubblicare un contenuto non è affatto l’atto finale, ma un atto intermedio suo del ciclo di vita, che solo ora acquista visibilità e va promosso sui social media o con altri canali quali la newsletter.

E tu, come crei il tuo piano editoriale? Se d’accordo con i miei suggerimenti? Fammi sapere cosa ne pensi nel box qui sotto!

Se invece hai bisogno di supporto per la creazione di articoli per il tuo blog aziendale e per ideare un piano editoriale strategico scrivimi: cercheremo insieme la soluzione migliore per la promozione della tua attività.

 

Se vuoi approfondire il ruolo del blog per la promozione della tua attività sul web leggi:

Utilità del Blog aziendale per siti web e per E-Commerce: scopri come incrementare le vendite

Scopri l’efficacia del blog turistico per il successo della tua attività legata al mondo dei viaggi

 

blog

Tutti i vantaggi del blog

Servizio di Editing

Revisione del testo scritto

Se hai un blog o scrivi da te gli articoli del tuo blog aziendale posso darti supporto nella fase della revisione con il servizio di editing.

Se hai articoli di cui vuoi verificare l’impostazione, se vuoi mettere a punto un calendario editoriale o sei alla ricerca di consulenza per i testi del tuoi sito web posso aiutarti, contattami!

Possiamo anche accordarci per sentirci online, via Skype.

Sara Soliman

Copywriter

Scopri i Servizi di AEsse Communication:

  • business blogging e testi professionali
  • copywriting
  • foto professionali
  • siti web responsive e mobile friendly
  • social media marketing

✉︎   info@aessecommunication.it

Servizi di Comunicazione digitale:
Nicola   ☏   +39 349 8058 016

Seguici sui social

LinkedIn  FacebookPinterest social