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Sintesi, credibilità ed emozione: 8 consigli per una presentazione efficace

Sintesi, credibilità ed emozione: 8 consigli per una presentazione efficace

Le presentazioni sono all’ordine del giorno nel mondo del lavoro e della scuola. Ma quali sono le slide che funzionano meglio?

Oggi le slide sono all’ordine del giorno tanto nel mondo del lavoro quanto nel mondo della scuola e delle università.

Al lavoro le utilizziamo durante le riunioni, per organizzare interventi a convegni, per realizzazare una presentazione dedicata a potenziali investitori.

In realtà le slide sono una sorta di “salvagente” per tutti (così le definisce Luisa Carrada, esperta in copywriting): per il relatore, l’organizzatore, i convenuti al convegno, l’insegnante e gli studenti.

Ma come creare un presentazione efficace? Quali sono le slide migliori? 

Vediamo insieme quali sono gli elementi da considerare per creare una buona presentazione, che mantenga alta l’attenzione del pubblico e trasmetta il messaggio in modo efficace.

Le parole chiave di una buona presentazione

Una presentazione è prima di tutto un prodotto di comunicazione, con una rigorosa organizzazione interna.

Garr Reynolds, autore del popolare blog sulle presentazioni presentationzen.com ha creato sei slide che riportano le parole chiave di una buona presentazione.

Queste parole chiave sono:

Semplicità, sorpresa, concretezza, credibilità, emozione, narrazione.

E ha inserito un solo termine per slide.

Il fatto che ci sia una sola parola per slide significa che nelle presentazioni le parole scritte non sono le protagoniste: sono essenziali, certo, ma hanno la funzione di ancorare l’attenzione e anticipare le parole dell’oratore. E devono sorprendere, emozionare.

Parole scritte e parole parlate devono essere diverse e complementari, solo con qualche comprensibile sovrapposizione.

Ed è forse questo l’aspetto più complesso del creare una presentazione efficace: imparare a gestire il rapporto tra slide ed esposizione orale, rendere cioè coerenti i due canali comunicativi con lo scopo di valorizzare il messaggio.

Come procedere per creare una presentazione

Per creare una buona presentazione segui questi consigli:

  1. Prepara una traccia;
  2. Crea testi brevi;
  3. Ricorda l’importanza del titolo;
  4. Scegli con attenzione il carattere e cura la grafica;
  5. Usa un layout predefinito;
  6. Limitati a una sola idea per slide;
  7. Usa immagini e grafici;
  8.  Non esagerare con le animazioni speciali e gli effetti di transizione.

 

1. Prepara la traccia

Preparare la traccia di ciò che devi dire, il flusso della tua presentazione, ti servirà ad avere le idee più chiare e a presentare i concetti in modo più logico e ordinato.

Poi pianifica la struttura delle slide. Parti con una slide con il titolo, una con l’introduzione, una con l’indice degli argomenti, una con i soli titoli degli argomenti che tratterai.

Al posto dell’indice dettagliato potresti inserire il tuo obiettivo e quello che sarà il risultato.

Oppure una bella domanda, a cui risponderai durante la presentazione.

In un secondo momento inserirai qualche call-to-action, immagini, citazioni, grafici e altro.

Nell’ultima slide riassumi il tuo messaggio in uno slogan originale, una citazione, il “succo del discorso” che è il tuo obiettivo.

2. Crea testi brevi

Ricorda questo concetto: in una presentazione le parole scritte sono importanti ma non devono trasmettere tutti i contenuti. 

Usa elenchi puntati per focalizzare gli elementi importanti o i dati, ma soprattutto per attirare l’attenzione verso ciò che devi dire. 

Evita di inserire troppo testo: parole scritte e parole parlate devono essere diverse e complementari.

La slide non deve essere esaustiva come una pagina di un libro, è piuttosto la traccia del tuo discorso.

Mason scrive:

Considerate le slide come se fossero la punta dell’iceberg del vostro discorso, la sola parte visibile. Il resto dell’iceberg è dentro di voi.

3. Scegli con attenzione caratteri e cura la grafica

Assicurati che il font che hai scelto sia leggibile. I font di riferimento (quelli pensati per lo schermo) sono i classici Verdana, Georgia, Garamond, Trebuchet.

E scegli al massimo due tipi di font: uno per i testi e uno per i titoli.

La regola generale è di usare le dimensioni dei caratteri di circa 24 punti per il testo, 40 punti per i titoli.

4. Ricorda l’importanza del titolo

Il titolo è il re del paragrafo, sempre. Lo è nelle pagine del web, negli articoli e anche nelle slide.

Il titolo è un concentrato di contenuto e, di ogni slide, deve trasmettere il messaggio principale.

Nei titoli (che devono avere lo stesso carattere in ogni slide) usa forme attive e parole chiave.

5. Usa un layout predefinito

La presentazione risulterà più convincente se tutte le slide sono omogenee come colori, carattere e impaginazione.

Contenuti ed elementi grafici devono seguire lo stesso allineamento e, se puoi, usa i colori del tuo logo.

6. Limitati a una sola idea per slide

In ogni slide trasmetti un solo concetto e riducilo all’essenziale: elimina avverbi e aggettivi, privilegia fatti e dati, cerca di non scrivere più di sei righe. 

Seth Godin, che sulle slide ha scritto molto, è categorico:

Mai più di sei parole in una slide.

Giacomo Mason è più morbido e ci consegna dei limiti:

Se avete tanto testo nella slide di una presentazione avete un problema. Sopra i 600 caratteri è molto probabile che le persone non leggeranno la slide, sopra le 900 caratteri potete stare certi che non le leggeranno.

Le slide migliori, quelle dei grandi comunicatori (vedi Steve Jobs o Garr Reynolds), sono dunque quelle che hanno pochissimo testo.

Certo, forse rimanere dentro le sei parole di Seth Godin è difficile, però il concetto è chiaro: riduciamo il testo il più possibile.

7. Usa elementi grafici

Spezza le slide di dolo testo con slide che contengono immagini, diagrammi, tabelle e icone: rendono la tua storia più interessante, comprensibile e memorizzabile.

8. Non esagerare con le animazioni speciali e gli effetti di transizione 

Animazioni eccessive ed effetti di transizione diversi tra diapositive indicano poca professionalità e distraggono l’ascoltatore.

Il mio consiglio è di utilizzare sempre la stessa animazione e usare un solo effetto di transizione, leggero. È più che sufficiente.

E dopo? “Qualcosa bisogna pur lasciare”

Dopo la presentazione è buona prassi lasciare un documento completo di tutti i contenuti che hai comunicato: slide, tabelle, dati e il testo del discorso stesso.

Oppure puoi scegliere di fornire le stesse slide (in ordine e ben impaginate, 4 o 6 per pagina formato A4) e il testo del tuo discorso, in modo da far felice chi sostiene che “qualcosa bisogna pur lasciare”.

Sconsiglierei però di consegnare la stampa prima della presentazione. Informa piuttosto il tuo pubblico che “dopo” lascerai una copia delle slide a disposizione. Credo sia l’unico modo per mantenere l’attenzione.

Utilizzi anche tu questi criteri per creare le tue presentazioni o tendi a scrivere tanto testo?

E poi, lasci le slide al tuo pubblico? Scrivimi nel box qui sotto!

 

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Articolo del 20.11.2020 rivisto il 13.09.2022 e il 28.04.2024

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per un migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

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Scrivere con leggerezza: una lezione da Italo Calvino per il copywriter

Scrivere con leggerezza: una lezione da Italo Calvino per il copywriter

Italo Calvino ci lascia una lezione di stile senza tempo, che è anche gioia per mente e cuore 

Riordinando la libreria, qualche giorno fa mi sono ritrovata a sfogliare il noto testo di Italo Calvino “Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio”, libro che ho letto e riletto e che contiene importanti lezioni per il copywriter.

Il libro raccoglie i manoscritti preparatori delle sei lezioni che Calvino avrebbe dovuto tenere alla Harvard University, in occasione delle Charles Eliot Norton Poetry Lectures dell’anno accademico 1985-1986.

Purtroppo se ne andò prima di salire sulla prestigiosa cattedra e dobbiamo ringraziare la moglie Esther se possiamo leggere oggi il dattiloscritto originale, dove sono presenti però solo 5 delle 6 lezioni programmate: Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità e Molteplicità.

Dell’ultima lezione sappiamo solo che avrebbe dovuto intitolarsi Coerenza.

Sei lezioni che fanno capo ad altrettanti concetti cardine della buona scrittura. Sei lezioni di stile senza tempo, che sono gioia per mente e cuore.

Parliamo allora della leggerezza, prima lezione e primo capitolo del libro, che ho sottolineato quasi per intero, tanti sono gli spunti di riflessione che hanno arricchito la mia sensibilità di lettrice prima e di copywriter poi.

Seguimi e vediamo insieme qualche consiglio su come “scrivere con leggerezza”.

La leggerezza per Italo Calvino: il valore della buona scrittura

Nel 1985 Calvino ci spiega  “perché sono stato portato a considerare la leggerezza un valore anziché un difetto”.

Questo significa che trent’anni fa la sottrazione di peso (o meglio, pesantezza delle parole) non era per nulla amata in letteratura e che Calvino era abbastanza avanti da capire l’assurdità di una tale visione ristretta e intrisa di pregiudizi.

Non che oggi le cose siano cambiate molto, dal momento che la leggerezza in letteratura viene spesso additata come superficialità, pressapochismo e, soprattutto, incompetenza.

Ma cosa intendeva Calvino per leggerezza?

Leggendo le prime pagine colpiscono le riflessioni e le citazioni di alcuni tra i più grandi scrittori di tutti i tempi quali esempi di “leggerezza”: da Ovidio a Montale, da Kundera a Dante.

Più avanti leggiamo:

“Spero innanzitutto d’aver dimostrato che esiste una leggerezza della pensosità, così come tutti sappiamo che esiste una leggerezza della frivolezza.”

Anzi, la leggerezza pensosa può far apparire la frivolezza come pesante e opaca, le cui parole, per Calvino:

“si attaccano subìto alla scrittura, se non si trova il modo di sfuggirle.”

Insomma, lo scrittore sembra volerci dire: il peso non è un nemico da combattere, la pesantezza lo è.

La pesantezza si forma con l’uso di parole aspecifiche e generalistiche. Sono quelle parole che non aggiungono nulla al testo e anzi, lo rendono pesante.

Sono parole pesanti (o opache) le parole parole astratte, che uccidono la vivezza del testo e che spesso possono essere eliminate senza cambiare il significato alla frase (alcuni esempi: contestualizzazione, approccio, carattere, sul piano, ecc.)

Possiamo trovare la pesantezza anche nei tecnicismi, facilmente sostituibili con parole di più facile comprensione per il lettore.

Scrivere con leggerezza: parole precise e punteggiatura

La leggerezza a cui aspiriamo mentre scriviamo non sarà mai sinonimo di frivolezza, sottolinea Calvino.

Cercare di scrivere “con leggerezza” vuol dire molte cose: scrivere con precisione e determinazione, mescolare malinconia e humor, ma anche allontanarsi dalla vaghezza (parole che indicano vaghezza: come, quasi, pressoché, e via dicendo) della scrittura generalista.

E poi vuol dire anche alleggerire il linguaggio con un’astrazione del ragionamento e con la costruzione di immagini evocative e simboliche perché, come mi piace ricordare, mentre noi scriviamo chi legge vede immagini.

Scrivere con leggerezza significa utilizzare parole che informano, che descrivono, che sussurrano, che trasmettono emozioni.

Anche curare la punteggiatura ci aiuta a rendere i testi più leggeri: oltre a conferire ritmo al testo, la punteggiatura ci permette infatti di fare respirare il testo.

Niente di facile, è vero, ma si tratta sicuramente di un vero passo in avanti per la qualità della buona scrittura.

In fin dei conti, come abbiamo visto, la leggerezza ha radici profonde.

Paul Valéry ha scritto:

“Il faut être léger comme l’oiseau, et non comme la plume”.

Hai letto anche tu il libro “Lezioni Americane” di Italo Calvino?
Mi piacerebbe sapere se condividi il suo pensiero sulla leggerezza della buona scrittura.

Se vuoi lasciami un messaggio nel box qui sotto!

 

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Foto di copertina: Coley Christine per Unsplash

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Esercizi di Stile di Raymond Queneau: come arrivare al lettore con il giusto stile. Una lezione per il copywriter

Esercizi di Stile di Raymond Queneau: come arrivare al lettore con il giusto stile. Una lezione per il copywriter

Un testo, quello di Queneau, che ci dimostra l’importanza della fantasia e dello stile. E che non può mancare nella biblioteca del copywriter

Gli Esercizi di stile di Queneau, pur essendo uno scritto un po’ datato (è del 1947) resta ancora oggi una lettura obbligata per chiunque ami la scrittura e per chiunque si occupi di scrittura professionale e di copywriting.

Nel testo un singolo episodio viene descritto in ben 99 versioni linguisticamente e stilisticamente diverse, mostrandoci le infinite possibilità del linguaggio.

Un libro così atipico, e da tutti lodato, non poteva che incuriosirmi.

La storia è semplice (banale, scriverà in nota lo stesso Queneau): il narratore nota sull’autobus un giovane, dal collo lungo e dal cappello decorato con una specie di treccia di corda al posto del nastro.

Il giovane ha prima un battibecco con un altro passeggero e poi va a sedersi in un posto che si è liberato.

Più tardi, il narratore incontra nuovamente il ragazzo, ora in compagnia di un amico, il quale gli consiglia di fare aggiungere un bottone al soprabito.

Per raccontare novantanove volte questo episodio di vita quotidiana lo scrittore utilizza figure retoriche, generi letterari diversi (dall’epico al drammatico, dal racconto gotico alla lirica giapponese, dal discorso volgare a quello ingiurioso, dal sonetto all’ode), giocando con il lessico e con la sintassi.

Il risultato: novantanove versioni dello stesso banale racconto ma all’insegna dell‘umorismo, del virtuosismo linguistico, della fantasia, della creatività.

Una sorta di caleidoscopio di punti di vista, a dimostrazione delle infinite possibilità della lingua e dei diversi risultati che comportano l’uso di stili differenti.

Oltre ad ammirare il gioco di bravura del matematico Queneau, cosa dobbiamo apprendere noi web writer?

Citazione Queneau

Giocare con le parole, aggiungere un velo di mistero e rendere il testo brillante: questo sembra voler dire Raymond Queneau

Esercizi di stile: umorismo, interstualità e co-testualità

Non nascondo che quando ho comprato il libro di Queneau pensavo che, forse, mi sarei annoiata. E invece leggendolo ho sorriso, mi sono spesso sorpresa dell’uso talvolta azzardato delle parole e dell’umorismo intrinseco a ogni racconto.

Gli Exercices giocano sull’intertestualità, essendo parodie di altri discorsi, e sulla co-testualità.

Il racconto banale diventa la base su cui tessere le molte varianti retoriche, linguistiche, sintattiche e percettive che il linguaggio offre.

Alle figure vere e proprie – come la Metafora o le Sinchisi – si affiancano declinazioni giocate sulla dimensione idiomatica, come gli inglesismi, fino alla scomposizione della sintassi.

Gli stili giocano anche sul cambio di prospettiva o sull’ambiguità del punto di vista tra io-narrante, protagonista e antagonista, come nel caso delle Contro verità o dell’Aspetto soggettivo. 

Fino a spingersi al confine del puro visibile dove – in Arcobaleno, Onomatopee, Interiezioni – il verbale diviene solo lo strumento per creare sensazioni, suoni ed emozioni.

Se vuoi approfondire il tema dell’utilizzo delle figure retoriche leggi anche l’articolo Copywriting: guida all’utilizzo delle principali figure retoriche

 

Umberto Eco: traduzione o riscrittura?

In Italia il testo di Queneau è stato tradotto con successo da Umberto Eco, che ha intuito (come afferma lui stesso nell’introduzione) la necessità, per niente facile, di intendere cosa significasse tradurre con fedeltà un libro così particolare.

Scrive Eco:

“In breve nessun esercizio di questo libro è puramente linguisitco, e nessuno è del tutto estraneo alla lingua. In quanto non è solo linguistico, ciascuno è legato all’intertestualità e alla storia.
In quanto legato a una lingua è tributario del genio della lingua francese.
In entrambi i casi bisogna, più che tradurre, ricreare in un’altra lingua ed in riferimento ad altri testi, a un’altra società, e un altro tempo storico”.

Non si tratta, infatti, di una traduzione letterale, bensì di una sorta di riscrittura che mette in gioco le capacità autoriali di chi si cimenta in una tale “impresa”.

E aggiunge:

“Fedeltà significava capire le regole del gioco, rispettarle, e poi giocare una nuova partita in un’altra lingua e con lo stesso numero di mosse”.

Che Queneau fosse un genio credo sia indubbio, ma lo scrittore francese vuole dirci che il linguaggio è un’arma potente e che basta solo un po’ di fantasia per ottenere risultati incredibili.

Esercizi di Stile Queneau

Raymond Queneau, Esercizi di stile, Einaudi Editore

 

Gli Esercizi di stile e il copywriter

Cosa possiamo imparare noi copywriter del web da un testo così fantasioso?

Una cosa è certa: scrivere assecondando Google non deve far passare in secondo piano lo scrivere per il lettore.

E allora liberiamo la fantasia e giochiamo con il linguaggio, pur guardando alle parole chiave.

Non sono una SEO, ci tengo sempre a precisarlo, ma da quando mi occupo di ottimizzazione dei testi per il web una cosa l’ho imparata:

Google e l’utente cercano la stessa cosa.

Non dobbiamo scrivere contenuti pensando che “accontentare” Google sia la soluzione e che saremo premiati. Se il nostro scritto non sarà interessante e fruibile per l’utente, Google non ci farà apparire nelle prime posizioni della serp. Provare per credere.

E allora non ci sono scuse: chi ha talento e la volontà di sperimentare il linguaggio in tutte le sue forme non annoierà mai il proprio lettore. A patto di ricordare che l’utente finale è lui e non Google.

Soffermandoci poi sui diversi stili usati da Queneau nei suoi esercizi notiamo quanto l’uso dell’uno o dell’altro comportino un risultato finale molto diverso.

Da qui l’importanza di scegliere il giusto stile, timbro e ritmo. In una parola il tone of voice.

E tu, sei pronto a cimentarti in questo gioco linguistico?

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Copywriting: guida alle parole e alle tecniche di scrittura che convincono (anche per i social)

Copywriting: guida alle parole e alle tecniche di scrittura che convincono (anche per i social)

Per scrivere testi efficaci è necessario prestare attenzione alle parole che si utilizzano: alcune aiutano ad entrare in empatia con il lettore, altre sono potenti leve di tipo psicologico

L’efficacia di un contenuto dipende da come lo si scrive. E per arrivare al lettore il copywriter deve saper scrivere in modo accattivante e convincente.

Che sia una pubblicità, una newsletter, un articolo per un blog aziendale o il testo per un post social, per catturare l’attenzione dell’utente e accompagnarlo a compiere un’azione è necessario conoscere le tecniche del copywriting persuasivo.

Le parole generano o stimolano emozioni che, come ben sai, ci conducono all’azione. Questo funziona anche con gli acquisti e spesso solo in un secondo momento giustifichiamo e motiviamo la nostra scelta ragionando.

Oltre alle tecniche, o modelli di copywriting persuasivo, esistono anche alcune parole che, proprio per il loro effetto sul lettore, spingono verso un’azione: sono definite parole persuasive.

Tecniche di copywriting persuasivo

Prima di parlare delle tecniche di scrittura che aiutano a impostare contenuti convincenti, ti ricordo che è necessario conoscere il target di riferimento, il pubblico a cui ti riferisci, che ti permette di decidere quale tono di voce adottare.

Tecnica del problema

Il concetto è quello mettere in evidenza un problema e collocarlo in un contesto in cui il lettore si identifica per fornirgli poi la soluzione a quel problema, che può essere il nostro prodotto o servizio.

Ad esempio: “Soffri di dolori alla schiena per le troppe ore alla scrivania? Puoi risolvere il tuo problema facendo attenzione alla postura e seguendo una serie di accorgimenti che riguardano l’ergonomia in ufficio come una sedia ergonomica e un supporto per monitor.”

Tecnica del beneficio

Per generare beneficio è necessario creare l’oppurtunità ed entrare in empatia con il lettore.

Mentre il lettore legge il tuo post pensa “sembra scritto proprio per me” e dunque non può che continuare a leggere per sperare di trovare una risposta.

Questa tecnica funziona solo se si sa esattamente cosa il lettore sta cercando quel determinato contenuto.

Il beneficio è il raggiungimento del suo scopo, che otterrà dopo aver letto i tuoi consigli.

Tecnica il mio problema-i tuoi vantaggi

In questa terza tecnica comunichi al lettore, che vuole cambiare qualcosa nella sua vita, che tu ci sei già passato e hai ottenuto dei buoni risultati.

In sostanza questa tecnica riprende il racconto di una storia, la tua storia, e pone l’accento sul punto di svolta che ti ha permesso di ottenere quel cambiamento (che è lo stesso che il lettore desidera).

Ad esempio: “Anch’io volevo approfondire le tecniche di copywriting e ho seguito vari corsi, ma solo con questo corso (quello che vuoi vendere) ho raggiunto dei buoni risultati.”

Tecnica della concretezza

Questa tecnica sfrutta la capacità di persuasione delle domande dirette, in modo da entrare subito in contatto con il lettore. Mettendo in luce una specifica opportunità, così da creare empatia.

A questo punto esponi i benefici dei tuoi prodotti o servizi, sottolineando come quella è una soluzione reale, semplice e ottimale.

Ad esempio: “Sei alla ricerca di uno zaino bello, robusto ed ergonomico per il tuo bambino? Prova lo zaino xy…”

Tecnica della scarsità

Tecnica utilizzata da tempo anche nel commercio al dettaglio utilizza frasi come “sono gli ultimi pezzi” ,”lo sconto avrà una durata limitata” o “solo i primi 100 che si iscriveranno” e  fa leva sul timore di non riuscire ad avere tempo per l’acquisto desiderato, spingendo così e verso un acquisto d’impulso.

Tecniche e Parole persuasive

La scrittura persuasiva si basa su alcune tecniche e su parole che fanno leva sull’aspetto psicologico del lettore

Aspetto emotivo e decisioni d’acquisto: parole persuasive

Alcune parole catturano e convincono più di altre. Pensa per esempio al tuo stesso comportamento quando decidi di acquistare qualcosa.

Accade che ti lasci trasportare da toni e parole autorevoli se l’acquisto riguarda dei manuali, da toni e parole amichevoli se il tuo acquisto riguarda un capo d’abbigliamento e da toni e parole che trasmettono sensazionalismo ed entusiasmo se prenoti, ad esempio, una vacanza in un posto nuovo.

L’aspetto emotivo è dunque centrale in ogni decisione d’acquisto.

Per questo motivo parole come Tu, gratis, perché, subito e nuovo sono considerate le migliori parole per vendere e convertire, soprattutto se inserite in una call to action o nell’oggetto della newsletter.

Sono parole dunque utili nei richiami all’azione immediati.

L’efficacia del Tu è ormai consolidata (o del nome proprio se si tratta di una newsletter): esprime fiducia e fa sentire coinvolti, quasi come si stesse parlando ad un amico.

Il successo della parola gratis (o gratuito) deriva dal fatto che ognuno di noi ama ricevere qualcosa in regalo (anche quando non ne abbiamo bisogno).

La parola perché è utile all’utente che è alla ricerca di una giustificazione della sua azione. Vuole cioè capire il motivo per cui dovrebbe fare ciò che consigli.

Immediatamente (o subito) è una parola che attiva una parte del nostro cervello e lo spinge a un’azione. È utile in un contesto in cui proponiamo un beneficio o un’offerta a scadenza dove vi è il rischio di perdere l’opportunità.

La parola nuovo ha potere persuasivo in quanto viene inconsciamente accostata a qualcosa di vecchio che ha sicuramente qualcosa in meno di ciò che di nuovo proponi.

Nuovo, utilizzata per beni di consumo, consente di far leva sul fatto che in un acquisto siamo sempre ben disposti verso le novità.

Parole che creano fiducia

Oltre alle parole persuasive, che hanno una “funzione calamita”, il copywriting persuasivo utilizza le parole che creano una connessione causa-effetto.

Sono parole che aiutano a spiegare i motivi delle azioni, legando l’azione stessa a degli obiettivi. Sono:

  • Perché
  • Quindi
  • Come risultato
  • Per questa ragione
  • Di conseguenza
  • A causa di…

Funzionano perché è importante creare un rapporto di fiducia con chi legge e dare una motivazione o una conseguenza a ciò che affermi.

In questa maniera si diventa più convincenti nel motivare l’acquisto di un prodotto o di un servizio.

Alcune parole facilitano la conversione più di altre, sono:

  • Segreto
  • Testato
  • Garantito
  • Esclusivo
  • Risultati

Non dimenticare che i tuoi testi, anche se scritti con tutti gli accorgimenti necessari per farti notare da Google (Tecniche di SeoCopywriting) sono sempre rivolti a delle persone e che, come tali, agiscono in base ai sentimenti, emozioni e necessità.

6 Consigli per scrivere testi che convertono

Riporto di seguito alcuni consigli di scrittura efficaci per ogni tipo di testo, proprio perché puntano sull’aspetto emotivo e sono finalizzati a trasmettere fiducia.

Ricorda di scrivere sempre in modo semplice e di utilizzare frasi brevi.

  1. Parla dei vantaggi che avrà il tuo cliente se sceglie la tua proposta o acquista il tuo prodotto.
  2. Ripeti i concetti chiave del tuo messaggio, come i punti di forza del tuo prodotto. Puoi farlo anche con degli esempi.
  3. Inserisci testimonianze, tabelle, fonti autorevoli e tutto ciò che ti aiuta a trasmettere fiducia e concretezza.
  4. Punta sull’emotività e sul potere persuasivo di alcune parole.
  5. Crea empatia: usa il tu, scrivi in modo semplice e diretto, crea un ambiente amichevole in cui il lettore possa sentirsi compreso.
  6. Utilizza le call to action: il richiamo all’azione accompagna il lettore nella scelta e incentiva la conversione.


Come vedi, per ottenere buoni risultati sul web non bisogna improvvisare. E per scrivere in modo da raggiungere degli
obiettivi è necessario conoscere il target e pianificare contenuti studiati ad hoc.

Se vuoi formulare i tuoi testi in modo più efficace per raggiungere il tuo pubblico scrivimi: possiamo cercare insieme la soluzione che fa al caso tuo.

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Cosa ho imparato dal mio lavoro di copywriter in questo difficile 2020

Cosa ho imparato dal mio lavoro di copywriter in questo difficile 2020

In questi ultimi giorni dell’anno siamo soliti parlare di propositi per l’anno nuovo.

Ho scelto invece di scrivere qui di ciò che ho capito e ho imparato in questo lungo e difficile anno.

Il 2020 è stato un anno complesso per tutti noi, in famiglia e con il lavoro. Abbiamo dovuto adattarci, metterci in gioco, reinventarci con speranza.

Nel mio piccolo ho dovuto cambiare prospettiva e fare delle scelte, riscoprendo alcuni lati di me e mettendo a frutto coraggio e perseveranza.

Il mio lavoro, la scrittura e la lettura mi hanno aiutata molto a superare i momenti di sconforto in cui inevitabilmente si cade quando le cose non vanno come vorresti o quando certe porte si chiudono.

Ecco quello che ho imparato dal mio lavoro in questo 2020:

1. Conta il cosa ma anche il come

Noi che ci occupiamo di scrivere contenuti per il web diciamo più o meno tutti le stesse cose, la differenza sta nel come le diciamo.

E le persone che ci seguono ci apprezzano tanto per le informazioni che trasferiamo quanto per il modo con cui le diamo.

Qualche giorno fa sono stata contattata telefonicamente da una signora che, dopo aver letto un mio articolo, mi ha chiesto una consulenza dicendomi che le era piaciuto proprio come l’articolo era stato scritto.

Per trasmettere competenza è necessario condividere informazioni utili con un linguaggio semplice, con una buona dose di empatia.

2. L’empatia non si può fingere

Ho parlato spesso di empatia nei miei articoli ma ho capito anche che non si può fingere di essere empatici.

L’empatia non è qualcosa che puoi far scattare per renderti avvicinabile e raggiungere il cliente. Nulla di più falso.

Empatici si è, ed è una grande qualità, perché permette di creare relazioni autentiche e di fiducia.

Ma empatici si può diventare, come ho spiegato in un recente articolo: bisogna imparare a mettersi nei panni dell’altro con umiltà.

3. Il potere dell’umiltà

L’umiltà, questa sconosciuta! La gentilezza e l’umiltà sono le basi della grandezza.

Anche se sei un punto di riferimento nel tuo mercato e persone meno esperte si rivolgono a te per un consiglio, rimani umile: ognuno di noi merita rispetto e ci eleviamo elevando gli altri, non demolendoli.

Ho chiuso rapporti con persone che sfoggiavano competenze e grandezza: con il tempo si impara a valutare le persone e alla base di ogni rapporto umano e lavorativo ci deve essere la fiducia, che nasce dall’affidabilità e dall’empatia.

4. C’è posto anche per te nel mercato

I clienti che ti contattano hanno sì bisogno del tuoi aiuto pratico ma scelgono te non solo per ciò che fai, ma anche per ciò che sei, per ciò che sai trasmettere loro.

L’affinità gioca un ruolo importante, hai solo bisogno di trovare chi apprezza chi sei.

5. Riposizionarsi sui social network

I social network sono come Giano Bifronte: se da un lato sono un ottimo strumento di autopromozione, dall’altro sono una melma fangosa da cui troppo spesso se ne esce pieni di rabbia.

In questo ultimo anno è cambiato il loro peso nella mia vita: il numero di follower e di like sono obiettivi effimeri.

La felicità si raggiunge con la gentilezza e lavorando per raggiungere i propri obiettivi, e non donando e ricevendo like.

6. La potenza di una risata

Quest’anno mi ha insegnato la pazienza. E la consapevolezza della potenza di una risata.

Qualcuno ha scritto che la risata è una frizzante santità: ci aiuta a respirare e ci restituisce fiducia in noi stessi, anche quando siamo spaventati o demoralizzati.

Ralph W.Emerson ha scritto che la persona più felice al mondo è quella che impara dalla natura le lezioni della preghiera.

Quindi uscite all’aperto, guardate in alto, guardate il cielo.
E camminate nel bosco, vi trasmetterà pace e sicurezza.
Provare per credere: è la potenza della natura.

Eccoci qui dunque, al 30 dicembre 2020. Si conclude un anno che spero abbia insegnato qualcosa a ognuno di noi.

Nella speranza di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati e con l’augurio di lavorare con passione e con gentilezza, vi abbraccio e vi aspetto nel mio blog anche l’anno prossimo!

 

Sara Soliman
AEsse Communication

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Formazione, creatività ed empatia: come far amare ciò che scrivi e diventare un Copywriter professionista

Formazione, creatività ed empatia: come far amare ciò che scrivi e diventare un Copywriter professionista

La scrittura di testi per il web richiede fantasia, ma anche tecnica e capacità di scrivere guardando al risultato.
Il Copywriter è una figura professionale indispensabile per comunicare un brand con le parole giuste e fidelizzare il lettore

Il termine copywriter risale al XIX secolo e indicava chi si occupava di scrivere annunci all’interno di redazioni giornalistiche.

Con la diffusione dei mass media, il copywriter si è poi specializzato come pubblicitario, lavorando in agenzie di pubblicità o di comunicazione, spesso in coppia con il direttore artistico, ossia con chi cura la parte grafica delle pubblicità.

All’inizio il copywriter si occupava principalmente della creazione di tutte le parole della pubblicità, ossia di testi per affissioni, per la radio, slogan per la TV o per annunci stampa. Veniva infatti definito redattore pubblicitario.

Con l’avvento di Internet il ruolo del copywriter nel mondo della comunicazione si è specializzato, trovando spazio autonomo nel processo di Content Marketing.

Competenze del Copywriter

Occuparsi di copywriting vuol dire saper dire le cose nel modo giusto. Ciò conferisce serietà e professionalità al brand e offre nuove opportunità di contatto con i potenziali clienti

Copywriting e Copywriter oggi

Oggi il copywriting è un aspetto essenziale della comunicazione.

Con il marketing digitale le attività di copywriting sono passate a coprire i tanti aspetti testuali dei contenuti online: dall’advertising sui social media agli articoli per i blog aziendali, dai testi per siti aziendali all’email marketing alla creazione di landing page.

Quella del copywriter è una figura centrale del marketing moderno. 

È quel professionista  che sa utilizzare specifiche tecniche di scrittura per il web ed è in grado di comunicare il messaggio del brand attraverso le parole.

Oggi il copywriter è anche un abile comunicatore, un artista delle parole, colui che sa accompagnarti nella lettura del testo: è un po’ un architetto delle parole.

Deve però fare i conti anche con gli obiettivi da raggiungere, con la razionalità e con la strategia (richiesta di informazioni, acquisto, ricordo, ecc.)

Questo perché il copywriter ha il compito di indurre le persone a compiere un’azione ben specifica.

Il copywriter deve dunque saper scrivere testi o headline che tengano conto del brand di cui il testo si fa portavoce, dell’obiettivo concreto che deve raggiungere e del target di riferimento a cui dovrà comunicare il messaggio in maniera chiara e completa, ma anche emozionante e convincente. 

Il copywriter che scrive per il web deve tener conto anche delle esigenze di Google e di come scrivere testi che siano capaci di posizionarsi nelle SERP dei motori di ricerca.

Quest’attività è fondamentale affinché il brand per il quale il copy scrive possa intercettare le persone giuste al momento giusto.

Potresti leggere: Perché affidarsi al “copywriter” per creare l’immagine del brand sul web

Differenze tra Webwriter e Copywriter

Il copywriter, essendo per definizione un redattore pubblicitario, ha da sempre lavorato con parole e immagini.

Il webwriter invece crea articoli di qualunque genere seguendo le logiche della SEO e del Social Media Marketing. 

Il copywriter crea l’headline, si occupa del naming (scelta del nome dei prodotti/servizi) e dello slogan; il web writer invece lavora sul testo vero e proprio. 

Ma in molti casi queste differenze si annullano ed entrambi devono imparare a valutare e a scegliere parole e immagini. 

Sono due diverse professioni, o meglio, sono due esperienze della stessa professione che soddisfano due esigenze diverse, ma con la giusta preparazione è possibile svolgerle entrambe.

Come diventare Copywriter: la formazione

Per diventare copywriter occorre molto impegno e buona volontà. 

Il percorso da seguire non è univoco, certo che una laurea in materie umanistiche o almeno una formazione in questo ambito ti aiuterà a meglio comprendere le dinamiche della comunicazione.

La formazione è il pilastro cardine di cui hai bisogno, senza formazione è difficile diventare un professionista delle parole. 

La prima cosa che devi fare se vuoi diventare un copywriter professionista è studiare: acquista libri che approfondiscono l’argomento, leggi i blog di settore (guarda anche oltreoceano).

Leggi molto e analizza con attenzione quello che fanno i copywriter professionisti. Poi mettiti alla prova, scrivi e analizza i risultati. 

Online puoi trovare anche dei corsi di formazione validi: anche questa può essere un’alternativa.

copywriter

La formazione è indispensabile per diventare un bravo copywriter: studia, leggi, scrivi e fai esercizio

 

Per diventare copywriter devi possedere anche una buona dose di creatività, devi amare le parole e la scrittura ma devi essere orientato anche al raggiungimento dei risultati.

Una qualità molto importante per un copywriter è la capacità di ascoltare l’altro, di mettersi nei suoi panni, di comprenderne le ragioni, le emozioni, i bisogni, i timori: devi essere una persona sensibile ed empatica.

Insomma, avrai capito che per scrivere online non basta saper scrivere, quella semmai è una base da cui partire.

Requisiti del buon Copywriter

Ti elenco quelli che, secondo me, sono i requisiti indispensabili per diventare un buon copywriter.

1. Conoscere la scrittura per il web

Tutti sanno scrivere su Facebook e sul proprio blog, differente è fare della scrittura un lavoro che sappia portare dei rusultati.

2. Avere padronanza del linguaggio

Chi scrive per il web deve diventare padrone della propria lingua, conoscere più termini possibili.

Scrivere in modo semplice non significa non usare, e dunque conoscere, parole più complesse. In ogni caso dobbiamo conoscere il linguaggio del settore per cui scriviamo.

3. Conoscere bene la grammatica e la sintassi

Un refuso può accadere a chiunque ma un errore grammaticale (e mi riferisco anche all’apostrofo o all’accento) per un copywriter è inaccettabile. Un pessimo biglietto da visita.

4. Avere capacità di sintesi

Less is more è un mantra. Puoi anche scrivere testi lunghi, ma poi togli tutto quello che è in più e valorizza ciò che è essenziale.

5. Abituarsi alla revisione

Scrivere, rileggere e correggere più volte deve essere un’abitudine. 

6. Avere creatività e saperla dosare

L’abilità nell’uso della parola deve avvicinarsi a quello di un artista e lo stesso vale per la capacità di utilizzare figure retoriche o frasi ad effetto.

7. Usare il Tone of Voice appropriato

Il Tone of Voice può essere diverso per ogni cliente e ogni target di riferimento.

8. Non smettere mai di studiare

Anche la scrittura, come il web e i social, è in continua evoluzione. Leggi, leggi molto e resta aggiornato, anche su argomenti di attualità.

9. Avere competenze di scrittura in chiave SEO (Seo copywriting)

Ciò non significa essere degli esperti SEO. Parlo di conoscere le base dell’ottimizzazione di una pagina per i motori di ricerca.

10. Saper usare i vari sistemi di gestione dei contenuti (CMS)

11. Saper scrivere testi persuasivi

12. Conoscere la psicologia

Conoscere le dinamiche che sottostanno ai processi decisionali e ai comportamenti dell’essere umano ti aiuta a scrivere testi convincenti. Saper scrivere con empatia ti avvicinerà al lettore.

Leggi anche: Perché comunicare con Empatia è uno strumento vincente: dai valore agli altri, valorizzi te stesso e crei fiducia

Il SEO Copywriting

Il SEO copywriter conosce i principi della buona scrittura online e conosce il funzionamento della SEO, ma non deve essere un esperto dell’ottimizzazione.

Per questo c’è una figura specifica: il SEO, lo specialista che individua un obiettivo di posizionamento e impiega tutte le sue competenze per raggiungerlo. 

Il SEO copywriter ha però delle competenze specifiche perché sa bene che la forza di una pagina dipende molto dal buon uso della SEO. 

Che cosa dobbiamo sapere della SEO?

  • Cercare e individuare le parole chiave
  • Come scrivere i titoli: perché sono un elemento fondamentale per posizionare i nostri contenuti.
  • Come scrivere una description: perché persuade gli utenti a cliccare sul nostro sito fra i dieci risultati a disposizione della prima pagina.
  • Come scrivere un link: perché il “clicca qui” non comunica nulla.
  • Come dare forza al link: usare il title nei link non ha effetti sul posizionamento, ma sul comportamento dell’utente sì.
  • Come creare le categorie e i tag del blog.

Leggi anche: L’utilizzo della SEO é fondamentale per comparire nella prima pagina di Google

Vuoi lavorare come Copywriter?

Se vuoi fare del copywriting la tua professione puoi lavorare come dipendente in qualche agenzia di comunicazione o in qualche azienda.

Per le aziende infatti assumere un copywriter sta diventando sempre più essenziale perché saper dire le cose giuste nel modo giusto conferisce serietà e professionalità al brand oltre a offrire nuove opportunità di contatto con i potenziali clienti.

Se invece vuoi lavorare con partita IVA devi aprire un blog e iniziare pubblicare articoli capaci di intercettare i potenziali clienti. 

Questa è la logica Inbound marketing: creare contenuti, curare la SEO (che permette alle pagine web di farsi trovare dalle persone giuste nei motori di ricerca), diffondere i contenuti nei i social media per far arrivare i lettori sul tuo dominio.

Occorre insomma farsi conoscere tramite una piattaforma blog o sito personale, attraverso i quali, dopo tempo ed esperienza, proporre i propri servizi. 

Testi consigliati per diventare un buon Copywriter

Scoperte le tecniche di scrittura per il web, le tecniche di scrittura persuasiva, appreso il SEO copywriting e capite le opportunità di lavorare come copywriter, ti suggerisco una serie di libri sul copywriting che possono esserti utili:

  • La parola immaginata. Teoria, tecnica e pratica del lavoro del copywriter, Annamaria Testa, ilSaggiatore
  • UX Writing. Micro testi, macro impatto, Serena Giust, Hoepli
  • Il mestiere di scrivere. Le parole al lavoro tra carta e web, Luisa Carrada, Maggioli Editore
  • Struttura&Sintassi, Paroline&Paroloni, Guida di stile, Luisa Carrada, Zanichelli
  • Le armi della Persuasione, Robert B. Cialdini, Giunti Editore
  • How to Write Seductive Web Copy, kindle books, Henneke Duistermaak
  • Copywriter 101: Ebook gratuito scritto dagli autori del blog internazionale Copyblogger
  • Neuromarketing. Attività celebrale e comportamenti d’acquisto, Martin Lindstrom, Apogeo.

 

Articolo a cura di Sara Soliman
AEsse Communication

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