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Come trovare gli hashtags perfetti? Te lo dice Instagram!

Come trovare gli hashtags perfetti? Te lo dice Instagram!

Instagram ha rivelato quali hashtags utilizzare e come, per sfruttare al meglio l’algoritmo

Di recente, un Instragam coach canadese, @thelucasokeefe, ha avuto una conversazione illuminante sugli hashtags proprio con il team di Instagram.

Ha condiviso le informazioni ricevute in una serie di post, facendo luce sull’aura di «mistero» che aleggiava intorno a questi strumenti fino ad ora.

Come l’algoritmo vede gli hashtags

Il team ha spiegato che l’algoritmo di instagram utilizza gli hashtags come guida su come categorizzare il contenuto a cui sono abbinati. In sostanza, si serve delle parole con il cancelletto per raccogliere informazioni, che userà per etichettare il post in una serie di macrocategorie.

In questo modo, l’algoritmo mostrerà quel post a chi ha dimostrato interesse verso quelle categorie, accontentandone le preferenze.

Ricordiamo che l’obiettivo principale dell’algoritmo è fornire la migliore esperienza all’utente, in modo che questo rimanga a lungo nell’app (e gli possano essere mostrati più annunci pubblicitari).

Quanti hashtags usare

Quanti hashtags utilizzare

10? 30? Nessuno? Si è favoleggiato spesso sul numero perfetto di hashtags, tra chi diceva che «tanto vale sfruttarli tutti» (il numero massimo consentito di hashtags in un post è 30) e chi «non servono a nulla, non usateli».

In realtà, il numero ideale di hashtags secondo Instagram è tra gli 8 e 15, a seconda del tipo di contenuto. Ma se si resta sotto i 10 è anche meglio.

Come utilizzare al meglio gli hashtags

Il tipo di post che beneficia di più della presenza degli hashtags sono le immagini singole. Per quanto riguarda i caroselli (anche detti gallery), invece, sembra che la presenza o meno di hashtags sia poco influente sulla performance del post.

Sui reels c’è ancora dibattito: in alcuni casi servono effettivamente a dare più copertura, in altri casi non portano risultati. Tuttavia è anche vero che i reels sono gli ultimi arrivati in casa Instagram, e probabilmente ancora non esistono regole precise.

Come scegliere gli hashtags

Come scegliere il set di hashtags

Quindi quali hashtags dovrai utilizzare? Componi il tuo set così:

– 3/4 hashtag fissi : dovranno definire la tua nicchia
– 10/12 pertinenti al tuo post: daranno informazioni all’algoritmo, sceglili in base al numero di post che li popolano (ad esempio: 7/9 piccoli, con contenuto di post sotto i 300k, e 3 medi, con contenuto di post tra i 300k e 1M).

Bonus: i migliori tool per per te

Per fortuna non devi fare tutto da solo, ci sono strumenti utili che ti possono aiutare a creare la tua hashtags strategy, ecco i migliori:

  1. Flick
  2. Influencer Marketing Hub
  3. Metahashtags

A questo punto è importante ricordare, però, che la buona performance del post è sempre, in primo luogo, legata al valore di quel contenuto. Un alto valore porterà sempre al successo.

Se ti serve aiuto con la tua hashtag strategy o con la gestione dei tuoi social, contattami. Metterò a frutto tutta la mia esperienza per te.

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Anna Girardi

Social Media Manager & Strategist

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Cerchi un social media manager? Ecco come sceglierlo!

Cerchi un social media manager? Ecco come sceglierlo!

Cosa chiedere e cosa osservare per selezionare il professionista che fa al caso tuo

Scegliere il social media manager che ti aiuti nella gestione dei tuoi canali social non è un’impresa semplice. Ci sono ancora molte cose che non si sanno di questa nuova professione, che ha avuto un boom negli ultimi anni.

Se non conosci a fondo il mondo dei social, potresti non sapere cosa chiedere o come capire se è la persona giusta per te.

Ecco quindi 5 step per scegliere il social media manager giusto per te e per la tua attività:

1. Osserva i suoi profili

Chi gestisce i social sa che un buon personal branding è lo strumento giusto per dare autorevolezza alla propria attività.

Per questo un social media manager avrà dei suoi canali social (può essere anche semplicemente il profilo LinkedIn) che tiene aggiornati e che cura con la creazione di contenuti per il suo target.

In fase di primo contatto, chiedi al/la professionista di indicarti uno o più canali social suoi da poter visionare. (Un esempio? qui trovi il mio profilo LinkedIn).

2. Chiedi un portfolio dei lavori precedenti

Il portfolio è uno strumento molto utile per capire in concreto il modo di lavorare di un social media manager (e in generale di qualsiasi professione creativa).

Osservare i lavori passati ti darà un’immagine precisa del metodo e delle competenze della persona che hai davanti.

Come scegliere il social media manager giusto

3. Scopri se conosce la tua nicchia di mercato e il tuo settore

Non si può conoscere tutto. Un social media manager che ha familiarità con il settore in cui opera la tua azienda riuscirà ad essere molto più efficace rispetto a qualcuno che non ne sa nulla.

Non occorre abbia una conoscenza specifica, sarà sufficiente anche un’infarinatura che potrà poi essere approfondita.

4. Incontralo/a di persona

Nella nostra epoca siamo abituati a contatti via videochiamate, ma la gestione social ha molto bisogno della collaborazione di entrambe le parti.

Essendo quindi una persona con cui dovrai confrontarti spesso, sarà utile conoscere il tuo (forse) futuro social media manager di persona, per valutare anche se ti piace come si pone e come si relaziona con te.

Il social media manager giusto conosce il tuo settore

5. Collabora e mettiti in gioco

Non dimenticare che si tratta di lavorare insieme, quindi accetta di essere disponibile a confronti e richieste di feedback.

Un bravo social media manager chiederà sempre la tua approvazione prima di pubblicare alcunché, ed è importante che il flusso di lavoro sia veloce e senza ostacoli.

Altrimenti ne soffrirà la tua comunicazione e la tua attività.

Considerati questi aspetti, sei pronto/a a cercare il professionista giusto per te.

Desideri conoscermi e scambiare due parole sulla tua comunicazione social? contattami ai riferimenti che trovi qui sotto.

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Tu lo conosci Twitch? Il social viola spopola tra i GenZ

Tu lo conosci Twitch? Il social viola spopola tra i GenZ

Da social di nicchia a nuovo fenomeno globale: ecco cosa devi sapere su Twitch

Se siete nati prima della metà degli anni Novanta, forse Twitch è una parola che non vi è familiare.

Twitch infatti spopola tra la generazione Z, ovvero i nati dal 1995 al 2010. Scopriamo insieme cos’è Twitch, quali sono i suoi vantaggi e perché può servire al tuo business.

Che cos’è Twitch?

Twitch è una piattaforma di live streaming nata nel 2011 come spin-off di Justin.tv. Acquistata nel 2014 da Amazon, ha avuto una costante crescita, soprattutto nell’ultima fase di lockdown.

I suoi utenti sono principalmente ragazzi tra i tra i 18 e i 34 anni. Principalmente è dedicata al mondo del video gaming, ma si sta rapidamente espandendo al mondo dello sport e dell’intrattenimento in generale.

Twitch è il luogo del gaming

Come funziona Twitch?

La piattaforma è popolata da streamers, ovvero creator che fanno delle dirette (le «live») in cui giocano in modo condiviso o semplicemente chiacchierano con gli utenti.

Si configura come una piazza virtuale, dove il rapporto con la community e le interazioni sono facilitati dalla chat sempre presente.

Seguire le live è gratuito, ma è possibile abbonarsi ad un «canale» (ovvero il profilo di uno streamer) per sostenerlo, ottenendo diversi tipi di vantaggi, come contenuti premium, emote personalizzate, accesso a canali telegram riservati, ecc.

Quali sono i suoi punti di forza?

Gli streamer, e la loro capacità di intrattenere il pubblico, sono il vero punto di forza della piattaforma: sono infatti in grado di instaurare un vero rapporto personale, creando community estremamente affiatate.

La possibilità di essere sostenuti a livello economico dai propri followers in modo diretto, come una sorta di mecenatismo, rappresenta inoltre un grande richiamo per i creators. Sono infatti sempre di più gli youtuber che decidono di aprire un canale Twitch.

Inoltre, è possibile guadagnare anche attraverso bit, una moneta virtuale che gli utenti acquistano e possono donare, e tramite programmi di affiliazione.

Questo porterà, nel tempo, a popolare la piattaforma di contenuti sempre più di qualità, che attireranno sempre nuovi utenti, in un circolo virtuoso che vale la pena tenere d’occhio.

Twitch ha successo tra i creators di contenuti

Per quali business può essere utile Twitch?

Al momento, Twitch è perfetta per i brand che fanno parte del mondo gaming, ma anche della tecnologia e dello sport.

Il pubblico presente su Twitch – come emerge da un recente studio dell’OIES (Osservatorio Italiano ESports) – ha in maggioranza interesse per la tecnologia, per gli animali e un’attenzione particolare ai temi quali sostenibilità ambientale, diritti della comunità LGTB ed uguaglianza.

Questo apre la possibilità a diversi altri brand, che condividono questi valori ma che non si occupano di videogiochi come, ad esempio, l’abbigliamento sostenibile.

Ora che sai come funziona Twitch e quali sono le sue potenzialità, può essere utile per il tuo business?

Se hai bisogno di supporto, contattami, e ti fornirò una consulenza su misura.

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5 step per far decollare la tua pagina aziendale LinkedIn

5 step per far decollare la tua pagina aziendale LinkedIn

Ottieni il meglio seguendo 5 semplici consigli

Stai cercando il modo di far decollare la tua pagina aziendale LinkedIn? La tua pagina aziendale non riceve la visibilità che vorresti? Cerchi il modo per avere più visualizzazioni, più commenti e più traffico? Ecco qui 5 consigli per ottenerli:

1 Completa tutti i campi informativi

Una pagina aziendale dev’essere ottimizzata, perché ogni campo è un’informazione che LinkedIn può utilizzare per posizionarti al meglio.

Completa quindi il “chi siamo”, il settore, la descrizione dell’attività, le informazioni di contatto, la geolocalizzazione e i servizi offerti.

Scorri tutti i campi che la piattaforma ti offre.

Far decollare la pagina aziendale LinkedIn

2 Coinvolgi i collaboratori

I profili personali vengono premiati dalla piattaforma, essendo LinkedIn un social basato sulle risorse umane, quindi coinvolgere di più i tuoi collaboratori è decisamente uno step importante.

Come puoi farlo? Esistono diversi modi, eccone alcuni

  1. Incoraggia le risorse a inserire la tua azienda tra le “esperienze lavorative”;
  2. utilizza le notifiche di pubblicazione per i contenuti più rilevanti nelle pagina aziendale;
  3. provvedi a realizzare uno shooting fotografico che il tuo team potrà utilizzare come foto profilo (con i colori brandizzati);
  4. stimola i collaboratori a interagire con i contenuti della pagina, anche attraverso post dedicati al team.
    Puoi trovare molti spunti in questo articolo di Social Media Examiner.

Crea un hashtag brandizzato

3 Crea un hashtag brandizzato per il tuo team

Un ulteriore modo molto efficace di coinvolgere i collaboratori è creare un hashtag con il nome della tua azienda che faccia da etichetta e raccoglitore per i contenuti originali del team.
Qualcosa come «NomedellatuaAziendaTeam» o «VitadaNomedellatuaAzienda».

Oltre a dare visibilità al brand, questo hashtag rappresenta una fonte di contenuti che potrai ricondividere sulla tua pagina aziendale.

Consiglio PRO: inserisci poi questo hashtag personalizzato nella colonna laterale della tua pagina LinkedIn.

4 Pubblica con costanza contenuti rilevanti per il tuo network

Ciò che l’algoritmo di LinkedIn premia sono i contenuti che trasmettono valore e aiutano a metterti in contatto con professionisti del tuo settore. Il motto di LinkedIn è

“People You Know, Talking About Things You Care About.”
“Persone che conosci, che parlano di cose che ti interessano”

Quindi, una volta che hai costruito la tua rete, pubblica contenuti che questa rete possa ritenere coinvolgenti e con i quali voglia interagire.

Interagisci con pagine e profili

4 Entra in contatto con pagine e profili del tuo settore

I social sono fatti di relazioni, quindi se vuoi ottenere più engagement, tu stesso devi essere il primo ad alimentare queste relazioni interagendo con altre pagine e profili.

Dedicare una mezz’ora, 2/3 volte a settimana, a commentare e consigliare post di altri avrà un effetto positivo sulla crescita della tua pagina aziendale.

Ora che sai cosa fare, non ti resta che metterti all’opera e vedere la tua pagina aziendale LinkedIn sempre più attiva e performante.

E se hai bisogno di una consulenza personalizzata, contattami, metterò a frutto tutta la mia esperienza per migliorare la tua presenza online.

Se ti è piaciuto questo articolo, leggi anche La mappa del tesoro dei tuoi social: Il piano editoriale

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La mappa del tesoro dei tuoi social: il Piano Editoriale

La mappa del tesoro dei tuoi social: il Piano Editoriale

Cos’è un piano editoriale social, perché ti serve e come realizzarlo

Il tuo piano editoriale social è come la mappa per l’isola del tesoro: è un percorso che ti permette di raggiungere i tuoi obiettivi social e di rendere migliore la tua presenza online.

Potresti arrivare al «tesoro» lo stesso? Certo, ma devi scavare tutta la spiaggia!

Vediamo in dettaglio che cos’è un piano editoriale social, perché è così importante e come puoi crearlo.

cos'è il piano editoriale social

Che cos’ è il piano editoriale social?

Innanzitutto, la parole piano editoriale non ti saranno sconosciute, infatti, è un termine che è stato preso in prestito dalle pubblicazioni cartacee. Il piano editoriale contiene l’insieme di tutti gli argomenti, o rubriche, che andranno a comporre poi il prodotto finale.

Per quanto riguarda i social, nel piano editoriale trovi tutti i contenuti di cui parlerai nei tuoi post, che siano su Facebook, instagram o LinkedIn. In più, c’è sempre un parte di analisi della tua identità social e del contesto in cui operi, la definizione del tuo tono di voce e indicazioni extra come gli hashtags raccomandati.

La parte più consistente di un piano editoriale sono però i «content pillars» ovvero i pilastri, i macroargomenti che verranno poi declinati nelle diverse rubriche.

Perché mi serve un piano editoriale social?

Ti serve un piano editoriale social per lo stesso motivo per cui ti serve una mappa per arrivare in un posto che non conosci.

Se usi i social per business, avrai degli obiettivi che ti sei prefissato, come vendere di più, farti conoscere o migliorare il tuo personal branding.
Per raggiungere questi obiettivi, non puoi andare per tentativi, ti serve un piano. Il piano editoriale, appunto.

Sapendo da dove parti e dove vuoi arrivare, con la creazione del piano editoriale strutturi tutti quei passi intermedi che ti porteranno – con la costanza e la professionalità – a raggiungere la meta.

Come realizzare un piano editoriale social

Come realizzo un piano editoriale?

Per realizzare il tuo piano editoriale, procedi in questo modo:

  1. Prepara da 3 a 7 content pillars, i macroargomenti di cui vuoi parlare. Potrebbero essere, ad esempio, «team» , «tutorial», «prodotto» e «storia del brand». Pensa all’identità dell’azienda e al tuo target.
  2. Per ogni content pillar fai brainstorming di idee che possono diventare rubriche. In questa fase puoi essere fantasioso e scrivere tutto ciò che ti viene in mente.
  3. Riprendi le idee e analizzale. Scarta quelle che non danno valore al tuo pubblico, non offrono una soluzione, non soddisfano un bisogno o non regalano emozioni.
  4. A questo punto avrai le tue rubriche. Da queste partirai per creare il calendario editoriale, con i singoli post che andrai a pubblicare nel corso del mese.

Per tenere traccia di tutti questi step e condividere le mansioni con i tuoi collaboratori, puoi usare Trello: un software ( anche in versione app) che ti aiuta a organizzare le attività in to-do lists.

Calendario editoriale

 

Hai trovato utili queste indicazioni?

Se ti è piaciuto questo articolo, puoi leggere anche Il momento migliore per pubblicare sui social? Il nuovo report di Sprout

E se hai bisogno di aiuto per i tuoi social, contattami e troveremo insieme la soluzione personalizzata giusta per te.

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Il momento migliore per pubblicare sui social? Il nuovo report di Sprout

Il momento migliore per pubblicare sui social? Il nuovo report di Sprout

Ciò che ti serve sapere per pubblicare i contenuti social al momento giusto

Quante volte ti sei chiesto “qual è il momento  migliore per pubblicare su Facebook?” o “a che ora devo fare i post su Instagram?

La risposta a queste domande è un po’ come cercare la quadratura del cerchio. Tuttavia, avendo a disposizione dati da analizzare, come quelli del nuovo report Sprout, e considerando gli aspetti di cui ti parlerò, potrai trovare la tua soluzione.

Il Report 2021 di Sprout Social

Il Report 2021 di Sprout Social è realizzato partendo da aziende con una base di più di 20mila clienti.

Il Report considera non tanto i dati di insights interni ai social, che valutano quando gli utenti sono attivi, bensì i tassi di visualizzazione e di engagement dei diversi contenuti. Risulta essere quindi molto più accurato.

Quando postare su Facebook?

Quando pubblicare su Facebook secondo Sprout Social

Secondo questa analisi, i momenti migliori per pubblicare su Facebook sono il martedì, il mercoledì e il giovedì, tra le 9 e le 13.

I weekend, invece, risultano il periodo peggiori per pubblicare. In effetti è sensato, perchè nel weekend le persone tendono a svolgere attività fuori casa e passare meno tempo sul social blu.

Quando postare su Instagram?

Quando postare su Instagram secondo Sprout Social

Invece, i giorni migliori per pubblicare su Instagram risultano il giovedì tra le 11 e le 14 e, più in generale, dal lunedì al venerdì tra le 11 e le 16. Anche in questo caso, i weekend sarebbero sconsigliati.

Quando pubblicare su LinkedIn?

Quando pubblicare su LinkedIn secondo Sprout Social

Per pubblicare contenuti su LinkedIn, gli slot con più engagement vanno dal martedì al giovedì, tra le 9 e le 12.

Anche in questo caso è plausibile, dato che LinkedIn è un social professionale, utilizzato per restare aggiornati sul proprio settore, e molti imprenditori possono consultarlo in orario di ufficio.

Altri 3 fatti da considerare

Quindi, adesso devi modificare tutta la tua strategia in base a questi dati?

Puoi certamente considerare queste indicazioni, ma ci sono almeno altri 3 elementi su cui riflettere.

  1. Il tuo target: crea le tue buyer personas e analizza i loro comportamenti.
    Il tuo cliente ideale è un artigiano? Ti leggerà la mattina prima di lavorare e alla sera quando si rilassa.
    Il tuo target sono le casalinghe? Hai più possibilità di catturare la loro attenzione la sera, quando non sono impegnate nelle attività quotidiane, e così via.

  2. Il tuo prodotto/servizio: considera in che modo racconti ciò che vendi e cosa fai.
    Se hai un negozio di abbigliamento, ad esempio, meglio pubblicare durante il giorno ed evitare la sera, perchè a quell’ora le persone non possono venire a trovarti (a meno che tu non abbia un’ecommerce).
    Hai un ristorante o una gastronomia? Poco prima le ore dei pasti è perfetto per stimolare l’appetito con le tue proposte e invogliare all’acquisto.
  3. Le tue risorse: è vero che puoi programmare i post con tanti strumenti, ma gestire i social significa anche interagire con la community, rispondere ai commenti, stimolare domande… Quindi meglio pubblicare quando anche tu hai il modo di essere attivo.
    Non c’è cosa peggiore che vedere domande di potenziali clienti sotto ai post senza risposta, abbandonate a loro stesse.

Incrociando questi dati, con quelli del report citato, avrai la risposta perfetta alla domanda “quando pubblicare sui social?

Perfetta perché sarà personalizzata sul tuo business, sul tuo target e sui tuoi obiettivi.

E se hai difficoltà a individuare i 3 punti di cui ti ho parlato qui sopra, contattami e metterò a frutto tutte le mie competenze per aiutarti.

 

Fonte:  Report 2021 Sprout Social

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