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Hai dei dubbi sull’utilizzo della virgola? Segui queste regole 

L’uso della virgola in italiano è spesso fonte di errori, anche tra i madrelingua. 

In molti casi sembra addirittura venir utilizzata un po’ a caso, senza la minima consapevolezza della sua funzione.

Se la maggior parte degli altri segni di interpunzione non pone grossi problemi (ad esempio sappiamo bene quando utilizzare il punto fermo o i due punti) con la virgola i dubbi spesso ci sono.

L’articolo di oggi nasce proprio da ciò, ossia dal desiderio di fare chiarezza sull’uso della virgola, il più bistrattato trai segni di interpunzione, il più discusso anche tra gli esperti.

In questo approfondimento, dopo una breve introduzione sull’utilità dell’uso della virgola, vedremo:

  • quali sono le regole che ne definiscono l’utilizzo, 
  • come cambia il significato della frase con o senza virgola (o spostandola),
  • quali sono gli errori più comuni legati al suo utilizzo.

Il corretto utilizzo della virgola: perché è importante 

La virgola è molto importante in italiano perché il suo diverso utilizzo può cambiare il significato di una frase o chiarire il senso di un periodo e di conseguenza aiutare il lettore a comprendere meglio ciò che si vuole dire.

La virgola è definita come un segno di punteggiatura debole che indica una breve pausa e aiuta a chiarire il senso della frase.

Ma la virgola non è solo questo, come tutta la punteggiara: “ha una funzione logicatrice e ordinatrice del periodo”, come sottolineano gli esperti.

La virgola è come un respiro leggero nel mezzo di una frase: non ferma tutto, ma ti aiuta a capire meglio il senso.

La virgola si usa allora per:

  • separare parti della frase;
  • indicare una pausa breve;
  • aiutare a capire il senso;
  • dare ritmo alla lettura.

Vediamo nel dettaglio i suoi utilizzi.

Quando la virgola non va

La virgola è il segno d’interpunzione di più ampio utilizzo. Come scrive Serianni nella sua Grammatica*:

La virgola indica una pausa breve e non va messa all’interno di blocchi unitari. 

Il che significa che non va mai utilizzata:

  • tra soggetto e predicato (Paola scrive)
  • tra predicato e oggetto (Leggo il libro)
  • tra aggettivo e sostantivo (Il mio libro preferito)

come si usa la virgola

 

Tuttavia, questa norma viene meno tutte le volte che uno dei due elementi della frase viene messo in evidenza alterando l’ordine delle parole.

Ad esempio: “Sorrideva, lui”.
Oppure: “Ascolta tua madre, Anna”.

Inoltre, la virgola non va inserita tra il soggetto e il verbo della frase principale, a meno che non ci siano altre parole che lo interrompono.

Altro esempio: “Luca, il mio amico, è arrivato”.

Quando e come usare la virgola

Ecco alcuni degli usi principali della virgola: 

1.Elenchi
La virgola separa gli elementi di una lista, ad esempio: “Ho bisogno di pane, latte e uova”. 
Può tuttavia mancare se si vuol dare una maggiore tensione espressiva, come nei titoli o negli slogan. Ad esempio: “Puglia: acqua cristallina sole tradizioni”.

2.Subordinate
La virgola può isolare parole o frasi che non sono direttamente legate al resto della frase, ad esempio: “Luca, che è mio fratello, è arrivato”.

3.Incisi
“Non esce mai di casa, però, la sua figliola!”
Un inciso va sempre racchiuso tra due virgole (o tra lineette o parentesi).

4.Apposizioni
La virgola può separare una parola o una frase che specifica o definisce un’altra parola, ad esempio: “Non avevo che un vago ricordo di Verona, mia città natale, dalla quale ero partita a tre anni”.

5.Vocativi:
La virgola può separare il nome con cui si chiama una persona, ad esempio: “Gianni, vieni qui”. “Buongiorno, professore”.

6.Frasi coordinate
La virgola può separare frasi che sono collegate da una congiunzione, ad esempio: “È arrivato, ma non ha detto niente”. 

7.Ellissi
Ad esempio: “Il primo indossava un berretto, il secondo un cappello di lana”.

8.Dopo avverbi o espressioni introduttive
Esempio: “Tuttavia, non sono riuscito a finire il lavoro”.
“In effetti, hai ragione”.
Avverbi come tuttavia, infatti, cioè, dunque, inoltre vanno spesso seguiti da virgola.

9.Per separare proposizioni indipendenti (coordinate)
Esempio: “Ha aperto la porta, ha guardato dentro, è uscito”.
Quando più frasi complete sono accostate, si usa la virgola.

10.Prima di “ma”, “però”, “tuttavia”, “anzi”
Esempio: “Volevo uscire, ma ha cominciato a piovere”.
“Era stanco, però ha finito il lavoro”.
Le congiunzioni avversative vanno quasi sempre precedute da virgola.

11.Per separare proposizioni subordinate anticipate
Esempio:
“Se hai bisogno, chiamami”.
“Quando torno a casa, ti scrivo”.
Se la subordinata viene prima della principale, si usa la virgola.

12.In frasi con cambi di tono o ritmo
Esempio: “Sì, verrò anche io”. “No, grazie”.
In questi casi la virgola aiuta a riprodurre l’intonazione del parlato.

Come cambia il significato di una frase cambiando la posizione della virgola

Cambiare la posizione della virgola può cambiare completamente il significato di una frase, a volte anche in modo assurdo o comico. 

Vediamo un paio di esempi.

1. “Andiamo a mangiare, nonna!” vs “Andiamo a mangiare nonna!”

Con la virgola:
Andiamo a mangiare, nonna!
Stai parlando con la nonna. Le dici di andare a mangiare con te.

Senza la virgola:
Andiamo a mangiare nonna!
Ora sembra che tu voglia mangiare la nonna!

2. “Ti amo, ancora.” vs “Ti amo ancora.”

Con la virgola:
Ti amo, ancora.
Forse ci hai ripensato, o lo stai dicendo con esitazione.

Senza virgola:
Ti amo ancora.
Lo ami di nuovo o non hai mai smesso. Molto più diretto e chiaro!

Il significato, anche in questo secondo esempio, è diverso.

scrivere sul web

Scrivere in modo corretto aiuta a farsi capire ed è un ottimo biglietto da visita in quanto genera fiducia. A questo propposito puoi leggere: Copywriting: 8 consigli per aumentare efficacia e credibilità dei testi

Uso della virgola ed errori comuni, anche sul web 

Ecco un elenco dei principali errori comuni legati all’uso scorretto della virgola.  

1. Virgola tra soggetto e verbo

Sbagliato: Marco, è andato al mercato.
Corretto: Marco è andato al mercato.

Il soggetto e il verbo non vanno mai separati da una virgola, salvo che ci sia un inciso.

2. Virgola tra verbo e complemento oggetto

Sbagliato: Ho visto, un film bellissimo.
Corretto: Ho visto un film bellissimo.

Verbo e complemento oggetto non vanno separati, salvo vi sia un inciso.

3. Virgola prima delle congiunzioni “e”, “o”, “né”

Sbagliato: Sono andato al cinema, e ho visto un bel film.
Corretto: Sono andato al cinema e ho visto un bel film.

In italiano, di norma non si mette la virgola prima di “e” (a differenza dell’inglese).

4. Incisi non delimitati correttamente

Errore comune: Usare una sola virgola per un inciso invece di due, oppure nessuna.

Sbagliato: Luca, che è mio cugino ha vinto una gara.
Corretto: Luca, che è mio cugino, ha vinto una gara.

Gli incisi devono sempre essere racchiusi tra due virgole.

5. Virgola tra verbo reggente e proposizione subordinata

Errore comune: Spezzare con una virgola il legame tra la proposizione principale e la subordinata.

Sbagliato: Credo, che tu abbia ragione.
Corretto: Credo che tu abbia ragione.

Niente virgola tra il verbo principale e la subordinata oggettiva (penso che…, so che…, ecc.).

6. Virgola mancante tra proposizioni indipendenti

Errore comune: Non mettere la virgola tra due frasi indipendenti collegate senza congiunzione.

Sbagliato: Sono uscito faceva freddo.
Corretto: Sono uscito, faceva freddo.

Due frasi indipendenti senza congiunzioni vanno separate con la virgola.

7. Uso eccessivo o arbitrario della virgola

Errore comune: Inserire virgole “a orecchio”, senza una reale necessità grammaticale o sintattica.

Sbagliato: Quel film, è stato, davvero, interessante.
Corretto: Quel film è stato davvero interessante.

Le virgole devono avere una funzione precisa, non solo ritmica.

Spero, con questi esempi, di aver chiarito i tuoi dubbi sull’utilizzo della virgola. In caso contrario, se vuoi, scrivimi nel box qui sotto e ne parliamo insieme.

Se ti occupi di scrittura potresti seguire la sezione Copywriting sul mio blog oppure leggere i seguenti articoli:


* La Grammatica di Serianni è il libro che ti consiglio:

  • Luca Serianni, Le Garzantine Italiano, Garzanti Editore, Torino,1988

 

Altro ottimo testo per saperne di più sulla grammatica italiana:

  • Bice Maria Garavelli, Prontuario di Punteggiatura, Edizioni Laterza

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Sara Soliman

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