+39 349 80 58 016 info@aessecommunication.it

Uso e posizione dell’accento, accento grave e acuto. Ma anche confusione tra accento e apostrofo. Perché la grammatica non è un’opinione

L’uso corretto della grammatica italiana, e in particolare degli accenti, è fondamentale per una comunicazione scritta precisa e chiara, sia nella vita quotidiana che in contesti professionali e culturali.

Dopo aver visto Errori comuni nella lingua italiana, anche sul web ecco una guida sintetica ma completa per comprendere e applicare gli accenti in modo corretto.

Vedremo nel dettaglio che la regola dell’accento nella lingua italiana riguarda:

  • l’uso dell’accento grave e dell’accento acuto;
  • la posizione dell’accento in base alla sillaba;
  • l’indicazione dell’accento nelle parole tronche. 


Prima regola: accento grave e acuto

L’accento grave si usa per indicare i suoni aperti, mentre l’accento acuto indica i suoni chiusi.

Nello specifico, si usa l’accento grave (`):

  • Sulla e aperta: caffè, è, cioè.
  • Sulla o aperta: però, vedrò.
  • Sulle vocali a, i, u accentate: già, così, virtù.

Si usa invece l’accento acuto (´):

  • Sulla e chiusa: perché, né, sé.

La lettera e si può scrivere dunque sia con l’accento acuto é (ad esempio le parole perché, finché) che con l’accento grave è (terza persona singolare presente verbo essere).

Seconda regola: posizione dell’accento tonico

Come capire dove cadono gli accenti?

Nelle parole piane (parole di almeno tre sillabe in cui la penultima sillaba è chiusa) l’accento va sulla penultima sillaba. Sono le parole più comuni nella lingua italiana. Ad esempio: giornale, parola, casa, continente, tavolino.

Nelle parole sdrucciole l’accento tonico va sulla terzultima sillaba: tàvolo, zùcchero, sàndalo, èsile, tèlefono.

Nelle parole bisdrucciole l’accento va sulla quartultima sillaba. Nella lingua italiana le parole bisdrucciole sono poche e sono soprattutto forme verbali. Esempi: èdificano, prèstamelo, andàndosene, lasciàtemeli.

Se mentre l’accento grafico riguarda l’ortografia, l’accento tonico riguarda la pronuncia e dà l’intonazione. Non vi è dunque l’obbligo grammaticale di segnarlo nello scritto, dal momento che il significato della parola si comprende dal testo senza problemi.

Terza regola: accento nelle parole tronche

L’accento è invece obbligatorio in tutte le parole tronche, ossia quelle parole che hanno l’ultima sillaba accentata (dette anche ossitone). 

Alcuni esempi di parole tronche: andò, caffè, verità, virtù, bontà. 

Nello scritto, l’accento va segnato poi nelle seguenti parole formate da una sola sillaba: dà, dì, è, là, lì, né, sé, sì, tè, ciò, già, giù, più, può, scià (fonte Accademia della Crusca).

Devi però sapere che l’uso dell’accento non è sempre obbligatorio: secondo la grammatica ne esiste infatti uno obbligatorio e uno facoltativo.

È facoltativo se all’interno di frasi con parole omografe è utile a distinguerle o indicare la corretta pronuncia, come ad esempio prìncìpi (pluralità di princìpi morali) vs. prìncipi (pluralità di principe), con accentazione sdrucciola.

accento e apostrofo

Per evitare errori di tipo grammaticale ti consiglio di visitare, in caso di dubbio, il portale dell’Accademia della Crusca, il sito Treccani.it o il sito comesiscrive.it

Errori comuni (anche sul web) che riguardano gli accenti

Gli errori più comuni relativi all’uso dell’accento nella lingua italiana riguardano spesso l’omissione dell’accento sui monosillabi e  la confusione tra accento e apostrofo.

Ecco un elenco dettagliato con esempi e spiegazioni:

1.Monosillabi con accento distintivo

Nella lingua italiana l‘accento distintivo è un accento grafico che serve a distinguere il significato di parole che si scrivono allo stesso modo, ma hanno pronunce e significati diversi.

Vediamo insieme i più comuni.

È (verbo essere) vs. e (congiunzione). Corretto: Lui è stanco. Errato: Lui e stanco.

Sì (affermazione) vs. si (pronome). Corretto: Sì, lo farò. Errato: Si, lo farò.

Dà (verbo dare) vs. da (preposizione). Corretto: Mi dà una mano. Errato: Mi da una mano.

Né (congiunzione negativa) vs. ne (pronome). Corretto: Non ho visto né lui né lei. Errato: Non ho visto ne lui ne lei.

Sé (pronome riflessivo) vs. se (congiunzione). Corretto: Pensa solo a sé. Si scrive però Pensa solo a se stesso (in questo non c’è possibilità di intendere il se come congiunzione) Errato: Pensa solo a se.

Tè (bevanda) vs. te (pronome). Corretto: Bevo il tè caldo. Errato: Bevo il te caldo.

Dì (giorno) vs. di (preposizione). Corretto: Un dì lontano. Errato: Un di lontano.

Là e lì (avverbi di luogo) vs. la e li (articoli o pronomi). Corretto: Vado là. / Vado lì. Errato: Vado la. / Vado li.

Questi accenti sono fondamentali per rendere immediatamente riconoscibile il significato della parola ed evitare ambiguità nel significato delle frasi.

accento o apostrofo

Per evitare fraintendimenti (ed errori grammaticali) è importante distinguere tra accento (dà), apostrofo (da’) e nessun segno (da)


2. Confusione tra accento e apostrofo

Un errore molto frequente è l’uso dell’apostrofo al posto dell’accento con la parola è (verbo essere). Corretto: È importante. Errato: E’ importante.

L’apostrofo (‘) non sostituisce l’accento grave (`) e il suo uso in questo contesto è scorretto.

3. Errori di accentazione

La parola qual è già una forma troncata di “quale” e non richiede l’apostrofo. Si scrive: Qual è il tuo nome?  Non: Qual’è il tuo nome?

Nota bene: scriveremo qual è e non qual’è, ma qual’erano e non qual erano.

La parola po’ è il troncamento di “poco”. È corretto: Un po’ di zucchero. È scorretto: Un pò di zucchero. 

4. Errori di pronuncia legati all’accento

Alcune parole vengono spesso pronunciate con l’accento sulla sillaba sbagliata:

  • valùto (corretto) vs. vàluto (errato)
  • pudìco (corretto) vs. pùdico (errato)
  • utensìle (sostantivo) vs. utènsile (aggettivo)
  • evapóra (corretto) vs. evàpora (errato)
  • persuadére (corretto) vs. persuàdere (errato)
  • amàca (corretto) vs. àmaca (errato)

Questi errori derivano forse da analogie con altre parole o da abitudini linguistiche ormai consolidate.

5. Accenti su parole tronche

Le parole tronche, ovvero quelle parole accentate sull’ultima sillaba, richiedono sempre l’accento grafico.

In parole come città, virtù, però, così, già omettere l’accento è un errore ortografico.

6. Dà, da’ e da: differenze

Da, usato come verbo, si scrive con l’accento o con l’apostrofo?

  • dà (verbo dare, 3ª persona singolare indicativo presente): Lei dà consigli utili. 
  • da’ (verbo dare, 2° persona singolare imperativo presente): Da’ il libro a Monica, oppure Dai il libro a Monica.
  • da (preposizione): Vengo da Milano. 

7. Va e va’

Quando si mette l’accento su va?

Va senza accento né apostrofo nella la terza persona singolare dell’indicativo presente del verbo andare.

Esempio: Marco va al mare.

Però si scrive: Marco rivà (accentato) al mare. È l’unico caso in cui uso l’accento su va, ossia come desinenza dei composti del verbo andare.

La forma apostrofata va‘, invece, si utilizza per indicare la seconda persona singolare dell’imperativo presente andare. 

Va’ (con l’apostrofo) si riferisce perciò a un ordine o a un comando, e trae origine dal troncamento dell’ultima vocale di vai (il troncamento è facoltativo). 

Esempio: Va’ subito in camera tua! Oppure: Vai subito in camera tua! Sono entrambi corretti.

8. Do o Dò?

Do nota musicale e do voce del verbo dare prima persona presente indicativo: in ogni caso non va l’accento.

Esempi: Il do è la prima nota musicale, Ti do quel libro.

Ma: scrivo il verbo accentato solo se ce possibilità di fraintendere o se le due parole sono utilizzate nella stessa frase.

Esempio: Il musicista afferma: “Ti dò un do”.

Per approfondire ulteriormente l’uso degli accenti nella lingua italiana o per chiarire qualsiasi dubbio tu abbia, ti consiglio di consultare il portale dell’Accademia della Crusca, la più antica accademia linguistica del mondo.

L’Accademia della Crusca: è allarme

L’Accademia della Crusca, fondata a Firenze nel 1582, si occupa di studiare, conservare, promuovere e diffondere la lingua italiana nel mondo.

Già qualche tempo fa gli specialisti dell’Accademia della Crusca ci hanno informato che gli italiani hanno perso la capacità di scriversi e di esprimersi, e anche gli adulti commettono errori che sarebbero considerati gravi in terza elementare.

E, in effetti, è sufficiente aprire i social per rendersi conto di quanto l’emergenza sia reale e concreta, tra apostrofi sbagliati, accenti mancanti o neologismi per nulla corretti.

Dai colloqui con i docenti emerge che sono purtroppo molti gli adolescenti a cui manca la padronanza linguistica: i più utilizzano un numero ristretto di vocaboli di uso comune e hanno perso la capacità di esprimersi in maniera fluida.

“Chi parla male vive male” diceva Nanni Moretti.

Ebbene, considerando quanto parola e pensiero siano collegati, possiamo aggiungere che chi scrive male pensa male, e si comporta di conseguenza.* 

L’unico suggerimento che credo sia davvero utile è l’invito a leggere, a leggere tanto e tanto ancora, sin da bambini.

Se hai trovato interessante il mio articolo o ti occupi di scrittura potresti seguire la sezione Copywriting sul mio blog.

Se hai dubbi riguardanti altre parole o qualche precisazione da fare su ciò che hai letto non esitare a scrivermi nel box in fondo alla pagina 🙂


Ti consiglio un libro che è una certezza: 🙂 

  • Luca Serianni, Italiano, Garzanti Editore, Torino,1988

Il volume è un repertorio grammaticale completo della lingua italiana. Comprende elementi fondamentali di linguistica, grammatica e sintassi: da “Fonologia e grafematica” a “La formazione delle parole”; da “Analisi logica e analisi grammaticale” alla “Sintassi della proposizione” e “Sintassi del periodo”.
I
noltre trovi tutto su nomi, articoli, aggettivi, pronomi, congiunzioni, verbi, avverbi ecc.
E, in appendice delle ultime edizioni, un “Glossario” con 130 dubbi linguistici scelti tra i più comuni.

*Gli italiani non conoscono più la grammatica: lentepubblica.it

Vuoi imparare a fare blogging?

Blogging

Scrivimi, possiamo organizzare una consulenza o qualche lezione anche via Skype.

Imparerai come gestire un blog, come creare un calendario editoriale e come costruire un post.

Scrivimi!

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

Copywriter

Articoli di approfondimento

Scopri i Servizi di AEsse Communication:

  • business blogging e testi professionali
  • copywriting
  • foto professionali
  • siti web responsive e mobile friendly
  • social media marketing

✉︎   info@aessecommunication.it

Seguici sui social

LinkedIn  FacebookPinterest social