Il panorama della comunicazione digitale, della multimedialità e del webmarketing ha raggiunto livelli di complessità tali da richiedere un adeguato approccio e preparazione.
La comprensione delle svariate sfumature e dinamiche resta un fattore di crescita sia per un professionista del settore sia per chi intende approfondire la materia.

L’importanza che i media svolgono nella società è un motivo in più per avvicinarsi a corsi formativi rivolti all’analisi e alla creazione di una forma mentis adeguata, sopratutto in uno scenario complesso.

In questo ambito mi preme segnalare il master in “Intercultural Competence and Management” (Mediazione interculturale, Comunicazione e Gestione dei conflitti) che si tiene all’Università di Verona nel Centro Studi Interculturali (CSI) e diretto dal prof. Agostino Portera.
Il master, con inizio a febbraio del prossimo anno (le iscrizioni entro il 15 dicembre 2017) rientra nei diplomi di Master Universitario di primo livello (informazioni sul Master).

Il concetto di mediazione tra le fonti e il pubblico, insito nella responsabilità di giornalisti e comunicatori, necessita di essere sviluppato con metodo.

Come osserva Russ-Mohl S.(Fare giornalismo, Bologna 2011), “i media costruiscono ponti tra i mondi diversi. Si riflette poco su questa funzione del giornalismo, ma certamente i media contribuiscono all’integrazione in una società che diventa sempre più multietnica”.
Per questo motivo è auspicabile ricercare, in una preparazione mirata, quella consapevolezza che il ruolo dell’ “integrazione” ha nella comunicazione.

Lo stesso spirito di Internet è nato e si è sviluppato proprio con l’intento della condivisione senza barriere, pregiudizi e stereotipi.
L’uso di diversi canali (testuale, visivo e audio) rappresenta un elemento importante poiché ogni individuo sceglie il modo di comunicare più vicino alle sue peculiarità.
Una svolta epocale se consideriamo quanto i medium diano la possibilità di amplificare la propria “voce” nella Rete.

Ed è anche nella diversità culturale che il master sottolina la sua caratura: l’Altro migrante, l’Altro diverso – per religione e/o cultura – che viene a vivere nel nostro Paese chiede, come nuovo cittadino, il rispetto dei diritti pur osservando leggi, norme e doveri esistenti.

Comunicare, inoltre, significa anche arrivare a una mediazione tra culture, le più differenti, e connetterle al fine di rispettare i diritti, i valori e la dignità delle persone, delle regole e della giustizia sociale.

Aumentare le competenze nel solco di questi principi risulta utile sul mercato del lavoro, nel mondo dell’economia, del sociale, della formazione, della giustizia, della gestione dei conflitti, dei mass media e del digitale.

Un continuo confronto che genera spinte propulsive e accomuna i partecipanti nel raggiungere gli obiettivi sopracitati.
Saper raccontare come comunicatori, giornalisti e operatori dei media la nuova società multiculturale e fornire le chiavi interpretative di quanto accade nella comunità di riferimento è un plus valore di non poco conto.

Come sottolinea il prof.Portera: “l’approccio interculturale, a mio avviso, puo essere focalizzato come il ‘coraggio’ di pensare con la propria testa, assieme alla ‘umiltà’ del confronto”.

Amplifichiamo, pertanto, la nostra curiosità verso la comunicazione interculturale e la mediazione interculturale al fine di contribuire al miglioramento del benessere sociale.
Solo in questo modo eviteremo quell’uniformità che è alla base della massificazione e dell’omologazione.

”Nessun uomo è un’isola, ma è parte di un continente”
John Donne

Nicola Albi

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