+39 349 80 58 016 info@aessecommunication.it

Quando usare la lettera maiuscola? E come usare il trattino o le virgolette? Ecco quali sono i parametri a cui attenerti per impostare graficamente un testo scritto

Per scrivere bene, anche sul web, è importante conoscere le norme redazionali, norme che riguardano il mondo dell’editoria, dei libri e della scrittura.

Le norme redazionali o editoriali sono delle regole convenzionali, delle guide di stile che ci aiutano a ordinare gli scritti da un punto di vista grafico e formale.

Mi riferisco ad esempio al modo in cui inserire le note, a come scrivere la bibliografia, a come scrivere i numeri, ma anche a come e quando usare grassetto e corsivo o come usare le virgolette e gli accenti.

Durante la fase di revisione di un testo scritto si deve verificare che siano state adottate norme redazionali coerenti e uniformi.

Seguimi che vediamo insieme quali sono i casi da considerare e quali scelte hai a disposizione.

Norme redazionali: cosa sono

Le norme redazionali sono altra cosa dalle norme grammaticali o ortografiche, stabilite da dizionari e istituzioni.

Come ho scritto sopra, le norme redazionali sono delle guide di stile e sono tratte dalle consuetudini che negli anni hanno regolato e regolano il linguaggio scritto. Ci aiutano ad avere parametri certi a cui attenerci.

Trattandosi di convenzioni, le norme redazionali non sono regole assolute: ogni casa editrice sceglie le proprie e le segue con coerenza in tutti i testi di una stessa collana.

Anche tu, quando scrivi un testo, devi fare altrettanto: scegli le tue norme redazionali e assicurati di applicarle con costanza lungo tutto il testo.

norme redazionali

Scrivi senza paura. Correggi senza pietà.

Quando scrivere in corsivo, in grassetto o in maiuscolo

Il corsivo in genere si usa per i titoli di libri, film, opere d’arte, per termini stranieri di uso non comune e in poche altre occasioni. Buona norma è usarlo con moderazione.

Il grassetto in genere viene usato più nei libri, manuali o saggi rispetto ai libri di narrativa e serve a evidenziare un concetto o una parola chiave. Per questo motivo può risultare molto utile, ma non bisogna abusarne.

Un testo pieno di grassetti diventa pesante alla vista e, se tutto è importante allora vuol dire che niente lo è davvero.

Se dunque vuoi usare il grassetto nel tuo manuale o nel tuo saggio, fai in modo di adottarlo solo per le espressioni o le frasi davvero cruciali.

Il sottolineato ha la stessa funzione del grassetto ma ti sconsiglio di usarlo perché nel mondo digitale tutti noi siamo ormai abituati a considerare i termini sottolineati come link, cioè collegamenti ipertestuali, anche se in realtà oggi si preferisce cambiare colore al testo per indicare un link rispetto alla sottolineatura (è più bello da vedere ed è meno pesante).

La lettera maiuscola

Come norma generale, l’uso dell’iniziale maiuscola, a parte i nomi propri e le parole che seguono un punto fermo, va limitato ai casi veramente necessari.

Indictivamente, l’iniziale maiuscola usata per:

  • nomi di stati e di continenti: Italia, Asia;
  • periodi storici e movimenti: il Rinascimento, l’Impressionismo;
  • le istituzioni: il Governo;
  • soprannomi e pseudonimi: Re Sole;
  • denominazioni antonomastiche: il Nuovo Mondo, la Grande Guerra;
  • aggettivi sostantivati che indicano territori: il Veronese, il Napoletano;
  • titoli stranieri: Sir John Franklin, Lady Mary;
  • nomi di edifici e monumenti: la Casa Bianca, Palazzo Chigi, San Marco;
  • nomi geografici costituiti da due sostantivi o da un sostantivo e un aggettivo in funzione di nomi propri: Oceano Pacifico, Australia Occidentale, Monte Bianco.

La grammatica italiana prescrive invece l’uso della minuscola in caso di:

  • i popoli (i tedeschi);
  • i titoli onorifici e professionali (dottore, generale);
  • i mesi e i giorni della settimana.

Inoltre, la grammatica non dice come regolarsi in quelle situazioni intermedie in cui la maiuscola può esserci oppure no. E in questo caso dipende dalla scelte che fai, dalle norme redazionali che decidi di applicare.

Ad esempio, puoi scrivere: l’università / l’Università; capitale/Capitale. L’importante, come sempre, è fare una scelta e mantenerla con coerenza fino alla fine.

Abbreviazioni e sigle

Per le abbreviazioni devi scegliere una forma e usare sempre la stessa grafia in tutto il testo.

Esempi: per “pagina” puoi usare p./pp. o pag./pagg.; per “eccetera” puoi usare “ecc.” oppure “etc.”

Per le sigle devi decidere se vuoi usare le forme con i punti di acronimo o le forme senza punti e se vuoi scriverle tutte in maiuscolo o con la maiuscola solo per l’iniziale.

Normalmente le denominazioni di partiti politici, enti e organizzazioni varie si abbreviano nelle sigle d’uso, senza interporre punti e vanno scritte in maiuscolo/minuscolo.

Esempio: Usa, Urss, Dc, Pci, Cee. Ma puoi scrivere anche U.S.A., USA oppure Usa.

Utilizza le seguenti abbreviazioni: anno a. articoli artt. articolo art. avanti Cristo a.C. capitoli capp.

Trattini

Il trattino corto, detto anche di unione o congiuntivo, non prevede di inserire spazi prima e dopo e si usa:

  • per indicare periodi di valori: periodo gennaio-settembre; durata 6-9 mesi; 
  • per unire due parole: il treno Roma-Milano; 
  • per le parole composte: il linguaggio tecnico-scientifico;

per la sillabazione delle parole che si usa per andare a capo (fa-mo-so).

Se scegli di usare il trattino corto per alcune parole composte, assicurati di scriverle sempre con la stessa forma lungo tutto il testo e di non mescolare forme con e senza trattino.

trattino lungo si utilizza invece per indicare un inciso o anche uno stacco del discorso,più marcato di quanto non si fa con la semplice . E in questo richiede sempre uno spazio prima e dopo.

I tre grandi poeti del Trecento – Dante, Petrarca e Boccaccio – erano detti le corone fiorentine.

Talvolta si usa per un inciso esplicativo all’interno di una citazione:

Vieni – disse l’uomo – puoi entrare”.

Si usa infine anche nei dialoghi per separare le battute:

– Ciao!
– Ciao a te!

Il trattino lungo non è presente sulla tastiera (si trova tra i caratteri speciali o tra i simboli) e per questo motivo quando si scrive spesso si utilizza il trattino di unione, perché è immediato e più veloce. Ma quando si scrive professionalmente è meglio essere precisi.

L’uso della D eufonica

Anche se nel parlato capita spesso di usare le –d eufoniche per collegare le preposizioni con parole che iniziano con vocale, nella lingua scritta la tendenza sempre più evidente è quella che porta verso l’eliminazione di queste consonanti aggiunte solo a scopo fonetico.

Mantieni le –d eufoniche solo tra vocali uguali ed elimina invece le –d eufoniche tra vocali diverse.

Esempi: ed essere, ad avere.

Eliminala in: a ogni modo, e avere.

Fa eccezione l’espressione “ad esempio”.

Come scrivere i numeri

I numeri si scrivono genere in parola le cifre da uno a dieci, in numero invece quelle dall’11 in su. In un testo di narrativa, però, si possono scrivere in parola anche cifre più alte, soprattutto se si tratta di cifre tonde.

Se sono accompagnate da un’unità di misura abbreviata in genere si mettono in numero, come si scrivono in numero nei testi di tipo scientifico e tecnico.

Personalmente scrivo i numeri in parola quanto più possibile (vent’anni, due milioni, ottanta).

Date e  orari

Per le date, il numero del giorno e dell’anno si scrivono sempre in cifre, mentre per il mese puoi scegliere se usare il termine per esteso o il numero corrispondente: 22 maggio 2019 / 22-05-2019

Quello che conta è che, dopo aver scelto un formato, tu utilizzi sempre lo stesso con uniformità.

Anche per gli orari puoi scegliere se scriverli in parola o riportarli in cifre. Molto dipende dal contesto o dalla precisione che vuoi dare all’orario: Ci vediamo stasera alle otto! / Il treno parte alle 9.18

Come scrivere i secoli

I secoli possono essere espressi con numeri romani oppure con la parola per intero con iniziale maiuscola: XIX secolo / Ottocento

I decenni si possono scrivere in parola con l’iniziale maiuscola, oppure in cifre con l’aferesi delle prime due cifre che indicano il secolo, la cui mancanza è dunque segnata dall’apostrofo: anni Settanta / anni ’70

Come inserire le note

Ci sono tre modi per inserire le note: a fine di ogni capitolo, in un appendice alla fine del testo, a piè pagina numerandole progressivamente. Quest’ultima è la più diffusa.

Tutte le note sono scritte normalmente in tondo, in un corpo più piccolo di quelli del testo e dei riportati.

Le note vanno numerate con numeri arabi a esponente.

Puoi trovare un approfondimento nel mio precedente articolo: Editing: quali regole seguire per la revisione di un testo scritto

norme editoriali

Come leggere un testo per fare la revisione? Leggi Editing: quali regole seguire per la revisione di un testo scritto

Come usare gli accenti

Con il discorso sugli accenti siamo più nel campo delle norme ortografiche che delle norme redazionali, tuttavia ricorda che:

  • È, inteso come terza persona singolare del verbo essere presente indicativo, vuole l’accento grave (non l’apostrofo: E’). Scriverai: Simone è andato dal meccanico.
  • Avverbi e congiunzioni (perché, affinché, sicché ecc.) vogliono l’accento acuto sulla e (non grave: è). Scriverai: Questa sera non esco perché sono in ritardo al lavoro.

Come scrivere le citazioni

Le brevi citazioni (anche se in lingua diversa da quella del testo) che occupano fino a un massimo di quattro-cinque righe si compongono in tondo tra virgolette basse (cioè caporali: « »).

Per le citazioni che superino le quattro-cinque righe, o per quelle a cui si attribuisca una particolare rilevanza si usa un corpo minore, omettendo le virgolette di apertura e di chiusura.

La citazione verrà sempre spaziata prima e dopo il testo; sarà a capoverso se la prima parola inizia con una lettera maiuscola, a vivo se con la minuscola o se la citazione si apre con i puntini di sospensione (che devono essere sempre e solo tre).

Concludiamo qui il nostro approfondimento sulle principali norme redazionali, se vuoi conoscere anche:

  • Come scrivere la bibliografia
  • Come usare le virgolette

ti consiglio di eggere il mio precedente articolo: Editing: quali regole seguire per la revisione di un testo scritto.

Potresti leggere anche: Guida di Stile: come scrivere sul web in modo efficace e riconoscibile.

 

Servizio di Editing

Revisione del testo scritto

Se hai un blog o scrivi da te gli articoli del tuo blog aziendale posso darti supporto nella fase della revisione con il servizio di editing.

Se hai articoli di cui vuoi verificare l’impostazione, se vuoi mettere a punto un calendario editoriale o sei alla ricerca di consulenza per i testi del tuoi sito web posso aiutarti, contattami!

Possiamo anche accordarci per sentirci online, via Skype.

Sara Soliman

Copywriter

Scopri i Servizi di AEsse Communication:

  • business blogging e testi professionali
  • copywriting
  • foto professionali
  • siti web responsive e mobile friendly
  • social media marketing

✉︎   info@aessecommunication.it

Seguici sui social

LinkedIn  FacebookPinterest social

Cosa possiamo fare per te?

Ti aiutiamo a comunicare con empatia, a gestire un sito web e a scrivere con passione.
Sara & Team

Contattaci!

E-Mail
info@aessecommunication.it