Virtualità

“Il medium è il messaggio” – Marshall McLuhan – La società della post-modernità è caratterizzata da una spropositata quantità di informazioni che sono accessibili a miliardi di individui in tempo reale, oramai, da qualsiasi punto geografico della terra.

«La realtà è un gioco infinito di riflessi o rimandi comunicativi e interpretativi, in cui la persona può sentirsi spaesata o desplaced, senza cioè un suo spazio unico in cui riconoscersi» (Paolo Dal Ben, Identità e nuovi media”, Pazzini editore, 2008).

Il passaggio dal sitema analogico a quello digitale ha determinato un radicale cambiamento del modo di pensare e di approccio fenomenologico (dal greco fainomai, “appaio, mi manifesto”). I nuovi media vengono collocati in relazione alle diverse aree della cultura e delle arti. Come nel cinema si assite alla nascita di un tipo di linguaggio visivo diretto a strutturare l’esperienza dello spettatore. Di conseguenza i canali che hanno trovato un più ampio appeal, da parte della grande platea, sono YouTube e Vimeo. L’immagine riprodotta e assunta come viatico comunicativo assume una sua rappresentazione ben precisa: il World Wide Web o Rete degli anni ’90 stabilisce una democraticità tra gli oggetti (dati, file) che hanno la medesima importanza in un sistema di connessione mediatica. Il secondo principio dei nuovi media, secondo Lev Manovich ( Il linguaggio dei nuovi media, Olivares, Milano, 2003), cioè la modularità fa sì che testi e oggetti abbiano una struttura, con pezzi discontinui e segmenti, interscambiabile con altri pur manenendo la loro indipendenza. L’esempio è il testo scritto a mano o a macchina: non sarà mai modificabile con la velocità e la facilità di un testo scritto al computer. Così il video può essere assemblato e condiviso senza interferenze ma racchiude la possibilità della manipolazione. Ricomporre lo svolgimento temporale in modo discontinuo mettendo gli oggetti multimediali su uno spazio virtuale, significa rivoluzionare la rappresentazione della realtà. Un potere di controllo sulla società di chi produce e gestisce le immagini (ma anche le informazioni).

Nicola Albi

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