Libro vs e-book: problemi e prospettive

Premetto che nonostante preferisca il libro cartaceo non ho mai sentito mio il conflitto verso il libro elettronico. Gli amanti della carta, come me, troveranno sempre libri cartacei con cui riempire le loro librerie, come gli elettro-bibliomani troveranno file su file da scaricare per riempire i loro e-reader. La tecnologia non può essere arrestata e, come abbiamo visto, la presenza dell’e-book non ha comportato la scomparsa del cartaceo.

Una discussione particolarmente vivace ha riguardato, nell’ottobre dello scorso anno, l’articolo del New York Times che – sulla base di dati della Association of American Publishers – parlava di una diminuzione di circa il 10% nelle vendite di e-book nei primi cinque mesi del 2015. A questa diminuzione nella quota di mercato degli e-book corrisponderebbe da un lato una ripresa delle librerie indipendenti, dall’altro una risalita sia delle vendite di libri su carta, sia degli investimenti degli editori su infrastrutture legate alla filiera della carta. I grandi editori vedono dunque diminuire le vendite di e-book, ma dobbiamo capire che questo succede in primo luogo perché la loro quota di mercato sta a sua volta scendendo a favore dei cosiddetti autori del self-publishing. Assistiamo dunque a un forte rimescolamento interno fra quota del mercato digitale appannaggio dei grandi editori e quota legata ad autori indipendenti e self-publishing. Il rischio è quello di costruire, col tempo, un’immagine del mercato digitale come mercato di serie B, e di costruire nel contempo un mercato cartaceo che sceglie di proporsi come esclusivo e qualitativamente superiore ma che nel farlo resta incapace di assorbire la lezione di innovazione e flessibilità che viene dal digitale, perdendo così attrattiva per le giovani generazioni. Ma questo è un altro discorso.

Credo sia interessante sapere che quando leggiamo un e-book, il venditore (o l’editore) ottiene una serie di informazioni online sulla nostra modalità di lettura (inserimento di segnalibri, inserimento di note e commenti personali, velocità di lettura ecc). Lo scopo dichiarato è quello di impiegare tali informazioni per migliorare quel prodotto editoriale, e oggi è probabilmente così, ma domani? Sappiamo che quando la tecnologia consente di fare qualcosa di nuovo, c’è sempre qualcuno che se ne appropria per interessi economici o politici.

Inoltre, il fatto che Amazon mostri on line i segnalibri dei lettori, le note personali e la loro numerosità ritengo sia un fatto non trascurabile e, se per alcuni potrebbe apparire un vantaggio, a mio modo di vedere i segnalibri sono un viatico verso il conformismo. Conoscere le preferenze altrui rischia infatti di impoverire la riflessione personale sul contenuto, o comunque limitarne l’interpretazione, seguendo un sentiero già tracciato.

Secondo alcuni neurolinguisti e psicologi l’e-book sarebbe un flop. Cerchiamo di capire perché.

Il formato digitale consente per natura di visualizzare non più di una pagina per volta, senza dare al lettore un’idea generale dell’avanzamento nella lettura: quello che vediamo è il modificarsi della percentuale di lettura e, solo in certi dispositivi,  il variare del numero delle pagine; ma quello che non vediamo è l’occhio e il dito che scorrono dall’inizio di una pagina alla fine della stessa e passare alla successiva; non abbiamo una netta percezione del “traguardo” raggiunto alla fine del capitolo; non abbiamo una chiara idea di dove finisca un capitolo e ne inizi un altro. E ancora: concentrarsi leggendo su uno schermo, o addirittura studiandovi, non consente al cervello di creare punti di riferimento né di utilizzare la propria memoria visiva. L’e-book, in pratica, spinge i lettori ad andare sempre avanti, senza mai fermarsi. L’e-book ci mette fretta, insomma, e ci priva dei punti di riferimento necessari all’interpretazione personale del testo.

Sto pensando in particolare a un punto di riferimento fisico e percepibile a livello polisensoriale. Perché apprenda e assimili, al cervello umano occorrono tutti e cinque i sensi, o almeno quattro. Non solo la vista, quindi, ma anche il tatto, l’udito, l’olfatto. La vista del libro nel suo formato fisico, il suono delle pagine, il profumo della carta: tutto ciò è di grande aiuto al nostro cervello in quanto solo così esso si ritrova immerso nella concentrazione della lettura.

Scrive Umberto Eco: « I libri da leggere non potranno essere sostituiti da alcun aggeggio elettronico. Son fatti per essere presi in mano, anche a letto, anche in barca, anche là dove non ci sono spine elettriche, anche dove e quando qualsiasi batteria si è scaricata, possono essere sottolineati, sopportano orecchie e segnalibri, possono essere lasciati cadere per terra o abbandonati aperti sul petto o sulle ginocchia quando ci prende il sonno (…)» E ancora: «Il libro da leggere appartiene a quei miracoli di una tecnologia eterna di cui fan parte la ruota, il coltello, il cucchiaio, il martello, la pentola, la bicicletta. Il coltello viene inventato prestissimo, la bicicletta assai tardi. Ma per tanto che i designer si diano da fare, modificando qualche particolare, l’essenza del coltello rimane sempre quella. Potete inventare un sistema di cambi sofisticatissimo, ma la bicicletta rimane quella che è, due ruote, una sella, e i pedali. Altrimenti si chiama motorino ed è un’altra faccenda. L’umanità è andata avanti per secoli leggendo e scrivendo prima su pietre, poi su tavolette, poi su rotoli, ma era una fatica improba. Quando ha scoperto che si potevano rilegare tra loro dei fogli, anche se ancora manoscritti, ha dato un sospiro di sollievo. E non potrà mai più rinunciare a questo strumento meraviglioso. La forma-libro è determinata dalla nostra anatomia.»

Mi trovo d’accordo, e qui concludo, con Umberto Eco nella distinzione tra i libri da leggere, per i quali è consigliabile la carta, e i libri da consultare, per i quali va benissimo anche una biblioteca multimediale, grazie alla quale possiamo risparmiare tempo, denaro, e ottenere informazioni sempre aggiornate.

Sara Soliman

Bibliografia

Matteo Bittanti (Mister Bit), Libro contro e-book? Un dibattito privo di senso, Wired 2012

Finzioni Magazine, Ecco perché l’eBook finora è un flop, Linkiesta 2015

Gino Roncaglia, La quarta rivoluzione, Laterza 2010

Umberto Eco, La bustina di Minerva, Milano, Bompiani, 2000, in Libri e Biblioteche – Pagine scelte e presentate da Luciano Canfora, Palermo, Sellerio 2002

 

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