Continuo a leggere che il 2017 è l’anno del video in tutte le sue forme e per tutti, dalle aziende ai privati agli influencer. Non nascondo la mia perplessità, anche sulla messa in rete di video in diretta su Facebook.
I video bisogna saperli fare. E questo significa che l’improvvisazione rende buoni risultati di rado.

Per essere credibili servono dunque un progetto e alcuni accorgimenti, quali la cura del tono di voce e della mimica facciale, la cura del contesto in cui si svolgono le riprese e la mancanza di rumori di sottofondo. L’avere poi una bella presenza certo non guasta.

I contenuti contano eccome, ma qualcosa di importante detto male non arriverà mai a chi ascolta. Bisogna catturare l’attenzione e convincere: sono necessarie empatia, autorevolezza e capacità di gestire i tempi creando un ritmo che trascina.

Parlo anche per esperienza personale. Tempo fa ho seguito un corso di Grafica e Design per la multimedialità il cui progetto consisteva nel impostare un sito web su un argomento di interesse personale da implementare con pubblicazioni di video autoprodotti.

Vi posso assicurare che girare un video non è affatto semplice: si prova e si riprova perché, in quei due o tre minuti, c’è sempre qualcosa che non è andato come si vorrebbe. Diciamolo: in fondo, saper stare davanti a una videocamera è una dote naturale

Guardate, ad esempio, i video di quei personaggi che funzionano in rete. Davanti la telecamera c’è qualcuno che sa cosa dire (anche se poco) ma quel che conta è che lo dice benissimo: sono quei fenomeni mediatici seguiti dal popolo del web quasi quanto una prima tv! Provate a chiedervi il perché.

Sarà che penso che le cose o si fanno bene o non si fanno, ma sicuramente una bella idea raccontata male non verrà mai percepita nel suo completo potenziale.

E questo vale anche e soprattutto per quegli imprenditori che vogliono raccontare da sé il proprio prodotto: la spontaneità è sicuramente qualcosa di prezioso anche in video, ma deve essere gestita con metodo, altrimenti il rischio sarà quello di ottenere una sonora risata, lasciando svanire il risultato sperato.

Sara Soliman

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