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Con la lettura possiamo capire la natura di emozioni e sentimenti, compreso il dolore. E conoscerlo e contestualizzarlo è il primo passo per raggiungere la guarigione

Ho iniziato a leggere Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno poco prima del periodo di isolamento da Coronavirus.

In questi mesi di silenzio e di rallentamento generale leggere per me è stata un’ancora e un motivo di scoperta di nuovi mondi senza viaggiare.

È proprio vero, la letteratura ti permette di viaggiare anche rimanendo fermo, ma anche di guardare dentro te stesso.

Mi piace riportare le parole di Umberto Galimberti (su D di Donna, inserto de La Repubblica del 21 marzo 2020):

“Dai libri si apprendono i sentimenti che, a differenza delle pulsioni e delle emozioni, non sono dati per natura, ma, dall’origine del mondo si acquisiscono per cultura, come ci insegnano i miti dei primitivi, la mitologia greca, dove ogni dio è espressione di un sentimento (…). 

Oggi non possiamo più ricorrere ai miti, ma abbiamo quel repertorio che è la letteratura, dove si impara cos’è il dolore in tutte le sue manifestazioni, l’amore in tutte le sue declinazioni, la gioia, l’angoscia, la speranza , la disperazione, la noia, l’entusiasmo, e via dicendo.

Perché, se uno conosce la natura dei sentimenti, quando sopraggiunge il dolore sa dargli un nome e ha una mappa per sapere come uscirne.

Mentre chi non ne dispone, cede all’impatto emotivo o addirittura a quello impulsivo con gesti dannosi, quando non pericolosi”.

 

La connessione tra lettura e consapevolezza è dunque ciò che rende i libri degli ottimi rimedi per ogni accadimento, dal malessere alla sventura.

Questa è la forza del libro e delle parole.

Penso che possiate essere d’accordo con me se dico che un libro, letto nel momento giusto, può cambiarci la vita.

Inoltre, dallo stesso libro letto in periodi diversi della nostra esistenza, possiamo cogliere e riflettere su aspetti precedentemente non colti.

 

Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno

Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno di Ella Berthoud e Susan Elderkin è una sorta di prontuario, una celebrazione del potere curativo della letteratura.

Nato come un piccolo esperimento ha trovato nei lettori e nei librai un grande entusiasmo, tanto che l’iniziativa di inviare un suggerimento per arricchire gli elenchi dei libri consigliati prosegue sul web (al sito www.sellerio.it).

Ella e Susan sono due ex studentesse di letteratura inglese dell’Università di Cambridge.

Nel 2008 hanno fondato un servizio di Biblioterapia con la School of Life di Londra e da allora hanno continuato a prescrivere libri, di persona o virtualmente, a pazienti di tutto il mondo.

Per scrivere Curarsi con i libri, le due autrici raccontano: “abbiamo spulciato duemila anni di letteratura in cerca delle menti più brillanti e delle letture più ricostituenti”.

Dai classici ai contemporanei, dai libri di culto ai romanzi famosi o meno, ogni consiglio di lettura è una ricetta per anima e corpo, scritta con autorevolezza e umorismo dalle due colte autrici inglesi.

A ogni malanno, rigorosamente in ordine alfabetico, seguono consigli di lettura appropriati. 

A mio parere è un libro utilissimo, che va sfogliato e sottolineato, letto in ordine o secondo le emozioni del momento. E tenuto a portata di mano.

C’è proprio tutto: dalla cura al cuore spezzato con Emily Brönte a quella dell’arroganza con Jane Austen e al mal di testa con Ernest Hemingway.

Ci si può concedere un massaggio con Haruki Marukami o scoprire il romanzo perfetto per alleviare la solitudine.

Dalla tristezza all’incapacità di cogliere le occasioni, dalle calvizie al desiderio di cambiar lavoro, dall’ipocondria all’indifferenza.

Per ogni atteggiamento sbagliato o situazione sfortunata c’è un libro (o più) pronto ad alleviare la nostra sofferenza.

Le autrici offrono inoltre i lori consigli su cosa leggere quando non si riesce a dormire, i migliori libri da leggere per ogni decennio di vita, i libri migliori per ogni rito di passaggio.

 

Consigli letterari

 

L’edizione italiana è curata da Fabio Stassi (alcuni suoi romanzi: La lettrice scomparsa del 2016, Ogni coincidenza ha un anima del 2018 e L’ultimo ballo di Charlot del 2012) e presenta un ulteriore arricchimento di trenta nuova ricette, oltre alle trenta aggiunge dalle due autrici per la nuova edizione (2019).

Ogni libro consigliato è una sorta di immunizzazione e, scrive Stassi:

“Agisce su di noi allo stesso modo delle campagne di prevenzioni contro il vaiolo o la poliomielite”.

Ugualmente, chi consiglia un libro a un amico per aiutarlo a uscire da un momento difficile ha già offerto un farmaco ed espresso una diagnosi.

Credo che questo sia successo a qualsiasi buon lettore. Di qui la connessione profonda tra lettura e malattia.

“Non è forse la biblioterapia un tentativo di vaccinazione al male di vivere?”

Curarsi con i libri esce per la prima volta nel 2013, ed è seguito nel 2017 (in Italia con Sellerio Editore) da Crescere con i libri. Rimedi letterari per mantenere i bambini sani, saggi e felici.

Le due autrici concludono così la loro introduzione:

“Vivere senza letteratura significa perdere l’occasione di vivere arricchendosi delle lezioni di coloro che hanno percorso questa via prima di noi.”

Non siete d’accordo anche voi?

 

Articolo a cura di Sara Soliman
AEsse Communication

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