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Editing: quali regole seguire per la revisione di un testo scritto

Editing: quali regole seguire per la revisione di un testo scritto

Quali regole bisogna seguire per una corretta correzione di bozze? Che tipo di lettura è necessario fare? Una breve guida per la fase di editing, momento importantissimo per il successo di ogni testo scritto

Per scrivere bene in modo professionale è necessario non solo rileggere il testo, ma fare quello che chiamiamo editing, ovvero una revisione accurata. Ma quali regole seguire?

Dal momento che gli errori in un testo scritto possono essere di tipo diverso: errori di battitura, refusi, errori di grammatica, di sintassi e di contenuto; è importante procedere con ordine e metodo, anche nella fase di revisione.

Questo perché

Controllare non significa leggere: controllare significa verificare ogni parola in sequenza.

Nella mia attività di copywriter, quando devo correggere un testo, seguo da tempo una scaletta che possiamo dividere in 3 momenti: controllo della forma (grammatica e sintassi), controllo della tenuta narrativa, verifica dell’obiettivo.

Poi controllo se il testo è scritto con empatia, caratteristica essenziale per arrivare al lettore.

Vediamo insieme quali regole seguire.

1. Controllo della forma: grammatica e sintassi

Non solo per scrivere, ma anche per correggere uno scritto, proprio o di altri, è indispensabile innanzitutto una buona conoscenza della lingua, come lessico e come grammatica.

Per controllare punteggiatura, verbi e sostantivi è buona abitudine avere a disposizione un dizionario dei sinonimi, un dizionario della lingua italiana e un prontuario di grammatica: ogni dubbio necessita di verifica.

Un momento a cui riservo particolare attenzione è la scelta dei verbi, e mi impegno a sostituire i soliti “fare” o “avere” valutando i sostantivi a cui si riferiscono. Sono proprio i sostantivi a suggerirmi il verbo adatto al contesto.

Anche la sintassi va controllata: chiediti se quello che hai scritto suona bene e se risulta chiaro e comprensibile al lettore.

Ti consiglio due testi da tenere sempre a portata di mano e da consultare in caso di dubbi sulla punteggiatura e sulla grammatica:

  • Bice Martara Garavelli, Prontuario di punteggiatura, Laterza
  • Elisabetta Perini, Grammatica Italiana per tutti, Giunti Editore

Editing

Dal momento che su video sono molti gli errori che sfuggono alla vista stampa il documento e fai la revisione su carta. Sarà più semplice anche scrivere ai margini le correzioni.

2. Tenuta narrativa e concatenazione

Lo sviluppo narrativo di un testo riguarda ogni tipo di trama, che si tratti di un romanzo ma anche di un articolo.

La struttura narrativa è la colonna portante di un testo e, anche se spesso la creiamo senza pensarci più di tanto perché abbiamo già nella testa ciò di cui vogliamo scrivere, è fondamentale ragionarci sempre sopra e cercare di rafforzarla.

L’inizio del testo, l’incipit, è importantissimo: sono le prime righe del testo che dovrebbero convincere il lettore a proseguire.

Dedica del tempo a scriverlo, riscriverlo, rivederlo, cambiarlo, fino a quando troverai l’incipit che più ti soddisfa.

Alessandra Perotti*, Editor, Ghost Writer e insegnante di scrittura di cui seguo da tempo blog e pagina Telegram, ci spiega in questo articolo come scrivere un incipit che funziona. Sono suoi molti dei consigli di revisione che trovi anche in questo pezzo.

La conclusione è altrettanto importante. Dovrebbe riprendere i concetti fondamentali che abbiamo cercato di trasmettere al lettore e lasciargli un’emozione.

Concatenazione

Spesso non ci pensiamo, ma ogni frase di un testo dovrebbe essere legata all’altra in modo logico, in modo da non lasciar “cadere” il lettore in un vuoto.

Creare la concatenazione significa fare in modo che ogni frase che precede sia legata a quella che segue in modo da non creare frasi isolate.

È il collante del racconto, senza concatenazione nessun testo regge.

Nei miei articoli uso le frasi trampolino, sai cosa sono?

Le frasi trampolino sono un espediente inserito nella frase finale di un paragrafo e che consiste nel lasciar intravedere cosa ci aspetta nel paragrafo che segue, invitando così il lettore a tuffarsi nella lettura.

L’utilità delle frasi trampolino sta proprio nella loro capacità di unire i paragrafi.

Esempio: se in un paragrafo spiego l’importanza del tono di voce nella newsletter aziendale, la frase trampolino potrebbe essere “seguimi nella lettura che vediamo insieme quando usare il tu o il noi”.

Altro aspetto che una buona revisione del testo deve tenere in considerazione è la giustificabilità, ossia il fatto che ogni affermazione sia verificabile e abbia una sua ragione d’essere.

3. Obiettivo del testo 

Prima di scrivere un pezzo è fondamentale aver sempre chiaro l’obiettivo che intendo raggiungere e, nella fase della revisione, verificare se lo scritto tende alla sua soddisfazione.

La seconda domanda che devo farmi è se il mio testo è utile.

Chi può trarre vantaggio dalla lettura del mio testo? I contenuti sono di valore?

4. Livello di empatia

Il livello di empatia di un testo è un aspetto di cui ho parlato spesso: scrivere con empatia permette di arrivare al lettore, di farlo sentire al posto giusto e di trasmettere emozioni.

Scrivere con empatia significa prima di tutto usare un tono di voce adeguato al pubblico di lettori, ma anche comunicare concetti precisi che evocano immagini dettagliate.

Scrivere con empatia significa mettersi nei panni di chi legge cercando di soddisfare il bisogno di informazioni. 

Per approfondire puoi leggere: Come scrivere (e comunicare) con empatia

comunicare con empatia

Qualche consiglio per comunicare e scrivere con empatia.

Come scrivere citazioni e bibliografia

Un ulteriore approfondimento riguarda l’utilizzo di citazioni, virgolette e come scrivere una bibliografia. Sul web sembra non esistere una regola precisa, ma per una forma corretta meglio impostare le citazioni in questo modo:

  • nome e cognome dell’autore (oppure cognome e iniziale del nome)
  • titolo dell’opera in corsivo
  • luogo di edizione, nome dell’editore, anno di edizione

Esempio: Ferdinando Scala, La correzione di bozze, Milano, Editrice Bibliografica, 2017

Oppure: Scala F., La correzione di bozze, Milano, Editrice Bibliografica, 2017

I nomi dei giornali vanno invece tra virgolette in tondo; i titoli su titoli (per esempio Tre periodi della letteratura italiana in Lezioni di Letteratura italiana di Luigi Settembrini, vol.I°, Sansoni Editore, 1964).

Se si tratta di una bibliografia è consigliabile rispettare l’ordine alfabetico o cronologico di apparizione degli autori nel testo.

Per quanto riguarda invece l’utilizzo delle virgolette, ti consiglio di utilizzare le virgolette alte, o inglesi “…” per singoli termini come parole specialistiche o straniere e le virgolette basse o caporali «…» per racchiudere una frase di un autore o un periodo lungo.

Quando utilizzi le virgolette scrivi in tondo, non in corsivo. Usalo semmai per rafforzare una sola parola all’interno del periodo lungo.

Con il discorso diretto, le virgolette più adoperate nell’uso comune sono quelle basse, i caporali. Ti sconsiglio invece l’uso degli apici.

Ricorda che si tratta comunque di regole di stile e non di errori grammaticali, in ogni caso è buona cosa mantenere una certa uniformità.

Editing: consigli utili

  • Esegui la revisione del testo in buone condizioni fisiche (non quando hai sonno) e ambientali (non in viaggio ma al tavolo, in un locale che favorisca la concentrazione);
  • Stampa il documento e fai la revisione su carta: molti errori sfuggono alla lettura su video;
  • Scrivi la correzione ai lati del testo, nei margini vuoti a sinistra e a destra, o in fondo alla pagina, non scrivere tutto da una parte sola;
  • Cura la scrittura, deve essere chiara e comprensibile, soprattutto se il testo è destinato a un’altra persona;
  • Rispetta il testo e non ritenerti libero dii modificarlo in modo invasivo: in questa fase sei il collaboratore dell’autore e non l’autore stesso.
  • Controllare non significa leggere: controllare significa verificare ogni parola in sequenza.

Siamo giunti alla fine. Se mi hai seguita fin qui significa che anche tu scrivi o hai testi da revisionare.

Cosa ne pensi della mia scaletta di revisione?

Prova a mettere in pratica i quattro step di controllo del testo nella revisione del tuo prossimo articolo e se hai bisogno di aiuto non esitare a contattarmi.

 

Servizio di Editing

Revisione del testo scritto

Se hai un blog o scrivi da te gli articoli del tuo blog aziendale posso darti supporto nella fase della revisione con il servizio di editing.

Se hai articoli di cui vuoi verificare l’impostazione, se vuoi mettere a punto un calendario editoriale o sei alla ricerca di consulenza per i testi del tuoi sito web posso aiutarti, contattami!

Possiamo anche accordarci per sentirci online, via Skype.

 

Se ti occupi di scrittura potresti seguire la sezione Copywriting sul mio blog oppure leggere i seguenti articoli:

 

Fonti dell’articolo:
*Alessandra Perotti, Revisione del testo scritto: usa le Editing Mind Map
Ferdinando Scala, La correzione di bozze, Milano, Editrice Bibliografica

 

 

Sara Soliman

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Promuovi il tuo lavoro con una Comunicazione Etica: la Netiquette e la #scritturaEtica

Promuovi il tuo lavoro con una Comunicazione Etica: la Netiquette e la #scritturaEtica

Chi scrive sul web dovrebbe attenersi sempre ad un’etica, nel rispetto del lettore ma anche della parola, proprio perché ne comprende la forza e il valore.

Sono in molti a chiedersi se esistono delle regole che stabiliscono quale sia la buona comunicazione. Una comunicazione etica intendo, quella comunicazione che funziona proprio perché si fonda nel rispetto dell’altra parte.

Ormai lo abbiamo visto: non possiamo non comunicare.

A questo proposito ho scritto un articolo sugli Assiomi della Comunicazione, dove spiego alcune proprietà della comunicazione che hanno fondamentali implicazioni interpersonali.

Possiamo comunicare bene oppure male. Non solo nel senso dell’efficacia e della chiarezza, ma anche nello scopo di raggiungere un’intesa, per venire compresi e per comprendere.

È a questo scopo che parliamo di comunicazione etica.

Ricordiamo poi che il virtuale non è altro che un potenziamento della realtà. Molti pensano che scrivere grazie a una tastiera non sia l’equivalente di parlare, ma non è così.

All’interno di questa realtà virtuale divenuta quasi una realtà parallela, emergono anche per gli abitatori della rete (netsurfers) criteri morali da assumere, quell’insieme di comportamenti che devono essere adottati quando si naviga in rete. 

A questo proposito sono state elaborate diverse prescrizioni: alcune si fondano su argomenti di carattere giuridico, altre su motivi di opportunità o su sollecitazioni morali oppure si fondano su esigenze legate alle buone maniere. Vediamone alcune.

Linee guida per l’utente che usa la Rete: i Dieci Comandamenti di Arlene Rinaldi

Arlene Rinaldi (Florida Atlantic University) ha tentato di fissare prescrizioni elaborando gli ormai noti “dieci comandamenti” che dovrebbero essere rispettati da chiunque usa un computer.

In questo caso, più che di etica dobbiamo parlare dunque di netiquette.

È essenziale che ciascun utente della rete riconosca le responsabilità insite nel fatto di avere accesso a un gran numero di servizi, siti, sistemi e persone. 

Ma va ricordato che, come scrive Arlene Rinaldi:

Il fatto che un utente possa compiere una determinata azione non implica necessariamente che debba compierla.

Inoltre:

L’uso della rete è un privilegio, non un diritto, e potrebbe essere temporaneamente revocato in qualunque momento a causa di una condotta scorretta.

Quella di Arlene Rinaldi è una curiosa parafrasi della nota Tavola dei dieci comandamenti.

Si tratta delle prime regole apparse in Rete, oltre 20 anni fa, per cercare di regolamentare l’utilizzo di Internet e dei computer più in generale.

Questi sono i dieci comandamenti dell’etica sull’uso dei computer così come sono stati pensati da Arlene Rinaldi nella ormai famosa (almeno per gli addetti ai lavori) The Net – Guida per l’utente e Netiquette.

I dieci comandamenti dell’etica sono i seguenti:

  1.  Non userai un computer per danneggiare altre persone.
  2.  Non interferirai con il lavoro al computer di altre persone.
  3.  Non curioserai nei file di altre persone.
  4.  Non userai un computer per rubare.
  5.  Non userai un computer per portare falsa testimonianza.
  6.  Non userai o copierai software che non hai dovutamente pagato.
  7. Non userai le risorse di altri senza autorizzazione.
  8. Non ti approprierai del risultato del lavoro intellettuale altrui.
  9. Penserai alle conseguenze sociali dei programmi che scrivi.
  10. Userai il computer in modo da dimostrare considerazione e rispetto.


Esempi di azioni scorrette:

  • depositare informazioni illegali su un sistema;
  • l’uso di linguaggio irrispettoso in conversazioni pubbliche o private;
  • lo spedire messaggi che molto probabilmente provocheranno la perdita del lavoro o dei sistemi dei destinatari;
  • lo spedire “lettere a catena” o messaggi “broadcast” (spediti in copia a tutti) a liste o a gruppi di utenti;

e qualunque altro tipo di uso che possa causare la congestione delle reti o in altro modo interferire nelle attività altrui.

Comunicazione Etica

Scrittura Etica

Comunicare e scrivere sono atti di condivisione e di crescita comune: devono essere fondati su valori di rispetto, trasparenza e lealtà.

Il progetto di Scrittura Etica intende diffondere, attraverso una serie di azioni concrete e di iniziative, una vera educazione all’uso consapevole della scrittura che è strumento espressivo del nostro grado di civiltà.

Il manifesto di Scrittura Etica ci ricorda che:

“Tutte le volte in cui utilizzi la scrittura per denigrare, attaccare, offendere ne stai facendo un uso improprio.
Sia che si tratti di attacco diretto a commenti, opinioni, pensieri espressi da altri;
sia che – ancor peggio – siano illazioni occulte, disseminate tra le righe:
sembrano innocue ma in realtà mirano ad ottenere un effetto comunque di attacco,
a mettere in cattiva luce qualcuno o qualcosa.
La scrittura è strumento di espressione, di crescita, di divulgazione;
non va piegata ai propri piccoli obiettivi personali, non va strumentalizzata.
Chi scrive deve o dovrebbe attenersi sempre ad un’etica;
avere il massimo rispetto per la parola scritta proprio perché ne comprende la forza e il valore.”

Tratto da Il manifesto della Scrittura Etica

Etica della comunicazione secondo Andriano Fabris

In realtà è molto difficile stabilire norme precise che regolamentino l’utilizzo dei mezzi informatici, sia sul piano etico sia sul piano giuridico (il confine tra i due è spesso molto labile), soprattutto a causa dell’impossibilità materiale di controllare ed eventualmente sanzionare infrazioni alle norme stesse. 

Sul piano etico è stata scelta la strada dell’autoregolamentazione, sia da parte dell’utente sia da parte del provider o fornitore di beni/servizi informatici e telematici. 

Sul piano giuridico i singoli Stati e la stessa Unione Europea hanno cercato di delineare l’ambito e di stabilire regole il più precise possibili e sanzioni applicabili. 

Tuttavia i codici non bastano a dettare legge e dovrebbe essere il buon senso di ciascun navigante a stabilire cosa condividere e cosa no.

Secondo Adriano Fabris (professore di Filosofia morale all’Università degli Studi di Pisa) bisogna invece fornire le motivazioni e stabilire perché bisogna compiere determinati atti piuttosto di altri.

Etica di internet ed etica in internet

L’etica in Internet con il suo rinvio alla responsabilità di ciascun soggetto connesso, si occupa di questo. Ma non basta.

Per giustificare l’adozione di determinati comportamenti l’etica in Internet deve essere a sua volta collocata in un contesto più generale, quello dell’etica di Internet.

Quest’ultima deve esibire i principi generali presupposti dalle scelte concrete. Fondare tali principi è compito della più generale etica della comunicazione.

Ecco che accanto al galateo in Internet vi sono dei regolamenti che danno delle indicazioni sui modi in cui certi testi multimediali devono essere scritti.

Si veda nel caso del blog, di una email, di una chat o di un sito come tenere un comportamento corretto e rispettoso sia alla base della “buona convivenza” in una comunità virtuale.

Dal momento che Internet non è gestito da un ente supervisore, unico e riconosciuto, la responsabilità di quanto pubblicato online ricade sul singolo, sui programmatori o sulle aziende.

Pertanto è il singolo individuo che, nel rapportarsi con la virtualità, deve impegnarsi a seguire un comportamento etico.

A questo punto dell’articolo sappiamo bene a cosa mi riferisco, sei d’accordo? Se hai trovato interessante questo articolo mi piacerebbe scambiare due parole con te, lasciami un commento nel box qui sotto!

Articolo pubblicato il 13.01.2021, rivisto e aggiornato l’8.02.2022

Sara Soliman

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Utilità del Blog aziendale per siti web e per E-Commerce: scopri come incrementare le vendite

Utilità del Blog aziendale per siti web e per E-Commerce: scopri come incrementare le vendite

Il blog rimane il miglior strumento di web marketing per far decollare la tua attività: i dati lo dimostrano

Finalmente anche tu hai l’e-commerce nel sito web della tua attività. La tua speranza è quella di aumentare le vendite raggiungendo quei potenziali clienti che acquistano on-line, magari anche dall’estero.

Ma ti sei accorto che in realtà non è così e gli ordini non arrivano nonostante gli annunci sponsorizzati sui social media.

La realtà è che l’e-commerce è un sistema complesso e per posizionarsi nel mercato ha bisogno di una strategia che affronti due aspetti fondamentali.

Innanzitutto la costruzione dello stesso e-commerce deve essere fatta in modo che gli elementi che lo compongono quali l’architettura, i link, le immagini e le schede prodotto siano funzionali alla ricerca sul web.

Il secondo aspetto riguarda il posizionamento sui motori di ricerca del sito con e-commerce. Buona cosa, a tal fine, è creare un blog che vada a supportare l’e-shop permettendo al sito di scalare la serp di Google e di farti trovare dagli utenti nel momento in cui cercano i tuoi prodotti.

Seguimi e ti spiego perché il blog aziendale è uno strumento utile per incrementare le vendite del tuo e-commerce.

Ma non solo, vedrai come il blog può essere utile anche se hai un sito web vetrina, ossia un sito web che non ha e-commerce perché non finalizzato alla vendita diretta. Mi riferisco a quelle attività che sviluppano il loro business offline, come i piccoli negozi o le attività professionali.

vantaggi del blog

 

Blog per e-commerce: perché è importante e come funziona

Avere una strategia efficace di blogging aziendale a supporto del tuo e-commerce è fondamentale. Il blog svolge infatti tre funzioni molto importanti:

  1. Aiuta il tuo sito a posizionarsi su Google.
  2. Risponde alle domande degli utenti, indirizzando i potenziali clienti al tuo e-commerce.
  3. È uno strumento di Brand Management ( Brand Awareness e Brand Reputation).

Da una ricerca di Hubspot è emerso che:

  • le aziende che utilizzano il blog come strumento di business ottengono il 68% in più di leads (nuovi clienti) rispetto alle aziende che hanno un sito privo di blog,
  • i brand che hanno un blog nel sito web ricevono il 97% in più di link al loro sito web.

Anche solo questi due dati dovrebbero averti fatto capire l’utilità del blog a sostegno della tua attività.

Oggi il processo di acquisto e vendita è molto cambiato rispetto al passato. Prima di acquistare un prodotto o un servizio il cliente cerca informazioni on-line, legge notizie che trova in rete o sui social, visualizza video e consulta forum di settore, affidandosi di chi riconosce come esperto. 

È proprio questo il momento in cui, grazie al blog, puoi entrare in comunicazione col tuo potenziale cliente, fornendogli tutte le informazioni di cui ha bisogno.

Di qui la necessità di un piano editoriale ben strutturato con articoli di tipo informativo, redatti nell’ottica problema-consiglio-soluzione, a cui affiancare ulteriori articoli di tipo promozionale sui prodotti dell’e-commerce.

Il format più efficace è quello che mentre ti dà l’informazione ti invoglia all’acquisto.

Un dettaglio importante è il tono di comunicazione con cui l’articolo è redatto, il “tone of voice”, che deve essere molto semplice, chiaro e diretto. 

Ma prima ancora devi conoscere il tuo target.

Chi sono i tuoi potenziali lettori? Devi definirli in fasce d’età e capire quali sono i loro interessi.

 

Blog per e-commerce: le categorie

Le categorie del blog sono importanti quanto le schede-prodotto del tuo e-commerce, altro strumento che va redatto in ottica di conversione.

Dalle categorie del blog l’utente deve capire cosa trovare nel momento in cui naviga e decide di aprire una pagina.

Un esempio. Se vendi vino potresti creare un piano editoriale che comprende articoli su abbinamenti cibo-vino consigliato (e di qui indirizzare al tuo e-commerce) oppure proporre già nell’articolo i vini di tua produzione che consiglieresti per un abbinamento specifico.

Puoi suddividere il tuo blog, ad esempio, nelle categorie News e Guida all’acquisto o Abbinamento vino cibo.

Nella prima puoi inserire le novità che riguardano la tua azienda, nella seconda puoi inserire tutti quegli articoli che riguardano le informazioni sui vini e i consigli di abbinamento proponendo all’interno dell’articolo stesso una vetrina di prodotti citati che vendi nel tuo e-commerce.

La categoria News è consigliabile se si intende pubblicare con regolarità e attirare quel pubblico che vuole essere sempre informato sulle novità (come ad esempio gli eventi) che riguardano il tuo settore.

Gli articoli che riguardano gli eventi portano molte visite al tuo sito e ti aiutano a risalire la serp di Google.

Su come progettare un blog leggi: Come progettare i contenuti per il blog: categorie, tag e calendario editoriale


Un blog sul vino per vendere di più con l’e-commerce

Aprire un blog aziendale, per emergere nel settore del food&wine, è un’idea che ti porterà buoni risultati, che tu abbia un e-commerce o che tu abbia anche solo un sito-vetrina.

Questo perché ti permette di fare conoscere la tua attività fornendo al contempo contenuti utili ai tuoi lettori.

Sono tanti gli argomenti che puoi sviluppare nel blog: dal territorio in cui lavori alla tradizione vitivinicola di cui fai parte, dai i luoghi da visitare nei dintorni della tua azienda al racconto dei momenti conviviali che organizzi per degustare il tuo vino, come ad esempio le cene in vigna.

Altri temi apprezzati dagli winelovers sono le tradizioni enogastronomiche locali e le feste dedicate ai prodotti locali.

Se riesci a intercettare gli eventi che suscitano l’interesse dei lettori porterai molte visite al tuo sito con un vantaggio a livello di posizionamento su Google.

Ricorda però che un buon lavoro non deve essere improvvisato: un blog aziendale efficace deve essere seguito con costanza, in modo da offrire a Google contenuti nuovi, di una certa lunghezza e ben scritti.

Se ti trovi a corto di idee puoi prendere qualche spunto da libri o da alcune testate di settore come WineNews, WineMeridian, Gambero Rosso o Decanter. Ricordati di citare sempre la fonte. 

Gli articoli del blog andranno poi condivisi nei social media aziendali, in una strategia integrata di social media marketing.

Qualunque sia il social che utilizzi, ricorda che senza un piccolo investimento non andrai da nessuna parte.

Ti consiglio di sponsorizzare tanto su Facebook quanto su Instagram il tuo contenuto, in modo da ottenere maggiore visibilità sul tuo target.


Il blog come strumento di Brand Management: i vantaggi sulla visibilità (brand awareness) e sulla reputazione (brand reputation)

Anche se finalizzato alla vendita dei tuoi prodotti, in realtà, l’obiettivo diretto di un blog non è la vendita, ma la costruzione della fiducia grazie ai contenuti di valore che condividi e che contribuiscono a dare autorevolezza al tuo brand.

Sarà proprio questa fiducia a produrre poi la conversione dei tuoi lettori, ossia il passaggio da utente a cliente.

Di qui l’importanza della creazione di contenuti utili e che rispondano alle domande (query) di chi cerca notizie, idee, soluzioni on-line.

 

Vantaggi del blog

 

Il blog ti permette di raggiungere un bacino di utenti molto ampio e tutto questo accresce non solo la visibilità del tuo sito web ma anche la notorietà del brand.

Un blog che può fare affidamento su contenuti studiati, pianificati e ben scritti diventa dunque un ottimo strumento di vendita. Spero tu abbia capito quanto possa essere prezioso per la tua attività.

La scelta di aprire un blog è una scelta importante e non va presa alla leggera. Affidati a persone competenti in materia e otterrai, ne sono certa, dei buoni risultati.

Se ti piace l’idea di aprire un blog e hai bisogno di aiuto per programmare i contenuti non esitare a contattarmi, sono certa che troveremo la soluzione migliore per la tua attività.

 

Potresti leggere anche:

 

Articolo scritto originariamente il 14.04.2020 e aggiornato il 25.01.2022

Sara Soliman

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Come progettare i contenuti per il blog: categorie, tag e calendario editoriale

Come progettare i contenuti per il blog: categorie, tag e calendario editoriale

Obiettivi chiari, costanza e progettualità: cosa serve per fare funzionare un blog

Se anche tu scrivi per il web sai quanto sia importante scrivere contenuti di qualità e con costanza. 

Sito, blog e canali social devono essere basati su un progetto, di qui l’importanza del piano editoriale, che ti permette di organizzare le pubblicazioni considerando gli obiettivi di medio termine.

Pensa che stai comunicando il tuo business e dunque è fondamentale che tu abbia degli obiettivi.

Devi partire proprio da questo, dai tuoi obiettivi, e chiederti cosa vuoi ottenere dalla tua presenza online. Quale immagine vuoi trasmettere? A chi ti vuoi rivolgere?

Progettazione dei contenuti: strumenti fondamentali

Per progettare i tuoi contenuti gli strumenti fondamentali sono:

  • Categorie e tag del blog 
  • Piano editoriale
  • Calendario editoriale

Categorie e tag

Le categorie sono macro-aree dei tuoi contenuti, gli argomenti della tua comunicazione, suddivise in modo pertinente ed efficiente sia per Google che per i tuoi lettori.

Ad esempio, il mio blog è suddiviso nelle categorie Copywriting, Siti Web, Social Media Marketing, Email Marketing, Libri, Comunicazione, Giornalismo e poche altre.

I tag sono invece una sorta di etichetta che decidi di utilizzare per un singolo post o per un articolo e corrispondono alle parole di ricerca di quell’argomento. Sono quelle parole che decidi di utilizzare per far trovare dall’utente del web il tuo post o il tuo articolo. Possono essere gli stessi in più articoli o possono cambiare completamente.

E tu, come hai organizzato il tuo blog? Hai bisogno di aiuto per progettare la struttura dei contenuti?

Se vuoi possiamo parlarne assieme, scrivimi!

Piano editoriale

Una buona comunicazione nasce da in piano editoriale ben strutturato.

Ho già parlato di piano editoriale: puoi leggere l’approfondimento Perché è importante avere un piano editoriale per il Blog e come costruirlo.

Per riassumere possiamo dire che il piano editoriale è la definizione dei temi che vuoi trattare, del pubblico al quale vuoi rivolgerti, quali canali vuoi utilizzare per veicolare il tuo messaggio e quali sono gli obiettivi che vuoi raggiungere.

Creare iI piano editoriale comporta numerosi vantaggi:

  • aiuta a organizzare il lavoro;
  • aiuta a pianificare le pubblicazioni su blog e social media;
  • consente una visione ampia e completa delle azioni di Content Marketing nel medio e lungo periodo;
  • aiuta a gestire urgenze o imprevisti.

Calendario editoriale

A differenza del piano editoriale, il calendario editoriale prevede la data di pubblicazione per ogni post.

Puoi crearlo con apposite app, oppure puoi crearlo tu con excel o anche a mano e un quaderno a quadretti dove inserirai per ogni foglio un giorno della settimana fino a creare tutto il mese. 

Poi aggiungi le colonne Blog, Facebook, Instagram (con gli hashtag da inserire), LinkedIn, Pinterest, YouTube (e altri canali che pensi siano adatti al tuo messaggio).

Se pensi di investire in sponsorizzate inserisci anche questa voce o l’invio di newsletter se la tua strategia di comunicazione prevede anche l’email marketing.

Come avrai intuito dovrai compilare questa tabella ogni mese, programmando come e dove pubblicare i tuoi contenuti. Questo sarà il tuo calendario editoriale.

scrivere per il blog

Il piano editoriale e il calendario editoriale sono fondamentali per la riuscita del blog. Foto di Marten Bjork per unsplash.com

Idee per i tuoi contenuti

Quando decidi di scrivere per un blog dovresti aver chiare le categorie in cui andranno a suddividersi i contenuti e almeno un paio di idee per ognuna di esse.

Ad esempio, nella categoria Scuola di un blog che gestisco per un cliente scrivo di zaini scolastici e materiale per la scuola, ma anche di consigli per lo studio o novità del settore. Nella categoria Ufficio scrivo invece di ergonomia, di arredamento d’ufficio e altro che sia pertinente.

Quando si crea un piano editoriale sono due i criteri da prendere in considerazione: stagionalità e argomenti di tendenza.

Poi esistono alcuni argomenti, definiti evergreen (o contenuti evergreen) che sono sempre attuali a ai quali ho dedicato un articolo di approfondimento: Contenuti Evergreen: come scriverli e perché sono importanti per il tuo blog.

Essendo sempre aggiornati, i contenuti evergreen portano traffico organico costante al tuo sito web per mesi o addirittura anni.

Per questo è importante imparare a scrivere articoli e contenuti evergreen e inserirli nel piano editoriale del blog.

Qualche idea per i tuoi post/articoli:

  • Storia dell’azienda
  • News del settore
  • Argomenti di tendenza 
  • Testimonianze/interviste a collaboratori
  • Suggerimenti (tips) all’uso di prodotti e servizi

Ricorda di metterti nei panni dei tuoi lettori e di scrivere qualcosa che sia loro utile. Se sei a corto di idee leggi i post nelle community di settore o analizza i tuoi competitor.

In un secondo momento valuta quali sono gli argomenti che vengono letti maggiormente e organizza il tuo piano editoriale: la flessibilità è proprio una delle caratteristiche del piano editoriale.

Cerca di avere sempre a disposizione qualche articolo evergreen da inserire al bisogno nelle pubblicazioni e non ridurti a scrivere all’ultimo momento.

Un altro consiglio è quello di fare attenzione al tono di voce, che varia dai social al blog al sito istituzionale. Cerca il tono di voce adatto al tuo pubblico e mantienilo nelle tue pubblicazioni.

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Perché è importante avere un piano editoriale per il Blog e come costruirlo

Perché è importante avere un piano editoriale per il Blog e come costruirlo

Conoscere il target di riferimento, scrivere contenuti di qualità e con costanza e organizzare le pubblicazioni considerando gli obiettivi di medio termine.
Grazie al piano editoriale organizzi al meglio le tue pubblicazioni

Nella redazione di contenuti per i blog aziendali è importante creare un piano editoriale che ti permetta di essere online con costanza e qualità.

Il piano editoriale è quel documento che programma quando, cosa, perché, come e per chi pubblicare.

Ma non solo. È uno strumento che deve lavorare in sinergia con gli obiettivi di marketing e deve intercettare i bisogni informativi del tuo pubblico di riferimento, le buyer personas.

Vuoi saperne di più?

Continua a leggere e scoprirai come impostare al meglio un piano editoriale.

Cos’è un piano editoriale e quali sono i suoi obiettivi

Il piano editoriale è quel documento organizzativo che sta alla base dell’attività di Content marketing ed è utile al Copywriter per svolgere al meglio il suo lavoro editoriale nel blog e nei social media che gestisce.

I parametri da indicare in un piano editoriale del blog sono i seguenti:

  • data di pubblicazione del post;
  • titolo del post (anche provvisorio);
  • categoria;
  • argomento con breve descrizione del post;
  • intento di ricerca o bisogno informativo che si vuole soddisfare, e quindi l’obiettivo di un certo post;
  • stato di approvazione da parte del cliente.

Perché è necessario creare un piano editoriale per il Blog

È impensabile oggi creare contenuti per il web in modo efficiente e organizzato senza aver prima impostato un piano editoriale.

I vantaggi del piano editoriale

  • aiuta a organizzare il lavoro;
  • aiuta a pianificare le pubblicazioni su blog e social media;
  • consente una visione ampia e completa delle azioni di Content Marketing nel medio e lungo periodo;
  • aiuta a gestire urgenze o imprevisti.
Aspetti da considerare nella costruzione di un piano editoriale

Come costruire un Piano editoriale: quali regole seguire

In primo luogo è giusto sapere che il piano editoriale si presenta come un documento cartaceo o digitale nel quale inserire una serie di informazioni. 

In aggiunta si allega un file o un foglio con caselle che gestiscono le date di pubblicazione dei post.

Questi sono gli spazi dedicati alla pubblicazione dei contenuti, che si trovano nel calendario editoriale, documento che fa parte del piano editoriale.

Quando costruiamo un piano editoriale dobbiamo porci alcuni domande.

Occorre sempre chiedersi: “Quanto spesso voglio pubblicare?”

Bisogna rispondere in modo realistico, considerano che la cosa importante non è la quantità ma la costanza, unita alla qualità dei testi prodotti.

Un’altra domanda fondamentale è: “A chi mi rivolgo?”. 

La prima risposta è: ai clienti, a lettori interessati e ai potenziali clienti. Quali sono i bisogni informativi di questo pubblico? 

Dopo aver chiarito questo punto occorre iniziare a strutturare gli argomenti e chiedersi: quali saranno le aree tematiche che tratteremo? 

Molto importante è stabilire poi le categorie del blog e raccogliere almeno 5 idee per ogni categoria di contenuto.

La categoria è fondamentale perché ci permette di avere un quadro generale degli argomenti trattati e ci aiuta a mixarli nella giusta misura nei progetti di medio termine, costruendo una vera e propria linea editoriale.

Inseriamo anche Keyword, Tag e il prodotto di riferimento, che ci tornano utili nel momento in cui occorre puntare a prodotti stagionali, oppure a lanci particolari.

Infine, possiamo inserire le note: servono a segnare modifiche o integrazioni da parte del cliente, a cui si consegna un piano editoriale trimestrale che egli dovrà analizzare ed approvare.

Il piano editoriale deve inoltre prevedere le date di pubblicazione.

Ovviamente tutto dipende dal tipo di piano che stai costruendo: se riguarda i social media è necessario inserire anche immagini e video che si intendono pubblicare e hashtags.

Il calendario editoriale

È quel documento (cartaceo o digitale, come preferisci) che ti ricorda quando e come pubblicare.

Il calendario è perfetto per segnare con cura le date delle pubblicazioni.

Ricorda che l’aggiornamento costante del calendario editoriale è fondamentale per il successo di un blog: serve a portare traffico e a creare una buona community.

Fasi di creazione del piano editoriale: ideazione, progettazione, approvazione e pubblicazione

Facciamo un esempio. Gestiamo un blog che ha come obiettivo quello di portare visite al sito principale, un E-commerce che vende prodotti per scuola e ufficio.

Per gestire un blog connesso a e-commerce è importantissimo impostare prima di tutto un accurato lavoro SEO che prevede di intercettare intenzioni di ricerca, bisogni informativi e dunque keyword specifiche in un’ottica di imbound marketing. 

Dopodiché, le fasi di creazione di un piano editoriale sono:

  1. Ideazione
  2. Progettazione
  3. Approvazione
  4. Pubblicazione

Vediamole una per una.

Ideazione dei contenuti e prima composizione del piano editoriale

In questa fase dobbiamo considerare:

  • gli obiettivi aziendali,
  • la stagionalità,
  • le esigenze del cliente, che dovrà indicarci quali sono i prodotti su cui puntare in quel momento. 

Continuiamo nell’esempio del blog per e-shop di materiale per la scuola e l’ufficio.

In questo caso si sfrutteranno i mesi di luglio e agosto per puntare alla vendita di zaini, astucci, maxi quaderni e tutto il necessario per la scuola.

Ottobre sarà invece dedicato maggiormente alla promozione di prodotti per l’ufficio, essendo la scuola già avviata.

Progettazione dei contenuti del piano

La fase di progettazione è composta di alcune fasi intermedie.

Prima di tutto si analizzano gli argomenti di tendenza nel settore di riferimento, considerando interessi ed esigenze del target. 

Poi si analizzano gli intenti di ricerca degli utenti, le parole chiave legate a un prodotto o servizio e si iniziano a progettare gli articoli attorno a quegli argomenti. 

A questo punto si prepara una bozza di piano editoriale che verrà inviata al cliente per una prima approvazione. 

Si aggiunge al piano editoriale anche il calendario editoriale, con le date di presunta pubblicazione dei post.

Durante quest’ultima fase è bene considerare di tutti gli imprevisti che possono interferire con la produzione di contenuti.

È buona regola evitare di lavorare con scadenze troppo ravvicinate, sotto data, come si suol dire.

Approvazione delle proposte contenute nel piano editoriale

Quando i testi sono pronti vengono inviati al cliente per approvazione, che decide se gli argomenti scelti e il contenuto del piano è adeguato.

In assenza di modifiche il piano può essere considerato ufficiale e dunque può essere pubblicato.

Pubblicazione dei contenuti prodotti 

Ricorda che pubblicare un contenuto non è affatto l’atto finale, ma un atto intermedio suo del ciclo di vita, che solo ora acquista visibilità e va promosso sui social media o con altri canali quali la newsletter.

E tu, come crei il tuo piano editoriale? Se d’accordo con i miei suggerimenti? Fammi sapere cosa ne pensi nel box qui sotto!

Se invece hai bisogno di supporto per la creazione di articoli per il tuo blog aziendale e per ideare un piano editoriale strategico scrivimi: cercheremo insieme la soluzione migliore per la promozione della tua attività.

 

Se vuoi approfondire il ruolo del blog per la promozione della tua attività sul web leggi:

Utilità del Blog aziendale per siti web e per E-Commerce: scopri come incrementare le vendite

Scopri l’efficacia del blog turistico per il successo della tua attività legata al mondo dei viaggi

 

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Sara Soliman

Copywriter

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