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Editing del testo: tecniche e consigli per scovare gli errori

Editing del testo: tecniche e consigli per scovare gli errori

Quali sono le tecniche che usano i professionisti per scovare gli errori nella fase di editing? Leggi dalla fine, cerchia le maiuscole, controlla un solo tipo di errore per volta

Quando il tuo testo è quasi pronto per la pubblicazione manca un ultima fase: la revisione finale, che serve per eliminare gli errori di battitura, di grammatica, di punteggiatura e le frasi spezzate.

Parliamo cioè di editing, un momento chiave del processo di scrittura.

Editing e revisione del testo: conosci le differenze?

Mentre la revisione del testo si occupa di “cosa hai scritto” e comporta una modifica profonda del testo, l’editing si occupa di “come lo hai scritto”: è una sorta di pulizia finale e serve per eliminare errori di punteggiatura, di forma o di battitura.

Di solito non c’è una distinzione netta tra i due momenti di correzione del testo, la revisione e l’editing, se vuoi approfondire ne ho già parlato nell’articolo Editing: le regole da seguire per la revisione del testo

Vero è, però, che se sei arrivato alla fine del processo di scrittura significa che ritieni corrette le fasi precedenti e allora quando parliamo di correzioni del testo parliamo specificatamente di editing.

Poiché la revisione si occupa “di cosa hai scritto” può comportare una modifica profonda del testo: puoi modificare ad esempio il livello di formalità (scegliere di passare al tu dal voi), la chiarezza  o l’ordine delle informazioni.

Soffermiamoci oggi su come correggere il testo in modo efficace: scoprirai come migliorare il tuo lavoro e quali sono le tecniche per eliminare errori e incoerenze frequenti nella scrittura professionale.

A cosa serve l’editing

L’editing è un momento chiave del processo di scrittura e, anche se molti pensano che venga effettuato una sola volta alla fine del processo di scrittura, in realtà chi scrive in modo professionale rivede il teso sin dall’inizio e durante tutto il processo di scrittura, cercando di scovare gli errori strada facendo.

Per quanto il testo possa essere chiaro, efficace e comprensibile, la presenza di errori fa perdere credibilità al testo e allo scrivente perché è come dire al lettore: “non ho avuto tempo per rileggere e correggere perché avevo di meglio da fare”.

Tecniche per scovare gli errori

L’errore è sempre in agguato, per quanto si faccia attenzione. Come autore del testo devi prenderti la responsabilità di evitare di pubblicare il tuo scritto con degli errori. Ma come fare? Vediamo insieme alcune tecniche.

  1. Stampa il testo. Correggere da video è molto difficile. Meglio stampare il testo e fare le correzioni su carta. La correzione direttamente da PC è consigliabile solo per testi molto brevi;
  2. Prenditi del tempo. Le correzioni più efficaci sono quelle “del giorno dopo”: far passare del tempo aiuta a creare una distanza dal testo: quando lo rileggerai sarà come se lo leggessi per la prima volta e quindi lo vedrai con occhi più critici;
  3. Non correre. La ricerca degli errori è incompatibile con la fretta, prenditi tutto il tempo che ti serve ed elimina le distrazioni;
  4. Fai delle soste. Ogni quindici minuti fai delle soste di due o tre minuti: ti iuta a non stancare gli occhi e a mantenere la concentrazione;
  5. Chiedi a qualcun altro di leggere il testo. Non è necessario sia un professionista della lettura, l’importante è che sia una persona precisa e attenta. Non fidarti del correttore automatico, ha un dizionario ridotto e non riesce a distinguere il contesto della frase accettando una parola esistente anche se fuori contesto;
  6. Non fidarti di te stesso. Ognuno di noi tende a fare sempre gli stessi errori: invertiamo le lettere, dimentichiamo gli accenti, non siamo coerenti con l’uso della virgola.

Non fidarti dei tuoi occhi: l’effetto completamento

Quando leggiamo un testo, il nostro cervello percepisce le parole nel loro insieme, non come successione di singole lettere. È il cosiddetto effetto completamento: un meccanismo che ci fa risparmiare risorse cognitive ma che può essere molto pericoloso in fase di editing.

Per evitare l’effetto-completamento si possono usare diverse tecniche:

  • Crea la tua lista di controllo: se ti accorgi che fai sempre gli stessi errori crea la tua lista, un elenco in cui ti segni gli errori che commetti di frequente;
  • Leggi lentamente: in questo modo l’effetto-completamente è meno efficace;
  • Leggi una riga per volta: prendi un foglio bianco e copri tutta la pagina, lasciando visibile solo la riga che stai correggendo;
  • Leggi al contrario: è un modo molto efficace per evitare l’effetto completamento. Parti dall’ultima parola del testo e risali all’inizio: ti concentrerai così sulle singole parole;
  • Controlla un solo errore per volta: correggi ad esempio solo le virgole o solo i finali di parola;
  • Controlla date, numeri e simboli: verifica che siano scritti in modo uniforme in tutto il testo;
  • Cerchia ogni segno di punteggiatura: ti obbliga a rileggerli con attenzione e verificare se sono corretti e inseriti nel posto giusto;
  • Cerchia le maiuscole: per non lasciare frasi a metà cerchia le maiuscole a inizio frase e verifica che ogni parola scritta con la lettera maiuscola abbia la sua fine di fase;
  • Controlla sempre soggetti e verbi: il soggetto della frase (chi compie l’azione) deve concordare con il predicato verbale. Il soggetto singolare vuole un verbo singolare, un soggetto plurale un verbo plurale. Sembra scontato ma il problema spesso sta nell’individuare il soggetto principale della frase, specialmente se ci sono subordinate.

Siamo giunti alla fine. Se mi hai seguita fin qui significa che anche tu scrivi o hai testi da correggere.
Cosa ne pensi della mia scaletta di editing e della mia metodologia per scovare gli errori?
Prova a mettere in pratica questi consigli nella revisione del tuo prossimo testo e se hai bisogno di aiuto non esitare a contattarmi.

 Se ti occupi di scrittura potresti seguire la sezione Copywriting sul mio blog oppure leggere i seguenti articoli:

Ti consiglio un libro:

  • Alfonso Cannavacciuolo, Manuale di copywriting e scrittura per il web. Teoria, pratica e strumenti per scrivere meglio, Hoepli Editore, 2018

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Sara Soliman

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Copywriting: le 4 fasi di revisione del testo

Copywriting: le 4 fasi di revisione del testo

Revisione della struttura e dei contenuti, controllo dell’ortografia e della sintassi, controllo dello stile e del tono di voce: tutto quello che devi sapere per una efficace fase di editing dei tuoi testi

Di revisione finale del testo o editing abbiamo parlato nel precedente articolo: Editing del testo, tecniche e consigli per scovare gli errori.

Vediamo oggi il processo di revisione del testo nel suo insieme, nelle sue fasi di revisione di contenuti e di struttura.

La parola editing deriva dal verbo inglese (toedit, che significa «curare l’edizione di un’opera».

In editoria, con la parola editing si intende perciò la cura redazionale di un testo per la pubblicazione, cioè lettura attenta intesa a verificare (la definizione è dell’enciclopedia Treccani):

  • la correttezza di ortografia, grammatica, sintassi,
  • l’organizzazione strutturale del testo e la sua coerenza interna,
  • l’adeguatezza dello stile,
  • l’esattezza e la rispondenza alla realtà delle asserzioni.

Alla luce di questa definizione vediamo oggi in cosa consiste in pratica il processo di revisione del testo suddividendolo nelle sue 4 fasi principali:

  1. Revisione generale,
  2. Revisione dei contenuti,
  3. Revisione della struttura,
  4. Revisione del testo finale.

1. Revisione generale

Fare una revisione generale del testo significa controllare che il testo sia in linea con l’obiettivo, lo stile, il tono di voce e il livello di formalità scelti in fase di progettazione dei contenuti.

Se hai sbagliato il livello di formalità e vuoi essere più informale passa semplicemente dal voi al tu.

Mentre se hai scritto il tuo testo pensando di voler ottenere una conversione mentre in realtà vuoi puntare al coinvolgimento devi cambiare il testo in modo profondo, nella struttura della frase e nella scelta delle parole.

Fai attenzione a stile e tono di voce: devi sceglierli in base al tuo destinatario.

Su questo argomento puoi leggere:

2. Revisione di contenuti

Come prima cosa l’informazione deve essere utile al tuo lettore.

Controlla poi che le informazioni che hai scritto siano corrette, che i dati siano precisi, che l’argomento sia trattato in modo chiaro ed esauriente. Poi elimina tutto quello che non serve.

A tale scopo leggi: 8 consigli per aumentare efficacia e credibilità dei testi

3. Revisione della struttura

Rivedi titoli, paragrafi, singole frasi, parole di connessione e frasi trampolino, quell’espediente inserito nella frase finale di un paragrafo e che consiste nel lasciar intravedere cosa ci aspetta nel paragrafo che segue invitando così il lettore a continuare a lettura.

Per aiutarti puoi porti queste domande:

  • Il titolo è chiaro?
  • Il testo è suddiviso in paragrafi?
  • Ogni paragrafo contiene una sola idea principale?
  • I paragrafi seguono un percorso logico?
  • I paragrafi iniziano con una frase chiara e informativa?
  • Ci sono i titoletti per ogni paragrafo?
  • Ogni frase contiene una sola informazione?
  • Le singole frasi sono collegate in modo fluido?

4. Revisione finale del testo: l’editing

L’editing è forse la fase più impegnativa della revisione perché ti chiede di entrare nel dettaglio delle singole frasi, di ognuna delle parole usate e del rapporto tra di esse. 

Ogni parola che scegli deve essere la miglior scelta possibile.

Dopo di questa fase devi passare all’editing finale: ossia alla correzione di eventuali errori di battitura, refusi, errori di grammatica o altre sviste.

A tale scopo segui le tre regole di base per la fase di editing:

  1. Stampa il testo e leggi ad alta voce;
  2. Leggi lentamente;
  3. Non utilizzare il correttore automatico.

Per approfondire leggi: Editing: le regole da seguire per la revisione del testo
Prova a seguire i miei consigli per scovare gli errori, leggi: Editing del testo: tecniche e consigli per scovare gli errori

12 Consigli per la revisione del testo

Ricorda che un testo ben scritto suscita immagini nella testa di chi legge.

Ecco, in quest’ottica, alcuni consigli su come procedere nella fase di revisione del testo.

  1. Mai usare due parole quando puoi usarne una
  2. Scegli parole precise e concrete
  3. No alle parole ricercate, complicate o astratte
  4. Fai attenzione ai termini tecnici e al burocratese
  5. Usa i termini stranieri solo quando non ci sono alternative in italiano
  6. Scegli la forma attiva e le frasi positive
  7. Spiega sigle, acronimi e abbreviazioni
  8. Inizia la frase con il soggetto
  9. Tieni vicino soggetto, verbo e complemento (evita il più possibile le frasi subordinate)
  10. Preferisci il verbo alla nominalizzazione (usa, ad esempio raggiungere al posto di raggiungimento)
  11. Taglia aggettivi e avverbi inutili e cerca di non utilizzare gli avverbi che finiscono in -mente
  12. Limita le parentesi, frenano la lettura.

Per quanto riguarda la lunghezza del periodo tieni presente che i linguisti fissano in 25 il numero di parole in una frase per la sua ottima leggibilità.

Cerca perciò di mantenere il periodo entro le 30-35 parole: puoi iniziare con un periodo breve e poi inserire qualche periodo più lungo; considera però di spezzare le frasi ogni volta che è possibile.

Forma del testo e leggibilità

In un’ottica di revisione del testo è necessario controllare anche la forma del testo e apportare alcune modifiche laddove si rende necessario. Questo perché la forma di un testo contribuisce alla sua leggibilità e alla sua comprensione.

Curare la forma del testo vuol dire esaltarne il contenuto.

Segui questi consigli:

  • No ai muri di testo: fai respirare il testo con un doppio spazio tra i paragrafi;
  • Non sottolineare il testo e non scrivere intere frasi in maiuscolo (sul web equivale a urlare);
  • Utilizza grassetto (per le parole chiave o i concetti che vuoi sottolineare) e corsivo (per le parole poco utilizzate o per parole in lingua straniera);
  • Fai attenzione alla grafìa (scegli una forma ad esempio tra e-mail ed email, tra Web e web e mantienila per tutto il tuo scritto);
  • Utilizza liste e punti elenco per le informazioni dello stesso tipo.

Ricorda che i giorni e i mesi si scrivono con la lettera minuscola, che la data va scritta per intero e che nell’orario vanno i due punti, non le barrette oblique (scrivi 20:30).

Per concludere, ecco una sorta di check-list da utilizzare come ultimo controllo:

  • Ho scritto all’inizio la cosa più interessante?
  • Ci sono periodi che superano le 25, 30 o al massimo 35 parole?
  • Soggetto e verbo sono vicini?
  • Ci sono troppe parentesi?
  • Ho dato una sola informazione per periodo?
  • Se ci sono rimandi interni li ho citati con precisione?

Se hai letto l’articolo fino in fondo significa che anche tu ti occupi di blogging o di revisione di testi. Che ne dici dei miei consigli? Tu applichi altre regole?
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi, se ti fa piacere lasciami un commento nel modulo qui sotto!

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Il processo di revisione dei testi (editing) prevede:

  • la correzione di eventuali errori di ortografia, grammatica, scelte lessicali non appropriate;
  • l’analisi e l’utilizzo delle keywords più usate nel mercato di riferimento;
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    L’obiettivo è quello di:
  • individuare e rimuovere le criticità presenti sulle pagine del sito istituzionale,
  • assicurarsi che i concetti vengano espressi nella forma più chiara ed efficace possibile;
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Posso occuparmi anche di lettere di presentazione, fac-simile di preventivi, volantini o brochure pubblicitarie: il tutto per migliorare la presentazione della tua azienda e ottenere maggiori conversioni.

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Editing: le regole da seguire per la revisione del testo

Editing: le regole da seguire per la revisione del testo

Quali regole bisogna seguire per una corretta revisione di bozze? Che tipo di lettura è necessario fare? Una breve guida per la fase di editing, momento importantissimo per il successo di ogni testo scritto

Per scrivere bene in modo professionale è necessario non solo rileggere il testo, ma fare quello che chiamiamo editing, ovvero una revisione accurata. Ma quali regole seguire?

Dal momento che gli errori in un testo scritto possono essere di tipo diverso: errori di battitura, refusi, errori di grammatica, di sintassi e di contenuto; è importante procedere con ordine e metodo, anche nella fase di revisione.

Questo perché

Controllare non significa leggere: controllare significa verificare ogni parola in sequenza.

Nella mia attività di copywriter, quando devo correggere un testo, seguo da tempo una scaletta che possiamo dividere in 3 momenti: controllo della forma (grammatica e sintassi), controllo della tenuta narrativa, verifica dell’obiettivo.

Poi controllo se il testo è scritto con empatia, caratteristica essenziale per arrivare al lettore.

Vediamo insieme quali regole seguire.

1. Controllo della forma: grammatica e sintassi

Non solo per scrivere, ma anche per correggere uno scritto, proprio o di altri, è indispensabile innanzitutto una buona conoscenza della lingua, come lessico e come grammatica.

Per controllare punteggiatura, verbi e sostantivi è buona abitudine avere a disposizione un dizionario dei sinonimi, un dizionario della lingua italiana e un prontuario di grammatica: ogni dubbio necessita di verifica.

Un momento a cui riservo particolare attenzione è la scelta dei verbi, e mi impegno a sostituire i soliti “fare” o “avere” valutando i sostantivi a cui si riferiscono. Sono proprio i sostantivi a suggerirmi il verbo adatto al contesto.

Anche la sintassi va controllata: chiediti se quello che hai scritto suona bene e se risulta chiaro e comprensibile al lettore.

Ti consiglio due testi da tenere sempre a portata di mano e da consultare in caso di dubbi sulla punteggiatura e sulla grammatica:

  • Bice Martara Garavelli, Prontuario di punteggiatura, Laterza
  • Elisabetta Perini, Grammatica Italiana per tutti, Giunti Editore

Editing

Dal momento che su video sono molti gli errori che sfuggono alla vista stampa il documento e fai la revisione su carta. Sarà più semplice anche scrivere ai margini le correzioni.

2. Tenuta narrativa e concatenazione

Lo sviluppo narrativo di un testo riguarda ogni tipo di trama, che si tratti di un romanzo ma anche di un articolo.

La struttura narrativa è la colonna portante di un testo e, anche se spesso la creiamo senza pensarci più di tanto perché abbiamo già nella testa ciò di cui vogliamo scrivere, è fondamentale ragionarci sempre sopra e cercare di rafforzarla.

L’inizio del testo, l’incipit, è importantissimo: sono le prime righe del testo che dovrebbero convincere il lettore a proseguire.

Dedica del tempo a scriverlo, riscriverlo, rivederlo, cambiarlo, fino a quando troverai l’incipit che più ti soddisfa.

Alessandra Perotti*, Editor, Ghost Writer e insegnante di scrittura di cui seguo da tempo blog e pagina Telegram, ci spiega in questo articolo come scrivere un incipit che funziona. Sono suoi molti dei consigli di revisione che trovi anche in questo pezzo.

La conclusione è altrettanto importante. Dovrebbe riprendere i concetti fondamentali che abbiamo cercato di trasmettere al lettore e lasciargli un’emozione.

Concatenazione

Spesso non ci pensiamo, ma ogni frase di un testo dovrebbe essere legata all’altra in modo logico, in modo da non lasciar “cadere” il lettore in un vuoto.

Creare la concatenazione significa fare in modo che ogni frase che precede sia legata a quella che segue in modo da non creare frasi isolate.

È il collante del racconto, senza concatenazione nessun testo regge.

Nei miei articoli uso le frasi trampolino, sai cosa sono?

Le frasi trampolino sono un espediente inserito nella frase finale di un paragrafo e che consiste nel lasciar intravedere cosa ci aspetta nel paragrafo che segue, invitando così il lettore a tuffarsi nella lettura.

L’utilità delle frasi trampolino sta proprio nella loro capacità di unire i paragrafi.

Esempio: se in un paragrafo spiego l’importanza del tono di voce nella newsletter aziendale, la frase trampolino potrebbe essere “seguimi nella lettura che vediamo insieme quando usare il tu o il noi”.

Altro aspetto che una buona revisione del testo deve tenere in considerazione è la giustificabilità, ossia il fatto che ogni affermazione sia verificabile e abbia una sua ragione d’essere.

3. Obiettivo del testo 

Prima di scrivere un pezzo è fondamentale aver sempre chiaro l’obiettivo che intendo raggiungere e, nella fase della revisione, verificare se lo scritto tende alla sua soddisfazione.

La seconda domanda che devo farmi è se il mio testo è utile.

Chi può trarre vantaggio dalla lettura del mio testo? I contenuti sono di valore?

4. Livello di empatia

Il livello di empatia di un testo è un aspetto di cui ho parlato spesso: scrivere con empatia permette di arrivare al lettore, di farlo sentire al posto giusto e di trasmettere emozioni.

Scrivere con empatia significa prima di tutto usare un tono di voce adeguato al pubblico di lettori, ma anche comunicare concetti precisi che evocano immagini dettagliate.

Scrivere con empatia significa mettersi nei panni di chi legge cercando di soddisfare il bisogno di informazioni.

Per approfondire puoi leggere: Come scrivere (e comunicare) con empatia

comunicare con empatia

Qualche consiglio per comunicare e scrivere con empatia.

Come scrivere citazioni e bibliografia

Un ulteriore approfondimento riguarda l’utilizzo di citazioni, virgolette e come scrivere una bibliografia. Sul web sembra non esistere una regola precisa, ma per una forma corretta meglio impostare le citazioni in questo modo:

  • nome e cognome dell’autore (oppure cognome e iniziale del nome)
  • titolo dell’opera in corsivo
  • luogo di edizione, nome dell’editore, anno di edizione

Esempio: Ferdinando Scala, La correzione di bozze, Milano, Editrice Bibliografica, 2017

Oppure: Scala F., La correzione di bozze, Milano, Editrice Bibliografica, 2017

I nomi dei giornali vanno invece tra virgolette in tondo; i titoli su titoli (per esempio Tre periodi della letteratura italiana in Lezioni di Letteratura italiana di Luigi Settembrini, vol.I°, Sansoni Editore, 1964).

Se si tratta di una bibliografia è consigliabile rispettare l’ordine alfabetico o cronologico di apparizione degli autori nel testo.

Per quanto riguarda invece l’utilizzo delle virgolette, ti consiglio di utilizzare le virgolette alte, o inglesi “…” per singoli termini come parole specialistiche o straniere e le virgolette basse o caporali «…» per racchiudere una frase di un autore o un periodo lungo.

Quando utilizzi le virgolette scrivi in tondo, non in corsivo. Usalo semmai per rafforzare una sola parola all’interno del periodo lungo.

Con il discorso diretto, le virgolette più adoperate nell’uso comune sono quelle basse, i caporali. Ti sconsiglio invece l’uso degli apici.

Ricorda che si tratta comunque di regole di stile e non di errori grammaticali, in ogni caso è buona cosa mantenere una certa uniformità.

Editing: consigli utili

  • Esegui la revisione del testo in buone condizioni fisiche (non quando hai sonno) e ambientali (non in viaggio ma al tavolo, in un locale che favorisca la concentrazione);
  • Stampa il documento e fai la revisione su carta: molti errori sfuggono alla lettura su video;
  • Scrivi la correzione ai lati del testo, nei margini vuoti a sinistra e a destra, o in fondo alla pagina, non scrivere tutto da una parte sola;
  • Cura la scrittura, deve essere chiara e comprensibile, soprattutto se il testo è destinato a un’altra persona;
  • Rispetta il testo e non ritenerti libero dii modificarlo in modo invasivo: in questa fase sei il collaboratore dell’autore e non l’autore stesso.
  • Controllare non significa leggere: controllare significa verificare ogni parola in sequenza.

Siamo giunti alla fine. Se mi hai seguita fin qui significa che anche tu scrivi o hai testi da revisionare.

Cosa ne pensi della mia scaletta di revisione?

Prova a mettere in pratica i quattro step di controllo del testo nella revisione del tuo prossimo articolo e se hai bisogno di aiuto non esitare a contattarmi.

 

 

Se ti occupi di scrittura potresti seguire la sezione Copywriting sul mio blog oppure leggere i seguenti articoli:

 

Fonti dell’articolo:
*Alessandra Perotti, Revisione del testo scritto: usa le Editing Mind Map
Ferdinando Scala, La correzione di bozze, Milano, Editrice Bibliografica

Articolo scritto nel mese di marzo 2022, rivisto e aggiornato a dicembre 2023

 

 

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Norme redazionali: cosa sono e perché sono importanti per scrivere bene, anche sul web

Norme redazionali: cosa sono e perché sono importanti per scrivere bene, anche sul web

Quando usare la lettera maiuscola? Come usare le virgolette? La -d eufonica va scritta? Ecco quali sono i parametri a cui attenersi per impostare graficamente e in modo corretto un testo scritto

Per scrivere bene, anche sul web, è importante conoscere le norme redazionali, norme che riguardano il mondo dell’editoria, dei libri e della scrittura.

Le norme redazionali o editoriali sono delle regole convenzionali, delle guide di stile che ci aiutano a ordinare gli scritti da un punto di vista grafico e formale.

Mi riferisco ad esempio al modo in cui inserire le note, a come scrivere la bibliografia, a come scrivere i numeri, ma anche a come e quando usare grassetto e corsivo o come usare le virgolette e gli accenti.

Durante la fase di revisione di un testo scritto si deve verificare che siano state adottate norme redazionali coerenti e uniformi.

Seguimi che vediamo insieme quali sono i casi da considerare e quali scelte hai a disposizione.

Norme redazionali: cosa sono

Le norme redazionali sono altra cosa dalle norme grammaticali o ortografiche, stabilite da dizionari e istituzioni.

Come ho scritto sopra, le norme redazionali sono delle guide di stile e sono tratte dalle consuetudini che negli anni hanno regolato e regolano il linguaggio scritto. Ci aiutano ad avere parametri certi a cui attenerci.

Trattandosi di convenzioni, le norme redazionali non sono regole assolute: ogni casa editrice sceglie le proprie e le segue con coerenza in tutti i testi di una stessa collana.

Anche tu, quando scrivi un testo, devi fare altrettanto: scegli le tue norme redazionali e assicurati di applicarle con costanza lungo tutto il testo.

norme redazionali

Scrivi senza paura. Correggi senza pietà.

Quando scrivere in corsivo, in grassetto o in maiuscolo

Il corsivo in genere si usa per i titoli di libri, film, opere d’arte, per termini stranieri di uso non comune e in poche altre occasioni. Buona norma è usarlo con moderazione.

Il grassetto in genere viene usato più nei libri, manuali o saggi rispetto ai libri di narrativa e serve a evidenziare un concetto o una parola chiave. Per questo motivo può risultare molto utile, ma non bisogna abusarne.

Un testo pieno di grassetti diventa pesante alla vista e, se tutto è importante allora vuol dire che niente lo è davvero.

Se dunque vuoi usare il grassetto nel tuo testo, fai in modo di adottarlo solo per le espressioni o le frasi davvero cruciali.

Il sottolineato ha la stessa funzione del grassetto ma ti sconsiglio di usarlo perché nel mondo digitale tutti noi siamo ormai abituati a considerare i termini sottolineati come link, cioè collegamenti ipertestuali, anche se in realtà oggi si preferisce cambiare colore al testo per indicare un link rispetto alla sottolineatura (è più bello da vedere ed è meno pesante).

La lettera maiuscola

Come norma generale, l’uso dell’iniziale maiuscola, a parte i nomi propri e le parole che seguono un punto fermo, va limitato ai casi veramente necessari.

Indicativamente, l’iniziale maiuscola usata per:

  • nomi di stati e di continenti: Italia, Asia;
  • periodi storici e movimenti: il Rinascimento, l’Impressionismo;
  • le istituzioni: il Governo;
  • soprannomi e pseudonimi: Re Sole;
  • denominazioni antonomastiche: il Nuovo Mondo, la Grande Guerra;
  • aggettivi sostantivati che indicano territori: il Veronese, il Napoletano;
  • titoli stranieri: Sir John Franklin, Lady Mary;
  • nomi di edifici e monumenti: la Casa Bianca, Palazzo Chigi, San Marco;
  • nomi geografici costituiti da due sostantivi o da un sostantivo e un aggettivo in funzione di nomi propri: Oceano Pacifico, Australia Occidentale, Monte Bianco.

La grammatica italiana prescrive invece l’uso della minuscola in caso di:

  • i popoli (i tedeschi);
  • i titoli onorifici e professionali (dottore, generale);
  • i mesi e i giorni della settimana.

Inoltre, la grammatica non dice come regolarsi in quelle situazioni intermedie in cui la maiuscola può esserci oppure no. E in questo caso dipende dalla scelte che fai, dalle norme redazionali che decidi di applicare.

Ad esempio, puoi scrivere: l’università / l’Università; capitale/Capitale.

L’importante, come sempre, è fare una scelta e mantenerla con coerenza fino alla fine.

Abbreviazioni e sigle

Per le abbreviazioni devi scegliere una forma e usare sempre la stessa grafia in tutto il testo.

Esempi: per “pagina” puoi usare p./pp. o pag./pagg.; per “eccetera” puoi usare “ecc.” oppure “etc.”

Per le sigle devi decidere se vuoi usare le forme con i punti di acronimo o le forme senza punti e se vuoi scriverle tutte in maiuscolo o con la maiuscola solo per l’iniziale.

Normalmente le denominazioni di partiti politici, enti e organizzazioni varie si abbreviano nelle sigle d’uso, senza interporre punti e vanno scritte in maiuscolo/minuscolo.

Esempio: Usa, Urss, Dc, Pci, Cee. Ma puoi scrivere anche U.S.A., USA oppure Usa.

Utilizza le seguenti abbreviazioni: anno a. articoli artt. articolo art. avanti Cristo a.C. capitoli capp.

Trattini

Il trattino corto, detto anche di unione o congiuntivo, non prevede di inserire spazi prima e dopo e si usa:

  • per indicare periodi di valori: periodo gennaio-settembre; durata 6-9 mesi; 
  • per unire due parole: il treno Roma-Milano; 
  • per le parole composte: il linguaggio tecnico-scientifico;

per la sillabazione delle parole che si usa per andare a capo (fa-mo-so).

Se scegli di usare il trattino corto per alcune parole composte, assicurati di scriverle sempre con la stessa forma lungo tutto il testo e di non mescolare forme con e senza trattino.

Il trattino lungo si utilizza invece per indicare un inciso o anche uno stacco del discorso, più marcato di quanto non si fa con la semplice . E in questo richiede sempre uno spazio prima e dopo.

I tre grandi poeti del Trecento – Dante, Petrarca e Boccaccio – erano detti le corone fiorentine.

Talvolta si usa per un inciso esplicativo all’interno di una citazione:

Vieni – disse l’uomo – puoi entrare”.

Si usa infine anche nei dialoghi per separare le battute:

– Ciao!
– Ciao a te!

Il trattino lungo non è presente sulla tastiera (si trova tra i caratteri speciali o tra i simboli) e per questo motivo quando si scrive spesso si utilizza il trattino di unione, perché è immediato e più veloce. Ma quando si scrive professionalmente è meglio essere precisi.

L’uso della D eufonica

Anche se nel parlato capita spesso di usare le d eufoniche per collegare le preposizioni con parole che iniziano con vocale, nella lingua scritta la tendenza sempre più evidente è quella che porta verso l’eliminazione di queste consonanti aggiunte solo a scopo fonetico.

Mantieni le –d eufoniche solo tra vocali uguali ed elimina invece le –d eufoniche tra vocali diverse.

Esempi: ed essere, ad avere.

Eliminala in: a ogni modo, e avere.

Fa eccezione l’espressione “ad esempio”.

Come scrivere i numeri

I numeri si scrivono genere in parola le cifre da uno a dieci, in numero invece quelle dall’11 in su. In un testo di narrativa, però, si possono scrivere in parola anche cifre più alte, soprattutto se si tratta di cifre tonde.

Se sono accompagnate da un’unità di misura abbreviata in genere si mettono in numero, come si scrivono in numero nei testi di tipo scientifico e tecnico.

Personalmente scrivo i numeri in parola quanto più possibile (vent’anni, due milioni, ottanta).

Date e  orari

Per le date, il numero del giorno e dell’anno si scrivono sempre in cifre, mentre per il mese puoi scegliere se usare il termine per esteso o il numero corrispondente: 22 maggio 2019 / 22-05-2019

Quello che conta è che, dopo aver scelto un formato, tu utilizzi sempre lo stesso con uniformità.

Anche per gli orari puoi scegliere se scriverli in parola o riportarli in cifre. Molto dipende dal contesto o dalla precisione che vuoi dare all’orario: Ci vediamo stasera alle otto! / Il treno parte alle 9.18

Come scrivere i secoli

I secoli possono essere espressi con numeri romani oppure con la parola per intero con iniziale maiuscola: XIX secolo / Ottocento

I decenni si possono scrivere in parola con l’iniziale maiuscola, oppure in cifre con l’aferesi delle prime due cifre che indicano il secolo, la cui mancanza è dunque segnata dall’apostrofo: anni Settanta / anni ’70

Come inserire le note

Ci sono tre modi per inserire le note: a fine di ogni capitolo, in un appendice alla fine del testo, a piè pagina numerandole progressivamente. Quest’ultima è la più diffusa.

Tutte le note sono scritte normalmente in tondo, in un corpo più piccolo di quelli del testo e dei riportati.

Le note vanno numerate con numeri arabi a esponente.

Puoi trovare un approfondimento nel mio precedente articolo: Editing: quali regole seguire per la revisione di un testo scritto

norme editoriali

Come leggere un testo per fare la revisione? Leggi Editing: quali regole seguire per la revisione di un testo scritto

Come usare gli accenti

Con il discorso sugli accenti siamo più nel campo delle norme ortografiche che delle norme redazionali, tuttavia ricorda che:

  • È, inteso come terza persona singolare del verbo essere presente indicativo, vuole l’accento grave (non l’apostrofo: E’). Scriverai: Simone è andato dal meccanico.
  • Avverbi e congiunzioni (perché, affinché, sicché ecc.) vogliono l’accento acuto sulla e (non grave: è). Scriverai: Questa sera non esco perché sono in ritardo al lavoro.

Come scrivere le citazioni

Le brevi citazioni (anche se in lingua diversa da quella del testo) che occupano fino a un massimo di quattro-cinque righe si compongono in tondo tra virgolette basse (cioè caporali: « »).

Per le citazioni che superino le quattro-cinque righe, o per quelle a cui si attribuisca una particolare rilevanza si usa un corpo minore, omettendo le virgolette di apertura e di chiusura.

La citazione verrà sempre spaziata prima e dopo il testo; sarà a capoverso se la prima parola inizia con una lettera maiuscola, a vivo se con la minuscola o se la citazione si apre con i puntini di sospensione (che devono essere sempre e solo tre).

Concludiamo qui il nostro approfondimento sulle principali norme redazionali, se vuoi conoscere anche:

  • Come scrivere la bibliografia
  • Come usare le virgolette

ti consiglio di eggere il mio precedente articolo: Editing: quali regole seguire per la revisione di un testo scritto

Potresti leggere anche: Guida di Stile: tutte le regole del copywriting efficace e riconoscibile

Articolo scritto ad aprile 2022, rivisto e aggiornato ad agosto 2023

Creo e gestisco contenuti per blog e siti web e scrivo testi ottimizzati SEO per migliorarne il posizionamento sui motori di ricerca.

Da qualche anno tengo Corsi di Comunicazione e scrittura per il web per scuole e privati.

Ho una laurea magistrale in editoria e giornalismo, amo da sempre leggere e andare in montagna, palestra di vita.

Sara Soliman

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