Marketing Immobiliare: come consolidare la propria immagine sul web

Marketing Immobiliare: come consolidare la propria immagine sul web

Per un’agenzia immobiliare è indispensabile essere presente sul web. Scegliere la giusta comunicazione e presidiare i canali social significa consolidarsi nel mercato di riferimento

 

Il mercato immobiliare è in continua evoluzione. La comunicazione e il marketing immobiliare rivestono un ruolo fondamentale per coinvolgere il pubblico di riferimento, farsi trovare online e offrire dei servizi mirati.

Sono passati più di 40 anni dalla nascita, in Italia, di un famoso gruppo di intermediazione immobiliare che ha fatto la storia del settore.

Il suo fondatore, con la creazione di un gruppo di agenzie su strada e poi affiliate tramite il franchising, ha saputo portare in alto (con consociati e fatturato) un sistema di lavoro e una professione che ancora oggi sono un riferimento.

I numeri sono certo importanti ma dietro ai bilanci ci sono le persone e, in questo caso, gli agenti immobiliari che sono il vero traino per questa professione.

Digital marketing per il settore immobiliare

Oggi il mercato immobiliare è supportato da reti di professionisti che si aggiornano in base alle leggi in materia di vendita, locazione e acquisto degli immobili e studiano anche come rapportarsi con il marketing digitale.

L’approccio con i clienti si è mantenuto di alta specializzazione e l’aspetto digitale è entrato nel modus operandi del professionista immobiliare che intende ampliare modi e metodi di comunicazione.

La proposta dei servizi di intermediazione ai consumatori, pertanto, passa anche dal digital marketing.

Questo perché sul mercato online si rivolge la gran parte degli acquirenti che cercano la casa dei propri sogni.

Mentre per quanto riguarda gli investitori del mercato immobiliare, l’82% di loro si fida degli agenti trovati su Internet.

La Rete rimane dunque il luogo di riferimento, dove il 42% degli utenti effettua le ricerche (fonte ninjamarketing.it).

Un mercato, quello immobiliare, che registra una crescita di vendite del 15% nel secondo trimestre 2020 (fonte fiaip.it).

Digital marketing: sito web con Blog

Tenendo presente l’approccio relazionale che l’agente trasmette e coltiva nelle fasi della trattativa commerciale, il focus si sposta sulla parte digitale.

Il sito web di un’agenzia non è solo il biglietto da visita virtuale ma incorpora anche l’aspetto comunicativo.

Con la gestione e la presenza del Blog nel sito dell’agenzia si attua quella fase di coinvolgimento tanto utile per intercettare il pubblico di riferimento.

La redazione di articoli e di contenuti, che siano utili a soddisfare le domande delle persone interessate al mercato immobiliare, è un passaggio cruciale per iniziare un primo approccio.

“Content is king” (il contenuto è sovrano) è il mantra di tutti coloro che decidono di posizionarsi sulle prime pagine dei motori di ricerca.

Con una pianificazione redazionale, che richiede l’analisi del pubblico di riferimento, del tipo di contenuti da condividere e dei canali social da usare, è possibile raggiungere la visibilità necessaria.

Il Blog come medium per ottenere visibilità

Per comparire nella prima pagina di Google è necessario non solo scrivere articoli sul settore di competenza ma scriverli in un certo modo:

  1. contenuti utili per risolvere il problema del lettore,
  2. linguaggio semplice e diretto (senza giri di parole),
  3. testi di una certa lunghezza e con foto di qualità,
  4. contenuti ottimizzati graficamente per la lettura su smartphone.

Il primo punto è importante: il lettore deve trovare il contenuto davvero prezioso e risolutivo per il problema che, magari, lo assilla in quel momento.

Solo così si comincia a creare un certo seguito e le visualizzazioni sul sito iniziano ad aumentare.

Il passo successivo è quello di incoraggiare una conversazione online per coinvolgere, capire gli interessi e le preoccupazioni del proprio pubblico.

Il Marketing Digitale applicato al settore Immobiliare: tre punti su cui riflettere e agire

Tecniche di digital marketing per vendere

La presenza online nel settore immobiliare richiede di concentrarsi su 3 punti fondamentali:

  1. diffondere il proprio marchio,
  2. coinvolgere e ottenere la fiducia del lettore,
  3. proporre i servizi dell’agenzia.

Certo, questi sono obiettivi che ogni agente immobiliare intende raggiungere, e per questo richiedono una serie di azioni mirate.

Stiamo parlando di:

  • Immagine online dell’agenzia e del professionista
  • Inbound marketing con testi di approfondimento
  • Social Media Maketing con l’uso dei canali social

Quanto conta crearsi l’immagine online?

Con l’ideazione del sito web si stabilisce il primo contatto visivo e testuale della tua agenzia.

Pertanto il sito deve essere facile da consultare (leggi user experience), generare un senso di fiducia ed essere funzionale.

Da uno studio della National Association of Relators (società di intermediazione statunitense) il 44% degli acquirenti trova la casa dei propri sogni con la ricerca online.

Inoltre, è da tenere ben presente il fatto che ogni sito web può essere monitorato per conoscere quali sono le pagine/articoli più visitati e decidere su quali argomenti concentrare l’attenzione.

Con il collegamento agli strumenti di analisi come Google Analytics, Piwik, Matomo, Chartbeat o altri si riesce a determinare l’efficacia degli interventi sul sito.

Tutto questo non si può sapere, per esempio, con i cartelloni pubblicitari, i volantini o la radio. È difficile conoscere quante persone hanno visto, letto o sentito un annuncio.

L’immagine online definisce quindi l’agenzia dove la differenza è data dalla pubblicazione di “contenuti giusti nel posto giusto e al momento giusto”.

In questo caso parliamo di Inbound marketing.

Cos’è l’Inbound marketing per l’agenzia immobiliare

Dopo la creazione di contenuti specifici e di valore (sul Blog) per il lettore dell’agenzia immobiliare il passo successivo è quello di coivolgere il pubblico con promozioni su consulenze e servizi o con degli e-book scaricabili gratuitamente.

Per ottenere seguito si deve concedere al proprio pubblico qualcosa in cambio.

Leggi anche: Inbound marketing da visitatore a cliente

Nell’era digitale la maggior parte delle persone si affida ai motori di ricerca per ottenere informazioni.

Circa il 44% di chi cerca una casa controlla prima su Internet se ci sono abitazioni che possono essere adatte alla proprie esigenze.

Poi prende contatto con l’agenzia, via email o telefono, per un appuntamento e verificare dal vivo le condizioni della casa.

Per questo motivo risulta fondamentale essere presenti online e soddisfare in pieno le esigenze dei lettori attirando la loro attenzione con due concetti:

  • contenuto
  • contesto

Il “contenuto” degli articoli o delle pagine del sito web è scritto per il lettore di riferimento, ottimizzato in ottica SEO (cioè con una struttura grafica del testo e termini appropriati) e inserito nei canali comunicativi (social network) propri di quel “contesto”.

Leggi anche: Per farti trovare dai tuoi potenziali clienti devi conoscere il tuo target di riferimento: le Buyer Personas

Un sito di esempio è l’ idealista.it.

I social netwok: come sfruttarli al meglio

I canali social sono delle piattaforme ideali per entrare in contatto, coivolgere e promuovere l’attività di un’agenzia immobiliare.

Con una piattaforma social si possono pubblicare contenuti con immagini, video e storie che possono richiamare l’attenzione del pubblico alla ricerca di una casa.

Il 77% degli agenti immobiliari utilizza i canali social per proporre gli immobili.

Con il video marketing si sta sviluppando un approccio più immersivo da parte del potenziale cliente che, vedendo una proprietà tramite un contenuto visivo, trova risposte immediate a eventuali dubbi.

I video sono una chiave convincente per coloro che sono in fase di valutazione dell’immobile.

Il coivolgimento del pubblico, in questo modo, risulta diretto e la partecipazione in tempo reale dell’utente è un efficace prova della professionalità dell’agente immobiliare.

Insomma c’è una fruibilità informativa diversa dal contenuto testuale.

Pertanto l’ideale è concentrarsi su almeno due social network e sviluppare un piano di pubblicazione di post o brevi video (ricordiamo che immagini e video hanno un alto gradimento).

I social media sono perfetti, inoltre, per fare pubblicità ad un pubblico segmentato, rispondere a commenti e messaggi, creare una community.

Conclusioni

Il digitale offre opportunità che prima rientravano nella pubblicità tradizionale e che nel web risultano amplificate.

Se si considera che gli acquirenti di case chiamano gli agenti immobiliari in misura inferiore rispetto ad anni fa per chiedere informazioni, ritorna indispensabile amplificare la presenza online dell’agenzia.

I Millenial e la Gen Z navigano e cercano informazioni online, tra siti web e social (dal rapporto del National Association of Relators il 99% dei Millenials e il 90% dei Boomers utilizzano siti web per la ricerca).

Ecco perché sviluppare un’adeguata presenza sulla Rete e interagire con il proprio pubblico di riferimento è l’azione indispensabile per iniziare a diffondere la propria immagine e brand.

Condividere contenuti utili (testi, immagini e video con tour virtuali), creare offerte e ebook gratuiti su argomenti immobiliari in cambio di un indirizzo email e guardare come si comporta la concorrenza sono i consigli per ampliare le probabilità di ottenere dei contatti interessati alla tua attività (lead).

Ma soprattutto è fondamentale imparare a raccontare e raccontarsi.

L’utilizzo dello storytellling emotivo si scopre vincente nel momento in cui l’agente immobiliare si mette in prima persona e, con la parola, accende quell’interesse che, col tempo, si trasforma in fiducia.

Leggi anche:

 

Nicola Albi

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WordPress 5.5 si presenta con 3 novità su velocità, sicurezza e ricerca

WordPress 5.5 si presenta con 3 novità su velocità, sicurezza e ricerca

“Eckstine”, la nuova major release di WordPress 5.5, si concentra sulla sicurezza e sulla velocità di caricamento delle pagine

Il mese di agosto si presenta con un aggiornamento di rilevo del CMS WordPress, il sistema di gestione dei contenuti più usato su scala mondiale nella costruzione di siti web.

Il team di WordPress.org ha reso disponibile la major release WordPress 5.5 “Eckstine”, in onore del cantante jazzista William Clarence Eckstine.

Con questa versione si intendono tutti gli aggiornamenti che prevedono il cambio del primo e/o il secondo numero della versione.

Migliorìe sul lato sicurezza, accessibilità e sulle prestazioni dell’editor a blocchi Gutenberg.

Ora andiamo a scoprire insieme cosa porta con sé WordPress 5.5.

WordPress 5.5: sicurezza

Con questo aggiornamento potrete decidere, attraverso l’area di amministrazione dei plugin e dei temi, se far partire l’aggiornamento automaticamente oppure no.

In questo modo il team impegnato nello sviluppo e il mantenimento del CMS WordPress cerca di aiutare chi a volte in modo sbadato lascia per settimane o mesi plugin e temi senza aggiornarli.

Grazie a questa funzionalità saprete sempre se il sito ha questi componenti aggiornati e se sta utilizzando l’ultima versione disponibile.

Attenzione, questa funzione si può attivare o disattivare per ogni plugin o tema che è stato installato.

Inoltre, in WordPress 5.5 è stata aggiornata anche la funzione caricamento file ZIP.

Questa funzionalità corre in aiuto di coloro che si sentono più sicuri nell’aggiornare a mano plugin e temi.

Infatti, da ora in poi, sarà ancora più semplice: vi basterà caricare un file in formato ZIP.

WordPress 5.5: velocità

Grazie ad un intervento mirato dei programmatori di WordPress.org gli articoli e le pagine si apriranno molto più velocemente, grazie al caricamento differito delle immagini.

Come sapete, la velocità di un sito viene influenzata dalla pesantezza delle foto e dei video caricati.

Per questo è indispensabile comprimerle prima di caricarle sul sito oppure attivare degli specifici plugin che riducono i pixel delle immagini automaticamente.

Nella nuova versione di WordPress le immagini attendono di essere caricate finché, durante lo scorrimento (scrolling), sono quasi sul punto di essere mostrate. Il termine tecnico è “caricamento differito” (“lazy loading“).

Sui dispositivi mobili il caricamento differito può anche impedire ai browser di caricare file destinati ad altri dispositivi.

WordPress 5.5: ricerca

Grazie alla nuova versione WordPress 5.5, da ora in poi per impostazione predefinita viene inclusa una mappa del sito in XML (sitemap XML).

Questo accorgimento aiuterà i motori di ricerca a scoprire le pagine più importanti sin dal primo minuto della loro pubblicazione.

Quindi non appena cliccate sul pulsante Pubblica, questo contenuto sarà inserito nella sitemap del vostro sito.

WordPress 5.5: accessibilità

Ogni aggiornamento di WordPress è rivolto a migliorare l’esperienza di pubblicazione.

Da ora poi potrete copiare con un pulsante i link nelle schermate dei media e delle finestre modali, invece di tentare di evidenziare una riga di testo.

WordPress 5.5 vi permette anche di spostare i riquadri meta attraverso la tastiera e modificare le immagini in WordPress, come potete verificare nelle istruzioni dell’editor delle immagini.

Major release WordPress 5.5 Eckstine - rilasciata il 12 agosto 2020 dagli sviluppatori di wordpress.org

WordPress 5.5: per gli sviluppatori

Come tutte le versioni di WordPress, anche la versione 5.5 introduce dei cambiamenti dedicati agli sviluppatori.

Blocchi registrati lato server nella REST API

L’aggiunta di endpoint ai tipi di blocchi significa che le app Javascript (come l’editor a blocchi) possono recuperare le definizioni per qualunque blocco registrato sul server.

Dashicons

La libreria Dashicons è stata aggiornata all’ultima versione con WordPress 5.5.
Sono state aggiunte 39 icone per l’editor a blocchi assieme ad altre 26.

Definire gli ambienti

Adesso WordPress ha un modo standardizzato per definire il tipo di ambiente di un sito (staging, produzione, ecc.). Recupera con wp_get_environment_type() ed eseguite solo il codice adatto.

Passare i dati ai file dei template

Le funzioni di caricamento dei template (get_header(), get_template_part(), ecc.) hanno un nuovo argomento $args. In questo modo puoi passare tutti i dati di un intero array a quei template.

Altri cambiamenti per gli sviluppatori

La libreria PHPMailer ha ricevuto un aggiornamento importante, la cui versione passa da 5.2.27 a 6.1.6.

Ora si ha un controllo più preciso di redirect_guess_404_permalink().

I siti che utilizzano OPcache di PHP vedranno, durante gli aggiornamenti (inclusi i plugin e i temi), un invalidamento della cache più affidabile, grazie alla nuova funzione wp_opcache_invalidate().

Gli articoli personalizzati, associati alla tassonomia di categoria, possono ora optare per il supporto del termine predefinito.

Ora è possibile specificare i termini predefiniti per le tassonomie personalizzate in register_taxonomy().

La REST API ora supporta ufficialmente la specifica dei valori predefiniti dei metadati tramite register_meta().

Sono state introdotte le versioni aggiornate di queste librerie: SimplePie, Twemoji, Masonry, imagesLoaded, getID3, Moment.js e clipboard.js.

Per saperne di più e imparare come far risaltare queste modifiche nei vostri siti, temi, plugin e altro, consultate la Guida di WordPress 5.5.

WordPress 5.5: novità per l’editor a blocchi Gutenberg

Da quando è stato introdotto il nuovo editor a blocchi Gutenberg, il team impegnato nello sviluppo di questa funzionalità cerca di aggiornarla con costanza apportando un sacco di novità interessanti.

I blocchi sono i componenti per aggiungere contenuti nell’editor di WordPress.

Esistono alcuni differenti tipi di blocchi:

  • blocchi comuni (paragrafo, titolo, immagine etc.),
  • formattazione (codice, tabella, HTML etc.),
  • elementi di layout (pulsanti, colonne, spazi etc.),
  • widget (categorie, shortcode, archivi etc.).

Il documento principale sull’editor di WordPress contiene informazioni su come aggiungere i blocchi.

Questa impostazione viene mantenuta anche per WordPress 5.5, che sviluppa nuove e interessanti caratteristiche per l’editor a blocchi.

Ecco alcuni esempi

1) Modelli di blocchi
I nuovi modelli di blocchi rendono semplice e divertente creare layout sofisticati e gradevoli, usando combinazioni di testo e media che puoi mettere insieme e adattare alla tua storia.

Troverete anche modelli di blocchi in un’ampia varietà di plugin e temi, a cui se ne aggiungono sempre di nuovi.

2) Modifica delle immagini in linea
Tagliate, ruotate e ingrandite le foto direttamente dal blocco Immagine.

Se impiegate un sacco di tempo sulle immagini, questa funzione può farvi risparmiare ore!

3) La nuova directory dei blocchi
Ora è più semplice che mai trovare i blocchi che vi servono. La nuova directory dei blocchi è integrata direttamente nell’editor a blocchi, così puoi installare nel vostro sito nuovi tipi di blocchi senza neanche uscire dall’editor.

La major release del nuovo WordPress 5.5 “Eckstine” riserva tante novità e, nel contempo, migliora l’editor Gutenberg.

Il consiglio è quello di procedere, senza timori, con l’aggiornamento del vostro sito web.

E per essere tranquilli, prima di procedere con il release, fate un backup del sito.

Lasciate, se volete, un parere sulla nuova versione 5.5 di WordPress.

Se avete qualche domanda da fare sul tema scrivetemi pure. Sarà un piacere consigliarvi al meglio.

Per approfondimenti:

 

Articolo a cura di Nicola Albi
AEsse Communication

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Parte del testo tratta dall’articolo del 12/08/2020 di Flavius Florin Harabor
Blogger e Sviluppatore informatico di insidevcode.eu

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Perché è importante avere un piano editoriale per il Blog e come costruirlo

Perché è importante avere un piano editoriale per il Blog e come costruirlo

Un piano editoriale permette di organizzare le pubblicazioni considerando gli obiettivi di medio termine. Importante conoscere il target di riferimento e scrivere contenuti di qualità e con costanza

Nella redazione di contenuti per i blog aziendali è importante creare un piano editoriale che ti permetta di essere online con costanza e qualità.

Il piano editoriale è quel documento che programma quando, cosa, perché, come e per chi pubblicare.

Ma non solo. È uno strumento che deve lavorare in sinergia con gli obiettivi di marketing e deve intercettare i bisogni informativi del tuo pubblico di riferimento, le buyer personas.

Vuoi saperne di più?

Continua a leggere e scoprirai come impostare al meglio un piano editoriale.

Cos’è un piano editoriale e quali sono i suoi obiettivi

Il piano editoriale è quel documento organizzativo che sta alla base dell’attività di Content marketing ed è utile al Copywriter per svolgere al meglio il suo lavoro editoriale nel blog e nei social media che gestisce.

I parametri da indicare in un piano editoriale del blog sono i seguenti:

  • data di pubblicazione del post;
  • titolo del post (anche provvisorio);
  • categoria;
  • argomento con breve descrizione del post;
  • intento di ricerca o bisogno informativo che si vuole soddisfare, e quindi l’obiettivo di un certo post;
  • stato di approvazione da parte del cliente.

Perché è necessario creare un piano editoriale per il Blog

È impensabile oggi creare contenuti per il web in modo efficiente e organizzato senza aver prima impostato un piano editoriale.

I vantaggi del piano editoriale

  • aiuta a organizzare il lavoro;
  • aiuta a pianificare le pubblicazioni su blog e social media;
  • consente una visione ampia e completa delle azioni di Content Marketing nel medio e lungo periodo;
  • aiuta a gestire urgenze o imprevisti.
Aspetti da considerare nella costruzione di un piano editoriale

Come costruire un Piano editoriale: quali regole seguire

In primo luogo è giusto sapere che il piano editoriale si presenta come un documento cartaceo o digitale nel quale inserire una serie di informazioni. 

In aggiunta si allega un file o un foglio con caselle che gestiscono le date di pubblicazione dei post.

Questi sono gli spazi dedicati alla pubblicazione dei contenuti, che si trovano nel calendario editoriale, documento che fa parte del piano editoriale.

Quando costruiamo un piano editoriale dobbiamo porci alcuni domande.

Occorre sempre chiedersi: “Quanto spesso voglio pubblicare?”

Bisogna rispondere in modo realistico, considerano che la cosa importante non è la quantità ma la costanza, unita alla qualità dei testi prodotti.

Un’altra domanda fondamentale è: “A chi mi rivolgo?”. 

La prima risposta è: ai clienti, a lettori interessati e ai potenziali clienti. Quali sono i bisogni informativi di questo pubblico? 

Dopo aver chiarito questo punto occorre iniziare a strutturare gli argomenti e chiedersi: quali saranno le aree tematiche che tratteremo? 

Molto importante è stabilire poi le categorie del blog e raccogliere almeno 5 idee per ogni categoria di contenuto.

La categoria è fondamentale perché ci permette di avere un quadro generale degli argomenti trattati e ci aiuta a mixarli nella giusta misura nei progetti di medio termine, costruendo una vera e propria linea editoriale.

Inseriamo anche Keyword, Tag e il prodotto di riferimento, che ci tornano utili nel momento in cui occorre puntare a prodotti stagionali, oppure a lanci particolari.

Infine, possiamo inserire le note: servono a segnare modifiche o integrazioni da parte del cliente, a cui si consegna un piano editoriale trimestrale che egli dovrà analizzare ed approvare.

Il piano editoriale deve inoltre prevedere le date di pubblicazione.

Ovviamente tutto dipende dal tipo di piano che stai costruendo: se riguarda i social media è necessario inserire anche immagini e video che si intendono pubblicare e hashtags.

Il calendario editoriale

È quel documento (cartaceo o digitale, come preferisci) che ti ricorda quando e come pubblicare.

Il calendario è perfetto per segnare con cura le date delle pubblicazioni.

Ricorda che l’aggiornamento costante del calendario editoriale è fondamentale per il successo di un blog: serve a portare traffico e a creare una buona community.

Fasi di creazione del piano editoriale: ideazione, progettazione, approvazione e pubblicazione

Facciamo un esempio. Gestiamo un blog che ha come obiettivo quello di portare visite al sito principale, un E-commerce che vende prodotti per scuola e ufficio.

Per gestire un blog connesso a e-commerce è importantissimo impostare prima di tutto un accurato lavoro SEO che prevede di intercettare intenzioni di ricerca, bisogni informativi e dunque keyword specifiche in un’ottica di imbound marketing. 

Dopodiché, le fasi di creazione di un piano editoriale sono:

  1. Ideazione
  2. Progettazione
  3. Approvazione
  4. Pubblicazione

Vediamole una per una.

Ideazione dei contenuti e prima composizione del piano editoriale

In questa fase dobbiamo considerare:

  • gli obiettivi aziendali,
  • la stagionalità,
  • le esigenze del cliente, che dovrà indicarci quali sono i prodotti su cui puntare in quel momento. 

Continuiamo nell’esempio del blog per e-shop di materiale per la scuola e l’ufficio.

In questo caso si sfrutteranno i mesi di luglio e agosto per puntare alla vendita di zaini, astucci, maxi quaderni e tutto il necessario per la scuola.

Ottobre sarà invece dedicato maggiormente alla promozione di prodotti per l’ufficio, essendo la scuola già avviata.

Progettazione dei contenuti del piano

La fase di progettazione è composta di alcune fasi intermedie.

Prima di tutto si analizzano gli argomenti di tendenza nel settore di riferimento, considerando interessi ed esigenze del target. 

Poi si analizzano gli intenti di ricerca degli utenti, le parole chiave legate a un prodotto o servizio e si iniziano a progettare gli articoli attorno a quegli argomenti. 

A questo punto si prepara una bozza di piano editoriale che verrà inviata al cliente per una prima approvazione. 

Si aggiunge al piano editoriale anche il calendario editoriale, con le date di presunta pubblicazione dei post.

Durante quest’ultima fase è bene considerare di tutti gli imprevisti che possono interferire con la produzione di contenuti.

È buona regola evitare di lavorare con scadenze troppo ravvicinate, sotto data, come si suol dire.

Approvazione delle proposte contenute nel piano editoriale

Quando i testi sono pronti vengono inviati al cliente per approvazione, che decide se gli argomenti scelti e il contenuto del piano è adeguato.

In assenza di modifiche il piano può essere considerato ufficiale e dunque può essere pubblicato.

Pubblicazione dei contenuti prodotti 

Ricorda che pubblicare un contenuto non è affatto l’atto finale, ma un atto intermedio suo del ciclo di vita, che solo ora acquista visibilità e va promosso sui social media o con altri canali quali la newsletter.

E tu, come crei il tuo piano editoriale? Se d’accordo con i mie suggerimenti? Fammi sapere cosa ne pensi nel box qui sotto!

Potresti leggere: Come scrivere una Newsletter efficace e impostare una strategia di Email Marketing

 

 

Articolo a cura di Sara Soliman
AEsse Communication

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L’efficacia dello Storytelling per la tua destinazione turistica

L’efficacia dello Storytelling per la tua destinazione turistica

Al cambiamento del turismo deve corrispondere un cambiamento di mentalità nel fare destination marketing. Lo Storytelling permette al turista di immedesimarsi e di creare continuità tra il prima e il dopo vacanza: in questo risiede la sua efficacia

Lo storytelling può fare molto per il destination marketing e per il turismo in genere.

Questo perché il concetto di viaggio oggi è cambiato: siamo passati da un turismo classico, dove la vacanza è vissuta come un’evasione, a un turismo esperenziale, un turismo caratterizzato da esperienze immersive e che arricchiscono.

Il turista ha bisogno di sentirsi coinvolto e stupito. Ha bisogno di qualcosa che meriti di essere raccontato.

Creare, con la narrazione, esperienze coinvolgenti e immersive può spingere l’utente a scegliere una destinazione proprio in funzione delle emozioni che prova.

Turismo esperenziale e Marketing del territorio

Il turista non pensa più solo a cosa fare durante le sue vacanze, pensa anche a come sentirsi in vacanza.

Secondo molti turisti solo le esperienze a forte impatto emotivo riescono a rendere un viaggio memorabile.

Un recente studio di Trip Adivisor dimostra come siano le esperienze ad attrarre i viaggiatori.

Circa il 74% degli utenti ritiene fondamentale conoscere qualcosa di nuovo e per il 67% degli intervistati è importante imparare cose nuove mentre si viaggia. 

Inoltre, negli ultimi anni l’enogastronomia ha assunto una rilevanza tale da essere considerata come una degli elementi fondamentali di un viaggio*.

Il viaggio, insomma, viene visto come qualcosa che meriti di essere raccontato, anche sui social media.

E non a caso, da qualche anno ormai, enti di promozione del territorio e strutture dell’accoglienza includono nella loro offerta esperienze extra pensate proprio per arricchire il viaggio con nuove scoperte e attirare così l’ospite.

Anche nei siti delle OTA (Online Travel Agency) è possibile filtrare le località in base alle esperienze, a “come ti vuoi sentire” (sportivo, rilassato, festaiolo, eccetera) o a “cosa vuoi fare”.

Storytelling e Marketing del turismo

Quali benefici può portare lo storytelling al turismo?

Lo storytelling è un modo innovativo di fare marketing. Dico innovativo perché presuppone un salto di mentalità da parte della struttura ricettiva, che deve focalizzarsi sull’esperienza dell’utente.

Per fare questo è necessario che la strategia di marketing comprenda un piano di comunicazione che permetta di sfruttare al meglio la tecnica dello storytelling.

Un piano strategico di storytelling ben fatto può aiutare l’attività a sintonizzarsi con la clientela target, acquisendo nel tempo la loro fiducia.

Nel caso del turismo esperenziale lo storytelling può avere un ruolo fondamentale per valorizzare la storia di un luogo e suggerire possibili cose da scoprire, stimolando così la curiosità e la fantasia del viaggiatore.

Nel marketing turistico la narrazione può essere il mezzo principale per stimolare l’immaginazione dell’utente e ampliare le emozioni del viaggio tra un prima e un dopo la scelta della meta.

 

Storytelling Destination Marketing

Lo storytelling è una tecnica di narrazione che ha la capacità di portarci nel luogo del racconto

 

Questo perché le fasi di coinvolgimento del viaggiatore sono 3 e con lo storytelling puoi agire su ognuna di esse:

  1. la ricerca dell’esperienza,
  2. la scelta, con l’acquisto,
  3. il ricordo dell’emozione provata.

Con la narrazione possiamo valorizzare ognuna di queste fasi:

  • nella fase della ricerca lo scopo dello storytelling è dire all’utente: “Potresti essere tu”;
  • nella fase di scelta e di acquisto più aspetti siamo in grado di inserire nella nostra narrazione, veicolando valori emotivi, più possibilità abbiamo di sintonizzarci con i gusti del nostro target;
  • nella fase del ricordo lo storytelling mira alla continuità. Raccontare l’esperienza di un viaggio aiuta a prolungare la relazione tra chi ospita e chi viene ospitato e può tradursi in un secondo viaggio.

Nella narrazione, ricordati di comunicare positività:

“Comunica felicità: è lì che le persone amano tornare.”

È una frase che mi ripeto anch’io come un mantra, quando scrivo i testi per i miei clienti. Mai come in questo momento storico c’è bisogno di trasmettere valori positivi e felicità: è questo ciò di cui le persone hanno bisogno.

Come fare Storytelling nel turismo

Una struttura ricettiva, per fare storytelling deve focalizzarsi sulla sua unicità, quella che in gergo viene detta unique selling proposition.

La tua struttura è in una posizione geografica che offre una vista spettacolare? La zona si caratterizza per una particolare produzione, ad esempio, di vino?

Offri un nuovo e particolare servizio?

Parti da qui: questo è ciò che contraddistingue la tua destinazione e ti rende unico.

Creare un racconto incentrato sulla tua proposta esclusiva contribuirà a fare la differenza nel target.

Quali sono le storie che interessano i turisti?

Lo storytelling deve essere costruito sui gusti del proprio target di riferimento ed è necessario conoscere quali sono le storie che i turisti amano sentirsi raccontare.

Quali storie amano i turisti di oggi?

  1. Storie del luogo;
  2. storie di chi abita sul posto;
  3. le storie di attualità legate al mondo della cultura;
  4. le storie legate ad eventi legati alle tradizioni locali.

Oppure potresti affidarti a dei blogger, ottimo strumento per migliorare la brand awareness (l’identità e riconoscibilità della tua struttura).

Lo Storytelling a servizio dell’enogastronomia

La tecnica dello storytelling è interessante anche per il settore enogastronomico, dove l’elemento vino potrebbe essere narrato proprio con il legame al territorio.

Diventerebbe allora un racconto di cultura che può coinvolgere quel gran numero di persone in continua crescita che, in una vacanza, cercano anche l’esperienza sensoriale e di arricchimento.

Come scrive in un interessante articolo Nicole, accompagnatrice turistica e collaboratrice di AEsseCommunication:

“Davanti ad un bicchiere di vino si sta involontariamente trattando anche di storie di lavoro, di professionalità, di qualità e di eccellenza, si stringono intese e si perpetuano tradizioni.”

Dove fare Storytelling: quali canali usare?

Per una struttura ricettiva è fondamentale oggi avere un sito internet di tua proprietà.

Questo perché oggi non basta più essere sulle piattaforme di prenotazione. Chi vuole andare in vacanza usa i portali (vedi Booking) come filtro ma poi cerca il sito web della struttura scelta per controllare i prezzi o per spuntare qualche offerta interessante.

Sul tuo sito web, lo strumento principe per fare narrazione è il blog: qui puoi raccontare, giorno dopo giorno, tutto quello che offre il tuo territorio, puoi far parlare un blogger del luogo, intervistare chi abita nel posto o promuovere eventi o fiere.

Inserendo costantemente nel blog articoli mirati e curati dal punto di vista della SEO riuscirai a intercettare il tuo target e a farti trovare dai motori di ricerca nel momenti in cui gli utenti pianificano le loro vacanze.

Poi ci sono i social media, dove puoi condividere il tuo racconto e pubblicare foto accattivanti e coinvolgenti.

Instagram, ad esempio, è un ottimo strumento di destination marketing, a patto che sia seguito con costanza.

A questo proposito potresti leggere: Instagram per il turismo: 5 consigli per raggiungere il tuo target e aumentare la visibilità

In una buona strategia di marketing del turismo il tuo sito web con blog e i Social media sono strumenti che viaggiano paralleli e con unico obiettivo: raccontare, coinvolgere, fidelizzare.

Non pensare però di poter sostituire il sito con i social media: il sito è di tua proprietà e ti rappresenta verso il tuo target, i social media hanno la funzione di supporto ad esso e di condivisione di contenuti.

Ti aiutano a mantenere i contatti e a fidelizzare i tuoi clienti, ma ricorda che non sono di tua proprietà, nemmeno quella che tu chiami “la mia pagina”.

Social media marketing e Visual Storytelling

Instagram ha fatto del Visual storytelling la sua colonna portante.

Il social è infatti il più amato dai brand proprio perché offre loro molte possibilità di comunicare, sia per quanto riguarda le immagini sia per il microblogging legato alle didascalie, che non va sottovalutato.

Poi, grazie alle Instagram Stories puoi creare raccolte di immagini visibili 24 ore e conservarle come album.

Se trovi il modo di essere originale e offri contenuti di qualità vedrai che lo Storytelling su Instagram funziona!

Anche su Facebook e Pinterest, grazie a contenuti di qualità, puoi creare un buon engagement.

In merito potresti leggere:

Lo storytelling turistico, come vedi, rappresenta un’ottima opportunità per il marketing turistico.

Ma per essere sfruttata appieno è necessario creare contenuti che rispondono ai bisogni dei turisti e al loro desiderio di vivere un’esperienza indimenticabile.

Se hai bisogno di un piano editoriale per avviare una strategia di storytelling per la tua destinazione turistica scrivimi, sarò felice di aiutarti.

Se ti occupi di turismo, segui il blog sul Marketing del turismo, potrai trovare tanti consigli utili per promuovere la tua attività.

 

*Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2020 di Roberta Garibaldi

 

Articolo a cura di Sara Soliman
AEsse Communication

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Influencer marketing e turismo: un legame vincente per la strategia marketing della tua destinazione turistica

Influencer marketing e turismo: un legame vincente per la strategia marketing della tua destinazione turistica

L’influencer marketing legato al mondo del turismo può essere un ottimo strumento per migliorare la brand awareness e per aumentare l’engagement.

Oggi ci troviamo in quella che viene definita l’economia delle “raccomandazioni” e il fatto che i turisti in modo spontaneo promuovano una destinazione turistica è di sicuro un vantaggio.

Non si pensi al concetto di “raccomandazione” all’italiana, ma piuttosto al corrispettivo americano: si tratta di “dare consigli mettendoci la faccia”.

Saper sfruttare il processo di influencer marketing significa fare in modo che gli influencer mettano al servizio della tua attività turistica la loro immagine e la loro credibilità.

È quindi importante che la DMO, ovvero la gestione coordinata di tutti gli elementi che compongono una destinazione, utilizzi le “raccomandazioni” degli influencer come strumento per il marketing del passaparola da inserire nel proprio piano di Destination marketing.

Gli influencer possono giocare un ruolo rilevante per la tua attività perché hanno la capacità di influire sulla decisione di acquisto delle persone, di programmazione turistica da parte dei propri follower.

D’altronde i consigli personali sono considerati la pubblicità più potente!

La tua attività sfrutta già le potenzialità dell’influencer marketing?

Sai già come scegliere l’influencer giusto per la tua destinazione?

Scopri insieme a me cos’è l’influencer marketing e come sfruttarlo per la tua attività, troverai anche due esempi di influencer marketing vincente.

 

Cos’è l’influencer marketing

L’influencer marketing è una strategia di marketing incentrata sulla promozione e sulla comunicazione della destinazione turistica attraverso la figura dell’influencer.

In base alle diverse tipologie di influencer, i tipi di collaborazione sono diversi, così come le tattiche e gli obiettivi.

Per prima cosa devi definire gli obiettivi che vuoi raggiungere:

  • Brand awareness se vuoi far conoscere la tua struttura/attività a chi ancora non sa che esiste;
  • Promozione turistica di una destinazione o di una/più strutture. Lo strumento del blogtour è un’ottima pubblicità per una località, perché venga conosciuta, ricordata e scelta;
  • Community engagement per aumentare la tua comunità sui social e creare un bacino di utenti che ti conoscano e vogliano venire a trovarti.

Dopo aver deciso gli obiettivi che vuoi raggiungere, dovrai scegliere l’influencer più adatto alla tua attività e ai tuoi clienti di riferimento che parleranno della tua struttura e dei tuoi servizi.

Viene “sfruttata” la riconoscibilità e l’autorevolezza dell’influencer in modo da raggiungere un’audience maggiore.

Quando un influencer parla sui propri social di contenuti specifici su una destinazione, questa acquisisce maggiore visibilità e una sorta di garanzia e certificazione.

Se ci pensi, si tratta di una trasposizione online delle tradizionali relazioni pubbliche.

Come scegliere gli influencer per la propria attività

Un passaggio fondamentale per una destinazione sta nell’identificare gli influencer più interessanti e più idonei.

Sfruttare la loro autorevolezza e credibilità può servire per migliorare o modificare l’opinione del mercato e creare un’opinione positiva (awareness) della tua attività.

Inoltre, è funzionale per diversificare l’audience, incrementando il mercato potenziale o per incidere su determinati mercati o segmenti di nicchia.

Prima di cercare e contattare gli influencer domandati che cosa essi possono fare per la tua destinazione e ricordati che non sempre coloro che hanno un maggiore numero di fan sono quelli che interessano di più, devi considerare la loro specializzazione di settore.

Potrai scegliere tra:

  • Travel blogger, ovvero blogger che si occupano di turismo, che raccontano il loro viaggio sul proprio blog e sui social con foto e video originali;
  • Food blogger, che scrivono di alimentazione e raccontano sul blog e sui social la loro esperienza culinaria;
  • Fotografi ufficiali, un bravo fotografo che crei del materiale relativo al blogtour e delle immagini del territorio e della tua struttura che puoi utilizzare in qualsiasi momento;
  • Videomaker, che può utilizzare gli spunti del blogtour per creare dei video inediti.

Il piano operativo di influencer marketing

Il piano operativo

Piano operativo di influencer marketing: identifica, classifica, contatta e gestisci gli influencer

Nel momento in cui metti in atto una strategia di Destination marketing in collaborazione con gli influencer devi attuare un piano operativo di marketing che prevede tre momenti in sequenza:

  1. Identifica gli influencer più adatti per la tua attività;
  2. Classifica e contatta gli influencer che hai scelto;
  3. Gestisci gli influencer.

Identificazione

In generale, gli influencer si trovano laddove possono condividere la propria passione o interesse.

Ma come identificarli?

Chi si occupa della DMO (la gestione degli elementi che compongono una destinazione) può applicare una tattica di ascolto e osservazione o può visitare le diverse community e forum, intervenendo e cercando di individuare quali sono gli influencer più ascoltati.

Osserva pertanto a quali eventi partecipano, in quali reti social sono presenti, le menzioni che ricevono dagli utenti e ricordati che nella ricerca degli influencer l’attinenza agli argomenti è fondamentale.

Classificazione e contatto

Di norma le destinazioni hanno diversi prodotti e servizi e quindi è importante stabilire, in linea con la strategia di contenuti della DMO, una ripartizione degli influencer in base alle diverse tipologie di turismo presenti.

Questo ti permette di definire con più precisione le modalità di rapporto da sviluppare in relazione a ognuno di loro.

Gestione

Per gestire gli influencer è necessario effettuare un’ulteriore classificazione in base a tre fattori:

  1. Il reach. Il numero di utenti unici che visitano quel profilo;
  2. La rilevanza. Quanto l’offerta proposta incontra i bisogni e desideri dell’utente;
  3. La risonanza. La Brand/influencer che diventa parte dell’identità di una persona.
Puoi suddividere gli influencer in diverse tipologie:
  • Le “celebrità” sono persone note che possono essere utilizzate come testimonial.
    Hanno un reach (numero di individui o account unici che hanno visto il contenuto, magari da più dispositivi) elevato, una risonanza medio-alta e una rilevanza media. Bisogna ingaggiarli attraverso incentivi economici;
  • Gli “esperti” sono considerati autorità in quanto conoscitori della materia che trattano.
    Il reach, la risonanza e la rilevanza di questi influencer sono alti in virtù della loro capacità di trasmettere valore aggiunto. Devi fornire loro elementi di valore da condividere con la propria audience;
  • I “connector” hanno buone conoscenze e una buona capacità di conversare online. La loro risonanza è alta, mentre la loro rilevanza è bassa. A loro bisogna offrire amici e connessioni;
  • Gli “uomini-brand” sono soggetti interessati ad accrescere la propria immagini personale e la propria notorietà in rete.
    Il reach, la rilevanza e la risonanza sono alti.
    Bisogna identificare fattori specifici che possono indurli a collaborare nella promozione della destinazione;
  • Gli “analisti” sono interessati alle informazioni e al loro approfondimento. Il classico esperto che valuta prodotti e servizi tecnici;
  • Gli “attivisti” sono specializzati in temi concreti e specifici. Hanno una certa rilevanza e per attirarli bisogna ascoltarli, leggerli e dialogare con loro nei loro canali;
  • Gli “agitatori” amano il dibattito e cercano sempre nuovi spunti da condividere e da rielaborare.
    Con loro si deve fornire informazioni da re-inoltrare e rielaborare per avviare nuove conversazioni;
  • I “giornalisti online” hanno un reach alto ma una risonanza e rilevanza più contenute.

Il blogtour

Cosa fa di solito un blogger durante un blogtour?

Il blogger deve essere messo in condizione di raccontare la realtà della struttura e del territorio così come la vivrebbe un ospite qualunque.

Una volta arrivati alla destinazione i blogger iniziano a:

  • Raccontare in diretta con un live su Twitter;
  • Raccontare in diretta video su Instagram tramite le stories;
  • Raccontare con immagini e piccoli video sui social tutto ciò che andranno a conoscere durante il viaggio;
  • Raccogliere e creare materiali originali che serviranno poi per descrivere la destinazione e la struttura su uno o più articoli da pubblicare sul blog.

Considera che non sempre ha senso presidiare tutti i social, anzi, bisogna decidere prima i più adatti al proprio pubblico di riferimento.

Organizzare un blogtour è utile perché gli influencer validi hanno una reputazione, sono sinceri, affidabili e indipendenti da testate giornalistiche che spesso dettano le linee guida.

Hanno una visibilità duratura sul web e i loro contenuti sono virali e generano condivisioni sui social, rendendo la struttura inserita più conosciuta ai loro follower.

Due esempi vincenti: Artist Residence e Human Safari

Se fai parte di un’agenzia turistica, di un hotel o B&B di sicuro pubblichi contenuti di qualità sui social per migliorare la tua reputazione e per aumentare l’engagement.

Questa operazione non basta in quanto la maggior parte dei turisti, quando sta organizzando un viaggio, cerca opinioni sui social da parte degli influencer.

Vediamo insieme due esempi diversi e interessanti: Artist Residence e Human Safari.

Artist Residence

Artist Residence

Artist Residence: boutique hotel britannico

Nel settore del turismo, la campagna di influencer marketing da parte di Artist Residence è stata promossa dalla catena di hotel britannica.

Campagna diretta ad un tipo di viaggiatore specifico: il turista di lusso.

È stata così presentata la moda di lusso “Chromo-Influencer”, in cui hanno partecipato blogger e stelle di Instagram, quali:

La campagna è stata adattata nei minimi dettagli ai followers di questi profili. Prima del soggiorno nell’hotel britannico il brand ha inviato i Chromo Influencer al Bicester Village.

Così facendo è stato attirato l’interesse del pubblico di riferimento e l’area dell’Oxfordshire è stata identificata come una destinazione per giovani professionisti legati al mondo della moda.

Il tutto era legato alla produzione e pubblicazione di contenuti di alta qualità su Instagram e YouTube in modo da far conoscere sempre di più il nome della catena di hotel Artist Residence.

Human Safari

Human Safari

Human Safari: travel blogger e youtuber

Human Safari, all’anagrafe Nicolò Balini, è un fotografo e videomaker molto conosciuto nel mondo del tubo..

Nel 2012 ha aperto il suo canale Human Safari dove crea video e contenuti web per raccontare le sue avventure in giro per il mondo a tutti coloro che lo seguono

Con gli anni è diventato un punto di riferimento per il settore travel di YouTube. Pensa che ad oggi conta 846k di iscritti.

Collabora con enti del turismo, compagnie aeree e realtà legate al mondo travel ed ha anche aperto un tour operator attraverso il quale propone viaggi organizzati con i suoi iscritti.

Da dove arriva la sua passione per il mondo travel?

Sin da piccolo ha avuto la fortuna di viaggiare e prima di intraprendere il suo percorso online ha lavorato anche come agente di viaggio.

Questa esperienza precedente gli ha permesso di dare il meglio in veste di accompagnatore per tour organizzati con i suoi follower in Giappone, Lapponia, Norvegia, Islanda, Egitto, Kenya, Giordania, Hawaii e tante altre mete in arrivo.

Quello che alimenta la passione per il mondo dei viaggi di Human Safari è la sua voglia di esplorare ed imparare immergendosi in ogni diversa cultura che incontra.

Da non sottovalutare il fatto che in qualità di fotografo e videomaker, collabora con le più grandi aziende produttrici di macchine fotografiche e fotocamere e quindi la qualità del contenuto finale è sempre la sua priorità.

Nicolò è stato vincitore “Miglior Travel Blogger” MIA 2017 e 2018 e Tedoforo ufficiale alle Olimpiadi di PyeongChang nel 2018.

Per scoprire ancora di più come lavora Human Safari ti consiglio il suo libro “Istantanee intorno al mondo” edito da Mondadori nel 2018.

Perché fare influencer marketing nel turismo

Ti starai chiedendo se sia necessario inserire nel tuo piano di destination marketing anche gli influencer. Vediamo insieme i vantaggi che ne potresti trarre:

  1. Ti aiutano ad attirare nuovi potenziali turisti;
  2. Possono essere un canale attraverso il quale ottenere nuovi follower;
  3. Possono incrementare la reputazione della tua destinazione;
  4. Possono creare contenuti ad hoc per la tua destinazione turistica;
  5. Le loro opinioni si possono trasformare in vendite;
  6. Condividono le esperienze che possono fare nella tua destinazione, molto più importanti della pubblicità.

Come hai potuto leggere, l’influencer marketing legato al mondo del turismo può essere una carta vincente per la tua attività.

Devi stare attento ad organizzare e a gestire la collaborazione con l’influencer facendo le dovute ricerche e supervisionando il tutto.

Se non sai bene come muoverti con gli influencer o hai bisogno di qualche consiglio su come impostare la collaborazione non esitare a contattarmi nel team di AEsse Communication, sarò felice di aiutarti.

 

Articolo a cura di Giorgia Bozzetti
AEsse Communication
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Seo Copywriting: come scrivere per farsi amare da Google (e non solo)

Seo Copywriting: come scrivere per farsi amare da Google (e non solo)

Scrivere per farsi leggere è l’obiettivo di ogni copywriter. Il buon contenuto, interessante e coinvolgente, non basta. Seguendo le regole della SEO raggiungi il tuo target e puoi scalare, col tempo, la serp di Google

Un bravo copywriter non deve preoccuparsi solo di redigere un contenuto ben scritto, interessante e senza errori.

Dal momento che la sua necessità è quella di far leggere quello che ha scritto, deve fare in modo che Google (o Bing, Yahoo, StartPage o altri), prima di tutto, si accorga del suo testo.

Questo ragionamento vale tanto per gli articoli di un blog o un giornale online quanto per le pagine di un sito web.

Durante la ricerca sul web, senza una SEO corretta (Search Engine Optimization, sistema che permette di gerarchicizzare in ordine di importanza e pertinenza i diversi contenuti del web) il tuo sito web risulterà in coda al altri siti che hanno fatto buon uso della SEO.

Il SEO Copywriter: come lavora

Mentre il copywriter si occupa di scrivere contenuti informativi, persuasivi ed emozionanti, il SEO copywriter si occupa della scrittura ottimizzata per i motori di ricerca.

Il SEO copywriter, bada bene, non è un esperto SEO, conosce però quelle regole che sono utili alla buona scrittura per ottenere dei risultati in termine di ricerca.

Oggi il web offre un gran numero di possibilità per le aziende che intendono aumentare la loro visibilità, ed è proprio lavorando in sinergia con queste due metodologie che si ottengono i risultati migliori.

Affinché i motori di ricerca premino un contenuto è necessario che questo sia dunque efficace, interessante, utile e attinente alle ricerche degli utenti della rete.

Il legame tra Content Marketing e SEO è stato definito con simpatia “la più grande storia d’amore del web” (Salvatore Russo e Alessandro Agostini, nel libro SEO&CONTENT di Hoephli): il segreto del loro successo è infatti l’equilibrio e il reciproco rispetto.

L’amore per la scrittura è necessario ma non basta per far sì che il proprio testo venga letto, come conoscere i tecnicismi della SEO è fondamentale ma senza la buona scrittura serve a poco.

Solo con l’unione accorta di questi due elementi posso ottenere il massimo dei risultati.

La prima cosa di cui si deve occupare un SEO copywriter è dunque quella di scoprire quali sono gli argomenti più cercati nel web, ossia quali sono le keyword (parole chiave) su cui organizzare il proprio scritto. Certo, relativamente alla branchia di suo interesse.

A questo scopo si può utilizzare Google Trends, Answer ThePublic e Ubbersuggest.

Una volta individuate le keyword primarie e secondarie, dette anche “coda lunga”, il copywriter inizia a costruire il suo contenuto, partendo dall’inserimento delle parole chiave.

Un suggerimento: concentrarsi sulle keyword secondarie (tralasciate dai concorrenti) è una buona strategia, in quanto consente di godere di un posizionamento più facile e di una buona visibilità.

Contenuti SEO-friendly

Scrivere contenuti SEO-friendly significa scrivere testi che si fanno leggere e che, al contempo, tengono in considerazione le regole del buon uso della SEO.

Brevi consigli:

  • Preferisci il testo all’immagine per esprimere concetti importanti.
  • Ripeti le parole e le frasi chiave (nel titolo e nel corpo del testo). Il testo deve risultare nell’insieme fluido e ben scritto, anche se SEO oriented.
  • Condensa all’inizio i concetti più interessanti.
  • Dividi il testo. Non presentare un unico blocco ma suddividilo in paragrafi (ognuno con il suo titolo) e poi in frasi brevi. Sarà più leggibile per il lettore e per i motori di ricerca.
  • Non scrivere testi troppo brevi. I motori di ricerca premiano testi e pagine di 1000 parole circa.

Leggi anche: UX Writing: l’importanza dei microtesti nella user experience

SEO Copywriting

La SEO STRATEGY comprende un insieme di azioni mirate a ottenere visibilità sui motori di ricerca

Come scrivere testi efficaci

Approfondiamo. Parliamo di quegli aspetti dal cui utilizzo dipende l’efficacia di un contenuto. 

Mi riferisco a:

  1. Struttura
  2. Punteggiatura
  3. Lessico
  4. Leggibilità
  5. Usabilità
  6. Fonti
  7. Il Fattore Umano

Struttura

Il contenuto dell’articolo o della pagina web deve essere organizzato in modo tale da facilitarne la fruizione. 

Comunica il topic (l’argomento, la chiave) nelle prime righe: deve essere chiaro fin da subito di cosa stai parlando.

Non dare per scontato che la struttura impostata sia comprensibile e logica: prova a ragionare dalla parte dell’utente che non conosce il tuo progetto, che ha fretta e che vuole trovare subito quello che sta cercando.

Punteggiatura

La punteggiatura, quando non è corretta, cambia il senso alla frase. Obbliga l’utente a doversi fermare e rileggere, con la conseguenza che abbandonerà quanto prima la tua pagina.

Lessico

Le parole utilizzate devono essere semplici e comprensibili a un pubblico ampio. Se usi termini in un’altra lingua, acronimi o tecnicismi inserisci la traduzione per facilitare la lettura.

Leggibilità

Considera che più dell’80% del traffico web avviene su cellulari o tablet. Per questo devi costruire le tue pagine in modo che siano fruibili (e leggibili) anche da altri dispositivi oltre al pc.

Scegliere un carattere (font) chiaro e pulito e le corrette dimensioni è un altro aspetto importante per farti leggere: i fruitori abbandonano velocemente testi interessanti se scritti in modo illeggibile o in un unico “blocco”.

Usabilità

Significa che ogni testo deve essere scritto in base al proprio scopo. Mi spiego meglio: se inserisci un pulsante nella pagina web per far scaricare un contenuto, il tutto dovrebbe avvenire con il minimo di passaggi e nel modo più semplice e intuitivo possibile.

Fonti

Le fonti attribuiscono credibilità e valore al tuo messaggio. Hai a disposizione pochi secondi per convincere l’utente a continuare con la lettura: giocatelo al meglio!

Persona al centro (H2H)

Da quando, nel 2014, è uscito il libro di Bryan Kramer There is No B2B or B2C: It’s Human to Human, in molti hanno iniziato considerare il fattore umano nel fare marketing.

La comunicazione infatti, per funzionare, va impostata tenendo presente che tanto dietro a un’azienda quanto dietro al consumatore esiste sempre la persona.

I contenuti che meglio funzionano oggi sono quelli che permettono di condividere valore in modo personale. È questo che cercano i clienti oggi; un contenuto privo di personalità e di elementi umani è destinato a perdere anche se contiene informazioni interessanti.

Scrittura SEO-friendly: consigli tecnici

Ti elenco le caratteristiche essenziali da tenere in considerazione per produrre contenuti in ottica SEO:

  1. Usa il tag h1 per il titolo e i tag h2, h3 e così via per i titoli dei paragrafi e dei sottoparagrafi;
  2. utilizza la keyword in modo naturale nel testo e utilizzane le varianti (singolare e plurale, sinonimi e keyword secondaria);
  3. comunica subito il topic;
  4. usa grassetto e corsivo in modo coerente;
  5. usa i meta tag;
  6. utilizza gli elenchi puntati e numerati;
  7. rinomina i file e le immagini utilizzando la keyword nel titolo;
  8. compila il campo del testo alternativo (ALT) relativo all’immagine caricata;
  9. utilizza link interni e link esterni rilevanti e utili al lettore;
  10. fai attenzione alla proporzione tra testo e codice (non sempre un testo da 300 parole è sufficiente a bilanciare questo rapporto).

Per approfondire questo ultimo aspetto puoi leggere: Text/HTML Ratio: rapporto tra testo visibile e codice HTML di Giovanni Sacheli, esperto SEO.

Scrivere SEO-Friendly

Il SEO Copywriter si occupa di redigere contenuti SEO-Friendly, ossia testi che combinano un’ottima scrittura alle pratiche di ottimizzazione per i motori di ricerca

 

Il contenuto, pertanto, risulta essere l’elemento fondamentale su cui puntare energie e budget con l’obiettivo di trovare una posizione ottimale nelle pagine di Google.

“Content is king”  per far crescere il proprio business e differenziarsi nel rumore della Rete, ma questo non basta. Nelle dinamiche della new economy bisogna mettere in campo tutte quelle tecnologie che servono per catturare la propria audience (creando engagement).

I progetti devono essere supportati dai social (con le tecniche del Social Media Marketing), creare una community rivolta ad aggregare il pubblico di riferimento, e gestire una fase di Inbound marketing ovvero “l’arte di portare il contenuto dinanzi ai giusti lettori nel momento opportuno e nel posto opportuno”.

Anche l’uso di software di analisi, testing e monitoraggio dei risultati offerti dal web (con le giuste KPI, cioè le metriche per valutare il ritorno dell’attività che si sta facendo) è oramai un mantra: “misura, misura e ancora misura”.

Potresti leggere anche: Perché affidarsi al Copywriter per creare l’immagine del proprio brand

Se hai qualche domanda per approfondire questo argomento o se ti serve aiuto per meglio gestire i testi del tuo sito web contattami. Con piacere e senza impegno.

 

Articolo a cura di Sara Soliman
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